Pensieri Sparsi

Blue Monday


Mi state dicendo che oggi ho tutto il diritto di odiare il mondo e/o essere triste perché semplicemente perché, circa una decina di anni fa, uno psicologo inglese non avendo nulla di meglio da fare si è messo ad elaborare una sconclusionata formula matematica che ha stabilito che il terzo lunedì di gennaio è il giorno più triste in assoluto di tutto l’anno?

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Al diavolo questa psicologia spiccia, io odio il mondo e sono tendenzialmente triste ogni lunedì da sempre; il termostato del mio umore è impostato costantemente sul Blue Monday quando la sveglia interrompe il flusso dei miei sogni di lunedì mattina.

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Nonostante i buoni propositi in cui amo cullarmi la domenica sera prima di lasciarmi fagocitare dal calore del mio piumone, il lunedì la mia voglia di interagire con il mondo resta perpetuamente pari a zero, il mio desiderio di rimandare a domani quello che non ho voglia di fare oggi aumenta in maniera esponenziale al peggioramento delle condizioni climatiche in cui sono costretta a muovermi, la mia bramosia di tornare a letto e porre fine alla giornata raggiunge le stelle.

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Buon OdiaDì, come ogni lunedì

Pensieri Sparsi

Ciao ciao, 2015!


Quando un anno praticamente perfetto sta volgendo al termine e le premesse per quello che deve arrivare sono tutt’altro che  rosee è davvero difficile trovare qualcosa per cui festeggiare la notte di Capodanno; il 2014 era stato un anno talmente carico di emozioni e piacevoli avvenimenti che lo scorrere lento delle ultime ore della sua ultima giornata le ho trascorse ripetendo come una litania la stessa frase: non voglio che finisca!
Le mie speranze per questo 2015 ormai giunto al termine erano praticamente nulle: avrei compiuto 30 anni, non sarebbe stato un anno Back, molto presto il mio gruppo di amici avrebbe subito dei cambiamenti e troppi pochi eventi riempivano la mia agenda!
Sarebbe stato un disastro, ne ero sicura…eppure alla fine non è andata proprio così!

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Il bello della vita è che quando meno te lo aspetti sceglie di sorprenderti, prende le carte che hai in mano e le sconvolge regalandoti una nuova giocata, a volte più fortunata altre un po’ meno ma sempre completamente diversa da come l’avevi immaginata!
Questo 2015 è stato esattamente così e avrei dovuto capirlo dal primo giorno dell’anno quando, mentre, ero in fila per prendere delle patatine ho letto del primo cambio di rotta di questo anno: dopo tutto non sarebbe stato totalmente un anno non Back!

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Penserete che come prima reazione nell’apprendere che avrei beccato i Backstreet Boys a Londra, viaggio appena prenotato per celebrare al meglio i miei 30 anni, io abbia fatto i salti di gioia e ringraziato il fato magnanimo per questo inaspettato regalo! Nulla di più sbagliato!
Per quanto avessi adorato il sentigli cantare per me Happy Birthday lo scorso anno, il mio odio per gli imprevisti non mi ha lasciato gioire a pieno di questo inaspettato regalo: chi li aveva invitati anche quest’anno al mio compleanno? In fondo, capitemi, era il mio compleanno sarei dovuta essere io la protagonista del weekend, non loro eh!

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Eppure, nonostante le mille mila paranoie che hanno accompagnato le settimane precedenti alla partenza, il viaggio a Londra per i miei 30 anni è sicuramente uno dei ricordi che serbo con più tenerezza…e loro sono stati la ciliegina sulla torta o, per meglio dire, sui cupcakes della serata pop trash che io e le mie amiche ci siamo regalate per accogliere il mio ingresso negli -enta.
Cosa c’è di meglio di sentirsi ragazzina in momenti come questi? Assolutamente nulla!11081363_10206195633320046_6309600204601367040_n

E questa era solo la premessa…
In fin dei conti, quello di Londra era l’unico viaggio che avevo in programma a dicembre dello scorso anno! Ho sfogliato il mio album su Facebook dedicato a questo anno ormai finito [voi non potete saperlo ma tra la mia ossessione nel fotografare tutto e la mia paura di dimenticare le cose che vivo, ogni anno è catalogato a mo’ di promemoria del mio vissuto in uno specifico album sul mio profilo Facebook, con tanto di data e luogo in cui è stata scattata la foto] e, guardando tutti i posti in cui sono state scattate le varie foto, ho sorriso alla sensazione di staticità che mi attanagliava pensando al 2015 che doveva arrivare!

