Pensieri Sparsi · Weird World ❤

E se a diventare virale fossi tu?


Nel bene o nel male purché se ne parli.

Probabilmente nessuna frase potrebbe esprimere meglio lo stereotipo di società in cui, consapevoli o meno, siamo stati tutti risucchiati da così tanto tempo che difficilmente saprei dire quando sia accaduto. Siamo tutti in cerca di una qualche forma di visibilità, anche quando ci ergiamo sul nostro piedistallo fatto di disgusto e spocchiosità e iniziamo a sindacare tutto ciò che è trash, esibizionismo o, banalmente, lontano dal nostro modo di vedere le cose.

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La società si divide tra quelli che si scattano milioni di selfie e quelli che passano il tempo a storcere il naso alla loro vista puntando il dito e condividendo farlocche ricerche scientifiche che etichettano come malati gli amanti delle foto a se stessi; tra quelli che tweettano usando l’hashtag #GfVip per commentare la qualunque e chi usa lo stesso hashtag per commentare chi commenta la qualunque. 

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Si divide tra le pancine psicopatiche che, direttamente dal medioevo in cui sono rinchiuse, chiedono consigli sul nulla alle loro simili e le adepte stereotipate del Signor Distruggere che le giudicano lasciando commenti tutti uguali tra loro e ripetendo sempre le stesse 4/5 baggianate che la competizione in demenza scatta facile e decretare un vincitore diviene sempre più complesso. 

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Si divide tra chi usa il web come un luogo ameno in cui condividere ogni proprio stato d’animo lagnandosi della propria vita, del prossimo, del cibo, delle lagne e di chi prende le distanze dalle lagne e chi si lagna di chi si lagna.

Si critica Chiara Ferragni facendo un post su Chiara Ferragni, dando quindi pubblicità a Chiara Ferragni pur desiderando di non leggere ovunque di Chiara Ferragni. Un po’ per capire di cosa io stia parlando.

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 Siamo tutti un po’ blogger, un po’ Instagramers, un po’ influencer, un po’ poser (anche se questo termine non sono sicura si utilizzi ancora). Siamo tutti un po’ critici cinematografici, critici letterari, critici culinari. Siamo, semplicemente, tutti critici.

La nostra opinione conta, sempre e comunque. Ma è realmente così?

Ho citato prima non a caso le pancine e le adepte di Distruggere. Troppo facile puntare il dito contro un genio del male che ha ben capito come sfruttare a suo vantaggio la voglia di deridere il prossimo che è insita dell’animo umano; troppo facile puntare il dito contro le pancine vittime della loro stessa demenza. Il motivo del suo successo è banale e scontato, è quello che ha portato ogni Mean Girl che si rispetti ad essere popolare e dominare sul resto della popolazione: prendi un soggetto debole ed esponilo al giudizio di chi si crede più furbo. Boom! Il gioco è fatto! 

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Lui lo trovo geniale! Chi lo segue in maniera maniacale un po’ meno! Chi ne invidia il successo per niente! Chi arriva a stampare gli attestati di Petalogia, però, mi fa una tristezza infinita.

Potremmo analizzare sommariamente il caso di Timidamente Amore: una poraccia crede di saper scrivere, condivide questo suo testo senza capo né coda in un gruppo (o forse una pagina, non sono sicura della fonte); questi capitoli sconclusionati vengono postati sulla pagina di Distruggere e, loro malgrado, diventano virali! C’è chi invia video sulle reazioni alla lettura del favoloso testo, chi si impegna a disegnare la pianta dell’appartamento dove si svolgono i fatti, chi studia le dinamiche cercando un senso logico e chi, addirittura, decide di creare un piccolo corto dedicato ad ogni capitolo!

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Tutto molto divertente, direte voi! 
Eppure, se ci ragioniamo almeno un attimo, dietro le parole a sconclusionate di quella sottospecie di romanzo c’è una persona, probabilmente ignorante e senza alcuna nozione di scrittura, che, nel suo mondo, ha un sogno, forse troppo grande e troppo irraggiungibile (e toglierei anche il forse), ma chi siamo noi altri per deriderla rendendola lo zimbello del web?

Sicuramente gloria ai personaggi della sua immaginazione, in un certo senso, è stata donata: ma era questa gloria quella a cui ambivano? E se così fosse: non stiamo forse creando dei mostri?

