Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

18 anni d’amore


Warning: questo post contiene un elevato tasso zuccheroso, la lettura di questa vera e propria dichiarazione d’amore di una non più ragazzina dal cuore da quindicenne potrebbe urtare il vostro intelletto e provocarvi un elevato picco glicemico. 

wen_sum1_notices_you_talking_to_yourself-25864

Oddio, l’ennesimo post su una boyband; ma non parlava d’altro questo blog?
Forse si, forse no…a chi importa? Questo è lo spazio e il tempo in cui i miei pensieri vengono imbrigliati, il mio punto di vista su ciò che mi circonda, piccoli frammenti della mia vita e se la mia vita è così profondamente legata a 5 ragazzotti dal sangue a stelle e strisce non ho alcuna intenzione di farmene una colpa!

paola-cortellesi-sticazzi-quindi-gif

Sarà che ho cambiato lavoro da poco, ho cambiato di colpo orari e abitudini, ho perso parte del tempo che dedicavo alla me adolescente per lasciare che la me adulta si adeguasse al nuovo schema della vita; sarà la paura di crescere che mi porge la mano quando le responsabilità bussano alla mia porta; sarà l’istinto di scappare sull’isola che non c’è insieme a Peter Pan; forse sarà semplicemente nostalgica malinconia ma in questo giorno non posso non abbandonarmi alla dolce sensazione di sicurezza che mi regalano i miei ricordi.

tumblr_mj8jd3f4ud1s6zj2eo1_500

Avevo 13 anni, era il 26 Febbraio del 1998 ed ero a cena; nulla di diverso dal solito, nessuno strano presagio che mi informasse che da quella sera la mia vita sarebbe cambiata per sempre. C’era Sanremo in TV, mi ha sempre annoiato a morte eppure quando all’annuncio degli ospiti fatto da Raimondo Vianello mio padre aveva osato cambiare canale gli avevo cordialmente chiesto di non farlo:
“Voglio vedere che faccia hanno questi cretini per cui tutte le mie amiche a scuola impazziscono! Sono rincretinite, non parlano d’altro!”

14561829964239-anigif_enhanced-buzz-12879-1373751489-27

Ho sempre creduto nel Karma e, deduco senza alcuna ironia, che quella sera tutte le prese in giro verso quelle ragazzine fissate per l’impossibile mi si siano rivoltate contro.
Avevo sentito parlare di quel gruppo musicale probabilmente da Raimondo e tutto il mondo, ne conoscevo le movenze ed i nomi, ero a conoscenza addirittura dei problemi cardiaci di uno di loro ma non avevo assolutamente mai avuto la curiosità di vedere né di che faccia avessero questi tizi che avevano rubato la sanità mentale alle mie amiche né di ascoltare che musica facessero. Presuntuosa e fastidiosa li avevo etichettati come roba inutile per ragazzine. Fino a quella sera.

tumblr_m8kow16xoc1rcam84o1_500-loser_zps59c509d5

Non so bene spiegare cosa sia successo, mai mi sono posta realmente il problema a dirla tutta. E’ stata magia, uno strano sortilegio che mi ha ipnotizzato alla Tv sulle note di quella canzone che profumava di casa, un profumo che avrei imparato presto a riconoscere. Sarebbe tenero, e perché no anche romantico, dire che in quei pochi minuti mi avevano colpito i suoi occhi azzurri, il suo caschetto dorato o la sua bocca a cuore; raccontare di come fossi rimasta folgorata dal suo sguardo o dal modo in cui la lingua accarezzava le labbra ogni tre parole pronunciate.

tumblr_m4nxtd3kkk1ror986

La verità è che quella sera ero rimasta affascinata dall’aria di porello disadattato che, tra i cinque, aveva il biondino; quell’espressione da cucciolo smarrito tendenzialmente sfigato che, sin da subito, la mia mente aveva associato al suo nome. La mia mente aveva iniziato a tessere la sua storia di povero disagiato facendo di me l’unica eroina in grado di salvarlo dalla cattiveria del mondo [ho sempre avuto una fervida immaginazione, non posso negarlo].

