365 days of me

10.11.12 of 365


Lo so, stavate già pensando che avessi abbandonato il progetto…o forse ci stavate sperando.

In entrambi i casi, mi tocca deludervi:

𝟷𝟷/𝟹𝟼𝟻

𝙻𝚎 𝚌𝚑𝚒𝚊𝚌𝚌𝚑𝚒𝚎𝚛𝚎 𝚟𝚒𝚌𝚒𝚗𝚘 𝚊𝚍 𝚞𝚗 𝚌𝚊𝚖𝚒𝚗𝚘 𝚑𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚞𝚗 𝚜𝚊𝚙𝚘𝚛𝚎 𝚍𝚒𝚟𝚎𝚛𝚜𝚘.

𝟷𝟸/𝟹𝟼𝟻

𝙿𝚘𝚜𝚝 𝚖𝚞𝚝𝚘

𝟷𝟹/𝟹𝟼𝟻

𝙴̀ 𝚊𝚛𝚛𝚒𝚟𝚊𝚝𝚘 𝚒𝚕 𝚖𝚘𝚖𝚎𝚗𝚝𝚘 𝚍𝚒 𝚖𝚎𝚝𝚝𝚎𝚛𝚎 𝚒𝚗 𝚞𝚗𝚘 𝚜𝚌𝚊𝚝𝚘𝚕𝚘𝚗𝚎 𝚒𝚕 𝚖𝚒𝚘 𝚜𝚙𝚒𝚛𝚒𝚝𝚘 𝚗𝚊𝚝𝚊𝚕𝚒𝚣𝚒𝚘. 𝚂𝚝𝚘 𝚐𝚒𝚊̀ 𝚜𝚘𝚏𝚏𝚛𝚎𝚗𝚍𝚘 𝚊𝚕 𝚙𝚎𝚗𝚜𝚒𝚎𝚛𝚘 𝚌𝚑𝚎 𝚒𝚕 𝚖𝚒𝚘 𝚖𝚎𝚛𝚊𝚟𝚒𝚐𝚕𝚒𝚘𝚜𝚘 𝚊𝚕𝚋𝚎𝚛𝚘 𝚍𝚒 𝙽𝚊𝚝𝚊𝚕𝚎 𝚗𝚘𝚗 𝚜𝚊𝚛𝚊̀ 𝚊𝚕 𝚜𝚞𝚘 𝚙𝚘𝚜𝚝𝚘 𝚊𝚍 𝚊𝚜𝚙𝚎𝚝𝚝𝚊𝚛𝚖𝚒 𝚊𝚕 𝚖𝚒𝚘 𝚛𝚒𝚝𝚘𝚛𝚗𝚘.

𝙴̀ 𝚜𝚘𝚕𝚘 𝚞𝚗 𝚊𝚛𝚛𝚒𝚟𝚎𝚍𝚎𝚛𝚌𝚒!

Xoxo

Pensieri Sparsi

A te e famiglia…


Il mondo di internet in questi giorni sembra essere terrorizzato dall’avvento del temutissimo A te e famiglia, dalle pericolosissime foto di alberi di Natale decorati, dai video di piccoli cantori o di California Dream Man minuti di cappellini in posti improbabili, dalle odiose catene di Sant’Antonio che girano dai tempi di Megan Gale e la sua Christmas card, dalle foto delle tavole imbandite.
Come ogni anno la gente inizia a lamentarsi giorni prima di cose che, diciamocela tutta, finirà a fare mettendo il pilota automatico. Come ogni anno.

Sia chiaro: odio tutte le cose citate e le evito come la peste. Ma è davvero questo il vero problema del Natale?

Ci state pensando pure troppo per i miei gusti ed è evidente come stiate cercando di ricoprirvi di finto spirito natalizio provando a credere alla cazzata del a Natale siamo tutti più buoni.

La cosa più fastidiosa del Natale sono le domande dei parenti/amici che probabilmente incontrate puntualmente solo durante i giorni di festa e che sono lì a farvi da promemoria di tutte quelle cose che, soprattutto durante i giorni di festa, vorreste eliminare dalla vostra mente.

E la scuola come va? Stai studiando?
Ma quanti esami ti mancano alla laurea?
E il fidanzatino?
A quando il matrimonio? 
Ma quando il primo figlio? E il secondo?

