Pensieri Sparsi

Work in progress…


Cose (da non dimenticare) da fare
1. Fare almeno una fotografia al giorno.
2. Andare nel Grand Canyon.
3. Vedere i pinguini nel loro ambiente.
4. Vivere un’avventura.
5. Guidare una decappottabile.
6. Dare un bacio a uno sconosciuto.
7. Guardare di seguito tutti i miei film preferiti.
8. Ballare in pubblico come se non mi guardasse nessuno.
9. Affrontare le mie paure.
10. Essere più spontanea.

Le spunterò tutte, prima o poi. È una promessa a me stessa. 💕

E voi avete una vostra lista di cose da non dimenticare di fare?

Pensieri Sparsi


Quello che più ricordo di quando suonavo il pianoforte sono le urla del professore alle prove dell’orchestra, quel profondo senso di umiliazione che mi paralizzava ogni maledettissima volta il mio nome riecheggiava in quella stanza e gli occhi di tutti erano puntati su di me. Ricordo le lacrime che pungevano i miei occhi, il naso arricciato per ricacciarle da dove prepotentemente volevano sfuggire; il respiro pesante e la sensazione di essere lì lì per morire. Non credo ci siano foto di me sorridente durante un saggio, la mia mente richiama alla memoria quella foto che mi ritrae seduta dritta nella mia divisa dell’orchestra, i capelli legati in una coda fatta di ricci malamente domati e le dita tese a sfiorare i tasti. Non riesco a ricordare gioia in quei momenti, la tensione, quella si; non era il pubblico a terrorizzarmi, nessuno di loro avrebbe mai capito se avessi suonato una nota piuttosto che un’altra, nessuno si sarebbe mai alzato dalla sua poltrona urlando a pieni polmoni: hai sbagliato; la consapevolezza dello sguardo con cui il professore mi avrebbe guardato, le parole di disappunto che avrebbe riservato per me. Sentivo di aver sbagliato, ancor prima di sbagliare.

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Ricordo la gioia dell’ultimo saggio, il pezzo da solista, il pubblico e l’orchestra in silenzio; le dita che battevano su quei tasti accompagnate da un unico pensiero: è l’ultima volta. Nessuna nota sbagliata, nessun tempo accelerato, nessuno sguardo di disapprovazione.
Dovresti iscriverti al conservatorio.
Avevo trovato esilarante quell’affermazione: davvero era chiaro solo a me stessa che non avrei mai più voluto provare quelle sensazioni che mi logoravano l’anima?

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Non ho più sfiorato i tasti di un pianoforte da quando avevo 13 anni!
E’ buffo come, guardando uno spartito musicale, mi viene puntualmente da domandarmi: chissà come fa un pianista a leggere due righe contemporaneamente? Buffo e triste aver completamente rimosso una cosa che mi veniva così naturale tanto da essere quasi un gioco. Prima della paura di essere giudicata.

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I pensieri vanno un pò dove gli pare…

 

 

Pensieri Sparsi

No.


Oggi non è una buona giornata. Il cuore batte forte nel petto, mi fa quasi male; il respiro è difficoltoso, come se qualcosa mi comprimesse lo sterno; la testa è leggera e pesante allo stesso tempo. Mi sento di annegare, mi guardo intorno e non sono nemmeno in acqua; mi sembra di morire ma le 92 pulsazioni al minuti mi ricordano che il cuore ancora batte. Ho la nausea, e il caffè appena preso non credo abbia aiutato. Non so se posso farcela. Respiro a lungo. Conta o canta. Non riesco a fare nessuna delle due cose. Fisso il vuoto ma distolgo subito lo sguardo, sento che potrei perdermi. Vorrei piangere, probabilmente urlare mi aiuterebbe ma non saprei cosa dire. Sto male. Oggi sto male e non so perché. Sento l’ansia che mi uccide e mi ritrovo qui a vomitare parole a caso, pensieri confusi, cercando di placare questo malessere che mi brucia dentro. Vorrei spegnere i pensieri. Ho bisogno di spegnere questi cazzo di pensieri, ma non trovo l’interruttore. Non ce l’ho io l’interruttore. Voglio spegnere tutto, ne ho bisogno; ma non so come fare e questo mi fa impazzire al momento. Sto male, ma non lo so spiegare; sto male e non lo voglio raccontare, eppure riverso in questo spazio il buio che mi sta divorando da quando ho aperto gli occhi stamane.

