Parole e Storie · Pensieri Sparsi

2 anni di Eclisse


Davvero sono passati già due anni?

Sono passati solo due anni?

giphy16

Ho una strana percezione dello scorrere del tempo, non lo nego; se da un lato mi sembra ieri il momento esatto in cui ho deciso finalmente a mettermi in gioco, dall'altro ho la sensazione sia passata un'eternità da quello stesso giorno.

giphy13

Me lo avrete sentito ripetere fino alla nausea ormai, ma io davvero in questo progetto ci credevo quanto agli asini che volano; ero così terrorizzata da ricevere critiche negative che continuavo ad intentare stupide scuse ed arrampicarmi su scivolosi specchi pur di non chiudere gli occhi e saltare.

giphy14

Sono passati due anni da quel momento, sono arrivate quelle critiche negative che tanto mi facevano terrore ma sono state nulla in confronto all'entusiasmo con cui quella storia, chiusa per troppi anni in un cassetto, è stata accolta.
Desy, Chris e Christian hanno trovato dimora nei cuori e negli occhi di chi ha dedicato loro del tempo, leggendo la loro storia e lasciandosi trasportare, almeno per un pò, in una realtà parallela.

giphy15

Sono passati 2 anni e la loro storia è stata letta ufficialmente da 1500 persone, tante sono state le copie vendute; di quelle scaricate illegalmente purtroppo non ho traccia [si, avevo trovato il mio libro piratato].
Non sono brava ad autocelebrarmi, ma sono davvero tanto orgogliosa di me.

giphy17

E se per caso ci fosse qui in giro qualcuno che ancora non avesse letto dei miei personaggi: mi spiegate cosa state aspettando? Lo trovate qui.

 

13882161_10210002663293416_3791020564032827258_n

Auguri a me…

 

Parole e Storie · Pensieri Sparsi

Auguri a me…ed un regalo a voi.


Ieri il mio Eclisse festeggiava il suo primo anno di via.
E mentre io mi trastullo nella gioia del percorso delle mie parole, non c’è nulla di meglio per festeggiare che un intero giorno di promozione per chi ancora non avesse letto la storia di Chris e Desy.

13882161_10210002663293416_3791020564032827258_n

Desy McKay possedeva tutto ciò che una ragazza avrebbe potuto desiderare dalla vita: bellezza, intelligenza, ricchezza ed un fidanzato altrettanto ricco e famoso che avrebbe fatto di tutto pur di vederla felice; a sue spese ha dovuto però imparare quanto una telefonata ed una brutale menzogna bastino per stravolgere totalmente la vita.
Sono passati anni da quella telefonata e la vita di Desy non potrebbe essere più diversa da quella di prima. Una ragazza madre che lavora come cameriera cercando di far quadrare i conti a fine mese con il peso di quella menzogna sulle spalle.
Ma cosa succederà quando il passato busserà di nuovo alla sua porta presentandole il conto?

d8epnatc1zrrk

Non lo avete ancora letto?
Sbagliato!
Lo trovate qui.

9832211

Cosa state aspettando?

Parole e Storie · Pensieri Sparsi

365 giorni di Eclisse


365 giorni fa ero di fronte allo stesso pc da cui sto scrivendo in questo momento a premere, con il cuore pieno di ansia ed emozione, il tasto: PUBBLICA.
365 giorni fa, mettendo a tacere quella vocina che da anni mi sussurrava che nessuno avrebbe letto una storia scritta da me, mi sono decisa a dare retta a tutte quelle persone che ci avevano creduto prima di me.
13882161_10210002663293416_3791020564032827258_n
365 giorni fa scrivevo questo post annunciando in questo mio piccolo spazio virtuale la nascita del mio piccolino, il mio primo libro, il mio Eclissetumblr_inline_mq2hpkx1xb1qz4rgp.365 giorni.
1232 libri venduti.
La consapevolezza che credere nei propri sogni è solo l’inizio di un percorso stupendo.

giphy3
Desy, Chris e il piccolo Christian ringraziano.
Io pure.
All the love  ❤

Parole e Storie · Pensieri Sparsi

Eclisse: gratis per un giorno!


