Pensieri Sparsi

Ma se ti dico Tik Tok, tu…


Facciamo un post su Tik Tok Cheeeeeeck!!!

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Non sono impazzita, se ve lo stesse chiedendo, e se avete fatto almeno una volta un giro su Tik Tok sapete benissimo di cosa io stia parlando.
Ma facciamo un passo indietro.
La scusa per cui ho installato Tik Tok sul mio Iphone, nonostante io sia decisamente un over 30, è la più banale di tutte: sono curiosa di capire di cosa si tratta. Se ci aggiungiamo il fatto che da un paio di anni, tra le altre cose, posso raccontare in giro di essere Social Media Manager (praticamente quella autorizzata a stare su Instagram durante l’orario lavorativo), la sperimentazione, o quantomeno lo studio, del social network che sta facendo impazzire letteralmente tutto il mondo è quanto meno obbligatoria.

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Dopo aver installato Tik Tok, a differenza di quanto solitamente accade con gli altri social network, seppure senza aver effettuato alcuna registrazione mi è possibile visualizzare tutti i contenuti; certo non posso lasciare cuori o commentare ma nulla mi impedisce di essere risucchiata da un vortice di trash dall’effetto lobotomizzante.
Credo sia proprio questo il segreto di Tik Tok, non mi ci vuole molto per scoprirlo: è tutto così dannatamente trash, assurdo e surreale da divenire quasi ipnotico.

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Senza rendermene conto, al suono di no va beh, ma cos’è quest’idiozia, oddio non ci voglio credere che stia facendo questa roba seriamente che mi sono ritrovata a sprecare ore della mia vita a guardare video della durata massima di 60 secondi fatti del nulla più assoluto.

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Parliamo appunto di cosa sia possibile trovare su Tik Tok.
Senza voler alcun modo generalizzare, credo che in maniera molto semplice sia possibile suddividere i TikToker in poche macro categorie:

–            I creatori di Trend.

Non ho idea di come si diventi famosi su Tik Tok nè perché, è palese però che il sistema sia completamente differente da quanto avviene su Instagram. A divenire famos* sono ragazzin* che ai diciotto anni difficilmente sono già arrivati, che non sono particolarmente ricchi o promotori della bella vita ma che semplicemente fanno cose.
In effetti ciò che fanno è creare trend, ovvero dei contenuti che poi saranno emulati, interpretati e riproposti da altri migliaia di aspiranti TikToker.

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Anche per i trend è necessario fare una sorte di schematizzazione:

Balletti demenziali: ci sono i creatori di queste mossettine demoniache che interessano per lo più la parte superiore del corpo. Di base sono sempre gli stessi 6/7 movimenti che, mischiati con sapienza, danno origine a queste mossettine che finiscono per entrarti nel cervello: una rotazione del busto in 3 tempi, un respiro con le mani (giuro che lo definiscono così), un colpo di pistola, un tocco alternato delle guance e piroette varie ed eventuali come a volersi svitare le mani dal braccio.
Da quanto ho potuto capire, la regina indiscussa di questi balletti è una certa Charli D’Amelio, una ragazzina di 15 anni del Connecticut che vanta ben 13Mil di followers sulla piattaforma cinese.

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Scenette comiche e demenziali: di base è semplicissimo, si tratta di rendere virale uno sketch comico rendendolo demenziale all’ennesima potenza. E’ così che Fernandoooo è divenuto un tormentone e sono tornati in auge i dementi da discoteca che inzuppano il biscottino.

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Lip Sync addicted: unite i balletti demenziali ad un perfetto playback su una canzone accattivante ed il gioco è fatto. La scelta della canzone è importante, deve essere inutilmente piena di versettini e consentire di aggiungere in maniera random occhiolini, leccatine e sospiri…oppure deve essere oltremodo triste e deprimente…o estiva legata all’amore, ai tradimenti e tutto ciò che rende la vita di un adolescente un mondo complicato.

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Scenari apocalittici e/o demenziali: parliamo di comparse di puntini colorati sulle mani che indicano se vivrete o morirete, anni della vostra morte che compaiono sulla vostra fronte. Per non parlare del “Tu sarai la fidanzata, ma io sono Jessica calcetto“. Non volete che io vada avanti oltre…

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–            I creatori di POV.  

Per i comuni mortali sto parlando dei famosi Point of view.
Ecco, questa cosa va spiegata: oltre ad eccellenti ballerini, su Tik Tok è presente un numero quasi spropositato di attori. Ovviamente i prossimi premi Oscar racconteranno di aver iniziato a muovere i loro primi passi nel mondo della recitazione proprio su Tik Tok.
E’ in questo modo che una canzone e pochi oggetti di scena bastano per dare vita a dei momenti da brivido…con tanto di commenti di approvazione che Joaquin Phoenix scansati proprio.

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–            I vorrei ma non posso. 

Fanno parte di questa schiera tutti quelli che fanno di tutto per finire nei Per Te e divenire popolari ma proprio non ce la fanno; tutti quelli che appena superati i 10K followers fanno video pieni di umiltà in cui raccontano di come la gente a scuola racconti che sia famosa e finiscono per essere umiliati nei commenti da chi sottolinea quanto siano pochi quei 10K poveri fessi.

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–            Le coppie da TikTok.

TikToker pseudo-famoso maschio che si fidanza con TikToker psuedo-famosa femmina 2 e non con TikToker pseudo-famosa 1 con cui era sempre insieme fino a 2 video fa… e parte la ship che la lotta tra Delena e Stelena ai tempi d’oro era una roba da dilettanti.

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–            Le tipe incinta.

