Pensieri Sparsi

Hello: I’m Patty Bladell.


State andando a controllare la bilancia?

No, non sono una ex cicciona diventata stronza (anche perché stronza lo sono sempre stata), eppure con Patty condivido una malsana abitudine.

Quando lo stress bussa alla mia porta, quando il nervosismo la fa da padrona, quando sento che ho bisogno di essere consolata mangio come se non ci fosse un domani. In trenta minuti credo di aver fagocitato patatine, caramelle e biscotti in ordine sparso…e adesso aspetto la pizza.

Potrei mangiare il mondo in momenti come questi! Vorrei mangiare il mondo!

Mi sa che devo tornare a fare Fitboxe!

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Time to back home!


Questa volta non c’è stato un post pre partenza, non vi ho mostrato cosa ho visto in questi giorni ne vi ho raccontato come mai ancora una volta ho preso il mio trolley fucsia e ho lasciato casa per un po’…ma se avete pazienza lo farò!

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Insatiable


Il fatto che io abbia passato l’ultima settimana a chiedere in giro se avessero visto il telefilm della cicciona che è dimagrita diventando una fantastica stronza vendicativa dovrebbe essere già una recensione sufficientemente chiara. Dite di no?

Insatiable, per chi non avesse idea di cosa stessi parlando, è il nuovo telefilm targato Netflix che sta dividendo l’opinione pubblica; già dal trailer sono iniziate a proliferare petizioni per bloccare la messa in onda dello show considerato irrispettoso e promotore di body shaming.

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La trama è semplice: Patty Bladell è un’adolescente decisamente sovrappeso e per questo vittima di bullismo al liceo. Condivide con la sua unica amica, ovviamente lesbica Nonnie, una sfrenata passione per Drew Barrymore. A causa della mandibola rotta per un pugno in faccia sferratogli da un vagabondo e di una forzata dieta liquida perde 30 chili e diviene una gnocca assetata di vendetta. La sua vita incrocia quella di Bob Armstrong, un avvocato e consulente di moda caduto in disgrazia a causa di false accuse di molestia sessuale da una ex cliente, Regina, milf psicopatica e madre adottiva di una cinesina bassa, inviperita con chiari disturbi mentali.

Dissacratoria e cattiva, la serie prende di mira tutte le categorie possibili in cui il genere umano è suddiviso. Una costante presa in giro di tutti gli stereotipi e le etichette con cui I perbenisti catalogano la società. Black humor per palati sopraffini.

Il fenomeno del bullismo, dopo essere stato trattato con tratti macabri e deprimenti in 13 reasons why, è affrontato in maniera provocatoria in questa serie. Patty è palesemente bullizzata dai suoi compagni di classe a causa del suo peso; chiaramente bulimica cerca di riempire il buco della ciambella della sua anima in un modo o nell’altro. Dapprima è il cibo a rendere Patty insaziabile, poi il suo desiderio di essere accettata, infine la vedetta. Siamo tutti insaziabili come Patty Bladell, tutti vogliosi di riempire quel buco che, diversamente, ci divorerebbe.

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Patty non cambia diventando magra, non diviene cattiva…prende semplicemente consapevolezza dei suoi desideri. Smette di nascondersi nello strato di grasso che l’avvolge ed è costretta a fronteggiare un mondo che le sue voglie gliele vede scritte in faccia. È egoista, ma lo è sempre stata ed è proprio la sua migliore amica a fargliela notare; semplicemente, da quando è diventata magra, ha iniziato a prenderne coscienza.

Ogni personaggio è la parodia di se stesso e della sua categoria: gay, milf, drogati, religiosi, reginette di bellezza, mamme assenti, alcolisti, disabili. Non si salva nessuno.

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I vincitori vincono.
Lo ripete di continuo fino a farlo diventare il suo mantra, fino a giustificare ogni sua azione.

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Insomma a me è piaciuto tantissimo!
Ma ho il sentore che difficilmente una seconda stagione vedrà luce.

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E voi lo avete visto?

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

Una storia a metà…


Se Wendy avesse raccontato a qualcuno di Peter Pan, secondo voi le avrebbero mai creduto?
Una bambina troppo cresciuta che amava raccontare storie, lavorare di fantasia, creare mondi fantastici: chi avrebbe mai ascoltato la sua verità?

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Tu pensi troppo, amica mia. La tua testa sembra non fermarsi mai.
Vorrei poter dire il contrario, smentire chi conoscendomi fin troppo bene è costretta a subirsi le mie paranoie…i miei racconti a metà.

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Perché basta poco e i pensieri inciampano sempre sullo stesso, su quello che sarebbe potuto accadere, su quella storia a metà a cui nessuno crederebbe mai.

 

 

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Solo un altro post sul caldo…


Possiamo essere sicuri che non c’è più scampo al caldo nel momento esatto in cui anche io cedo al fascino del condizionatore acceso di notte per riuscire a dormire evitando la cremazione. Non che sia stata una scelta facile eh [perché anche nel non voler cedere ai 40 gradi devi dare dimostrazione della tua insanità mentale], sono dovuta arrivare quasi fino allo scioglimento per professargli  il mio amore.

