Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

You Think you Know…


Quando la vita inizia a somigliare sempre più un trenino delle montagne russe da cui è impossibile scendere, inizi a chiederti se sarai davvero in grado di staccare da tutto e tutti almeno per un giorno.
Inizi a temere che lo switch per tornare 15enne possa non funzionare più, come se all’alba dei tuoi 34 anni essere grandi possa essere l’unico modo di affrontare la vita.
Inizi a non sentire per davvero le solite ansie che hanno da sempre accompagnano questi eventi, non hai tempo per ascoltare quella vocina flebile nella tua testa che cerca invano di attirare la tua attenzione.

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Funziona che prendi un aereo di corsa subito dopo un’intensa giornata di lavoro, riabbracci le tue amiche mentre cercate un posto in cui mangiare poiché tutto quello che hai in corpo sono due mini Philadelphia e 4 patatine prese dal distributore automatico, finisci sotto il loro hotel assecondando il tuo animo da stalker ma, anche dopo aver chiacchierato con Mike, sei lì a pensare alla serratura della porta della barca che non sei riuscita a recuperare prima di partire.

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Succede che sei davvero stanca eppure pian piano le chiacchiere e le risate delle amiche che man mano iniziano a circondarti iniziano a fare la magia; non sai bene dove sia nascosto quel pulsante magico ma senti che, quasi senza rendertene conto, lo switch avviene. Senti il suono della tua risata, forse un po’ più isterica del solito, che risuona nell’aria…e l’ansia, quella che aspettavi, finalmente prendere possesso della tua testa.

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È sempre un viaggio strano nei meandri dei sentieri tortuosi della mia testa, eppure ogni volta è una nuova avventurache, anche se a rilento, adoro mettere nero su bianco.

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E’ stato un viaggio strano. Credo che ce lo siamo ripetute un miliardo di volte a sto giro.
L’aver deciso, circa 7 mesi fa, che ancora una volta sarebbe stato compito nostro rendere quella serata magica si è rilevata un’impresa più complicata di quanto potessimo immaginare. Le reazioni incredule e felici di 5 anni fa erano ancora troppo impresse nelle nostre retine e, nonostante lo scetticismo iniziale, provare a scappare da questo impegno sembrava impossibile. E così è stato.
La mole infinita di cose che possono cambiare in 5 anni è, a dir poco, infinita.
Ma 7 mesi fa non potevamo neanche lontanamente immaginarlo.

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Sono stati 7 mesi intensi.
7 mesi in cui, oltre alla confusione e agli impegni delle nostre vite (che in 5 anni sono diventate stressanti e complicate in maniera esponenziale), ci siamo ritrovate a combattere contro a restrizioni e autorizzazioni, presentazioni e progetti da sottoporre a Sony e Live Nation, attese per il benestare del managment americano, fornitura e logistica dei materiali, ansie e liti, risate isteriche e battibecchi telefonici alla ricerca della pura magia.

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E’ con un carico maggiorato di ansia che è iniziata la giornata del 15 Maggio.
Mentre tutti erano a programmare come beccarli fuori dall’albergo, noi eravamo a ritoccare gli schemi da attuare per riuscire a far funzionare la macchina da guerra che avevamo messo su. Mentre mettevamo in ordine trucco e parrucco ripetevamo come delle ossesse il materiale da portare, le persone da chiamare, le cose da non dimenticare. Si, esattamente come delle pazze.

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Siamo passate fuori dall’albergo forse più per sentirci almeno per 5 minuti delle fans normali che non stavamo morendo di ansia da prestazione.
I 5 minuti che a me sono serviti a ricordare il senso di tutta la giornata.
Ero nervosa, agitata e forse più acida del solito…fino a quando, grazie a chi forse aveva capito più di me di cosa avessi bisogno, finalmente TU.

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La scena è stata tragicomica, forse più del solito.
“C’è Nick, salutalo.”
“No. Non voglio.”
Cosa mi avesse detto il cervello io ancora non lo so. A te, per fortuna, non importa.
Uno sguardo. Il solito. Una linguaccia. Come sempre. Un bacio. Le mie lacrime.

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Perché diciamolo pure: mi hanno vista tutti piangere.
Probabilmente c’è chi ha goduto non capendo il momento, forse c’è chi mi ha giudicato male…a qualcuno magari ho fatto anche tenerezza (si, lo so, è impossibile).
Ho pianto perché era passato un anno ma in realtà non era passato un solo istante.
Ho pianto perché era passato un anno ma non era cambiato nulla.

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Il mio umore è cambiato, almeno per un po’.
Ma non c’era tempo per crogiolarsi, la corsa contro il tempo era ormai iniziata: la corsa al filaforum di Assago, il controllo della correzione delle stampe sbagliate, il pranzo al volo che ti fa rendere conto che sei passata dai panini del Mc Donald’s al risotto con i gamberetti, l’incontro con i tipi di Live Nation mentre stai ancora cercando di portare il cibo alla bocca, lo scarico della mole infinita di materiale, il dissuasore del traffico che non ne voleva sapere di lasciarci libera la strada, il biglietto del concerto finalmente tra le mani, ritardi non giustificati e assenze poco chiare, ansia, stress ma tanti volti amici che con passione erano li a ricordarci che Siamo una squadra fortissima.

