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Quando sei arrivata qui non ti sopportavo proprio!


"Quando sei arrivata qui non ti sopportavo proprio!"

Non è che avessi qualche dubbio a riguardo, eppure sentirlo ammettere candidamente dalla sua voce oggi mi ha provocato un effetto strano; una sorta di ammissione di colpa che ha dato un senso a tutte quelle volte che sentivo che il problema era null’altro che la mia presenza nella stanza.

E’ complicato da spiegare. Non so neanche quanto senso abbia farlo. Probabilmente se avessi avuto un paio di pon pon al suono delle sue parole avrei iniziato ad agitarli urlando: Lo sapevooo!!!


Ma dai! Non se ne era accorto nessuno.
Ho sorriso arricciando il naso e ho continuato a lavorare come se nulla fosse ignorando i commenti ironici sui giorni dei miei inizi, su quanto non rispecchiassi quanto si aspettava di trovare in ufficio e su come era stata una piacevole scoperta capire che sulla gestione del cantiere, sull’organizzazione degli eventi e sulla comuncazione sei davvero brava…anche se soffri di cali di attenzione eh.

Lo sguardo sarcastico dei miei colleghi ho solo finto di non averlo notato. Porelli. Li ho lasciati ironizzare su quanto e come io lavori, su quanto tutti si fossero accorti che non mi sopportava. Li ho osservati ridere mentre facevo notare loro il tempo al passato del verbo utilizzato.

Non possono sapere che una settimana fa sono stata convocata prima in ufficio ed ad aspettare proprio me c’era una busta di Micheal Kors. Non possono sapere che avevo gli occhi pieni di lacrime quando ho capito che si trattava di un regalo per me, quando ho sentito la motivazione di quel regalo e di come, trattenendo a stento l’emozione, ho capito di essere riuscita a fargli cambiare idea sul mio conto. Non possono sapere di quanto tempo sia stato impiegato per trovare quel regalo per me, di quante volte mi sia stato chiesto se era stato gradito.

L’ho fatto con piacere. Lo meriti !
Un abbraccio e grazie di tutto.

Ci sono dei grazie che valgono molto di più. Dei grazie che hanno il sapore della rivalsa. Dei grazie che semplicemente ti ricordano che alla fine ce la puoi sempre fare.

Devi solo volerlo. Ma volerlo per davvero.

Pensieri Sparsi

1500 volte Grazie!!


Sono passati poco più di tre anni, tra periodi di alti e moooolti periodi di bassi, eppure quel numerino che cresce riesce sempre a donarmi un sorriso particolare. Non userò troppe parole, l’ho fatto spesse volte in passato…

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Semplicemente grazie per aver deciso che valesse la pena leggere quello che la mia testa decide di scrivere, grazie per essere ancora qui nonostante le mie sparizioni e i periodi grigi, grazie per la fiducia.

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Semplicemente, grazie.

Pensieri Sparsi

20.o4.1993


Quanto può cambiare la vita di una persona in un solo giorno, in un solo istante? Prendete me ad esempio, se il 20 aprile del 1993 non fosse mai esistito probabilmente oggi sarei una persona diversa, probabilmente sarei una persona ricca, avrei girato molto meno il mondo troppo pigra per uscire dall’ordinario. Avrei meno amici; non che al momento mi si possa definire una persona socievole, soprattutto in questi giorni, ma non avrei quelle persone che nel bene e nel male sono la mia quotidianità. Probabilmente avrei una stabilità emotiva, smetterei di fare costantemente i conti per capire se posso fare l’ennesima follia. Magari smetterei di vivere in uno di costante oscillazione tra l’ansia più cupa e la più totale frenesia, quasi sicuramente avrei meno motivi per sorridere e sopportare quello che proprio nella vita non vuole andare come deve andare. Probabilmente sarei semplicemente diversa…ma, per fortuna, quel giorno di 24 anni fa è esistito e ha cambiato la vita di 5 ragazzini, e anche la mia. 💕 

Si scrive fan, si legge Amore!


#GraziePerAverciDonatoNickCarter 

Pensieri Sparsi

1, 2 ,3…1200!


Era un pò di tempo che non controllavo quanti eravate a leggere i miei consueti deliri, probabilmente da quando mi ero ripromessa di non farmi condizionare da quel numero che mi dava la sensazione di frenare quell’idiozia galoppante che aveva trovato terreno estremamente fertile in questo spazio.

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Ma si sa io e le promesse non abbiamo un rapporto propiamente ottimale, ed oggi, all’enesima notifica di nuovo follower, mi sono lasciata incuriosire da quel simpatico numerino.

