Pensieri Sparsi

Ma se ti dico Tik Tok, tu…


Facciamo un post su Tik Tok Cheeeeeeck!!!

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Non sono impazzita, se ve lo stesse chiedendo, e se avete fatto almeno una volta un giro su Tik Tok sapete benissimo di cosa io stia parlando.
Ma facciamo un passo indietro.
La scusa per cui ho installato Tik Tok sul mio Iphone, nonostante io sia decisamente un over 30, è la più banale di tutte: sono curiosa di capire di cosa si tratta. Se ci aggiungiamo il fatto che da un paio di anni, tra le altre cose, posso raccontare in giro di essere Social Media Manager (praticamente quella autorizzata a stare su Instagram durante l’orario lavorativo), la sperimentazione, o quantomeno lo studio, del social network che sta facendo impazzire letteralmente tutto il mondo è quanto meno obbligatoria.

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Dopo aver installato Tik Tok, a differenza di quanto solitamente accade con gli altri social network, seppure senza aver effettuato alcuna registrazione mi è possibile visualizzare tutti i contenuti; certo non posso lasciare cuori o commentare ma nulla mi impedisce di essere risucchiata da un vortice di trash dall’effetto lobotomizzante.
Credo sia proprio questo il segreto di Tik Tok, non mi ci vuole molto per scoprirlo: è tutto così dannatamente trash, assurdo e surreale da divenire quasi ipnotico.

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Senza rendermene conto, al suono di no va beh, ma cos’è quest’idiozia, oddio non ci voglio credere che stia facendo questa roba seriamente che mi sono ritrovata a sprecare ore della mia vita a guardare video della durata massima di 60 secondi fatti del nulla più assoluto.

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Parliamo appunto di cosa sia possibile trovare su Tik Tok.
Senza voler alcun modo generalizzare, credo che in maniera molto semplice sia possibile suddividere i TikToker in poche macro categorie:

–            I creatori di Trend.

Non ho idea di come si diventi famosi su Tik Tok nè perché, è palese però che il sistema sia completamente differente da quanto avviene su Instagram. A divenire famos* sono ragazzin* che ai diciotto anni difficilmente sono già arrivati, che non sono particolarmente ricchi o promotori della bella vita ma che semplicemente fanno cose.
In effetti ciò che fanno è creare trend, ovvero dei contenuti che poi saranno emulati, interpretati e riproposti da altri migliaia di aspiranti TikToker.

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Anche per i trend è necessario fare una sorte di schematizzazione:

Balletti demenziali: ci sono i creatori di queste mossettine demoniache che interessano per lo più la parte superiore del corpo. Di base sono sempre gli stessi 6/7 movimenti che, mischiati con sapienza, danno origine a queste mossettine che finiscono per entrarti nel cervello: una rotazione del busto in 3 tempi, un respiro con le mani (giuro che lo definiscono così), un colpo di pistola, un tocco alternato delle guance e piroette varie ed eventuali come a volersi svitare le mani dal braccio.
Da quanto ho potuto capire, la regina indiscussa di questi balletti è una certa Charli D’Amelio, una ragazzina di 15 anni del Connecticut che vanta ben 13Mil di followers sulla piattaforma cinese.

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Scenette comiche e demenziali: di base è semplicissimo, si tratta di rendere virale uno sketch comico rendendolo demenziale all’ennesima potenza. E’ così che Fernandoooo è divenuto un tormentone e sono tornati in auge i dementi da discoteca che inzuppano il biscottino.

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Lip Sync addicted: unite i balletti demenziali ad un perfetto playback su una canzone accattivante ed il gioco è fatto. La scelta della canzone è importante, deve essere inutilmente piena di versettini e consentire di aggiungere in maniera random occhiolini, leccatine e sospiri…oppure deve essere oltremodo triste e deprimente…o estiva legata all’amore, ai tradimenti e tutto ciò che rende la vita di un adolescente un mondo complicato.

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Scenari apocalittici e/o demenziali: parliamo di comparse di puntini colorati sulle mani che indicano se vivrete o morirete, anni della vostra morte che compaiono sulla vostra fronte. Per non parlare del “Tu sarai la fidanzata, ma io sono Jessica calcetto“. Non volete che io vada avanti oltre…

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–            I creatori di POV.  

Per i comuni mortali sto parlando dei famosi Point of view.
Ecco, questa cosa va spiegata: oltre ad eccellenti ballerini, su Tik Tok è presente un numero quasi spropositato di attori. Ovviamente i prossimi premi Oscar racconteranno di aver iniziato a muovere i loro primi passi nel mondo della recitazione proprio su Tik Tok.
E’ in questo modo che una canzone e pochi oggetti di scena bastano per dare vita a dei momenti da brivido…con tanto di commenti di approvazione che Joaquin Phoenix scansati proprio.

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–            I vorrei ma non posso. 

Fanno parte di questa schiera tutti quelli che fanno di tutto per finire nei Per Te e divenire popolari ma proprio non ce la fanno; tutti quelli che appena superati i 10K followers fanno video pieni di umiltà in cui raccontano di come la gente a scuola racconti che sia famosa e finiscono per essere umiliati nei commenti da chi sottolinea quanto siano pochi quei 10K poveri fessi.

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–            Le coppie da TikTok.

TikToker pseudo-famoso maschio che si fidanza con TikToker psuedo-famosa femmina 2 e non con TikToker pseudo-famosa 1 con cui era sempre insieme fino a 2 video fa… e parte la ship che la lotta tra Delena e Stelena ai tempi d’oro era una roba da dilettanti.