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E finalmente arrivo a parlare di ciò che, più di ogni cosa sopra citata, mi ha spinta a parlare di ciò: la signora della pelliccetta. E non fate finta di non sapere di cosa io stia parlando eh, che non ci crede nessuno.

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Da un lato abbiamo una signora un pò verace che, in modi rozzi e teatrali, cerca di far valere un suo diritto (raccontata così educatamente sembra addirittura un’altra storia, me ne rendo conto), dall’altro un’entità sconosciuta che, fiutata la potenzialità di un video del genere sul web, ha filmato l’intera scena, svenimento compreso, e lo ha postato sulla rete. Non saprei darvi una tempistica ma, all’improvviso, il video della signora dall’improbabile maglione bicolore era praticamente ovunque.

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Anche sulla mia bacheca di facebook, se ve lo stavate domandando o mi stavate già etichettando come una di quelle che sale sul suo piedistallo a giudicare; resistere a quel concentrato di trash e teatralità è stato impossibile anche per me, domandarmi del perché cose del genere non accadano mai in mia presenza è stato il passo successivo.

Diciamoci la verità: la reazione della signora è perfettamente esilarante!

La dialettica sconnessa mista di chi sente di avere come unica arma la sua voce grossa e le sue minacce urlate un pò a casaccio, la commessa maleducata incapace di gestire la situazione e la vigilanza che, con garbo ed educazione, cerca di portare la calma in una situazione degenerata ormai da un bel pò. Fosse stata una sceneggiata sarebbe stata perfetta. Ma non si tratta di finzione, e il problema alla fine della fiera è proprio questo.

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Perché il popolo del web è avaro, non si accontenta di ridere guardando un video che probabilmente non sarebbe dovuto finire on line; non gli basta deridere la signora per la scenata. Il popolo del web deve indagare, dare un nome a quella donna, geolocalizzarla; ha bisogno di vedere quella povera pelliccetta che ormai ha assorbito il colore del vestito oggetto del contendere, deve vedere la foto della cerimonia da 150 invitati a cui la signora ha partecipato facendo una pessima figura, deve andare a scavare negli strafalcioni regalati a facebook dalla stessa signora che con l’italiano proprio non riesce ad andare d’accordo. 

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E’ un popolo strano quello del web!

Non che la gente reale sprizzi normalità da tutti i pori eh, ma dal web a volte sembra più facile osservare quanto disagio ci circonda, quanto disagio ci ingloba. 

Una signora senza arte ne parte è stata trasformata in un fenomeno da baraccone, prima, e in una sottospecie di celebrità dopo; perché tutta l’empatia  provata per questa signora presa di mira dal popolo del web si è persa nel momento esatto in cui l’ennesimo video della signora che racconta di essere fermata per strada per fare foto e lasciare la firma (parlare di autografi è troppo complicato per lei), nel momento esatto in cui ci sono siti che parlano di una possibile ospitata della signora nei salotti della d’Urso o, peggio mi sento, dell’ospitata come guest star della donna della pelliccetta in una o più discoteche del napoletano (il video qui). Ma siamo seri?

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E se a diventare virale fossi tu? Come reagiresti?

Parole e Storie · Pensieri Sparsi

365 giorni di Eclisse


365 giorni fa ero di fronte allo stesso pc da cui sto scrivendo in questo momento a premere, con il cuore pieno di ansia ed emozione, il tasto: PUBBLICA.
365 giorni fa, mettendo a tacere quella vocina che da anni mi sussurrava che nessuno avrebbe letto una storia scritta da me, mi sono decisa a dare retta a tutte quelle persone che ci avevano creduto prima di me.
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365 giorni fa scrivevo questo post annunciando in questo mio piccolo spazio virtuale la nascita del mio piccolino, il mio primo libro, il mio Eclissetumblr_inline_mq2hpkx1xb1qz4rgp.365 giorni.
1232 libri venduti.
La consapevolezza che credere nei propri sogni è solo l’inizio di un percorso stupendo.

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Desy, Chris e il piccolo Christian ringraziano.
Io pure.
All the love  ❤

Pensieri Sparsi

Kindle Unlimited & Eclisse


Un promemoria di tanto in tanto non fa assolutamente male, ne sono certa.
Forse è presunzione, o semplicemente spirito imprenditoriale, ma secondo me la storia di Desy, Chris e Christian dovreste davvero leggerla tutti, non sto scherzando; sarà che proprio ieri ne parlavo a lavoro, nella famosa pausa pranzo di cui vi ho raccontato, in uno di quei discorsi che sanno di tutto e sanno di niente.