Mi rifiuto di credere che ci sia un boom demografico di tale portata stando a quanto riportato dai video di TikTok in cui metà della popolazione non Lella sembra essere in attesa di…a Child.

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–            Le Proud Lelle.

Io capisco perfettamente che ad oggi c’è libertà di espressione e dichiarare il proprio orientamento sessuale non è più questa grande cosa. Ma davvero al mondo sono quasi tutte lesbiche?

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–            I fighi senza maglia.          

I miei occhi dicono: Dio li benedica…il mio cervello si domanda: ma perché?

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–       I creatori di contenuti originali.

Questa categoria l’adoro. L’originalità dovrebbe essere sempre premiata, anche quando la base è demenziale. Anche quando il personaggio creato è un mostro dalle labbra enormi che sponsorizza Water, un po’ meno quando il tizio deve ripetere la parola cornoni in ogni video.

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–            I personaggi famosi.

Da Barbara D’Urso a Fiorello tutti sono sbarcati in maniera più o meno grottesca su TikTok. Il peggiore? Matteo Salvini, ovviamente, ma questa è un’altra storia.

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E voi avete TikTok?
Cosa ne pensate?

Pensieri Sparsi · Recensiti per Voi ♥

Cover…cover…cover…


Ho già raccontato di quanto io ami personalizzare le mie cose? Oh si lo hai fatto eh.
E di quanto io ami personalizzare il mio iPhone? Uhmm si, hai fatto anche questo.
E di quanto io ami Nick Carter? Ohhh questo decisamente si.

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Grazie al sito La tua Cover Personalizzata ho avuto la possibilità di unire tre delle cose che amo e non posso che ritenermi soddisfatta del risultato ottenuto.
Il sito, pur non presentando una grafica particolarmente curata, offre quasi 100 modelli disponibili per la personalizzazione dando l’opportunità davvero a tutti di poter creare la propria cover.

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Non risulta possibili scegliere il materiale con cui sarà realizzata la cover che avrà, di fatti, un supporto rigido; a sopperire questa mancanza, però, è l’elevata possibilità di personalizzazione offerta dal sito che, basandosi sul concetto di livelli molto vicino a chi si occupa di grafica, consente di aggiungere: un colore di sfondo, una o più foto caricabili dal proprio pc, da un url o direttamente da instagram, filtri alle immagini e un testo personalizzabile nel font e nel colore.giphy1

Per la mia cover io ho scelto una foto a cui sono particolarmente affezionata, non ho sperimentato molto con colori e testi perché ci tenevo ad avere un risultato finale che fosse stato molto semplice e che ponesse attenzione semplicemente sul soggetto dell’immagine scelta.

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 La tua Cover Personalizzata, in pochi semplici passaggi, rende tutti dei piccoli grafici dando la possibilità di sbizzarrirsi con la fantasia per creare un oggetto davvero unico nel suo genere. I tempi di consegna sono stati brevi, nonostante il metodo di spedizione sia stato quello di posta tradizionale; rapporto qualità/prezzo buono.
Vi consiglio assolutamente di visitare questo sito ed effettuare il vostro ordine.

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 La tua Cover Personalizzata

Alla prossima recensione.
XOXO
Pensieri Sparsi · Recensiti per Voi ♥

♥ Calamite Personalizzate ♥


Avere del tempo libero mi ha permesso, finalmente, di dedicarmi ad un nuovo progetto per questo blog; adoro condividere con voi i miei pensieri, i miei stati d’animo, i viaggi della mia mente…perché non condividere con voi le mie opinioni sulle cose che mi piacciono o meno? State sereni, non vi siete ritrovati catapultati per magia tra le grinfie di una fashion blogger, food blogger, beauty blogger, *parola a caso* blogger; sono sempre io che, in qualche modo che pian piano scopriremo insieme, metto insieme le mie due passioni: lo shopping e la scrittura.

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Vorrei inaugurare questo nuovo spazio del mio piccolo mondo virtuale parlandovi delle bellissime calamite che proprio oggi si sono aggiunte alla mia collezione rendendomi una bimba felice già alla vista della bellissima scatolina che le conteneva.
Per me che amo scattare foto la ricerca del sito giusto per vedere stampati i miei ricordi in giro per casa ha un qualcosa di trascendentale, adoro avere tantissimi album pronti a raccogliere i miei ricordi ma ancora di più amo vederli trasformati in veri e propri fotolibri da sfogliare quando la malinconia viene a bussare alla mia porta.
Ed è proprio per questo motivo che l’imbattermi su Cheerz è stata una piacevole scoperta.

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La varietà dei prodotti presenti su questo sito web mi ha fatto quasi impazzire, avrei visto le foto dei miei viaggi stampate praticamente su ogni formato proposto [credete sia davvero possibile resistere al fascino dal sapore vintage del formato polaroid?], avrei praticamente riempito casa con le stampe su alluminio e passato delle ore a scegliere i ricordi da condividere e donare agli amici con le bellissime scatoline regalo che il sito offre per raccogliere le foto.

