Pensieri Sparsi

Addio 2019…e grazie!


Quando negli ultimi giorni dell’anno ormai concluso ti ritrovi a ripercorrere i mesi trascorsi con un velo di tenera malinconia, quasi sicuramente vuol dire che è stato un anno buono, uno di quelli da ricordare con il sorriso sulle labbra.
Difficilmente potrei affermare il contrario.

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Le premesse, in realtà, c’erano tutte: ho iniziato l’anno con già in tasca i biglietti della felicità sapendo che sarei stata dall’altra parte del mondo; ancor prima di mettere piede nel nuovo anno ero consapevole che, nonostante tutto, avrei avuto i miei attimi di gioia…ma non potevo immaginare quanto questo anno avesse in serbo per me.
In fin dei conti dopo aver passato la prima notte dell’anno a vomitare anche l’anima, davvero non riuscivo ad immaginare un risvolto negativo.
Cosa? Sarebbe stato più logico pensare se questo è l’inizio figuriamoci il resto?
Ma quando mai i miei pensieri seguono una logica comune?

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Come ogni anno mi ritrovo con la voglia di analizzare ogni più piccolo avvenimento e il bisogno di non perdermi in post chilometrici che non leggerà mai nessuno, forse neanche io.
Puntualmente mi ritrovo a buttare un occhio sui resoconti degli anni passati (2015, 2016, 2017, 2018) per poi scoprire, quasi con stupore, quanto sia cambiata di anno in anno per poi restare sempre la stessa.

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Il dono della sintesi non è mai stata una delle mie migliori qualità, e mai come questa volta me ne sto rendendo conto. Ripenso ai 365 giorni trascorsi e mi domando:
questa volta da dove inizio?

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Potrei iniziare semplicemente da me…da quella mania di fotografare me stessa e tutto ciò che mi circonda che mi permette di arrivare a fine anno ed avere almeno una mia foto per ogni mese dell’anno e scoprire che ricordo con esattezza il momento in cui è stata scattata ogni singola foto, riconosco ogni sfumatura che si cela dietro ogni sorriso e percepisco esattamente i pensieri che accompagnavano la me di quel momento.

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Chiudo gli occhi e cerco di fare chiarezza, di cercare un ordine, una logica, per accompagnare voi, e me, in questo viaggio lungo 365 giorni alla scoperta di una me che a volte è stata travolta dagli eventi e a volte li ha governati.
Quante cose succedono in un anno? A volte decisamente troppe…ed è questo il motivo per cui ormai non riesco a fare a meno di questi resoconti annuali: non voglio perdermi neanche un pezzo di questo folle puzzle che è la mia vita.

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Il 2019 è stato l’hanno in cui…forse ho trovato la giusta chiave di lettura di questo anno.

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Il 2019 è stato l’hanno in cui…ho viaggiato!!!
E direi che ho viaggiato davvero tanto; adoro gli anni così.

Gennaio: Roma
Febbraio: —
Marzo: Roma – Madrid
Maggio: Milano
Giugno: Zurigo – Praga
Luglio: Albenga
Agosto:Los Angeles – Salento
Settembre: Cannes
Ottobre: —
Novembre: Londra
Dicembre: Dortmund – Monaco di Baviera

Il 2019 è stato l’hanno in cui…ho fatto pace con Nick Carter.
Il punto è che non abbiamo mai litigato davvero ma era esattamente dalla crociera del 2018 che vivevo con la convinzione che ormai mi odiasse profondamente (non osate litigare con la mia mente eh) ed è stato assolutamente liberatorio, per una volta, rendermi conto di essere in errore.
La sua espressione e la linguaccia che ha seguito il suo saluto sono stati il lasciapassare per un anno pieno di ricordi meravigliosi.

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È stato l’anno di Hello, Kitty…Hey…ma tu alla fine di dove sei?…italianoooo…è sempre un piacere vederti…devo raccontarti una cosa troppo divertente…il mio secondo nome è italiano…
È stato l’anno in cui ogni abbraccio è stato migliore di quello precedente, in cui il suo sorriso ha dato un senso a tanti giorni bui, in cui la prospettiva di vederlo mi ha dato la forza ogni qual volta pensavo di non volercela fare più.
L’anno in cui, ancora una volta, mi ha fatto sentire speciale, il puntino che cerca tra la folla…il sorriso che rende più splendente la mia vita.

