Pensieri Sparsi

Fino al 3 Maggio…


…è davvero tantissimo tempo ancora. E io vi giuro che sto provando a non pensarci, ma non è poi così semplice.
Ieri mi è stato chiesto con fare provocatorio cosa mi mancasse della mia vita in questi giorni, d’istinto ho risposto TUTTO e ho motivato la mia scelta con un messaggio chilometrico in cui raccontavo come ogni piccolo istante di una monotona giornata normale della mia vita mi mancasse. Ho spiegato di come provassi nostalgia anche per le mie solite lamentele per il traffico del mattino o per quelle incombenze noiose che mi mettevano di cattivo umore, di come mi manca l’aperitivo post lavoro con i colleghi per lagnarci della giornata e la sveglia all’alba per organizzare un servizio fotografico. Mi manca essere sempre di corsa, l’agenda sempre troppo piena, il telefono che squilla di continuo fino a farmi impazzire; mi manca vedere il mare distogliendo lo sguardo dal pc della mia scrivania, la telefonata con un’amica post lavoro, l’organizzazione dell’ennesimo viaggio incastrato tra un impegno improrogabile e l’altro.

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Mi manca la frenesia di quelle giornate che troppe volte ho definito impossibili, uscire di casa assonnata e tornare stanca e spesso tediata, mi manca ridere per una battuta idiota sol perché ormai al culmine dell’isterismo e della stanchezza. Mi manca preoccuparmi di come andare all’ennesimo concerto dall’altra parte del mondo cercando di incastrare consegne di barche e saloni nautici.

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Credo fosse questa una delle mie ultime preoccupazioni prima che il mondo fosse messo in pausa, questa e altre mille frivolezze di cui adesso faccio anche fatica ad averne memoria. Ero preoccupata di rivedere chi aveva fatto battere troppo velocemente il mio cuore, preoccupata di non essere capace di dimostrare una maturità che avevo promesso ma temevo di non avere, preoccupata per quel sorriso che sarebbe spuntato innaturalmente sul mio viso quando avrei incrociato quegli occhi azzurri che mi avevano confusa. Ero preoccupata di come sarebbe stata questa stagione estiva con le barche spostate dal solito posto, quanti giri in barca sarei riuscita a fare, quante pause da lavoro con il lavoro sarei riuscita a concedermi.

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Mi sembra tutto così lontano adesso, tutto così futile…tutto così diverso, quasi irraggiungibile.
Eppure dovremo tornare alla normalità…o quanto meno a quella nuova normalità che caratterizzerà le nostre vite per forse troppo tempo. E non riesco a non provare ansia. Non riesco a far smettere di rimbalzare quella sciocca domanda tra le pareti labili della mia mente:
Cosa ti manca della tua vecchia vita?

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Già a chiamarla vecchia vita mi manca il respiro, eppure se ci pensate un attimo è proprio così: sembra così lontana quella normalità da sembrare cosa vecchia. Ma cosa mi manca di tutto ciò? Cosa mi manca davvero da farmi bramare di uscire dalle mura sicure della mia casa…dalla comodità del terrazzo che ho bellamente attrezzato in questi giorni. E’ complicato.

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Perché la verità è che le prime due settimane questo stop forzato mi stava facendo impazzire, questa brusca decelerazione da 100 a 0 mi aveva sfasato totalmente, rendendo le mura di casa mia una fastidiosa prigione. I meeting su Skype erano la mia finestra sul mondo, le chiacchiere su Houseparty un’ancora di salvezza per non sprofondare nell’oblio della follia. Ma ci si abitua a tutto…anche ad una vita a metà.

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Ci si abitua a vivere in un tempo lento, sospesi in un lungo fuso orario: ci si alza più tardi, perché non c’è il traffico da affrontare e si accende il computer indossando ancora il pigiama; ci si sistema i capelli tra una telefonata ed una mail; le riunioni si svolgono fuori orario; si mangia un po’ prima…un po’ sempre…un po’ tanto.