E’ passato un bel pò da quando il mio racconto ha visto la luce su Amazon; da quando, un pò per gioco un pò per fantasia, mi sono sentita una scrittrice; da quando mi sono lasciata cullare dalla dolce sensazione di orgoglio che mi ha pervaso ad ogni vendita del mio piccolino.

tumblr_mkvugant1e1rdoy9ao1_500
Visto che tra poche ore invecchio di un anno: auguri a me ed un regalo per chi ancora non ha letto la storia di Chris e Desy: solo per martedì 1 marzo sarà possibile scaricare gratuitamente Eclisse da Amazon.

61GuvcJw80L._SL1024_

Insomma, se non lo avete ancora letto quale occasione migliore per farlo???

 

Parole e Storie · Pensieri Sparsi

Eclisse & gli 850! #Promo


Ebbene si, sono ancora qui a tediarvi l’esistenza con il mio Eclisse , e come potrebbe essere diversamente? Come potrei smettere di condividere la mia soddisfazione proprio con voi che lo avete visto prender vita?

tumblr_inline_nv28hlr0sb1qk1k0m_500

Sono piccole emozioni che ti scaldano il cuore, la consapevolezza che è stata data fiducia alle tue parole, alle tue storie, ai tuoi sogni ad occhi aperti. Come fai a non emozionarti?
Semplicemente non puoi, osservi il grafico di Amazon e sorridi allo schermo come una piccola sciocca; un solo pensiero riecheggia nella tua testa: Wow!

giphy2

Insomma, un pò per celebrare le 850 copie vendute su Amazon [devo smettere di snobbare le vendite sullo store del Kobo], un pò perché con le ferie natalizie magari si riesce ad avere più tempo per leggere, un pò perchè farsi promozione non può che far bene….per 24h ore Eclisse lo trovate in promozione su Amazon a soli 99 cent.

Senza nome-3.fw

Davvero non volete prenderlo???

