Pensieri Sparsi

TGIF…but I still hate everyone!


“𝙰𝚗𝚍𝚢, 𝚜𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚜𝚎𝚛𝚒, 𝚗𝚘𝚗 𝚜𝚝𝚊𝚒 𝚏𝚊𝚌𝚎𝚗𝚍𝚘 𝚒𝚕 𝚖𝚊𝚜𝚜𝚒𝚖𝚘. 𝚃𝚞 𝚝𝚒 𝚜𝚝𝚊𝚒 𝚕𝚊𝚖𝚎𝚗𝚝𝚊𝚗𝚍𝚘. 𝙲𝚑𝚎 𝚌𝚘𝚜𝚊 𝚟𝚞𝚘𝚒 𝚌𝚑𝚎 𝚝𝚒 𝚍𝚒𝚌𝚊, 𝚎𝚑? 𝚅𝚞𝚘𝚒 𝚌𝚑𝚎 𝚝𝚒 𝚍𝚒𝚌𝚊:”𝙿𝚘𝚟𝚎𝚛𝚒𝚗𝚊, 𝙼𝚒𝚛𝚊𝚗𝚍𝚊 𝚝𝚒 𝚑𝚊 𝚙𝚛𝚎𝚜𝚘 𝚍𝚒 𝚖𝚒𝚛𝚊, 𝚙𝚘𝚟𝚎𝚛𝚒𝚗𝚊, 𝚙𝚘𝚟𝚎𝚛𝚊 𝙰𝚗𝚍𝚢”? 𝙼𝚖𝚑? 𝚂𝚟𝚎𝚐𝚕𝚒𝚊, 𝚚𝚞𝚊𝚛𝚊𝚗𝚝𝚊𝚍𝚞𝚎! 𝙻𝚎𝚒 𝚗𝚘𝚗 𝚏𝚊 𝚌𝚑𝚎 𝚒𝚕 𝚜𝚞𝚘 𝚖𝚎𝚜𝚝𝚒𝚎𝚛𝚎. 𝙽𝚘𝚗 𝚕𝚘 𝚜𝚊𝚒 𝚌𝚑𝚎 𝚕𝚊𝚟𝚘𝚛𝚒 𝚗𝚎𝚕 𝚙𝚘𝚜𝚝𝚘 𝚌𝚑𝚎 𝚑𝚊 𝚙𝚞𝚋𝚋𝚕𝚒𝚌𝚊𝚝𝚘 𝚊𝚕𝚌𝚞𝚗𝚒 𝚝𝚛𝚊 𝚒 𝚙𝚒𝚞̀ 𝚐𝚛𝚊𝚗𝚍𝚒 𝚊𝚛𝚝𝚒𝚜𝚝𝚒 𝚍𝚎𝚕 𝚜𝚎𝚌𝚘𝚕𝚘? 𝙻𝚊𝚐𝚎𝚛𝚏𝚎𝚕𝚍, 𝚍𝚎 𝚕𝚊 𝚁𝚎𝚗𝚝𝚊… 𝚎 𝚚𝚞𝚎𝚕𝚕𝚘 𝚌𝚑𝚎 𝚑𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚏𝚊𝚝𝚝𝚘, 𝚚𝚞𝚎𝚕𝚕𝚘 𝚌𝚑𝚎 𝚑𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚌𝚛𝚎𝚊𝚝𝚘, 𝚎̀ 𝚜𝚝𝚊𝚝𝚘 𝚙𝚒𝚞̀ 𝚌𝚛𝚎𝚊𝚝𝚒𝚟𝚘 𝚍𝚎𝚕𝚕’𝚊𝚛𝚝𝚎 𝚜𝚝𝚎𝚜𝚜𝚊.”