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–            Le tipe incinta.

Mi rifiuto di credere che ci sia un boom demografico di tale portata stando a quanto riportato dai video di TikTok in cui metà della popolazione non Lella sembra essere in attesa di…a Child.

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–            Le Proud Lelle.

Io capisco perfettamente che ad oggi c’è libertà di espressione e dichiarare il proprio orientamento sessuale non è più questa grande cosa. Ma davvero al mondo sono quasi tutte lesbiche?

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–            I fighi senza maglia.          

I miei occhi dicono: Dio li benedica…il mio cervello si domanda: ma perché?

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–       I creatori di contenuti originali.

Questa categoria l’adoro. L’originalità dovrebbe essere sempre premiata, anche quando la base è demenziale. Anche quando il personaggio creato è un mostro dalle labbra enormi che sponsorizza Water, un po’ meno quando il tizio deve ripetere la parola cornoni in ogni video.

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–            I personaggi famosi.

Da Barbara D’Urso a Fiorello tutti sono sbarcati in maniera più o meno grottesca su TikTok. Il peggiore? Matteo Salvini, ovviamente, ma questa è un’altra storia.

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E voi avete TikTok?
Cosa ne pensate?

Pensieri Sparsi

Caro 2020…parliamone!


Solitamente mi rifiuto di stilare una lista di propositi per il nuovo anno, ma il 2020 come numero ha un qualcosa che mi ispira simpatia (e so che mi pentirò di aver scritto questa cosa) e a sto giro voglio fare le cose diversamente. Hai visto mai che funzioni.

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  1. Non parlarne più.
    Tu sai di cosa. E’ il primo step per liberarsene.

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  1. Non dare importanza a chi non te ne dà.
    Non sarebbe neanche da spiegare, ma magari ti distrai. Non ha senso stare a rimuginare su chi, quando tu provi a far capire che c’è qualcosa che non va, ti risponde con foto di cibo o, peggio mi sento, con frasi di circostanza.
    [Hai fatto bene stesse felice da sola.] …ma cosa???

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  1. Smettere di lamentarmi.
    Non è che se attacchi la lagna dopo ogni telefonata che ti fa girare i coglioni, le cose cambiano. Cioè non è che stai li a lamentarti per ogni cosa che ti fa spostare il sistema nervoso, e sono tante, la situazione per magia si ribalta. Sei solo noiosa…e le persone noiose a te non piacciono.

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  1. Utilizzare meno i social, non sei Chiara Ferragni.
    Non ti sto dicendo di sparire del tutto dai radar, ma anche meno.
    Le foto instagrammalibi te le concedo, ma non credo sia possibile che tu ne abbia una ogni due giorni eh.

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  1. Meno Nick Carter.
    E’ palese che c’è qualcosa che non va quando pure i parenti finiscono per chiederti di Nick; quando tu hai la guerra in testa ma per il mondo il vero problema della tua vita è Nick Carter. C’è qualcosa che palesemente non funziona.

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  1. Piccola Blair, ricorda di lasciar lavorare il Karma.
    Lo so, la tua indole vendicativa ne soffre in questo momento, ma hai davvero tempo ed energie da sprecare per vendicare ogni torto subito. Lasciati scivolar tutto addosso e vai avanti, niente distrazioni inutili.

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  1. Tornare ad essere Candy Candy…ma non dimenticare di essere Lilith.
    Nessuno ti sta dicendo di diventare scema tutto in un colpo, ma non è necessario palesare al mondo che di indole sei una stronza: aria da svampita e sorriso da Pollyanna. Bisogna confondere il nemico, sempre.

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  1. Meno chiacchiere inutili.
    E’ decisamente collegato al punto 3, ma non solo. Non ti perdere il ragionamenti che non portano a nulla, illazioni e masturbazioni mentali sono solo inutili perdite di tempo.
    Ti deludono? Non stare a fare comizi.
    Hai paura? Ascolta te stessa e razionalizza.
    Ti manca? Ha senso? Parlarne cambierà qualcosa?

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  1. Più organizzazione.
    Non perdere di vista gli obiettivi che ti sei prefissata, non lasciare alle cose inutili di distrarti. La testa tra le nuvole non ha mai portato risultati.

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  1. Non diventare una pallina.
    Va bene il piacersi, ma non aver rinnovato l’abbonamento in palestra non è il giusto pretesto per arrivare a Luglio rimbalzando.

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Direi che 10 punti possano bastare. Ah dimenticavo:
Non dimenticare di essere felice.
Non sempre sarà facile, ma puoi farcela.
Gioisci delle piccole cose, sorridi quando c’è il sole e vedi il mare, piangi quando ne hai bisogno. La cosa più importante del tuo mondo sei sempre e solo TU, non dimenticarlo mai.

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E voi? Avete propositi per questo nuovo anno?

Pensieri Sparsi

Cara me, vorrei poterti dire che…


Rileggere i post scritti in passato su questo spazio è come fare un viaggio nel tempo senza allacciare le cinture di sicurezza; sei sempre tu la persona che ha impresso quelle parole sul foglio bianco eppure è come se ti ritrovassi ad entrare in punta di piedi nella vita di una sconosciuta. È strano. Decisamente strano.

Un viaggio tra speranze e paure, in sentieri costernati di ansia e tristezza, piccoli sprazzi di serenità come flebili raggi di sole in una giornata piena di pioggia e grigiume.

Ricordo di aver vissuto quei momenti ma le sensazioni provate sono un ricordo sfocato che mi ha colpito come un pugno allo stomaco man mano che i miei occhi scorrevano le parole di quei post così lontani.

