Pensieri Sparsi

Love you all!!!


E’ nel momento esatto in cui quando, con tremenda fatica e gli occhi bagnati di lacrime, ti decidi a raccontare a qualcuno cosa ti stia passando per la testa, cosa ti stia facendo desiderare da giorni di non lasciare il letto al mattino che ricevi una foto di uno spritz come risposta che capisci che ad essere sbagliata, in fin dei conto, non sei tu; capisci quanto tutte quelle cazzate sulla fiducia verso gli altri e il donare loro la chiave di lettura del tuo mondo siano solo delle puttanate tremende con cui ti sei incasinata la testa negli ultimi mesi cercando qualcosa che non avresti mai potuto trovare. E’ quello il momento esatto in cui il quadro della situazione lo riesci a vedere da una prospettiva nuovamente diversa.

L’unica persona a cui interessa di te sei tu!

Porca miseria, l’ho sempre saputo e quindi non riesco a fare a meno di chiedermi per quale assurda ragione io abbia provato a lasciarmi convincere del contrario, abbia provato a giustificare ogni mancanza come una mia incapacità di lasciare alle persone di starmi vicino, abbia represso ogni mio istinto di mandare a fanculo qualcuno imputando il tutto a rabbia repressa che non riuscivo ad esprimere diversamente. Pivella sentimentale. Idiota.

Bisogna riprendere il controllo della situazione qui, eh!

Fottetevi tutti 💕

Pensieri Sparsi

Sto meglio…


Mettermi di fronte ad un foglio bianco è stato complicato questa volta, le voci che di solito affollano la mia testa hanno indetto lo sciopero della parola da un pò e questo, se per una persona normale dovrebbe significare motivo di sanità mentale, nel mio caso mi lascia un immenso vuoto interiore, come se, di colpo e senza rendermene realmente conto, non avessi più la benchè minima idea di chi sia quella persona che mi fissa allo specchio.

Tiro un lungo sospiro, chiudo gli occhi per un istante e provo a cercare quelle voci. Provo a cercare la mia voce. Provo a lasciare alle mie dita che battono isteriche sulla tastiera il compito di cercare pensieri a cui dare voce. Ci provo…non è mai stato così difficile riuscirci.

Eccoci qui: un nuovo post simil depresso di una che si lamenta senza sapere neanche più il motivo di questa lagna continua. E forse è così che alla fine mi sento, così che definirei quella che di sfuggita vedo riflessa sul finestrino di questo treno che mi sta portando a casa: una senza arte ne parte capace solo a lamentarsi di dio solo sa cosa, una spaventata dalla vita che non va come dovrebbe andare. Sorpresa eh? Ma poi, parliamone, chi ha deciso come cavolo deve andare questa cavolo di vita? Cosa diavolo ti toglie il sonno la notte e il respiro di giorno? Cosa ti fa indossare quegli inutili sorrisi finti ogni qual volta l’unica cosa che vorresti fare è sederti in un angolo, fissare il vuoto e piangere come se non ci fosse un domani?

Sto meglio! O forse mi racconto che sia così perchè sono stufa di stare sempre male; stanca di aver paura del vuoto che mi avvolge se mi fermo, stanca di dover essere forte, stanca di non sentire nulla o di sentire troppo tutto insieme, stanca di non riuscire ad essere più davvero felice. Stanca di aver paura che non ci riuscirò mai.

Sto meglio! Non dovete preoccuparvi per me: ho imparato a respirare a fondo quando sento il cuore battere così forte da togliermi il respiro, ho imparato a contare per distogliere i pensieri, ho imparato a rispondere a telefono anche quando non voglio parlare, a controllare la mia rabbia e non lasciare che quello che ho dentro venga fuori. Ho imparato che cercando di perdere il controllo ho solo migliorato la mia tecnica per mantenere il comando anche se, è palese, che questa barca sta andando alla deriva.

Distolgo lo sguardo dalla ragazza del riflesso, gli occhi pieni di lacrime tradiscono quello che le dita, senza permesso, stanno buttando fuori. Ancora un lungo sospiro. Sono quasi arrivata a casa, metto su il mio rossetto rosso, respiro a fondo, e mi ricordo come si compone un sorriso sul mio viso.

Sto meglio. Sono stanca, ma sto meglio.

Pensieri Sparsi

Goodbye 2017!