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Si ringrazia Alessandra per avermi reso presentabile nonostante la stanchezza e lo stress sul viso; per aver cercato di rendermi nuovamente una persona normale.

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Ci eravamo preparate per 7 mesi per quel momento e non poter essere dentro con le ragazze ad ammazzarci fisicamente di lavoro e coordinare tutto il lavoro lentamente ci ha ucciso. Essere in fila per dare inizio al divertimentoe non riuscire a staccarsi dal telefono per capire se le ragazze sono entrate, se è fattibile fare il lavoro in quel poco tempo, se il lavoro di tutti riesca a non essere vano. Essere in fila e capire che hanno fatto casino con le autorizzazioni, temere che nel parterre non si potesse mettere più nulla, cercare un piano di riserva senza smettere di trovare una soluzione per far andare avanti il primo.

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Fare il giro del backstage, vedersi passare Briandi fianco e continuare ad osservare se le ragazze stanno posizionando i fogli in maniera corretta. Scorgere i cuori in platea e sentire il proprio scoppiare nel petto.

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Credo di essermi ritrovata in fila per fare la foto senza neanche rendermene conto, di aver capito cosa stesse accadendo solo quando sono entrata in quella stanza.
Finalmente loro. Finalmente Lui.
Dopo anni mi sono ritrovata a pensare: Esistono davvero.Non ero pronta a quel momento, non mi ero preparata affatto. Era tanto che non mi sentivo così impreparata.

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Le braccia di Brian le prime ad accogliermi. Adoro i suoi abbracci.
Di Alex ricordo sempre troppo poco…i miei occhi erano stati già calamitati dai suoi.
“Oh…Hey.”
E persa tra le tue braccia mi sono sentita nuovamente a casa. E tu sei uno stronzo e lo sai.
I want a BIG hug from you!”
Chissà cosa volessi veramente dire in quel momento. Kevin ha riso e sottolineato che io volessi un BIG HUG FROM YOU…GRANDE…hai riso…io volevo morire…mi hai abbracciato e stretto più forte al momento della foto (grazie, mi ero preoccupata di non riuscire ad avere la solita faccia da allucinata cronica). Hai riso di nuovo e mi hai abbracciato di nuovo. Ti ho dato un bacio sul collo perché non si dica che la testa mi assista in quei momenti. Mi hai abbracciato di più mentre Kevin guardava divertito probabilmente pensando ancora che sono un’analfabeta funzionale.
Ho salutato Kevin, due baci sulle guance e lui mi ha abbracciato. Come fa sempre, con tutti, come per dire Grazie.
Mi sono trovata Howie sulla strada verso l’uscita…puoi davvero non salutarlo?

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Ho lasciato la stanza frastornata e la prima frase che ho sentito è stata:
“C’è un problema con la Fan Action.”
Sono sbiancata. Anche il tizio della sicurezza aveva capito quanto fosse facile prenderci in giro in quel momento.

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Ho bevuto. Tanto e di gusto. Ho riso in compagnia delle mie vecchie amiche di sempre e di quelle nuove appena scoperte. Abbiamo brindato come se non ci fosse un domani  perché del domani poco ci importava: in quel momento eravamo felici, ma felici per davvero.
Era la quiete prima della tempesta. E lo sapevamo.

Arrivata nel circle è iniziata la battaglia: ancora fogli da consegnare, direttive da fornire, starlights da far brillare, una stronza da mandare a cagare (perchè quando deciderò di portare croccantini per calmare gli animi di quelle animali sarà sempre troppo tardi).
Che poi, apro e chiudo parentesi, ma io dico: piccola imbecille davvero credevi di poterla avere vinta contro di me? PORACCITUDINE HAS NO LIMITS.

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Insomma, il telone è calato letteralmente sulle nostre teste e lo spettacolo ha avuto inizio.
E’ stato strano.Il cuore batteva forte, Tu eri semplicemente il solito Tu a cui sono ormai affezionata, l’adrenalina era a mille eppure i nostri occhi fissavano la scaletta in attesa del momento della verità.

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Sulle prime note di Incomplete mi è mancato il respiro. Ho chiuso gli occhi per una frazione di secondo. Speriamo vada tutto bene. Li ho riaperti ed è stata magia.
Siiiii. La prima è andata. Abbiamo urlato, le nostre mani si sono incontrate in un battito di gioia. Possiamo respirare, per un po’.

Avevamo superato il primo test, ma il vero esame lo avremmo sostenuto a breve.
Ho perso un battito quando Shape of my Heart ha iniziato a risuonare nel forum, ho ascoltato tutta la parte di Nick quasi senza respirare…e credo che il video spieghi meglio di me cosa sia accaduto.

Abbiamo pianto. Ci siamo abbracciate tra i singhiozzi di chi sa di esserci riuscita, nella consapevolezza di aver creato qualcosa di grande. Tremavamo incredule della magia che due teste vuote erano riuscite a tirare fuori da un cappello fatto di ansie, sogni e testardaggine da vendere. Piangevamo per le ragazze che ci avevano dato fiducia, per chi ci aveva dato soldi e chi era diventato le nostre braccia e le nostre gambe. Piangevamo per lo stupore disegnato sui volti di chi da anni ci regala emozioni.
Lacrime e gioia. Ce l’abbiamo fatta. Finalmente potevamo goderci la serata, la nostra serata.