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Ho iniziato a scrivere questo post una settimana fa, mancano ancora due settimane al 3 Maggio.
Restiamo sospesi in questo tempo a metà.

Pensieri Sparsi

Ma se ti dico Tik Tok, tu…


Facciamo un post su Tik Tok Cheeeeeeck!!!

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Non sono impazzita, se ve lo stesse chiedendo, e se avete fatto almeno una volta un giro su Tik Tok sapete benissimo di cosa io stia parlando.
Ma facciamo un passo indietro.
La scusa per cui ho installato Tik Tok sul mio Iphone, nonostante io sia decisamente un over 30, è la più banale di tutte: sono curiosa di capire di cosa si tratta. Se ci aggiungiamo il fatto che da un paio di anni, tra le altre cose, posso raccontare in giro di essere Social Media Manager (praticamente quella autorizzata a stare su Instagram durante l’orario lavorativo), la sperimentazione, o quantomeno lo studio, del social network che sta facendo impazzire letteralmente tutto il mondo è quanto meno obbligatoria.

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Dopo aver installato Tik Tok, a differenza di quanto solitamente accade con gli altri social network, seppure senza aver effettuato alcuna registrazione mi è possibile visualizzare tutti i contenuti; certo non posso lasciare cuori o commentare ma nulla mi impedisce di essere risucchiata da un vortice di trash dall’effetto lobotomizzante.
Credo sia proprio questo il segreto di Tik Tok, non mi ci vuole molto per scoprirlo: è tutto così dannatamente trash, assurdo e surreale da divenire quasi ipnotico.

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Senza rendermene conto, al suono di no va beh, ma cos’è quest’idiozia, oddio non ci voglio credere che stia facendo questa roba seriamente che mi sono ritrovata a sprecare ore della mia vita a guardare video della durata massima di 60 secondi fatti del nulla più assoluto.

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Parliamo appunto di cosa sia possibile trovare su Tik Tok.
Senza voler alcun modo generalizzare, credo che in maniera molto semplice sia possibile suddividere i TikToker in poche macro categorie:

–            I creatori di Trend.

Non ho idea di come si diventi famosi su Tik Tok nè perché, è palese però che il sistema sia completamente differente da quanto avviene su Instagram. A divenire famos* sono ragazzin* che ai diciotto anni difficilmente sono già arrivati, che non sono particolarmente ricchi o promotori della bella vita ma che semplicemente fanno cose.
In effetti ciò che fanno è creare trend, ovvero dei contenuti che poi saranno emulati, interpretati e riproposti da altri migliaia di aspiranti TikToker.

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Anche per i trend è necessario fare una sorte di schematizzazione:

Balletti demenziali: ci sono i creatori di queste mossettine demoniache che interessano per lo più la parte superiore del corpo. Di base sono sempre gli stessi 6/7 movimenti che, mischiati con sapienza, danno origine a queste mossettine che finiscono per entrarti nel cervello: una rotazione del busto in 3 tempi, un respiro con le mani (giuro che lo definiscono così), un colpo di pistola, un tocco alternato delle guance e piroette varie ed eventuali come a volersi svitare le mani dal braccio.
Da quanto ho potuto capire, la regina indiscussa di questi balletti è una certa Charli D’Amelio, una ragazzina di 15 anni del Connecticut che vanta ben 13Mil di followers sulla piattaforma cinese.

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Scenette comiche e demenziali: di base è semplicissimo, si tratta di rendere virale uno sketch comico rendendolo demenziale all’ennesima potenza. E’ così che Fernandoooo è divenuto un tormentone e sono tornati in auge i dementi da discoteca che inzuppano il biscottino.

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Lip Sync addicted: unite i balletti demenziali ad un perfetto playback su una canzone accattivante ed il gioco è fatto. La scelta della canzone è importante, deve essere inutilmente piena di versettini e consentire di aggiungere in maniera random occhiolini, leccatine e sospiri…oppure deve essere oltremodo triste e deprimente…o estiva legata all’amore, ai tradimenti e tutto ciò che rende la vita di un adolescente un mondo complicato.