Parole e Storie

Fallen in love with an Angel #2.0


Bravo, James, complimenti davvero! A volte riesco a sorprendere anche me stesso per la mia tremenda incapacità  di giudizio, vittima di qualche sordido sortilegio che mi impedisce di evitare stronzate come quella appena fatta. Bravissimo, davvero.
“A fine serata sarà mia.”
Le parole mi sono scivolate via troppo veloci, il mio cervello, anche questa volta, non le ha filtrate, le ha lasciate libere e selvagge, e loro, come se non stessero aspettando altro, sono uscite via così, senza chiedere il permesso. La mia barca, un pezzo della mia vita. La mia dignità, non posso perderla. Guardo per un attimo Angel, vittima immolata in questo squallido gioco di rivalsa tra me e Tom, mando giù l’ennesimo bicchiere di rhum e scuoto veloce la testa per allontanare definitivamente quella vocina che disperatamente mi urla di desistere. Troppo tardi. Il regista di questa storia ha già urlato a squarciagola “Azione!” e a me povero attore non tocca che interpretare il mio ruolo.
“Puoi ancora rinunciare, Parker!”
“Prepara le chiavi e il casco, Tom.”Con arroganza, prendo il bicchiere che Kirsten ha tra le mani e lo porto dritto alla bocca, ho bisogno di sentire l’alcool scorrere tra le vene o forse sto solo preparando il terreno per la squallida giustificazione di cui so di aver bisogno quando tutto questo teatrino sarà finito.
Mi alzo spedito, senza guardare i volti inebetiti dei miei compagni di questa serata, e mi dirigo verso la mia preda, sorride felice tra le braccia del suo primo vero amore. E’ bellissima. Sfodero il sorriso più seducente di cui dispongo e, dosando bene la voce, attiro in poche battute l’attenzione della cameriera. Dunkan mi guarda con sguardo di sfida e stringe forte a se la sua fragile bambolina, sembra intenzionato ad inglobarla nel suo corpo pur di tenerla lontano da me. Sento l’odore della sua paura, il suo volto non riesce a nascondere il turbamento dei suoi pensieri; teme che questa volta io abbia le carte giuste per portargliela via. La terra vacilla  sotto i piedi dello spavaldo gradasso che era un tempo; ne è passata di acqua sotto i ponti da quando un suo solo sguardo era sufficiente per rilegarmi nell’angolino più nascosto pregando di essere invisibile ai suoi occhi; la sua mano chiusa a pugno non riuscirebbe più a trovare con facilità il mio viso e questa consapevolezza lo dilania dall’interno. Angel si volta lentamente al suono della mia voce, mi scruta curiosa e non riesco a non sorriderle con dolcezza;  è ancora più bella di quanto riuscissi a ricordare, ancora più bella di quanto fossi riuscito a notare sotto queste luci frenetiche. Resto incantato ad analizzare le fattezze del suo viso per un attimo che mi sembra eterno, osservo il suo viso leggermente più truccato rispetto a qualche anno fa, i suoi lineamenti sensuali, ho una voglia tremenda di assaporare quelle labbra rosate che mi sorridono, che sorridono a me senza provare compassione, semplicemente per il gusto di farlo. Ordino una bottiglia di champagne per festeggiare il suo ritorno, guadagnandomi in questo modo un po’ di tempo qui con lei.
“Bentornata, Angel!”I suoi occhi mi scrutano attenti, non proferisce alcuna parola, forse si sta interrogando sull’identità dello sconosciuto che le sta dando il benvenuto, forse sta scavando nella sua memoria alla ricerca di un indizio che la riporti a me, o forse è solo meravigliata che, nonostante tutto, io sia ancora qui e mi ricordi di lei. Darei tutto per poter conoscere i suoi pensieri.
“Non dirmi che non ti ricordi di me?”
Sorride. Sembra imbarazzata, mordicchia le labbra senza smettere di sfregare le mani.
“Come potrei essermi dimenticata di te.”
