Parole e Storie · Pensieri Sparsi

2 anni di Eclisse


Davvero sono passati già due anni?

Sono passati solo due anni?

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Ho una strana percezione dello scorrere del tempo, non lo nego; se da un lato mi sembra ieri il momento esatto in cui ho deciso finalmente a mettermi in gioco, dall'altro ho la sensazione sia passata un'eternità da quello stesso giorno.

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Me lo avrete sentito ripetere fino alla nausea ormai, ma io davvero in questo progetto ci credevo quanto agli asini che volano; ero così terrorizzata da ricevere critiche negative che continuavo ad intentare stupide scuse ed arrampicarmi su scivolosi specchi pur di non chiudere gli occhi e saltare.

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Sono passati due anni da quel momento, sono arrivate quelle critiche negative che tanto mi facevano terrore ma sono state nulla in confronto all'entusiasmo con cui quella storia, chiusa per troppi anni in un cassetto, è stata accolta.
Desy, Chris e Christian hanno trovato dimora nei cuori e negli occhi di chi ha dedicato loro del tempo, leggendo la loro storia e lasciandosi trasportare, almeno per un pò, in una realtà parallela.

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Sono passati 2 anni e la loro storia è stata letta ufficialmente da 1500 persone, tante sono state le copie vendute; di quelle scaricate illegalmente purtroppo non ho traccia [si, avevo trovato il mio libro piratato].
Non sono brava ad autocelebrarmi, ma sono davvero tanto orgogliosa di me.

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E se per caso ci fosse qui in giro qualcuno che ancora non avesse letto dei miei personaggi: mi spiegate cosa state aspettando? Lo trovate qui.

 

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Auguri a me…

 

Pensieri Sparsi

Benzina sul fuoco


Succede che quando si è ragazzine si hanno dei sogni nei cassetti e che quei cassetti siano chiusi a chiave per proteggere il tesoro in essi contenuti, succede che la paura di mostrare al mondo la fragilità di quei sogni lasci che il tempo arrugginisca la serratura di quei cassetti rendendoli impenetrabili agli occhi dei più distratti.
Succede che la giusta dose di coraggio costringa quei sogni a fare capolino dall’angolino buio in cui erano stati stipati mostrando al mondo qualcosa di meraviglioso. Il baco che diviene farfalla…il sogno che diviene realtà.

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E’ esattamente questo il percorso che ho visto fare negli anni a Noemi Romagnolo, autrice di Benzina sul fuoco [e mia migliore amica], le ho visto coltivare quasi in segreto una passione che ho visto nascere negli anni, l’ho osservata studiare e migliorare per rendere le sue parole e le sue storie immagini concrete nella mente di chi si accostava alle sue parole, l’ho vista divertirsi immaginando scene da favola che sono poi diventati scorci del lavoro che, con dedizione e impegno, ha pubblicato.

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E’ passato quasi un anno dalla pubblicazione di Benzina sul fuoco [di cui vi avevo parlato qui e di cui potete comprare il formato ebook qui], e non potrei essere più orgogliosa della strada percorsa da Noemi fino ad oggi, dell’entusiasmo con cui le ho visto intraprendere questo cammino, dei giusti riconoscimenti che finalmente stanno arrivando a ripagarla dell’impegno e della dedizione investiti nella realizzazione del suo sogno.

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Nonostante mi spiaccia troppo non riuscire ad essere presente fisicamente, non potevo assolutamente esimermi nell’esprimere tutta la mia felicità per quello che, ne sono certa, sarà solo il primo dei traguardi importanti raggiunti.
Il Premio Letteraio “Il Tombolo” è stato il primo concorso a cui Noemi Romagnolo ha partecipato e la premiazione che si terrà sabato 28 Maggio presso il Cortile delle Ortensie di Cantù ne è la giusta e meritata conclusione.
Benzina su fuoco si è classificato nelle prime tre posizioni del concorso nazionale e, credetemi non sono sono di parte, se vi dico che merita assolutamente il primo posto.