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Scenari apocalittici e/o demenziali: parliamo di comparse di puntini colorati sulle mani che indicano se vivrete o morirete, anni della vostra morte che compaiono sulla vostra fronte. Per non parlare del “Tu sarai la fidanzata, ma io sono Jessica calcetto“. Non volete che io vada avanti oltre…

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–            I creatori di POV.  

Per i comuni mortali sto parlando dei famosi Point of view.
Ecco, questa cosa va spiegata: oltre ad eccellenti ballerini, su Tik Tok è presente un numero quasi spropositato di attori. Ovviamente i prossimi premi Oscar racconteranno di aver iniziato a muovere i loro primi passi nel mondo della recitazione proprio su Tik Tok.
E’ in questo modo che una canzone e pochi oggetti di scena bastano per dare vita a dei momenti da brivido…con tanto di commenti di approvazione che Joaquin Phoenix scansati proprio.

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–            I vorrei ma non posso. 

Fanno parte di questa schiera tutti quelli che fanno di tutto per finire nei Per Te e divenire popolari ma proprio non ce la fanno; tutti quelli che appena superati i 10K followers fanno video pieni di umiltà in cui raccontano di come la gente a scuola racconti che sia famosa e finiscono per essere umiliati nei commenti da chi sottolinea quanto siano pochi quei 10K poveri fessi.

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–            Le coppie da TikTok.

TikToker pseudo-famoso maschio che si fidanza con TikToker psuedo-famosa femmina 2 e non con TikToker pseudo-famosa 1 con cui era sempre insieme fino a 2 video fa… e parte la ship che la lotta tra Delena e Stelena ai tempi d’oro era una roba da dilettanti.

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–            Le tipe incinta.

Mi rifiuto di credere che ci sia un boom demografico di tale portata stando a quanto riportato dai video di TikTok in cui metà della popolazione non Lella sembra essere in attesa di…a Child.

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–            Le Proud Lelle.

Io capisco perfettamente che ad oggi c’è libertà di espressione e dichiarare il proprio orientamento sessuale non è più questa grande cosa. Ma davvero al mondo sono quasi tutte lesbiche?

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–            I fighi senza maglia.          

I miei occhi dicono: Dio li benedica…il mio cervello si domanda: ma perché?

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–       I creatori di contenuti originali.

Questa categoria l’adoro. L’originalità dovrebbe essere sempre premiata, anche quando la base è demenziale. Anche quando il personaggio creato è un mostro dalle labbra enormi che sponsorizza Water, un po’ meno quando il tizio deve ripetere la parola cornoni in ogni video.

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–            I personaggi famosi.

Da Barbara D’Urso a Fiorello tutti sono sbarcati in maniera più o meno grottesca su TikTok. Il peggiore? Matteo Salvini, ovviamente, ma questa è un’altra storia.

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E voi avete TikTok?
Cosa ne pensate?

Pensieri Sparsi

Caro 2020…parliamone!


Solitamente mi rifiuto di stilare una lista di propositi per il nuovo anno, ma il 2020 come numero ha un qualcosa che mi ispira simpatia (e so che mi pentirò di aver scritto questa cosa) e a sto giro voglio fare le cose diversamente. Hai visto mai che funzioni.

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  1. Non parlarne più.
    Tu sai di cosa. E’ il primo step per liberarsene.

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  1. Non dare importanza a chi non te ne dà.
    Non sarebbe neanche da spiegare, ma magari ti distrai. Non ha senso stare a rimuginare su chi, quando tu provi a far capire che c’è qualcosa che non va, ti risponde con foto di cibo o, peggio mi sento, con frasi di circostanza.
    [Hai fatto bene stesse felice da sola.] …ma cosa???

