Pensieri Sparsi

Perdonatemi, è lunedì.


E’ lunedì mattina.
E so benissimo che non serve che ve lo ricordi io in quanto tutti siete dotati di calendario e orologio utili per collocare gli avvenimenti nel giusto arco temporale.
Mi sono accorta che è davvero tanto che non mi lamento per la mia avversione verso questo giorno, sia mai iniziaste a pensare che abbia iniziato a starmi a genio.
Non dire blasfemia, grazie. 

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Insomma, è lunedì mattina e, in preda ad un insensato, e quanto meno insolito, attacco di iperattività ho praticamente già fatto tutto che avevo programmato di fare durante questa giornata in ufficio e adesso mi ritrovo combattuta tra la non voglia di fare delle noiose scansioni e la voglia di fingere di leggere documenti importanti leggendo il seguito di Io prima di te, il tutto condito dal costante senso di fame e il desiderio di rimpinzarmi di patatine. Intanto, fingendo di aggiornare dei documenti [che in realtà ho già mandato pure in stampa] sono qui a blaterare parole a caso per il mero gusto di farlo.

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E’ lunedì mattina ed io sono reduce da un bel weekend, di quelli fuori porta ma comunque a casa, di quelli con le amiche che, seppur lontane, sono parte della mia quotidianità. Un weekend fatto di sorrisi e fotografie, di musica e lacrime di commozione, di abbracci e facce buffe, di un meraviglioso concerto inaspettato e della tenerezza di essere simili; un weekend fatto semplicemente di quel noi che serviva per smorzare la malinconia, per assopire quel triste gusto nostalgico che caratterizza le mie giornate da quando sono tornata a casa dal mio viaggio della vita, per smettere di pensare che probabilmente sarò ormai vecchia quando potrò nuovamente perdermi in un abbraccio di NC.

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 Insomma era palese a tutti, a me per prima, che avessi davvero bisogno di ricaricare le pile e, nonostante il sole abbia deciso che il mio colorito debba restare sul grigio chiaro andante e si sia quindi nascosto per tutto il weekend impedendomi di confrontarmi nuovamente con la temuta prova costume, direi che non posso assolutamente lamentarmi [strano, ma vero].

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Resta il fatto che oggi è lunedì e il primo pensiero della giornata è stato:
quanto manca esattamente al momento in cui potrò tornare a letto e mettermi a dormire?
Seguito a ruota dalla domanda che mi accompagnerà fino a venerdì:
quanto manca al weekend?

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Credo sia ancora tutto troppo lontano.

Pensieri Sparsi

Ricorda di mettere il costume da bagno in valigia!


Ero in macchina con delle amiche l’altro giorno, solite conversazioni futili e allegre che accompagnano quei giorni spensierati in cui quello della leggerezza è l’unico peso che si ha voglia di portare; la voce del navigatore flebile sottofondo alle canzoni a cui neanche stavamo prestando realmente attenzione. Si chiacchierava immaginando i giorni felici che ci attendono tra un pò, quelli che aspettiamo da circa un anno e che, al solo pensiero che manchi così poco, ci fanno tremare le gambe per l’ansia e l’emozione.

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Tutto aveva il dolce gusto della gioia fino a quando, con estrema nonchalance, è stata pronunciata la nefasta frase che, nonostante siano passati un paio di giorni, ancora risuona come una minaccia nella mia povera testolina:
Ricorda di mettere il costume da bagno in valigia!

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Sapevo che, prima o poi, sarebbe giunto il momento, semplicemente non ero pronta ad affrontarlo con tutto questo anticipo.
Siamo onesti, mentire non ci aiuterà in questo caso: nonostante i mille buoni propositi in cui ci rintaniamo a settembre, ogni anno si ripete la stessa tragedia.

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La verità è che, se ci ragionate bene, ne abbiamo colpa solo fino ad un certo punto, siamo vittime di un circolo vizioso dalla cui spirale malefica è complicatissimo venirne fuori.

