Pensieri Sparsi

Come quando fuori piove…


Non credo avessi ancora compiuto vent’anni quando, una sera in cui ero particolarmente triste, avevo spiegato su Messenger al mio migliore amico del tempo come mi sentissi in quel periodo:
“E’ come se non smettesse più di piovere e sono stanca di essere bagnata da questa pioggia!”
“Non posso fermare la pioggia, ma io sono qui con un ombrello grande per entrambi.”
Avevo riso asciugandomi le lacrime e rispondendo con una battuta idiota per smorzare quel tono di tristezza e malinconia che aveva preso la conversazione.

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Sono passati un pò di anni di allora, di pioggia ne ho presa decisamente un bel pò, eppure non riesco a togliermi dalla testa quell’immagine. Non ho mai cercato chi bloccasse la pioggia per me, ma ho sempre amato chi mi avesse fatto spazio sotto il suo ombrello tutte le volte che avevo perso il mio…o lo avevo donato a qualcun altro.

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Perché è facile stare accanto a qualcuno quando splende il sole,
ma è solo con la pioggia che alla fine vedi chi resta.
Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

You can call me: Hey!


Sono giorni che cerco tra i meandri della mia testa quale fosse quella canzone che parlava di giochi mai vinti che tanto avrei voluto usare come didascalia di alcune foto postate al ritorno da questo ennesimo folle viaggio. L’unica frase che mi torna in mente è quella della Pausini: sei un gioco che non vinco mai, sei il mio sbaglio più grande…non era la citazione che cercavo.
Probabilmente la ricorderò quando non ne avrò più bisogno o forse, molto più verosimilmente, non è mai esistita.

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L’ennesimo giro di parole inutili per iniziare un post che di parole forse ne avrà un milione o due. Perché succede ogni volta così quando torno da un viaggio…soprattutto se in quel viaggio ci sei Tu.

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È passata una settimana, sembra già una vita fa.
Ormai è quasi scontato per me pensare di non avere più tempo per queste cose, non avere più la testa per questa leggerezza. E’ come se ogni volta temessi quasi di non avere più voglia di tornare quella 15enne che tanto mi sta simpatica.
È ormai scontato che mi bastano poche ore post partenza per smentire ogni paranoia precedente.

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Anche questa volta è stato così, lo dimostra il fatto che io abbia preso il biglietto del treno che mi avrebbe portato a Roma, dove tutto avrebbe avuto inizio, solo il giorno prima della partenza; ancor di più, forse, lo dimostra il mio riscontrare silenziosamente in ogni piccolo intoppo un segnale che tutto sarebbe stato uno scatafascio.
Ho sbagliato strada per andare in stazione.
Non sono riuscita a prendere il treno prima perché c’è stato un incidente.
Ho aspettato un’ora in stazione e le patatine mi hanno disturbato lo stomaco.
Un tizio ha lasciato uno zaino a terra affermando si trattasse di una bomba.

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Eppure questa volta non c’era l’ansia a farmi compagnia…e la cosa mi metteva un’ansia strana addosso.
Il pensiero che potesse finalmente essermi passata ha tormentato le ore trascorse in attesa che la magia avesse inizio; la sola idea che le farfalle nello stomaco fossero morte e che neanche più Tu riuscissi a farmi sentire viva mi terrorizzava.
Se fossi cresciuta pur non avendo mai chiesto di farlo?

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Abbiamo sopportato la pioggia, mangiato cibo liquido, corso e sconfitto le vacche montagne ragazze tizie svizzere e conquistato la transenna; siamo sopravvissute alla puzzona che scorreggiava come se avesse appena ingerito un cadavere putrido, abbiamo atteso con ansia il momento in cui l’enorme schermo è sceso giù e le luci si sono spente…e poi finalmente loro…finalmente Tu.