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Il 2015 è stato l’anno dei viaggi: Londra, Praga, ancora Londra e, infine, Parigi; l’anno dei consueti weekend a Como e del Salone del Mobile di Milano, dell’estate in Puglia e in Liguria, del weekend sulla neve e del Museo di Barbie, della mansarda ad attendermi ad Ostia! L’anno degli infiniti weekend romani, del cibo spazzatura e la distruzione di Dirty Dancing️.

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Il 2015 è stato l’anno dei concerti: Backstreet Boys (seppure solo per venti minuti), Ligabue, Lindsey Stirling, Tiziano Ferro, Robbie Williams, Jovanotti e i Linkin Park. L’anno della trottolina in giro per l’Italia che prenota tutto troppo ravvicinate e si ritrova , puntualmente, a fare delle vere e proprie maratone.

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Il 2015 è stato l’anno del mio Eclisse e delle soddisfazioni che mi ha regalato; della gratitudine immensa verso chi ha creduto in me ancor prima che iniziassi a farlo io, verso chi ha dato fiducia alle mie parole e verso chi le mie parole non le ha gradite ricordandomi che nella vita non posso piacere a tutti, in fin dei conti non tutti possono avere buon gusto!

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Il 2015 è stato l’anno del “adesso voglio sentire un urlo!”; del calcio in culo quando per troppa razionalità e paura ho rischiato di rinunciare ad una cosa a cui tenevo tanto; del pianto di gioia attaccata ad un telefono quando tutte le difese sono crollate e l’emozione prende il sopravvento. L’anno in cui lo stupore di sapere che qualcuno avrebbe fatto qualcosa per me solo per il gusto di vedermi felice mi ha scaldato il cuore.

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Il 2015 è stato l’anno delle amicizie: quelle che giorno dopo giorno sono divenute indispensabili certezze, quelle assopite ma mai dimenticate, quelle riscoperte come una piacevole sorpresa, quelle che ti ricordano che non sei sola, quelle giunte al termine dopo 10 anni, quelle messe in discussione che ti fanno piangere come una cretina chiedendoti in cosa sei sbagliata. È stato l’anno della consapevolezza che ho scelto di avere intorno persone che mi capiscono, e che, quando non lo fanno, mi accettano così come sono.

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Il 2015 è stato l’anno in cui questo spazio virtuale ha preso vita e io ho ritrovato il piacere di mettere nero su bianco i miei pensieri, di non vergognarmi delle parole confuse che chiedono di trovare una collocazione, delle opinioni che non riesco a tacere, delle ansie che chiedono di essere ascoltate.

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Il 2015 è stato l’anno dell’operazione al mio occhio troppo pigro per guardare il mondo; l’anno in cui mi sono ricordata che da sola funziono alla grande ma non per questo devo fare tutto in solitudine.

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Il 2015 è stato un anno di cambiamenti: alcuni grandi e visibili, altri impercettibili ma fondamentali. È stato un anno di quelli che un po’ ti deludono, un po’ ti confondono, un po’ ti regalano sorrisi inaspettati e lacrime di gioia; uno di quegli anni colmo di momenti da fotografare e ricordare.

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Anche per quest’anno il mio principe azzurro deve aver smarrito la giusta via [dovevo chiedere a Babbo Natale di regalargli un navigatore nuovo, maledizione] e al suo posto sono arrivate delle fatine {lucciole poteva essere frainteso} che hanno illuminato anche i miei giorni più bui regalandomi un sorriso, che hanno combattuto contro i miei silenzi e distrutto i muri che nei giorni di pioggia sono brava ad indossare, che, proprio in quei giorni lì, hanno aperto il proprio ombrello offrendomi un passaggio finché non tornassi a vedere il sole.

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Propositi per questo 2016 ormai alle porte, in realtà, non ne ho, trovo sciocco farmi promesse che non riuscirò mai a mantenere o crearmi false aspettative che, con un’altissima percentuale, saranno deluse. Non mi aspetto nulla, ma sono pronta a lasciarmi sorprendere da tutto; credo possa bastare!

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Ma davvero qualcuno ha letto tutto questo papiro?