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• Fʀɪᴅᴀʏ ɪs ʟɪᴋᴇ ᴀ sᴜᴘᴇʀʜᴇʀᴏ ᴛʜᴀᴛ ᴀʟᴡᴀʏs ᴀʀʀɪᴠᴇs ᴊᴜsᴛ ɪɴ ᴛɪᴍᴇ ᴛᴏ sᴛᴏᴘ ᴍᴇ ғʀᴏᴍ sᴀᴠᴀɢᴇʟʏ ʙᴇᴀᴛɪɴɢ sᴏᴍᴇʙᴏᴅʏ ᴡɪᴛʜ ᴀ ᴋᴇʏʙᴏᴀʀᴅ. •

Ci sono giorni in cui semplicemente devo ricordarmi che:

  • uccidere non è ancora legale, anche se il sarebbe meglio da morto ti fa girare altamente i coglioni;
  • quando chiudo la porta dell’ufficio, devo lasciarci i problemi dentro;
  • lagnarsi non serve a nulla se non ad apparire lagnosi;
  • quando sorrido non è detto che il mondo mi sorrida ma lo sti cazzi è la risposta adatta a tutto;
  • fingersi carina e coccolosa aiuta, ma essere acida e fastidiosa a volte aiuta molto di più;
  • mi servono soldi per incontrare l’uomo della mia vita;
  • odio tutti e non devo dare spiegazioni a nessuno.

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Buon weekend.

Pensieri Sparsi

Post di una domenica sera qualunque….


Mi state davvero dicendo che anche questo weekend è ormai agli sgoccioli? No, scusate eh, ma quando è accaduto perchè, ve lo giuro, io non me ne sono mica accorta di come sia volato il tempo; cioè un minuto fa era venerdì sera e adesso praticamente, se chiudo gli occhi, sarà presto lunedì. Come è potuto succedere?

L’aria sembra essersi raffrescata in sti giorni, un fastidioso vento ulula alla mia finestra facendo sottofondo alla musica che risuona alla tv rendendo tutto stranamente statico, come se mi fossi ritrovata di colpo in un fermo immagine: sono seduta a gambe incrociate sul letto digitando parole un pò a caso sulla tastiera del mio iPad cercando di dare una direzione ai miei pensieri. La giusta direzione. Quella che vorrei trovare anche io.

E’ molto che non vi racconto realmente di me, passo il tempo (e i post) a sfiorare quello che accade nella mia quotidianità continuando ad inciampare continuamente negli stessi errori, evitando di sentirmi davvero forse per paura di quello che potrei provare o, purtroppo, perchè ho smesso di sentirmi da così tanto tempo da non esserne più davvero capace. 

Seduta su questo letto penso a quella gamma di emozioni che potrei/dovrei provare ma di cui, non so più davvero da quanto, sembra non esserne più in dotazione.

Triste? Felice? Arrabbiato? Soddisfatto? Colpevole? Ansioso? Tranquillo? Escluso? Calmo? Annoiato? Interessato? Coraggioso? Affezionato? Ostile? Spaventato? Incluso?

Come ti senti per davvero? Non lo so!!! Come si fa a saperlo?

Servirà il tuo abbraccio per farmi tornare a sentire qualcosa? Di nuovo?


Pensieri Sparsi

Ma come nasce un post sul blog?


Non che io mi sia mai realmente posta un problema del genere, soprattutto visto che non ho mai fatto mistero sul fatto che una buona percentuale delle cose che pubblico riempie la mia mente, e di conseguenza le bozze delle mail e/o le note del mio cellulare, quando sono di fronte allo specchio del bagno della mia mansarda; come se i pensieri trovassero confortevole prendere vita tra il mio dentifricio all’aloe e la confusione variopinta dei mie trucchi, in quella fase che è un pò un mix tra un sano stordimento mattutino e una meno sana ansia da ritardo perenne ovviamente tendenzialmente crescente quando decido che in alcun modo i miei deliri possano essere sprecati e, ovviamente, cerco di svolgere tutte le funzioni essenziali senza smollare un solo istante il cellulare per paura che anche una sola sillaba possa andare perduta nel fare cose di futile importanza come muovermi a finire di truccarmi ed uscire di casa.Il punto focale di questo ennesimo delirio, però, nasce proprio dal fatto che in un anonimo venerdì pomeriggio di Maggio io abbia deciso di svuotare queste famose bozze lasciate un pò qui e un pò diventate ormai post condivisi; è proprio nel fare ciò che mi sono trovata faccia a faccia con quelle parole lasciate un pò a metà, quei deliri iniziati e mai finiti, quei pensieri elaborati in uno di quei momenti in cui la mente ha scelto di lavorare nei momenti meno opportuni e fuggiti rapidi alle mie dita impegnate, purtroppo o per fortuna, a fare altro.