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Oh davvero ti piace leggere?
Cosa stai leggendo adesso?
Hai letto After?
Oh no, ti prego…dovresti leggere Io prima di te.
Sono una lettrice pignola…perché in realtà io scrivo.

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Insomma mi sono ritrovata a parlare del mio piccino con il cuore pieno d’orgoglio, come una mamma che racconta che il proprio figlio ha iniziato a pronunciare le prime paroline [saranno quelle che dicono tutti, ma come li dice lui nessuno mai].
Mi sono accorta di essere ancora tanto legata a questa esperienza per stiparla nel cassetto dei ricordi ed archiviarla come una cosa passata, troppo orgogliosa del percorso che abbiamo fatto insieme per abbandonare questa storia a se stessa, troppo legata ad essa per smettere di parlarne nella speranza di arrivare al cuore, e agli occhi, di chi ancora non si è lasciato rapire dalle mie parole.
Stai diventando presuntuosa, signorinella.

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Tutto questo giro di parole serviva a spiegare il motivo dell’ennesimo post sul mio libro, come se dovessi davvero trovare una giustificazione per scrivere di me sul mio blog.
La novità è che, da un mesetto circa, Eclisse lo trovate in forma gratuita nel programma Kindle Unlimited di Amazon.

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Buona lettura, per chi non lo avesse ancora letto.

 

Parole e Storie · Pensieri Sparsi

Eclisse: gratis per un giorno!


E’ passato un bel pò da quando il mio racconto ha visto la luce su Amazon; da quando, un pò per gioco un pò per fantasia, mi sono sentita una scrittrice; da quando mi sono lasciata cullare dalla dolce sensazione di orgoglio che mi ha pervaso ad ogni vendita del mio piccolino.

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Visto che tra poche ore invecchio di un anno: auguri a me ed un regalo per chi ancora non ha letto la storia di Chris e Desy: solo per martedì 1 marzo sarà possibile scaricare gratuitamente Eclisse da Amazon.

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Insomma, se non lo avete ancora letto quale occasione migliore per farlo???

 

Parole e Storie

Fallen in love with an Angel.


E’ domenica sera, una domenica un pò così e, mentre stavo scrivendo tutt’altro, mi è venuto in mente di postare questa roba qui.
E’ una vecchia storia, vecchia davvero. E’ una di quelle storie tanto amate da chi mi leggeva tanti anni fa, una di quelle storie che molti ricordano con nostalgia e a cui io sono emotivamente legata. E’ una di quelle storie che vorrei tanto rispolverare dall’armadio, una di quelle a cui vorrei donare un vestito nuovo e poi chissà…
Stasera ho ripreso il primo capitolo…l’ho rattoppato e gli ho messo qualche merletto per renderlo più piacevole alla vita…stasera vorrei condividerlo con voi [anche se potrebbe sembrarvi sciocco e infantile].
Lo so, è una premessa troppo lunga, ma io sono logorroica. 

Fallen in love with an Angel.

Non posso credere stia succedendo davvero: sto tornando a New York!
La mia mente sembra essersi incastrata su un unico pensiero da quando ho messo piede su quest’aereo, come un disco rotto che ripete in loop sempre la stessa melodia facendo vibrare corde della mia essenza che credevo sopite per sempre ormai.
Sto tornando a casa.
Fisso la notte scura che scorre veloce attraverso il finestrino lasciandomi rapire dalle immagini che la mia mente ha iniziato a proiettare, seguo il flusso dei miei pensieri perdendomi nei ricordi che, come scene di un film in bianco e nero, si rincorrono nello schermo della mia memoria: frammenti di vita passata che si susseguono sulle note di un’appropriata colonna sonora. Che strano come ogni canzone del mio lettore mp3 si sposi perfettamente con ogni fotogramma che fluttua leggiadro nella mia mente.