E’ una sorta di tradizione, un po’ come la più antica delle diatribe: Panettone o Pandoro? Un po’ come il solito simpaticone che all’estrazione del primo numero urla Ambo con tanto di risata divertita. Esilarante. 
Ci passiamo tutti. Ogni santo Natale.

Per quanto riguarda me, dopo qualche anno ho capito di avere una versione personalizzata delle su citate domande che si racchiude in un’unica domanda:
Allora, quando ci dai una bella notizia?

Resto sempre un po’ tontolona di natura e non vi nascondo che, in un primo momento, poco capivo a cosa si riferissero.
Una bella notizia?
Cosa volevano sapere da me?
Quando sarei stata al prossimo concerto?
Quando avevo programmato il prossimo viaggio?
Quando avrei fatto shopping la prossima volta?
Ma poi bella notizia, per chi?

A 33 suonati e senza uno straccio di fidanzato all’orizzonte, ho capito che l’unica bella notizia che il mondo (Ok, sto esagerando ma compatitemi eh) sembra aspettare sia l’avvento di un uomo che mi porti all’altare perché gli anni passano e non posso aspettare ancora molto per essere al tuo matrimonio.

Ho imparato a sorridere a tale domanda capendo la tenera preoccupazione che si mal cela dietro questa inopportuna domanda, ho imparato a dare risposte sarcasticamente educate e a pensare che in fondo Natale arriva una volta l’anno.

E ho imparato ad amare quei parenti che, invece, mi domandano:
A quando il prossimo viaggio? Quale parte del mondo vedrai questa volta?

Buon Natale, a te e famiglia.
(E’ meno irritante adesso, no?)

Pensieri Sparsi

𝓘 𝔀𝓪𝓷𝓷𝓪 𝔀𝓲𝓼𝓱 𝔂𝓸𝓾 𝓪 𝓜𝓮𝓻𝓻𝔂 𝓒𝓱𝓻𝓲𝓼𝓽𝓶𝓪𝓼 💖


Semplicemente, Buon Natale.

Pensieri Sparsi

Come quando ero bambina.


In questi giorni un po’ mi manca l’essere bambina: il guardare il mondo con gli occhi pieni di magia e il cuore pieno di speranza; il perdermi nel susseguirsi dei giorni di vacanza da scuola senza lasciare alla mole di compiti da fare di alterare il mio umore; il lasciarmi rapire dai giochi portati di Babbo Natale pensando già a quelli che avrebbe portato la Befana; il non riuscire a cogliere quelle parole fastidiose che ledono la mia serenità, il riuscire ad essere lontana da tutto quello che non va come deve andare.

Con una tazza di cioccolata calda e il calore del camino, almeno per un po’, posso sentimi ancora un po’ bambina…

Mondo Tag · Pensieri Sparsi

30 Days Writing Challenge – 14


Per quanto io sia decisamente più tipa da Sabato del Villaggio che da OziaDì, quando sei in compagnia delle scapestrate con cui sto trascorrendo il weekend anche l’OzieNica [la fusione dei nomi non è decisamente il mio forte, devo arrendermi all’evidenza] ha un sapore del tutto diverso.
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Per quanto mi piace immaginarmi come una novella Serena Van Der Woodsen alle prese con il suo nuovo giochino, come moderna Gossip Girl credo proprio di avere ben poco futuro.
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Lo so, come al mio solito, sto divagando. Proprio non riesco a farne a meno, sopratutto perchè ho sbirciato quale sarà la domanda a cui dovrò rispondere oggi e, questa volta sul serio, ho ben poco da raccontarvi.
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Giorno 14 – Parla del tu film preferito, che non ti stancheresti mai di vedere.
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Non sono una grande cinefila, anzi oserei dire che non lo sono per niente; ne tanto meno sono affezionata a quei film che avrebbero dovuto segnare la mia adolescenza [ricordo con orgoglio di aver visto Dirty Dancing per la prima volta esattamente due anni fa e cosa ne penso lo trovate qua].
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Potrei ammettere candidamente che non mi stancherei mai di vedere i film con Ashton Kutcher, ma la mia scelta, credo sia anche abbastanza palese, deduco non sia propriamente dettata dalla trama. Serve davvero che i film di Ashton abbiano una trama?
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Un film che non mi stancherei mai di vedere…un film che non può mancare a Natale; quanto meno nel mio Natale. Ecco si, se proprio dovessi scegliere un film che per me rappresenta un must a cui, nonostante l’età, non potrei mai rinunciare è: Il Grinch!
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Devo davvero spiegarvi il perchè?
Pensieri Sparsi

NoSense!