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Ma torniamo alle mie calamite!?!
Collezionare souvenir da ogni luogo visitato è un bel modo per riempire lo sportello in acciaio del frigorifero, ma era da un pò di tempo che accarezzavo l’idea di personalizzare quei magneti che danno anima e colore a quello sportello.WhatsApp Image 2017-02-17 at 19.58.20 (1).jpeg

Creare queste calamite è stato facilissimo, Cheerz oltre ad essere un sito web molto intuitivo offre la possibilità di creare i propri prodotti direttamente dal proprio cellulare attraverso un’applicazione disponibile sia per Ios che per Android.
Essendo una persona decisamente pigra, ed avendo le foto da voler utilizzare sul mio iPhone, ovviamente ho utilizzato l’app per fare il tutto impiegandoci praticamente un tempo irrisorio per svolgere tutte le operazioni.
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Scelte le nove foto che avrei voluto trasformare in magneti, l’applicazione consente di avere una visione in anteprima di quello che sarà il risultato finale con la possibilità di modificarne lo zoom dell’immagine e di aggiungere dei filtri. Ho adorato il messaggio di avviso che invita a prestare attenzione alle immagini selezionate [ovviamente mi è stato utilissimo in quanto qualche testa in effetti l’avevo decapitata].

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Pagamento effettuabile con Carta di Credito o con PayPal [che sia benedetto l’inventore del sistema PayPal che mi evita di perdermi tra i numeri della mia carta]; prezzi onesti soprattutto se si pensa alla qualità del prodotto che posso assicurarvi essere davvero ottima.
Tempi di consegna puntuali e veloci, 5/6 giorni circa.
Personalmente ho adorato la scatolina in cui le calamite erano racchiuse una volta scartato l’imballaggio che rende tale prodotti una bellissima idea regalo.

Personalmente non vedo l’ora di effettuare un nuovo ordine…ho un frigo grande e deve essere riempito!?!
Se vi ho incuriosito e vi va di provare con mano la qualità dei prodotti di cui vi ho parlato non vi resta che andare sul loro sito web o scaricare la app ed iniziare a divertirvi.
Sono certa che non ne resterete delusi.

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Con il mio codice invito – ANGMADD – potrete avere subito 5 Euro di sconto sul vostro primo acquisto!

cheerz.com

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30 Days Writing Challenge – 18


Lunedì di pioggia e malinconia.
E’ strano come il pensiero di lasciare qualcosa che sappiamo non ci mancherà possa comunque lasciare una strana tristezza addosso.
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In maniera altalenante cerchiamo di proseguire con questa challenge, neanche vi sto più a spiegare la mia incostanza. In fondo, l’importante è portarla a termine, no? E io non ho alcuna intenzione di non farlo.
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Giorno 18 – Scrivi 30 cose su te stessa.
DIte la verità: lo fate per farmi perdere followers eh.
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※ 1 – Mi chiamo Angela e a breve gli anni che dovrò dichiarare saranno 32.
※ 2 – Odio i diminutivi/vezzeggiativi del mio nome. NO Angie! Peggio mi sento con Angioletta. Angelina mi provoca l’orticaria. L’unico che mi piace è Angel, perchè Angel è quella parte di me che più spesso mi dovrei ricordare di essere.
※3 – Sono un architetto, o almeno ci provo. La laura sembrava essere un punto di arrivo, ma è stata solo un punto di inizio e la strada da percorrere è lunga e, spesse volte, in salita…ma non molliamo.
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※4 – Sono ossessionata da Nick Carter, non il fumetto che mi renderebbe una nerd fighetta, ma il biondino dei Backstreet Boys. Sono 19 anni che soffro di questa malattia e, arrivata a questo punto, credo che non esista cura che mi possa regalare la guarigione. E neanche la voglio, sia chiaro.
※5 – Sono scesa a patti con la parte adolescenziale di me. Leopardi aveva il fanciullino, Anastasia Steele la dea interiore, io una bimbominchia che indossa la maglietta con una boyband stampata sopra. Ognuno ha il subconscio che si merita, eh.
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※6 – Da ragazzina suonavo il pianoforte, ero anche abbastanza brava ma odiavo il mio maetro motivo per cui, appena mi è stato possibile, ho mollato del tutto. Nonostante lo scorforto che aveva colorato il volto del mio maestro nell’apprensione che non mi sarei iscritta al conservatorio neanche sotto tortura, non credo di aver sottratto questo grande talento alla musica.
※7 – Ho un cane, Alice, ed un gatto, Tigro. Entrambi trovatelli, dipendesse da me adotterei tutti gli animali che vedo in strada, non riesco a capire come si possa decidere di darli via come giocattoli che non servono più. Che odio.
※8 – Il mio colore preferito è il rosa, anche se nell’ultimo periodo anche il giallo mi ha rubato il cuore.
※9 – Sono stonata come una campana, eppure da ragazzina con la mia migliore amica di quel tempo volevamo formare una girlband. Inutile dire che il progetto non ha mai preso vita.
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※10 – Sono SerieTv-dipendente. Ne seguo decisamente troppi per il tempo libero che mi resta, rigorosamente americani, da guardare in streaming in lingua originale ma sottotitolati [bisogna migliorare questa cosina qui].
※11– Ho una vera ossessione per il burrocacao, non esco mai di casa senza, neanche mi sposto nella stanza affianco senza averlo in tasta e non riesco a dormire se prima non ne ho passato uno strato sulle labbra.
※12 – Amo i rossetti, è l’unico trucco senza il quale non uscirei mai di casa. La ragazza dal rossetto rosso.
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※13 – Colleziono maialiani e tutto ciò che ha la loro forma. Ebbene si: a casa mia potreste trovare addirittura la caffettiera a forma di maialino.
※14 – Sono logorroica. Amo parlare e, soprattutto, odio i silenzi.
※15 – Non potrei vivere senza il mio iPhone, per quanto ultimamente mi stia facendo impazzire li sopra c’è praticamente tutta la mia vita. Sarei persa senza.
※16 – Amo viaggiare, sono spesso maniacale nell’organizzazione dei viaggi, ma odio prepare i bagagli e, ancora di più, odio doverli trasportare.
※17 – Il mio social network preferito è Twitter, oltre al fatto basilare che mi consente di stalkerare Nick Carter adoro la cognizione del tempo tra i tweet presenti nei vari hashtag in tendenza. Avete mai provato a guardare qualche trashata televisiva leggendo i commenti presenti sul relativo hashtag? Da morirci dal ridere proprio.
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※18 – Mi reputo una persona fin troppe volte isterica, non ne sono orgogliosa, ma ci sto lavorando su. Se solo il mondo non fosse così pieno di coglioni.
※19 – Odio le giornate di pioggia. Sono metereopatica, il mio bisogno di sole è direttamente proporzionale alla necessità di non ammazzare nessuno.
※20 – Sono una persona estremamente ansiosa. Stendiamo un velo pietoso.
※21 – Amo scrivere e spero di riuscire a trovare il tempo per lavorare al mio secondo libro. E’ lì che mi fissa per essere revisionato, ma non riesco a trovare la testa per farlo.
※22 – Odio il giorno del mio compleanno nonostante i bei ricordi che ho collezionato in quel giorno grazie alle mie amiche. i Backstreet Boys mi hanno cantato Happy Birthday dal palco e hanno continuato a farmi gli auguri quando mi sono avvicinata a fare la foto e poi di nuovo all’afterparty. Ma continuo ad odiare il giorno del mio compleanno.
※23 Ho una dipendenza da shopping, che io sia triste o felice fare shopping è sempre la soluzione giusta. Adoro comprare di tutto: vestiti, borse, scarpe, accessori, cazzate varie ed eventuali.
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※23 bis – Concedetemelo eh. Credo che prima o poi finirò in programmi come Selpoti in casa o Accumulatori seriali, insomma, per quanto io sia consapevole di non vivere in Burundi o di essere nel bel mezzo di una guerra se trovo qualcosa che mi piace sento il bisogno di farne scorta perchè: e se non lo trovassi più?
※24 – Le mie caramelle preferite sono le Skittles di cui le mie amiche sono divenute mie spacciatrici ufficiali.
※25 – Sono molto istintiva, nonostante i milioni di giri mentali in cui mi perdo, le mie decisioni sono quasi sempre dettate da quella vocina fastidiosa che sento dentro.

