Pensieri Sparsi

Consigli per la gestione della rabbia, ne abbiamo?


Ho bisogno di sapere di non essere la sola!

Ho bisogno di sapere che li fuori c’è qualcuno che ha il mio stesso problema; ho bisogno di sapere che la rabbia è un ospite indesiderato ed ingestibile ovunque, non solo quando bussa alla mia porta.

Perché ci sono dei giorni che, porca di quella miseria, è davvero complicato riuscire a non commettere un omicidio; quei giorni in cui mi genera un moto d’ira anche semplicemente il respiro di chi mi sta accanto. Non è una bella cosa, eh.

Sono quei giorni in cui, senza neanche stare a dirlo, ti ritrovi in macchina con il demente di turno che ti taglia la strada o il gruppo di ciclisti che di camminare il linea assolutamente non hanno idea di come si faccia; ti ritrovi a ricevere messaggi che hai bisogno di leggere e rileggere più volte per evitare di rispondere con un’acidità tale da far impallidire persino lo yogurt; ad ascoltare frasi che risuonano come sirene fastidiose alle mie orecchie…a vedere il mondo come fa un toro quando vede rosso.

Voi come affrontate questi momenti? Come gestite la rabbia? #CersasiConsigliDisperatamente

Pensieri Sparsi

Voi affidereste la vostra vita nelle mani di qualcun altro?


Non molto tempo fa mi è stato detto che una delle soluzioni per imparare a stare davvero meglio sarebbe quella di imparare a fidarsi degli altri. Fidarsi realmente. Impregnarsi di quella fiducia che, per capirci bene, ti pervade l’essenza fino ad infiltrarsi nel profondo, fin dentro alle ossa; quella fiducia che ti porterebbe a saltare ad occhi chiusi sicuri che, in fondo al burrone, ci sia qualcuno pronto a prenderti a qualunque costo. Quella fiducia che ti fa chiudere gli occhi, poggiare la mano in quella di un altro e seguire, senza paura, i suoi passi; senza porsi domande, senza sentire angoscia. Una fiducia che esiste solo nei film adolescenziali. E forse neanche più di tanto.

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Io di questa fiducia non sono stata dotata dalla nascita e, volendo essere onesti fino in fondo, non ho mai capito dove si potesse acquistare; non che ne volessi fare una grande scorta ma provare, anche solo per un pò, come ci si possa sentire a fidarsi completamente di qualcuno non mi avrebbe in alcun modo arrecato dispiacere. 

Probabilmente quel tipo di fiducia non è per tutti, non sarebbe un dono così speciale, in effetti, se lo fosse. Perché un dono innato, no? Non è qualcosa che si può imparare, giusto? Perché personalmente in 30 anni non ho capito neanche da dove iniziare.

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Non che chi mi circonda mi rendi tutto più semplice. Anzi.

Delusione dopo delusione, ho capito che la fiducia è sopravvalutata. 

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio come stile di vita. 

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Ma voi potreste darmi realmente torto?

Vi ricordate la storia dello Spritz? (Se volete rinfrescarvi la memoria, fate un salto qui). Oh, se non fosse già un esempio lampante di cosa voglio dimostrarvi, dovrei decisamente raccontarvi di come sia continuata la storia; vi aiuterà a capirmi meglio, ne sono certa.

Normalmente alla delusione dello Spritz avrei reagito con rabbia, vomitando tutta la negatività di cui si era riempita la mia testa in quel momento; questa volta, però, ho agito diversamente: mi sono messa in disparte e ho osservato lo svolgersi degli eventi.
Devo davvero dire di non essermi meravigliata di come siano andate le cose?

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Insomma, dopo aver subito per giorni la solita tattica trita e ritrita del faccio finta di nulla, magari si dimentica che è arrabbiata e andiamo avanti come se non fosse accaduto nulla (vi sembro davvero persona con cui potrebbe mai funzionare una cazzata del genere?) è arrivato il solito messaggio:
mi sono accorta che non ci sentiamo, mi manchi.