Il concerto è stato pazzesco. Loro sono stati pazzeschi. Noi siamo state pazzesche.
Ma neanche a questo punto della storia c’era il tempo per fermarsi a festeggiare, di corsa in macchina per raggiungere un locale dalla parte opposta di Milano per l’afterparty.
Ovviamente in ritardo, ovviamente le ultime ad entrare nell’area Vip praticamente pochi istanti prima che arrivassi Tu e l’altro.

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Altro giro, altra corsa.
Solo adesso che metto nero su bianco il tutto, mi rendo conto di non aver salutato Howie; sono venuta direttamente da te.  Il tuo sorriso mi uccide ogni volta.
“Hello, Kitty.” – Ti è concesso solo perché sei Nick Carter, lo sai, si?
Mi hai abbracciato e hai riso quando ti ho detto che Howie nella foto non lo volevo.
E’ solo in questo momento che mi sono resa conto di lui, con voce carina e coccolosa gli ho detto:
“Facciamo che tu ti metti qui e fai un po’ quello che vuoi. Ecco, bravo qui. Sorridi. Fai la faccia arrabbiata. Fai quello che vuoi. Non ci mettiamo in la, eh!”

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Tu hai riso divertito. E’ l’effetto che ti faccio.Un altro bacio…un altro segno.

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Ricordate lo switch di cui parlavo un milione di parole fa?
Ricordate tutte le ansie di non essere più capace di vivere il momento?
Parole…parole…parole.
Mi perdo nell’azzurro dei Tuoi occhi ogni volta come fosse la prima, mi sento a casa quando mi stringi tra le tue braccia cicciottose, la morbidezza della tua pelle e il suono della tua risata. E’ sempre un fiume di parole senza senso quando provo a raccontare cosa vivo in quel momento, perdo il filo insieme al senno ogni volta che i miei occhi si incrociano con i tuoi. Torno 15enne e torno stupida, sono felice. Di quella felicità puttana che è come una droga. Un’astinenza continua che mi spinge a fregarmene delle poche ore di sonno prima di tornare a lavoro, a fregarmene delle risatine di chi non capisce, a fregarmene di chi  vuole fare i conti nel mio portafogli.

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E’ l’ansia che torna a scalfire la mia serenità; un uragano che ogni volta mi lascia per giorni in balia di quelle emozioni che mi stravolgono l’esistenza e mi ricordano che non viva. Ma viva per davvero.

img_5811Come ogni volta è un libro più che un racconto…ed è neanche la metà di cosa si affolla nella mia mente.
Come ogni volta i gioielli più brillanti sono le amiche con cui condivido questi momenti, eppure questa volta c’è qualcuno in più da ringraziare. Lo abbiamo fatto per giorni ma non è mai abbastanza.

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Come sempre però il grazie più grande lo devo a Me stessa per ogni volta che osservo impaurita le mie ansie fissarmi e deciso di essere più forte di loro; per tutte le volte che temo di non farcela e mi dimostro che mi sbagliavo; per quando cedo alla tenerezza di un abbraccio o al bisogno di avere vicino le mie amiche; per quando metto il telefono in modalità aereo e decido che il tempo per me è un momento sacro.

Grazie a me che mi concedo di essere Me quando sono con Te.

Pensieri Sparsi

𝟦𝟪/𝟥𝟨𝟧


𝚀𝚞𝚎𝚜𝚝𝚊 𝚏𝚘𝚝𝚘 𝚑𝚊 𝟷𝟸 𝚊𝚗𝚗𝚒.

𝙽𝚘𝚗 𝚎𝚛𝚊 𝚕𝚊 𝚙𝚛𝚒𝚖𝚊 𝚟𝚘𝚕𝚝𝚊 𝚌𝚑𝚎 𝚙𝚊𝚛𝚝𝚒𝚟𝚘 𝚙𝚎𝚛 𝚞𝚗 𝚟𝚒𝚊𝚐𝚐𝚒𝚘 𝙱𝚊𝚌𝚔, 𝚖𝚊 𝚎𝚛𝚊 𝚕𝚊 𝚙𝚛𝚒𝚖𝚊 𝚟𝚘𝚕𝚝𝚊 𝚌𝚑𝚎 𝚙𝚊𝚛𝚝𝚒𝚟𝚘 𝚌𝚘𝚗 𝚕𝚊 𝚏𝚘𝚕𝚕𝚎 𝚌𝚘𝚗𝚜𝚊𝚙𝚎𝚟𝚘𝚕𝚎𝚣𝚣𝚊 𝚌𝚑𝚎 𝚚𝚞𝚎𝚕𝚕𝚊 𝚟𝚘𝚕𝚝𝚊 𝚕𝚘 𝚊𝚟𝚛𝚎𝚒 𝚒𝚗𝚌𝚘𝚗𝚝𝚛𝚊𝚝𝚘.