Ero sempre io. Ero così diversa.

Vorrei poter tornare da quella me e raccontarle che ci è riuscita; che è riuscita a perdere il controllo come provava a fare con tutta se stessa…ed è stato bellissimo.

Vorrei dirle che nonostante tutto non si è persa, che anzi ha scoperto di avere un mondo dentro di se e sta imparando che nasconderlo è un gran peccato.

Vorrei rassicurarla: gli occhi si riempiranno ancora di lacrime ma saranno lacrime diverse, non sarà la paura a guidare le sue emozioni ma la consapevolezza di saper scegliere cosa sia giusto per lei, nonostante tutto. Dirle che ha imparato che il suono della sua risata sarà fastidioso ma è un suono bellissimo; che è vero che bisogna pensare a cosa si dice ma è fottutamente divertente non avere tutti quei filtri che le inibiscono il cervello.

Vorrei abbracciarla e dirle che il dolore al petto pian piano sarà un lontano ricordo, che il fiato le mancherà sempre meno e saprà come controllare quell’ansia che sempre meno frequentemente tornerà a trovarla. Vorrei carezzarle i capelli e rassicurarla, non è più sola: non lo è mai stata ma non riusciva a vederlo.

Vorrei raccontarle di quante cose possono accadere se si guarda intorno davvero, se smette di evitare gli sguardi della gente, se sorride di più…se smette di ignorare il mondo che la circonda.

Vorrei dirle che il mondo la osserva anche quando è persa nel suo malumore e nelle sue paranoie, ma ha paura di entrare in sintonia con lei perché sembra sempre così lontana. Rassicurarla che qualcuno le ricorderà come essere più umana; che anche se in maniera sbagliata le insegneranno a guardarsi attraverso altri occhi e a capire che forse non ha del tutto dimenticato come è essere dolcemente vulnerabile. Rassicurarla che resterà sempre fedele a se stessa ma imparerà a sorridere di più. E le persone che sorridono piacciono sempre di più.

Vorrei spiegarle che quel lavoro che sembrava impossibile adesso è diventato il suo lavoro; che chi voleva mandarla via adesso andrebbe in crisi se la vedesse andare via. Vorrei ricordarle che è brava, lo è sempre stata ma doveva solo ricordare come ci si sentisse ad esserlo.

Inciamperà di nuovo, ci saranno giornate grigie di nuovo, avrà voglia di piangere di nuovo, penserà che nella sua vita non c’è spazio per la felicità di nuovo ma vorrei dirle che arriverà il momento in cui starà bene davvero e quasi le sembrerà inverosimile poterlo dire per davvero.

Vorrei sussurrarle che attenderà sempre la tempesta dopo il sole, ma di stare tranquilla perché ha imparato a ballare sotto la pioggia.

Pensieri Sparsi

Per poter raccontare e scrivere, bisogna prima vivere.


Ho sempre pensato che tutto accade per una ragione, solo che non sempre è cosى facile ed immediato capire quale essa sia. Fossi una persona paziente, attenderei il corso degli eventi per scoprirlo ma, guardiamo in faccia la realtà, ho sempre odiato anche solo attendere la Vigilia di Natale per capire se le mie richieste fossero state esaudite. Vi pare che me ne stia qui seduta a capire il perché degli eventi?

Non molto tempo fa mi sono ritrovata ad analizzare come questo spazio fosse cambiato, come lo fossero i miei post, le mie parole. Magari un lettore di passaggio non puٍó accorgersene nell’immediato e forse chi mi leggeva all’inizio ha abbandonato questo luogo già da un po’, ma per me che in qualche modo ci vivo dentro il cambiamento è lampante sotto i miei occhi. Andando a ritroso nel tempo ci sono post divertenti, post malinconici, post pieni di rabbia e oddio siamo onesti nel dire che ci sono un’infinità di post pieni di ansia. Erano sempre post di una persona che aveva tanto da dire, sempre meno voglia di farlo utilizzando parole briose ed accattivanti, ma comunque post di una persona che in qualche maniera voleva comunicare qualcosa a qualcuno. Forse solo a se stessa.

Pian piano le parole sono diventate sempre meno ma soprattutto la vita nei post è divenuta sempre più effimera…come se insieme alle parole fossero sparite le emozioni. Un’inversione di marcia radicale rispetto alla direzione che stava prendendo questo spazio: la maschera che post dopo post si stava sgretolando, di colpo stava tornando su più sgargiante che mai.

Per poter raccontare e scrivere, bisogna prima vivere.

L’ho ripetuto per mesi nella mia testa senza capirne davvero il significato, forse. Quando nessuna canzone fa risuonare le corde della tua anima perdendosi nel nulla cosmico, forse qualcosa da cambiare deve esserci.

Dovrei preparare il borsone per scappare per il weekend, dovrei passare la piastra sui capelli ribelli come i miei pensieri, dovrei infilare le scarpe e riuscire a prendere il treno…e sono qui a smanettare sul cellulare incapace di fermare le mie parole ascoltando Tiziano Ferro in bilico tra realtà e immaginazione.

È che di colpo poi ti scoppia tutto tra le mani e finisci per guardarti intorno come una cretina all ricerca delle telecamere che devono aver piazzato prima che l’Angel Show avesse inizio; perché di aver fatto il provino per diventare la protagonista di questa commedia anni 90 non ricordi di averlo fatto eppure sei sicura che di qui a poco arriverà Ashton Kutcher a dare un senso al tutto. Perché all fine un senso deve esserci a questo insieme di scelte insensate.