Il 2019 è stato l’hanno in cui…ho realizzato qualcosa di grande.
Abbiamo realizzato qualcosa di grande!!!
Nonostante tutti gli impegni e la stanchezza, mi sono ritrovata incastrata in un progetto che troppe volte mi era sembrato più grande di me.
Sei mesi di duro lavoro, di telefonate e scleri, di ansie e litigate, di entusiasmo e speranza…un istante fatto di pura magia.
La consapevolezza di avercela fatta!!!

Il 2019 è stato l’hanno in cui…ho capito che probabilmente finalmente ho trovato la mia strada.
Avere un titolo dinanzi al proprio nome ma sentire che non ti rappresenta può far paura, decidere che quel titolo è solo un appellativo in più rispetto a quello che hai scelto (ti hanno indirizzato) di fare, non ha prezzo!
È questo il motivo per cui, ancora oggi, quando mi chiedono quale sia il mio lavoro non riesco a non affermare: Sono un architetto, ma in realtà mi occupo di marketing e comunicazione…che nel mio caso significa occuparmi anche di logistica, amministrazione, post vendita, service…insomma se c’è un problema sono quella che se ne occupa, o quanto meno ci prova.

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Il 2019 è stato l’hanno in cui…ho assistito al mio primo varo.
Quello ufficiale di un nuovo modello e mi sono emozionata. In cui ho organizzato i miei primi shooting fotografici e ho ricevuto i complimenti perché sembrava lo avessi sempre fatto e non si notava per niente che fosse la mia prima volta. In cui ho seguito il mio primo rebranding, il rifacimento di sito e brochure, i primi comunicati stampa seri.

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Il 2019 è stato l’hanno in cui…ho organizzato totalmente da sola il mio primo Salone Nautico…ho seguito la realizzazione dello stand…la conferenza stampa ed il catering.
L’anno del primo concorso nautico…del primo premio vinto e dell’emozione travolgente che ne è seguita.
L’anno in cui il tempo trascorso in fiera ha avuto un sapore diverso, fatto di alcol e serate al limite dell’assurdo, di salsedine e…tante risate.

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Il 2019 è stato l’hanno in cui…ho smesso di essere un robottino senza anima e ho sorriso senza un vero motivo (ok, il motivo era anche bello grosso direi). L’anno in cui sono tornata quindicenne e ho trovato chi assecondasse questa follia.

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Il 2019 è stato l’hanno in cui…ho capito che basta un vestito carino ed un sorriso in più per ricordare che sei una donna a chi forse non ti ha mai visto come tale. E che a te basta anche meno per capire che non è un uomo chi pensa si illude di poterti classificare come una tra le tante.

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Il 2019 è stato l’hanno in cui... sono andata ad un matrimonio a Los Angeles e c’era uno dei Backstreet Boys!
Si ok, chi se lo incula Aj…ma spiegatelo alla me 15enne che fissava sognante i poster alla parete che un giorno sarebbe finita ad un matrimonio con uno dei tizi dei poster.
Tanto non li incontrerai mai. [cit.]

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Il 2019 è stato l’hanno in cui…ho capito tanto di me stessa e di chi mi sta intorno.
Ho capito che, nonostante il mio carattere, piaccio alla gente, forse proprio per il mio carattere.
Ho capito che ho dato troppa fiducia alle persone sbagliate e troppa poca a chi poi mi ha stupito; ho capito che sono amabile, anche se adoro essere odiabile; che so mettermi in gioco e che, quando lo faccio, piaccio per davvero. Ho capito che c’è un mondo intero dentro di me che per troppo tempo ho tenuto sopito ma che quando schiudo la porta esce fuori un arcobaleno ricco di colori.

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Il 2019 è stato l’hanno in cui…ho smesso di aver paura dei silenzi.
Ho imparato ad ascoltare i miei pensieri senza volerli per forza addomesticare, ho imparato a provare a sentire un po’ di più quello che ho paura di provare perché a volte anche il dolore è necessario per rivedere il sole. Ho imparato a non aver bisogno di nessuno ma ad apprezzare la compagnia di chi vuole esserci davvero.

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Il 2019 è stato l’hanno in cui…ho realizzato che so stare da sola, ma quando si è in compagnia si sorride di più.
E ho imparato che non è da perdenti ammettere di provare malinconia, di avere delle mancanze…e a volte mi manca avere qualcuno accanto, quel qualcuno che ti fissa solo perché mi piaci…qualcuno che non voglio che tu abbia problemi…qualcuno con cui abbattere ogni difesa.