Oggi non posso farcela!

Pensieri Sparsi

Non è facile essere donna!


E non serviva un mio post per ricordarlo al mondo in questo 2017 giunto ormai oltre la sua metà; ma se mi togliete anche la libertà di lagnarmi in questo mio spazio è la fine eh.

Si dice che una donna per ricevere lo stesso riconoscimento di un uomo debba lavorare almeno il doppio…io aggiungo che deve dimostrare di poterlo fare anche indossando una gonna e dei sandali: perché quando esci di casa per andare in ufficio e ti ritrovi costretta ad andare in cantiere a rilevare il mondo, bisogna imparare a fare di necessità virtù.

Da domani, però, girerò con un ricambio in auto. #fanculo

Pensieri Sparsi

Una giornata al mare! ☀️


“Gianluca! Gianluca, vieni qui un istante! Gianluca! Gianluca, vieni qui!”
Gianluca ci ha messo circa dieci minuti per venire un attimo qui e, come un disco incantato, per circa lo stesso lasso di tempo, se non qualcosa in più, la nonna ha continuato a ripetere [urlare rende meglio l’idea del disagio del momento] il suo nome; una volta arrivato ha iniziato a frignare perché giustamente avevo abbandonare il mare per ascoltare che “all’una arriva Marianna e quindi non possiamo prendere la navetta per tornare a casa. E visto che sei qui: esci dall’acqua che ti devi asciugare.” Il punto della questione è che Gianluca dall’acqua non aveva alcuna intenzione di uscire e, sinceramente parlando, le mie orecchie non avevano alcuna voglia di ascoltare tutta la lagnosa questione ma, a quanto pare, non avevo scelta alcuna.

Ricky, invece, piange perché vuole gli orsetti gommosi, ma di certo non può mangiare tutta la bustina della Haribo; piange perché ha scelto un ghiacciolo a Coca Cola ma poi si è accorto che non è quello che voleva e quindi ne avrebbe voluto uno nuovo; piange perché è ora del riposino ma lui di dormire non ne ha voglia nonostante abbia con se il suo leoncino di peluche. Ricky rifiuta il ciuccio e frigna per ogni sillaba che esce dalla bocca del padre.

C’è poi la figlia della signora Maria che, dopo una settimana di vacanza in Sardegna, si annoia a disfare e rifare le valigie per affrontare un’altra settimana di vacanza; la vecchia signora dal costume bianco e gli orecchini da discoteca, invece, è stanca di andare sempre allo stesso locale: la noia, si sa, dopo un po’ diviene una brutta bestia.

E poi ci sono io che, mentre continuo a spruzzarmi acqua abbronzante all’essenza di cocco nella speranza di prendere un po’ di colore, non riesco a smettere di domandarmi se sia in spiaggia o sia finita in una filiare all’aperto di Kiko perché tutta sta gente truccata e i loro improbabili rossetti rossi un po’ sbavati dal caldo e dal sudore diversamente non me la riesco proprio a spiegare.

Senza trucco e con i capelli sfatti: non sarò mai una fashion blogger.

Pensieri Sparsi

Come lo chiami un martedì dal sapore di lunedì? Merdadi!!!


Che per come si prospetta questa settimana potrebbe essere tranquillamente il nome anche dei giorni a venire!

Gli sbalzi d'umore di Miranda condizionano non poco il mio già labile equilibrio e di certo queste alitate di Lucifero che buttano la mia pressione sotto un livello umanamente accettabile non aiutano.

Le vacanze sono lontane, troppo lontane, porca di quella %|+~*{^+{+]*|^+|+~*|+ 🙊

Spero a voi sia andata meglio la giornata.