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Il non averti incontrato il pomeriggio aveva lasciato spazio nella mia mente per il più catastrofico dei pensieri: non sarebbe mai stato come le altre volte, non avevi idea che saremmo state li. Ed è stupido e patetico ma non riuscivo a non provare un senso di tristezza per questa inutile consapevolezza; non giudicatemi voi che mi state accompagnando in questo viaggio strano tra le emozioni di una quindicenne: un loro concerto è spettacolare perché la loro musica tocca le corde della mia anima ogni volta…ma è sempre Lui a renderlo unico toccando corde che neanche vi sto a raccontare.

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Adoro come riesci ogni volta a trovarmi tra la folla, come ridi, come la tua faccia assume espressioni che portano lontano i miei pensieri, come ormai abbia deciso di cambiare nome sulla carta d’identità per diventare la tua Hey.
Ma soprattutto adoro come io riesca ancora a stupirmi di tutto ciò.

Non ero sicura di essere pronta ad incontrarti davvero. Non lo sono mai. Mi hai sorriso, come sempre.Mi hai detto ciò che ormai mi dici sempre, ti ho rimproverato per la scarsa memoria, hai finto dispiacere, abbiamo sorriso…poco prima che Mike mi spostasse di peso perché ogni volta rompiamo il cazzo a qualcuno per quei pochi secondi rubati in più.

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Il party a Zurigo è stato un delirio, mi sentivo piccola e schiacciata da quelle montagne con le gambe. Ancora una volta hai sorriso vedendomi ancora li (prima o poi dovrai pagarmi la pensione, amico bello), la tua mano ha cercato la mia proprio subito dopo che avevo appena dato una botta alla demente che continuava a poggiarmi il braccio sulla testa, hai sorriso probabilmente per la scenetta appena vista e l’hai stretta forte fissandomi negli occhi.
Ed io sono diventata brava a non piangere ogni volta che vorrei farlo, sto migliorando.

E’ quando la stanchezza inizia a farsi sentire per davvero che inizi a percepire che i ventanni sono ormai un ricordo e che, nonostante lo spirito sia in piena adolescenza, il corpo non è più lo stesso. Sia chiaro, non credo che né io né le mie amiche siamo propriamente delle vecchie decrepite, ma davvero non riesco a ricordare di essermi sentita così stanca come quando finalmente ho poggiato la testa sul cuscino nel nostro monolocale di Zurigo.
Inutile dire che non ci fosse tempo per riposare: nuovo giorno, nuova corsa, nuovo aereo da prendere, nuova città da raggiungere, nuove emozioni da cui farsi travolgere.

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Credo che nessuna di noi avesse ragionato molto quando abbiamo scelto la compagnia che ci avrebbe portato a Praga, non mi spiego altrimenti il nostro stupore quando abbiamo realizzato che avremmo volato con una compagnia cinese e che quello con Cinciulin sarebbe potuto essere il nostro ultimo viaggio in tutti i sensi.
Il ritrovarsi il gruppo di supporto seduto nei seggiolini avanti ed averli usati per farci sistemare la valigie ha sicuramente tranquillizzato i nostri animi inquieti (sicuramente lo scoprire che fosse un aereo da tratta intercontinentale ha funzionato di più)…ma le hostess con il grembiule da Panda hanno vinto assolutamente su tutto.

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Se Zurigo era stato un assaggio di come fosse tornare ragazzina, Praga è stata la portata principale; perché la verità è che quando siamo tutte insieme peggioriamo fantasticamente e la nostra età mentale cala vertiginosamente. Credo sia questo il motivo per cui prima di andare al palazzetto, ma subito dopo aver mangiato, ci siamo ritrovate a scivolare su un bob in mezzo alla natura urlando peggio delle bambine.
Si, avrei dovuto dire come delle vere e proprie deficienti…e ci amo per questo.