Parole pregne di potenziale…o sciocchezze colossali digitate un pò a caso e abbandonate in quelle bozze a cui prima o poi tornerò a lavorare. Bugiarda!!!

Perchè la triste verità è che un pensiero lasciato a metà è quasi sempre un pensiero perso.

Ecco: questo potrebbe essere semplicemente un post fatto di pensieri a metà; un memoriale per quei post meravigliosi che a causa del mondo esterno siete stati costretti a perdere. Una sorta di tributo verso quelle parole disperse, verso quel potenziale sprecato.

▶️ Ci sono cose a cui di solito non faccio caso, svampita come sono; potrei tranquillamente percorrere 1200 volte la stessa strada e non essere in grado di ricordare la presenza o meno di un tale negozio/insegna/palazzo dal color ciliegio; potrei parlare per ore con una persona e non essere in grado di rimembrare il colore dei vestiti che indossava in quel momento. Pienamente consapevole della distrazione in sui spesso smarrisco me stessa…


▶️Sono smartphone dipendente e, per quanto sia consapevole che al giorno d’oggi non sia poi questa grandissima confessione da fare, l’ammettere di avere una dipendenza è da sempre il primo passo verso la sua guarigione [???].

▶️Ma le sensitive vanno ancora di moda?

Non che mi sia mai immaginata seduta dietro ad un tavolino adornato di carte, candele e orpelli vari a fissare una telecamera con fare maniacale ed incitare la gente a chiamare il numero in sovrimpressione per ascoltare i miei mistici consigli. Non l’ho mai fatto, ma potrei iniziare a pensarci. Sia chiaro, non vorrei mai che nella vostra mente la mia immagina fosse associata ad una Bonnie Bennet qualsiasi, ad accomunarmi alla fastidiosa strega di The Vampire Diaries probabilmente sono solo la sfiga e i capelli indisciplinati (tanto per essere fine nel descriverli). 


▶️”Alza quel giocattolo da terra.”

“Ok. Dopo.”

“Puoi mandare un messaggio a Tizio per dirgli…”

“Certo. Lo faccio dopo.”

“Puoi andare a compare il latte?”

“Si, ok. Ma vado dopo.”

Probabilmente avrei dovuto prendere in considerazione le parole di mio padre quando diceva che “dopo” potrebbe essere tranquillamente il mio secondo nome; semplicemente non saprei dirvi se sono bravissima a tergiversare fino a dimenticare completamente quello che in realtà mi ero ripromessa di fare o, senza troppi giri di parole, sono semplicemente una persona pigra.


Parole che si rincorrono. Parole che si sono perse. Parole che sarebbero potute diventare un pensiero completo se non fossero state lasciate sospese un pò a metà. Parole. In fin dei conti è così che nasce un post, semplicemente da parole che vogliono sfuggire via dal dimenticatoio in cui altrimenti sarebbero rilegate.


A me piacciono le parole. Anche quelle lasciate in sospeso.

 


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30 Days Writing Challenge – 17


Nessun balletto di gioia e gaudio per l’arrivo di questo Venerdi, nonostante io stia pregustando il mio weekend di ozio puro dal momento stesso in cui ho aperto gli occhi questa mattina [perchè dire che oggi io mi sia svegliata è un’esagerazione bella e buona].
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Essenzialmente sono ancora a lavoro, ma ho già finito tutto quello che avavo in programma per questa stupida settimana, non è quindi questo il momento migliore per ritrovarmi qui?
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Giorno 17 – Parla del tuo segno zodiacale e se ti calza o no.
Eh? Seriamente?
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Tralasciando la fase universitaria Paolo Fox è il guru della mia vita, in cui la classifica giornaliera e le stelline del buon Paolo erano diventate una vera e propria ossessione per me e la mia compagna di studi sfiornado perdite di dignità vertiginose con lo scambio di messaggi per restare aggiornate sulla quantità di stelle che avrebbe accompagnato la nostra giornata, credo di ricordarmi di avere un segno zodiacale solo per pura convenzione.
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Avrei potuto skippare la domanda con un semplice: Risposta non pervenuta.