13

Avevo 13 anni e non riuscivo a dare un nome a quella sensazione di calore che avevo sentito dentro nel fissare la sua immagine alla Tv, a quella voglia di conoscere tutto di quel biondino dai tratti femminei, a quella voglia di averlo nella mia vita come se fosse la cosa più naturale del mondo; non potevo sapere che quei pochi minuti dinanzi ad un televisore avrebbero condizionato in maniera così radicale la mia vita.

635823563019099135959214887_aukwpsz

Sono passati 18 anni da quella sera e, per quanto mi sforzi, non riesco a ricordare come fosse la mia vita prima di allora; come riuscissi a vivere senza il mio pensiero felice a tenermi compagnia; non riesco a capacitarmi di come il tempo sia trascorso, di quanto connessa sia stata la mia vita con quella di cinque perfetti sconosciuti che me l’hanno salvata più volte senza averne coscienza alcuna.
Solo chi si è perso, perso per davvero, può comprendere quanto calore possa dare il sentirsi a casa, quanta dolcezza possano regalare quelle note di una familiare spensieratezza.
Solo chi ha temuto di non ritrovarsi può capire quanto un sorriso familiare possa scaldare il cuore facendo riaffiorare emozioni che credevi sopite.

f05c486083b6fad0ad81edd5f01d5446

Si dice che la musica salvi le persone, le guarisce con delicatezza, le prende per mano e le accompagna fuori dall’oblio. Per me è stato così! Ero persa e non lo sono più, avevo bisogno di un appiglio per ricominciare a parlare con la Vera me stessa e sono ripartita dall’unica cosa che mi ricordava chi fossi, quella passione che fosse mia e soltanto mia; avevo bisogno di credere che la felicità potesse essere facile ed effimera.

jared-padalecki-sam-winchester-supernatural-gif-happy-birthday-i-feel-good

Non chiedetemi come sia accaduto!
Non li incontrerai mai. Mi dicevano; ed io sono passata dal collezionare loro fotografie a collezionare fotografie con loro, a nutrire la mia anima di quei fuggenti attimi di felicità che solo un grande sogno può donare.

IMG_8950

Per gli altri saranno sempre i Backstreet Boys, per me sono Nick, Brian, Alex, Kevin e Howie. Cinque amici un pó lontani nel cui abbraccio adoro perdermi come fosse la cosa più naturale del mondo .

8398761

Perché quando dopo 18 anni ancora ti batte il cuore
come quando ne avevi 13 non può che essere amore:
Un eterno amore!

 

 

Pensieri Sparsi

Ciao ciao, 2015!


Quando un anno praticamente perfetto sta volgendo al termine e le premesse per quello che deve arrivare sono tutt’altro che  rosee è davvero difficile trovare qualcosa per cui festeggiare la notte di Capodanno; il 2014 era stato un anno talmente carico di emozioni e piacevoli avvenimenti che lo scorrere lento delle ultime ore della sua ultima giornata le ho trascorse ripetendo come una litania la stessa frase: non voglio che finisca!
Le mie speranze per questo 2015 ormai giunto al termine erano praticamente nulle: avrei compiuto 30 anni, non sarebbe stato un anno Back, molto presto il mio gruppo di amici avrebbe subito dei cambiamenti e troppi pochi eventi riempivano la mia agenda!
Sarebbe stato un disastro, ne ero sicura…eppure alla fine non è andata proprio così!

