Pensieri Sparsi

Una giornata al mare! ☀️


“Gianluca! Gianluca, vieni qui un istante! Gianluca! Gianluca, vieni qui!”
Gianluca ci ha messo circa dieci minuti per venire un attimo qui e, come un disco incantato, per circa lo stesso lasso di tempo, se non qualcosa in più, la nonna ha continuato a ripetere [urlare rende meglio l’idea del disagio del momento] il suo nome; una volta arrivato ha iniziato a frignare perché giustamente avevo abbandonare il mare per ascoltare che “all’una arriva Marianna e quindi non possiamo prendere la navetta per tornare a casa. E visto che sei qui: esci dall’acqua che ti devi asciugare.” Il punto della questione è che Gianluca dall’acqua non aveva alcuna intenzione di uscire e, sinceramente parlando, le mie orecchie non avevano alcuna voglia di ascoltare tutta la lagnosa questione ma, a quanto pare, non avevo scelta alcuna.

Ricky, invece, piange perché vuole gli orsetti gommosi, ma di certo non può mangiare tutta la bustina della Haribo; piange perché ha scelto un ghiacciolo a Coca Cola ma poi si è accorto che non è quello che voleva e quindi ne avrebbe voluto uno nuovo; piange perché è ora del riposino ma lui di dormire non ne ha voglia nonostante abbia con se il suo leoncino di peluche. Ricky rifiuta il ciuccio e frigna per ogni sillaba che esce dalla bocca del padre.

C’è poi la figlia della signora Maria che, dopo una settimana di vacanza in Sardegna, si annoia a disfare e rifare le valigie per affrontare un’altra settimana di vacanza; la vecchia signora dal costume bianco e gli orecchini da discoteca, invece, è stanca di andare sempre allo stesso locale: la noia, si sa, dopo un po’ diviene una brutta bestia.

E poi ci sono io che, mentre continuo a spruzzarmi acqua abbronzante all’essenza di cocco nella speranza di prendere un po’ di colore, non riesco a smettere di domandarmi se sia in spiaggia o sia finita in una filiare all’aperto di Kiko perché tutta sta gente truccata e i loro improbabili rossetti rossi un po’ sbavati dal caldo e dal sudore diversamente non me la riesco proprio a spiegare.

Senza trucco e con i capelli sfatti: non sarò mai una fashion blogger.

Pensieri Sparsi

Preparate le valige?


Finalmente in ferie! Che dolce suono che hanno queste parole, certo non sono una di quelle persone che durante l’anno passa il tempo ferma ad osservare lo scorrere del tempo che mi condurrà ai periodi estivi ma, lo sappiamo tutti ed è inutile mentire, per quanto si possa viaggiare durante tutto l’anno nulla avrà lo stesso sapore delle ferie estive.
Tre settimane di relax totale condite da una spruzzata di sano divertimento.

Sto ancora addomesticando la mia mente al pensiero che sono, finalmente, autorizzata a mettere da parte ansie [fosse facile] e stress per concedermi pensieri leggeri, tendenzialmente vuoti. Stamane ho iniziato a riempire la mia valigia, sono stata bravissima, ho scelto il mio fidato trolley fuxia [che abbia riempito anche uno zaino e la borsa mare sono solo dettagli insignificanti]; ho tirato fuori costumi e abitini colorati, cappelli e creme abbronzanti, voglia di rilassarmi restando in ammollo fino a vedere le grinze comparire sulle mie mani bianchicce e bisogno di svuotare la mente.

Tutto pronto, o quasi. Devo ancora aggiornare il mio lettore ebook [se siete in cerca di qualcosa da leggere io vi consiglio Eclisse, lo si, vi sto stressando ma se non lo faccio qui sul mio blog mi dite dove mai potrei farlo?], devo sistemare la macchina fotografica e gli accessori per la sera, devo controllare di aver preso tutto perché odio rendermi conto di aver lasciato qualcosa indietro.

Prima tappa per me, quest’anno: un villaggio in Puglia; il blog non va in vacanze, non vi libererete così facilmente di me, in fondo, i pensieri mica vanno davvero in vacanza?

E voi dove ve ne andrete di bello?

Mondo Tag

Summer Tag 2015


Ohhhh finalmente un bel Tag Estivo, ringrazio Cix79 per avermi taggata e vi invito a fare un giro sul suo blog.

L’ideatrice di questo Tag è Iriseperiplo

Le regole da seguire per questo Tag sono:

  • Citare il Blog che ha creato il Tag e quello che vi ha nominati
    2 )Inserire come immagine principale quella che vedete quì sopra
    3) Nominare 5 Blog e avvisarli di averli taggati
    4) Raccontare le vostre preferenze estive,iniziando con abiti,calzature
    creme solari,piatto estivo ed il gelato preferito
    5) E per ultima la vostra canzone dell’estate per Eccellenza.