Scontrarsi con il Backstreet’s Time non è mai piacevole, dire ad che tu il suo lavoro lo fai meglio però non ha prezzo; sbattertene i coglioni delle sue direttive ed organizzare una rivolta per prendere quello che è tuo di diritto è pura poesia.
La velocità del momento è sempre qualcosa di disarmante e a sto giro vuoi la stanchezza, vuoi il preciclo, vuoi che ormai sto diventando una vecchia bisbetica, vuoi che avevo voglia di scamazzarlo già il giorno prima ma Mike che mi si è avvicinato per invitarmi a muovermi a fare la foto mi ha proprio urtato il sistema nervoso e ringrazierò sempre il mio pessimo carattere per la dolce reazione avuta.

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Mi hai assecondata, come sempre. Hai seguito le direttive ricevute personalizzandole a modo tuo…come sempre, l’ho già detto? Mi hai stretto come se fossi un bambino che stesse soffocando e tu ti stessi impegnando nell’effettuare la Manovra di Heimlich.
Il mondo si è fermato, come sempre.

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Il concerto è stato pazzesco, Tu sei stato pazzesco.
E non so per quale stupida ragione ti diverti a giocare con me, ma ho smesso di pormi domande e ho iniziato a godermi il momento. Per un solo istante i tuoi occhi si intrecciano con i miei e mi regali il Paradiso.
E poco importa se sembro patetica, se quando ti guardo ho la faccia da ebete e gli occhi a cuoricino; se mi dedichi attenzioni perché sono una povera cogliona che ti regala soldi o che magari ridi alle mie spalle quando vedi l’emozione colorare il mio viso. Poco importa se è solo un istante che durerà per sempre, se mi sento sempre un po’ più persa nelle mie emozioni, se mi isoli e mi isolo per paura di esternare cosa penso davvero, se mi sento sola quando invece vorrei piangere ed urlare, se vorrei parlare per ore di ogni tuo gesto e finisco per minimizzare perché sono la prima a sentirsi cogliona. Poco importa quello che mi circonda, se per un solo istante il mondo si ferma e ci sei solo Tu.

img_3250 Non so neanche io perché ho dato tutta questa libertà ai miei pensieri questa volta, sarà che esattamente 20 anni fa assistevo al mio primo concerto, sarà che sono passati 20 anni esatti dal mio primo questo sarà l’ultimo perché poi si sciolgono, sarà che so che ci saranno altre lacrime e altri abbracci pensando che davvero sarà l’ultimo prima o poi.

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20 anni fa ero un puntino tra la folla…adesso sono il puntino che cerchi tra la folla.

Pensieri Sparsi

È vero non sono pronta alla prova costume…


…ma posso scegliere di prendere un bel 2 e accettare la sconfitta o questo tempo del cavolo deve continuare a fingere di volermi donare del tempo far farmi divenire bella e magra?

Ci rendiamo conto che il mese di Maggio è praticamente finito e io non ho ancora messo le mie braccia morbidose all’aria? Siamo seri quando al mattino dobbiamo far attenzione a non dimenticare il giubbino, quello col cappuccio che almeno ci protegge da questa pioggia del cavolo?

Dove è finita la primavera?

Come può arrivare l’estate se ancora il piumone non ha abbandonato la residenza del mio letto? Se ancora non mi è chiaro quale parte dell’armadio utilizzare al mattino? Se insieme agli occhiali da sole devo ricordare di prendere anche l’ombrello?

Come faccio a tirare fuori la parte estiva di me se sembra ci abbiano rubato l’estate?

Pensieri Sparsi

E fuori piove…


Lo so che l’inverno è ormai alle porte (anche se i 20 gradi segnati dal termostato ancora mi confondono) ma io mi sarei già rotta della pioggia. giphy

Non voglio iniziare a tediarvi già dal 4 Novembre con post sul brutto tempo e sull’effetto devastante del grigiume sul mio umore e sul mio rapporto con la vita, ma dopo due giorni in cui letto e poltrona a dondolo sono diventati i miei migliori amici qualche domanda inizio a farmela pure io.