𝚁𝚒𝚌𝚘𝚛𝚍𝚘 𝚌𝚑𝚎 𝚙𝚛𝚒𝚖𝚊 𝚍𝚒 𝚙𝚊𝚛𝚝𝚒𝚛𝚎 𝚚𝚞𝚊𝚕𝚌𝚞𝚗𝚘 𝚖𝚒 𝚊𝚟𝚎𝚟𝚊 𝚍𝚎𝚏𝚒𝚗𝚒𝚝𝚘 𝚏𝚘𝚕𝚕𝚎, 𝚖𝚒 𝚊𝚟𝚎𝚟𝚊 𝚜𝚞𝚐𝚐𝚎𝚛𝚒𝚝𝚘 𝚍𝚒 𝚜𝚖𝚎𝚝𝚝𝚎𝚛𝚎 𝚍𝚒 𝚜𝚘𝚐𝚗𝚊𝚛𝚎 𝚙𝚎𝚛𝚌𝚑𝚎́ 𝚜𝚊𝚛𝚎𝚒 𝚝𝚘𝚛𝚗𝚊𝚝𝚊 𝚍𝚎𝚕𝚞𝚜𝚊. 𝙿𝚎𝚛𝚌𝚑𝚎́ 𝚒 𝚜𝚘𝚐𝚗𝚒 𝚗𝚘𝚗 𝚜𝚒 𝚊𝚟𝚟𝚎𝚛𝚊𝚗𝚘.

𝙸𝚘 𝚗𝚘𝚗 𝚕𝚎 𝚊𝚟𝚎𝚟𝚘 𝚌𝚛𝚎𝚍𝚞𝚝𝚘!

𝙸𝚘 𝚜𝚊𝚙𝚎𝚟𝚘 𝚌𝚑𝚎 𝚒𝚗 𝚞𝚗𝚊 𝚌𝚘𝚜𝚊 𝚊𝚟𝚛𝚎𝚒 𝚜𝚎𝚖𝚙𝚛𝚎 𝚏𝚊𝚝𝚝𝚘 𝚋𝚎𝚗𝚎 𝚊 𝚌𝚛𝚎𝚍𝚎𝚛𝚎: 𝚕𝚎 𝚖𝚒𝚎 𝚜𝚎𝚗𝚜𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚒.

𝙴̀ 𝚞𝚗 𝚍𝚒𝚜𝚌𝚘𝚛𝚜𝚘 𝚍𝚊 𝚏𝚘𝚕𝚕𝚎, 𝚏𝚘𝚛𝚜𝚎, 𝚖𝚊 𝚜𝚎 𝚜𝚊𝚒 𝚊𝚜𝚌𝚘𝚕𝚝𝚊𝚛𝚎 𝚕𝚊 𝚟𝚒𝚝𝚊 𝚝𝚒 𝚍𝚒𝚌𝚎𝚗𝚍𝚘 𝚌𝚘𝚜𝚊 𝚏𝚊𝚛𝚎.

𝙴 𝚊𝚍𝚎𝚜𝚜𝚘 𝚌𝚑𝚎 𝚑𝚘 𝚒𝚖𝚙𝚊𝚛𝚊𝚝𝚘 𝚊 𝚜𝚘𝚐𝚗𝚊𝚛𝚎, 𝚗𝚘𝚗 𝚜𝚖𝚎𝚝𝚝𝚎𝚛𝚘̀!

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi · Recensiti per Voi ♥

BSB | DNA


Il fatto che in crociera io sia scappata dalla sala durante il pre ascolto dei brani fini ad allora registrati non mi aveva di certo creato buone aspettative sul nuovo lavoro. Mentre tutti attendevano il 25 Gennaio come i bambini attendono il Natale, io cercavo di convincere me stessa a non avere pregiudizi.

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Inutile mentire: il cd l’ho ascoltato qualche giorno prima della sua uscita ufficiale!!!
L’ho ascoltato mentre lavavo i capelli, poi li asciugavo ed infine li lisciavo…insomma l’ho ascoltato facendo totalmente altro e ad un primo ascolto nessuna nota aveva fatto vibrare la mia anima.

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È stato solo quando io e la nuova musica abbiamo avuto tempo di incontrarci per davvero che ho potuto davvero ogni traccia di questo cd figlio più che mai del Backstreet’s Time.
Non ci sono grandi hits in questo ultimo lavoro dei Backstreet Boys, nessun capolavoro che prenderà il posto di Tell me why….(chi si ricorda davvero che si chiama I want it that way?). Ma ce ne sarà mai uno?

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Quello che sento io quando ascolto questo cd sono 12 storie, che probabilmente se avessi più tempo e fantasia amerei tanto raccontarvi.

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  1. Don’t go breaking my heart

Ha spopolato nelle radio in America, eppure io tendo a saltarla quando ascolto il cd. È un problema mio con alcune tonalità di voce, ci sono alcune frequenze che mi creano nervosismo…e questo pezzo ne contiene un botto. Sorry.

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2. Nobody else

Non riesco a non chiudere gli occhi e lasciare la me 15enne pensare all’uomo che non vuole dividere con nessun’altra. Lauren puoi farti da parte grazie?

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3. Breathe

Ammetto senza vergogna alcuna che la prima volta che ho ascoltato questo brano dei Neri per Caso, ho stoppato la riproduzione prima che la mia mano afferrasse la lametta e le mie vene iniziassero ad attirare Edward Cullen. Per giorni mi sono rifiutata di ascoltare questo strazioche però pian piano ha trovato una sua collocazione:
Don’t let go when the daylight’s gone
‘Cus it’s always darkest before the dawn
I breathe, breathe, oh
Io respiro, quando il buio inizia a farmi paura…io respiro.