Normalmente, a questo punto avrei fatto notare l’ilarità del momento; perché dopo aver affermato fin troppo candidamente quanta difficoltà avessi ad affrontare le mie giornate probabilmente avrei avuto bisogno del supporto di un’amica e non della banale superficialità che mi era stata riservata; eppure al leggere che i suoi impegni le impedivano di comunicare con me ho risposto con distaccata educazione: Non ti preoccupare, sono cose che succedono.

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A questo punto, e vi prego davvero di illuminarmi, come pensiate sia proseguita la cosa?
Ovvio, l’amica dello Spritz è sparita. Totalmente. Puff. A quanto pare sono davvero brava a fare magie, decisamente più di quanto lo sia a lasciar correre le cose. Dopo giorni di silenzio, infatti, ricascando io stessa nelle solite dinamiche, ho domandato se fosse stato proprio il mio non ti preoccupare a fornire una sorta di lasciapassare per l’abbandono; ho così scoperto di aver dato una risposta di merda proprio con quel non ti preoccupare.

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Insomma, preso atto, tanto per cambiare ,che sbaglio io aspettarmi empatia quando parlo con le persone, sono stata liquidata in poche battute perché al momento sono isterica per cose mie e non voglio essere cattiva, non lo meriti tu e ne la nostra amicizia. 

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Ovviamente le sue cose sono passate ma l’effetto della magia deve essere più forte di quanto pensassi. Harry Potter, scansati.

Evidentemente la nostra amicizia un chiarimento non lo meritava. E alla fine va bene così. tenor

Vogliamo davvero ancora parlare di fiducia qui?

 

 

Il Salotto di Angel ★

Il Salotto di Angel ★ #1


Sono una pessima padrona di casa!
Dopo tante moine per invitarmi nel mio Salotto, vi ho lasciato sull’uscio di casa ad attendere di entrare per troppo tempo.1433194460-kept-waiting-hp

È tipico di me, lo stupore, come reazione, non è neanche minimamente contemplabile; se avete un po’ di pazienza vi accompagno per mano a fare un giro nei meandri della mia testolina contorta.
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Immaginare di trovarvi all’interno della mia testa, ovviamente popolata dagli esserini di Inside Out che lottano con il vecchietto barbuto di Esplorando il corpo umano per definire a chi sia stata affidata la leadership di tutto questo caos. Nel bel mezzo dell’ennesima faida tra Gioia e il Maestro, mentre di fatti mi stavo lavando i denti, è spuntata un’idea:
Potrei aprire un nuovo spazio sul blog: il Salotto di Angel. giphy22

Il suono delle sirene ha annunciato l’arrivo dell’illuminazione bloccando, di colpo, tutti i presenti: PERICOLO, PERICOLO! UNA NUOVA IDEA!! animation1

Gioia ha iniziato a saltellare per tutta la stanza [uhmm speriamo sia ben arredata] battendo le mani e lanciando gridolini striduli:

E’ un’idea fantastica. Sarà una cosa divertentissima! Piacerà a tutti!dworr_f-maxage-0

Disgusto ha storto il naso roteando gli occhi abbandonandosi ad un lungo sospiro:

Che schifo! E’ un’idea terribile.giphy21

Rabbia ha iniziato a scalpitare mentre un irruento fuoco è divampato sulla sua nuca:

Non abbiamo tempo. Non abbiamo bisogno di altri impegni, di altre scadenze. Dobbiamo distruggere quel maledetto blog. t6bkht

Paura si è nascosto di corsa in un angolino riparato, ranicchiato in posizione fetale, ginocchia al petto mentre terribili tremori hanno iniziato a pervadergli tutto il corpo:

E’ pericoloso. Un’esposizione del genere potrebbe finire per farci male. Aiutooooo!!!635982446934756418-1674077008_tumblr_nr3mx0s5va1swhyllo3_r1_500

Tristezza, ancor prima di capire le reazioni degli altri, si è accasciata a terra abbandonandosi al suo oblio:

