Il Salotto di Angel ★ · Pensieri Sparsi

Il Salotto di Angel ★ #2


Bentornati nel mio Salotto!

Se siete tornati qui, forse come padrona di casa non sono poi così male; la cioccolata calda era gradevole e i pasticcini delle vere leccornie…e tutto questo bon ton da signorina per bene ha qualcosa di raccapricciante.

Che ne dite se, per questa volta, chiacchieriamo dinanzi a del buon vino? Offro io.

 

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Il problema che mi affligge oggi è una di quelle questioni pungenti a cui da anni non sono capace di dare una risposta:
Perchè non sono capace a viaggiare leggera? Perchè sento, ogni maledettissima volta, la necessità di portarmi dietro tutta la casa neanche fossi una chioccola?
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Ogni volta è sempre la stessa maledetta storia, mi racconto che questa volta sarà diverso, che sarò in grado di affrontare un weekend fuori porta senza dare la sensazione di essere in procinto di un trasloco, senza apparire come una sfollata in cerca di una nuova dimora.
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Mi racconto che a sto giro arriverò in stazione con lo stesso stile di Chiara Ferragni, trascinerò con grazia il mio trolley fuxia indossando con leggiadria la mia borsetta all’avambraccio agitando leggermente la manina che stringe il telefono mentre mi guardo intorno con aria fintamente smarrita alla ricerca del mio treno.
Oh guarda, un unicorno che corre felice su un arcobaleno.
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Tralasciando che, essendo una ritardataria cronica, non riesco mai ad arrivare neanche lontanamente rilassata in stazione, figuriamoci alla mia carrozza [una delle ultime volte ho temuto realmente mi scoppiasse il cuore per lo sforzo fatto per non perdere il treno]; la scena che si presenta ogni volta è sempre la stessa.
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Mi trascino dietro il mio trollery rosa come se al suo interno ci fosse il cadavere di un ciccione fatto a pezzettini, arrancando con la mia borsa all’avambraccio in cui, dovendo giudicare dal peso, probabilmente sono stati infilati i pezzi restanti del suddetto cadavere, agitando isterica la manina che stringe il telefono da cui penzolano disperati gli auricolari, mentre mi guardo intorno con aria smarrita ed espressione da pesce lesso cercando di togliermi dal viso i capelli che, nello sforzo, si sono infilati negli occhiali da sole per un effetto sipario che mi fa credere di aver visto realmente un unicorno correre felice su un arcobaleno.
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La prossima volta, viaggerò leggera.
Me lo ripeto consapevole di quanto ridicola sia tale affermazione associata alla mia essenza, di quanto la mia incapacità di rinunciare alle mie comodità mi costringa puntualmente a girare per il mondo con una borsa che Mary Poppins scansati che sei una povera dilettante.
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La prossima volta, noleggerò un assistente personale.
Cose come portare il peso di una valigia dovrebbero essere delegate a qualcuno con le giuste competenze per farlo. Insomma, non chiedo tanto, anche banalmente un uomo sarebbe capace ed io potrei fare la mia entrata scenica alla Chiara Ferragni dei Poveri.
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E voi, siete più brave di me? Avete sposato il motto: leggero è meglio? Riuscite a non portare con voi l’intera casa quando dovete partire?
Illuminatemi.
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Ps.: Accetto ogni tipologia di consiglio utile per riuscire a non essere più una Chioccoletta.
Mondo Tag · Pensieri Sparsi

30 Days Writing Challenge – 12


E’ Venerdi. Finalmente Venerdi. Ti amo venerdi.
Settimana pesante #1: Bye, Bye.
Weekend con le amiche che mi faranno tornare 15enne: Welcome!

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Giorno 12 – Scrivi di cinque benedizioni nella tua vita.

Niente da fare eh, il numero 5 continua a farla da padrone da queste parti.