※26 – Sono scaramantica a modo mio; sia chiaro se vedessi un gatto nero per strada mi fermerei solo per adottarlo ma credo fermamente nella cattiveria della gente. Gli occhi addosso, l’invidia, il desiderio di vederti fallire/soffrire. E’ per questo che se devo fare qualcosa di importante ho imparato a tenerlo per me, almeno fino a che non accade.
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※27 – Sono egocentrica, forse un pochetto viziata. Ma in quella misura che non lede nessuno, o almeno credo.
※28 – Alcuni suoni ed alcuni toni di voce mi irritano dal profondo dell’anima. Il destino si è preso gioco di me stessa donando a Nick Carter un tono di voce che mi risulta udibile, senza provare il desiderio di staccargli le corde vocali, solo dopo una certa ora del mattino e sicuramente dopo il caffè. Carino eh.
※29 – Sono una ritardataria cronica, riesco ad essere in ritardo anche quando sono in anticipo.
※30 – Non ho una buona percezione degli odori, siano essi profumi o puzze. Tranne nei giorni in cui il mio organismo si ricorda che sono donna, ecco in quei giorni ogni odore potrebbe indurmi il vomito.
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Dopo queste fantastiche 30 cose su di me, è rimasto qualcuno a seguire questo blog?

Pensieri Sparsi

30 Days Writing Challenge – 7


Gne gne gne!!!
Credevate che anche oggi avrei skippato il mio post quotidiano, beh sbagliavate.
Non fare tanto la figa che ci avevi pensato a saltare questa impellenza.

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Dopo un intenso pomeriggio di shopping e liti con il mio maledetto iPhone, mi sento pronta ad affrontare questo fantastico sabato sera in compagnia di Maria [le cose o si fanno bene o non si fanno proprio, mi sembra giusto]. Quindi quale momento migliore per fare un salto qui, sperando che la vostra serata sia migliore della mia.200

Giorno 7: Elenca 10 canzoni che ami in questo periodo.

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Uhmm simpatico quesito volto a mostrare ai miei followers i miei fantastici gusti musicali. Bene, ma non benissimo.
∎  Million Reasons – Lady Gaga
Non amo questa canzone, semplicemente l’adoro.
I’ve got a hundred million reasons to walk away
But baby, I just need one good one to stay

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∎  Let it go – Frozen soundtrack
Con il freddo di questi giorni non riesco a togliermela della testa, ma non è solo quello.
A kingdom of isolation,
and it looks like I’m the Queen

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∎  Hate when you’re gone – Aj McLean
Prima o poi troverò qualcuno che mi dedicherà parole del genere.
I hate it when I see you crying
You say you’re okay but you’re lying
And more than the dark hates the dawn
I hate it when you’re gone

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∎  Skyler Grey – Coming Home
I’m coming home
Tell the world I’m coming home
Let the rain wash away
All the pain of yesterday
I know my kingdom awaits
And they’ve forgiven my mistakes
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Perfect Illusion – Lady Gaga
It wasn’t love, it wasn’t love
It was a perfect illusion

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∎  Comunque andare – Alessandra Amoroso
Perché ho bisogno di ricordarmi che ferma non so stare, che nonostante tutto devo continuare nel mio cammino.
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Anche quando ti senti morire
Per non restare a fare niente aspettando la fine
Andare perché ferma non sai stare
Ti ostinerai a cercare la luce sul fondo delle cose
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∎   Shape of you – Ed Sheeran
Every day discovering something brand new
I’m in love with the shape of you

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∎  Halfway There – Nick & Knight
Cause I’m halfway there to lovin you so wait there for me
And there’s nothing that I wouldn’t do to be where you be
But I can’t say those words right now that you want to hear
I’ll meet you at the finish line I just need a little more time
But I will be there

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Mi arrendo, ascolto musica random…non ho altre canzoni preferite al momento e soprattutto non riesco a ricordare i titoli delle canzoni con cui mi fisso, spesso neanche i nomi dei cantanti. Sto invecchiando.
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E voi? Con quale canzone siete in fissa in questo periodo?
Avete suggerimenti per me?