E’ un’idea terribile, non piacerà a nessuno. Non badate a me, lasciatemi qui a soffrire e lagnarmi. Soffro troppo per rialzarmi.tumblr_ns5x2svxmj1u7n54ro1_500

Il Maestro, ignorando totalmente l’intera faccenda, è tornato immediatamente a concentrarsi sull’ennesima colonia di virus che sembra aver preso di mira il mio sistema immunitario, lasciando i bambini a fare giochi da bambini [e sei un pò un vecchio di m…. eh] lavandosi totalmente le mani dalla pungente questione.1280x720-ebt

Come avrete ben notato, alla fine è stata Gioia a prendere in mano le redini e a decidere, senza pensarci poi così tanto, che poteva essere sicuramente una buona idea e, con un sorrisino irriverente sulle labbra, ha digitato il post con cui vi ho invitato nel mio fantastico Salotto.oozx1_f-maxage-0

Si ma dopo tutto questo blaterare, nel Salotto ancora non ci siamo entrati!?!
E pure voi avete ragione! Il punto è che Paura e Tristezza devono aver legato e imbavagliato Gioia insediandosi nella cabina di controllo, mentre Maestro ancora cerca di preservare il mio sistema immunitario, e hanno iniziato a rimpire la mia mente con i loro pensieri.
Hai visto quanta gente ha risposto?
E adesso che ti inventi?
Penseranno tutti che questa storia è una cazzata pazzesca.
Nessuno leggerà più il tuo stupido blog.

Non hai argomenti interessanti.

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E’ sempre lo stesso processo:
Penso sia una cazzata pazzesca e nessuno mi darà credito: la faccio!
La gente mi da credito: vado in panico e mi blocco.

Tutto nella norma insomma. Che bella cosa la mia testolina. 764045

Ma voi siete ancora sull’uscio di casa mia, o forse non più dopo tutto sto poema insensato, e sarei estremamente maleducata se non vi facessi entrare; i pasticcini sono pronti, la cioccolata calda è sul fuoco [per chi mi aveva chiesto le birre, quelle sono già al fresco nel frigo insieme alla scorta di patatine] e, in realtà, la testa mi brulica di domande per voi.

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Istinto o razionalità? A cosa date ascolto quando avete bisogno di prendere una decisione, importante o meno che essa sia?

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Ho bellamnte scartato la domanda che mi frullava in mente quando ho deciso di dare vita a questo nostro spazio, perchè dopo tutto questo sproloquio credo che la domanda più corretta da porre oggi non potrebbe essere diversa.I giri della mia mente ve li ho raccontati, volendone fare una sintetica analisi [lo so che uso la parola sintetica in modo impreciso ma voi provate sempre a contestualizzarla con la mia essenza] credo che, quando ho bisogno di prendere una decisione, potrei definirmi un perfetto mix tra razionalità e istintività.

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Non vedo l’ora di leggere le vostre risposte.

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Ps: Ho trovato particolamente interessante questo post sulle decisioni e lo scrivere, magari potreste dargli un occhio anche voi.
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NoSense!


Che questo fosse il blog di una psicopatica lo suggerisce lo stesso titolo, motivo per cui non credo vi stupisca più di tanto il senso sconnesso con cui, ultimamente più che mai, stanno comparendo i post in questo spazio.
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Tristezza e malinconia si alternano a ricordi e speranze; rabbia e solitudine fanno a cazzotti con la sciocca leggerezza di post come questo che man mano sta prendendo forma sotto le mie dita.
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E’ il 27 Dicembre e, probabilmente per la prima volta in tutta la mia vita, sono rilegata in questo triste ufficio invece di essere impegnata nel rafforzare il profondo legame instaurato con il divano di casa mia e quei film natalosi che tanto hanno segnato la mia infanzia/adolescenza.

