Pensieri Sparsi

Ma ci ha provato?


Ma ci ha provato?
No. Sorrido. Forse troppo. No, davvero.
Cioè veramente ci ha provato?
No. Faccio spallucce. 
Ho capito. E’ un si.
Credevo di essere più brava a mentire. Credevo che la risposta fosse scontata. Credevo. Tante cose. Forse troppe.

E’ sempre la stessa conversazione, sempre la stessa domanda. Sempre lo stesso imbarazzo. Vorrei vedere quello che vedono gli altri, osservare con i loro occhi, percepire attraverso le loro sensazioni.

Vorrei capire perché quella domanda sembri così assurda soltanto a me.


Perché quella risposta sembri impossibile soltanto a me.

Pensieri Sparsi

L’invasione dei bambini che fanno cose.


Io al fatto che un figlio ti cambia la vita ci credo eh. Ve lo giuro solennemente su tutto il giurabile che esiste al mondo. Ci credo davvero a quella storia dell’imprinting che avviene quando posi lo sguardo per la prima volta su quelle guanciotte rosee  [che poi, dai diciamoci le cose come stanno: appena nati i bambini piacciono solo ai genitori. Sono dei piccoli alieni, e se lo state negando state mentendo spudoratamente].

Non ho alcun problema neanche a credere che l’universo cambi baricentro, che l’intero sistema solare modifichi le sue orbite e scelga come fulcro intorno cui ruotare il sorriso sdentato del cucciolo d’uomo che è uscito dalla vostra patata. Ecco, capisco pure che tutto il dolore eventualmente provato durante il lieto evento sentiate il dovere di condividerlo con il mondo. Chi non vorrebbe sapere quanto larga è diventata la vostra vagina o che lavoro di punto a croce hanno dovuto ricamare su di essa? Chi non vorrebbe immaginare un melone spuntare tra le vostre gambe? Chi non vorrebbe immaginarvi urlanti e sudate imprecare in aramaico antico?

Certo, posso solo provare ad immaginare cosa possa significare smettere di dormire o addirittura di lavarsi, fare fatica ad andare in bagno o ad ascoltare il suono disperato dei propri pensieri. Quella stanchezza immane che paventate su Facebook deve essere davvero estenuante.

Posso solo provare ad immaginare la gioia indescrivibile percepita quando il frutto del vostro amore eterno finalmente vi lascerà dormire più di due ore consecutive o quando, dopo l’ennesima purghetta, finalmente il pannolino emanerà una puzza vomitevole che vi farà fare i salti di gioia.

Tutta questa sofferenza cosa sarà mai paragonata al sorrisino angelico che si disegna su  visino rotondo al suono della vostra voce isterica? Pura poesiaSono davvero una persona molto empatica, vorreste osare dire il contrario?

La verità è che per quanto possa capire e comprendere tutto, per quanto possa comprendere i grandi cambiamenti della vita di una madre faccio davvero fatica a capire in quale preciso momento dell’intero processo avvenga. 
Quando avviene cosa? Davvero ve lo state chiedendo?

La LOBOTOMIA. 

E’ importante capirlo in tempo eh. Oh, non che io abbia intenzione di sfornare una pagnotta a breve ma credo sia giusto arrivare preparate al momento; perché credetemi: sono terrorizzata!!! Non fate finta di non capire di cosa io stia parlando, smettiamola di fare i finti buonisti e buttiamo via le maschere: 
odiamo tutti quelle mamme che parlano solo dei loro figli.

Parliamone!!!
Sei in un gruppo WhatsApp? Che tu stia parlando di fisica quantistica o dei numeri di Rocco Siffredi puoi stare certa che, nel bel mezzo del discorso, arriverà una foto di un bambino sorridente che sta facendo cose. Non avevo la più pallida idea che i bambini facessero tutte queste cose. E’ quello il momento in cui: cala il gelo più profondo. Perché a te la foto di quel bambino che fa cose magari andava anche di vederla, ma sicuramente non in quel momento, non in quel contesto, non quando finalmente mi stavo concedendo 10 minuti di svago sparando puttanate o stavo per scoprire il senso della vita.