Mi illudo le sue parole siano sincere, le sorrido malizioso e prontamente distoglie lo sguardo cercando Dunkan, bambolina tra le sue mani aspetta un suo cenno, una sua parola, un indizio su quello che deve essere il continuo di questa conversazione; nessun mutamento di espressione nella faccia di bronzo che continua a cingerle il viso, sorride sicuro del potere che ancora esercita su di lei. Buffone. Nulla può destabilizzare la sua convinzione che lei sia sempre pazza di lui, pronta a soddisfare i suoi assurdi desideri, ad annullarsi al suo volere. Languida la cameriera si intromette tra noi, mastica un chewingum in maniera sguaiata, continuando a mangiarmi con gli occhi vogliosa come non mai, mentre mi chiede cosa fare della bottiglia che ha tra le mani. Le faccio cenno di stapparla e riempire i nostri fluite e torno a studiare la mia piccola preda, non mi ha tolto gli occhi di dosso neanche per un solo istante. Che fama e successo facciamo effetto anche su di lei? Cassandra mi porge il fluite, si passa la lingua sulle labbra giocando a fare la sexy, non ci riesce neanche un po’, ma non voglio deluderla, le lancio un’occhiata maliziosa che aumenta i pensieri osceni nella sua testa e le provoca un leggero calore. Angel afferra il suo fluite sfiorandolo appena con le dita, scocca un’occhiata torbida alla cameriera  e torna ad indossare il classico atteggiamento da chi sa di non dover temere paragoni, di chi è unica per diritto di nascita.
“Brindiamo al ritorno della principessa!”
I suoi occhi continuano a specchiarsi nei miei, i nostri bicchieri si incontrano leggermente, cerco di sfiorarle la mano ma è troppo lesta ad allontanarsi, mi avvicino al suo viso dosando i miei movimenti, ho paura che scappi di nuovo, che mi respinga; resta immobile mentre le mie labbra si posano sulla sua guancia calda. Mi porto accanto al suo orecchio adornato da più orecchini di quanti ne ricordassi e le sussurro con voce roca:
“Mi sei mancata!”Mi allontano lento dal suo viso, osservo i suoi occhi che sembrano essere diventati più grandi, la sua bocca  semiaperta per lo stupore, le gote arrossate. Povera Angel. O povero me?
“Tesoro, che ne dici di andare a prendere un po’ d’aria?”
L’espressione desiderosa di Angel non è passata inosservata al suo cavaliere che, ormai colmo di rabbia, si intromette banalmente tra noi nel vano tentativo di dissolvere l’elettricità che riempie l’aria; povero piccolo uomo, non sembra disposto a voler condividere il suo piccolo angolo di paradiso con nessun altro. Sciocco e prevedibile. Senza pensarci troppo afferro la sua spalle e la stringo forte con la mano, voglio che il significato delle mie parole sia ben recepito, voglio che abbia la consapevolezza di chi abbia il controllo della situazione.
“Puoi andarci anche da solo, amico. O hai paura del lupo cattivo?”
Lo lascio andare di scatto, allontanandolo da me. Dolci infermierine, Lauren e Jennifer, corrono prontamente a calmargli i bollenti spiriti, lasciando me e Angel finalmente soli.
Lei è qui di fronte a me. Non è scappata via a fasciare le ferite del suo dolce amore, è rimasta qui con me, i suoi occhi continuano a scrutarmi mentre, con disarmante naturalezza, inizia a raccontarmi di se, a chiedere di me, della mia nuova vita; è un fiume di domande a cui rispondo senza neanche pensare a cosa io stia realmente blaterando totalmente rapito dal movimento delle sue labbra sensuali, affascinato dalla gestualità di quelle sue mani affusolate che vorrei sentire sul mio corpo. Il tempo sembra aver acuito la mia voglia di lei, il desiderio di tenerla stretta tra mie braccia, di sentirla mia, di farla mia. Distolgo per un attimo lo sguardo per osservare i miei amici: Kirsten mi canzona con lo sguardo, Tom mi mima qualcosa di volgare facendomi il saluto da marinaio ricordandomi della nostra stupida scommessa. Perché sono stato così stupido? Riporto il mio sguardo su di lei, ondeggia la testa seguendo la musica completamente persa nei suoi pensieri; le prendo la mano e la tiro, con forza al mio corpo, mi sento eccitato e, da come sorride maliziosa, credo se ne sia accorta. Abbasso leggermente la testa, portandola vicina al suo orecchio, lo sfioro appena con le labbra per un lieve sussurro.
“Ti andrebbe di ballare, principessa? Sono migliorato come ballerino.”