Il 2017 ha messo alla prova tutta la mia essenza, mi ha distrutto e mi ha visto rinascere dalle mie ceneri! Mi ha fatto odiare me stessa come se non ci fosse un domani e mi ha fatto capire che, in fondo, non è sbagliato amarmi per come sono. Mi ha messo avanti a scelte, dubbi e insicurezze; mi ha ricordato che posso essere debole e che non c’è umiliazione nell’ammettere di esserlo; mi ha ricordato che posso essere forte se solo prendo coscienza delle mie capacità! Mi ha ricordato che posso inciampare e rialzarmi, che posso essere felice e posso piangere…che devo essere viva!

Buoni propositi per il 2018?

Perdere il controllo di me stessa 💕

Pensieri Sparsi

Come quando ero bambina.


In questi giorni un po’ mi manca l’essere bambina: il guardare il mondo con gli occhi pieni di magia e il cuore pieno di speranza; il perdermi nel susseguirsi dei giorni di vacanza da scuola senza lasciare alla mole di compiti da fare di alterare il mio umore; il lasciarmi rapire dai giochi portati di Babbo Natale pensando già a quelli che avrebbe portato la Befana; il non riuscire a cogliere quelle parole fastidiose che ledono la mia serenità, il riuscire ad essere lontana da tutto quello che non va come deve andare.

Con una tazza di cioccolata calda e il calore del camino, almeno per un po’, posso sentimi ancora un po’ bambina…

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi · Weird World ❤

Sono stata violentata… #MeToo


Ci sono argomenti talmente delicati che anche solo sfiorarli fa tremare le gambe e vibrare l’anima, situazioni così terribili anche solo da immaginare che il solo pensare di potersi trovare a doverle vivere fa scoppiare il cuore in petto e bloccare il respiro. Il desiderio di sparire pur di non sentirsi più sporca, la voglia di essere invisibile al mondo per paura che possa succedere ancora, la rabbia di sentirsi sbagliata pur sapendo di non aver fatto nulla di male, pur sapendo di aver subito un sopruso, di essere vittima e non complice… il bisogno di dimenticare quello che è accaduto, di scendere a compromessi con se stessi e con un passato che fa così male da rischiare di distruggere ogni briciolo di felicità presente e futura.

tumblr_msyrhjkkdy1sinkn0o1_500

Denunciare di aver subito una violenza sessuale è probabilmente, per una donna, l’atto di più estremo coraggio e amore verso se stessa che ella possa compiere; troppe volte, ancora oggi, denunciare equivale a rimettersi al giudizio degli altri. Troppe volte, invece di avere supporto e sostegno si finisce per scontrarsi con un dito puntato contro; come se il fatto stesso di possedere genitali femminili desse ad un uomo il diritto di poterne abusare come e quando vuole a suo piacimento, come se bastasse un vestito o un sorriso in più per concedere il lasciapassare verso le proprie mutande.

tumblr_mztabwinub1t5nlipo1_500

Potrei essere una puttana, ma ho il diritto di dire no ed essere puttana con chi dico io!
L’ho sentita l’altro giorno in tv e meglio non potrebbe esprimere il mio pensiero a riguardo.
Non posso negare che è da quando tutta questa storia delle denunce di molestie sessuali è iniziata che cerco di non mettermi di fronte ad un foglio bianco per mettere nero su bianco i miei pensieri; è dalle prime dichiarazioni di donne come Asia Argento che costringo le mie dita a stare ferme, la mia voce a tacere, i miei pensieri a volgersi verso differenti lidi.
Che io non abbia mai avuto problemi ad esprimere cosa mi passi per la testa è cosa ben nota, eppure un argomento così delicato ha messo in imbarazzo anche me.

giphy

In fin dei conti, chi sono io per giudicare?
Come può una donna non schierarsi apertamente, e senza ragionarci troppo su, con un’altra donna?
Perché mai non ho indossato ad occhi chiusi una bella fascia con la scritta #MeToo e mi sono unita alla protesta che, dopo il caso Weinstein, ha invaso tutti i social network e le prime pagine di tutte le testate giornalistiche?
Perché, nonostante abbia un’idea ben solida sulla violenza sulle donne e su ogni forma di abuso in generale, non sono riuscita a sentirmi solidale a queste storie?