Sto tornando a casa.
Non ho mai dimenticato il giorno della mia partenza per la Francia; il liceo era finito da poco, il grande ballo di fine anno, come da tradizione, aveva messo fine in grande stile a quel capitolo della nostra vita. Le nostre strade si sarebbero divise, ne eravamo consapevoli sin dal primo giorno di scuola di quell’ultimo anno mentre fantasticavamo sui college esclusivi a cui avremmo presentato domanda; eppure, se chiudo gli occhi, riesco a percepire nuovamente l’ondata di tristezza che aveva travolto il mio cuore quando, con gli occhi velati di lacrime, ho varcato per l’ultima volta la porta di casa e il mio sguardo si è scontrato con quello delle mie migliori amiche. Avevo stretto più forte il manico del trolley fuxia che trascinavo altera e, con un movimento secco della testa, avevo sistemato i capelli e ricacciato dentro le lacrime ostentando una sicurezza che mi avrebbe assicurato, senza problemi, la nomination all’Oscar come migliore attrice protagonista. La consapevolezza che tutto sarebbe cambiato nel giro di poche ore di fuso orario mi stava lacerando lentamente ma, per nessuna ragione al mondo, il sorriso sarebbe sparito dal mio viso; stavo lasciando il mio mondo, il mio regno, per affrontare una realtà a me totalmente sconosciuta, era arrivato il momento di mettere da parte la corona di reginetta del ballo e accettare il rischio di essere una ragazza anonima in un paese in cui non avrebbero capito neppure la mia lingua.
“Stella, non dire sciocchezze. Nessuno sano di mente potrebbe mai considerarti anonima; devi aver bevuto troppo ieri sera ed essere ancora sbronza per pensare un’eresia del genere. Non sai di cosa stai parlando, si accorgeranno ben presto di quanto tu sia unica e lo sai benissimo, tesoro, hai solo voglia di sentirtelo dire da noi. Sei tremenda.”
Le parole di Brenda riecheggiano ancora rumorose nella mia testa, quante volte le avrò sentita fare quel medesimo discorso? Probabilmente ogni qual volta, in un momento di debolezza, avevo messo a nudo le mie paure più recondite confessandole ad alta voce; ero così ossessionata dalla popolarità e dallo status sociale che avevo conquistato nel periodo del liceo che, il solo pensiero, di non poter più vivere beandomi di quei privilegi sociali mi distruggeva psicologicamente.

Come avrei fatto a vivere se ne nessuno mi avrebbe adorato semplicemente per il mio essere me stessa? Come avrei fatto a sopravvivere all’anonimato?
Non potevo assolutamente perdere la mia popolarità…e invece era andata esattamente così.
Appena messo piede in terra francese, avevo capito che molte cose nella mia vita sarebbero cambiate e io non avrei potuto farci nulla: non era più tempo per delle mega-feste in piscine di ville principesche, non era più tempo per lustrini e di pon-pon, non era più tempo di nascondermi dietro i miei occhialoni da sole e decidere, con aria annoiata, cosa fosse da considerare di moda quella settimana. Era il tempo di cambiare! Non potevo essere un’americana in eterna vacanza, dovevo ripartire da zero e ricostruirmi passo dopo passo, dimenticare chi ero stata e come girava il mondo quando la stella più luminosa del firmamento ero io. Era arrivato il momento di crescere.
Sto tornando a casa.
Non ho raccontato a nessuno del mio arrivo, nessuno a parte Brenda e Kelly, logicamente.
Erano le mie migliori amiche ai tempi del liceo, probabilmente le uniche vere amiche che mi ero concessa di avere, le uniche veramente sincere tra quella massa informe di ochette dalle voci stridule che avrebbero fatto di tutto pur di entrare nelle mie grazie e godere anche loro dei privilegi della popolarità, anche se solo riflessa. Ci sono persone che il destino mette sul tuo cammino per un motivo ben preciso, Brenda e Kelly rientrano in quella categoria: amiche sin dai tempi dell’asilo noi tre, siamo sempre state inseparabili, ed era bastato poco tempo affinché il liceo divenisse il nostro regno indiscusso.
Le mie labbra si inarcano leggermente per un sorriso colmo di nostalgia al ricordo di quei giorni passati, la mia mente mi riporta ancora una volta indietro nel tempo, in quei lunghi corridoi della scuola a cui noi tre riuscivamo a dare un tocco di colore; li attraversavamo indossando, con fierezza, le divise della squadra, camminavamo ondeggiando i fianchi con fare sinuoso facendo attenzione ad occuparne giusto il centro di essi intralciando il passaggio agli altri studenti e canalizzando su di noi tutte le attenzioni. Nessuno poteva ignorare il nostro passaggio, tutti, inservienti compresi, restavano incantati a fissarci cose se fossero vittima di chissà quale sortilegio. Sorridevamo soddisfatte incrociando i nostri sguardi, il leggere le emozioni impresse su quei visi imbambolati ci donava un senso di potere che aveva un non so che di afrodisiaco. Ammirazione, desiderio, soggezione, invidia, gelosia. Pochi istanti, centinaia di emozioni differenti. E ogni mattina una vittima diversa per il solo gusto di affermare la nostra indiscussa supremazia: noi eravamo il top, gli altri solo sciocchi effetti collaterali.
Storco il naso al pensiero di questa fetta del mio passato ora che ho imparato a guardare il mondo con gli occhi di un effetto collaterale, come sbiadite fotografie rivedo gli occhi lucidi di quelle ragazze che avrebbero fatto di tutto per compiacermi e che io, acidamente, mi divertivo a distruggere per il solo gusto di farlo. Un peso compare sul mio stomaco.