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4. New Love

Questa mi crea proprio difficoltà.
I want all of you all over me
In any dark room, ooh, ooh
And I don’t wanna know your name (No)
Just let me do what I do, ooh yeah, baby (Oh)
Ma a parte le mie difficoltà, il sound di questa canzone mi racconta qualcosa di così dirty da poter essere la colonna sonora di una notte alla Chuck Bass.

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5. Passionate

Seh, di male in peggio. Ma non cantavano roba di sole, cuore, amore?
E ditemi che non solo la sola che non riesce a non associarla al biondino.
Oh, e non parlo solo delle sue mani lunghe (o quelle di chi lo approccia, perché non sono l’unica che allunga le mani eh)….ma vogliamo parlare del tocco di classe del testo di questo pezzo?

All I want is everything
Too much adrenaline
And all I do is anything
But like a gentleman
Dopo le accuse di violenza sessuale, meglio pesare le parole…vero, Carter?

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6. Is it just me

Sentite il mio cuore spezzarsi in mille pezzettini? Chiudo gli occhi e mi lascio trasportare nella struggente storia raccontata dalle loro voci. La colonna sonora per scrivere la fine di un amore. Perché, in fondo, chi tradisce una volta, tradirà sempre. Prima o poi scriverò.

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7. Chances

Come si può non pensare a tutte le scelte fatte? A tutte quelle strade imboccate, quegli svincoli in cui abbiamo deciso di svoltare? Come si può non domandarsi cosa sarebbe la nostra vita se quella volta le cose sarebbero andate diversamente…
Quante possibilità ci sono nella vita…quante ne perdiamo senza neanche accorgercene.

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8. No Place

There is no place like you.
Poco mi importa per chi sia stata scritta questa canzone, per me il No place like you restano loro 5 e la parte di me che ritrovo quando ci sono.
E’ quella la casa in cui voglio tornare, sempre.

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9. Chateau

Come non immaginare l’intera scena anche in questo caso?
Ora, io mi sto drogando di Gossip Girl e non faccio testo, ma…lui seduto al tavolo che ha appena ordinato il suo Chardonnay preferito, lo sguardo incupito di chi sa che lei non verrà ma non riesce a smettere di sperare. Lei che arriva, lo vede e, nonostante tutto, sorride…
Ok, la smetto…

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10. The way it was

Partendo dal fatto che io voglio capire cosa avessero i capelli di lei che lo disturbavano così tanto da doverlo scrivere in una canzone; non riesco ad ascoltare questo pezzo senza dondolare come una cretina. Ditemi che non sono l’unica.

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11. Just like you like it

La sensualità di questa canzone mi devasta. Sarà la melodia, saranno le loro voci, saranno le parole…diciamo che dopo l’incontro allo Chateau la serata è andata decisamente bene.

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  1. OK

La amo, sin dal primo ascolto. Non riesco a non muovere il sedere come una povera scema. Mi fa venire voglia di estate e cocktail, di sole e spensieratezza, di vento tra i capelli e risate tra amiche. Adoroooooo.

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Io non riesco dirvi che sono tornati, mi sembrano così diversi…ma li amo ancora di più.
Adoro quanto questo cd sia sexy, quanto i testi mi portino a pensare a cose che non siano la passeggiata in spiaggia al chiaro di luna; adoro immaginare quanto saranno devastanti live alcuni brani.
Se dopo 26 anni, hanno ancora qualcosa da raccontare un motivo ci sarà.

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Non sono un’esperta di musica e non mi spaccerò per tale, parliamoci chiaramente non ho ancora ascoltato il cd di Fedez semplicemente perché ha scelto una data infelice per mettersi sul mercato. Quello che però so è che un pezzo mi fa venire voglia di chiudere gli occhi e sognare è quello giusto, se ci sono note che inducono il mio sedere pesante a muoversi da solo sono quelle giuste, se c’è una melodia che calma i miei nervi è quella giusta, se c’è una voce che mi fa desiderare di essere ad un concerto è quella giusta.

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Se la mia testa non smette di dondolare neanche mi fossi tramutata in Kiss me Licia nella sigla, direi che sto ascoltando qualcosa che semplicemente adoro.

Pensieri Sparsi

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Non ho già smesso questo giochino, ho postato per giorni altrove! Ma bisogna aggiornare anche qui.

𝟷𝟻/𝟹𝟼𝟻

𝙻𝚊 𝚏𝚘𝚝𝚘 𝚎𝚛𝚊 𝚜𝚝𝚊𝚝𝚊 𝚜𝚌𝚊𝚝𝚝𝚊𝚝𝚊, 𝚍𝚘𝚟𝚎𝚟𝚊 𝚜𝚘𝚕𝚘 𝚎𝚜𝚜𝚎𝚛𝚎 𝚌𝚊𝚛𝚒𝚌𝚊𝚝𝚊.

𝙳𝚒𝚝𝚎 𝚌𝚑𝚎 𝚟𝚊𝚕𝚎 𝚕𝚘 𝚜𝚝𝚎𝚜𝚜𝚘? 𝙾 𝚙𝚘𝚜𝚜𝚘 𝚐𝚒𝚊̀ 𝚍𝚒𝚌𝚑𝚒𝚊𝚛𝚊𝚝𝚘 𝚏𝚊𝚕𝚕𝚒𝚝𝚘 𝚚𝚞𝚎𝚜𝚝𝚘 𝚎𝚜𝚙𝚎𝚛𝚒𝚖𝚎𝚗𝚝𝚘?