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E mentre tutto il mondo di Facebook sembra stia passando la giornata a mantenersi la pancia troppo rimpinzata nei giorni passati, non riesco a non avvertire un profondo senso di tristezza per questi giorni ormai trascorsi  e per la presa di coscienza di non aver mangiato uno dei pochi dolci di cui sono davvero ghiotta: gli Struffoli di mia mamma; in questo Natale non Natale, tra le troppe cose a cui pensare, non c’era assolutamente tempo, e voglia, da perdere per realizzare quelle piccole e dorate palline di felicità.
[Si, mi sono mancati proprio assai questo Natale, così tanto da diventare poetica]

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E’ il 27 Dicembre e non so ben spiegare perchè continui a risunarmi nella mente un verso di una vecchia canzone di Daniele Silvetri:
…la panacea di tutti i mali è la distanza…
Era stato il titolo del mio Fotolog nel lontano 2007 [Promemoria: mai cercare gli anni di uscita delle canzoni che risuonano nella mente, scoprire che non siano esattamente di qualche anno fa lede nuocemente alla salute] quando era risuonato illuminate e forse profetico alle mie orecchie.
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Allontanati da quello che non ti fa bene!
Non mi sembrava un consiglio così difficile da seguire in quel periodo…ma come canta Alice:
Io mi so dar ottimi consigli,
Ma poi seguirli mai non so
E per questo nei pasticci spesso son.
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Mi sono persa io stessa nel vortice dei miei pensieri in questo post senza capo ne coda; non so se qualcuno mi abbia accompagnato in questo viaggio sconnesso in sentieri di parole che non era mia intenzione esplorare.
E’ il 27 Dicembre e sono a lavoro [ormai per poco ancora]…volevo solo una distrazione…
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Posso avere questa distrazione?
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Sono arrabbiata!


Non avrei potuto elaborare un titolo migliore per questo post neanche se mi ci fossi impegnata con tutte le mie forze; sento le parole che fanno a gara per essere liberate dalle mie dita con quella stessa foga e irruenza che sento scombussolarmi dall’interno. Le dita battono frenetiche sulla tastiera, quasi sfuggendo al mio controllo. Non riesco a filtrare i miei pensieri, non voglio farlo. Non mi importa della forma e della grammatica a sto giro, mi interessa solo tirare fuori tutto quello che mi sta esplodendo dentro in questo giorno in cui l’unica sensazione che riesco a provare è un’estrema, ed estenuante, rabbia.

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Sono arrabbiata!
Con me stessa, con gli altri, con il mondo da schifo in cui viviamo e, soprattutto, con la stupidità umana che rende il tutto sempre più complicato; come se la vita di per sè fosse questa passeggiata di salute, come se servisse quel maledetto carico da 90 a rendere le cose più pesanti di quanto già sono, come se non bastasse il destino, Dio o chissà chi, a giocare con le nostre vite e testare il grado di sopportazione di ognuno di noi.

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Sono arrabbiata!
Perchè sento che dovrei essere altrove, avrei il diritto di essere altrove in questo momento, o quanto meno più tardi, ma sono bloccata in un posto che odio, con gente che pian piano sto iniziando a detestare, e nonostante abbia la consapevolezza sia ancora solo per poco non riesco a non sentire astio ogni qualvolta la loro voce giunge alle mie orecchie.

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Sono arrabbiata!
Perchè anche quando la vita ci dimostra la sua labilità ci sono uomini che si aggrappano a stupidi rancori e ad arcaici orgogli riuscendo a trasformare situazioni già terribili in qualcosa di emotivamente atroce; sono arrabbiata perchè non riesco a controllare il rancore che mi si crea dentro che fa a cazzotti con quello spirito natalizio che quest’anno già fatico ad avvertire rendendomi internamento più verde e piena di astio del Grinch.