10994463

Il bello della vita è che quando meno te lo aspetti sceglie di sorprenderti, prende le carte che hai in mano e le sconvolge regalandoti una nuova giocata, a volte più fortunata altre un po’ meno ma sempre completamente diversa da come l’avevi immaginata!
Questo 2015 è stato esattamente così e avrei dovuto capirlo dal primo giorno dell’anno quando, mentre, ero in fila per prendere delle patatine ho letto del primo cambio di rotta di questo anno: dopo tutto non sarebbe stato totalmente un anno non Back!

giphy5

Penserete che come prima reazione nell’apprendere che avrei beccato i Backstreet Boys a Londra, viaggio appena prenotato per celebrare al meglio i miei 30 anni, io abbia fatto i salti di gioia e ringraziato il fato magnanimo per questo inaspettato regalo! Nulla di più sbagliato!
Per quanto avessi adorato il sentigli cantare per me Happy Birthday lo scorso anno, il mio odio per gli imprevisti non mi ha lasciato gioire a pieno di questo inaspettato regalo: chi li aveva invitati anche quest’anno al mio compleanno? In fondo, capitemi, era il mio compleanno sarei dovuta essere io la protagonista del weekend, non loro eh!

tumblr_mh5lrywnbu1qdcp2wo1_500

Eppure, nonostante le mille mila paranoie che hanno accompagnato le settimane precedenti alla partenza, il viaggio a Londra per i miei 30 anni è sicuramente uno dei ricordi che serbo con più tenerezza…e loro sono stati la ciliegina sulla torta o, per meglio dire, sui cupcakes della serata pop trash che io e le mie amiche ci siamo regalate per accogliere il mio ingresso negli -enta.
Cosa c’è di meglio di sentirsi ragazzina in momenti come questi? Assolutamente nulla!11081363_10206195633320046_6309600204601367040_n

E questa era solo la premessa…
In fin dei conti, quello di Londra era l’unico viaggio che avevo in programma a dicembre dello scorso anno! Ho sfogliato il mio album su Facebook dedicato a questo anno ormai finito [voi non potete saperlo ma tra la mia ossessione nel fotografare tutto e la mia paura di dimenticare le cose che vivo, ogni anno è catalogato a mo’ di promemoria del mio vissuto in uno specifico album sul mio profilo Facebook, con tanto di data e luogo in cui è stata scattata la foto] e, guardando tutti i posti in cui sono state scattate le varie foto, ho sorriso alla sensazione di staticità che mi attanagliava pensando al 2015 che doveva arrivare!

11002638_10205987195349227_6444426745071916603_n

Il 2015 è stato l’anno dei viaggi: Londra, Praga, ancora Londra e, infine, Parigi; l’anno dei consueti weekend a Como e del Salone del Mobile di Milano, dell’estate in Puglia e in Liguria, del weekend sulla neve e del Museo di Barbie, della mansarda ad attendermi ad Ostia! L’anno degli infiniti weekend romani, del cibo spazzatura e la distruzione di Dirty Dancing️.

tumblr_inline_njf379jwpn1rpzatm

Il 2015 è stato l’anno dei concerti: Backstreet Boys (seppure solo per venti minuti), Ligabue, Lindsey Stirling, Tiziano Ferro, Robbie Williams, Jovanotti e i Linkin Park. L’anno della trottolina in giro per l’Italia che prenota tutto troppo ravvicinate e si ritrova , puntualmente, a fare delle vere e proprie maratone.

coldplayconcert1-gif

Il 2015 è stato l’anno del mio Eclisse e delle soddisfazioni che mi ha regalato; della gratitudine immensa verso chi ha creduto in me ancor prima che iniziassi a farlo io, verso chi ha dato fiducia alle mie parole e verso chi le mie parole non le ha gradite ricordandomi che nella vita non posso piacere a tutti, in fin dei conti non tutti possono avere buon gusto!

61GuvcJw80L._SL1024_

Il 2015 è stato l’anno del “adesso voglio sentire un urlo!”; del calcio in culo quando per troppa razionalità e paura ho rischiato di rinunciare ad una cosa a cui tenevo tanto; del pianto di gioia attaccata ad un telefono quando tutte le difese sono crollate e l’emozione prende il sopravvento. L’anno in cui lo stupore di sapere che qualcuno avrebbe fatto qualcosa per me solo per il gusto di vedermi felice mi ha scaldato il cuore.

