Pensieri Sparsi

Non sono scomparsa…almeno credo.


Trovo inutile iniziare questo post con me che metto nero su bianco le solite scuse con l’intento di giustificare, per l’ennesima volta, il mio essere sparita da questo spazio. Non sono una persona costante, ve ne sarete accorti più e più volte: probabailmente chi stava seguendo i post delle mie vacanze estive avrà pensato che un bell’americano mi abbia rapito nel bel mezzo della mia avventura [prometto che prima o poi vi racconterò come è andata la mia seconda settimana in U.S.A.], chi si era abituato ai post del Salotto di Angel avrà pensato che mi avranno rubato il divano e le scorte di pasticcini che adoravo offrirvi ogni volta e chi si era rassegnato ai miei post lagnosi avrà tirati un sospiro di sollievo.

WordPress dice che sono passati 23 giorni dal mio ultimo post, a me sembra un’eternità che non entro qui dentro, che non metto nero su bianco pensieri più lunghi dei 140 caratteri di un tweet…e di tweet ne scrivo davvero tanti, credetemi.

Cosa mi è accaduto in questi 23 giorni? Tutto e niente, un pò come credo sia accaduto ad ognuno di voi.

Ritornare a lavoro dopo due settimane a spasso per l’America non è stato propriamente una passeggiata per la mia testolina incasinata, l’ansia è tornata a bussare alla mia porta facendomi mancare il respiro qualche volta di troppo e la voglia di rintanarmi in un eremo lontana da tutto e tutti ha riempito più spesso di quanto desiderassi i miei pensieri eppure, questa volta, ho deciso di non fermarmi ad analizzare il tutto e riversare in questo spazio il nero della mia testa.

Sono stata tormentata da una stalker psicopatica a cui avevo pensato di dedicare un post per rendere pubblica la sua follia, eppure neanche le offese malate di quel microcefalo di Lady Poverty e i suoi ridicoli tentativi di rendere la mia vita un inferno hanno sconfitto l’accidia delle mie dita. In fin dei conti, è davvero necessario dare spazio ad una povera cogliona il cui unico scopo della vita sembra essere diventato quello di spiarmi su ogni social network esistente e crearsi costantemente profili fake pur di riuscire ad avere un contatto con con me, nonostante continuassi semplicemente a bloccarla ovunque? Ovviamente no. Non ho tempo per la povertà.

La più grande novità, degna di avere un post tutto suo appena possibile, è quella che sconvolgerà maggiormente chi un pò mi segue ed ha imparato a conoscermi almeno un pochino, dopo averlo detto per mesi, forse anni, alla fine ho ceduto e…rullo di tamburi…MI SONO ISCRITTA IN PALESTRA!!! Di come sia andato il tutto, del mio primo impatto con il mondo del fitness e il magico regno dello spogliatoio della palestra e soprattutto del primo giorno post pseudo allenamento serio prometto che ve ne parlerò con calma, sempre che abbiate davvero voglia di leggere.


Vi ho aggiornato sulla mia vita…E voi come state? Cosa mi raccontate di bello?

Pensieri Sparsi

Sms e mancanze…


Quando ero ragazzina avevo la malsana abitudine ogni qual volta partissi per un viaggio di misurare l’affetto delle amicizie che lasciavo a casa in base al numero di messaggi e squilli che ricevevo quando ero via; in un periodo in cui non esisteva WhatsApp e i messaggi si pagavano ben 12 cent [e ancor prima 200 lire o con il mostruoso addebito di 2.000 lire della Omnitel] ricevere un messaggio per sapere come stavi, dove stavi e cosa stavi facendo era una palese dimostrazione di interesse. Un mi manchi grosso a caratteri cubitali, anche senza utilizzare davvero quelle parole. Ti sto pensando perché sei lontana, magari solo poche centinaia di km ma comunque lontana e ho bisogno di sapere come stai. Non esistevano i social network e le mille e duecento fotografie caricate ogni momento, le telefonate si pagavano veramente, non si conteggiavano i minuti, e un sms era il filo conduttore diretto tra te e chi di te interessava davvero qualcosa. 

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Per anni ho avuto questa convinzione!
Il viaggio di ritorno a casa aveva sempre il sapore agrodolce che il senso di abbandono che provavo in quei momenti donava alla mia anima. La sensazione che la vita fosse continuata senza di me, senza che nessuno si fosse accorto della mia mancanza aumentava la mia voglia di non tornare a casa, il mio desiderio di sparire ancora per un altro po’. Prima o poi avrebbero sentito la mia mancanza.

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Era tutto nella mia testa!

Arrivavo a scuola quasi un poco imbronciata incapace di scrollarmi di dosso questo quella sorta di risentimento; nessuno se ne rendeva conto: ero sempre imbronciata al mattino, sempre particolarmente nervosa. 