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  1. Smettere di lamentarmi.
    Non è che se attacchi la lagna dopo ogni telefonata che ti fa girare i coglioni, le cose cambiano. Cioè non è che stai li a lamentarti per ogni cosa che ti fa spostare il sistema nervoso, e sono tante, la situazione per magia si ribalta. Sei solo noiosa…e le persone noiose a te non piacciono.

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  1. Utilizzare meno i social, non sei Chiara Ferragni.
    Non ti sto dicendo di sparire del tutto dai radar, ma anche meno.
    Le foto instagrammalibi te le concedo, ma non credo sia possibile che tu ne abbia una ogni due giorni eh.

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  1. Meno Nick Carter.
    E’ palese che c’è qualcosa che non va quando pure i parenti finiscono per chiederti di Nick; quando tu hai la guerra in testa ma per il mondo il vero problema della tua vita è Nick Carter. C’è qualcosa che palesemente non funziona.

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  1. Piccola Blair, ricorda di lasciar lavorare il Karma.
    Lo so, la tua indole vendicativa ne soffre in questo momento, ma hai davvero tempo ed energie da sprecare per vendicare ogni torto subito. Lasciati scivolar tutto addosso e vai avanti, niente distrazioni inutili.

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  1. Tornare ad essere Candy Candy…ma non dimenticare di essere Lilith.
    Nessuno ti sta dicendo di diventare scema tutto in un colpo, ma non è necessario palesare al mondo che di indole sei una stronza: aria da svampita e sorriso da Pollyanna. Bisogna confondere il nemico, sempre.

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  1. Meno chiacchiere inutili.
    E’ decisamente collegato al punto 3, ma non solo. Non ti perdere il ragionamenti che non portano a nulla, illazioni e masturbazioni mentali sono solo inutili perdite di tempo.
    Ti deludono? Non stare a fare comizi.
    Hai paura? Ascolta te stessa e razionalizza.
    Ti manca? Ha senso? Parlarne cambierà qualcosa?

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  1. Più organizzazione.
    Non perdere di vista gli obiettivi che ti sei prefissata, non lasciare alle cose inutili di distrarti. La testa tra le nuvole non ha mai portato risultati.

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  1. Non diventare una pallina.
    Va bene il piacersi, ma non aver rinnovato l’abbonamento in palestra non è il giusto pretesto per arrivare a Luglio rimbalzando.

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Direi che 10 punti possano bastare. Ah dimenticavo:
Non dimenticare di essere felice.
Non sempre sarà facile, ma puoi farcela.
Gioisci delle piccole cose, sorridi quando c’è il sole e vedi il mare, piangi quando ne hai bisogno. La cosa più importante del tuo mondo sei sempre e solo TU, non dimenticarlo mai.

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E voi? Avete propositi per questo nuovo anno?

Pensieri Sparsi

E’ davvero così divertente?


Se a diventare virale fossi tu?
Me lo ero chiesta con poca leggerezza quando la signora della pelliccetta aveva iniziato a girare per il web; prima di vederle fare il tour delle trasmissioni trash e delle serate in discoteca, mi ero chiesta come dovesse sentirsi una qualsiasi persona a ritrovare un proprio video su internet e pensare a quanta gente stesse ridendo di lei in quel momento.

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Forse dovrei smetterla di farmi domande, perché poi la vita finisce inesorabilmente per rispondermi.
Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita ti risponde.

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Succede che vai in vacanza, ti scattano una foto live e in quel momento un’onda ti trascina via. Divertente. La tipica differenza tra le foto postate su internet e la realtà di quello che accade in realtà. Paola Turani fa millemila stories in cui ironizza sulla cosa. Divertente… fino a che non inizia ad essere pesante sentir parlare di quel video come la cosa più divertente di un’intera vacanza trascorsa tra Miami e le Bahamas.

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Succede che il video viene inviato/mostrato a tutte le tue amiche perché è troppo divertente. sono le tue amiche, ti hanno visto fare cose decisamente peggiori. È divertente. 