Pensieri Sparsi

Di emojis…e altri disagi!


In settimana la Apple ha finalmente rilasciato l’aggiornamento del fantastico sistema operativo iOS10 forse più atteso, quello che avrebbe dovuto risolvere quel leggermente fastidioso bug relativo alla durata della batteria che ha donato a molti proprietari del Melafonino dei favolosi fermaporte già a metà giornata o, in alternativa, una trendissima dipendenza da corrente elettrica [siano benedette le Power Bank e chi le ha inventate per tutta la vita].

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Lungi da me impelagarmi in recensioni informatico/tecnologiche visto che l’unico criterio con cui ho scelto il mio telefono è stato la possibilità di averlo rose gold e sfanculizzare il mio Samsung Viola colpevole di aver fallito al suo primo selfie con Nick Carter, decretando, in una manciata di secondi e una miriade di imprecazioni, tutto il mio odio verso di esso nel giro di una settimana dal suo acquisto.
[Senza voler sottolineare che, giusto per mettere i puntini sulle i, quello poggiato al momento sulla mia scrivania è il terzo iPhone in un anno che passa tra le mie graziose mani].

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Mentre cerco di capire se il motivo per cui la batteria del mio Melafonino sembri durare di più sia legato semplicemente al fatto che è praticamente nuovo, al fatto che sto avendo delle giornate in cui riesco a smanettare con il telefono, per cose non inerenti il lavoro, solo il tempo di andare al bagno [o per vestire la mia favolosa modella di Covet Fashion, su cui mi sembra assurdo io non abbia ancora scritto un post vista la mia insana fissazione per questo gioco] o al fatto che effettivamente, per questa volta, sembra che l’aggiornamento abbia fatto quello per cui era tanto atteso; insomma mentre, in realtà, mi beo del fatto che finalmente ho un telefono che mi duri più di 4 ore,  non sono riuscita a non focalizzare la mia attenzione sulla novità più eclatante dell’aggiornamento 10.2:
le nuove emojis comparse sulla mia tastiera.

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Non mi vergogno ad ammettere di avere una certa adorazione verso queste faccine con le quali, fin troppo spesso, sostituisco quelle parole che trovo sprecato pronunciare, figuriamoci scrivere.

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Sarà che sono una di quelle persone che nella vita reale gesticola tanto, una di quelle che trova rafforzativo accompagnare determinate affermazioni con movimenti più o meno ampi delle mani e con particolari espressioni facciali che mi sono costate l’appellativo di Joey Potter [quella smorfiosa di Dawson’s Creek, per intenderci] ai tempi del liceo; sarà che mi reputo ancora orfana delle chat di MSN e della possibilità di tramutare determinate espressioni o, il più delle volte, insiemi confusi di lettere direttamente in gif animate che ben esplicitavano quello che passava per la testa della me ventenne che passava le serate con le amiche perdendosi in megachat epiche e deliranti.

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Fatto sta che difficilmente le parole nei miei messaggi risultano privi di un disegnino colorato che esprima visivamente il mio pensiero, o che gli conferisca una connotazione diversa: avete mai provato ad aggiungere un bel cuoricino rosso ad un’affermazione acida? ❤

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Premesso tutto ciò, secondo voi quante possibilità avevano ben 100 nuove emojis di non catturare la mia attenzione?

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Parliamone!
Finalmente, oserei dire dopo secoli che fandom di tutto il mondo l’hanno richiesta a gran voce, è arrivata la faccina che meglio mi descrive ogni qualvolta Nick Carter posta una foto mentre finge di fare esercizio fisico in palestra…

 … o in alternativa quella da usare quando è la moglie a deliziare il popolo di Instagram con un suo selfie o con la foto del suo bambino.

Forse sarebbe meglio sottolineare che la mia è semplice ironia e non rischiare di far indispettire il Karma e ritrovarmi, in questi giorni di Natale, in mesta compagnia di quel fedele amico bianco, morbido e spesso fin troppo ricoperto di balsamo.

Quanto posso essere felice, proprio in questo che è il periodo giusto dell’anno, dell’avvento di Mamma Natale e del Principe Azzurro che smetterà di lasciar da sola la sua principessa.

Sono 100!
E tra nuovo cibo, nuovi mestieri, nuovi gesti, clown, pinocchio, cowboy e perfino il braccettino per i selfie le parole sono sempre più superflue…ma anche no!

Questa è la mia preferita!
E voi avete già scelto
qualla che meglio vi rappresenta?