Finalmente sei tornata! Devo assolutamente aggiornarti, per messaggi era troppo lunga da raccontare. Dovrebbero essere sempre gratis, porca miseria: ho di nuovo finito il credito. Faccio gli squilli con l’addebito, cioè ma quando ho fatto l’ultima ricarica? tumblr_inline_oea6c6igbg1rkg7ly_500

Non c’erano grandi abbracci ne frasi epiche, Non ne avevamo bisogno [ok io forse si eh, ma non lo avrei mai ammesso].
Ne sono cambiate di cose da quegli anni, il bisogno di conferme si è affievolito, paradossalmente nonostante la possibilità di essere sempre connesse con quello che lascio a casa sento ogni volta il bisogno di staccarmene almeno per un pò.

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Pensieri Sparsi

West Cost Days ✨ #Day9 💸


Sai che una città ti ha rubato il cuore quando, non appena metti piedi all’aeroporto per lasciarla, senti uno strano malessere che ti brucia dentro, una malinconica nostalgia che ti avvolge come una coperta fatta di ricordi al pensiero di abbandonare quei luoghi che hai sentito tuoi, almeno per un po’.

La giornata di oggi è stata un lento tessere quella malinconia coperta: l’ultima colazione in quello diventato in poco tempo il solito Starbucks, l’ultimo pranzo, l’ultima passeggiata, l’ultimo tram, l’ultimo giro al centro commerciale per quegli ultimi acquisti che mi hanno costretto a tirare fuori il borsone della valigia già piena e pronta a scoppiare.

Un rapido giro al Museo dei Cable Car è stato il saluto a questa città di cui mi sono innamorata, nonostante abbia sviluppato dei polpacci da calciatore per il ripido sali-scendi delle sue strade e soprattutto per il tempo con cui ci ha accolto.

Non avevamo un caldo del genere da almeno 180 anni!” Le parole dell’autista italiano che ci ha portato all’aeroporto la dicono lunga sulla botta di fortuna avuta da me che il freddo lo odio sempre un poco in più.

Giorno 9. Siamo al giro di boa di questo viaggio che vorrei non finisse mai!

Pensieri Sparsi

West Cost Days ✨ #day7 & #day8 🇺🇸


A San Francisco farà freddo, devo mettere il piumino 100 gr insieme al costume in valigia o rischio di morire di freddo!?!

Tra le previsioni del tempo e i racconti dei viaggiatori in real time nella Fog City, ero pronta a malincuore a sopportare vento gelido e temperature al di sotto dei 20 gradi; lo so, già vi avevo accennato a questa cosa nell’ultimo post, ma i 38 gradi di ieri mi hanno scombussolato non poco, soprattutto a causa dei jeans che hanno fatto evaporare tutta l’acqua che avevo in corpo.

Ieri sera ero decisamente cotta per riuscire ad aggiornare questo spazio, il sole cocente misto alla stanchezza e allo snervo per aver perso il mio adorato porta cellulare di Victoria’s Secret comprato lo scorso anno a Boston mi hanno fatto indossare la mia fantastica mascherina e salutare il mondo non appena ho varcato la soglia della camera di albergo. La giornata è stata decisamente intensa.

La mattinata è stata totalmente dedicata alla visita della Prigione Federale di Alcatraz; inquietante ed intensa, ho decisamente adorato questa esperienza.

La visita del penitenziario era accompagnata da un audioguida che attraverso l’alternarsi delle voci dei prigionieri e delle guardie, dei loro racconti, dei suoni e dei rumori tipici della prigione ti risucchiava in una realtà parallela in cui tutto era in bianco e nero. O almeno questa è la sensazione che ho provato io.

I colori hanno iniziato a vibrare non appena ho varcato la soglia del Pier 39, dove dopo un tipico pranzo americano tra surfisti sono rimasta incantata a contemplare dai leoni marini spiaggiati sulle piattaforme del molo. Giuro che non mi sarei più allontanata da quel posticino sul molo, il suono forte dei versi di questi animali in realtà non ha in alcun modo urtato il mio labile sistema nervoso; mi sono imbambolata ad osservare la pacatezza con cui alcuni esemplari dormivano beatamente e l’irrequietudine di quello che lottavano per buttarsi giù dalla piattaforma. Li amo, motivo per cui oggi ho voluto tornare di nuovo a guardarli un altro pochino.

Ho lasciato a malincuore il molo, per fare un giro nella Chinatown piena di negozietti, locali per il the e sculture più o meno inquietanti.

La giornata di stamane è iniziata in maniera più soft, o quanto meno l’idea iniziale era quella prima di decidere di raggiungere a piedi Lombard Street, avete idea di quanto ripide possano essere le strade di San Francisco? Fighissime da fotografare, da percorrere con appena un caffè doppio e un cookie al burro d’arachidi in corpo è tutta un’altra storia.

Bisognava assolutamente recuperare le forze spese dopo tutta questa fatica, motivo per cui,tornati al Pier 39 ci siamo sacrificati per un sano tour culinario tra granchi e seafood cioppini.

La giornata delle tipiche cose di San Francisco non poteva continuare che con una corsa sul Cable Car, una discreta fila per salirci partendo dal capolinea verso l’Embracadero ma il giro ne è valsa la pena soprattutto essendo riuscita a posizionarmi esattamente dove volevo.

Il miglior modo per concludere la giornata? Davvero ci state ancora pensando?