E forse ho iniziato a gesticolare di più proprio per aggiungere drammaticità ed enfasi al mio ruolo, da vera protagonista da commedia insomma: un po’ svampita, un po’ confusa, un po’ sopra le righe…in balia degli eventi senza prendersi le responsabilità delle sue azioni. Abbandonata dalla sua migliore amica nel momento in cui tutto è divenuto un grande casino, con strani personaggi che le fanno da consiglieri e con il fato che orchestra il tutto nella speranza di rendere la sceneggiatura più avvincente. Forse lavorerei un po’ in più sui dialoghi, ma in fondo è un film scritto davvero troppo in fretta.

Sono sul mio treno in questo momento, la musica della playlist random che Spotify mi sta riproponendo fa da sottofondo ai pensieri che, meno confusi di quanto pensassi, affollano la mia testa. Il mondo mi scorre accanto ed io mi crogiolo nel mix di emozioni che mi scuotono lo stomaco.

Mi sento persa e viva allo stesso tempo.

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi · Recensiti per Voi ♥

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Il fatto che in crociera io sia scappata dalla sala durante il pre ascolto dei brani fini ad allora registrati non mi aveva di certo creato buone aspettative sul nuovo lavoro. Mentre tutti attendevano il 25 Gennaio come i bambini attendono il Natale, io cercavo di convincere me stessa a non avere pregiudizi.

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Inutile mentire: il cd l’ho ascoltato qualche giorno prima della sua uscita ufficiale!!!
L’ho ascoltato mentre lavavo i capelli, poi li asciugavo ed infine li lisciavo…insomma l’ho ascoltato facendo totalmente altro e ad un primo ascolto nessuna nota aveva fatto vibrare la mia anima.

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È stato solo quando io e la nuova musica abbiamo avuto tempo di incontrarci per davvero che ho potuto davvero ogni traccia di questo cd figlio più che mai del Backstreet’s Time.
Non ci sono grandi hits in questo ultimo lavoro dei Backstreet Boys, nessun capolavoro che prenderà il posto di Tell me why….(chi si ricorda davvero che si chiama I want it that way?). Ma ce ne sarà mai uno?

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Quello che sento io quando ascolto questo cd sono 12 storie, che probabilmente se avessi più tempo e fantasia amerei tanto raccontarvi.

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  1. Don’t go breaking my heart

Ha spopolato nelle radio in America, eppure io tendo a saltarla quando ascolto il cd. È un problema mio con alcune tonalità di voce, ci sono alcune frequenze che mi creano nervosismo…e questo pezzo ne contiene un botto. Sorry.

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2. Nobody else

Non riesco a non chiudere gli occhi e lasciare la me 15enne pensare all’uomo che non vuole dividere con nessun’altra. Lauren puoi farti da parte grazie?

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3. Breathe

Ammetto senza vergogna alcuna che la prima volta che ho ascoltato questo brano dei Neri per Caso, ho stoppato la riproduzione prima che la mia mano afferrasse la lametta e le mie vene iniziassero ad attirare Edward Cullen. Per giorni mi sono rifiutata di ascoltare questo strazioche però pian piano ha trovato una sua collocazione:
Don’t let go when the daylight’s gone
‘Cus it’s always darkest before the dawn
I breathe, breathe, oh
Io respiro, quando il buio inizia a farmi paura…io respiro.

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4. New Love

Questa mi crea proprio difficoltà.
I want all of you all over me
In any dark room, ooh, ooh
And I don’t wanna know your name (No)
Just let me do what I do, ooh yeah, baby (Oh)
Ma a parte le mie difficoltà, il sound di questa canzone mi racconta qualcosa di così dirty da poter essere la colonna sonora di una notte alla Chuck Bass.

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5. Passionate

Seh, di male in peggio. Ma non cantavano roba di sole, cuore, amore?
E ditemi che non solo la sola che non riesce a non associarla al biondino.
Oh, e non parlo solo delle sue mani lunghe (o quelle di chi lo approccia, perché non sono l’unica che allunga le mani eh)….ma vogliamo parlare del tocco di classe del testo di questo pezzo?

All I want is everything
Too much adrenaline
And all I do is anything
But like a gentleman
Dopo le accuse di violenza sessuale, meglio pesare le parole…vero, Carter?

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6. Is it just me

Sentite il mio cuore spezzarsi in mille pezzettini? Chiudo gli occhi e mi lascio trasportare nella struggente storia raccontata dalle loro voci. La colonna sonora per scrivere la fine di un amore. Perché, in fondo, chi tradisce una volta, tradirà sempre. Prima o poi scriverò.

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7. Chances

Come si può non pensare a tutte le scelte fatte? A tutte quelle strade imboccate, quegli svincoli in cui abbiamo deciso di svoltare? Come si può non domandarsi cosa sarebbe la nostra vita se quella volta le cose sarebbero andate diversamente…
Quante possibilità ci sono nella vita…quante ne perdiamo senza neanche accorgercene.

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8. No Place

There is no place like you.
Poco mi importa per chi sia stata scritta questa canzone, per me il No place like you restano loro 5 e la parte di me che ritrovo quando ci sono.
E’ quella la casa in cui voglio tornare, sempre.

