Pensieri Sparsi

Cara me, vorrei poterti dire che…


Rileggere i post scritti in passato su questo spazio è come fare un viaggio nel tempo senza allacciare le cinture di sicurezza; sei sempre tu la persona che ha impresso quelle parole sul foglio bianco eppure è come se ti ritrovassi ad entrare in punta di piedi nella vita di una sconosciuta. È strano. Decisamente strano.

Un viaggio tra speranze e paure, in sentieri costernati di ansia e tristezza, piccoli sprazzi di serenità come flebili raggi di sole in una giornata piena di pioggia e grigiume.

Ricordo di aver vissuto quei momenti ma le sensazioni provate sono un ricordo sfocato che mi ha colpito come un pugno allo stomaco man mano che i miei occhi scorrevano le parole di quei post così lontani.

Ero sempre io. Ero così diversa.

Vorrei poter tornare da quella me e raccontarle che ci è riuscita; che è riuscita a perdere il controllo come provava a fare con tutta se stessa…ed è stato bellissimo.

Vorrei dirle che nonostante tutto non si è persa, che anzi ha scoperto di avere un mondo dentro di se e sta imparando che nasconderlo è un gran peccato.

Vorrei rassicurarla: gli occhi si riempiranno ancora di lacrime ma saranno lacrime diverse, non sarà la paura a guidare le sue emozioni ma la consapevolezza di saper scegliere cosa sia giusto per lei, nonostante tutto. Dirle che ha imparato che il suono della sua risata sarà fastidioso ma è un suono bellissimo; che è vero che bisogna pensare a cosa si dice ma è fottutamente divertente non avere tutti quei filtri che le inibiscono il cervello.

Vorrei abbracciarla e dirle che il dolore al petto pian piano sarà un lontano ricordo, che il fiato le mancherà sempre meno e saprà come controllare quell’ansia che sempre meno frequentemente tornerà a trovarla. Vorrei carezzarle i capelli e rassicurarla, non è più sola: non lo è mai stata ma non riusciva a vederlo.

Vorrei raccontarle di quante cose possono accadere se si guarda intorno davvero, se smette di evitare gli sguardi della gente, se sorride di più…se smette di ignorare il mondo che la circonda.

Vorrei dirle che il mondo la osserva anche quando è persa nel suo malumore e nelle sue paranoie, ma ha paura di entrare in sintonia con lei perché sembra sempre così lontana. Rassicurarla che qualcuno le ricorderà come essere più umana; che anche se in maniera sbagliata le insegneranno a guardarsi attraverso altri occhi e a capire che forse non ha del tutto dimenticato come è essere dolcemente vulnerabile. Rassicurarla che resterà sempre fedele a se stessa ma imparerà a sorridere di più. E le persone che sorridono piacciono sempre di più.

Vorrei spiegarle che quel lavoro che sembrava impossibile adesso è diventato il suo lavoro; che chi voleva mandarla via adesso andrebbe in crisi se la vedesse andare via. Vorrei ricordarle che è brava, lo è sempre stata ma doveva solo ricordare come ci si sentisse ad esserlo.

Inciamperà di nuovo, ci saranno giornate grigie di nuovo, avrà voglia di piangere di nuovo, penserà che nella sua vita non c’è spazio per la felicità di nuovo ma vorrei dirle che arriverà il momento in cui starà bene davvero e quasi le sembrerà inverosimile poterlo dire per davvero.

Vorrei sussurrarle che attenderà sempre la tempesta dopo il sole, ma di stare tranquilla perché ha imparato a ballare sotto la pioggia.

Pensieri Sparsi

A casa proprio non mi piace stare!


Sono sull’aereo di ritorno casa mentre, senza lasciarmi sconfiggere dalla stanchezza, butto giù l’ennesimo pezzo post-viaggio. Non ho più la valigia fuxia a farmi compagnia (chi mi legge da un po’ sa di cosa parlo) e un po’ me ne dispiaccio, ma il trolley sempre pronto non manca mai.