Che questo fosse il blog di una psicopatica lo suggerisce lo stesso titolo, motivo per cui non credo vi stupisca più di tanto il senso sconnesso con cui, ultimamente più che mai, stanno comparendo i post in questo spazio.
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Tristezza e malinconia si alternano a ricordi e speranze; rabbia e solitudine fanno a cazzotti con la sciocca leggerezza di post come questo che man mano sta prendendo forma sotto le mie dita.
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E’ il 27 Dicembre e, probabilmente per la prima volta in tutta la mia vita, sono rilegata in questo triste ufficio invece di essere impegnata nel rafforzare il profondo legame instaurato con il divano di casa mia e quei film natalosi che tanto hanno segnato la mia infanzia/adolescenza.

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E mentre tutto il mondo di Facebook sembra stia passando la giornata a mantenersi la pancia troppo rimpinzata nei giorni passati, non riesco a non avvertire un profondo senso di tristezza per questi giorni ormai trascorsi  e per la presa di coscienza di non aver mangiato uno dei pochi dolci di cui sono davvero ghiotta: gli Struffoli di mia mamma; in questo Natale non Natale, tra le troppe cose a cui pensare, non c’era assolutamente tempo, e voglia, da perdere per realizzare quelle piccole e dorate palline di felicità.
[Si, mi sono mancati proprio assai questo Natale, così tanto da diventare poetica]

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E’ il 27 Dicembre e non so ben spiegare perchè continui a risunarmi nella mente un verso di una vecchia canzone di Daniele Silvetri:
…la panacea di tutti i mali è la distanza…
Era stato il titolo del mio Fotolog nel lontano 2007 [Promemoria: mai cercare gli anni di uscita delle canzoni che risuonano nella mente, scoprire che non siano esattamente di qualche anno fa lede nuocemente alla salute] quando era risuonato illuminate e forse profetico alle mie orecchie.
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Allontanati da quello che non ti fa bene!
Non mi sembrava un consiglio così difficile da seguire in quel periodo…ma come canta Alice:
Io mi so dar ottimi consigli,
Ma poi seguirli mai non so
E per questo nei pasticci spesso son.
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Mi sono persa io stessa nel vortice dei miei pensieri in questo post senza capo ne coda; non so se qualcuno mi abbia accompagnato in questo viaggio sconnesso in sentieri di parole che non era mia intenzione esplorare.
E’ il 27 Dicembre e sono a lavoro [ormai per poco ancora]…volevo solo una distrazione…
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Posso avere questa distrazione?
Pensieri Sparsi

🤦🏼‍♀️


Si dice che si raccoglie cosa si semina ed evidentemente come contadina io devo essere proprio una frana; perchè non riesco a spiegare diversamente il vuoto che ho intorno ogni volta che sono io a stare male, ogni volta che io avrei bisogno realmente di qualcuno al mio fianco.

La triste verità è che con le parole sono così dannatamente bravi tutti, ma a conti fatti restano solo vuote chiacchiere che hanno iniziato a far sanguinare le mie orecchie e smesso di far lacrimare i miei occhi.


Non ho bisogno di nessuno! Non ci sarò più per nessuno!

Pensieri Sparsi

🎄Merry Xmas 🎄


La verità è che, nonostante tutto, io credo nello spirito del Natale; non credo di aver mai smesso di credere nella magia natalizia raccontata nei film…non ho mai smesso di credere davvero in Babbo Natale. E non me ne vergogno.

La verità è che, nonostante tutto, io credo nello spirito del Natale; non credo di aver mai smesso di credere nella magia natalizia raccontata nei film…non ho mai smesso di credere davvero in Babbo Natale. E non me ne vergogno [lo dimostra la foto effetto manga che non mi sono vergognata di postare].


Credo sia per questo motivo che, nonostante per me sia un Natale non proprio nataloso, ho messo su il mio maglione natalizio e ho immaginato che andasse tutto bene. Proprio come alla fine accade nei film.


Pensieri Sparsi

Di emojis…e altri disagi!