christina-covers-mouth

La risposta è semplice, forse anche banale: la caccia alle streghe non mi è mai piaciuta e, sin dai primi articoli e le prime dichiarazioni sull’argomento, mi è stato subito palese che la Sagra della Poraccitudine sarebbe stata servita in breve tempo. Come mi piacerebbe avere torto di tanto in tanto.
Ogni giorno, da mesi ormai, da un vaso di Pandora, che assomiglia più ad una sorta di dimenticatoio per morte di fama, esce una nuova specie di mostro sociale che punta il dito verso un tizio famoso a caso e, come per magia, ricorda che 10 o 15 anni fa è stata abusata sessualmente. Inutile sottolineare che all’epoca la violenza era stata taciuta per non subire conseguenze sulla propria carriera, però adesso che unite facciamo la forza, posso raccontare che l’ho data un pò qua e un pò là per fare l’attrice/cantante/tizia pseudo famosa a caso ma il tutto è avvenuto assolutamente contro la mia volontà.

giphy1

Avendo già fatto tutte le premesse del caso, capirete senza ulteriori indugi il motivo delle mie parole: vero è che l’unione fa la forza, ma i vantaggi dell’aprire le gambe a tizio o a caio in questi ultimi 10/15 anni sono stata io che continuo a sgobbare per farmi spazio nel mondo ad averli avuti O la malcapitata di turno che adesso ha deciso di sporgere denuncia mediatica dal salotto della propria villa extra lusso?
Non sono nessuno io per giudicare i mezzi per raggiungere un proprio sogno, per carità, ma se per diventare Belen Rodriguez devo donare il mio fondoschiena al politico di turno, è davvero lecito 15 anni dopo pretendere di passar per vittima ed accusarlo perché mi ha messo a 90 gradi?

tenor

La violenza è violenza…e come tale va denunciata!

Lo sottolineo perché non dimenticarlo fa sempre bene; eppure non riesco a non cercare una sorta di dignità e rispetto anche in queste situazioni; rispetto per le vittime reali, quelle costrette davvero a subire molestie senza ottenere alcun tipo di beneficio se non la distruzione psicologica ed emotiva.
Siamo giunte al punto in cui non esiste più distinzione tra accusato e condannato!!!
Da settimane viviamo in un mondo in cui ormai aspettiamo solo di ritrovarci la denuncia di Minnie contro Topolino, un post sul blog di Biancaneve in cui racconta l’abuso subito dai sette nani, la denuncia della Bella Addormentata per aver subito violenza da parte di  Filippo durante il sonno.
Storielle più o meno inventate che ci distolgono dalla realtà dei fatti, dalle vere violenze che troppe donne sono costrette a subire.

tenor1

E’ in questo mondo più o meno distorto che da due giorni circa sta rimbalzando un nuovo nome, che va ad aggiungersi alla ormai lunga lista di condannati senza una sentenza. Al suono di un’infanzia rovinata, il nuovo stupratore, sbattuto nelle notizie dei vari siti web mondiali, ha il volto noto dell’angelico biondino dei Backstreet Boys.

giphy2

Nick Carter ha stuprato…
NO!
Nick Carter è stato accusato da una certa Melissa NonMiRicordoIlCognomePerchèTantoNonFregaAnessuno di stupro!?!
Non è stato denunciato, non è stato condannato! 

Lui è stato accusato su un blog da questa pseudo cantante e tutto il mondo ha preso una grossa etichetta e gliel’ha appiccicata sulla fronte.
NICK CARTER HA STUPRATO UNA VERGINE!

tumblr_oxboltto7z1te262zo5_500

La storia, comparsa sul blog della presunta vittima e non nelle aule di un tribunale, è più o meno questa:
Melissa è una pseudo cantante sulla quale ammetto di non essermi documentata poi così tanto, ho letto che faceva parte di un gruppo chiamato Dreams  e ad un certo punto ha provato, senza riuscirci altrimenti saprei di chi sto parlando, a fare carriera come solista. Senza dilungarci troppo sulla sua storia personale, ci racconta che conosce Nick sul set di un film, o qualcosa del genere, ed una sera lui invita lei ed un’amica ad una pseudo festa molto ristretta.
Lei, all’epoca dei fatti diciottenne, giustamente coglie l’occasione di fare baldoria con uno dei Backstreet Boys e va alla festa in questa casa semi vuota; giocano ai videogiochi fino a quando lui le propone di vedere la sua collezione di farfalle, che per un cantante equivale a dire: vieni ti faccio ascoltare la musica fighissima su cui sto lavorando.

