Pensieri Sparsi

Siamo così, dolcemente complicate…


Reduce da una serata karaoke in bilico tra le donne dolcemente complicate della Mannoia e quelle che non indossano solo una minigonna ma vogliono un vero uomo accanto a se della Tatangelo; mancavano all’appello solo Sabrina Salerno e Jo Squillo a ricordare che oltre alle gambe c’è di più e la colonna sonora del post che sto scrivendo sarebbe stata oltremodo perfetta.
Per la serie: se ieri pomeriggio avevo in mente il delirio che sto per mettere nero su bianco, dopo questa serie di messaggi subliminali mi è sembrato chiaro il non poter esimermi dal farlo.

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Non siamo tornati all’asilo e questo non vuole in alcun modo essere uno di quei post maschi contro femmine dal sapore fintamente intellettuale in cui, aggrappandomi ad uno pseudo femminismo in nome delle suffragette, metto, rigorosamente in maniera acida, qualche puntino sparso sulle i dell’infinito discorso dell’emancipazione femminile ai nostri giorni;insomma, per farla breve non lederò in alcun modo la virilità maschile né tesserò lodi random alle portatrici sane di vagina.
E’ una mera constatazione domenicale, prendetela per quello che è.

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Non per far polemica, che appunto è domenica mattina e non mi sembra il momento adatto, ma vorrei farvi notare che se Vasco Rossi o Liguabue non hanno sentito il bisogno spasmodico di scrivere un inno per la loro condizione di essere uomini un motivo ci sarà, non trovate anche voi? Non sono tagliata per fare la cantautrice, eppure non riesco proprio ad immaginare uno stadio pieno di uomini che, abbracciati in un moto di complicità, alzano gli occhi al cielo cantando a squarciagola strofe del genere:
“Siamo uomini, oltre al pacco ehmm calcio c’è di più”
“Essere un uomo, non vuol dire aprire soltanto il portafogli…essere un uomo è di più.”
“Siamo così, emotivamente complicati sempre un po’ incazzati ma potrai trovarci ancora qui, nelle sere un po’ furiose non toccare le nostre cose…”

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La verità è che per quanto ogni donna sia consapevole che potrebbe fare le stesse cose di un uomo, e tendenzialmente potrebbe farle anche meglio senza rovinarsi la manicure, la realtà dei fatti, a volte, ancora si scontra con quella che resta una bella utopia.
Lo so: il mio capo è donna ed è il migliore che abbia mai avuto; le mie colleghe sono donne e sono davvero molto intelligenti, la mia segretaria segna gli appuntamenti che è una meraviglia…nessuno mette in dubbio che esistano uomini intelligenti capaci di giudicare una persona per le sue capacità e non per le sue dotazioni intime.

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Eppure, mentre stavo andando in cantiere l’altro giorno mi è stato fatto notare che le donne nel mio settore sono poche e spesso hanno la tendenza ad essere acide, a fare la voce grossa, insomma ad essere delle gradi stronze; ho sorriso a questa affermazione consapevole che poco si distaccava dalla realtà dei fatti mentre come in un flash mi balenava in mente una frase ascoltata poco tempo fa nel mio telefilm:
Qualsiasi donna che si rispetti sa che dobbiamo lavorare il doppio per essere considerate la metà di un uomo.

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Ma non avevi detto che non era uno di quei post femministi dal sapore un po’ antiquato? Oh certo, e non ho alcuna intenzione di smentire le mie intenzioni. Anche se, per l’appunto, non ho potuto dare smentita all’affermazione di cui sopra perché conosco la sensazione di dover sembrare acida per essere ascoltata al pari di un uomo; perché quando cerchi le scarpe da cantiere e ti rinviano bonariamente alla Chicco per il numero troppo piccolo o ti viene ricordato di non dare confidenza agli operai semplicemente perché al tuo chiedere scusa per aver interrotto una lavorazione per dover passare ti è stata suonata la musica di Uomini e Donne ti rendi conto che, in alcuni ambiti, la gentilezza non paga.