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Il 2019 è stato l’hanno in cui…ho realizzato che non tutti possono comprendere cosa stai passando e fargliene una colpa è sbagliato, ma nessuno ha scritto da alcuna parte che bisogna accontentarsi delle amicizie a metà; che chi non ti ascolta non ti merita, chi non capisce i tuoi silenzi non merita le tue parole, chi pretende la tua presenza ma non ti concede la sua probabilmente merita la tua assenza.

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Il 2019 è stato l’hanno in cui…senza accorgermene,  mi sono amata un poco in più!
In cui ho amato un poco in più.

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E dal 2020 cosa vorrei?
Non chiedo nulla, come sempre: sorprendimi!!!
Dimostrami che sono brava a sbagliare.
Ricordami che posso amare.
Insegnami che non devo smettere di sognare.

Pensieri Sparsi

/pro·cra·sti·nà·re/


– Io odio il mese di Gennaio.
° A chi lo dici, lo detesto proprio.
– Cioè veramente ho un problema con questo mese.
° E’ peggio del mese di Settembre.
– A Settembre ero distratta, adesso sono triste. Anzi non riesco ad essere neanche triste. Non riesco ad essere niente a Gennaio.
° Esatto, mi prende l’apatia.
– Ecco, brava. Sono apatica. A Gennaio sono apatica. Anzi sono tristemente apatica.

Tema ricorrente della telefonata di ieri con un’amica è stato l’odio per il mese di Gennaio; ad un certo punto ho temuto ci fossimo trasformate in un disco rotto per quanto incapaci di uscire da questo loop di insofferenza rivolto ai primi 31 giorni dell’anno.
– Fa freddo ed è buio.
° Si stanno allungando le giornate.
– Si è vero, ma è comunque freddo e buio.
° Non ho voglia di fare nulla, fa freddo.
– Ed è sempre buio.
Non so se sia davvero colpa del freddo, che nel mio caso gioca sicuramente un ruolo bello pesante, o se sia tutto semplicemente nella mia testa ma sono ormai giorni che mi crogiolo nella mia apatica tristezza. Mi affaccio sul mondo, sbircio i mesi a venire, osservo tutte le mie emozionanti cose che mi aspettano e mi metto seduta ancora un pò. Non ho voglia di carburare, come se si potesse scegliere davvero. 
/pro·cra·sti·nà·re/  |  Rinviare a un altro momento, differire, rimandare.
E’ esattamente quello che sto facendo in questi giorni: lo farò più tardi…lo farò nel pomeriggio…lo farò domani…lo farò, prima o poi…
Ricomincerò a sentire qualcosa, ne sono sicura.
Semplicemente lo farò più tardi…forse domani…magari a Febbraio…
Pensieri Sparsi

Vivi bene. Semplicemente, vivi.


“Il punto sai qual è alla fine? Noi di mattina usciamo di casa pensando che abbiamo tempo, usciamo e pensiamo: tanto ho tutta una vita avanti a me, fino a quando muoio ad ottanta anni sai quanto tempo? Ma se ci pensi bene: chi lo ha scritto che moriremo ad ottanta anni? La vita è come una clessidra, anche se stiamo fermi il tempo continua a scorrere mica si ferma con noi. Il punto è che noi mica sappiamo quanta sabbia abbiamo in questa clessidra; magari noi pensiamo di avere tempo e invece non è poi davvero così. Ed è per questo che io non mi arrabbio più per tutte quelle cose banali per cui mi arrabbiavo prima, che senso ha farlo? Noi siamo solo di passaggio, se ci pensi bene, quindi perché passare il nostro tempo arrabbiati per delle cose inutili?”

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Ed è sempre quando ne hai più bisogno che, seguendo percorsi talvolta strani, le parole giuste giungono alle nostre orecchie; è così che mentre sei intenta a scegliere che fazzoletti comprare che incontri quel vecchio amico, quello con cui la vita non è stata poi così generosa, che, senza conoscere in alcun modo i tuoi pensieri, sembra dare voce a quelle parole che tu non vuoi ascoltare,  risposte a quelle domande a cui risposte tu non vuoi dare, conferme a quei pensieri a cui non ti vuoi aggrappare.