È stato uno di quei viaggi da quasi quasi prenoto anche io e mi unisco a voi; uno di quelli nati quasi per caso e prenotati in una notte d’estate poco prima delle vacanze estive. Uno di quei viaggi in cui ho dovuto pensa solo a cosa mettere in valigia insomma. È che Londra è sempre una buona idea, potevo davvero rinunciarci?

E così mi ritrovo qui, dopo un weekend londinese caratterizzato da freddo, pioggia, cibo, tanto cibo, risate e tante foto Instagrammabili.

Perché basta davvero poco per staccare la spina dalla vita di sempre, almeno per un po’, e ricordarsi che il mondo è un posto così bello e grande che restare fermi ed immobili è lo spreco più grande che si possa fare nella propria vita.

E poi ci sono troppi posti da fotografare…come si fa a non pensare già a quando ripartire?

Pensieri Sparsi

Welcome back, Lilith.


Sono mesi che la sento parlare, che ad ogni finta gentilezza che mi impongo la sento chiedere di essere ascoltata, che ad ogni sorriso forzato per mascherare il nervosismo la sento urlare e reclamare attenzioni.

L’ho tenuta a bada per tanto tempo, non immaginate neanche quanto,ma forse adesso sono semplicemente stanca. E sta vincendo lei.

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Non so quando sia avvenuto lo switch. O forse si. So che sono giorni che attraverso il mondo osservandolo con i suoi occhi, spalancati e penetranti, come se lo stessi guardando di nuovo per la prima volta. Come se nulla potesse tangermi. 

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Come se fossi stanca di fingere una calma che non ho, come se avessi esaurito i sorrisi di circostanza, come se fossi stufa di sembrare carina e coccolosa quando nella mia testa ti sto scuoiando vivo. Come se Candy Candy si fosse impiccata, come se gli unicorni fossero scappati e le nuovolette rosa invocassero tempesta.

Come se tutto fosse distante, come se nulla avesse importanza…eccetto ME.

Pensieri Sparsi

Buongiorno ☀️


Io credevo di aver superato la fobia del messaggio del Buongiorno; ero convinta che fosse una roba abbandonata insieme ai fogli di disegno e ai plastici dell’università…credevo di potercela fare.

E invece No!!! È che il primo messaggio del mattino è troppo: ho pensato a te…voglio sapere come stai…come hai dormito…come sarà la tua giornata! È quando il giorno sta iniziando che i pensieri trovano la loro collocazione…e anche un semplice buongiorno resta troppa roba.

Sono l’unica a pensarla così?

Pensieri Sparsi

Come quando fuori piove…


Non credo avessi ancora compiuto vent’anni quando, una sera in cui ero particolarmente triste, avevo spiegato su Messenger al mio migliore amico del tempo come mi sentissi in quel periodo:
“E’ come se non smettesse più di piovere e sono stanca di essere bagnata da questa pioggia!”
“Non posso fermare la pioggia, ma io sono qui con un ombrello grande per entrambi.”
Avevo riso asciugandomi le lacrime e rispondendo con una battuta idiota per smorzare quel tono di tristezza e malinconia che aveva preso la conversazione.

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Sono passati un pò di anni di allora, di pioggia ne ho presa decisamente un bel pò, eppure non riesco a togliermi dalla testa quell’immagine. Non ho mai cercato chi bloccasse la pioggia per me, ma ho sempre amato chi mi avesse fatto spazio sotto il suo ombrello tutte le volte che avevo perso il mio…o lo avevo donato a qualcun altro.

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Perché è facile stare accanto a qualcuno quando splende il sole,
ma è solo con la pioggia che alla fine vedi chi resta.
Pensieri Sparsi

Per poter raccontare e scrivere, bisogna prima vivere.


Ho sempre pensato che tutto accade per una ragione, solo che non sempre è cosى facile ed immediato capire quale essa sia. Fossi una persona paziente, attenderei il corso degli eventi per scoprirlo ma, guardiamo in faccia la realtà, ho sempre odiato anche solo attendere la Vigilia di Natale per capire se le mie richieste fossero state esaudite. Vi pare che me ne stia qui seduta a capire il perché degli eventi?