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Si dice che una donna sia impotente giusto il tempo che le si asciughi lo smalto, la verità è che una donna resta impotente fino a quando decide di esserlo; resta impotente fino a quando decide di rispondere con un sorriso prendendo appunti di tutte le cose che, con molta calma, farà pagare al malcapitato di turno se ancora si ostina a non mostrarle il rispetto dovuto; fino a quando fingersi sesso debole si rivela la chiave giusta per manipolare il viril sesso.

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Una donna resta impotente fino a quando non decide di togliergli gli occhiali e ricordare al mondo che Supergirl riesce a fare le stesse cose di Superman, semplicemente con molto più stile.

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Date alle donne occasioni, adeguate ed esse saranno capaci di tutto.
Non dimenticatelo mai.

Pensieri Sparsi

Ciao ciao, 2015!


Quando un anno praticamente perfetto sta volgendo al termine e le premesse per quello che deve arrivare sono tutt’altro che  rosee è davvero difficile trovare qualcosa per cui festeggiare la notte di Capodanno; il 2014 era stato un anno talmente carico di emozioni e piacevoli avvenimenti che lo scorrere lento delle ultime ore della sua ultima giornata le ho trascorse ripetendo come una litania la stessa frase: non voglio che finisca!
Le mie speranze per questo 2015 ormai giunto al termine erano praticamente nulle: avrei compiuto 30 anni, non sarebbe stato un anno Back, molto presto il mio gruppo di amici avrebbe subito dei cambiamenti e troppi pochi eventi riempivano la mia agenda!
Sarebbe stato un disastro, ne ero sicura…eppure alla fine non è andata proprio così!

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Il bello della vita è che quando meno te lo aspetti sceglie di sorprenderti, prende le carte che hai in mano e le sconvolge regalandoti una nuova giocata, a volte più fortunata altre un po’ meno ma sempre completamente diversa da come l’avevi immaginata!
Questo 2015 è stato esattamente così e avrei dovuto capirlo dal primo giorno dell’anno quando, mentre, ero in fila per prendere delle patatine ho letto del primo cambio di rotta di questo anno: dopo tutto non sarebbe stato totalmente un anno non Back!

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Penserete che come prima reazione nell’apprendere che avrei beccato i Backstreet Boys a Londra, viaggio appena prenotato per celebrare al meglio i miei 30 anni, io abbia fatto i salti di gioia e ringraziato il fato magnanimo per questo inaspettato regalo! Nulla di più sbagliato!
Per quanto avessi adorato il sentigli cantare per me Happy Birthday lo scorso anno, il mio odio per gli imprevisti non mi ha lasciato gioire a pieno di questo inaspettato regalo: chi li aveva invitati anche quest’anno al mio compleanno? In fondo, capitemi, era il mio compleanno sarei dovuta essere io la protagonista del weekend, non loro eh!

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Eppure, nonostante le mille mila paranoie che hanno accompagnato le settimane precedenti alla partenza, il viaggio a Londra per i miei 30 anni è sicuramente uno dei ricordi che serbo con più tenerezza…e loro sono stati la ciliegina sulla torta o, per meglio dire, sui cupcakes della serata pop trash che io e le mie amiche ci siamo regalate per accogliere il mio ingresso negli -enta.
Cosa c’è di meglio di sentirsi ragazzina in momenti come questi? Assolutamente nulla!11081363_10206195633320046_6309600204601367040_n

E questa era solo la premessa…
In fin dei conti, quello di Londra era l’unico viaggio che avevo in programma a dicembre dello scorso anno! Ho sfogliato il mio album su Facebook dedicato a questo anno ormai finito [voi non potete saperlo ma tra la mia ossessione nel fotografare tutto e la mia paura di dimenticare le cose che vivo, ogni anno è catalogato a mo’ di promemoria del mio vissuto in uno specifico album sul mio profilo Facebook, con tanto di data e luogo in cui è stata scattata la foto] e, guardando tutti i posti in cui sono state scattate le varie foto, ho sorriso alla sensazione di staticità che mi attanagliava pensando al 2015 che doveva arrivare!