Ignorare il problema di chi ha una visione Bambinocentrica del mondo sarebbe come smettere di ridere leggendo le teorie dei Terrapiattisti: IMPOSSIBILE!?!
Il vero problema è che sono ovunque.
E’ una vera e propria invasione…e non siamo preparati al peggio.

Entri in un qualsiasi gruppo Facebook, che sia incentrato sull’ortofrutta o su un gruppo musicale anni ’90, qualsiasi spunto di riflessione sarà quello giusto per postare una foto di un bambino che fa cose, per raccontare di un bambino che fa cose, per cercare di creare feeling con altre mamme di bambini che fanno cose e creare un esercito di mamme con bambini che fanno cose che conquisteranno il mondo, o quanto meno quello dei social network.

Il punto è che sarà pure adorabile avere bambini che fanno cose, ma anche se nessuno ha il coraggio di dirvelo quelle cose interessano solo a VOI.

Pensieri Sparsi · Weird World ❤

Quando sei arrivata qui non ti sopportavo proprio!


"Quando sei arrivata qui non ti sopportavo proprio!"

Non è che avessi qualche dubbio a riguardo, eppure sentirlo ammettere candidamente dalla sua voce oggi mi ha provocato un effetto strano; una sorta di ammissione di colpa che ha dato un senso a tutte quelle volte che sentivo che il problema era null’altro che la mia presenza nella stanza.

E’ complicato da spiegare. Non so neanche quanto senso abbia farlo. Probabilmente se avessi avuto un paio di pon pon al suono delle sue parole avrei iniziato ad agitarli urlando: Lo sapevooo!!!


Ma dai! Non se ne era accorto nessuno.
Ho sorriso arricciando il naso e ho continuato a lavorare come se nulla fosse ignorando i commenti ironici sui giorni dei miei inizi, su quanto non rispecchiassi quanto si aspettava di trovare in ufficio e su come era stata una piacevole scoperta capire che sulla gestione del cantiere, sull’organizzazione degli eventi e sulla comuncazione sei davvero brava…anche se soffri di cali di attenzione eh.

Lo sguardo sarcastico dei miei colleghi ho solo finto di non averlo notato. Porelli. Li ho lasciati ironizzare su quanto e come io lavori, su quanto tutti si fossero accorti che non mi sopportava. Li ho osservati ridere mentre facevo notare loro il tempo al passato del verbo utilizzato.

Non possono sapere che una settimana fa sono stata convocata prima in ufficio ed ad aspettare proprio me c’era una busta di Micheal Kors. Non possono sapere che avevo gli occhi pieni di lacrime quando ho capito che si trattava di un regalo per me, quando ho sentito la motivazione di quel regalo e di come, trattenendo a stento l’emozione, ho capito di essere riuscita a fargli cambiare idea sul mio conto. Non possono sapere di quanto tempo sia stato impiegato per trovare quel regalo per me, di quante volte mi sia stato chiesto se era stato gradito.

L’ho fatto con piacere. Lo meriti !
Un abbraccio e grazie di tutto.

Ci sono dei grazie che valgono molto di più. Dei grazie che hanno il sapore della rivalsa. Dei grazie che semplicemente ti ricordano che alla fine ce la puoi sempre fare.

Devi solo volerlo. Ma volerlo per davvero.

Pensieri Sparsi

E fuori piove…


Lo so che l’inverno è ormai alle porte (anche se i 20 gradi segnati dal termostato ancora mi confondono) ma io mi sarei già rotta della pioggia. giphy

Non voglio iniziare a tediarvi già dal 4 Novembre con post sul brutto tempo e sull’effetto devastante del grigiume sul mio umore e sul mio rapporto con la vita, ma dopo due giorni in cui letto e poltrona a dondolo sono diventati i miei migliori amici qualche domanda inizio a farmela pure io.

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Mi mancano da morire i giorni in cui entravo in questo blog con qualcosa da raccontare, un tema su cui blaterare. Mi manca da morire aprire un foglio bianco e lasciar lavorare la fantasia. Mi manca avere la testa piena di personaggi e dialoghi che chiedono di essere messi nero su bianco. Mi manca perdermi nei miei pensieri fissando una fotografia mentre sento una storia prendere forma nella mia testa. Mi manca ascoltare le mie emozioni e tramutarle in parole.
Mi manca scrivere…ma scrivere davvero.

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E a voi cosa manca in questo momento?