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Sono arrabbiata!
Perchè trovo assurdo che all’alba del 2017 basta una foto abbracciata ad un ragazzo per far creare delle vere e propie soap opera a riguardo; perchè trovo ridicolo che ci sia gente che pensi che sia fidanzata con un capitano di marina e che il mio capitano sia alto, bello, biondo e con gli occhi azzurri. E trovo irritante dover sopportare battute sul mio ipotetico fidanzato qualcosa tipo ogni giorno, più volte al giorno; perchè trovo degradante la concezione che se una a 32 anni non ha uno straccio di fidanzato deve essere per forza a caccia o bisognosa di affetto o semplicemente talmente allupata da sentire il bisogno di puntare gli occhi su ogni elemento dotato di cromosoma Y.

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Sono arrabbiata…perchè odio essere così arrabbiata!
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Perepè qua qua, qua qua perepè


There are people who say what you wanna hear
Even on a rainy day, they’ll tell you the sky is clear

Non mi è mai piaciuta questa canzone, eppure sono giorni che il mio lettore mp3 continua impertinente a riprodurla mentre sono in macchina; per quando la skippi praticamente al suono delle prime note queste parole continuano a tormentare la mia testolina procurandomi un certo fastidio.

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Perché ci sono quelle persone che sanno sempre esattamente cosa l’altro voglia sentirsi dire e poi ci sono io che credo che dire la verità sia la migliore soluzione anche quando questa possa scontrarsi con i pascoli verdi e gli unicorni che vomitano arcobaleni di cui ci si popola la mente pur di non vedere la verità.

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Non era questo il tema di questo post, ma i due antistaminici che in corpo stanno iniziando a fare effetto e le parole escono a fatica seguendo un vero senso logico; potrei cancellare il tutto e rimandare a domani ma sarebbe così poco da me imbrigliare i pensieri a favore della logica quindi continuerò il mio delirio ignorando che qualcosa possa leggerlo e decidere di chiamare la neuro per farmi rinchiudere in una cella di isolamento.
Ricorda che hai promesso di fare la brava e di non uccidere nessuno che tanto non ne vale la pena.

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E voi preferite gli unicorni o la verità?

 

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A me le persone non piacciono!


Mi ero ripromessa che avrei riscritto in questo spazio solo quando avrei avuto nuovamente qualcosa di carino da dire, quando sarei stata capace di fare un post divertente o quanto meno spensierato; mi ero ripromessa che non avrei dato vita alla mia LagnoLandia personale [sapete quanta dedizione ci vuole per creare una città dal nulla?].Non sto tenendo fede a quella promessa!
La sto infrangendo con me stessa, ma, in realtà, come se la stessi infrangendo anche con voi! Ne sono consapevole, eppure stasera non posso farne a meno!Sono arrabbiata, credo di esserlo da giorni…credo di esserlo sempre un poco in più!
Non conosco il motivo scatenante di questo istinto omicida che mi accompagna da giorni, ma conosco benissimo le aggravanti: le persone!!!A me non piacciono le persone!
Io odio le persone! Odio, odio e odioooo!!!

  • Odio le persone che fanno rumore quando mangiano.
  • Odio le persone che mi parlano quando non ho voglia di ascoltare.
  • Odio le persone che tirano su con il naso [prima o proprio il cervello vi imploderà e li saranno cazzi].
  • Odio le persone che si rimangiano le parole dette.
  • Odio le persone saccenti, arroganti e stolte.

  • Odio le persone che mi fanno ripetere le cose più di due volte.
  • Odio le persone che non danno credito alle mie parole, per poi finire per darmi ragione ma senza ammetterlo.
  • Odio le persone che si comportano da stronze e poi ti chiedono se è uno dei tuoi momenti.
  • Odio le persone che ti chiedono un parere ma in realtà non lo vogliono ascoltare.

  • Odio le persone che credono di essere il centro del mondo.
  • Odio le persone che mi costringono a fingere che mi importi.
  • Odio le persone che mi interrompono mentre sto guardando un telefilm.
  • Odio le persone che ridono per nulla.

  • Odio le persone che non rispondono al telefono quando sono io a chiamare.
  • Odio le persone che mi raccontano la loro agenda come se a me potesse importare qualcosa.
  • Odio le persone che mi intasano il cellulare di notifiche.
  • Odio le persone che credono di conoscermi ma di me non hanno capito un cazzo.