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Ogni estate ci si guarda allo specchio con gli occhi pieni di lacrime di coccodrillo e lo stomaco ancora pieno della lasagna appena divorata, si notano tutti, e sottolineo tutti, i difetti che, fino a 5 minuti prima, avevamo ignorato di avere e, dopo una travagliata espiazione mentale dei propri peccati di sola, si arriva all’unica soluzione plausibile: l’accettazione.

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Quando è ormai troppo tardi per mutare la forma sferica assunta dal proprio corpo nel lungo periodo invernale e il costume da bagno sta scalciando dal cassetto in cui è riposto per essere portato finalmente a mare, ricordarsi di amarsi sempre e comunque (qualsiasi sia la propria forma) risulta essere fondamentale per non ritrovarsi a fissarsi i piedi sul bordo di un burrone interrogandosi su quanto farà male saltare giù.

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E’ un processo lungo quanto meno fino alla prima vera e propria abbronzatura perchè, si sa, il nero sfina e l’abbronzatura rende tutti più belli; una preoccupazione che sparisce tra un mojito ed uno spriz in compagnia quando i colori del tramonto e il luccichio del mare rendono tutto più magico ed etereo, quando la sagoma riflessa allo specchio diviene uno sbiadito ricordo di quando si era bianchicci e poco estivi.

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Puntualmente ci si ritrova a salutare l’estate ed il suo calore con la solita solenne promessa: il prossimo anno non mi troverai impreparata. 
Ci si crede veramente a quelle parole quando, con la mano sul cuore, le si pronuncia fissando il sole che tramonta portando via la spensieratezza dei giorni estivi; ci si crede a quella promessa fatta a se stessi di riuscire, almeno per questo nuovo anno, a non trasformarsi nella versione femminile di Winnie The Pooh durante i mesi invernali che sopraggiungeranno.

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Uno ci crede davvero; se non fosse che Settembre è troppo amico di agosto e del suo estivo tepore, ad Ottobre cosa vuoi che siano un paio di buste di patatine guardando le SerieTv che finalmente sono ricominciate, a Novembre ho bisogno di cibo perchè sta arrivando il freddo e mi mette tristezza.

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Vuoi iniziare la dieta a Dicembre? Hai dimenticato il Natale e tutte le calorie che pranzi e cenoni in famiglia ti costringeranno ad assumere? A Gennaio mica si possono cestinare i dolciumi delle calze portate dalla Befana, non diciamo eresia.

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Ovvio che, oltre mangiare meno, sarebbe carino provare a fare un pò di attività fisica per rendere il corpo tonico, ma la realtà dei fatti è che Febbraio è il mese più corto dell’anno, iniziare a mangiare meno o fingere di andare a correre a Febbraio mi sembrerebbe un’offesa bella e buona. A Marzo arriva la primavera, solo a me aumenta l’appetito e il senso di stanchezza? Aprile dolce dormire, non credo che bisogna aggiungere altro. Maggio

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Porca miseria: siamo già a Maggio?
Io non sono psicologicamente pronta a tutto quello che deve accadere.

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Non posso farcela.

 

Pensieri Sparsi

Primo giorno di mare


Dopo aver tediato l’esistenza a destra e a manca per la temutissima prova costume che quest’anno non avevo proprio il coraggio di affrontare, è arrivato il mio temutissimo primo giorno di mare.

Ammetto che il tempo grigio della scorsa settimana aveva confuso le mie ansie da prestazione, facendomi sentire libera di tornare a mangiare patatine anziché concentrarmi sul mio workout quotidiano [vedi Il workout diventa social]; motivo per cui la vigilia del mio debutto tra gli spiaggianti non poteva non assomigliare alla notte prima degli esami di maturità.

Ansia di non essere all’altezza, felicità per quello che verrà dopo.