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In bocca al lupo, amica mia.
Pensieri Sparsi

Eclisse & Goodreads!


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Ormai siete abituati ai miei deliri, quindi non me ne scuserò questa volta!!!
Trovare Eclisse su GoodReads stamattina, mi ha fatto un effetto stranissimo; il sapere che ci siano persone che potranno inserirlo nella propria biblioteca virtuale mi riempie di orgoglio. Probabilmente sembrerò infantile con questo post, forse troppo autocelebrativa, magari un pò montata…sicuramente molto orgogliosa di me ♡

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In quanto a voi, utilizzate piattaforme come GoodReads? Avete letto Eclisse?
Che aspettate ad inserirlo nella vostra libreria lasciandomi, perché no, una vostra recensione ☆
Ve ne sarei grata!!!

Pensieri Sparsi

100 volte…Eclisse!!!


Sono passati 16 giorni da quando, vincendo le mie paranoie, ho deciso di mettermi in gioco; spinta dalla paura di scontrarmi con un mio fallimento, mi ero ripromessa che, questa volta, non mi sarei lasciata ossessionare dai numeri; avrei consegnato i miei personaggi e la loro storia a Mr Amazon e li avrei lasciati al proprio destino, di tanto in tanto, avrei spiato da lontano il loro cammino badando bene di non restare delusa dalle loro cadute.

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Non sono brava a mantenere le promesse, soprattutto quelle fatte a me stessa!
Ho consegnato la storia di Chris e Desy a Mr Amazon, mi sono praticamente imposta di farlo, ma non sono riuscita a distaccarmi da loro. Giorno dopo giorno ho seguito con attenzione la linea rossa che corre lungo il grafico delle vendite ritrovandomi a fare il tifo per loro con il cuore pregno d’orgoglio quando il puntino saliva sempre un poco più su.

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Non avevo molte aspettative, la paura di mettersi in gioco inibisce l’immaginazione; ho scommesso contro me stessa…ed ho perso [mi toccherà pagare da bere].

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Sono passati 16 giorni, e il mio libro, la mia storia, le mie parole sono state acquistate da 100 persone.
100 persone hanno deciso di riporre la loro fiducia in me [nei miei personaggi].

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Non sono numeri da capogiro, ne sono consapevole, ma i numeri tondi mi sono sempre piaciuti.
100 persone per 100 downloads.

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Eclisse : e voi avete preso la vostra copia? 💗💗💗