Odio le persone che….esistono.

Pensieri Sparsi

Rubatemi le caramelle!!!


So benissimo che, visto il giorno, state aspettando con ansia un post delirante su quanto io odi questo maledetto lunedì, ed è proprio per questo motivo che potrei decidere di stupirvi…o forse no!

La verità è che mi ero messa al pc per scrivere tutt’altro, ho in mente un paio argomenti su cui delirare allegramente con voi, ma la mie mente e le mie dita hanno deciso di iniziare a scrivere tutt’altro, strano eh? Non accade praticamente mai!

E’ da stamane che, probabilmente per rendere questa giornata meno amara, mi ritrovo a rimpinzarmi di caramelle, quelle piccole e gommose, colorate e zuccherose, quelle che le guardi e sorridi semplicemente pregustandone il sapore.
Avevo davvero bisogno di zucchero, magari meno di diabete e carie varie ed eventuali; avevo bisogno di addolcire i pensieri di questo lunedì che, passato il mal di testa e la crisi isterica da rumori fastidiosi che mi rimbombavano nel cervello, tanto male alla fine poi non è stato.

In fondo, basta un poco di zucchero e la pillola va giù, e io avevo bisogno della dolcezza di quelle invitanti caramelle a forma di stellina mentre i miei pensieri inciampavano in quelle riflessioni dal retrogusto amaro che affollano la mia mente da un pò di giorni a questa parte. Non saprei realmente dare un nome a quelle sensazioni fastidiose ferme alla bocca del mio stomaco, quelle che mi fanno passare dall’isteria alla rabbia, passando per una malsana euforia, come se fossi seduta comodamente su un’altissima altalena.

Non sono triste, se lo state pensando; forse arrabbiata, probabilmente delusa…o forse ancora sento che dovrei esserlo se solo mi importasse davvero qualcosa. So solo che, in questo particolare momento della mia vita, gli stimoli esterni invece che spronarmi mi ansiano; che le decisioni mi ansiano; che le risposte mi ansiano e le domande pure. So che ho difficoltà a mettere insieme le parole come vorrei, o forse ho deciso di vedere difficoltà dove non ci sono solo per la mia solita pigrizia. So che queste frasi buttate a caso, forse, realmente hanno poco senso anche per me…figuriamoci per voi.

E, infine, so che mi piacciono le caramelle anche se fanno male, anche se so che fanno male e la loro dolcezza è solo un palliativo per il male che potrei sentire dopo se qualcosa andasse storto. Perché non riesco a smettere di pensare che qualcosa potrebbe andare storto? Perché c’è sempre qualcosa che va storto, prima o poi.

Rubatemi le caramelle, ve ne sarei grata.

Pensieri Sparsi

Urlare è terapeutico!


Quando a 19 anni sono stata mollata da quello che credevo il grande amore della mia vita [povera e tenera pazza] alcuni amici di quel tempo mi portarono in riva al mare. Era una sera d’inverno, l’aria era pungente e salata; non avevo posto molte domande sui programmi della serata, non ponevo molta attenzione a quello che mi accadeva intorno in quel periodo persa come ero nella mia disperazione. Non avevo mai pianto con loro, non avevo mai ammesso a voce alta quanto mi sentissi morire dentro in quei giorni. Non credevo possedessero i mezzi giusti per comprendermi.

Mi sbagliavo. Giunti di fronte al mare scuro increspato dal vento, mi avevano accompagnato soddisfatti lungo la riva posizionando il mio sguardo verso l’infinito. Mi ero sforzata di sorridere chiedendo cosa stessimo facendo.
“Urla!!!”

Avevo scosso la testa, cercando di scacciare la convinzione di aver iniziato a frequentare un gruppo di pazzi, magari strafattoni, senza essermene accorta; avevo provato ad indietreggiare ma le loro mani tese mi avevano bloccato posizionandomi nuovamente di fronte il mare nero e sempre più arrabbiato.