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E così mi godo lo pseudo fresco della mia stanza anche stasera mentre, buttando un occhio a Temptation Island, cerco di non pensare che siamo già ad Agosto ed io quest’estate non l’ho ancora capita. Ah ma perché siamo in estate? Oltre a morire di caldo cosa hai fatto per ora?

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La vostra estate come sta procedendo?
Tenetemi un pò di compagnia.

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Pensieri Sparsi


Sono ammalata. Scrivo spesso quando sono ammalata. Ho il naso arrossato che mi fa sembrare un clown. E le dita piene di germi. Ho poca voglia di parlare. Il mal di gola è l’unica cosa che riesce a placare la mia voce in certi giorni. Sono quasi senza voce. Quasi perchè, in fin dei conti, la voce non la perdo mai del tutto. Ho tante cose da dire, pensieri sparsi da raccontare. Forse dovrei farli fruire senza ragionarci troppo.

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Essere ammalati in estate fa schifo. Capiamoci, non sto affermando che in inverno quando le mie pessime difese immunitarie vanno a farsi un giro consentendo party sfrenati nel mio corpo ai microbi ci sia tutto questo carnevale di Rio, ma in estate fa tutto decisamente più schifo. C’è un caldo che si muore e il fantastico mix naso tappato + apnea forzata è un biglietto solo andata per un non mi parlate che mordo.
Che poi, parliamone pure, se una già è sfigata ad avere la tosse che manco nonna Belarda, nei suoi momenti peggiori, denuncia la stessa quantità di muchi non è carino sottolineare come faccia tanto pieno inverno sentirmi tossire in questo modo. Me ne rendo conto da sola eh.

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Parlare con gli sconosciuti è decisamente più facile. E va beh, qui mi sono tenuta proprio sul banale, me ne rendo conto: è inutile che storcete il naso. Sia chiaro, non è che avessi bisogno di rendermene ancora conto ma sabato ne ho avuto la conferma. Seduta al tavolino del bar dinanzi ad una mega coppa di gelato cioccolato e fragola mi sono ritrovata, quasi senza rendermene conto, a raccontare cose che mai avrei immaginato uscissero con così tanta naturalezza dall mia bocca a persone che di me, in fin dei conti, non sapevano praticamente nulla. Ho capito che avevo bisogno di parlarne ancora un po’, di non sentirmi stupida o egocentrica quando per l’ennesima volta i discorsi versano su quel momento che è rimasto incastrato nella mia mente. Mi sono resa conto che, nonostante potesse sembrare tutto così assurdo, la persona che avevo di fronte non mi stava giudicando anzi, in un qualche modo, aveva capito a pieno il mio stato d’animo e le mie ansie future. Senza conoscere me, senza conoscere quel mondo che tutti giudicano. Mi sono accorta che sono riuscita a raccontare cose, stati d’animo, che neanche alle amiche più fidate sono riuscita ad esternare. Non avrebbero capito neanche loro.

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Ma voi davvero guardate la foto di Whatsapp? Parliamo di quel pallino minuscolo che a stento si vede di fianco al nome; no perché io a stento ricordo quale sia l’immagine da me utilizzata, figuratevi se nello scrivervi per comunicare qualcosa perdo tempo a vedere che foto abbiate scelto. Sembra che io sia l’unica che non si caghi più dii tanto che foto abbia il mio interlocutore, roba che questa settimana ho cambiato immagine profilo e mi sono arrivati mille messaggi che la commentavano. E di certo non è che io sia tutta questa gnocchità scesa in terra, eh. Ma quando anche il tizio francese a cui hai appena mandato un messaggio di lavoro dai toni acidi e saccenti come risposta commenta prima la tua immagine di profilo qualche domanda sul genere umano inizi pure a fartela.

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La mia tolleranza verso il mondo è sempre minore. E anche qui: cosa c’è poi di nuovo? Nulla in realtà, probabilmente il caldo o le vacanze ancora lontane [o che mi manchi come se fossi mio] mi rendono sempre meno tollerante verso chi mi circonda. Insomma avete presente quando siete proprio stufi delle stesse dinamiche, delle stesse storie, delle stesse lagne di chi vi circonda? Scinnitm a cuoll!!!

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Andare dal parrucchiere in estate è il male. Va beh, per me il parrucchiere è sempre il male…ma credetemi, di ciò che vedete in questa foto c’è ormai il nulla.

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I servizi sul caldo e le temperature elevate di Studio Aperto sono la cosa più inutile dell’intero universo. Davvero devo commentare questa mia osservazione?

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Avevo proprio bisogno di tirare fuori un po’ di pensieri.

Pensieri Sparsi

Monday mood.


Ci sono giorni che semplicemente proprio NO…ti alzi dal letto che già sai che tutto sarà solo un enorme rottura di scatole. La voglia di parlare è pari a zero e i pensieri troppo rumorosi nella tua testaGiorni in cui ogni telefonata, ogni interazione, ogni parola ti fa odiare il fatto che siamo animali sociali e, in alcuni momenti, non possiamo prescindere dal rapportarci col mondo. Mica è giusta questa cosa.Giorni in cui ti imponi delle cose, raccogli i tuoi pensieri e li canalizzi in quel percorso che ritieni più giusto, prendi le distanze e ti costringi a cambiare prospettiva.Giorni che…per fortuna, ad un certo punto, finiscono.