𝙸𝚕 𝚙𝚊𝚗𝚘𝚛𝚊𝚖𝚊 𝚎̀ 𝚜𝚎𝚖𝚙𝚛𝚎 𝚕𝚘 𝚜𝚝𝚎𝚜𝚜𝚘…𝚒𝚗 𝚞𝚗𝚊 𝚐𝚒𝚘𝚛𝚗𝚊𝚝𝚊 𝚗𝚘𝚒𝚘𝚜𝚊, 𝚊𝚕𝚣𝚘 𝚕𝚘 𝚜𝚐𝚞𝚊𝚛𝚍𝚘 𝚎 𝚖𝚒 𝚙𝚎𝚛𝚍𝚘 𝚗𝚎𝚒 𝚌𝚘𝚕𝚘𝚛𝚒 𝚍𝚎𝚕𝚕’𝚒𝚗𝚏𝚒𝚗𝚒𝚝𝚘.

𝟷𝟼/𝟹𝟼𝟻

𝚂𝚝𝚊𝚗𝚌𝚑𝚒𝚝𝚊̀…

𝟷𝟽/𝟹𝟼𝟻

𝙳𝚒𝚌𝚘𝚗𝚘 𝚌𝚑𝚎 𝚘𝚐𝚐𝚒 𝚜𝚒𝚊 𝚒𝚕 𝙿𝚒𝚣𝚣𝚊 𝙳𝚊𝚢.

𝙲𝚎𝚕𝚎𝚋𝚛𝚒𝚊𝚖𝚘!

𝟷𝟾/𝟹𝟼𝟻

𝚄𝚗𝚊 𝚙𝚊𝚛𝚝𝚒𝚌𝚘𝚕𝚊𝚛𝚎 𝚟𝚎𝚛𝚜𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚙𝚎𝚛 𝚕𝚊 𝚖𝚒𝚊 #𝟷𝟶𝚢𝚎𝚊𝚛𝚜𝚌𝚑𝚊𝚕𝚕𝚎𝚗𝚐𝚎.

𝚂𝚘𝚗𝚘 𝚌𝚊𝚖𝚋𝚒𝚊𝚝𝚎 𝚌𝚘𝚜𝚒̀ 𝚝𝚊𝚗𝚝𝚎 𝚌𝚘𝚜𝚎 𝚒𝚗 𝚚𝚞𝚎𝚜𝚝𝚒 𝟷𝟶 𝚊𝚗𝚗𝚒: 𝚒𝚕 𝚌𝚘𝚕𝚘𝚛𝚎 𝚍𝚎𝚒 𝚖𝚒𝚎𝚒 𝚌𝚊𝚙𝚎𝚕𝚕𝚒 𝚑𝚊 𝚏𝚒𝚗𝚊𝚕𝚖𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚝𝚛𝚘𝚟𝚊𝚝𝚘 𝚙𝚊𝚌𝚎, 𝚖𝚘𝚕𝚝𝚎 𝚊𝚖𝚒𝚌𝚒𝚣𝚒𝚎 𝚜𝚘𝚗𝚘 𝚜𝚝𝚊𝚝𝚎 𝚌𝚊𝚖𝚋𝚒𝚊𝚝𝚎, 𝚖𝚒 𝚜𝚘𝚗𝚘 𝚕𝚊𝚞𝚛𝚎𝚊𝚝𝚊, 𝚑𝚘 𝚌𝚊𝚖𝚋𝚒𝚊𝚝𝚘 𝚞𝚗 𝚙𝚘’ 𝚍𝚒 𝚕𝚊𝚟𝚘𝚛𝚒, 𝚜𝚘𝚗𝚘 𝚊𝚙𝚙𝚛𝚘𝚍𝚊𝚝𝚊 𝚕𝚊𝚍𝚍𝚘𝚟𝚎 𝚏𝚘𝚛𝚜𝚎 𝟷𝟶 𝚊𝚗𝚗𝚒 𝚏𝚊 𝚊𝚟𝚎𝚟𝚘 𝚜𝚘𝚕𝚘 𝚒𝚗𝚒𝚣𝚒𝚊𝚝𝚘 𝚊 𝚙𝚎𝚗𝚜𝚊𝚛𝚎, 𝚑𝚘 𝚟𝚒𝚊𝚐𝚐𝚒𝚊𝚝𝚘 𝚒𝚗 𝚕𝚞𝚗𝚐𝚘 𝚎 𝚒𝚗 𝚕𝚊𝚛𝚐𝚘 𝚙𝚎𝚛 𝚚𝚞𝚎𝚜𝚝𝚘 𝚖𝚘𝚗𝚍𝚘, 𝚑𝚘 𝚌𝚘𝚗𝚘𝚜𝚌𝚒𝚞𝚝𝚘 𝚖𝚎𝚐𝚕𝚒𝚘 𝚖𝚎 𝚜𝚝𝚎𝚜𝚜𝚊…𝚖𝚊 𝚞𝚗𝚊 𝚌𝚘𝚜𝚊 𝚜𝚘𝚕𝚊 𝚗𝚘𝚗 𝚎̀ 𝚌𝚊𝚖𝚋𝚒𝚊𝚝𝚊: 𝚒𝚕 𝚖𝚒𝚘 𝚊𝚖𝚘𝚛𝚎 𝚙𝚎𝚛 𝚚𝚞𝚎𝚜𝚝𝚒 𝟻 𝚍𝚎𝚏𝚒𝚌𝚒𝚎𝚗𝚝𝚒…𝚚𝚞𝚎𝚕𝚕𝚘 𝚗𝚘𝚗 𝚌𝚊𝚖𝚋𝚒𝚎𝚛𝚊̀ 𝚖𝚊𝚒 𝚎 𝚙𝚘𝚒 𝚖𝚊𝚒.