Parole e Storie

Eclisse #2


La risata argentea di Christian risuona gioiosa nell’aria rallegrando il mio cuore di mamma, corre felice arrampicandosi da una giostra all’altra, urla e sorride soddisfatto mentre l’altalena lo porta sempre un po’ più su, sempre più in alto verso quel cielo che, bramoso, vuole arrivare a sfiorare con la mano. Mi siedo su una panchina non molto distante dalle giostrine per dargli l’illusione di essere libero senza però perderlo di vista; si sente già un piccolo ometto il mio bambino, la sua voglia di scoprire il mondo riesce a sorprendermi giorno dopo giorno regalandomi emozioni che mai avrei immaginato di provare. I pensieri scemano nella mia mente, mi perdo osservando il mio piccolo correre spensierato inseguendo una farfalla dai mille colori, un’espressione vispa colora il suo viso mentre, come un piccolo tigrotto, studia la sua preda, sbuffa indispettito vedendola sfuggire per l’ennesima volta ma non si arrende. Caparbio e testardo. Proprio come il suo papà!
“Mamma, mamma! Guarda cosa ho catturato. Ce l’ho fatta! Guarda mamma.”
Con le mani strette a preservare il suo piccolo tesoro, Christian corre urlando a squarciagola verso di me, si agita forse un po’ troppo nella fretta di mostrarmi la sua conquista, le gambine gli si intrecciano, è un istante, e vedo il mio scricciolo capitombolare a terra, le sue mani si poggiano veloci sul terreno permettendo alla sua preda di tornare a volare libera e felice verso il verde prato.
“Christian!”
Afferro la borsa che avevo poggiato di fianco e, a grandi falcate, raggiungo quel piccolo angelo biondo, gli sorrido con dolcezza chinandomi a ripulirgli quei pantaloni che fino a poco fa erano di un candido azzurro. I suoi occhi brillano per le lacrime che li riempiono, tira su con il naso cercando con tutte le sue forse di non piangere, la vocina lamentosa e le manine si muovono concitatamente.
“Quella stupida farfalla, era mia ora. Non doveva andare via. L’avevo presa per te.”
“Non importa, amore mio, ascoltami: è volata via, adesso è di nuovo libera, può spostarsi di fiore in fiore, cercare nuovi prati, mica volevi tenerla prigioniera?”
“Certo che volevo. Era mia ora.”
Scuoto la testa con disappunto, Christian pende dalle mie labbra.
“Se qualcuno ti prendesse mentre stai scegliendo su quale giostra salire e ti portasse via dicendo: questo è mio adesso! Tu come ti sentiresti?”
“Io sono un bambino, non una stupida farfalla.”
“Un bambino cocciuto sei.”
Imbroncia le labbra incrociando le braccia indispettito.
“Era la mia.”
Gli passo una mano tra i capelli scompigliandoli un po’, un piccolo bacio sulla guancia e una dolce proposta. Basta poco per veder tornare il sorriso sul suo viso.
“Ho sentito che i cacciatori di farfalle mangiano molto gelato per restare in forma: mega coppa da Zacky?”
“Cioccolato e fragola?”
Annuisco rimettendomi in piedi, stringo la sua piccola mano nella mia e insieme ci incamminiamo verso la gelateria.
“Allora Christian, come la facciamo questa mega coppa di gelato?”
Zacky, il gelataio, un uomo sulla cinquantina dai capelli brizzolati e il viso bonaccione, inizia con il solito elenco di mille e più gusti, consapevole che la scelta del mio piccolo ricadrà sempre sui soliti due.
“Fragola e cioccolato.”
“Ma davvero non vuoi provare il gusto puffo?”
“Che schifo. Fragola e cioccolato.”
“Ma quanto è testardo questo bambino.”
“Cliente difficile.”
Sorrido divertita prendendo le due coppe dalle mani di Zacky e dirigendomi ad un tavolino non troppo distante dal bancone, Christian affonda felice il cucchiaino nel suo gelato concentrando su esso tutta la sua attenzione.
“Allora, scricciolo, pronto per domani?”
Distoglie lo sguardo dal cucchiaino strabordante di gelato che stava portando alla bocca, imbroncia le labbra corrucciando il viso in un’espressione seria.
“Non ci voglio andare. Io non ci vado eh.”
“Sono sicura che ti divertirai tantissimo, invece, ci sono molti tuoi amichetti di scuola e conoscerai tanti nuovi bambini…”
Lascia cadere nervosamente il cucchiaino nella coppa incrociando le braccia per dare più valenza alle sue parole.
“Non ci voglio andare. Se è così divertente perché non ci vai tu?”
Sorrido benevola assaggiando un po’ del suo gelato.
“Se avessi la tua età sarei contenta di andarci, ora sono po’ troppo cresciutella purtroppo. Comunque suor Mary è dolcissima, mi ha detto che vi porteranno tutti i giorni a mare e poi è attrezzatissimo il campus, pensa che hanno addirittura il campo di basket come quello dei veri campioni.”
Al suono delle ultime parole gli occhi gli si illuminano di gioia, impugna nuovamente il cucchiaino e riprende a mangiare il suo gelato riempiendomi di domande sul campo da basket, la testarda riluttanza di poco fa sembra essere solo un ricordo ormai, gli sorrido con dolcezza cercando di rispondere a tutti i suoi quesiti. E’ stata Maggie a suggerirmi di iscrivere Christian al campo estivo, dopo avermi ripetuto che come madre ho ancora troppo da imparare mi ha messo tra le mani il volantino pubblicitario del campus di suor Mary, l’ho scrutato interdetta per un po’ provando a immaginare come potesse essere per il mio bambino passare le vacanze in un posto del genere.
“Santa donna, non avrai mica intenzione di far trascorrere a questo piccoletto tutta l’estate in questo bar? Niente ma. Le iscrizioni chiudono oggi, quindi muoviti, alzati da quella sedia e cammina.”
Quasi di peso mi ha trascinato nel cortile dell’edificio, dove si svolgeranno le attività estive, di fronte a suor Mary, una donnina quasi della mia stessa età dai lineamenti minuti e lo sguardo profondamente misericordioso che, con aria affranta, mi faceva presente come era la situazione.
“Mi spiace davvero ma non ci sono più posti disponibili, quest’anno abbiamo avuto un elevato numero di iscrizioni e…”
Stavo per ringraziare e andare via quando ancora una volta Maggie ha intercesso per me ponendosi con le mani poggiate sulle anche e sguardo altero di fronte alla povera ragazza.
“Mi stia ben a sentire: non ho camminato per cinque isolati sotto questo sole torrido per sentirmi dire che a quel piccolo angelo biondo non è concesso di stare in questo campus e passare un’estate che abbia una parvenza di normalità, non mi importa chi santi in paradiso deve pregare: Christian avrà il suo campo estivo.”
La piccola suora mi ha guardato impaurita fare spallucce accennando un sorriso, ha alzato gli occhi al cielo posandomi una mano sulla spalla con fare caritatevole.
“A quanto sembra l’ultimissimo posto disponibile è del suo Christian.”
“Non so come ringraziarla.”
“Ringrazi il suo angelo custode.”
Ha accennato guardando Maggie andare via brontolando lasciandomi sola.
Il rumore squillante del metallo del cucchiaino che batte sulla coppa di vetro ormai vuota risuona nella mia mente disperdendo i ricordi.
“Diventerò un campione, mamma.”
“Ne sono certa, piccolo mio.”