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9. Chateau

Come non immaginare l’intera scena anche in questo caso?
Ora, io mi sto drogando di Gossip Girl e non faccio testo, ma…lui seduto al tavolo che ha appena ordinato il suo Chardonnay preferito, lo sguardo incupito di chi sa che lei non verrà ma non riesce a smettere di sperare. Lei che arriva, lo vede e, nonostante tutto, sorride…
Ok, la smetto…

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10. The way it was

Partendo dal fatto che io voglio capire cosa avessero i capelli di lei che lo disturbavano così tanto da doverlo scrivere in una canzone; non riesco ad ascoltare questo pezzo senza dondolare come una cretina. Ditemi che non sono l’unica.

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11. Just like you like it

La sensualità di questa canzone mi devasta. Sarà la melodia, saranno le loro voci, saranno le parole…diciamo che dopo l’incontro allo Chateau la serata è andata decisamente bene.

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  1. OK

La amo, sin dal primo ascolto. Non riesco a non muovere il sedere come una povera scema. Mi fa venire voglia di estate e cocktail, di sole e spensieratezza, di vento tra i capelli e risate tra amiche. Adoroooooo.

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Io non riesco dirvi che sono tornati, mi sembrano così diversi…ma li amo ancora di più.
Adoro quanto questo cd sia sexy, quanto i testi mi portino a pensare a cose che non siano la passeggiata in spiaggia al chiaro di luna; adoro immaginare quanto saranno devastanti live alcuni brani.
Se dopo 26 anni, hanno ancora qualcosa da raccontare un motivo ci sarà.

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Non sono un’esperta di musica e non mi spaccerò per tale, parliamoci chiaramente non ho ancora ascoltato il cd di Fedez semplicemente perché ha scelto una data infelice per mettersi sul mercato. Quello che però so è che un pezzo mi fa venire voglia di chiudere gli occhi e sognare è quello giusto, se ci sono note che inducono il mio sedere pesante a muoversi da solo sono quelle giuste, se c’è una melodia che calma i miei nervi è quella giusta, se c’è una voce che mi fa desiderare di essere ad un concerto è quella giusta.

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Se la mia testa non smette di dondolare neanche mi fossi tramutata in Kiss me Licia nella sigla, direi che sto ascoltando qualcosa che semplicemente adoro.

Pensieri Sparsi

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𝙱𝚞𝚝 𝚢𝚘𝚞’𝚕𝚕 𝚊𝚕𝚠𝚊𝚢𝚜 𝚋𝚎 𝚝𝚑𝚎 𝚑𝚘𝚖𝚎 𝙸 𝚠𝚊𝚗𝚗𝚊 𝚌𝚘𝚖𝚎 𝚑𝚘𝚖𝚎 𝚝𝚘

𝚈𝚘𝚞’𝚛𝚎 𝚊 𝚠𝚒𝚕𝚍 𝚗𝚒𝚐𝚑𝚝 𝚠𝚒𝚝𝚑 𝚊 𝚑𝚎𝚕𝚕 𝚘𝚏 𝚊 𝚟𝚒𝚎𝚠

𝚃𝚑𝚎𝚛𝚎 𝚊𝚒𝚗’𝚝 𝚗𝚘 𝚙𝚕𝚊𝚌𝚎, 𝚊𝚒𝚗’𝚝 𝚗𝚘 𝚙𝚕𝚊𝚌𝚎 𝚕𝚒𝚔𝚎 𝚢𝚘𝚞.

La verità è che io stamane avevo scattato una fighissima foto di alberi secchi e tristi…e io davvero adoro gli alberi secchi e tristi. Poi però ho cambiato idea perché questa foto è la coccolosità e, in una giornata in cui spaccherei la faccia a qualcuno (perché sono una persona tenera), la scelta di una foto coccolosa mi è parsa quella più sensata.

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30 Days Writing Challenge – 19


E’ ancora martedì, giusto per ricordarvelo eh.
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Giorno 19 – Racconta del tuo primo amore.
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Maledizione! Ecco a cosa mi sarebbe servito avere un fidanzatino all’asilo, oggi avrei avuto una storia dolce da raccontare, una di quelle che avrebbe trasformato i vostri occhi in cuoricini dipingendo me come una bambina dal cuore tenero e le gote rosee. Invece nada, nessun amore dal sapore di latte; la prima cotta e il primo amore sono arrivati quando bambina ormai non lo ero più.

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Gli amici se sapessero che sono proprio io
pensare che credevano
che fossi quasi un dio
perche non mi fermavo mai
nessuna storia inutile
uccidersi d’amore ma per chi?
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Max Pezzali e i suoi 883 ben avevano inquadrato la mia situazione, almeno fino agli anni del liceo. Io osservavo le mie amiche struggersi d’amore per qualche stupido ragazzino e non riuscivo a non domandarmi del perchè dovessero essere così sciocche? Perchè perdere tempo con chi tempo non ha alcuna voglia di dedicarti? I ragazzi erano i miei più cari amici, nella mia testa mi consideravano quasi uno di loro senza pene. Solo anni dopo avrei capito che mi sbagliavo, e non poco.

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Insomma, per parlare della mia prima cotta dobbiamo aspettare gli anni del liceo, quando, sicuramente senza prevederlo, mi sono infatuata di un mio compagno di classe. Lui era bello, ve lo posso giurare; di un bello quasi tenebroso già a quell’età, con me era sempre tanto carino e premuroso, mi portava lo zaino quando andavamo a fare ginnastica e mica è roba da poco. Ma io ero una ragazzina timida e rincoglionita, una di quelle che neanche sotto tortura ti faceva capire cosa le passasse per la testa e così, ad una festa credo, la mia migliore amica [a cui difesa devo dire che non aveva idea della mia cotta] mise gli occhi sullo stesso ragazzo che mi faceva sorridere al solo pensiero.
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Non ricordo bene come sia andata la cosa, fatto sta che mi sono ritrovata ad essere il loro postino dell’amore; non avevamo ancora i cellulari e il loro scambio epistolare avveniva tramite me. Sentivo il cuore farsi più piccolo ad ogni foglietto trasportato eppure tacevo quello che mi dilaniava dall’interno per troppo orgoglio, che senso avrebbe avuto raccontarle di quello che provavo se ormai lui l’aveva scelta?