Ma non sarebbe stato da me non blaterare a vuoto su qualcosa. Vi avrei deluso. Motivo per cui, da brava blogger dedita alla cura dei suoi fantastici post, ho provato ad acculturarmi sull’argomento per riuscire a dare una risposta quanto meno ragionata, veritiera sarebbe chiedere troppo.ajkjk

Mi sono, quindi, affidata al mio amico Google ponendogli la domanda in modo cristallino ed elementare:
Pesci – caratteristiche del segno zodiacale.
ed ho aperto la mente pronta a recepire nuove nozioni che avrebbero sicuramente soddisfatto la mia sete di conoscenza.
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Oroscopo.it
Pesci è il dodicesimo segno dello zodiaco, ed è anche l’ultimo segno del ciclo zodiacale. Questo segno, quindi, porta con sé molte delle caratteristiche degli undici segni che lo hanno preceduto. Coloro del segno dei Pesci, comunque, sono più felici nel tenere molte di queste qualità segretissime. Questa gente è altruista, spirituale e molto concentrata sul suo percorso interiore.
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Oroscopodioggiedomani.it
Pregi :
dolce, ama la famiglia, ama le feste e le tradizioni, fiducioso nella vita, ama i bambini, bonaccione.
Difetti : ingenuo, poco fedele verso il partner, eccessivo nel dare fiducia agli altri, goloso, può possedere non pochi vizi, manca di coraggio, manca di determinazione.

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Polveredistelle.it

  • Giorno della settimana: giovedì.
  • Pietre portafortuna: ametista, corallo rosa, turchese, acquamarina.
  • Colori: grigio perla, porpora e verde.
  • Fiori: iris, verbena, lylium e camelia.
  • Metalli: stagno.
  • Essenze ideali: incenso, violaciocca.
  • Simbolo: Stilizzazione di due pesci legati fra loro, ma che nuotano in direzioni opposte.

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Tra l’essere definita questa gente e dolce non ho ancora capito cosa sia stato peggio, senza contare che il giovedì è un giorno inutile, la verbena serve per allontanare i vampiri, lo stagno non è un metallo preziono e soprattutto io detesto il verde.

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Stavo per rinunciare quando mi sono imbattuta in questo sito: astriepsiche.it che forse tante baggianate con le racconta in fin dei conti.
I Pesci sono sintonizzati con il mondo delle emozioni e con tutto ciò che abita nel mondo della fantasia e dell’immaginario, vivono “sentendo” e per questo entrano facilmente in connessione con ciò che li circonda.

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Sono i Pesci stessi ad essere tormentati e complessi e a vivere una realtà densa di contraddizioni.

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I Pesci idealizzano la vita, l’amore, l’amicizia  e, spesso, quando si dedicano a lavori che prevedono relazioni di aiuto, anche la loro professione. Ma attenzione, perchè l’altra faccia della medaglia della idealizzazione è la delusione.  Chi è perennemente alla ricerca dell’ideale, è destinato a restare deluso perchè la vita concede sprazzi di infinito solo di tanto in tanto. Il Pesci deve ricordare che le persone sono persone non idee, non sogni.

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I Pesci più fortunati e più evoluti  riescono a trovare un equilibrio fra il sogno e la realtà e costruiscono la loro serenità riuscendo a portare nella realtà quotidiana quel pezzettino di assoluto a cui aspirano.

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il Pesci vive in un suo mondo ideale e per questo la realtà quotidiana diventa  una sofferenza: dettagli, regole, orari, impegni lo fanno sentire imprigionato. Non che non sia in grado di prendersi responsabilità, ma semplicemente la quotidianità è troppo grigia per lui. Salvo la presenza nel tema natale di molti valori terra, la normalità non fa per il Pesci e per questo deve colorare con la sua immaginazione ciò che lo circonda, deve fantasticare, deve tenersi un unicorno immaginario color arcobaleno in salotto.

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Ecco, portatemi un unicorno!!!