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Succede che dopo due mesi ti sei rotta tre quarti di cazzo annoiata di sentir parlare di quel video. Decidi di chiudere il cerchio. Prendi la foto e il video che l’accompagna, scegli una frase stupida e li posti sulle tue IG stories. Sai ridere di te stessa e i messaggi dei tuoi amici sono divertenti; le loro reazioni sono divertenti. Sono i tuoi amici. E’ il tuo profilo. Hai deciso tu.tenor1

Succede che un tizio a cui hai espressamente negato il consenso a postare quel video che neanche eri stata tu a inviargli decide che è tutto troppo divertente e a ridere di te devono essere i suoi followers. Succede che il tizio posta quel video sul suo profilo abbinandolo ad una didascalia di merda che ti fa passare per una morta di fama, decide che se sai ridere di te stessa, tutti possono ridere di te. Non è divertente.

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Smette di esserlo nell’esatto momento in cui i commenti ti ridicolizzano [ed i primi commenti sono quelli delle tue amiche che probabilmente non conoscono un cazzo di te], smette di esserlo se guardi il numero di followers del tipo e conosci il bacino di utenza, smette di esserlo quando capisci che sei stata messa in ridicolo. Smette di esserlo quando pensi al tempo passato a scegliere ogni volta il vestito perfetto, il trucco perfetto, l’atteggiamento perfetto per poi rischiare di essere la ragazza del video ridicolo.

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Smette di essere divertente quando hai la piena consapevolezza che quel video potrebbe essere stato visto da una di quelle persone che sono sul poster appeso in camera tua da quando eri una bambina. Smette di esserlo quando ti è sorto il dubbio che potesse vederlo LUI, e ti sei sentita morire dentro.
Smette di esserlo quando a smettere di ridere sei tu.

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Perchè io so ridere di me stessa,
ma mi piacerebbe poter decidere chi deve ridere di me.

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

Un bel tentativo!?!


Io lo so che ormai avete smesso di credere alle mie parole, ma io ve lo giuro: ci provo con tutta me stessa al mattino di svegliarmi di buon umore, bella pimpante, raggiante e solare, in grado di fare tutte le mie cose con calma prima di uscire senza fare ritardo alcuno.02

Non fate quella faccia eh, ho detto che ci provo mica che ci riesco.

Il punto è semplice, partendo dal presupposto che odio il suono della mia sveglia [potete ascoltarlo qui], essere destata dal mondo dei sogni mi crea un profondo stato di irritazione che necessito di mitigare con il consueto giro veloce dei social network, con un’accurata valutazione dei risultati delle sfide di moda di Covet Fashion e un controllo oculato della mia città in SimCity.

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E’ ovvio che fai sempre tardi, sei una perditempo!
Direte voi, e chi ha mai pensato di contraddirvi? Oh io non di certo!!!
Il punto è che le mattine non mi piacciono, neanche dopo il caffè; e le persone al mattino mi piacciono anche meno, nonostante il caffè. Le persone non mi piacciono, in generale.
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Oggi, per lo più, piove!!!
E per quanto sia consapevole che tutti voi siete dotati di finestre per osservare le condizioni climatiche, sento lo spasmodico bisogno di lagnarmi di ciò semplicemente perchè sono giorni ormai che piove, che l’aria è pregna di una maledetta umidità che si concentra tutta bellmante nel mio simpatico ginocchio rendendomi quanto meno sull’isterico andante. Ma giusto un pochino, eh.
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La foto, ovviamente, è di ieri sera perchè il lusso di stare a casa al calduccio del mio lettino non potevo assolutamente concedermelo oggi [ne tantomeno l’ortopedico approverebbe questa mia concessione].
Mi sento, in ogni modo, in pieno diritto di lamentarmi oggi.
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Eppure, dopo una notte al limite del lagnoso causa posizione scomodo da ginocchio fasciato e impossibilità di dormire in posizione fetale, una sveglia fastidiosa e il rumore della pioggia ad accompagnare l’apertura dei miei occhi, come sempre arrivi tu al momento giusto.
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Le parole sono sopravvalutate.
Un bacino come buongiorno…un bel tentativo per oscurare il mio malumore mattutuino…giornaliero…settimanale…annuale…costante di questo periodo.