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E’ stato solo qualche giorno prima della festa in cui avrebbero concluso che, non ricordo se dopo la descrizione dell’ansia per il primo bacio tra loro o qualche altro dettaglio che non avrei voluto sentire, non sono più riuscita a tattenere le mie emozioni. Non avevo intenzione di ostacolare il loro amore [quattro baci di una serata eh, non fatevi strane idee in testa] semplicemente non volevo saperne i dettagli, stavo male ma non le avrei mai chiesto di rinunciare.
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Ed è così che ho passato la serata della festa a cercare di non piangere e non ammazzare un altro compagno di classe che da mesi era diventato la mia ombra; aveva passato la serata a dirmi che mi vedeva strana e io, per levarmelo di torno, gli avevo presentato una mia amica stando ben attenta a sussurrargli della cotta che lei aveva per lui.
mrw-coming-out-as-mtf-transgendered-to-my-best-friend-and-his-first-question-is-if-he-can-touc-boobs-158225Il ragazzo fastidioso malamente scacciato tra le braccia di un’altra quella sera alla festa è stato il mio primo amore, quello che conserva la terenezza dei ricordi adolescenziali, quello su cui avrebbero potuto girare un teen drama che non avrebbe avuto nulla da invidiare a colossi come Dawson’s Creek.

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Non era bello, neanche lontanamente, eppure nonostante lo scacciassi in tutti i modi [alcuni veramente terribili] lui era sempre lì a cercare di entrare in quel mondo a cui continuamente gli negavo l’accesso. Era stato l’unico a capire del perchè quella sera io stessi male, l’unico a capire che stessi male, l’unico a capire cosa volesse significare provare un sentimento per qualcuno e non essere corrisposto.

“Io so a te chi piace perchè io non ascolto le tue parole, io osservo i tuoi occhi.”

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Una storia travagliata che mi ha accompagnato fino ai primi anni di università, che mi ha tediato almeno altri 5 anni dopo che una sera di gennaio, piangendo come un bambino, lui ha messo la parola fine ai nostri progetti, ai nostri sogni, e un pò quella sera anche a me. Alla vecchia me.
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Ti lascio perchè non so cosa provo adesso, ti lascio ma so che senza di te starò malissimo e avrò bisogno di te. Ti amo, non chiedermi di dirti che ho smesso di farlo, ma ti lascio perchè è meglio così.

Credevo di aver consumato tutte le mie lacrime quella sera, credevo mi avesse distrutta. Mi aveva chiesto se avesse potuto tenere il braccialetto d’oro con il nome inciso dentro, mi ero staccata la collana e gliel’avevo tirata addosso urlando di non volere nulla che mi ricordasse di lui. Avevo pianto con una disperazione che non avevo mai provato prima.
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Tralascerei il karma che lo ha punito immediatamente quella sera con una brutta rapina in cui ha dovuto dire addio alla macchina del padre che di li a qualche giorno sarebbe diventata sua e mi concentrerei sui ricordi ormai sbiaditi di quell’amore che mi ha stravolto la vita costringendomi a ritrovare una parte di me che forse avevo perso, costringendomi ad affrontare le mie paure e crescere. Costringendomi a capire che si sopravvive al dolore.

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Si dice che il primo amore non si dimentica mai,
io sto aspettando l’ultimo.

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30 Days Writing Challenge – 17


Nessun balletto di gioia e gaudio per l’arrivo di questo Venerdi, nonostante io stia pregustando il mio weekend di ozio puro dal momento stesso in cui ho aperto gli occhi questa mattina [perchè dire che oggi io mi sia svegliata è un’esagerazione bella e buona].
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Essenzialmente sono ancora a lavoro, ma ho già finito tutto quello che avavo in programma per questa stupida settimana, non è quindi questo il momento migliore per ritrovarmi qui?
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Giorno 17 – Parla del tuo segno zodiacale e se ti calza o no.
Eh? Seriamente?
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Tralasciando la fase universitaria Paolo Fox è il guru della mia vita, in cui la classifica giornaliera e le stelline del buon Paolo erano diventate una vera e propria ossessione per me e la mia compagna di studi sfiornado perdite di dignità vertiginose con lo scambio di messaggi per restare aggiornate sulla quantità di stelle che avrebbe accompagnato la nostra giornata, credo di ricordarmi di avere un segno zodiacale solo per pura convenzione.
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Avrei potuto skippare la domanda con un semplice: Risposta non pervenuta.