tumblr_m79qq0bph81rziwwco1_500

Il 2015 è stato l’anno delle amicizie: quelle che giorno dopo giorno sono divenute indispensabili certezze, quelle assopite ma mai dimenticate, quelle riscoperte come una piacevole sorpresa, quelle che ti ricordano che non sei sola, quelle giunte al termine dopo 10 anni, quelle messe in discussione che ti fanno piangere come una cretina chiedendoti in cosa sei sbagliata. È stato l’anno della consapevolezza che ho scelto di avere intorno persone che mi capiscono, e che, quando non lo fanno, mi accettano così come sono.

benedict-cumberbatch-saying-thank-you-as-sherlock-gif

Il 2015 è stato l’anno in cui questo spazio virtuale ha preso vita e io ho ritrovato il piacere di mettere nero su bianco i miei pensieri, di non vergognarmi delle parole confuse che chiedono di trovare una collocazione, delle opinioni che non riesco a tacere, delle ansie che chiedono di essere ascoltate.

stay-home-and-blog-gif

Il 2015 è stato l’anno dell’operazione al mio occhio troppo pigro per guardare il mondo; l’anno in cui mi sono ricordata che da sola funziono alla grande ma non per questo devo fare tutto in solitudine.

tumblr_lowedjsoha1qjgnf7o1_500

Il 2015 è stato un anno di cambiamenti: alcuni grandi e visibili, altri impercettibili ma fondamentali. È stato un anno di quelli che un po’ ti deludono, un po’ ti confondono, un po’ ti regalano sorrisi inaspettati e lacrime di gioia; uno di quegli anni colmo di momenti da fotografare e ricordare.

poze

Anche per quest’anno il mio principe azzurro deve aver smarrito la giusta via [dovevo chiedere a Babbo Natale di regalargli un navigatore nuovo, maledizione] e al suo posto sono arrivate delle fatine {lucciole poteva essere frainteso} che hanno illuminato anche i miei giorni più bui regalandomi un sorriso, che hanno combattuto contro i miei silenzi e distrutto i muri che nei giorni di pioggia sono brava ad indossare, che, proprio in quei giorni lì, hanno aperto il proprio ombrello offrendomi un passaggio finché non tornassi a vedere il sole.

queenvgif2

Propositi per questo 2016 ormai alle porte, in realtà, non ne ho, trovo sciocco farmi promesse che non riuscirò mai a mantenere o crearmi false aspettative che, con un’altissima percentuale, saranno deluse. Non mi aspetto nulla, ma sono pronta a lasciarmi sorprendere da tutto; credo possa bastare!

tumblr_m485wpvhsd1ql5yr7o1_400

Ma davvero qualcuno ha letto tutto questo papiro?

 

Pensieri Sparsi

Un puntino rosa


  
Mi ero fermata per fotografare quell’albero triste; ho sempre adorato gli alberi secchi, la fiera nudità con cui si apprestano ad affrontare l’inverno. Era domenica, una domenica strana, in cui la gioia di vivere e condividere del tempo con le amiche si mescolava alla consapevolezza di vivere in un mondo malato; una domenica in cui quell’albero privo di foglie che si ergeva solitario di fianco al lago sembrava avere un significato diverso dal solito! Stavo per scattare la foto quando un puntino rosa ha iniziato a camminare verso le papere, senza quella paura che il male del mondo aveva seminato nel mio cuore. Quel puntino rosa, ancora ignaro dell’orrore che ci circonda in questo periodo, si avvicinava speranzosa alle papere come fosse la cosa più naturale del mondo. Senza paura. È così che ho scattato la foto! 

Meritiamo di essere come quel puntino rosa: senza paura.

Pensieri Sparsi

L’uomo del treno


Sono solita viaggiare da sola: trolley alla mano, occhiali da sole a nascondere i pensieri, espressione imbronciata, aria svampita e cuffie per isolarmi dal mondo e perdermi nei meandri della mia testa.

Per quanto spesso aneli il teletrasporto per trovarmi in maniera istantanea nel luogo desiderato e nonostante le crescenti ansie che sempre più frequentemente le notizie al telegiornale innescano nella mia essenza, mi godo ogni momento del mio spostamento.