𝙰𝚕𝚠𝚊𝚢𝚜 𝚊𝚗𝚍 𝚏𝚘𝚛𝚎𝚟𝚎𝚛.

𝟸𝟺/𝟹𝟼𝟻

𝙽𝚘𝚗 𝚜𝚘𝚗𝚘 𝚖𝚊𝚒 𝚛𝚒𝚞𝚜𝚌𝚒𝚝𝚊 𝚊 𝚋𝚞𝚝𝚝𝚊𝚛𝚕𝚒 𝚒 𝚖𝚒𝚎𝚒 𝚌𝚎𝚛𝚌𝚑𝚒𝚎𝚝𝚝𝚒. 🥰

𝟸𝟶/𝟹𝟼𝟻

𝙳𝚘𝚙𝚘 𝚞𝚗𝚊 𝚟𝚒𝚝𝚊, 𝚞𝚗𝚊 𝚜𝚝𝚘𝚛𝚒𝚊 𝚑𝚊 𝚙𝚛𝚎𝚜𝚘 𝚟𝚒𝚝𝚊.

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𝙱𝚊𝚜𝚝𝚊 𝚙𝚒𝚘𝚐𝚐𝚒𝚊. 𝙶𝚛𝚊𝚣𝚒𝚎.

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𝚃𝚑𝚎𝚢’𝚛𝚎 𝚋𝚊𝚌𝚔!

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𝙻𝚊 𝙿𝚊𝚗 𝚍𝚒 𝚂𝚝𝚎𝚕𝚕𝚎 𝚍𝚎𝚝𝚛𝚘𝚗𝚒𝚣𝚣𝚎𝚛𝚊̀ 𝚕𝚊 𝙽𝚞𝚝𝚎𝚕𝚕𝚊?

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𝙱𝚒𝚜𝚘𝚐𝚗𝚊 𝚌𝚘𝚖𝚋𝚊𝚝𝚝𝚎𝚛𝚎 𝚒𝚕 𝚏𝚛𝚎𝚍𝚍𝚘 𝚌𝚘𝚗 𝚝𝚞𝚝𝚝𝚒 𝚒 𝚖𝚎𝚣𝚣𝚒 𝚊 𝚍𝚒𝚜𝚙𝚘𝚜𝚒𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎.

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𝚄𝚗 𝚗𝚞𝚘𝚟𝚘 𝚌𝚘𝚕𝚕𝚎𝚐𝚊 𝚒𝚗 𝚞𝚏𝚏𝚒𝚌𝚒𝚘.

𝙲𝚘𝚌𝚌𝚘𝚕𝚘𝚜𝚘.

𝟹𝟶/𝟹𝟼𝟻

𝙽𝚘𝚗 𝚌𝚒 𝚜𝚊𝚛𝚊̀ 𝚝𝚛𝚊𝚏𝚏𝚒𝚌𝚘 𝚖𝚊 𝚒𝚘 𝚙𝚛𝚎𝚏𝚎𝚛𝚒𝚜𝚌𝚘 𝚕𝚊 𝚖𝚒𝚊 𝚜𝚌𝚛𝚒𝚟𝚊𝚗𝚒𝚊 𝚟𝚒𝚜𝚝𝚊 𝚖𝚊𝚛𝚎.

𝟹𝟷/𝟹𝟼𝟻

𝙵𝚒𝚗𝚊𝚕𝚖𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚕’𝚒𝚗𝚏𝚒𝚗𝚒𝚝𝚊̀ 𝚍𝚒 𝙶𝚎𝚗𝚗𝚊𝚒𝚘 𝚎̀ 𝚊𝚛𝚛𝚒𝚟𝚊𝚝𝚊 𝚊𝚕 𝚝𝚎𝚛𝚖𝚒𝚗𝚎.

𝙰𝚋𝚋𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚋𝚒𝚜𝚘𝚐𝚗𝚘 𝚍𝚒 𝚌𝚘𝚌𝚌𝚘𝚕𝚎 𝚍𝚊 𝚚𝚞𝚎𝚜𝚝𝚎 𝚙𝚊𝚛𝚝𝚒.

Non ci credo che sono riuscita a metterle tutte.

Pensieri Sparsi

𝟺/𝟹𝟼𝟻


𝙱𝚞𝚝 𝚢𝚘𝚞’𝚕𝚕 𝚊𝚕𝚠𝚊𝚢𝚜 𝚋𝚎 𝚝𝚑𝚎 𝚑𝚘𝚖𝚎 𝙸 𝚠𝚊𝚗𝚗𝚊 𝚌𝚘𝚖𝚎 𝚑𝚘𝚖𝚎 𝚝𝚘

𝚈𝚘𝚞’𝚛𝚎 𝚊 𝚠𝚒𝚕𝚍 𝚗𝚒𝚐𝚑𝚝 𝚠𝚒𝚝𝚑 𝚊 𝚑𝚎𝚕𝚕 𝚘𝚏 𝚊 𝚟𝚒𝚎𝚠

𝚃𝚑𝚎𝚛𝚎 𝚊𝚒𝚗’𝚝 𝚗𝚘 𝚙𝚕𝚊𝚌𝚎, 𝚊𝚒𝚗’𝚝 𝚗𝚘 𝚙𝚕𝚊𝚌𝚎 𝚕𝚒𝚔𝚎 𝚢𝚘𝚞.