Sto tornando a casa.
Ormai ci siamo. Guardo fuori dal finestrino, le luci della città si fanno sempre più vicine, sento il mio stomaco stringersi come se un pugno mi avesse colpito in pieno, non saprei dire se è il vuoto d’aria causato dall’atterraggio o l’emozione che si schiude dentro me. L’aereo traballa un po’ prima di fermarsi del tutto.  Guardo un’ultima volta fuori dal finestrino le luci ormai nitide dell’aeroporto, mi concedo un lungo sospiro prima di slacciare la cintura di sicurezza e lasciare il mio posto.
“Sono tornata!”

In realtà, non credo ci metterò davvero mano;
ma mi piace l’idea di averci pensato.

Pensieri Sparsi

Promozioni Domenicali.


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E’ domenica e sono sveglia già da due ore….quindi a voi tocca il mio iper attivismo!!!
Promozione domenicale per chi ancora non ha letto la storia di Chris, Desy e del piccolo Christian.

Trama: Desy McKay possedeva tutto ciò che una ragazza avrebbe potuto desiderare dalla vita: bellezza, intelligenza, ricchezza ed un fidanzato altrettanto ricco e famoso che avrebbe fatto di tutto pur di vederla felice; a sue spese ha dovuto però imparare quanto una telefonata ed una brutale menzogna bastino per stravolgere totalmente la vita.
Sono passati anni da quella telefonata e la vita di Desy non potrebbe essere più diversa da quella di prima. Una ragazza madre che lavora come cameriera cercando di far quadrare i conti a fine mese con il peso di quella menzogna sulle spalle.
Ma cosa succederà quando il passato busserà di nuovo alla sua porta presentandole il conto?

SOLO OGGI IN PROMOZIONE A 99 CENT SOLO SU AMAZON.

Conoscete Book Blogger che potrei contattare per segnalazioni varie ed eventuali?
Siete Book Blogger? Avete idee su come potrei promuovere il mio libro?
* In cerca di nuove idee…intanto porto a passeggio il cane *

Pensieri Sparsi

Eclisse: 700 volte grazie!!!


Porca paletta, 700 sono davvero tanti e due mesi scarsi sono davvero pochi, non credete? Certo non sono cifre da capogiro, forse scrivere un post per un traguardo del genere è troppo auto celebrativo, forse…Oh al diavolo, dopo una settimana pesante come quella che ho appena avuto ho davvero bisogno di ricordarmi che: Yaaay, sono stata brava in questa cosa almeno.

Sto diventando noiosa, me ne rendo conto ma poco mi importa, ma davvero non riesco a crederci! Immaginate di fare un qualcosa che per voi è semplice come respirare, una di quelle cose che fate con una semplicità disarmante, e trovare gente a cui piace come voi lo facciate.
Insomma, a quanti di voi hanno mai detto:
Cavolo, come respiri bene! Oh guarda, cammini davvero una favola.

Per me raccontare storie è esattamente come respirare. Ero solo una bambina quando tediavo i miei genitori ogni volta che ci mettevamo in macchina con la mia versione della storia della rana dalla bocca larga, probabilmente ancora la sognano di notte questa benedetta rana e le sue mirabolanti avventure. Potevo parlare per ore senza avere bisogno di pause per ricaricare la fantasia, ero un vero e proprio incubo, lo ammetto.