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30 Days Writing Challenge – 15


E anche questa settimana è arrivato il Lunedì [leggesi anche OdiaDì, come l’ho soprannominato da un bel pò ormai] ed è stato più strano e complicato del solito: nonostante il tenero risveglio grazie al solito amore di NC, oggi mi aspettava l’ennesima prova di questo periodo da superare. L’ennesima dimostrazione che a piccoli passi forse davvero si possa andare un pò più lontano.
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Una giornata intensa, non c’è che dire, fatta di piccoli tasselli che pian piano stanno andando al loro posto. Nel giro di poche ore mi sono trovata ad affermare Anche questa è fatta! E credetemi, in questo periodo, non è roba da poco.
tumblr_lp7ant9bxi1qacyb2o1_500Sciroccata, guarda che è mercoledì oggi!!!
In verità, ne sono consapevole; semplicemente volevo sottolineare quanto io ci avessi davvero provato a rispettare i tempi ma poi qualcosa deve essere andato storto. Adesso due sono le cose: o fingiamo che sia Lunedì [ma non ci penso proprio eh] o ci illudiamo di vivere in una parallelismo spazio temporale nel quale oggi è esattamente il giorno dopo il 14esimo e andiamo avanti.
In fin dei conti anche oggi la giornata è iniziata con il solito amore di NC, quindi, direi che si può fare.
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Giorno 15 – Descrivi la tua giornata punto per punto.
Davvero credete che possa interessare a qualcuno?
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La mia sveglia, dal lunedì al venerdì, suona alle 7:29 non un minuto prima nè uno dopo e la prima cosa che faccio, ancora con gli occhi semichiusi, è quella di afferrare il mio telefono per staccarla prima che Nick Carter inizi a cantare decretando ufficialmente l’inizio di una pessima giornata. Nonostante la consapevolezza di avere solo 30 minuti, 35 al massimo, per prepararmi ed uscire di casa, mi ostino puntualmente ad utilizzare almeno una decina di essi per la passeggiata social del mattino.
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Faccio ammenda chinando il capo ma, non importa a che ora io sia andata a letto la sera prima, difficilmente riesco a mettere piede fuori dal letto se prima non ho controllato: Twitter, Instagram, Facebook, Bkstg, i risultati delle sfide di Covet Fashion, come stiano vivendo nella mia città di Sim City; hai visto mai possa essere accaduto qualcosa di assolutamente sconvolgente ed imperdibile nelle ore che ho dedicato al sonno.
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Trovata la forza di abbandonare il letto [Piumone mio adorato, ti amo. Non mi dimenticherò di te.] e di affrontare una nuova giornata, prima ancora di capire di essere viva per davvero sento lo spasmodico bisogno di caffè; fosse possibile farei delle vere e proprie iniezioni endovena di caffeina [se solo gli aghi non mi terrorizzassero cpsì tanto] per abbandonare lo stato catatonico simlZombie con cui mi affaccio ad un nuovo giorno.
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Capirete anche voi che, a questo punto, il tempo che mi resta per lavarmi, vestirmi e smettere di essere uno zombie si riduce ad una decina di minuti, quindici al massimo; sconfiggere lo scorrere inesorabile delle lancette del mio orologio è il mio obiettivo quotidiano e, oh no, non ci pensate proprio: svegliarmi prima o smettere di perdere tempo sui social non è assolutamente contemplato.
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Recuperato il cibo per il pranzo, salutati gatto, madre e ovviamente nonna, che ogni mattina mi raccomanda alla Madonna che mi possa accompagnare nel mio cammino, dato il buongiorno al cane ed imprecato contro chi ha parcheggiato in modo da rendermi complicato uscire di casa con l’auto, inizia ufficialmente la mia giornata o, per meglio dire, circa quelle 11 ore quotidiane in cui una sola domanda riempie la mia mente: Perchè diavolo ho abbandonato il mio amato piumone questa mattina?
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Un’ora di macchina, quattro ore di lavoro, un’ora di pausa pranzo, quattro ore di lavoro, un’ora di macchina.
Telefonate, mails, documenti, attestati, faldoni, visite mediche, DPI, noia, finti sorrisi, distrazioni facili [Twitter e NC segneranno la mia fine prima o poi], odio, ancora noia, bisogno di scappare. Manca poco ormai.
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E’ circa alle 18:00 che ritorno a vivere. Una telefonata a farmi compagnia nel mio ritorno a casa, piacevole routine a cui non potrei più rinunciare, una voce amica per tornare alla vita lasciandomi alle spalle ansia e stress, pensieri cupi e frustrazioni, per tornare a ridere e pensare alla leggerezza della vita, per sentirmi meno sola, meno grande e meno noiosa/annoiata.
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La mia giornata punto per punto, davvero qualcuno ancora sta leggendo?
Oh bene, siamo arrivati all’entusiasmante momento del mio ritorno a casa. Yaaaaay. Al mio saluto ai nonni che da quando hai cambiato lavoro ci manchi a casa, il racconto delle rispettive giornate e dei miei progetti accanto alla stufa mentre il nonno mangia e la nonna si lamenta che oggi fa più freddo degli altri giorni, tutti i giorni.
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E’ in queste ore che durante la mia settimana si concentra, in fin dei conti, per davvero la mia vita: shopping fatto al volo, recupero di telefilm, organizzazioni varie ed eventuali, cazzeggio con l’iPad e/o con i miei fratelli, ingozzamento di patatine e/o caramelle, chiacchiere, lagne e tanta fantasia.
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E’ prima di tornare dal mio amato piumone che, fantasticando sull’arrivo del weekend, colleziono attimi di vita, mi lascio uccidere dalle ansie e pianifico come salvarmi dalla routine sperando di incontrare un uomo ricco ed affascinante che finalmente mi regali la vita da Paris Hilton che ho sempre meritato.
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Uhmm, c’è ancora qualcuno lì?
Se si, battete un colpo.
Mondo Tag · Pensieri Sparsi