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1200siete davvero tanti!!!
Per quanto leggermente inibitorio visto l’andazzo del blog in questo periodo, è decisamente lusinghiero.
Sono solo numeri, magari si e no ti leggono 10 persone.
Come sempre la mia mente mi aiuta a mettere il tutto in una posizione diversa: minimizzare sempre, crederci quasi mai sembra essere il suo motto in questo periodo.
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Ringraziarvi ancora una volta forse potrebbe risultarvi scontato eppure non riesco a farne a meno, condividere questo spazio con voi lo rende un pò meno solitario, un pò meno folle, un pò meno delirante. Bella cosa l’illusione.
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1200 volte grazie.
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Ps: se vi va, un saluto sarebbe gradito
Pensieri Sparsi

Addio, 2016!!!


Mancano poche ore alla fine di quest’anno che, giusto per essere originale fino alla fine, ho deciso [anche se non mi sembra proprio il verbo più corretto da utilizzare in questo caso, eh] di chiudere in bellezza divenendo della stessa sostanza della Tachipirina, maledetta influenza, e io sono ancora qui di fronte al mio IPad cercando di tirare le somme di questo anno un po’ strano; un anno contro cui la gente ha passato più tempo ad inveire anziché capire come cercare di viverlo al meglio.Con tanto di forconi in mano, al grido di anno bisesto, anno funesto [che tanto deve aver scaldato i cuori di chi, per beffa del destino, ha messo piede in questo mondo il 29 febbraio] sono stati spiegati e/o
giustificati tutti gli avvenimenti nefasti accaduti in questi 12 mesi.   

Ha fatto più morti questo 2016 che la peste nera.

Come se tutti gli attentati che hanno costretto al cambiamento della foto profilo gli utenti di Facebook più scrupolosi in segno di rispetto, empatia o esibizionismo, le morti di personaggi più o meno famosi che hanno reso tutto il popolo del web esperti di musica/cinema/teatro, i terremoti che hanno scosso più e più volte la nostra Italia un pò a causa degli omosessuali un pò a causa di Dio, fossero colpa di quel giorno in più sul calendario.  

Come se le delusioni delle persone a cui tenevamo di più, i traguardi non raggiunti, i momenti in cui siamo inciampati sulle nostre stesse paranoie, le ansie e il panico che ci hanno abbracciato fino a stritolarci fossero un mero prodotto di quelle 24 ore di recupero posizionate alla fine di quel mese diversamente lungo che, se vogliamo dirla tutta, hanno anche ritardato di un giorno lo spegnimento delle mie candeline di compleanno. 

Ma siamo proprio sicuri che non ci sia nulla da salvare in questo anno del Mai Una Gioia Cosmico?

Se non ve ne siete accorti, vi sto offrendo una via di fuga dai deliri che questa seppur semplice domanda ha originato nella mia mente contorta, una possibilità di salvezza dall’impelagarvi in quello che è, fondamentalmente, una sorta di viaggio nel tempo attraverso i miei 12 mesi appena trascorsi.

Un resoconto del mio vissuto, né più né meno di ciò.


“Propositi per questo 2016 ormai alle porte, in realtà, non ne ho, trovo sciocco farmi promesse che non riuscirò mai a mantenere o crearmi false aspettative che, con un’altissima percentuale, saranno deluse. Non mi aspetto nulla, ma sono pronta a lasciarmi sorprendere da tutto; credo possa bastare!”

Ho deciso di iniziare questo mio viaggio esattamente dove lo avevo interrotto un anno fa quando, salutando il 2015 nelle sue ultime battute, avevo già deciso con quale mood avrei vissuto il mio nuovo anno…o quanto meno ci avrei provato.

Nessuna aspettativa, nessuna delusione!

366 giorni fa mi sembrava decisamente un ottimo piano, se solo fossi stata capace ad attuarlo per davvero perchè, siamo onesti, una cosa è dire [o scrivere] di voler avere un certo atteggiamento una cosa è modificare la propria essenza più profonda e riuscirci davvero.

Insomma, sarebbe tutto molto più facile se fossimo in grado di ascoltare gli ottimi consigli che sappiamo dispensare, ma poi cosa avremmo da raccontare?

Non posso in alcun modo negare che il 2016 sia stato per me un anno complicato, ho cambiato lavoro e stile di vita rendendomi conto che, se è pur vero che non c’è nulla, o quasi, che io non possa fare, non è detto che debba per forza piacermi; ammettere ciò forse è stata la cosa più difficile di questo intero anno. Insomma chiedere di avere un’opportunità di poter dimostrare di poter fare qualcosa di diverso e ritrovarsi ad ammettere che quel qualcosa non solo non ti piace ma ti fa letteralmente schifo credetemi non è stato per niente una passeggiata.


Non che ritrovarmi a riaffrontare crisi di ansia e lievi attacchi di panico sia stato più piacevole.