In settimana la Apple ha finalmente rilasciato l’aggiornamento del fantastico sistema operativo iOS10 forse più atteso, quello che avrebbe dovuto risolvere quel leggermente fastidioso bug relativo alla durata della batteria che ha donato a molti proprietari del Melafonino dei favolosi fermaporte già a metà giornata o, in alternativa, una trendissima dipendenza da corrente elettrica [siano benedette le Power Bank e chi le ha inventate per tutta la vita].

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Lungi da me impelagarmi in recensioni informatico/tecnologiche visto che l’unico criterio con cui ho scelto il mio telefono è stato la possibilità di averlo rose gold e sfanculizzare il mio Samsung Viola colpevole di aver fallito al suo primo selfie con Nick Carter, decretando, in una manciata di secondi e una miriade di imprecazioni, tutto il mio odio verso di esso nel giro di una settimana dal suo acquisto.
[Senza voler sottolineare che, giusto per mettere i puntini sulle i, quello poggiato al momento sulla mia scrivania è il terzo iPhone in un anno che passa tra le mie graziose mani].

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Mentre cerco di capire se il motivo per cui la batteria del mio Melafonino sembri durare di più sia legato semplicemente al fatto che è praticamente nuovo, al fatto che sto avendo delle giornate in cui riesco a smanettare con il telefono, per cose non inerenti il lavoro, solo il tempo di andare al bagno [o per vestire la mia favolosa modella di Covet Fashion, su cui mi sembra assurdo io non abbia ancora scritto un post vista la mia insana fissazione per questo gioco] o al fatto che effettivamente, per questa volta, sembra che l’aggiornamento abbia fatto quello per cui era tanto atteso; insomma mentre, in realtà, mi beo del fatto che finalmente ho un telefono che mi duri più di 4 ore,  non sono riuscita a non focalizzare la mia attenzione sulla novità più eclatante dell’aggiornamento 10.2:
le nuove emojis comparse sulla mia tastiera.

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Non mi vergogno ad ammettere di avere una certa adorazione verso queste faccine con le quali, fin troppo spesso, sostituisco quelle parole che trovo sprecato pronunciare, figuriamoci scrivere.

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Sarà che sono una di quelle persone che nella vita reale gesticola tanto, una di quelle che trova rafforzativo accompagnare determinate affermazioni con movimenti più o meno ampi delle mani e con particolari espressioni facciali che mi sono costate l’appellativo di Joey Potter [quella smorfiosa di Dawson’s Creek, per intenderci] ai tempi del liceo; sarà che mi reputo ancora orfana delle chat di MSN e della possibilità di tramutare determinate espressioni o, il più delle volte, insiemi confusi di lettere direttamente in gif animate che ben esplicitavano quello che passava per la testa della me ventenne che passava le serate con le amiche perdendosi in megachat epiche e deliranti.

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Fatto sta che difficilmente le parole nei miei messaggi risultano privi di un disegnino colorato che esprima visivamente il mio pensiero, o che gli conferisca una connotazione diversa: avete mai provato ad aggiungere un bel cuoricino rosso ad un’affermazione acida? ❤

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Premesso tutto ciò, secondo voi quante possibilità avevano ben 100 nuove emojis di non catturare la mia attenzione?

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Parliamone!
Finalmente, oserei dire dopo secoli che fandom di tutto il mondo l’hanno richiesta a gran voce, è arrivata la faccina che meglio mi descrive ogni qualvolta Nick Carter posta una foto mentre finge di fare esercizio fisico in palestra…

 … o in alternativa quella da usare quando è la moglie a deliziare il popolo di Instagram con un suo selfie o con la foto del suo bambino.

Forse sarebbe meglio sottolineare che la mia è semplice ironia e non rischiare di far indispettire il Karma e ritrovarmi, in questi giorni di Natale, in mesta compagnia di quel fedele amico bianco, morbido e spesso fin troppo ricoperto di balsamo.

Quanto posso essere felice, proprio in questo che è il periodo giusto dell’anno, dell’avvento di Mamma Natale e del Principe Azzurro che smetterà di lasciar da sola la sua principessa.

Sono 100!
E tra nuovo cibo, nuovi mestieri, nuovi gesti, clown, pinocchio, cowboy e perfino il braccettino per i selfie le parole sono sempre più superflue…ma anche no!

Questa è la mia preferita!
E voi avete già scelto
qualla che meglio vi rappresenta?