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Mi mancano da morire i giorni in cui entravo in questo blog con qualcosa da raccontare, un tema su cui blaterare. Mi manca da morire aprire un foglio bianco e lasciar lavorare la fantasia. Mi manca avere la testa piena di personaggi e dialoghi che chiedono di essere messi nero su bianco. Mi manca perdermi nei miei pensieri fissando una fotografia mentre sento una storia prendere forma nella mia testa. Mi manca ascoltare le mie emozioni e tramutarle in parole.
Mi manca scrivere…ma scrivere davvero.

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E a voi cosa manca in questo momento?

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30 Days Writing Challenge – 18


Lunedì di pioggia e malinconia.
E’ strano come il pensiero di lasciare qualcosa che sappiamo non ci mancherà possa comunque lasciare una strana tristezza addosso.
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In maniera altalenante cerchiamo di proseguire con questa challenge, neanche vi sto più a spiegare la mia incostanza. In fondo, l’importante è portarla a termine, no? E io non ho alcuna intenzione di non farlo.
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Giorno 18 – Scrivi 30 cose su te stessa.
DIte la verità: lo fate per farmi perdere followers eh.
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※ 1 – Mi chiamo Angela e a breve gli anni che dovrò dichiarare saranno 32.
※ 2 – Odio i diminutivi/vezzeggiativi del mio nome. NO Angie! Peggio mi sento con Angioletta. Angelina mi provoca l’orticaria. L’unico che mi piace è Angel, perchè Angel è quella parte di me che più spesso mi dovrei ricordare di essere.
※3 – Sono un architetto, o almeno ci provo. La laura sembrava essere un punto di arrivo, ma è stata solo un punto di inizio e la strada da percorrere è lunga e, spesse volte, in salita…ma non molliamo.
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※4 – Sono ossessionata da Nick Carter, non il fumetto che mi renderebbe una nerd fighetta, ma il biondino dei Backstreet Boys. Sono 19 anni che soffro di questa malattia e, arrivata a questo punto, credo che non esista cura che mi possa regalare la guarigione. E neanche la voglio, sia chiaro.
※5 – Sono scesa a patti con la parte adolescenziale di me. Leopardi aveva il fanciullino, Anastasia Steele la dea interiore, io una bimbominchia che indossa la maglietta con una boyband stampata sopra. Ognuno ha il subconscio che si merita, eh.
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※6 – Da ragazzina suonavo il pianoforte, ero anche abbastanza brava ma odiavo il mio maetro motivo per cui, appena mi è stato possibile, ho mollato del tutto. Nonostante lo scorforto che aveva colorato il volto del mio maestro nell’apprensione che non mi sarei iscritta al conservatorio neanche sotto tortura, non credo di aver sottratto questo grande talento alla musica.
※7 – Ho un cane, Alice, ed un gatto, Tigro. Entrambi trovatelli, dipendesse da me adotterei tutti gli animali che vedo in strada, non riesco a capire come si possa decidere di darli via come giocattoli che non servono più. Che odio.
※8 – Il mio colore preferito è il rosa, anche se nell’ultimo periodo anche il giallo mi ha rubato il cuore.
※9 – Sono stonata come una campana, eppure da ragazzina con la mia migliore amica di quel tempo volevamo formare una girlband. Inutile dire che il progetto non ha mai preso vita.