Pensieri Sparsi

Pause


Io lo so che la colpa è della domenica, mica sto a ragionarci troppo sui pensieri che si rincorrono nella mia testa. Lo so che è colpa di quell’insana voglia di fare cose che alla fine non ha poi così tanto senso fare. Lo so che è sempre quando alla bambina dici che non puoi comprare il giocattolo nuovo e, di colpo, quel giocattolo diviene tutto ciò di cui aveva bisogno.

È che davvero alla fine mi chiedo: in alcune giornate non dovrebbe essere possibile mettere la vita in pausa? Non so, non potevano dotarci di un enorme pulsate rosso per mettere tutto in stand-by?

Non sarebbe tutto più semplice?

Pensieri Sparsi

Io non mi rassegno all’autunno!!!


Il fatto che il termostato sfiori ancora i 30 gradi non mi aiuta di certo in questo mesto processo di rassegnazione ed accettazione della fine dell’estate.

Il fatto che alle 19:30 il sole sia già un triste ricordo però aumenta il mio senso di tristezza e la pesantezza che sento affliggere il mio cuore al solo pensiero che da qui a breve il buio accompagnerà fin troppe mie attività.

Io non lo accetto l’autunno!?!

Pensieri Sparsi

Non sono scomparsa…almeno credo.


Trovo inutile iniziare questo post con me che metto nero su bianco le solite scuse con l’intento di giustificare, per l’ennesima volta, il mio essere sparita da questo spazio. Non sono una persona costante, ve ne sarete accorti più e più volte: probabailmente chi stava seguendo i post delle mie vacanze estive avrà pensato che un bell’americano mi abbia rapito nel bel mezzo della mia avventura [prometto che prima o poi vi racconterò come è andata la mia seconda settimana in U.S.A.], chi si era abituato ai post del Salotto di Angel avrà pensato che mi avranno rubato il divano e le scorte di pasticcini che adoravo offrirvi ogni volta e chi si era rassegnato ai miei post lagnosi avrà tirati un sospiro di sollievo.

WordPress dice che sono passati 23 giorni dal mio ultimo post, a me sembra un’eternità che non entro qui dentro, che non metto nero su bianco pensieri più lunghi dei 140 caratteri di un tweet…e di tweet ne scrivo davvero tanti, credetemi.

Cosa mi è accaduto in questi 23 giorni? Tutto e niente, un pò come credo sia accaduto ad ognuno di voi.

Ritornare a lavoro dopo due settimane a spasso per l’America non è stato propriamente una passeggiata per la mia testolina incasinata, l’ansia è tornata a bussare alla mia porta facendomi mancare il respiro qualche volta di troppo e la voglia di rintanarmi in un eremo lontana da tutto e tutti ha riempito più spesso di quanto desiderassi i miei pensieri eppure, questa volta, ho deciso di non fermarmi ad analizzare il tutto e riversare in questo spazio il nero della mia testa.

Sono stata tormentata da una stalker psicopatica a cui avevo pensato di dedicare un post per rendere pubblica la sua follia, eppure neanche le offese malate di quel microcefalo di Lady Poverty e i suoi ridicoli tentativi di rendere la mia vita un inferno hanno sconfitto l’accidia delle mie dita. In fin dei conti, è davvero necessario dare spazio ad una povera cogliona il cui unico scopo della vita sembra essere diventato quello di spiarmi su ogni social network esistente e crearsi costantemente profili fake pur di riuscire ad avere un contatto con con me, nonostante continuassi semplicemente a bloccarla ovunque? Ovviamente no. Non ho tempo per la povertà.

La più grande novità, degna di avere un post tutto suo appena possibile, è quella che sconvolgerà maggiormente chi un pò mi segue ed ha imparato a conoscermi almeno un pochino, dopo averlo detto per mesi, forse anni, alla fine ho ceduto e…rullo di tamburi…MI SONO ISCRITTA IN PALESTRA!!! Di come sia andato il tutto, del mio primo impatto con il mondo del fitness e il magico regno dello spogliatoio della palestra e soprattutto del primo giorno post pseudo allenamento serio prometto che ve ne parlerò con calma, sempre che abbiate davvero voglia di leggere.


Vi ho aggiornato sulla mia vita…E voi come state? Cosa mi raccontate di bello?