Pensieri Sparsi

A.A.A. Cercasi Felicity Smoak


Che la vita non sia un telefilm l’ho capito da troppo tempo ormai e, per quanto ancora io non abbia superato il trauma e la delusione di questa scoperta, mi sono rassegnata ad accettare la triste verità per cui mi ritrovo costretta a vivere in questa mesta realtà priva di vampiri, lupi mannari o ibridi, mi sono rassegnata a non essere salvata da un miliardario amante del tiro con l’arco, rassegnata a non essere operata da un modello di Abercrombie e a vedere la mia casa bruciare tra le fiamme in attesa dei pompieri della 51. Niente incantesimi da formulare, nessun metaumano a movimentarmi la giornata in ufficio, nessuna cameriera sciroccata che mi fa pessime battute sulla salute della propria vagina. Nessuna feste in piscina in ville Californiane stile Marissa Cooper ne delle passeggiate su e giù in Limousine tra le strade dell’Upper East Side.

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Nessuna voce fuori campo che narra con enfasi i miei movimenti dando voce ai miei pensieri più nascosti; oh maledizione: ho sempre desiderato una voce fuori campo che donasse spessore alle azioni più banali rendendomi di colpo protagonista della scena.

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Come ogni qualvolta i pensieri diventano troppo pensanti, le dita battono convulsive sulla tastiera dando sfogo alla confusione che la scuote dall’interno. Non è tristezza, neanche malinconia, la semplice certezza che solo laddove nessuno davvero la conosce riesce ad essere se stessa smorza il sorriso sul suo viso. Solo in quello spazio solitario…

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Ok, lo ammetto: la mia voce fuori campo sarebbe tendenzialmente deprimente forse e le sue parole troverebbero adatto accompagnamento nelle nostalgiche melodie di un pianoforte in lontananza. Soprattutto in giornate come questa.

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Il punto della questione è semplice, l’ho già detto e lo ripeto: la vita non è un telefilm ma il vero problema è che le aspettative che questi episodi di 40 minuti hanno lasciato in eredità alla nostra mente sono decisamente troppo elevate!

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Per quanto io sia consapevole che se malauguratamente dovessi finire in ospedale posso già ritenermi fortunata se ne esco viva non riesco a non sperare che un giorno varcata la soglia del pronto soccorso io possa incontrare il mio Dottor Stranamore; per quanto io mi sia rassegnata che a voglia di strizzare gli occhi, muovere le mani, schioccare le dita o storcere il naso non ci sarà nessuna esplosione, il tempo non si bloccherà di colpo, il telecomando troppo lontano dal divano non comparirà magicamente nella mia mano, Nick Carter non si innamorerà mai di me… non credo di essere pronta a smettere di provarci.

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Ma è sulle piccole cose di ogni giorno che sento di essere stata ingannata maggiormente dalle serie TV. Non mi riferisco al vicino di casa strafigo o al capo estremamente stronzo che nasconde la sua profonda bontà dietro atteggiamenti tirannici solo per vederti finalmente, e con uno sguardo di soddisfazione, prendere il volo da sola; no, non mi riferisco a quegli sciocchi incidenti giornalieri che hanno il solo scopo di farmi capire in maniera irriverente importanti lezioni di vita.

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Mi riferisco a quelle cose molto più banali e pratiche.
Ad esempio: tutti abbiamo quell’amico/conoscente/collega che si vanta di essere un genio del computer e magari, per i livelli medio bassi di chi ha intorno, nel suo piccolo potrebbe essere pure vero; la verità è che noi siamo abituati a personaggi come la biondina occhialuta che con una serie di tap tap a velocità elevata sulla tastiera fa delle vere e proprie magie geolocalizzando un perfetto sconosciuto mediante una scansione facciale fatta ad una foto che per definirla nitida serve molto più che una fervida immaginazione.

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Cosa sarebbe mai per lei:
Scaricare quell’allegato che sembra essere rimasto incastrato nella rete?Convertire un documento in formati vari ed eventuali?
Recuperare foto da un telefono che sembrano essere perdute per sempre?
Impostare un file in modo che faccia le più banali operazioni consentite dal programma utilizzato?
Scattare una foto ad un documento in modo tale che esso appaia quanto meno leggibile?
Risolvere quel problemuccio informatico a cui non riuscite a venirne a capo da sole?

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Sono tutti bravissimi ad utilizzare il computer/telefono/aggeggio tecnologico random fino a quando non avete bisogno di aiuto voi. Sto ancora cercando di capire se sono semplicemente sfigata ad avere sempre problematiche tecnologiche che richiederebbero l’intervento di Felicity Smoak e il supporto tecnico di suo padre o semplicemente dietro alle chiacchiere c’è sempre e solo tanta fuffa.

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Fatto sta che, per quanto non sia bionda e non abbia rubato il cuore di un miliardario tutto addominali con la passione del turo con l’arco, probabilmente a causa degli occhiali che ancora mi ostino a portare quando sono al computer, per il mio istinto nerd e la mia poca pazienza per la risoluzione dei problemi per mano di altri, in breve tempo sono passata dalla ricerca della mia Felicity Smoak personale alla sua impersonificazione. Se tutto va bene, siamo rovinati.

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Se la vita fosse un telefilm prima o poi Oliver Queen mi chiederebbe di scaricargli un allegato che per qualche ragione mistica non vuole saperne di trasferirsi sul suo computer o di fargli un complicatissimo aggiornamento all’iPhone appena comprato…e si innamorerebbe di me. Passerei la giornata a fingere di lavorare e la nottata a contare i suoi addominali; indosserei vestiti fighissimi e avrei i capelli sempre perfetti senza dovermi preoccupare della lucidità della mia pelle quando la temperatura supera i 30 gradi e il tragitto auto-ufficio ha provato la mia capacità atletica alimentando il primo vaffanculo della giornata.

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La vita non è un telefilm, eh?