“Come potrei rifiutare!”Le prendo la mano e la conduco al centro della pista, sento gli occhi di tutti puntati addosso come grossi fanali, attenti spettatori pronti a giudicare la mia performance. Non posso deluderli, non posso perdere. La stringo forte a me, vorrei essere in grado di farla  scomparire tra le mie braccia, proteggerla da me stesso. Il mio viso è accanto al suo, caldo, morbido, attraente; la mia bocca attratta da lei come da una calamita non riesce a non sfiorarla, a non tentare di assaporare quel dolce sapore che ho sempre e solo immaginato. Il mio cuore, da bravo batterista, ha iniziato a suonarle la serenata composta per lei, Angel sfiora leggiadra il mio petto, lievi carezze  come se volesse coglierne ogni nota. Sorride beata ed io, schiavo delle mie emozioni, non posso non avvicinarmi a quel sorriso sbocciato sulle sua labbra per me, per questi baci rubati, per queste sensazioni che non la lasciano indifferente. Sto bene. Era tanto che non succedeva, che non mi sentivo così. Vorrei non aver fatto quella stupida scommessa, vorrei aver avuto la lucidità necessaria per salvarmi da me stesso; è troppo tardi adesso per rimuginare sulle scelte sbagliate, da bravo attore indosso le vesti del mio patetico personaggio e continuo questa farsa.Baci sfiorati sulla pelle in questa corsa verso quelle labbra carnose che  si schiudono per me, in attesa di quel bacio che desidero con tutto me stesso, di quel bacio che non arriverà. Socchiude gli occhi attendendo il contatto che le ho fatto bramare; Kirsten attira il mio sguardo, provocante e odiosa sta tenendo banco nel privè prendendosi gioco di me. Il ricordo di ciò che Angel ha significato nel mio passato mi stordisce, le emozioni che mi pervadono, in questo momento, mi confondono le idee, l’alcool che circola dentro di me fa tutto il resto, ma poco mi importa adesso, non sarò umiliato di nuovo per colpa sua.
“Questa volta ti saresti fatta baciare, dovresti vedere la tua espressione: sembri una platessa!!!”
Ridono tutti intorno a noi, ma, questa volta, non ridono di me!Angel è completamente spiazzata dal mio gesto, un velo umido le ricopre quegli occhi che mi fissano sbigottiti, mordicchia le labbra cercando di riprendere il controllo delle proprie emozioni. I riflettori sono puntati su di me ed io non posso deludere il mio pubblico. Afferro di scatto la sua testa, non c’è niente di dolce nel mio gesto, nulla di romantico, guidato dall’eccitazione che mi sta facendo impazzire, una scarica di adrenalina che pervade ogni centimetro del mio corpo mentre lecco le sue labbra per rubare squallidamente quel contatto tanto desiderato. E’ rossa in viso, ma non saprei decifrare le emozioni che colorano il suo viso. Rabbia o eccitazione? Un movimento lesto della sua mano che mira dritta al mio viso, blocco il suo braccio una frazione di secondo prima dello scontro con la mia guancia. Non riesco a crederci, sento una fitta penetrare forte il mio cuore, un nodo mi blocca la gola, provo a deglutire ma niente, non va via. La fatina elfica. Dal bracciale, che adorna il suo braccio, pende triste il ciondolo di cui le feci dono la sera del ballo, non avrei mai creduto lo avesse ancora con se. I suoi occhi sono diventati lucidi, trattiene a stento le lacrime; non credo di averla mai vista piangere, nessuno ha mai visto Angel piangere. Lei sempre fiera e spavalda, arrogante e sicura di se, stasera sta per piangere per me. La fatina sembra guardarmi, ammonirmi con la sua inaspettata presenza, ricordandomi le dolci promesse di un ragazzo innamorato. Mi perdo nel luccichio delle sue iridi, mi sento un verme, ho solo voglia di andare via pur di non avvertire il suo sguardo disgustato su di me.
“Prova a dire che ti ha fatto schifo adesso!”
Mi allontano lasciandola alle mie spalle, da bravo codardo non ho il coraggio di affrontare la reazione provocata da quest’ultima mia frase infelice.
“Tom, domani la voglio trovare sotto casa mia: pulita e lucidata!”
Devo andare via, subito. Ho bisogno di stare da solo, di bloccare il flusso isterico dei miei pensieri.
Perdonami, Angel, perdonami almeno tu perché io non credo potrò farlo mai.