Ma non sarebbe stato da me non blaterare a vuoto su qualcosa. Vi avrei deluso. Motivo per cui, da brava blogger dedita alla cura dei suoi fantastici post, ho provato ad acculturarmi sull’argomento per riuscire a dare una risposta quanto meno ragionata, veritiera sarebbe chiedere troppo.ajkjk

Mi sono, quindi, affidata al mio amico Google ponendogli la domanda in modo cristallino ed elementare:
Pesci – caratteristiche del segno zodiacale.
ed ho aperto la mente pronta a recepire nuove nozioni che avrebbero sicuramente soddisfatto la mia sete di conoscenza.
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Oroscopo.it
Pesci è il dodicesimo segno dello zodiaco, ed è anche l’ultimo segno del ciclo zodiacale. Questo segno, quindi, porta con sé molte delle caratteristiche degli undici segni che lo hanno preceduto. Coloro del segno dei Pesci, comunque, sono più felici nel tenere molte di queste qualità segretissime. Questa gente è altruista, spirituale e molto concentrata sul suo percorso interiore.
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Oroscopodioggiedomani.it
Pregi :
dolce, ama la famiglia, ama le feste e le tradizioni, fiducioso nella vita, ama i bambini, bonaccione.
Difetti : ingenuo, poco fedele verso il partner, eccessivo nel dare fiducia agli altri, goloso, può possedere non pochi vizi, manca di coraggio, manca di determinazione.

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Polveredistelle.it

  • Giorno della settimana: giovedì.
  • Pietre portafortuna: ametista, corallo rosa, turchese, acquamarina.
  • Colori: grigio perla, porpora e verde.
  • Fiori: iris, verbena, lylium e camelia.
  • Metalli: stagno.
  • Essenze ideali: incenso, violaciocca.
  • Simbolo: Stilizzazione di due pesci legati fra loro, ma che nuotano in direzioni opposte.

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Tra l’essere definita questa gente e dolce non ho ancora capito cosa sia stato peggio, senza contare che il giovedì è un giorno inutile, la verbena serve per allontanare i vampiri, lo stagno non è un metallo preziono e soprattutto io detesto il verde.

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Stavo per rinunciare quando mi sono imbattuta in questo sito: astriepsiche.it che forse tante baggianate con le racconta in fin dei conti.
I Pesci sono sintonizzati con il mondo delle emozioni e con tutto ciò che abita nel mondo della fantasia e dell’immaginario, vivono “sentendo” e per questo entrano facilmente in connessione con ciò che li circonda.

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Sono i Pesci stessi ad essere tormentati e complessi e a vivere una realtà densa di contraddizioni.

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I Pesci idealizzano la vita, l’amore, l’amicizia  e, spesso, quando si dedicano a lavori che prevedono relazioni di aiuto, anche la loro professione. Ma attenzione, perchè l’altra faccia della medaglia della idealizzazione è la delusione.  Chi è perennemente alla ricerca dell’ideale, è destinato a restare deluso perchè la vita concede sprazzi di infinito solo di tanto in tanto. Il Pesci deve ricordare che le persone sono persone non idee, non sogni.

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I Pesci più fortunati e più evoluti  riescono a trovare un equilibrio fra il sogno e la realtà e costruiscono la loro serenità riuscendo a portare nella realtà quotidiana quel pezzettino di assoluto a cui aspirano.

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il Pesci vive in un suo mondo ideale e per questo la realtà quotidiana diventa  una sofferenza: dettagli, regole, orari, impegni lo fanno sentire imprigionato. Non che non sia in grado di prendersi responsabilità, ma semplicemente la quotidianità è troppo grigia per lui. Salvo la presenza nel tema natale di molti valori terra, la normalità non fa per il Pesci e per questo deve colorare con la sua immaginazione ciò che lo circonda, deve fantasticare, deve tenersi un unicorno immaginario color arcobaleno in salotto.

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Ecco, portatemi un unicorno!!!

Pensieri Sparsi

Pensavate che anche oggi facessi la vaga e saltassi la fantastica challenge in cui ancora mi chiedo perchè io mi sia imbattuta. Errore: eccomi qui, pronta a rispondere al quesito del giorno.
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Giorno 16 – Qualcosa che ti manca.
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Prendere coscienza della mancanza di qualcosa è un pò come rendersi conto di essere incompleti, guardarsi e riuscire a concentrarsi solo su quel piccolo, o grande, vuoto lasciato da:
– ciò che vorremmo e non abbiamo più,
– ciò che vorremmo ma non è mai stato nostro,
– ciò che vorremmo ma non sarà mai nostro.
Non amo concentrarmi sulle mancanze, è una di quelle sensazioni che ti logora lentamente dall’interno fino ad annientare una parte di te inesorabilmente.
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Eppure a tutti manca qualcosa, sempre.

E’ una di quelle condizioni del genere umano a cui nessuno riesce a sottrarsi, neanche la persona all’apparenza più felice della terra; forse troppo abituati a lagnarci e troppo poco a concentrarci sulla felicità siamo più bravi a cogliere l’assenza delle cose, delle persone, che la loro presenza.

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E’ così che ad oggi mi mancano i miei nonni, quelli che troppe volte mi dava noia passare a salutare; mi manca il tempo libero che prima non sapevo come impegnare; mi manca il caffè con quell’amica con cui a volte mi dava noia parlare; mi manca quel Buongiorno, Principessa di cui tanto mi lamentavo; mi manca quel sentirmi fintamente fragile e bisognosa di essere difesa che mi rendeva debole ed insicura. Mi manca tornare a credere che l’impossibile possa ancora accadere.

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E mi mancano le tue braccia in cui poter rifuggiare i miei sogni.

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Ma questa è un’altra storia.