E cosa si fa la notte prima di un esame? In maniera ossessiva si controlla che tutto sia perfettamente come deve essere, che tutto sia al suo posto, che tutto sia pronto per il maggior sostegno possibile. Non avendo penne e calcolatrici da controllare, forse, è stato tutto più semplice a questo giro:

  • Ceretta perfettamente eseguita ✔
  • Costume che non mi faccia sembrare Peppa Pig pronta a sguazzare nel fango. ✔
  • Infradito poco fighe per non ustionarmi i piedi ✔
  • Telo da mare super colorato che mi aiuti a ritrovare il lettino ogni volta che mi allontano dall’ombrellone evitandomi spiacevoli figure ✔
  • Occhiali da sole per coprire la faccia struccata ✔
  • Pinza o elastico per i capelli per il cespuglio che mi ritrovo in testa ✔
  • Burrocacao per non farmi seccare le labbra manco fossi una dispersa nel deserto ✔
  • Telefono carico, per fare le foto, postarle su facebook e far sapere a tutti che sono al mare ✔
  • Crema protezione 20 per evitare di ustionarmi…..qualcuno l’avrà portata, lo so.

La parte peggiore, forse più del tornare ad indossare il mio bikini, è stata la presa di coscienza del mio colorito bianco cadavere che, lo ammetto non con poco disappunto, poco si sposava con il vestitino giallo canarino che avevo scelto per l’occasione.

Eppure con il primo soffio d’estate rinunciare all’esplosione di colori per me è, a dir poco, impensabile. La sola idea di indossare un colore vivace rallegra la mia anima e fa risplendere la mia pelle [uhmm forse a farla risplendere è il suo pallore, ma sono dettagli]. Insomma, occhiali da sole e borsa da mare alla mano è arrivato il momento di varcare quella linea immaginaria che, finalmente, ci proietterà, anche solo per un giorno, nella nostra estate.

Un solo momento di esitazione, il vento del mare sul  viso e il sole sulla pelle, le risate contagiose della amiche…e poco importa se il mio sedere è poco tonico, se la cena di ieri sera ha chiesto il conto al mio girovita, se risplendo come un vampiro di Twilight al sole e i miei capelli al vento creano forme strane; poco importa se non spalmo la crema abbronzante come le fighe delle pubblicità e le imperfezioni del mio viso senza trucco le noti dalla prima all’ultima. Stendo il mio telo impasticciandomi con la sabbia bollente e osservo il mare, mi lascio cullare dal suono delle onde e dalle risate dei bambini, mi perdo nei discorsi leggeri delle mie amiche e nella musica spagnoleggiante che riecheggia nell’aria.

Sorrido al mare, sorrido alla vita.

Prova costume superata? Chi se ne frega!

Pensieri Sparsi

Il workout diventa social


Che io sia una persona estremamente pigra, presumo si sia capito anche qui; eppure quest’anno, complici magari i trent’anni che iniziano a pesare sulla mia psiche, sento l’imminente arrivo della prova costume come una costante minaccia che incombe su di me.

Fortunatamente [almeno credo] non sono l’unica a portare il peso di questo fardello sulle spalle, insomma, onestà per onestà, tutte vogliamo sentirci [e non ho scritto essere perché quello è un discorso a parte] in forma per affrontare il primo giorno di mare. Trovo già impegnativo il color bianco cadavere della mia pelle, non posso permettermi di sentirmi anche apparentata alla boa rossa che fa capolino in mezzo al mare.

Siamo a maggio, quindi, iscrivermi in palestra sarebbe una presa per i fondelli bella è buona; ben presto avrò troppo caldo anche solo per pensare di fare attività fisica; andare a correre al mattino implicherebbe puntare la sveglia troppo presto per poterlo accettare, andarci di sera risulta impensabile.

Eppure non voglio arrendermi all’idea di arrivare rotolando in spiaggia…e non sono l’unica. Su whatsapp con le mie amiche non si parla d’altro, è nata una vera e propria lotta al grasso in eccesso, una guerra con l’adipe da combattere ottimizzando i tempi e unendo le forze. E’ da queste continue discussioni intellettuali che è scaturita l’idea di utilizzare il mezzo che maggiormente ci unisce per il nostro workout quotidiano.