La verità è che io stamane avevo scattato una fighissima foto di alberi secchi e tristi…e io davvero adoro gli alberi secchi e tristi. Poi però ho cambiato idea perché questa foto è la coccolosità e, in una giornata in cui spaccherei la faccia a qualcuno (perché sono una persona tenera), la scelta di una foto coccolosa mi è parsa quella più sensata.

Pensieri Sparsi

Addio 2018.


Mancano poche ore alla fine di questo anno ed io mi ritrovo qui a scrivere invece che in giro ad ubriacarmi, significherà pure qualcosa? Che frequenti gente di merda, che sei una cretina e che senza resoconto di fine anno proprio non ci riesci a stare.

Ma cerchiamo di non tergiversare.
E’ da quando mi sono svegliata questa mattina che cerco di immaginare cosa potesse essere appropriato scrivere in questo post, cosa avrei voluto ricordare, cosa sarebbe stato giusto annotare e rendere eterno di questo anno trascorso. Ho scorso le immagini dei 365 trascorsi e mi sono resa conto che, come ogni anno, le esperienze vissute sono sempre superiori alle aspettative.

E’ stato un anno strano,complicato ed estremamente intenso.Un anno in cui sono cresciuta e cambiata; un anno in cui ho acquisito una nuova consapevolezza di me stessa; in cui ho capito, ancora una volta, che i limiti esistono solo per essere superati.

Il mio 2018 è iniziato con la finta consapevolezza che l’ansia non avrebbe più preso decisioni al posto mio; una sorta di presa di coscienza di quello che avrei voluto per me. Ma tra il dire e il mare c’è di mezzo il mare ed ammettiamolo pure: i primi mesi di questo anno non sono stati proprio una passeggiata per me e la mia povera testa. Avere la consapevolezza di stare meglio e non riuscire ad esserlo a pieno può essere davvero frustrante.


Era una giornata di febbraio e c’era la neve (qui non è così normale essere bloccati dalla neve al mattino per andare in ufficio) quando questo anno ha preso una svolta differente, un bivio che non avrei mai potuto calcolare ma che, come mi è stato fatto notare, in fin dei conti avevo desiderato fin dal principio. Un cambiamento al lavoro, una nuova opportunità. Un qualcosa così lontano da quanto avessi studiato, così vicino a quelle che sono le mie attitudini più profonde.

Ho compiuto 33 anni. Sono davvero tanti eh se penso a quanto mi ero ripromessa avrei fatto entro questa età. E da marzo ad oggi è stato un treno in corsa su cui sono salita probabilmente senza neanche rendermene conto per davvero.

E’ stato l’anno del mio primo viaggio in Florida, la mia seconda crociera. L’anno della vita in vacanzacantata ed urlata a squarciagola con quell’amica pazza come te. L’anno del vento tra i capelli e la sensazione di leggerezza crescente Mojito dopo Mojito.

Scorro le foto e vedo te. Anche quest’anno la parte migliore di questi 12 mesi. I tuoi sorrisi, i tuoi baci, i tuoi abbracci, il tuo tutto che forse resta un po’ troppo per me. Una me troppo incredula ogni volta, una me che adesso è terrorizzata all’idea di rivederti. Un me che ha paura di averti deluso, di non essere stata abbastanza, di non essere stata all’altezza delle tue aspettative.

E’ stato l’anno del mio primo Salone Nautico a Cannes, del mio primo giro in elicottero. L’anno in cui per la prima volta mi sono detta che sono davvero brava, in cui mi è stato detto che sono stata brava. L’anno in cui ho capito che, se voglio, posso fare tutto.

E’ stato un anno in cui ho gettato le basi per 365 giorni futuri così intensi da fare quasi paura.

Mancano poche ore alle fine di questo 2018…ed io non so se sono pronta all’anno nuovo e a tutto quello che ha in serbo per me.

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

Don’t go breaking my heart.


Ci sono giornate che semplicemente nonostante la vita reale ce la metta proprio tutta per  intrappolarti al suo interno, proprio non ce la può fare a farcela. Sono quelle giornate che iniziano con una canzone che finisce per restarti incastrata nei pensieri anche quando ti abbandoni alla stanchezza e ti lasci cullare dalle braccia di Morfeo.
Giornate come quella di ieri…

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Cosa è accaduto ieri? Davvero mi state ponendo questa domanda?

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Ieri, ancora una volta, sono tornata quindicenne (lo so, sta accadendo troppo spesso ultimamente, ma non ho intenzione di scusarmi per questa cosa eh).
Dopo ben 5 anni di attesa finalmente sono tornati…e sono tornati con il botto!

Perdete 4 minuti del vostro tempo per ascoltare questa canzone e lasciatemi un commento per sapere cosa ne pensate.

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Sono curiosa per davvero e so che posso fidarmi di voi.