Il bianco ovattato delle nuvole sfuma lentamente sotto il mio sguardo fisso sul finestrino, i colori assumono sfumature diverse, le figure iniziano a prendere forma nei miei occhi. Scruto ogni particolare su cui ricade la mia attenzione mentre una mesta malinconia mi pervade dal profondo, un paesaggio che conosco in ogni suo piccolo dettaglio per le troppe volte che ho percorso la stessa tratta. Le prime scosse di assestamento dell’aereo che ha toccato terra scuotono il mio corpo allontanando da me quegli stupidi ricordi che cercavano di invadere con prepotenza la mia mente.
Chiudo gli occhi lasciandomi cullare dalle ultime vibrazioni del veicolo.
Il suono metallico delle parole del capitano che annunciano il nostro arrivo a Barkley riecheggia nell’abitacolo. Un sorriso smorzato si fa largo sul mio viso al pensiero di quanto risuonassero dolci queste sterili parole nella mia mente solo qualche anno fa quando il mio unico desiderio era correre da lei.
“Hey, Chris, tutto bene?”
La voce di Alex spazza via la sua immagine dai miei pensieri, riacquisto possesso di me, sfodero un sorriso sfacciato e mi metto in piedi strizzando l’occhio all’hostess che mi mangia con gli occhi ancora eccitata dalla sveltina consumata in volo.
“Benissimo, amico, benissimo.”

Ho ascoltato qualche consiglio…a breve troverete il mio racconto su Amazon.
Ho condiviso con voi un altro pezzo in modo da darvi un’idea di cosa troverete in esso, di cosa potreste leggere se mi darete fiducia.

Una finestra sui personaggi che incontrerete…
Nulla di più.
Se vi va, ditemi cosa pensate.