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※10 – Sono SerieTv-dipendente. Ne seguo decisamente troppi per il tempo libero che mi resta, rigorosamente americani, da guardare in streaming in lingua originale ma sottotitolati [bisogna migliorare questa cosina qui].
※11– Ho una vera ossessione per il burrocacao, non esco mai di casa senza, neanche mi sposto nella stanza affianco senza averlo in tasta e non riesco a dormire se prima non ne ho passato uno strato sulle labbra.
※12 – Amo i rossetti, è l’unico trucco senza il quale non uscirei mai di casa. La ragazza dal rossetto rosso.
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※13 – Colleziono maialiani e tutto ciò che ha la loro forma. Ebbene si: a casa mia potreste trovare addirittura la caffettiera a forma di maialino.
※14 – Sono logorroica. Amo parlare e, soprattutto, odio i silenzi.
※15 – Non potrei vivere senza il mio iPhone, per quanto ultimamente mi stia facendo impazzire li sopra c’è praticamente tutta la mia vita. Sarei persa senza.
※16 – Amo viaggiare, sono spesso maniacale nell’organizzazione dei viaggi, ma odio prepare i bagagli e, ancora di più, odio doverli trasportare.
※17 – Il mio social network preferito è Twitter, oltre al fatto basilare che mi consente di stalkerare Nick Carter adoro la cognizione del tempo tra i tweet presenti nei vari hashtag in tendenza. Avete mai provato a guardare qualche trashata televisiva leggendo i commenti presenti sul relativo hashtag? Da morirci dal ridere proprio.
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※18 – Mi reputo una persona fin troppe volte isterica, non ne sono orgogliosa, ma ci sto lavorando su. Se solo il mondo non fosse così pieno di coglioni.
※19 – Odio le giornate di pioggia. Sono metereopatica, il mio bisogno di sole è direttamente proporzionale alla necessità di non ammazzare nessuno.
※20 – Sono una persona estremamente ansiosa. Stendiamo un velo pietoso.
※21 – Amo scrivere e spero di riuscire a trovare il tempo per lavorare al mio secondo libro. E’ lì che mi fissa per essere revisionato, ma non riesco a trovare la testa per farlo.
※22 – Odio il giorno del mio compleanno nonostante i bei ricordi che ho collezionato in quel giorno grazie alle mie amiche. i Backstreet Boys mi hanno cantato Happy Birthday dal palco e hanno continuato a farmi gli auguri quando mi sono avvicinata a fare la foto e poi di nuovo all’afterparty. Ma continuo ad odiare il giorno del mio compleanno.
※23 Ho una dipendenza da shopping, che io sia triste o felice fare shopping è sempre la soluzione giusta. Adoro comprare di tutto: vestiti, borse, scarpe, accessori, cazzate varie ed eventuali.
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※23 bis – Concedetemelo eh. Credo che prima o poi finirò in programmi come Selpoti in casa o Accumulatori seriali, insomma, per quanto io sia consapevole di non vivere in Burundi o di essere nel bel mezzo di una guerra se trovo qualcosa che mi piace sento il bisogno di farne scorta perchè: e se non lo trovassi più?
※24 – Le mie caramelle preferite sono le Skittles di cui le mie amiche sono divenute mie spacciatrici ufficiali.
※25 – Sono molto istintiva, nonostante i milioni di giri mentali in cui mi perdo, le mie decisioni sono quasi sempre dettate da quella vocina fastidiosa che sento dentro.