Parliamo del punto 4, alloraaaaa premettendo che io odio il freddo, quindi, con tutta l’allegria producibile da un solo essere umano accolgo l’arrivo della bella stagione e, soprattutto, del caldo ad esso connesso;una delle bellezze dell’estate è legata all’arcobaleno di colori di cui si riempie il mio armadio. Nello specifico quest’anno ho un nuovo colore per eccellenza che la fa da padrone: il giallo, dovreste vedere come si pavoneggia guardando con superiorità tutti i capi di differente tonalità; insomma maglie, canotte, vestitini e anche sandali acquistati quest’anno sono caratterizzati da questo colore…che non si dicesse in giro che non sono una persona solare.

Per quanto riguarda le creme solari, ogni anno mi ripropongo di riuscire a non fare danni con il primo sole, ogni anno vedo fallire tutti i miei buoni propositi!
I primi giorni di mare utilizzo una crema con un buon fattore di protezione, va specificato che ho la pelle bianchissima che però sembra essere refrattaria al sole, è questo il motivo per cui, arrivata al terzo giorno di mare con il mio affezionatissimo color cadavere, inizio ad utilizzare oli abbronzanti a tutto spiano. Il risultato? Beh dipende dalla fortuna.

Uhmm parliamo di cibo…tutto ciò che sia fresco e piacevole da mangiare quando ci sono 30 gradi all’ombra; per il gelato sempre gli stessi gusti da sempre: fragola e cioccolato.
La mia canzone estiva per eccellenza mi mette, decisamente, in crisi, ogni estate ha avuto il suo tormentone, ogni tormentone estivo porta con se una serie di ricordi che lo rendono indimenticabile. Chiudo gli occhi e penso alla prima canzone estiva che mi viene in mente, me la gioco così:

E ora i 5 blog nominati:

Buona estate!

Pensieri Sparsi

La stagione dei fuochi d’artificio.


E’ finalmente arrivata l’estate, da ben una settimana, e questo dalle mie parti oltre alle feste da Paolino e all’andare in due sul motorino [voglio denunciare l’ideatore della pubblicità della Sammontana per istigazione alla violenza] equivale a dire: benvenuta stagione dei fuochi d’artificio.

Personalmente sono tra quelle persone che adorano perdersi con il naso all’insù ad ammirare gli sfavillanti colori che riempiono il cielo in queste calde notti estive, adoro lo scintillio che si riflette nelle mie iridi e l’infantile sorriso entusiasta che si disegna sul mio viso mentre i miei pensieri accarezzano con romanticismo l’infinità del cielo. Da bambina attendevo con ansia le grandi occasioni per godermi lo spettacolo del cielo vestito a festa, perché, anche se adesso sembra solo uno sbiadito ricordo, c’era un tempo in cui i fuochi d’artificio si associavano solo a grandi eventi: la festa del paese, una manifestazione importante, la vittoria in una finale importante di calcio, una celebrazione particolare. Erano la ciliegina sulla torta di un evento.

Un tempo era così…ma si sa, la società moderna è pregna di nuovi talenti e noi siamo stati bravi a togliere la magia a tutto perché lasciarla ad una cosa effimera come i fuochi d’artificio?

Probabilmente chi vive al Nord Italia poco può capire queste mie parole, ma chi come me è costretto a scontrarsi contro tali realtà non può che comprenderle a pieno perché, credetemi, essere svegliati di domenica mattina, dopo una serata tendenzialmente alcolica, dal soave suono dei fuochi d’artificio perché il figlio di PincoPallo ha ricevuto la Prima Comunione o il Battesimo non rientra esattamente tra le cose piacevoli della vita. Mi domando, tra l’altro, quale sia il senso di sprecare una batteria di fuochi al mattino, insomma oltre al fastidioso rumore, che ti pone immediatamente in cima alla mia lista nera, cosa c’è di bello da ammirare? Il fumo bianco che produci davvero ti ripaga del disturbo arrecatomi? Non ci voglio credere.

Di fastidio ben diverso parliamo, invece, quando esattamente alle 23.59 sembrerà di essere finiti di colpo in Afganistan perché la figlia del dirimpettaio ha appena compiuto 18 anni. Un evento del genere puoi davvero festeggiarlo semplicemente con un mega party con palloncini e vestiti da sfilata? Che povertà di pensiero. Diciotto anni si compiono una sola volta nella vita [perché è risaputo che gli altri anni li puoi festeggiare random quante volte ti pare e piace], vanno celebrati al meglio, tutti devono sapere che la principessina ha raggiunto quel traguardo tanto atteso, non basta il mega striscione portato con fierezza dalla amiche e neanche la mega scritta sull’asfalto sapientemente imbrattata dal fidanzatino, oh no, bisogna far destare tutto il vicinato al suono di fuochi d’artificio. Ovvio no?
E’ per questo che mi domando puntualmente, la ragazzina è riuscita a non morire fino ad ora, perché sfidare la sorte proprio allo scoccare della mezzanotte del suo compleanno?

Che sia giunto il tempo di chiedere i fuochi d’artificio quando la mattina abbandono il mio letto?