Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

Di unicorni, seppie e pecorelle.


Con il tempo ho capito che non vi è alcuna debolezza nella candida ammissione di avere bisogno di qualcosa o di qualcuno in un determinato momento della propria vita; non è stato un percorso breve e/o semplice quello che mi ha condotto a questa deduzione eppure, per certi versi, è stato un qualcosa di a dir poco inevitabile.
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Quanto diffcile può essere, per una persona orgogliosa come me, ammettere di avere bisogno di qualcosa probabilmente solo chi mi conosce nel profondo può davvero capirlo. Eppure alla fine è accaduto.
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Avevo bisogno delle mie amiche, della leggerezza dei pensieri che affollano la nostra mente quando siamo tutte insieme, del suono sguaito delle nostre risate e dei nostri balletti scomposti; avevo bisogno di ricordarmi come ci si sente quando ci si allontana dal buio profondo della mia anima quando l’ansia divora ogni mia connessione mentale.
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Avevo bisogno di mangiare come se non ci fosse un domani con una bilancia pronta a giudicarmi, di bere come se avessi ventanni o fossi una teenagers americana persa nel suo mondo colorato fatto di party e cuori rosa; di ballare scordinata fino a sentirmi mancare il respiro.
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Avevo bisogno di credere negli uniconi e negli arcobaleni, salutare le pecorelle e raccogliere soldi,  inveire contro delle seppie e parlare di cose prive di senso come se fosse la normalità.
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Avevo bisogno di festeggiare compleanni, brindare all’amicizia e alle prime rughe che stanno facendo capolino sui nostri volti dai sorrisi sempre giovani; avevo bisogno di sentirmi ragazzina e donna perdendomi nella profondità di discorsi senza capo ne coda, in quei giri pindarici dai quali è difficile scappare.
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Avevo bisogno di tornare la Bimba un pò coccolata e un pò viziata, di cantare sigle dei cartoni animati a squaciagola sognando ad occhi aperti quei mondi che mi hanno accompagnato nella crescita, di sentirmi principessa con la consapelozza di essere una guerriera.
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Avevo bisogno di scattare fotografie, creare ricordi, lasciarmi trascinare dalle emozioni; di scattare selfie stupidi in un negozio o di fronte ad un monumento, stando ben attente a prendere solo noi per non far capire al mondo dove siamo finite questa volta.
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Semplicemente, avevo bisogno di Noi.
Pensieri Sparsi

Essere amiche a 30 anni.


Il seguente post l’ho letto ieri su Facebook, era stato condiviso da uno dei miei contatti e il titolo difficilmente poteva sfuggire ai miei occhi; l’ho letto di un sol fiato lasciandomi emozionare parola dopo parola mentre i volti delle mie amiche si susseguivano nella mie mente.

Ho deciso di riproporlo qui, perchè trovo giusto che sia letto, ma sopratutto come dedica alle mie amiche trentenni.

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L’amicizia è una cosa bellissima, a qualsiasi età, ma a trent’anni, forse, lo è ancora di più. Le amiche a trent’anni le hai scelte da tempo e, nel tempo, hai anche avuto modo di capire che alcune di loro sono delle grandissime stronze. Che alcune amiche le perdi per strada ma, ora lo sai, di sicuro quelle non erano buone amiche. Le amiche a trent’anni fanno quello che facevano quando avevano vent’anni, solo che ora c’è anche il lavoro, un marito, un figlio che assorbono le energie di tutte queste amiche, tenendole lontane per un po’. Ad incastrare gli impegni di tutte ci vuole una pazienza e una determinazione che a vent’anni ti dava fastidio solo il pensiero e per organizzare un aperitivo di mezz’ora, in media a trent’anni, ci si impiegano dai dieci ai quindici giorni. A volte anche un mese.

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A trent’anni con le amiche, la sera, ti vedi “prestino, perché poi devo tornare a casa, ché domani mattina la sveglia suona presto” e quando guardi il barman non pensi più alla storia di passione che potresti avere con lui sotto al bancone, ti auguri solamente che non ti metta alcol scadente nel cocktail: “Altrimenti domani di sicuro mi sveglio con un mal di testa pazzesco”.

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Le amiche a trent’anni non si vestono più tutte uguali. La regola del tacco, tutte o nessuna, non vale più. Ognuna si sente libera di uscire vestita come vuole, di affermare se stessa, risplendendo della bellezza di un gruppo di donne che hanno imparato ad amare tutto le une delle altre. Anche quegli orribili sandali con la zeppa sì, anche quelli. Gli uomini, per le amiche a trent’anni, di solito sono quasi tutti sposati, separati, divorziati, ex qualcosa (o di qualcuno) insomma, ma allergici ai legami proprio come quando avevano vent’anni. I problemi, invece, sono sempre gli stessi con l’aggiunta della comparsa delle prime rughe. E dei primi capelli bianchi. Poi c’è la cellulite che va sempre di moda, quella che già c’era a vent’anni e che ci sarà, di certo, pure a quaranta.

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C’è che prima non ti struccavi nemmeno, prima di infilarti nel letto alle quattro di notte e ora invece state lì a parlare per ore di routine serale e dei benefici del tonico utilizzato sempre dopo il latte detergente. C’è che prima andavate a ballare tutte le sere e ora, al massimo, tre volte all’anno. C’è che prima ci si vedeva sempre e solo nel locale più frequentato del momento e ora va bene tutto, purché la musica non sia troppo alta altrimenti non possiamo parlare in pace. C’è che tra amiche, a trent’anni, si può confessare di preferire il divano e la tv, per una sera almeno, trovando pure una discreta comprensione da parte delle altre.

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Le amiche a trent’anni lo sanno che quella tua mania di controllo, in realtà, è solo bisogno di essere amate. E lo capiscono. Sanno che sei stata illusa, tradita, ferita ma anche che hai tutte le carte in regola per rialzarti da sola. Mentre loro ti stanno vicino. Ed è solo questa parte della storia che ti ricorderanno quando, per l’ennesima volta, avrai bisogno di rimetterti in piedi. Sanno che ce la stai mettendo tutta per essere felice, per raggiungere i tuoi obiettivi, fare carriera oppure no, un figlio oppure no, una vita coniugale felice oppure no. Sanno che la vita può prendere pieghe inattese e che la capacità di reagire, nel bene e nel male, è la cosa più importante.

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Soprattutto le amiche a trent’anni sanno che non è mai o tutto bianco o tutto nero, per questo sanno anche che tu, come loro, hai bisogno adesso più che mai di un’amica che ti asciughi le lacrime e esulti dei tuoi successi. Sanno che avere accanto qualcuno è una scelta e si sentono fortunate ad essere state scelte da voi.

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Le amiche a trent’anni sono donne consapevoli di loro stesse, quasi sempre almeno, consapevoli del fatto che, a qualsiasi età, un’amica saprà dirti sempre: “E se andrà male, la supereremo insieme. Anche questa”.

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(Questo post è apparso per la prima volta su C’era una vodka e ora c’è una mamma che ha bisogno di un drink)