※26 – Sono scaramantica a modo mio; sia chiaro se vedessi un gatto nero per strada mi fermerei solo per adottarlo ma credo fermamente nella cattiveria della gente. Gli occhi addosso, l’invidia, il desiderio di vederti fallire/soffrire. E’ per questo che se devo fare qualcosa di importante ho imparato a tenerlo per me, almeno fino a che non accade.
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※27 – Sono egocentrica, forse un pochetto viziata. Ma in quella misura che non lede nessuno, o almeno credo.
※28 – Alcuni suoni ed alcuni toni di voce mi irritano dal profondo dell’anima. Il destino si è preso gioco di me stessa donando a Nick Carter un tono di voce che mi risulta udibile, senza provare il desiderio di staccargli le corde vocali, solo dopo una certa ora del mattino e sicuramente dopo il caffè. Carino eh.
※29 – Sono una ritardataria cronica, riesco ad essere in ritardo anche quando sono in anticipo.
※30 – Non ho una buona percezione degli odori, siano essi profumi o puzze. Tranne nei giorni in cui il mio organismo si ricorda che sono donna, ecco in quei giorni ogni odore potrebbe indurmi il vomito.
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Dopo queste fantastiche 30 cose su di me, è rimasto qualcuno a seguire questo blog?

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

Un bel tentativo!?!


Io lo so che ormai avete smesso di credere alle mie parole, ma io ve lo giuro: ci provo con tutta me stessa al mattino di svegliarmi di buon umore, bella pimpante, raggiante e solare, in grado di fare tutte le mie cose con calma prima di uscire senza fare ritardo alcuno.02

Non fate quella faccia eh, ho detto che ci provo mica che ci riesco.

Il punto è semplice, partendo dal presupposto che odio il suono della mia sveglia [potete ascoltarlo qui], essere destata dal mondo dei sogni mi crea un profondo stato di irritazione che necessito di mitigare con il consueto giro veloce dei social network, con un’accurata valutazione dei risultati delle sfide di moda di Covet Fashion e un controllo oculato della mia città in SimCity.

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E’ ovvio che fai sempre tardi, sei una perditempo!
Direte voi, e chi ha mai pensato di contraddirvi? Oh io non di certo!!!
Il punto è che le mattine non mi piacciono, neanche dopo il caffè; e le persone al mattino mi piacciono anche meno, nonostante il caffè. Le persone non mi piacciono, in generale.
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Oggi, per lo più, piove!!!
E per quanto sia consapevole che tutti voi siete dotati di finestre per osservare le condizioni climatiche, sento lo spasmodico bisogno di lagnarmi di ciò semplicemente perchè sono giorni ormai che piove, che l’aria è pregna di una maledetta umidità che si concentra tutta bellmante nel mio simpatico ginocchio rendendomi quanto meno sull’isterico andante. Ma giusto un pochino, eh.
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La foto, ovviamente, è di ieri sera perchè il lusso di stare a casa al calduccio del mio lettino non potevo assolutamente concedermelo oggi [ne tantomeno l’ortopedico approverebbe questa mia concessione].
Mi sento, in ogni modo, in pieno diritto di lamentarmi oggi.
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Eppure, dopo una notte al limite del lagnoso causa posizione scomodo da ginocchio fasciato e impossibilità di dormire in posizione fetale, una sveglia fastidiosa e il rumore della pioggia ad accompagnare l’apertura dei miei occhi, come sempre arrivi tu al momento giusto.
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Le parole sono sopravvalutate.
Un bacino come buongiorno…un bel tentativo per oscurare il mio malumore mattutuino…giornaliero…settimanale…annuale…costante di questo periodo.

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Un bel tentativo!?!.
Pensieri Sparsi

30 Days Writing Challenge – 1


Ammetto di averci pensato un pò su prima di intraprendere questo percorso sul mio blog, la mia incostanza cronica nel fare le cose e la parvenza di intimità di alcuni punti di questa sfida di scrittura mi hanno fatto accarezzare più volte il pensiero di desistere dal farlo. In fin dei conti a chi mai potrebbe interessare cosa mi dia fastidio, quali sono i luoghi che vorrei visitare, per quali celebrità svalvolo al solo pensiero e, cosa più importante di tutti, che fine ha fatto il mio primo amore? A nessuno? A qualche curiosona come me che mi fermo a leggere tutti i post della suddetta Challenge? Mi importa davvero??? Ovviamente no!!! Ed è proprio questo motivo che, dopo qualche giorno di inutili elucubrazioni, ho deciso proprio oggi, in questa domenica dedicata all’ozio, di cimentarmi in questo tragitto.
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Non assicuro nè a voi nè a me stessa che i days avranno risposta giornalmente, ma prometto assoluta sincerità nello svolgere il compitino giornalmente assegnato.