Pensieri Sparsi

Questione di dettagli


Buongiorno.
Buongiorno, un cazzo.
La prima telefonata del mattino quando, mentre sto cercando di convincere me stessa che non sono uno zombie, mi metto in macchina pregando in aramaico per non beccare traffico nel tragitto che mi conduce a lavoro inizia sempre più o meno così.

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Per anni mi sono tenuta debitamente a distanza da chi osava anche solo pensare di riuscire a rivolgermi la parola prima che io avessi avuto la possibilità di bere la mia sacrosanta tazzina di caffè; ho sempre evitato come la peste chi riteneva cosa buona e giusta invadere il mio spazio del mattino.
Per capire quanto seriamente prendessi questa mia filosofia di vita, vi basti pensare che ai tempi del liceo [come suona da vecchiarda una frase del genere, mamma mia] era ben noto a chi mi orbitava intorno che per evitare di ricevere pessime risposte era da considerarsi buona norma l’abitudine di rivolgermi domande dopo le 10:30.

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Non era stato facile farlo capire a quei compagni che già dalle 8 del mattino sprizzavano energia da tutti i pori riempendo il silenzio con sciocche frasi ascoltate da qualcuno più grande, parlando di musica che a me faceva schifo, dandomi fastidiosissimi pizzicotti sulle guanciotte morbidose per il semplice gusto di sentirmi ripetere puntualmente:
Oggi sono particolarmente nervosa, lasciami stare.

tumblr_lm8mpadjfv1qakrdzo1_500Farlo capire ai professori poi si era dimostrata un’impresa utopica trasformando ogni singola interrogazione della prima ora in una vera e propria sfida con me stessa, potete ben capire che se parlare in maniera umana potesse presentare delle difficoltà, rispondere a delle fastidiose domande cercando di non rovinare la tua media scolastica nel lasso di tempo che va dal momento in cui poggi la borsa sul banco nelle vesti della sorella minore dell’incredibile Hulk a quello in cui torni ad assumere i tratti somatici di Candy Candy è un impresa a dir poco epica.

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Sono lontani i tempi della scuola.
Non c’è bisogno che facciate i saccenti, ne sono ben consapevole da sola eh!
Il tempo passa e noi evolviamo con esso; me lo hanno ricordato ieri sera mentre, seguendo il flusso delle ansie che guidano i miei pensieri in questi giorni, mi lagnavo del mio sentirmi bloccata mentre tutto intorno a me scorre come un fiume in piena.

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Tutti cambiano, tranne me…ma forse non è poi così vero.
Anche quando tutto sembra uguale, sono le sfumature a fare la differenza, vestirsi di una nuova pelle partendo da quei piccoli dettagli, sorridere accarezzando con lo sguardo quei piccoli grandi particolari che solo chi ti conosce davvero può osservare, a volte anche meglio di te stessa.

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Non mi sono mai piaciute le persone che mi rivolgono la parola al mattino, eppure adesso è proprio nella quotidianità di quell’insolito buongiorno che riconosco quanto io stessa stia cambiando senza rendermene davvero conto; quanto sia diventato importante quell’insieme di chiacchiere che mi rende ragazzina e donna allo stesso momento mentre in un outfit sempre più simile a quello della cugina di Superman mi dirigo al lavoro.

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I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio.

 

Pensieri Sparsi

Non sono brava ad abituarmi alle cose nuove…


Lo dimostra il fatto che, nonostante sia passato circa un mese da quando abbiamo comprato il frigorifero nuovo per la cucina, io sia l’unica che ancora si ostina ad aprire quello vecchio, l’unica che al mattino per prendere la bottiglia del latte e versarne una goccia, non di più, nel caffè sbaglia anta e da un’occhiata veloce al vecchio frigo, completamente vuoto, prima di rendersi conto che, giusto di fronte, ce n’è uno molto più grande e lucente decisamente pieno.Lo dimostra il fatto che, ogni qual volta cambio cellulare, passo i primi giorni a confrontarlo nostalgicamente con quello vecchio; quello che, esattamente un secondo prima di prendere quello nuovo, odiavo praticamente con tutto il cuore perché la batteria si scaricava al solo osservarlo, il sistema operativo aveva ormai vita propria e la fotocamera indiceva scioperi un giorno si e l’altro pure quando, con fare gentile, le chiedevo di utilizzare il flash; quello che avevo desiderio di spaccare in terra praticamente ogni qualvolta decidesse di bloccarsi e mi costringeva ad uscire con un battery bank sempre in borsa per mettere a tacere la mia ansia ossessiva di ritrovarmi distante da una presa di corrente con la batteria con una percentuale inferiore al 20%.Nel momento esatto in cui acquisto un nuovo telefono [dopo aver rotto l’anima a destra e manca per il bisogno di fare un tale investimento], sento che il cellulare vecchio aveva il wi-fi migliore, il font che mi garbava di più, il led che mi indicava, ancor prima di toccarlo, che tipologia di notifiche mi fossero arrivate e, soprattutto, non era nuovo, quindi, potevo buttarlo un po’ come mi pareva senza doverci più prestare attenzione.Oh e poi potevo sistemare le applicazioni a mio piacere, avevo trovato la combinazione perfetta di colori e gestualità; odio sistemare le applicazioni ed essere costretta ad abituarmi alla loro nuova collocazione.La verità è che sono una persona abitudinaria, me ne accorgo nelle piccole cose, quelle che, passano gli anni, ma non cambiano mai. Passare da un cellulare viola ad uno rosa dovrebbe darvene un’idea. Sono abitudinaria nei gesti e nelle scelte, nel modo di rapportarmi al mondo, nel modo di ripetere gli stessi errori fingendo di imparare qualcosa.

E ho appena finito di vedere Cenerentola;
posso volere un principe azzurro adesso?