Chi dice che i soldi non possono comprare la felicità, non sanno dove andare a fare shopping! Io non ho di questi problemi!!!

Pensieri Sparsi

West Cost Days ✨ #day6


Mai avrei immaginato, dopo essermi totalmente e perdutamente innamorata di New York, di riuscire a provare un imprinting così profondo per un’altra città; non ero mai stata a San Francisco e non avevo assolutamente idea di quanto poco tempo servisse a questa città per rubarmi il cuore. Il clima pungente con cui mi ha accolta ieri non faceva ben sperare per questa nostra conoscenza e deve averlo capito: oggi ad accogliere il mio risveglio c’era uno splendido sole e, cosa più importante, delle temperature estive che mi hanno ben presto fatto liberare della felpa con cui mi ero attrezzata per affrontare la giornata.

Nonostante quando si pensi a me l’ultimo aggettivo che verrebbe in mente a chiunque mi conosca sia legato alla mia atleticità, non ho potuto resistere all’idea di attraversare il Golden Gate Bridge in bici [le mie gambe ancora si domandano il perché di questa azzardata decisione]. Per quanto mi piacerebbe farmi figa e raccontarvi di quanto sia stato una passeggiata, i battiti accelerati rilevati dal mio Apple Watch dopo ogni salita svelerebbe la mia menzogna; la parte più complicata è stato giungere al ponte, in effetti, attraversarlo è stato piacevole [soprattutto la parte in cui tra il vento alle spalle e la strada in discesa praticamente non dovevo fare alcuno sforzo per pedalare.]

Come ben facile da immaginare, il giro si è protratto più di quanto avessi programmato costringendomi a pranzare alle 15:00 passate e a fare qualche piccola modifica alla lista di cose ancora da vedere. Prima di posare la bici, siamo passati alla House of fine arts, giusto il tempo di scattare qualche foto.

Nonostante la stanchezza, il giro è continuato nella zona hippy di San Francisco lungo Haight – Ashbury Street.

Menzione d’onore va fatta all’autista di Uber che mi ha accompagnato a fare la foto alle Painted Ladies prima di portarmi all’albergo per ricaricare le pile e iniziare un breve giro pro shopping.

Anche questa giornata è volta al termine e per me, e le mie gambine doloranti, è arrivato il momento di abbandonarmi ai 5 cuscini del mio lettone. A domani…se ancora vi va 💕

Pensieri Sparsi

West Cost Days ✨ #day5


Non sapevo bene cosa aspettarmi da questa giornata, non posso dire di odiare i parchi e la natura ma sicuramente mi definirei più amante delle città [e dei loro negozi] per cui l’idea di scarpinare nel verde un po’ mi inquietava; fortunatamente ho dovuto ricredermi. Come si fa a restare impassibile di fronte a queste bellezze della natura? Il Generale Sherman e la sua imponenza mi ha lasciato senza parole.

Avrei passato un tempo interminabile ad abbracciare questi giganti della foresta, così imponenti eppure così morbidi; sono rimasta non poco impressionata dalla consistenza della loro corteccia che immaginavo erroneamente ispida e pungente.

Una salita di 350 gradini mi ha portato invece in cima al Moro Rock, per me che la montagna poco la vivo [sii onesta, non sai neanche dove si trovano le montagne] è stata un’esperienza stancante ma bellissima…da togliere il fiato.

Lo so, è stato breve ma intenso…ma anche stasera sto praticamente dormendo mentre scrivo! Perdono 💕

Pensieri Sparsi

West Cost Days ✨ #Day4 🇺🇸


Alzi la mano chi ha sognato almeno una volta nella propria vita di camminare in un set cinematografico o meglio ancora di ritrovarsi tra le strade di un telefilm? 🙋🏻

Sarà che sono sicura di sentire spesso una voce fuori campo che narra le mie gesta, con tanto di colonna sonora ovviamente a dir poco epica, ma l’idea di passeggiare lungo quelle strade viste e riviste in tv {ok, sullo schermo del pc visto che guardo quasi tutto in streaming} mi elettrizzava non poco questa mattina.

Visitare i Warner Bros Studios è stato come ritrovarsi, per qualche ora, in una realtà fatta di finzione e magia. Mica ci avrei scommesso che il cappello mi avrebbe smistato nella casa dei Grifondoro.

Ritrovarmi sul divano del Central Perk ad aspettare Monica, Rachel, Ross, Joey, Chandler e Phoebe è stato come fare un tuffo nel passato; giuro che sentivo la sigla di Friends risuonarmi in testa e vedevo il mio nome accanto a quello delle stars della serie [lo so, è così tanto da me fare una roba del genere].

Ma non voglio annoiarvi ulteriormente con i miei deliri da ragazzina. Ho lasciato Los Angeles, almeno per ora, per raggiungere la seconda vera tappa di questo viaggio; ho scoperto a malincuore che dopo le ore 21.00 nei paesi della zona è tutto chiuso, il tizio all reception quasi mi ha riso in faccia quando gli ho chiesto di un ristorante…meno male che almeno esiste il Mc Donald’s.

Adesso è decisamente arrivata l’ora di dormire 💕