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Un bel tentativo!?!.
Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

Il giochino nuovo


Il fatto che a 31 anni io affronti il mondo ancora come se fossi una bambina, appassionandomi alle cose esattamente come farebbe una bimba con un giocattolo nuovo, deve finire. O forse no.
E’ che non posso farci nulla: non riesco a non farmi ammaliare dal fascino della novità, dall’euforia della scoperta, dal luccichio che solo le cose nuove possiedono; non riesco a resistere a quella sensazione di stupore che ancora certe cose riescono a regalarmi.

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Non sto parlando del nuovo gioco per cui tutto il mondo sta impazzendo, per il quale inutile sottolineare che anche io mi sono rincretinita ritrovandomi a cercare e catturare Pokemon nella mia pausa pranzo ed a raccogliere sfere Pokè nel percorso abituale verso la mia macchina quando esco dall’ufficio.

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La mia nuova droga, il mio nuovo giochino, si chiama Twitter; esattamente il social network dall’uccellino blu, non avete letto male. Uhmm sento il coro di Buuuh levarsi in automatico nelle vostre menti e il naso storcersi con fare saccente:
Come può un social network creato nel 2006 essere oggetto di stupore e novità?
A sto giro, cara psicopatica, hai dimostrato di essere un pò arretrata. Sarà che stai perdendo colpi?

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Nulla di più sbagliato.           
Devo sottolineare che, pur facendone parte dall’ormai lontano Febbraio 2009, il social network con l’uccellino non è mai stato tra i miei preferiti; per una logorroica come me l’imposizione del 140 caratteri per esprimere il proprio pensiero equivale ad una sorta di condanna da scontare; il dono della sintesi non è mai stato il mio forte e l’idea di tornare a scrivere utilizzando quei vecchi stratagemmi utilizzati quando gli SMS erano gratuiti solo in periodo di Christmas Card [o Summer Card che dir di voglia] non ha mai stuzzicato la mia fantasia.

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Inizialmente non mi era ben chiaro il concetto per cui avrei dovuto lasciar fluttuare nella rete un mio pensiero random, senza alcuna foto o video [inizialmente Twitter lo permetteva], senza possibilità di avviare una vera e propria discussione visto l’impossibilità di commentare come invece era possibile fare su Facebook; il tutto tenendo ben presente il discorso sulla privacy che personalmente ci ho messo un poco ad accettare. Il vero senso di Twitter è l’integrazione mondiale attraverso un social network, io scrivo un pensiero seduta bellamente alla scrivania del mio ufficio e PincoPallo dall’altro lato del mondo senza avere idea di chi sia io ma attraverso l’hashtag che sicuramente avrò utilizzato [lingua permettendo] potrà leggere il mio pensiero ed eventualmente rispondere ad esso. Figo.

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Oh certo, a meno che io non decida di proteggere i miei Tweet manco fossero l’anello trasportato da Frodo rendendo, in tal caso, i miei pensieri leggibili esattamente solo ad io, mammeta e tu o, per dirla in maniera più consona, rendendo i miei tweet accessibili solo a chi mi followa. Mi sembra più che giusto mi direte voi. Certo, peccato che tale restrizione valga esattamente per tutti: sento il bisogno impellente di comunicare a PincoPallo che i pantaloni con i risvolti indossati nell’ultima foto postata sono tremendi? A meno che PincoPallo sia un mio follower, e visti i terribili pantaloni ne dubito fortemente, devo rassegnarmi a far abortire il mio pensiero e lasciare a PincoPallo la libertà di continuare a commettere crimini di moda andando in giro così conciato.

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Eppure, nonostante tutto, dopo ben 7 anni dalla mia iscrizione a questo social network che proprio non riuscivo a capire non posso non ammettere di adorarlo letteralmente…esattamente come un giochino nuovo.