È, però, nell’esatto momento in cui alzo la testa dal mio lettore Ebook e mi concedo di dare uno sguardo a chi ho intorno che, solitamente, trovo storie interessanti da inserire nei miei racconti di viaggio, è nell’istante in cui ricambio il sorriso di uno sconosciuto, chiedo aiuto per la valigia troppo pesante o sposto la mia borsa per far spazio al mio vicino, che permetto a me stessa di fare nuovi e fugaci incontri.

Sono scontri di vite, scambi di parole che restano sospese a mezz’aria, un trucco per ingannare il tempo nei momenti di noia che ti assalgono durante un lungo viaggio.
Lo ammetto, nella mia visione romanzata delle cose, le persone che incontro, di volta in volta, sono figuranti posti da chi tesse i fili del fato per godersi lo spettacolo pop corn alla mano.

Sarà che nei miei viaggi ho incontrato persone di ogni genere: la nonnina che, carica di regali e cibo, attraversava mezza Italia per vedere il nipotino appena nato, la bambina che mi rubava le patatine chiedendomi di raccontarle una storia, la ragazzina al suo primo viaggio da sola per raggiungere il suo amore in un’altra città, il ragazzo che mi ha rubato un bacio, la vecchietta che mi ha riempito di frutta e biscotti, le ragazze americane missionarie venute a fare volontariato in Italia, turisti da ogni parte del mondo.
Storie e vite di cui conservo uno sbiadito ricordo, come pezzi nascosti di un enorme puzzle che, viaggio dopo viaggio, compongo sul muro della mia memoria..

In questo post, voglio condividere con voi il mio ultimo strano incontro fatto in treno, raccontarvi come, a volte, ho la sensazione di essere la protagonista di uno di quei film per ragazzine che adoro tanto guardare. Oh no, toglietevi quel sorrisetto dal volto, non ho incontrato alcun principe azzurro [leggesi: non  ho incontrato alcun bonazzo da far paura per cui perdere la testa e mollare tutto all’improvviso dimenticandomi del mio presente], era più come quei film in cui la bella protagonista svampita mentre sta attraversando un momento della propria vita in cui si sente confusa e smarrita incontra un perfetto sconosciuto che invece sembra aver capito tutto, nonostante non conosca neanche il suo nome.

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Solito inconveniente estivo su un intercity per Roma: aria condizionata guasta con conseguente carrozza chiusa al pubblico; valigia e imprecazioni alla mano, sono andata, quindi, alla ricerca di un posto da occupare. Dribblando bambini frignoni e uomini soli svaccati sui sedili manco fossero sul divano di casa propria, evitando di cascare sulle valigie disposte alla bene e meglio lungo il corridoio, ho trovato pace di fronte a due ragazze in partenza per le vacanze.
Troppo impegnata a brontolare contro la batteria del mio telefono, non ho notato subito il signore paffuto seduto al mio fianco; è stato solo l’arrivo del controllore dall’ostentata simpatia a distogliermi dai pensieri in cui mi ero persa.

Potrei scrivere un intero post sul fatto che la gente dia per scontato che io sia straniera e che, di conseguenza, parli inglese [quando nella tua stessa città il cameriere di parla in inglese inizi a capire che c’è qualcosa che non va proprio come dovrebbe], fatto sta che mi sono ritrovata in maniera del tutto spontanea a fare da traduttrice tra il controllore troppo curioso e il mio vicino di posto decisamente divertito dalla scenetta offerta.

Un modo banale per attaccare bottone direte voi, ed io non posso che darvi ragione!
Non appena il controllore si è allontanato, l’uomo al mio fianco si è rianimato, ben felice di aver trovato qualcuno che parlasse la sua lingua con cui poter condividere il viaggio; sotto lo sguardo sconcertato delle due ragazze, che non capivano una sola parola di cosa stessimo dicendo, abbiamo iniziato così a dialogare del più e del meno.
Domande banali da viaggio:
• è in vacanza?
• come mai da solo?
• da dove viene?
• quanto tempo si ferma in Italia?
Chiacchiere leggere per ingannare il tempo con cui ho appreso che lo sconosciuto signore era norvegese, viveva ad Oslo per la precisione, cambiava lavoro ogni tre anni per noia e voglia di affrontare sempre nuove sfide, aveva lavorato più o meno in tutto il mondo, aveva una moglie e due figlie [di cui ho osservato le foto ascoltando i racconti sulle loro vite], aveva da poco salutato la consorte per godersi gli ultimi giorni in Italia da solo e aveva scelto Roma come ultima meta.