Possiamo mai negare di essere, oggi giorno, tutti assoggettati al dio SmartphoneAssolutamente no. Ci svegliamo con la sveglia programmata sullo smartphone, facciamo colazione controllando le notifiche, ci spostiamo utilizzando il navigatore su di esso installato, smistiamo mail e controlliamo la nostra vita sociale con esso, è il nostro compagno a pranzo e cena, alzi la mano chi non lo ha mai portato con se al bagno, non usciamo mai senza…insomma, per farla breve, chi potrebbe essere il migliore personal trainer per donne al limite della pigrizia se non il nostro telefono?

E quali potrebbero essere le migliori motivatrici al mondo se non le tue più care amiche che ti fomentano ricordando quanto stia lievitando il tuo girovita? Per spiegarvi bene il quadro completo dovrei allegarvi screenshot delle conversazioni…ma non lo farò.

Pochi minuti di delirio e entusiasmo generale sono bastati a far si che sui nostri telefonini siano comparse applicazioni malefiche come Seven, Runtastic Six Pack e Best Butt Fitness che, con allenamenti di pochi minuti al giorno, promettono di fare miracoli.

E’ una settimana, ormai, che è facile leggere messaggi del tipo:

“Ho fatto i miei sette minuti, sono morta”

“Avete fatto gli addominali?”

“Voglio il video come prova dei tuoi esercizi, non ti credo.”

Virtualmente ci siamo iscritte tutte alla stessa palestra, quanto durerà questa fissazione? Non lo so, ma, nel dubbio, tra 7 minuti e gli addominali due patatine le mangio lo stesso.

 Mi raccomando, mantenete il segreto.

Pensieri Sparsi

Prova costume…no grazie.


Si avvicina l’estate e, con essa, la tanto temuta prova costume. Sono settimane, ormai, che quando apro Facebook mi ritrovo invasa da link sul cocente argomento. Ansia e frustrazione si concentrano in brevi e banali battute con lo scopo di rendere meno spaventoso il fatidico momento.
“Ma la prova costume può essere scritta?”

“Per superare la prova costume…vacanza in montagna.” “

“La prova costume non mi preoccupa, Carnevale è lontano.”

Con l’arrivo del primo caldo, e la conseguente messa a riposo dei maglioni extra coprenti, l’incontro con la bilancia risulta inevitabile. Sono giorni ormai che al mattino, con gli occhi ancora pregni di sonno, intercetto il suo sguardo infame. Echi di sirene pervadono le mie orecchie: vieni da me…vieni a pesarti…vieni qui… Scuoto la testa e mi allontano caparbiamente dal subdolo aggeggio demoniaco, non posso cedere a quel richiamo e rovinarmi un’intera giornata, soprattutto se quella giornata è un lunedì e nel weekend ho ingurgitato cibo come se non ci fosse un domani.

Nonostante i miei sforzi di ignorare il problema, però, ci pensa lo specchio a ricordarmi quanto poco diligente sia stata io quest’anno; quanto abbia disilluso le promesse fatte a me stessa ad inizio settembre: meno cibo spazzatura quest’inverno e più attività fisica. Sono talmente brava a crearmi programmi di allenamento mentali che…alla fine mi bastano quelli per sentirmi apposto con la coscienza. Almeno fino a quando arriva questo periodo dell’anno, quando tutti i nodi vengono al pettine…o, per meglio dire, tutti i kg in più si mettono in bella mostra con fare irriverente.

Per non soccombere ai sensi di colpa e alle mie paranoie, inizio, con netto ritardo, a correre ai ripari dedicandomi al mio cardio quotidiano, che tradotto significa effettuare 20/30 minuti di camminata veloce sul tapis roulant concentrandomi sulla musica e non sulla voglia di aprire la dispensa e rimpinzarmi di patatine guardando telefilm [in fin dei conti, non è uno sport anche quello?]

La verità è che siamo donne…non saremo mai pronte per la prova costume. Non saremo mai sicure al 100% del nostro corpo, non ci accetteremo mai realmente per quello che siamo. Grasse o magre riusciremo a trovare sempre quel difetto impercettibile che ci rende poco sicure e inclini ad auto giudicarci. Siamo donne, essere ipercritiche con noi stesse è la nostra natura.

Quindi al diavolo i sensi di colpa, dove sono le mie patatine???