Mondo Tag · Pensieri Sparsi

30 Days Writing Challenge – 15


E anche questa settimana è arrivato il Lunedì [leggesi anche OdiaDì, come l’ho soprannominato da un bel pò ormai] ed è stato più strano e complicato del solito: nonostante il tenero risveglio grazie al solito amore di NC, oggi mi aspettava l’ennesima prova di questo periodo da superare. L’ennesima dimostrazione che a piccoli passi forse davvero si possa andare un pò più lontano.
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Una giornata intensa, non c’è che dire, fatta di piccoli tasselli che pian piano stanno andando al loro posto. Nel giro di poche ore mi sono trovata ad affermare Anche questa è fatta! E credetemi, in questo periodo, non è roba da poco.
tumblr_lp7ant9bxi1qacyb2o1_500Sciroccata, guarda che è mercoledì oggi!!!
In verità, ne sono consapevole; semplicemente volevo sottolineare quanto io ci avessi davvero provato a rispettare i tempi ma poi qualcosa deve essere andato storto. Adesso due sono le cose: o fingiamo che sia Lunedì [ma non ci penso proprio eh] o ci illudiamo di vivere in una parallelismo spazio temporale nel quale oggi è esattamente il giorno dopo il 14esimo e andiamo avanti.
In fin dei conti anche oggi la giornata è iniziata con il solito amore di NC, quindi, direi che si può fare.
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Giorno 15 – Descrivi la tua giornata punto per punto.
Davvero credete che possa interessare a qualcuno?
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La mia sveglia, dal lunedì al venerdì, suona alle 7:29 non un minuto prima nè uno dopo e la prima cosa che faccio, ancora con gli occhi semichiusi, è quella di afferrare il mio telefono per staccarla prima che Nick Carter inizi a cantare decretando ufficialmente l’inizio di una pessima giornata. Nonostante la consapevolezza di avere solo 30 minuti, 35 al massimo, per prepararmi ed uscire di casa, mi ostino puntualmente ad utilizzare almeno una decina di essi per la passeggiata social del mattino.
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Faccio ammenda chinando il capo ma, non importa a che ora io sia andata a letto la sera prima, difficilmente riesco a mettere piede fuori dal letto se prima non ho controllato: Twitter, Instagram, Facebook, Bkstg, i risultati delle sfide di Covet Fashion, come stiano vivendo nella mia città di Sim City; hai visto mai possa essere accaduto qualcosa di assolutamente sconvolgente ed imperdibile nelle ore che ho dedicato al sonno.
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Trovata la forza di abbandonare il letto [Piumone mio adorato, ti amo. Non mi dimenticherò di te.] e di affrontare una nuova giornata, prima ancora di capire di essere viva per davvero sento lo spasmodico bisogno di caffè; fosse possibile farei delle vere e proprie iniezioni endovena di caffeina [se solo gli aghi non mi terrorizzassero cpsì tanto] per abbandonare lo stato catatonico simlZombie con cui mi affaccio ad un nuovo giorno.
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Capirete anche voi che, a questo punto, il tempo che mi resta per lavarmi, vestirmi e smettere di essere uno zombie si riduce ad una decina di minuti, quindici al massimo; sconfiggere lo scorrere inesorabile delle lancette del mio orologio è il mio obiettivo quotidiano e, oh no, non ci pensate proprio: svegliarmi prima o smettere di perdere tempo sui social non è assolutamente contemplato.
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Recuperato il cibo per il pranzo, salutati gatto, madre e ovviamente nonna, che ogni mattina mi raccomanda alla Madonna che mi possa accompagnare nel mio cammino, dato il buongiorno al cane ed imprecato contro chi ha parcheggiato in modo da rendermi complicato uscire di casa con l’auto, inizia ufficialmente la mia giornata o, per meglio dire, circa quelle 11 ore quotidiane in cui una sola domanda riempie la mia mente: Perchè diavolo ho abbandonato il mio amato piumone questa mattina?
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Un’ora di macchina, quattro ore di lavoro, un’ora di pausa pranzo, quattro ore di lavoro, un’ora di macchina.
Telefonate, mails, documenti, attestati, faldoni, visite mediche, DPI, noia, finti sorrisi, distrazioni facili [Twitter e NC segneranno la mia fine prima o poi], odio, ancora noia, bisogno di scappare. Manca poco ormai.
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E’ circa alle 18:00 che ritorno a vivere. Una telefonata a farmi compagnia nel mio ritorno a casa, piacevole routine a cui non potrei più rinunciare, una voce amica per tornare alla vita lasciandomi alle spalle ansia e stress, pensieri cupi e frustrazioni, per tornare a ridere e pensare alla leggerezza della vita, per sentirmi meno sola, meno grande e meno noiosa/annoiata.
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La mia giornata punto per punto, davvero qualcuno ancora sta leggendo?
Oh bene, siamo arrivati all’entusiasmante momento del mio ritorno a casa. Yaaaaay. Al mio saluto ai nonni che da quando hai cambiato lavoro ci manchi a casa, il racconto delle rispettive giornate e dei miei progetti accanto alla stufa mentre il nonno mangia e la nonna si lamenta che oggi fa più freddo degli altri giorni, tutti i giorni.
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E’ in queste ore che durante la mia settimana si concentra, in fin dei conti, per davvero la mia vita: shopping fatto al volo, recupero di telefilm, organizzazioni varie ed eventuali, cazzeggio con l’iPad e/o con i miei fratelli, ingozzamento di patatine e/o caramelle, chiacchiere, lagne e tanta fantasia.
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E’ prima di tornare dal mio amato piumone che, fantasticando sull’arrivo del weekend, colleziono attimi di vita, mi lascio uccidere dalle ansie e pianifico come salvarmi dalla routine sperando di incontrare un uomo ricco ed affascinante che finalmente mi regali la vita da Paris Hilton che ho sempre meritato.
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Uhmm, c’è ancora qualcuno lì?
Se si, battete un colpo.