Pensieri Sparsi

Odio la percentuale della batteria del mio smartphone


Io sono sempre più convinta che colui che ha deciso di inserire l’indicatore della percentuale della batteria sugli smartphone volesse vendicarsi di qualche torto subito da piccolo, probabilmente in una vita passata deve essere stato vittima di bullismo da parte dell’intera popolazione, magari bruciato vivo per stregoneria al grido di “al rogo, al rogo“. Io me lo immagino,  seduto alla sua bella scrivania in mogano, strofinarsi le mani con aria compiaciuta prefigurando i disturbi mentali che la sua brillante idea avrebbe provocato.

Ossessionati dai social network e totalmente dipendenti dagli smartphone, osserviamo la progressiva discesa dei numerini accanto l’indicatore della batteria come se stessimo guardando il countdown sul timer del detonatore collegato a delle bombe disseminate in tutta la città e fossimo consapevoli che nessun supereroe mascherato correrà in nostro aiuto.  

Svegliati dal soave suono della sveglia, è ormai abitudine, prima ancora di alzarsi per andare al bagno, quella di afferrare, con gli occhi ancora incollati dal sonno, il proprio smartphone per controllare cosa sia accaduto nella notte. Perché nel lasso di tempo in cui ci siamo concessi di dormire potrebbe essere successo di tutto.

Tutta l’operazione di controllo si svolge ancora sotto le coperte ma, cosa più importante,  ancora attaccati alla corrente per non sprecare in alcun modo la preziosa carica acquisita durante la notte. Arriva, però, il momento in cui, armandosi di coraggio, bisogna scollegare il magico cavetto donatore di linfa vitale; tirando un lungo sospiro, il telefono viene liberato e gli occhi si posano in maniera convulsiva sui numerini malefici per imprimere, come un marchio a fuoco sulle proprie iridi, il fiero 100% accanto all’icona piena della batteria.

Il senso di sollievo provato alla visione dei tre numerini durerà solo pochi istanti, perché, in un solo momento di distrazione, l’ingannevole 100 si trasformerà subito in un beffardo 99.
È in questo frangente che inizia la discesa verso gli inferi.

Ogni volta che i vostri occhi si poseranno sul telefono non potranno fare a meno di guardare quei numeri infami che, inesorabilmente, caleranno in maniera esponenziale alla vostra ansia di restare senza smartphone e, cosa più terrificante di tutte, senza la possibilità di ricaricarlo.

Riuscirete ad ingannare la vostra psiche per il primo 30% di riduzione della batteria, in fin dei con al 70% un telefono può considerarsi ancora quasi carico.

Al 60% di carica, ahimè, inizieranno a comparire i primi segni di cedimento; nascosto dietro ad un sereno sorriso di circostanza nella vostra mente inizierà ad insinuarsi un fastidioso tarlo che proverete a tenere a bada fino alla comparsa del 50%. quando costringerete la vostra mente ad uno stato di calma apparente, consapevoli che d’ora in poi state correndo ad alta velocità sull’autostrada della fine.

 Il 50% di batteria è il giro di boa per la vostra carica, siete esattamente alla metà consapevoli che ogni consumo extra sarà un passo in avanti verso il baratro del nulla.

Al 40% fingerete indifferenza verso l’imminente catastrofe, con disinvoltura chiuderete tutte le applicazioni inutili, smetterete di giocare e/o ascoltare musica, troverete irritanti tutte le immagini inutili che inviano sul gruppo whatsapp di cui, in quel momento, vi pentirete di fare parte.

Siamo giunti al 30%, e il panico la fa ormai da padrone. Un pò come quando l’indicatore del carburante inizia a sfiorare la zona rossa, siete consapevoli che il momento stia arrivando ma ancora sperate di potervi salvare, in cuor vostro pregate per un miracolo, un magico avvenimento che cambi le sorti, ormai segnate, del vostro dispositivo.

State ancora cercando di capire come riuscire a non iperventilare, quando , con bastarda indifferenza, il vostro telefono inizia a lampeggiare al comparire del 20% sul display.

A nulla è servito chiudere ogni connessione dati, bruciare tutti i gruppi whatsapp ed eliminare ogni attività inutile che potesse anche solo pensare di ledere alla durata del vostro amato smartphone. Ogni tentativo è stato vano e il senso di vuoto inizia ad impossessarsi di voi. Iniziate a sentirvi persi, l’odore della vostra paura permea dai vostri pori riempendo l’aria intorno a voi. E’ l’inizio della fine…e ne siete consapevoli.

Inesorabilmente arriva il 10%, il led rosso del vostro dispositivo continua a lampeggiare in sincrono col battito del vostro cuore. Ogni minuto che passa potrebbe essere vitale, ogni minuto che passa potrebbe andare sprecato. Apocalittici pensieri iniziano ad assillare la vostra mente: è questo il momento in cui potreste ricevere quella telefonata che potrebbe cambiarvi la vita, potreste fare un incidente mortale e non avere carica a sufficienza per l’ultima chiamata di saluto ai vostri cari, potreste incontrare il vostro principe azzurro e non poter segnare il suo numero di telefono, potreste incontrare Justin Timberlake e non avere abbastanza carica per scattare un selfie. Insomma, in parole povere: siete fregati!

Per quanto possa suonare ridicolo e al limite dell’assurdo essere condizionati così tanto da un oggetto così piccolo….è la dura realtà; e niente vi regalerà la stessa gioia del riuscire, trovata finalmente una presa a cui poter attaccare il caricabatteria, a vedere quella maledetta percentuale iniziare a crescere di nuovo.