Stavo per dedicarmi alle lettura di qualche blog random, quando mi ha incuriosito con l’ennesima domanda:
posso chiederti in che mese sei nata? E il giorno?
Credo di aver sorriso in maniera cordiale fornendogli la risposta e di aver finto accondiscendenza quando gli ho sentito esclamare:
Tu non lo sai, ma mi hai detto tantissime cose di te in questo momento.

A questo punto del racconto va fatta qualche specifica, sono una persona estremamente razionale eppure mi lascio affascinare dalle cose che non conosco, quei misteri che si nascondono tra le parole e le immagini, tra i numeri ed i pensieri. E’ solo per questo motivo che, invece di scoppiare a ridere come istintivamente avrei fatto, ho domandato incuriosita: ma davvero? Ok, il termine giusto per definire il mio tono di voce sarebbe sarcastico, ma chi non lo sarebbe in una situazione del genere?

Lo sconosciuto signore norvegese, mostrandomi il libro che stava leggendo poco prima di essere interrotto dal controllore, mi ha spiegato la sua passione per la numerologia illustrandomi quanto i numeri che gli avevo fornito gli avevano aperto un mondo su me stessa.

Ero incredula e sconcertata mentre ascoltavo le sue parole fluttuare nell’aria del vagone di quell’intercity diretto a Roma; un perfetto sconosciuto stava tracciando un accurato profilo del mio carattere e del mio modo di affrontare la vita come se mi conoscesse da anni… ed io mi sono ritrovata a parlare delle mie ansie e delle mie paure, come se avessi di fronte un vecchio amico ho liberato i miei pensieri. In fondo è proprio questo il bello di parlare con un perfetto estraneo, la consapevolezza che l’indomani non dovrai rivedere il suo sguardo fa crollare di colpo ogni corazza di cui ti eri ricoperta fino a quel momento.

Abbiamo chiacchierato per oltre un’ora ridendo di quanto buffo fosse stato il destino quel giorno: io ero sulla carrozza sbagliata, lui sul treno sbagliato, entrambi stavamo imparando qualcosa da quell’incontro inaspettato, da quelle chiacchiere leggere e pesanti allo stesso momento.
Ci siamo salutati augurandoci il meglio per le nostre vite, mi ha lasciato una mail per inviare il mio curriculum a sua moglie che non credo utilizzerò mai e con la consapevolezza di non aver sprecato tempo con le nostre chiacchiere.

“Non devi aver paura di perdere nella vita, ogni volta che perdi qualcosa, in realtà, impari molto altro; impari che resti in piedi, nonostante tutto; impari che sei, comunque, più forte tutto. Le prime volte ci stai male, ma poi impari che alla fine tutto passa, che tu riesci a far passare tutto. Ci vuole tempo. Perdere aiuta a costruire la tua personalità, non farti spaventare dalle cose che non vanno come vorresti. Non aver paura di desiderare qualcosa, sai che, prima o poi, sei talmente testarda da ottenerlo.”

Grazie sconosciuto signore del treno.

Pensieri Sparsi


image

Sono un misto di emozioni stamattina: ansia, agitazione, eccitazione, noia, paura, curiosità, indifferenza…sonno.
Ho indossato occhiali da sole per schermarmi dal mondo più che dal sole, ho chiuso nella mia borsa rosa le mie ansie peggiori e ho disegnato un sorriso sul mio viso.
Una voce amica dall’altro lato del telefono, un soffio di leggerezza al sorgere del giorno. Ne avevo bisogno, ma non lo avrei mai ammesso.
Posso farcela, devo farcela. ☆