Mettere nero su bianco i miei deliri mentali, i miei mondi interiori, gli scenari della mia fantasia è come raccontarvi la mia storia; semplice come dirvi il mio nome e cognome.
E’ per questo che sapere che 700 persone hanno avuto voglia di leggere le mie parole mi sconvolge, è come se 700 persone avessero deciso di vedermi respirare e, forse, sono davvero brava a farlo.

So che avete imparato a memoria che Eclisse lo trovate su Amazon e sul KoboBooks; ma lo ripeto per chi ancora non lo sapesse…in fondo se voglio sfiorare gli 800 da qualcosa devo pur iniziare no?

Infine, questo post è un semplice grazie per chi ha scelto di passare del tempo con me attraverso le mie parole. Un grazie per chi mi ha supportato e, spesso, anche sopportato nei miei deliri peggiori. Un grazie per chi mi ha incoraggiato, chi ha creduto che io avessi le capacità per mettermi in gioco, per chi ha creduto in me prima che iniziassi a farlo io.
E’ un grazie a tutti voi che mi leggete anche qui in questo mio piccolo angolo di mondo.

Pensieri Sparsi

Ebook a 99 cent!!! Che fai non lo leggi???


Yaaaaaaay!!!

Torno a gioire con voi: Eclisse è giunto ai suoi 500 downloads!!!
E' per questo motivo che, solo per questo pomeriggio, 
lo trovate in promozione a soli 99 centesimi.
Non avete più scuse per non leggerlo!!!

Pensieri Sparsi

E Kobo sia!!!


Lo ammetto, probabilmente mi sto lasciando prendere dall’entusiasmo, e mi faccio tenerezza da sola per questo, ma, dopo essermi fatta affascinare dallo scenario offerto da Amazon per quanto riguarda il mondo self publishing, ho deciso di provare a fare un altro piccolo passetto per far conoscere il mio piccino.

E’ per questo motivo che, rullo di tamburi, vi comunico che da oggi è possibile acquistare Eclisse anche sullo store dedicato ai possessori di Kobo [esattamente qui].

Sono emozionata nell’iniziare questa esperienza in un nuovo store, sto imparando a mettermi in gioco mettendo da parte le mie ansie e, anche se non potete averne idea, è anche grazie a voi che mi leggete in questo mio angoletto di mondo e, per questo, vi ringrazio.

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Se vi va di leggerlo, attendo un vostro parere sincero; se avete voglia di aiutarmi, spargete la notizia. Non mi reputo una scrittrice, ma sono così affezionata alla storia di Desy e Chris che credo valga davvero la pena leggerla.

Grazie.

Pensieri Sparsi

Eclisse ed Amazon!


Avevo fatto una promessa a me stessa, prima ancora che agli altri:
questa volta avrei portato una cosa a termine; questa volta ci avrei creduto io per prima.

Ho tergiversato, cercato scuse, mi sono nascosta dietro a ragionamenti assurdi anche a me stessa ma, alla fine, mi sono fatta violenza e mi sono costretta a mantenere quella promessa.

E’ questo il vero motivo per cui sono qui a parlarvi di Eclisse, il racconto [chiamarlo romanzo mi sembra ancora una cosa troppo grossa] che oggi mi sono decisa a pubblicare su Amazon.
E’ una storia a cui sono affezionata, una di quelle IMG-20150525-WA0001 (1)storie scritte quasi di getto e poi conservata per anni in un cassetto, una di quelle storie che vorresti condividere con chi ha la pazienza di dedicarti del tempo.
Non farò una recensione del mio stesso libro, probabilmente finirei per dare pieno spazio alle mie paranoie e a convincervi a cercare altro; se siete qui è perché mi avete conosciuto attraverso le parole del mio piccolo spazio virtuale…se avete voglia di conoscermi meglio attraverso le parole del mio racconto potete farlo qui:

Eclisse di Angela Maisto

La copertina [che io adoro] è opera della mia favolosa grafica di fiducia Giada Savio, a cui non smetterò mai di dire grazie per avermi assecondato in questa cosa [e in tutte le altre].

Il racconto è acquistabile sullo store di Amazon, non è necessario possedere un Kindle per il download, il sito è dotato di un’apposita App sia per dispositivi Ios che Android che consentono una facile gestione dell’acquisto, del download e della lettura.

Non mi resta che augurarmi in bocca al lupo per quest’avventura, sperando che qualcuno di voi, magari incuriosito dal mio blog, avrà voglia di leggermi e di dirmi cosa ne pensa della storia a cui le mie dita hanno dato vita.