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Il 2015 è stato l’anno dei viaggi: Londra, Praga, ancora Londra e, infine, Parigi; l’anno dei consueti weekend a Como e del Salone del Mobile di Milano, dell’estate in Puglia e in Liguria, del weekend sulla neve e del Museo di Barbie, della mansarda ad attendermi ad Ostia! L’anno degli infiniti weekend romani, del cibo spazzatura e la distruzione di Dirty Dancing️.

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Il 2015 è stato l’anno dei concerti: Backstreet Boys (seppure solo per venti minuti), Ligabue, Lindsey Stirling, Tiziano Ferro, Robbie Williams, Jovanotti e i Linkin Park. L’anno della trottolina in giro per l’Italia che prenota tutto troppo ravvicinate e si ritrova , puntualmente, a fare delle vere e proprie maratone.

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Il 2015 è stato l’anno del mio Eclisse e delle soddisfazioni che mi ha regalato; della gratitudine immensa verso chi ha creduto in me ancor prima che iniziassi a farlo io, verso chi ha dato fiducia alle mie parole e verso chi le mie parole non le ha gradite ricordandomi che nella vita non posso piacere a tutti, in fin dei conti non tutti possono avere buon gusto!

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Il 2015 è stato l’anno del “adesso voglio sentire un urlo!”; del calcio in culo quando per troppa razionalità e paura ho rischiato di rinunciare ad una cosa a cui tenevo tanto; del pianto di gioia attaccata ad un telefono quando tutte le difese sono crollate e l’emozione prende il sopravvento. L’anno in cui lo stupore di sapere che qualcuno avrebbe fatto qualcosa per me solo per il gusto di vedermi felice mi ha scaldato il cuore.

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Il 2015 è stato l’anno delle amicizie: quelle che giorno dopo giorno sono divenute indispensabili certezze, quelle assopite ma mai dimenticate, quelle riscoperte come una piacevole sorpresa, quelle che ti ricordano che non sei sola, quelle giunte al termine dopo 10 anni, quelle messe in discussione che ti fanno piangere come una cretina chiedendoti in cosa sei sbagliata. È stato l’anno della consapevolezza che ho scelto di avere intorno persone che mi capiscono, e che, quando non lo fanno, mi accettano così come sono.

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Il 2015 è stato l’anno in cui questo spazio virtuale ha preso vita e io ho ritrovato il piacere di mettere nero su bianco i miei pensieri, di non vergognarmi delle parole confuse che chiedono di trovare una collocazione, delle opinioni che non riesco a tacere, delle ansie che chiedono di essere ascoltate.

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Il 2015 è stato l’anno dell’operazione al mio occhio troppo pigro per guardare il mondo; l’anno in cui mi sono ricordata che da sola funziono alla grande ma non per questo devo fare tutto in solitudine.

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Il 2015 è stato un anno di cambiamenti: alcuni grandi e visibili, altri impercettibili ma fondamentali. È stato un anno di quelli che un po’ ti deludono, un po’ ti confondono, un po’ ti regalano sorrisi inaspettati e lacrime di gioia; uno di quegli anni colmo di momenti da fotografare e ricordare.

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Anche per quest’anno il mio principe azzurro deve aver smarrito la giusta via [dovevo chiedere a Babbo Natale di regalargli un navigatore nuovo, maledizione] e al suo posto sono arrivate delle fatine {lucciole poteva essere frainteso} che hanno illuminato anche i miei giorni più bui regalandomi un sorriso, che hanno combattuto contro i miei silenzi e distrutto i muri che nei giorni di pioggia sono brava ad indossare, che, proprio in quei giorni lì, hanno aperto il proprio ombrello offrendomi un passaggio finché non tornassi a vedere il sole.

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Propositi per questo 2016 ormai alle porte, in realtà, non ne ho, trovo sciocco farmi promesse che non riuscirò mai a mantenere o crearmi false aspettative che, con un’altissima percentuale, saranno deluse. Non mi aspetto nulla, ma sono pronta a lasciarmi sorprendere da tutto; credo possa bastare!

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Ma davvero qualcuno ha letto tutto questo papiro?