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Vivi bene.
Semplicemente, vivi.

Pensieri Sparsi

A.A.A. Cercasi Ashton!!!


Se fossi la protagonista di una di quelle commedie romantiche in cui amo perdermi rimpinzandomi di patatine questo sarebbe il momento perfetto.
Come sarebbe a dire: quale momento perfetto? Vi si deve spiegare proprio tutto, eh.

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Avete presente quel momento in cui tutto sembri andare dannatamente a rotoli, quando i capelli della protagonista sembrano diventare l’emblema stesso del disfacimento enteriore che la sta dilaniando; quel momento in cui il lavoro sembra annientarle l’esistenza, le amiche sembrano essersi dimenticate della sua esistenza prese dalla confusione delle proprie vita, il principe azzurro sembra essere stato investito mentre percorreva l’autostrada contromano a cavallo del proprio destriero bianco, il cibo sembra essere rimasta l’unica consolazione plausibile con somma gioia della bilancia che vede la sua lancetta lievitare come se non ci fosse un domani. Quel momento in cui se ci fosse una piccolissima scheggia di meteorite cascherebbe esattamente sulla testolina scapigliata della povera protagonista occhialuta e triste rendendola la giornata lievemente peggiore dello schifo in cui si trascina da giorni.
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Quell’istante in cui una particolare congiunzione astrale, e le esigenze di copione [chi vorrebbe mai vedere un intero film sulla storia di una sfigata?], danno origine esattamente a quel momento li: il momento della svolta.

Il momento in cui tra un calcio in culo della sfiga e l’altro, la protagonista casca stile pera cotta tra le braccia di Ashton Kutcher, ad esempio.

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Quella frazione di secondo in cui Ashton, probabilmente colpito in pieno alla testa, viene folgorato dall’aura di malumore che accompagna la triste protagonista e, sentendo un richiamo dal Paradiso, decide che il suo unico scopo nella vita sarà farle tornare il sorriso.
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So benissimo che dopo quei 15 minuti di illusoria gioia si scoprirà come minino che Ashton è un serial killer con tendenze suicide che ha già prenotato la sua fine assistita in Svizzera dopo essersi indebitato fino al collo a causa del gioco d’azzardo.
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Ma volete mettere passare 15 minuti di gioia infinita con lui?

Pensieri Sparsi · Weird World ❤

…mmm…


Sono preoccupata per te, si capisce che stai male!
Sto bene.

Ok.

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Poi sparisci tutto il giorno e tutto quello che ricevi è un messaggio profondo e realmente preoccupato che ti fa capire il senso della vera amicizia:
“mmm”

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Come sempre: Grazie!

Pensieri Sparsi

September is coming.


Mi sento quasi un estranea ad entrare qui dentro dopo così tanto tempo; potrei nascondermi affermando di essermi presa una meritatissima pausa estiva dal blog ma sarebbe una menzogna. Passare dal bisogno spasmodico di dare voce ai propri pensieri, fissarli nero su bianco come se fosse indispensabili non perderli nel vortice del tempo, al rifuggire stancamente da questo spazio per non dovermi ritrovare a tu per tu con i miei pensieri.
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Sarà colpa dell’aria di Settembre che già mi riempie i polmoni; o forse, più semplicemente, della malinconia che accompagna puntulamente la fine delle vacanze [soprattutto dopo un viaggio favoloso come quello che ho fatto io questa estate]; sarà colpa dei pensieri che si affollano nella testa facendo a cazzotti tra loro lasciandomi esausta e malconcia ogni qual volta provo a fermarne anche solo uno; sarà colpa della consapevolezza di essere troppo ordinaria e inquadrata per fare una pazzia ma troppo fuori dalle righe per vivere bene nella normalità che accompagna i miei giorni.

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Sarà colpa di tutto ciò che mi circonda, o forse, per quanto sia più difficile ammetterlo, potrebbe essere semplicemente colpa mia questo mood in cui mi ritrovo a naufragare dal momento in cui ho poggiato nuovamente piede in Italia.

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Sarà settembre.

Ne sono certa.

Pensieri Sparsi

No, Maria, io esco!


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Non credo sia possibile definire post questo mio insieme di parole messe insieme un pò a caso; sono febbricitante  [benvenuto, maledetto autunno] e nell’indecisione sul restare a letto per tutto il pomeriggio, nutrendo il mio sofferente lato maschile che si prepara a scrivere il testamento già dalle prime linee di febbre, o vestirmi ed uscirmene per un caffè prima di tornare al lavoro, rimandando il testamento a stasera, mi sono concessa del sano zapping pomeridiano.