sure-gif-19

Lei, incuriosita di ascoltare questi capolavori inediti al panorama musicale del 2002, lascia la mega festa in soggiorno a base di Nintendo e va nello studio del biondo protagonista di questa storia. Spengono le luci e, invece di usare delle normali candele, si accontentano della luce del monitor per creare atmosfera e lasciarsi rapire dalla musica. Ovviamente, i due iniziano a baciarsi; il tutto avviene naturalmente, o almeno così racconta lei; in fin dei conti sei al buio con Nick Carter e non ti lasci infilare la lingua in bocca?tenor2

Lo studio non sembra però essere il posto adatto per un limone e quindi i due baldi giovani, come nella più moderna delle favole, si spostano in bagno. L’ingenua Melissa, vergine dichiarata e devota all’Immacolata Concezione, non immagina neanche lontanamente che forse non è propriamente molto furbo chiudersi in un bagno per limonare con un ragazzo ormonalmente su di giri e quindi, senza porsi troppe domande, lo segue senza proferir parola rificcandogli la lingua in bocca.

received_2019519061395436

Il demone del sesso [cit.] che si impossessa del corpo e della mente di Nick, impone al giovane di inginocchiarsi al cospetto della fanciulla per farle un’attenta visita ginecologica con la lingua. La povera Melissa, a questo punto della storia, è talmente schifata dalla situazione [cosa che avrebbe tutto il diritto di essere] e decide di reagire; no lei non gli ha tirato i capelli e facendolo cristonare in aramaico, non gli ha dato uno spintone o un calcio o un pugno in testa, non ha provato ad aprire la porta ne ad urlare. Con le mani perfettamente libere di fare quello che volevano lei decide di spegnere la luce.

gifmeme22372925092017

Probabilmente Melissa ha iniziato a pregare perché a questo punto, il Signore deve aver ascoltato il suo silenzioso grido di aiuto e ha inviato un suo messaggero a bussare alla porta di quel bagno che, in pochi istanti, ha fatto dimenticare il ben più famoso armadio di Ignazio e Chechu.
Interrotti sul più bello i due escono dal bagno ma a questo punto penserete voi, lei cerca di andare via dal violento stupratore,  prova a raggiungere l’amica o forse cerca di allontanarsi in qualche modo.  E invece NO! Semplicemente, i due cambiano bagno. Evidentemente a Nick Carter eccita la ceramica dei sanitari.
Oh ognuno avrà le sue perversioni.
Insomma, cambiano bagno e il biondo cantante le chiede di ricambiare il favore.

jlaw-nod

Un poco a te e un poco a me dopo, i due si ritrovano a letto e danno vita ad un nuovo episodio degno delle migliori Pancine Hot del Signor Distruggere: lui sale su di lei, talmente pesante che lei non può neanche pensare di spostarlo [non è carino ricordargli che era grassottello eh] e decide che avrebbero fatto sesso. Lei recita qualche Ave Maria mentre lui mette qualcosa dentro di lei, sconvolta Meli sgrana gli occhi che Giulia de Lellis scansati e gli domanda cosa sia e lui, con la stessa enfasi di un moderno Christian Grey, gli svela il misterioso arcano:
“E’ tutto me stesso, piccola!”

tenor3

A questo punto della storia sono IO che voglio denunciare Melissa perchè in una sola frase ha smontato tutti i miei sogni da adolescente: Nick Carter deve avercelo per forza di cose piccolo se lei è stata costretta a chiedere cosa fosse finito nella sua vagina.
E’ tutto me stessa, piccola!
Io starei ancora ridendo per una frase del genere, anche se sono passati 15 anni; ma c’è gente a cui il Non scopo, ma fotto forte di Mr Grey piace quindi forse non è questo il punto.

source

Ma non perdiamo il filo di questa avvincente storia: insomma, lui ruba la virtù della giovane che, a quanto pare, girava con un cartello propagandistico della sua verginità [non mi spiego altrimenti il perché tutti fossero a conoscenza della cosa], e la povera fanciulla si addormenta tra le braccia dell’orco cattivo.
Il giorno dopo viene svegliata  dall’amica, e le due tornano a casa commentando la bellissima festa.
Passano mesi e Melissa incide una canzone con Nick, duettano insieme in uno showcase, lei diventa una fallita, lo segue su twitter, condivide i loro video insieme, gli fa le condoglianze per la morte del padre, lo supporta quando lui diviene un Fedez americano in un programma televisivo e,  infine,  lo accusa tramite un post sul blog, senza però procedere per vie legali.