 

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

12 ottobre 2007


Sono passati 8 anni, quando si dice che il tempo vola!?!
Avevo 22 anni ed ero bionda, un colore davvero poco definito di capelli se vogliamo essere oneste; ero una ragazzina, di quelle che si erano da poco rimesse in piedi e tenevano insieme i propri pezzi con colla e scotch, di quelle che avevano voltato le spalle a tutte le strade percorse ed erano tornate all’inizio del proprio percorso alla ricerca di una speranza, di un pensiero felice.

Inizialmente quel viaggio neanche avevo intenzione di farlo, troppo pigra e poco ottimista stavo per darla vinta alla parte razionale che mi aveva guidata per quasi tutta la mia vita; il pensiero di salire su un intercity e farmi 7 ore di treno per poi restare sicuramente delusa da quello che avrei trovato mi aveva portato a desistere dal provarci…fino a circa dieci giorni prima. Non ricordo cosa fosse successo, non ricordo quale meccanismo mentale deve essere scattato nella mia testolina confusa, d’un tratto sapevo solo che quel viaggio dovevo farlo: dovevo partire ad ogni costo.Di colpo ero entusiasta e felice della mia scelta.
Con quello che, in quel periodo, consideravo decisamente un moto di follia avevo prenotato treno e albergo con delle mezze sconosciute; persone che avevo conosciuto su internet, su un forum, incrociate per pochi istanti nella vita reali. Sono sempre stata una persona ansiosa e paranoica, ma avevo bisogno di compagne di viaggio e questo mi era bastato per scegliere di fidarmi, di mettere da parte le mie fobie e il mio terrore di non trovarmi bene con delle persone che avrebbero potuto odiarmi dal vivo, avevo scelto di mettere da parte la parte noiosa di me stessa e lanciarmi in qualcosa di nuovo per me, qualcosa che finalmente desiderassi davvero.Non capisco perché stai così, vorrei solo fossi più razionale. Non ho idea del perché credi di riuscirci, smettila di crederci. Non voglio vederti tornare delusa, sappiamo che sarebbe peggio poi.
Ero entusiasta, non sapevo dare un nome a quella sensazione che avevo dentro e che mi faceva sorridere come una cretina nel bel mezzo di conversazioni che non c’entravano nulla, e la mia migliore amica di quel tempo, quella che passava intere giornate a casa mia e mi costringeva a subirmi tutti i suoi drammi amorosi, non riusciva a capire cosa mi passasse per la testa, non riusciva a comprendere quella mia gioia insensata, quella mia positività senza motivo.Tu non capisci. E’ la volta buona, lo so, questa volta succederà.
Non so spiegare da dove traessi questa assurda convinzione, probabilmente avevo solo bisogno di vedere una cosa bella prendere vita, avevo bisogno di credere che i sogni se ci credi alla fine riesci a toccarli, avevo bisogno di sapere che tutti si erano sempre sbagliati.E’ solo un poster. Non li incontrerai mai.
Era il 12 ottobre del 2007, avevo 22 anni ed ero bionda; ero fatta di tanti piccoli pezzettini rotti che non credevo sarebbero mai stati insieme per davvero, ero convinta che la colla non avrebbe retto e lo scotch si sarebbe disintegrato. Avevo bisogno di un sogno e ho ottenuto l’inizio di un meraviglioso viaggio.Sono passati 8 anni eppure ricordo perfettamente la paura di vedere il cuore esplodermi in petto da un momento all’altro, la felicità più assoluta che avessi mai provato in un solo istante, la difficile presa di coscienza che non fosse solo un meraviglioso sogno, la difficoltà delle parole a prendere una qualsiasi forma, le sue mani…oh le sue mani e la mia pessima figura nel non volerle lasciare, i loro baci e la condivisione di quel momento con una carissima amica, incredula quanto meno per quanto stessimo vivendo.E’ stato un momento, una manciata di minuti, il momento più bello della mia vita…il primo di tanti; ma quel giorno non potevo saperlo.12

Ce l’avevo fatta, avevo dimostrato al mio mondo, a me stessa, che i sogni si avverano, che le cose belle, per quanto impossibili, accadono a chi muove il culo per farle accadere; avevo dimostrato a me stessa che solo cambiando prospettiva le cose cambiano e solo facendo cose differenti avvengono cose diverse.

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Voi vedete una foto sfocata [volutamente sfocata],
io vedo un bellissimo promemoria:
Avevo dimostrato a me stessa che ero ancora in grado di essere felice…
ma felice davvero.