“Siamo venuti qui per farti urlare!”
Avrei riso di gusto, avessi solo ricordato come fare. Mi sono limitata a guardarli sconcertati: io non urlo! Siete matti!

“Urla. Grida quello che senti dentro contro le onde del mare, sovrasta il loro rumore con la tua voce. Urla. Tira fuori quel dolore che ti sta uccidendo, sputa quelle parole che stai reprimendo. Smetti di stare in silenzio, smetti di essere educata nel tuo stare male. Urla contro il mare, lascia che il vento porti via le tue parole, lascia che il rumore assorba il tuo dolore. Chiudi gli occhi e urla.”

Non avevo abbastanza forza per esprimere il mio dissenso, avevo lasciato fluire flebilmente la mia voce, i miei pensieri. Quasi un sussurro sempre più forte, ancora più forte…un urlo contro il mare.

Gli occhi velati di lacrime, il fiato corto e la gola in fiamme. Mai in vita mia avevo urlato così tanto…mai in vita mia mi ero sentita così leggera. Il dolore non era sparito, quello ci ha messo un bel pò ad andare via, ma il soffio del vento, al rabbia del mare e le mie parole urlate nella notte  avevano tirato fuori quelle emozioni moleste che mi stavano spegnendo lentamente.Ieri ho urlato!!!
Non avevo una distesa di mare arrabbiato di fronte a me, ma un gruppetto di ragazzetti che mi stavano il giardino di casa vecchia. Ho urlato la mia rabbia e sfogato la frustrazione dei giorni passati, ho tirato fuori tutte le parole che diplomaticamente avevo rinchiuso dentro. Ho urlato forse più per me che per loro [4 calci in culo non sarebbero sufficienti a raddrizzargli la schiena]…e non potete immaginare quanto mi sia sentita leggera dopo.

Le parole non vanno imprigionate!!!
Urlate alla vita!!!

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Consigli per non piangere ne abbiamo?


Essere una persona emotivamente instabile è una grandissima fregatura, passare dall’essere una terribile stronza all’essere una frignona senza precedenti equivale ad essere legata stile salamino sul vagone delle montagne russe subito dopo aver ingerito l’intero cenone di Capodanno;  in giornate simili a quelle di ieri potrei, senza troppe complicazioni, risolverei la piaga della siccità africana nel giro di pochissime ore.

Il vero problema non sono le lacrime in sé, voglio dire ho sempre creduto fermamente che piangere sia estremamente catartico e per questo motivo decisamente utile, soprattutto per persone ansiose come me; il vero dramma è il non riuscire a controllare tempi e luoghi in cui le mie maledette lacrime decidono di irrigarmi gli occhi.

Piangere da sola in camera annegando la mia melodrammaticità in dolci e patatine è un conto, sentire le guance bagnarsi come se ci fosse una perdita incontrollata da qualche parte più su del mio naso.
Tu sei li che cerchi di continuare a parlare, cerchi di controllare il pizzicorio al naso, di non sbattere le palpebre, di non fare assolutamente nulla e boom loro iniziano a sgorgare in maniera incontrollabile e tu vorresti solo prendere la tua bella testolina e sbatterla al muro fino a che non riesci a riprendere il controllo dei tuoi stupidi occhi, fino a che quel ridicolo singhiozzo che ti scuote dall’interno non diventi uno sbiadito ricordo.La parte peggiore del tutto? Riuscire a spiegare al mondo che ti osserva pensando povera pazza che tu, in quel preciso istante, preferiresti prendere fuoco come un vampiro al sole piuttosto che mostrare in quel modo plateale le tue debolezze, spiegare a chi ti osserva, con aria di chi non potrà mai capire la tua reazione, che quelle lacrime sono rabbia e frustrazione, emotività e ansia, un mix di stupide sensazioni che fanno a cazzotti con tutte le tue imposizioni mentali.

Consigli per riuscire a gestire la situazione?