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Il motivo è decisamente molto pù semplice e banale di quanto possiate immaginare: sono figlia degli anni ’90, cresciuta a pane e cazzate scritte sul Cioè, costretta a credere a tutto quello che mi veniva raccontato su giornaletti da due lire su quel mondo magico e distante contornato da boyband e teen idol.
Sono cresciuta con l’impensabile desiderio di scovare l’indirizzo di casa dei Signori Carter per inviare una lettera al figlio e dichiarargli tutto il mio amore [quanto è stato duro avere 13 anni è difficile da raccontarlo], ho passato l’adolescenza ad ascoltare i racconti della mia compagna di classe che passava i pomeriggi interi a telefonare a tutti i Cremonini di Bologna e dintorni solo per poter dire a Cesare che un giro sulla sua 50Special lo avrebbe fatto volentieri.

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Capirete che quando arriva un social network che ti mette, allo stesso tempo, liberamente in contatto con PincoPallo dagli orribili risvoltini e il tuo gruppo preferito, l’iscrizione ad esso parte in automatico. Quanto poi sia facile o meno riuscire ad avere quel contatto tanto desiderato è decisamente un discorso molto più articolato; il motto la speranza è l’ultima a morire è decisamente uno dei pilastri fondamentali del popolo di Twitter.

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Quando mi sono iscritta al social network dell’uccellino mai avrei realmente immaginato che i miei sciocchi tweet random avessero  avuto una risposta da un personaggio più famoso del succitato PincoPallo ovviamente; la certezza di questa convizione, fomentata dalla presa coscienza di quanto avessi avuto ragione ad elaborare un tale pensiero, aveva fatto si che relegassi Twitter ad ameno luogo per un silente stalkeraggio.
La noia insomma, dopo ben poco tempo.

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Si ma sono pur sempre passati 7 anni da quando hai iniziato ad usare Twitter, cosa vuoi con questo post oggi?
La verità è che stamane mi sono resa conto che stavo twittando mentre mi lavavo i denti [si, lo so: il disagio proprio] e la cosa mi ha fatto tanto ridere pensando a come considerassi questo social network fino a poco tempo fa. Mi sono chiesta come sia possibile che adesso ci fossi entrata in fissazione e la risposta più logica è stata quella del giochino nuovo.

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E io adoro i giochini nuovi…
…finchè non mi annoio!!!

Pensieri Sparsi

Facebook o Grande Fratello?


“Stamattina mi sono svegliata, ho preso il caffè, ho scritto cazzate su fb, poi sono andata al bagno…finalmente…non capite che soddisfazione. Mi sono truccata, ho usato il nuovo rossetto Kiko comprato ieri al centro commerciale, ho legato i capelli, mi sono vestita di rosso, ho indossato le scarpe e ho chiamato il mio fidanzato per dirgli che lo amo. Sono andata a lavorare a piedi, perché non avevo benzina in macchina. Sono arrivata a lavoro, ora chiamo il mio fidanzato per ricordargli che lo amo…a presto, amici di Facebook.”

Non sono impazzita, se ve lo stesse domandando. Semplicemente soffro di intolleranza sociale ultimamente, e il frequentare social network non migliora questa mia crescente sindrome, piuttosto acuisce il mio odio per determinati esseri viventi.

Con l’avvento dei social network il concetto di privacy è divenuto, ormai, un’utopia; sono la prima ad essere schiava del sistema, non posso negarlo; resistere alla tentazione di fotografare tutto ciò che osservo per poterlo postare su Facebook o Instagram è complicato come smettere di respirare. Adesso che ho un blog mi diviene difficile anche tenere buoni i miei pensieri, nascondendomi dietro uno pseudo anonimato tiro fuori i pensieri sparsi che affollano la mia mente come se potessero interessare a qualcuno.