careyidol

Quando ho deciso di scrivere questo post, volevo raccontarvi di come Nick Carter avesse usato violenza sulla mia persona; volevo ironizzare con leggerezza, come ho fatto tutto il giorno, su una notizia così inverosimile da essere quasi grottesca eppure, man mano che le parole prendevano forma, mi sono resa conto che non ci sarei riuscita. Non questa volta. Non quando è evidente che basta così poco per distruggere la vita di una persona, per gettare fango su tutto quello che si è costruito negli anni, per sgretolare ogni sforzo per divenire una persona migliore. Non quando menzogne come queste sminuiscono il dolore di chi ha subito davvero una violenza di questa portata, non quando per un poco di popolarità si decide di schiacciare in un modo avvilente la dignità di chi queste violenze le ha vissute davvero.


images

#MeToo perchè io a favore delle donne lo sarò sempre, ma delle donne vere.

 

Pensieri Sparsi

Non sono scomparsa…almeno credo.


Trovo inutile iniziare questo post con me che metto nero su bianco le solite scuse con l’intento di giustificare, per l’ennesima volta, il mio essere sparita da questo spazio. Non sono una persona costante, ve ne sarete accorti più e più volte: probabailmente chi stava seguendo i post delle mie vacanze estive avrà pensato che un bell’americano mi abbia rapito nel bel mezzo della mia avventura [prometto che prima o poi vi racconterò come è andata la mia seconda settimana in U.S.A.], chi si era abituato ai post del Salotto di Angel avrà pensato che mi avranno rubato il divano e le scorte di pasticcini che adoravo offrirvi ogni volta e chi si era rassegnato ai miei post lagnosi avrà tirati un sospiro di sollievo.

WordPress dice che sono passati 23 giorni dal mio ultimo post, a me sembra un’eternità che non entro qui dentro, che non metto nero su bianco pensieri più lunghi dei 140 caratteri di un tweet…e di tweet ne scrivo davvero tanti, credetemi.

Cosa mi è accaduto in questi 23 giorni? Tutto e niente, un pò come credo sia accaduto ad ognuno di voi.

Ritornare a lavoro dopo due settimane a spasso per l’America non è stato propriamente una passeggiata per la mia testolina incasinata, l’ansia è tornata a bussare alla mia porta facendomi mancare il respiro qualche volta di troppo e la voglia di rintanarmi in un eremo lontana da tutto e tutti ha riempito più spesso di quanto desiderassi i miei pensieri eppure, questa volta, ho deciso di non fermarmi ad analizzare il tutto e riversare in questo spazio il nero della mia testa.

Sono stata tormentata da una stalker psicopatica a cui avevo pensato di dedicare un post per rendere pubblica la sua follia, eppure neanche le offese malate di quel microcefalo di Lady Poverty e i suoi ridicoli tentativi di rendere la mia vita un inferno hanno sconfitto l’accidia delle mie dita. In fin dei conti, è davvero necessario dare spazio ad una povera cogliona il cui unico scopo della vita sembra essere diventato quello di spiarmi su ogni social network esistente e crearsi costantemente profili fake pur di riuscire ad avere un contatto con con me, nonostante continuassi semplicemente a bloccarla ovunque? Ovviamente no. Non ho tempo per la povertà.

La più grande novità, degna di avere un post tutto suo appena possibile, è quella che sconvolgerà maggiormente chi un pò mi segue ed ha imparato a conoscermi almeno un pochino, dopo averlo detto per mesi, forse anni, alla fine ho ceduto e…rullo di tamburi…MI SONO ISCRITTA IN PALESTRA!!! Di come sia andato il tutto, del mio primo impatto con il mondo del fitness e il magico regno dello spogliatoio della palestra e soprattutto del primo giorno post pseudo allenamento serio prometto che ve ne parlerò con calma, sempre che abbiate davvero voglia di leggere.


Vi ho aggiornato sulla mia vita…E voi come state? Cosa mi raccontate di bello?