Immaginate di averci messo davvero tanto per uscire da un tunnel che avevate quasi iniziato ad arredare, di aver preso tutte quelle sensazioni negative e di averle inscatolate per benino e gettate in un angolo remoto della vostra memoria tra le cose da non voler ricordare, di essere riusciti a razionalizzare quelle sensazioni, ad imparare a dominarle o quanto meno a gestirle e poi…boom! Non c’è un perchè, non una vera motivazione, tutto vi è esploso nuovamente tra le mani trascinandovi prepotentemente in quel tunnel facendovi arrancare per cercare di ricordare come si fa a respirare, per riuscire ad aggrapparvi ad una luce e non farvi avvolgere dal buio. Non una passeggiata, ve l’ho detto.

Eppure in tutto questo buio ho avuto sempre la mia luce, il mio pensiero felice.

Lo so, su questo argomento sono dannatamente monotematica ma sticazzi, credo che potrei davvero urlarlo ai quattro venti tutto il giorno tutti i giorni; non saprei raccontare che sapore avrebbe la mia vita senza questi 5 uomini…senza di Lui. Nonostante questo anno il pensiero di non essere adeguata per questo mondo mi abbia accompagnato quasi come una costante, lui è riuscito a farmi sentire speciale per una sera, forse un istante, ricordandomi, ancora una volta, che basta poco per essere felici.

E’ triste e tenero allo stesso tempo pensare che l’abbraccio più bello l’ho ricevuto da uno sconosciuto, che forse tanto sconosciuto più non è, che per una sera ha deciso di rendermi l’eccezione; un menefreghista cronico che ha stretto la mia mano nella sua facendomi sentire una sciocca quindicenne e una strafiga da paura nello stesso tempo regalandomi uno di quei momenti più unici che rari nella vita. Insomma, se non sono morta tra le sue braccia mentre la sua bocca riempiva di bacini il mio viso probabilmente sono immortale e ancora non lo so.

Questo 2016 è stato anche l’anno del mio ritorno nella città che già 5 anni fa mi aveva rubato il cuore: la mia New York! Credo che solo chi abbia messo piede sul suolo newyorkese possa capire quanto questa città ti entri diritto nell’anima rubandotela, diviene parte di te fino ad arrivare a mancarti quasi fosse una persona. Tornare nella Grande Mela e farlo con la mia famiglia è stato un regalo inaspettato; a quasi 32 anni non mi vergogno nel trascorrere le vacanze estive con la mia famiglia perchè quando si ha la fortuna di avere genitori e fratelli come quelli che ho io ogni momento trascorso insieme è un dono divino, nulla di più.

E’ un post senza capo ne coda, me ne rendo conto, forse il peggior resoconto che io abbia mai fatto ma abbiate compassione per me, la febbre continua a non darmi tregua e il mio gatto continua a farmi da supervisore per evitare che io finisca per lo scrivere delle castronerie.


Ancora poche per per dire addio a questo 2016!

Non mi sento pronta a fare una lista delle cose che non sono arrivate in questo anno, di quelle che ho perso, di quelle che ho creduto di avere ma erano solo delle sciocche illusioni. Niente ringraziamenti, se non per me stessa e per chi mi è stato vicino nonostante i miei momenti bui, nonostante io non lo abbia reso facile neanche un pò.


Ed esattamente come lo scorso hanno non voglio fare una lista di buoni propositi. 

Hey vita, io sono qui: sorprendimi!!!


Non so se qualcuno sia arrivato davvero fino a qui giù, beh se ci sei: ti stimo…e a te vanno i miei migliori auguri di Buon Anno.


E cmq il 17 è sempre stato il mio numero preferito, non smentirmi.




Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi · Weird World ❤

Se proprio dovessi salvare qualcosa….


​​in questo assurdo anno ormai agli sgoccioli, beh non avrei dubbio alcuno: salverei voi…salverei TE.

Perchè anche nei momenti più bui siete stati il mio pensiero felice, quel dolce promemoria che nella vita tutto può accadere…


Perchè voi siete semplicemente la mia FELICITÀ!!!

Pensieri Sparsi

Promesse!


Questo posto tornerà quello di una volta!
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Lo sto promettendo a me stessa prima ancora che a chi ancora mi dimostra fiducia e affetto passando in questo mio angolino virtuale e spendendo due paroline per me.
[Devo ancora rispondere ai commenti dell’altro post e me ne scuso davvero.]
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Vorrei poter dire che questa promessa nasce da un miglioramento del mio umore, da una presa di coscienza che in qualche modo il malumore in cui sono inciampata è stato una scivolata e nulla di più, che, seppur non ho ancora ritrovato la strada per uscire da questo dannato tunnel in cui sono precipitata, inizio a vederne la fine.
La verità è continuo a brancolare nel buio, continuo a piangere quando sono certa che nessuno possa vedermi e continuo a ricercare un silenzio assordante per chi come me utilizza anche troppo l’uso della parola.
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Eppure:
Prometto che questo posto tornerà quello di una volta!
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Io tornerò quella di una volta.