Viviamo nell’epoca dell’egocentrismo mediatico, il fatto stesso di avere la possibilità di esporre il nostro pensiero al mondo intero ci dona il fantomatico diritto di farlo; diritto che spesse volte si trasforma in una sorta di dovere di informare il mondo di ogni piccola, se non insignificante, cosa accada nella nostra vita. Come se il fatto stesso di poterlo fare, significhi che a qualcuno possa interessare che venga fatto.

La possibilità di esprimere la propria opinione ci ha reso tutti opinionisti, fastidiosi e tedianti. Ci si sente in diritto di raccontare al mondo intero, o quanto meno alla nostra cerchia di amici su Facebook [sulla quale evito di dilungarmi], cosa accade nelle  proprie vite.

E’ così che cicli mestruali dolorosi, fastidiose scariche di dissenterie, amori lontani, flirt inventati,  fidanzati fedigrafi o amiche zoccole riempiono la Home del social network vestito di blu. Ci si mette a nudo completamente valutando a suon di mi piace l’interesse verso la propria vita, sentendosi, di colpo, il centro del mondo intero.

Ci si rende protagonisti di film che esistono solo nella propria testa, tra ragnetti minuscoli che diventano enormi tarantole velenose e cibi scadenti che diventano pregiati manicaretti. Si costruisce una realtà fittizia fatta di post e apparenza, di noiose abitudini e lagnose realtà, una sorta di Grande Fratello con telecamere autopuntate addosso.

Ci si lamenta tanto dei selfie, tacciando le persone di egocentrismo e megalomania, ma ci si mette in ridicolo fingendo di avere una vita interessante. Vi svelo un segreto: il vostro ciclo non è interessante, i movimenti della vostra pancia anche meno, e del vostro amore lontano non ce ne frega una cippalippa.

Quanto meno, scrivete cose interessanti. Almeno provateci.

Pensieri Sparsi

Il mattino ha il silenzio in bocca.


Si dice che il mattino ha l’oro in bocca, quindi perché rischiare di perderlo aprendola?

Credo fermamente che fino ad una certa ora del mattino sia illegale parlare, dialogare o semplicemente proferir parole. E lo dice che potrebbe parlare h24 senza alcun tipo di problema districandosi tra mille e più argomenti riuscendo a trovare comunque nuovi spunti per continuare a blaterare per ore e ore….e ancora ore.

Il punto esatto, a volerla dire tutta, è che fino ad una certa ora del mattino dovrebbe essere proibito ascoltare…perché il vero problema è quello. Dovrebbe essere vietato il prestare attenzione, elaborare risposte a domande banali, concentrarsi su parole che risuonano come un fastidioso ronzio e nulla più.

Non chiedo tanto, ma nel lasso di tempo che intercorre dal momento in cui abbandono il letto al momento in cui il caffè inizia a fare effetto sarebbe gradita una certa dose di tranquillità, se proprio non è possibile avere silenzio.

Non so come siano i vostri risvegli, magari siete più fortunati di me che, dal momento in cui abbandono quel beato stato di incoscienza di cui mi fa dono Morfeo, entro nel mondo dei rumori molesti. Perché, credetemi, tra la signora del palazzo di fronte che urla contro i nipoti emulando un maiale al mattatoio, il tizio che vende il pane che chiama ad una ad una le sue clienti manco stesse facendo l’appello a scuola e mia madre che mi aggiorna sui problemi condominali del palazzo in cui non abitiamo, se dico che è un incubo ci sono andata leggera.

Che poi la realtà dei fatti è che, oggi giorno, al mattino avremmo bisogno non solo del silenzio della parola o del frastuono, ma anche del silenzio multimediale. Sarà che, appena sveglia, sento l’impellente bisogno di controllare cosa sia accaduto nel mondo mentre ero distratta dal sonno ma Facebook, Twitter, Instagram e, ovviamente, Whatsapp sono i compagni del mio buongiorno al sapore di caffè da un po’ di tempo a questa parte ma trovo sempre più necessaria la creazione di una regola fondamentale:

“Non disturbare, almeno fino a quando non sono totalmente sveglia”.

Non sarebbe tutto più facile? io presumo di si.