Pensieri Sparsi

Di squali e altre follie…


Sono giorni che mi riprometto di passare un poco qui, poi arrivo a casa così stanca e desiderosa di morire nel mio letto che l’idea di pigiare ulteriori tasti dinanzi ad un computer che puntualmente desisto e rimando all’indomani.
Ma quando arriva questo domani? Se continuo così probabilmente mai.

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Che io stia fuggendo a qualcosa è ormai palese anche ai sassi.
Ma posso decidere di fuggire dal fatto che io stia fuggendo a qualcosa?

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Secondo la mia testa da psicopatica, forse no! Ed è per questo che sono iniziati gli incubi i sogni agitati strani. Ma parliamone. La premessa è che, ve lo giuro:
– non avevo mangiato pesante;
– non avevo visto film sul mare;
– non avevo visto film horror ne parlato di omicidi con nessuno.
Il fatto che avevo mal di testa può essere una motivazione valida?

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Insomma, non so perché e non so per come ma ho chiuso gli occhi ed ero in una villa posta su una palafitta in mezzo al mare; c’ero io, un uomo, una donna e due bambini…e non è l’inizio di una barzelletta. Intorno a noi solo un’infinita distesa di mare azzurro, sole  alto in cielo e aria serena fino all’arrivo di uno squalo.

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Ansia e panico: vuole sbranarci.
Basta non andare in acqua,
direte voi. Spiegatelo alla mia mente che ha ben pensato di generare uno squalo geneticamente modificato capace di saltare sulla piattaforma di legno da cui stavamo fissando il mare e sbranare in pochi bocconi l’uomo.

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A quel punto la cosa più giusta da fare è stata correre in casa, chiudere tutte le porte a chiave e scappare con ansia dallo squalo che continuava ad inseguirci. Si, perché lo squalo geneticamente modificato dei miei sogni se ne sbatte della convinzione del mondo per cui dovrebbe stare solo in acqua.

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Tra ansia e angoscia, mi ritrovo chiusa in un bagno con un bambino, rannicchiata nella speranza di non morire sbranata dallo squalo.

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Poco prima di svegliarmi di soprassalto, arriva una grande barca a salvarci.
Manco mi trovassi in un film.

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Insomma, ne vogliamo veramente parlare di questa follia?
Cosa  vuole comunicarmi il mio subconscio?
Che problemi ho?

 

 

 

 

Pensieri Sparsi

La Primavera è Uomo!


Non esistono più le mezze stagioni!”
Tra le frasi più gettonate degli ultimi tempi, questa è  sicuramente una delle più inflazionate. Si ascolta il telegiornale parlare dell’arrivo dell’inverno più gelido degli ultimi 30 anni o dell’estate più calda degli ultimi 20 e, tirando un lungo sospiro di sconforto, la si lascia cadere lì con nonchalance. Con aria nostalgica si ripensa ai bei tempi di una volta quando c’era la Primavera.

Primavera, l’hanno chiamata in questo modo per renderla più attraente, per celarne le insidie nascoste dietro il candido colore dei fiori di pesco. L’hanno chiamata così perché Stagione delle Allergie e delle escursioni termiche da paura faceva brutto.

La Primavera è quella stagione ingannevole, quella che bussa alla porta di casa tua quando l’inverno ti ha ormai depresso e ti regala un raggio di sole, ti riscalda con il tepore degli improvvisi 20 gradi che esplodono come un dono divino, si insinua nella tua mente facendoti fare finalmente un grandissimo falò con tutte quelle giacche pesanti e ingombranti che ti sei trascinata dietro per tutti i mesi invernali.

La Primavera è uomo!
Arriva inaspettata, ti ammalia con i suoi colori, ti seduce con le sue promesse…e sul più  bello ti abbandona lasciandoti in dono un fantastico naso arrossato e gocciolante (che sia allergia o raffreddore poco importa, in Primavera l’accessorio must have é senza ombra di dubbio il fazzoletto).

Sedotta e abbandonata, a quel punto, non hai altra scelta se non quella di tornare a cercare calore dalla tanto bistrattata giacca pesante che, scuotendo la testa ti accoglie soddisfatta tra le sue braccia.

Ma la Primavera è uomo….e non appena avrai trovato il tuo equilibrio, quando il piumone e i caloriferi ti avranno perdonato, lei tornerà a bussare alla tua porta più affascinante di prima.
E tu, povera donna dai sentimenti facilmente condizionabili, tornerai a farti ammaliare.

Perché si sa…noi donne siamo fatte così!