Ma smettiamo di perderci in inutili chiacchiere, lo so sono bravissima a farlo, e iniziamo a rispondere al curiosone che ha messo insieme questa serie di domande.
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Giorno 1: Fai una lista di dieci cose che ti rendono davvero felice.
[iniziamo subito con della roba difficile eh].
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1Nick Carter [ebbene si, ha guadagnato il primo posto a sto giro].
Se dovessi dare un nome alla felicità più assoluta sarebbe il suo, se dovessi dare un volto alla stessa sarebbe il mio nell’istante esatto in cui le sue braccia si stringono intorno a me. E’ estremamente infantile ed irrazionale, eppure mi rendo conto che non potrei mai rinunciare alla sensazione di gioia assoluta che provo in quegli istanti, non vorrei mai dover crescere del tutto e smettere di essere la sua ragazzina.
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2Le Skittles, il pacchettino rosso eh [nel caso qualcuno voglia spedirmele a casa].
Possono delle minuscole caramelle colorate a frutta rendere felice una persona? Che domanda stupida, certo che possono; soprattutto se da anni ormai non sono prodotte in Italia e ogni pacchettino è una piccola benedizione dal cielo.
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3La mia Famiglia.
Non credo assolutamente ci sia davvero bisogno di spiegare questo punto; onostante spesso me ne lagni [chi non lo fa, eh?] tornare a casa con la consapevolezza di trovare sempre la mia famiglia mi riscalda il cuore.
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Se viaggiare fosse gratuito, state sicuri che non mi vedreste più.
Soldi e ferie permettendo, girerei per l’intero continente alla ricerca di non so neanche io cosa; odio preparare la valigia eppure sarei sempre pronta a farla se bastasse per ritrovarmi in luoghi lontani tra gente e culture diverse.
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5Scrivere e sognare.
E’ un concetto diverso di felicità, sinceramente l’idea di me che batto sulla tastiera e sorrido alla vita come se stessi sorseggiando un buon vino mi fa un pochino ridere; eppure in un certo qual modo scrivere mi rende felice. Semplicemente mi fa bene. E’ il mio modo per affrontare il mondo, per filtrarlo attraverso i miei pensieri e le mie parole, per cercare di dare un senso a quelle cose che spesso un senso non ce l’hanno. E’ il mio modo per sognare, per diventare un’altra persona e vivere altre vite ed altre storie da raccontare come se fossero la mia.
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6 – Andare ai concerti.
Tralasciando i concerti dei Backstreet Boys che, per quanto mi riguarda, rappresentano un mix di emozioni che non sono sicura di poter spiegare a parole, perchè quando sei disposta ad andare dall’altra parte del mondo per un concerto deve essere per forza qualcosa di speciale. Ma il discorso di base era un altro, amo i concerti in tutte le loro forme, l’adrenalina che ti attraversa il corpo allo spegnersi delle luci, le urla liberatorie al primo giro di batteria, la felicità estrema quando la musica riempie l’aria.
Davvero potete vivere senza tutto ciò?
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7 – Il mare.
Quando i miei pensieri sono ansiosi, inquieti e cattivi, vado in riva al mare, e il mare li annega e li manda via con i suoi grandi suoni larghi, li purifica con il suo rumore, e impone un ritmo su tutto ciò che in me è disorientato e confuso.
Sento spesso il bisogno di perdermi nell’immensità del mare, fissare l’infrangersi delle onde, inalare la salsedine e convincermi che, alla fine di tutto, andrà tutto bene.
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8 – Mangiare.
A chi non piace, eh? Si ok, poi si finisce per ingrassare e bisogna prendere vestiti che non segnano i difetti, ma la gioia del cibo è davvero qualcosa a cui si potrebbe rinunciare? Hey, non sono certo una fan del grasso è bello, ma neanche una fissata con la linea da rinunciare ad un bel panino bello farcito, patatine fritte o leccornie di ogni tipo.
Oh, mangiare mi piace assai.
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9 – Scattare fotografie, stamparle, riempire album e i muri della mia stanza con i miei ricordi. 
Sento il bisogno di fermare il tempo in un fotoricordo, di immortalare sorrisi e tramonti, luoghi e sguardi. Amo i selfie, immortalare i miei cambiamenti nel corso del tempo, ricordare il mio viso nei giorni di pioggia e nei giorni in cui è baciato dal sole; ricordarmi dove fossi, quando e con chi. Amo riguardare le vecchie foto e sorridere dei miei ricordi, provare malinconia e spesso nostalgia dei tempi passati in attesa di costruire nuovi ricordi da poter immortalare.
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10 – Le telefonate con le amiche.
Qui devo fare una piccola premessa, spesso riuscire a parlare a telefono con me risulta più complicato di quanto possa esserlo parlare con il Presidente degli Stati Uniti d’America; eppure quando sono in buona, o all’uscita da lavoro, adoro passare il tempo a blaterare passando dalle cazzate più assurde a veri problemi esistenziali con la facilità con cui si cambia canale alla televisione. Trovo a dir poco essenziale avere la mia ora d’aria dai pensieri con chi mi capisce davvero, o quanto meno ci prova, con chi ama fare voli di fantasia insieme a me o perdersi nella dissolutezza dei gossip più meschini e divertenti, nella progettazione di piani assurdi e viaggi al limite dell’inverosimile.
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Come primo giorno direi che è stato bello impegnativo, non avrei creduto sarebbe stato cosi’ complicato trovare 10 cose che mi rendessero felici.
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E voi sapreste essere più bravi di me ad elencare 10 cose che vi rendono felici?
Perchè non provate a farlo nei commenti? potrebbe essere una cosa carina; sarei proprio curiosa di leggerle.
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Al prossimo giorno ✌🏻
 