Non molto tempo fa mi sono ritrovata ad analizzare come questo spazio fosse cambiato, come lo fossero i miei post, le mie parole. Magari un lettore di passaggio non puٍó accorgersene nell’immediato e forse chi mi leggeva all’inizio ha abbandonato questo luogo già da un po’, ma per me che in qualche modo ci vivo dentro il cambiamento è lampante sotto i miei occhi. Andando a ritroso nel tempo ci sono post divertenti, post malinconici, post pieni di rabbia e oddio siamo onesti nel dire che ci sono un’infinità di post pieni di ansia. Erano sempre post di una persona che aveva tanto da dire, sempre meno voglia di farlo utilizzando parole briose ed accattivanti, ma comunque post di una persona che in qualche maniera voleva comunicare qualcosa a qualcuno. Forse solo a se stessa.

Pian piano le parole sono diventate sempre meno ma soprattutto la vita nei post è divenuta sempre più effimera…come se insieme alle parole fossero sparite le emozioni. Un’inversione di marcia radicale rispetto alla direzione che stava prendendo questo spazio: la maschera che post dopo post si stava sgretolando, di colpo stava tornando su più sgargiante che mai.

Per poter raccontare e scrivere, bisogna prima vivere.

L’ho ripetuto per mesi nella mia testa senza capirne davvero il significato, forse. Quando nessuna canzone fa risuonare le corde della tua anima perdendosi nel nulla cosmico, forse qualcosa da cambiare deve esserci.

Dovrei preparare il borsone per scappare per il weekend, dovrei passare la piastra sui capelli ribelli come i miei pensieri, dovrei infilare le scarpe e riuscire a prendere il treno…e sono qui a smanettare sul cellulare incapace di fermare le mie parole ascoltando Tiziano Ferro in bilico tra realtà e immaginazione.

È che di colpo poi ti scoppia tutto tra le mani e finisci per guardarti intorno come una cretina all ricerca delle telecamere che devono aver piazzato prima che l’Angel Show avesse inizio; perché di aver fatto il provino per diventare la protagonista di questa commedia anni 90 non ricordi di averlo fatto eppure sei sicura che di qui a poco arriverà Ashton Kutcher a dare un senso al tutto. Perché all fine un senso deve esserci a questo insieme di scelte insensate.

E forse ho iniziato a gesticolare di più proprio per aggiungere drammaticità ed enfasi al mio ruolo, da vera protagonista da commedia insomma: un po’ svampita, un po’ confusa, un po’ sopra le righe…in balia degli eventi senza prendersi le responsabilità delle sue azioni. Abbandonata dalla sua migliore amica nel momento in cui tutto è divenuto un grande casino, con strani personaggi che le fanno da consiglieri e con il fato che orchestra il tutto nella speranza di rendere la sceneggiatura più avvincente. Forse lavorerei un po’ in più sui dialoghi, ma in fondo è un film scritto davvero troppo in fretta.

Sono sul mio treno in questo momento, la musica della playlist random che Spotify mi sta riproponendo fa da sottofondo ai pensieri che, meno confusi di quanto pensassi, affollano la mia testa. Il mondo mi scorre accanto ed io mi crogiolo nel mix di emozioni che mi scuotono lo stomaco.

Mi sento persa e viva allo stesso tempo.

Pensieri Sparsi

I mean, it’s simple.


Cioè capiamoci se io ti dico che devi sparire, è ovvio che tu debba sparire con moderazione. Cioè sono proprio le basi queste! Non mi sembra poi così complicato da capire come concetto eh?

Cioè non è che uno pretende davvero che Puuuf uno fa quello che gli viene detto. Molto apprezzato eh, per carità. Ma non funziona propriamente così. È buona educazione dare all’altro il tempo di metabolizzare la richiesta che è stata formulata, perché è scontato che uno dice cose, giuste e invariabili, ma poi deve anche capire cosa abbia detto eh. Le basi, le basi.

Da 100 a 0…ci vuole un istante.