Di tanto in tanto, mi fa piacere condividere i miei mondi di fantasia con voi;
spero di non avervi annoiato.
Buona domenica.

Parole e Storie

Una vacanza da sogno


Non ho mai avuto un’ottima memoria, soprattutto per le cose che scrivo; scrivendo di getto, probabilmente, perdo la connessione con alcune cose, perdo la conoscenza delle stesse…non saprei dare una spiegazione alla capacità di stupirmi quando, per puro caso, ritrovo qualcosa scritto da me di cui non ricordavo l’esistenza.

Una vacanza da sogno

Era da tempo che mi ero ripromessa di farlo, questa volta non mi sarei  lasciata scappare l’occasione. Mi sono imposta di non chiedere consiglio a nessuno e concedermi il brivido di seguire semplicemente l’istinto nel prendere la mia decisione; egoisticamente sapevo di meritarmi questo regalo: quindici giorni di crociera nel meraviglioso Oceano Indiano: Seychelles, Madagascar, le Mauritius e Zanzibar. Un viaggio da sogno, il mio viaggio da sogno. Quindici giorni lontani dal mondo, io e Micheal, chi potrebbe negare che ci siamo meritati una ricompensa, dopo tutto?
Sono giorni, ormai, che la nave è salpata, il clima a bordo è sereno e, finalmente, anche io sto iniziando a rilassarmi e a sciogliere la troppa tensione accumulata in questo periodo convulso che ho attraversato.
Ho aspettato con ansia che Micheal cedesse al richiamo di Morfeo abbandonandosi, beatamente, tra le sue braccia nel letto king size nostra cabina per potermi concedere una passeggiata solitaria lungo il ponte illuminato; c’è la luna piena stanotte e una strana sensazione aleggia nel mio cuore facendolo sentire stranamente pesante. Cammino sovrappensiero, perdendomi con lo sguardo nell’oscurità della notte, fino a quando i miei occhi si soffermano su una sagoma troppo familiare.