30 Days Writing Challenge – 12


E’ Venerdi. Finalmente Venerdi. Ti amo venerdi.
Settimana pesante #1: Bye, Bye.
Weekend con le amiche che mi faranno tornare 15enne: Welcome!

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Giorno 12 – Scrivi di cinque benedizioni nella tua vita.

Niente da fare eh, il numero 5 continua a farla da padrone da queste parti.


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⁓ La mia famiglia.
Probabilmente, quasi sicuramente, non sarei quella che sono oggi se non fosse stato per loro, per l’amore e l’educazione che mi hanno trasmesso e quella testardaggine nel non mollare mai anche quando la strada diventa più irta e meno sicura. La consapevolezza che, anche nei momenti più bui, non sarei mai stata sola: i miei genitori, mia sorella, mio fratello, i miei nonni, i miei zii. Dalle piccole alle grandi difficoltà della vita mi hanno insegnato che insieme, nonostante tutto, si può superare tutto, o quanto meno ci si può provare. Non mi è mai mancato nulla nella vita eppure mai nulla mi è stato dato per scontato, e questo è uno degli insegnamenti più importanti che si può donare.

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⁓ Nick Carter & gli altri 4.
Non è colpa mia se sono ripetitiva, prendetevela con questo giochino o con la persona che ha stravolto così tanto la mia vita da essere onnipresente.
Io so che solo che non è facile da capire questa mia ossessione, il modo in cui ha toccato la mia vita tendendomi la mano quando ero allo sbaraglio, il cambiamento che mi ha costretto ad attuare in me stessa trasformandomi da triste bruco in stupenda farfalla. Una benedizione per me, meno per il mio portafogli, ma si sa: Happiness is expensive.

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⁓ Tigro & Alice.
Se il Paradiso esiste è giusto che sia popolato di animali. Ve lo immaginate un Eden senza il canto degli uccelli, il garrire delle rondini, il belare delle caprette e l’apparire del buffo e curioso musetto di un coniglio? Di sicuro nel mio Paradiso ideale non possono non echeggiare miagolii da ogni angolo. Il festoso abbaiare di cani che giocano finalmente sereni. [cit.]
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⁓ Le mie amiche.
Chi trova un amico con il suo stesso disturbo psichiatrico, trova un tesoro.
E io, per mia fortuna, di tesori ne ho trovati tanti. Ho un treno ad attendermi questa sera per un weekend all’insegna dell’adolescenza più recondita della mia anima.
Noi, bimbeminchia for life.
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⁓ La mia indipendenza.
La mia capacità di adattarmi, tra tante lagne, anche alle situazioni più complicate. Il mio non aver bisogno di nessuno, mai per davvero; il mio aver bisogno di aiuto accettando il fatto che spesse volte quell’aiuto arriverà solo da me stessa.
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⁓ Special Guest: il mio Blog.
La mia capacità di trasformare in parole le mie emozioni, i miei pensieri, la mia rabbia e le mie paure; l’aver trovato un luogo in cui è piacevole farlo senza troppi preconcetti mentali condividendo la mia psicopatia con persone che provano empatia per me o si divertono per le sciocchezze elaborate dalla mia testa.
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God Bless Me.