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I cartoni animati sono finiti, va sottolineato, e in un moto di profondo masochismo sono rimasta incastrata sul famosissimo programma pomeridiano di Maria De Filippi; non fate gli snob che tutti avete quanto meno a mente la fastidiosissima sigla di Uomini e Donne!!!
Premesso che io amo e venero i programmi trash che mi fanno perdere fiducia nel genere umano, guardando queste poche scene una sola parola riecheggia prepotentemente nella mia mente: perché?

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Perché invece di cambiare canale sto guardando queste due galline litigare su chi è più falsa tra le due?
Sei falsa come la morte! Anche le tue scarpe sono false.
Perché sto guardando questi due beoti lanciare lanterne, litigarsi le donne, offendersi gesticolando come degli ossessi buttando a caso parole come educazione e rispetto? Sparare frasi random con fare filosofico.
Io sono talmente avanti che, mentre voi state andando, io sto già tornando.

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No, Maria, io esco!

Pensieri Sparsi

TGIF!!!


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Ohhhhh finalmente il weekend!!!
Quanto mi era mancato non riesco neanche a descrivervelo a parole; ne avevo così tanto bisogno che questa settimana ho viaggiato puntualmente con un giorno d’anticipo!!!
Sono nuovamente su un treno, credo che arriverò liquefatta a destinazione  [grazie Trenitalia avevo proprio bisogno di una sauna] ma poco importa: due pischelli mi hanno scambiata per una ventitreenne e la mia autostima ha raggiunto un picco decisamente elevato.

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Buon Weekend a me….e a voi ♡♡♡

Pensieri Sparsi

A Settembre, si ritorna a scuola.


Settimana di primi giorni di scuola quella iniziata ieri, e, complice un vecchio cd ritrovato in macchina [ho assolutamente bisogno di musica nuova] mi ritrovo persa nei ricordi, tra immagini in bianco e nero di un tempo ormai passato da un po’.

Non sono una di quelle persone che rimpiangono i tempi del liceo, mai e poi mai ripeterei quegli anni, eppure nel cuore ne serbo un tenero ricordo.
A me l’idea di tornare a scuola dopo le vacanze, piaceva. Adoravo comprare tutto in maniera metodica, sistemare la borsa con fare minuzioso, osservare penne nuove ed evidenziatori fare bella mostra nell’astuccio rigorosamente nuovo e fuxia con la consapevolezza che quell’ordine apparente sarebbe durato il tempo della prima ora.

Mi piaceva comprare vestiti da primo giorno.  Sebbene ai tempi del liceo fossi totalmente diversa da adesso, sebbene fuggissi dai canoni dettati dalla moda come se fossero portatori di peste bubbonica, sebbene i miei jeans extra size e le mie magliette colorate erano una sorta di marchio di fabbrica per me, la scelta dell’outfit da primo giorno è sempre stata fondamentale…un po’ come definire chi volessi essere per quell’anno.

Ricordo con tenerezza i miei primi giorni al tempo del liceo…sempre la stessa storia, ogni anno. I messaggi per decidere chi doveva occupare i banchi dinanzi e dietro di me, le liti per quei posti, il mio non voler prendere posizioni per non ritrovarmi a scontentare nessuno. In fin dei conti, volendo essere onesta, a me non importava nulla di tutto ciò…la mia unica preoccupazione era lui.

Quest’anno sarà diverso, quest’anno mi è passata!
Ne ero convinta ogni volta quando varcavo la porta d’ingresso della classe tenendo stretta la manica della borsa, moine e abbracci, testa alta e sorriso fiero per presentare a tutti la nuova versione di me; rassicuravo le mie compagne fingendo una forzata spavalderia e prendevo posto, puntualmente, ignorando il cuore che batteva forte nel petto per l’ansia di rivederlo.Mi è passata davvero, smettete di fissarmi!
E poi lui entrava, mi fissava per un istante e io mi voltavo dall’altra parte mettendo su il broncio, come avevo imparato dai peggiori telefilm.
Anche quell’anno sarebbe stata la stessa storia. Lo sapevo io, lo sapeva lui. Lo sapevano tutti.

Che bello essere cresciuta!