Non può essere lui. Sicuramente, sarà la mia immaginazione a giocarmi brutti scherzi. Con il cuore in gola, mi avvicino a quella figura che inizia a delinearsi sempre di più ai miei occhi, mi sento mancare il respiro quando i suoi occhi si incontrano con i miei e le sue labbra disegnano un dolce sorriso.
“Ashley…”
La sua voce calda e sensuale, proprio come era impressa nei miei ricordi, trapassa la mia anima. Non può essere lui, non può essere qui. La mia voce acida scandisce le poche parole che riesco a pronunciare.
“Che ci fai tu qui?”
Sgrano gli occhi incredula, cercando di controllare il battito convulso del mio cuore e di apparire meno agitata e isterica di quanto non sia in questo momento della mia vita.
“Probabilmente la stessa cosa che fai tu?”
I suoi occhi gelidi catturano i miei, mette le mani in tasca e, con aria distratta, si poggia alla balaustra del ponte, mordicchio le labbra cercando qualcosa di intelligente da dire ma mi rendo conto ben presto che i miei neuroni hanno deciso di prendersi le ferie proprio adesso che la loro presenza sarebbe a dir poco necessaria. Sospiro, cercando di guadagnare tempo, ma è tutto inutile. Alzo bandiera bianca e lascio liberi i miei pensieri, smetto di razionalizzare e lascio che sia la mia memoria muscolare a prendere possesso dei miei movimenti. In un incastro perfetto le mie braccia si stringono intorno al suo collo e le mie labbra si posano leggere sulla sua guancia, lo sento rilassarsi per una frazione di secondo prima di adagiare con decisione le sue mani lungo i miei fianchi e stringermi a se.
“Scusami, è solo che eri l’ultima persona che mi aspettavo di incontrare su questa nave…”
Sorride sarcastico, accarezzando il mio corpo con lo sguardo.
“…forse, l’ultima che avresti voluto incontrare.”
Sfioro il suo viso con il dorso della mia mano.
“E’ passato tanto tempo, ormai.”
Sembra passata una vita da quando io e lui eravamo una sola cosa, quando, giovani e innamorati, vivevamo nella nostra bolla d’amore convinti che non esistesse mondo al di fuori di noi due. La passione che ci travolgeva ardeva così prepotentemente in noi fino a consumarci, il nostro amore era una fiamma rovente che, tristemente, una folata di vento aveva spento di colpo. Di punto in bianco, i nostri migliori pregi erano diventati i nostri peggiori difetti; litigi, urla, crisi isteriche, la nostra storia idilliaca si era trasformata, all’improvviso, in un inferno a cui con grande dolore, ma forse anche grande liberazione, avevamo messo fine.
Sorride dolcemente fermando la mia mano con la sua per portarla lentamente all’altezza labbra che delicatamente la sfiorano in un lento baciamano, i suoi occhi verdi sorridono cercando complici i miei, un breve contatto che  fa fremere il mio corpo come se fosse attraversato da una scarica elettrica. Ritraggo timidamente la mano sfregandola nervosamente con l’altra, abbasso lo sguardo per impedirgli di leggere i pensieri che, troppo malinconici, rapiscono il mio cuore riportandolo indietro nel tempo a quando esisteva un noi.
“Sei sempre bellissima.”
Non saprei dire se è colpa del leggero dondolio della nave che miscela i miei pensieri confodendoli, del fantastico cielo stellato che ci fa da scenario o della voglia di vivere che, per troppo tempo, ho represso dentro di me ma non riesco a resistere a questa forza magnetica che mi attrae verso di lui, le mie labbra non riescono a respingere il suo bacio improvviso. Non abbiamo bisogno di parole, i nostri occhi si specchiano gli uni negli altri per confidarsi ciò che le nostre bocche hanno ancora paura di ammettere, la sua mano si intreccia alla mia, i suoi passi si fanno veloci e, ad ampie falcate, mi conduce nella sua cabina. Come  due ladri, ci infiliamo in camera, i suoi occhi cercano nuovamente i miei facendo vibrare la mia anima, non riesco percepire altro se non la mia voglia di essere sua; il suo sorriso malizioso mi fa tremare le gambe mentre le sue mani, forti e decise, prendono possesso del mio corpo. Le sue mani scendono lentamente lungo la mia schiena, si adagiano sicure sulle mie natiche alzandomi di peso, allaccio le gambe intorno al suo corpo percependo tutta la sua virilità. Sto impazzendo di desiderio, e lui lo sa. Non smette di baciarmi mentre mi adagia sul letto, ammira il mio corpo caldo e pronto ad accoglierlo fino a quando, impaziente, afferro il colletto della sua camicia bianca e lo tiro verso di me; non mi lascia bramare oltre le sue carezze, le sue mani iniziano a muoversi sul mio corpo, accarezzano lentamente le mie gambe risalendo verso le mie cosce, le labbra seguono le loro movenze lasciando una scia umida e luccicante, le sue dita si avventano con foga sui bottoni dei miei pantaloni per slacciarli e liberarmene. Accarezza la mia intimità, perdendosi nel lago del mio piacere, non riesco a trattenere i gemiti che risuonano nella stanza; i suoi occhi smeraldi studiano il mio viso, contempla con un ghigno soddisfatto la mia espressione estasiata. Sento la sua eccitazione crescere sempre più prendendo vita in mezzo alle sue gambe; mugugna qualcosa con la voce roca e rotta di piacere non appena le mie mani prendono ad accarezzare con ritmo più deciso la sua intimità, volge gli occhi al cielo, dal suo respiro spezzato riesco a percepire palesemente quanto sia vicino al limite. Senza indugiare ulteriormente, si fa largo tra le mie gambe, intreccia le sue mani con le mie portandole all’altezza della mia testa, lasciando il suo corpo aderire quasi completamente con il mio; i suoi occhi nei miei, il battito del mio cuore sincrono al suo, i nostri respiri affannosi, la sua voce rauca al mio orecchio.
“Non sai quanto ho desiderato questo momento.”

Con un colpo deciso entra dentro di me, le mie mani si stringono alle sue in un istante in cui resto senza fiato, mi sento donna come non accadeva da tempo sotto le spinte possenti del mio amante, il suo bacino batte con forza contro il mio regalandomi attimi da mille brividi, un urlo smorzato esce dalla sua bocca quando con un colpo più forte mi bagna con il suo piacere, tremo tutta tra le sue possenti braccia mentre stremata lo raggiungo in quell’attimo di paradiso tutto nostro.