 
Pensieri Sparsi

Buona domenica di pioggia!!!


Come se non bastasse il fatto che oggi è domenica a farmi sentire autorizzata ad un abbandono epico alla pigrizia fatto di serie Tv, caramelle gommose, divano e plaid, oggi ci si mette anche la pioggia battente che, con il suo rumore assordante, sembra ordinarmi: non abbandonare il tuo letto stamattina!

Questi i miei piani della giornata!

E i vostri quali sono?

Pensieri Sparsi

Like a flower in the wind…


– È il vento che ci sta parlando!
– Cosa dice?
– Non lo so, non lo parlo il ventoso!

 ekt1od0Eppure sarei non poco curiosa di sapere cosa ha da urlare così tanto il vento oggi, cosa ha da lamentarsi in modo così rumoroso, perchè mai senta il bisogno di disperarsi così tanto da far oscillare le antenne e sbattere i panni stesi di chi, sfidandone l’ira funesta non è corso ai ripari battendo in ritirata.cliomakeup-capelli-brutto-tempo-pioggia-vento-soluzioni

Odio il vento, non che è pioggia mi faccia simpatia per carità, ma c’è qualcosa nel vento che mi mente ansia. Tutto ti mette ansia.
E’ come se ci fosse qualcosa, nella potenza del suo ululato, che annuncia l’arrivo di qualcosa che non va.   Il vento ha portato Mary Poppins, non dire cavolate.
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Sarà che finalmente è venerdì, uno di quei venerdì tanto attesi come l’acqua piovana dopo un lungo periodo di siccità; sarà che con tutto il sonno che mi trascino addosso da giorni questo tempo un pò sospeso non fa altro che dilatare lo spazio temporale che mi separa dalla fine fine della giornata, sarà che ho già finito tutto il lavoro in programma per oggi, sarà semplicemente che sono metereopatica ma questo grigiume proprio non aiuta. Non era il vento che ti irritava all’inizio del post?
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Quanto manca per tornare sotto il mio piumone?
Pensieri Sparsi

Bisogna ricominciare il viaggio.


Non è vero. Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto:”Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.
La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in Primavera quel che si era visto in Estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.

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Bisogna ricominciare il viaggio.
Sempre.