Appagato, si lascia scivolare accanto al mio corpo, le mie mani sul suo petto ascoltano il ritmo accelerato del suo battito mentre la mia bocca ancora bramosa del suo sapore inizia a muoversi sul suo collo. Basta poco, fugaci carezze e baci proibiti e anche la sua eccitazione raggiunge i livelli della mia, bacio il suo addome scolpito scendendo pericolosamente verso le sue zone erogene, lo sento fremere di piacere sotto i colpi esperti della mia lingua, sorrido soddisfatta: ricordo ancora bene come farlo godere, come renderlo schiavo dei movimenti. Accarezza con veemenza i miei seni invitandomi a risalire verso la sua bocca, seguo le sue indicazioni da brava gattina, mi struscio sul suo corpo fino a unirmi nuovamente al suo, mi muovo sicura scandendo il ritmo della nostra frenetica danza, i nostri corpi sembrano non essere mai sazi: per troppo tempo sono stati a digiuno l’uno dell’altro. La mia lingua si infila avida nella sua bocca fino al momento in cui ancora una volta siamo scossi dal più alto dei piacere. Mi lascio cadere sul suo corpo, le sue braccia scolpite mi stringono a se fino a quando, ormai stremati, ci abbandoniamo al più dolce dei sonni.
È oramai mattina quando mi desto dal torpore in cui ero caduta, scruto i dolci lineamenti del suo viso e una fitta mi trafigge il cuore; raccolgo i miei vestiti e di fretta mi ricompongo senza far rumore.
“Addio, amore mio.”Come una ladra sgattaiolo fuori dalla sua cabina, chiudo la porta alle mie spalle e lascio che tristi lacrime bagnino il mio visi; la sua voce calda alle mie spalle mi trapassa l’anima. Non mi volto fino a che non sento le sue mani posarsi sulle mie spalle.
“Ashley, perché stai scappando da me?”
Raggiunge il mio viso, i suoi occhi penetranti raggiungono i miei.
“Non dovevo, Jason. Perdonami.”
Le sue mani si stringono intorno alle mie braccia, l’espressione del suo viso è un misto tra rabbia e delusione, abbasso lo sguardo impotente di fronte alla dolcezza del suo.
“Devo andare, ti prego lasciami. Micheal si starà per svegliare, non può non trovarmi accanto a lui.”
Lascia di scatto la presa lasciando scivolare le braccia lungo il suo corpo. Non dice una parola. Nei suoi occhi solo profondo disprezzo. Sento il mio cuore rompersi in mille pezzi, troppo piccoli per essere rincollati questa volta. Senza muovere bocca, mi volto per riprendere la mia strada, quella che mi conduce alla mia cabina, quella che mi porta nuovamente lontana da lui.
Con le lacrime che colmano i miei occhi rientro in camera, senza spogliarmi mi adagio a letto accanto a Micheal che, fortunatamente, dorme ancora come un angelo, sfioro il suo dolce viso e mi guardo intorno osservando cosa è diventata la mia vita adesso, quanto distante sono arrivata da quel sogno idilliaco di amore eterno che mi aveva legato a Jason, quel sogno che stanotte mi aveva rapita e stravolto la vita proprio come tanti anni fa. Non è più tempo per i rimpianti, non è più tempo per i rimorsi, non è più tempo per noi.
Quella che era iniziata come una vacanza da sogno si sta trasformando per me nel peggior incubo mai vissuto, da giorni ormai vivo con il terrore di incontrare nuovamente i suoi occhi  ,ogni porta che apro, ogni angolo che svolto, ogni singola attività a cui decido di prendere parte è una puntata azzardata nella partita della mia vita.

Pubblicando tutto il racconto, sarebbe stato troppo lungo;
magari vi avrei annoiato…