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⁓ La mia famiglia.
Probabilmente, quasi sicuramente, non sarei quella che sono oggi se non fosse stato per loro, per l’amore e l’educazione che mi hanno trasmesso e quella testardaggine nel non mollare mai anche quando la strada diventa più irta e meno sicura. La consapevolezza che, anche nei momenti più bui, non sarei mai stata sola: i miei genitori, mia sorella, mio fratello, i miei nonni, i miei zii. Dalle piccole alle grandi difficoltà della vita mi hanno insegnato che insieme, nonostante tutto, si può superare tutto, o quanto meno ci si può provare. Non mi è mai mancato nulla nella vita eppure mai nulla mi è stato dato per scontato, e questo è uno degli insegnamenti più importanti che si può donare.

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⁓ Nick Carter & gli altri 4.
Non è colpa mia se sono ripetitiva, prendetevela con questo giochino o con la persona che ha stravolto così tanto la mia vita da essere onnipresente.
Io so che solo che non è facile da capire questa mia ossessione, il modo in cui ha toccato la mia vita tendendomi la mano quando ero allo sbaraglio, il cambiamento che mi ha costretto ad attuare in me stessa trasformandomi da triste bruco in stupenda farfalla. Una benedizione per me, meno per il mio portafogli, ma si sa: Happiness is expensive.

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⁓ Tigro & Alice.
Se il Paradiso esiste è giusto che sia popolato di animali. Ve lo immaginate un Eden senza il canto degli uccelli, il garrire delle rondini, il belare delle caprette e l’apparire del buffo e curioso musetto di un coniglio? Di sicuro nel mio Paradiso ideale non possono non echeggiare miagolii da ogni angolo. Il festoso abbaiare di cani che giocano finalmente sereni. [cit.]
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⁓ Le mie amiche.
Chi trova un amico con il suo stesso disturbo psichiatrico, trova un tesoro.
E io, per mia fortuna, di tesori ne ho trovati tanti. Ho un treno ad attendermi questa sera per un weekend all’insegna dell’adolescenza più recondita della mia anima.
Noi, bimbeminchia for life.
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⁓ La mia indipendenza.
La mia capacità di adattarmi, tra tante lagne, anche alle situazioni più complicate. Il mio non aver bisogno di nessuno, mai per davvero; il mio aver bisogno di aiuto accettando il fatto che spesse volte quell’aiuto arriverà solo da me stessa.
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⁓ Special Guest: il mio Blog.
La mia capacità di trasformare in parole le mie emozioni, i miei pensieri, la mia rabbia e le mie paure; l’aver trovato un luogo in cui è piacevole farlo senza troppi preconcetti mentali condividendo la mia psicopatia con persone che provano empatia per me o si divertono per le sciocchezze elaborate dalla mia testa.
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God Bless Me.

Pensieri Sparsi · Weird World ❤

Coincidenze? Non credo!


Il bello di aver creato una categoria apposita per raccogliere le stranezze della vita e di ciò che ti circonda è quello di ricordarsene nel momento in cui sussiste una di quelle situazioni che vi costringerebbe a creare una categoria apposita se non esistese già.
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Voi credete alle coincidenze?
Non sto parlando del vecchietto rimbambito che puntualmente vi ritrovate dinanzi alla vostra macchina quando siete in ritardo [esiste un girone dell’inferno apposta per loro, sappiatelo] o del computer che blocca il caricamento dell’ultimo allegato esattamente qualche minuto prima dell’orario di uscita da lavoro quando avete preso appuntamento con la parrucchiera [quella si chiama sfiga].
E’ un ragionamento a più ampio spettro il mio.
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Avete presente quelle cose che quando accadono ti fanno sorridere e affermare: Devo assolutamente scriverci un post su questa roba qua; con la piena consapevolezza che questa roba qua è posizionata sulla sottile linea di confine tra cazzata epocale che se tieni per te fai più bella figura e pura follia.
Se la cosa non vi spaventa neanche un poco, benvenuti nel posto giusto, miei cari folli e temerari lettori.
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Stando ai miei contatti Facebook la prima gioia del 2017 è stata regalata all’universo femminile dalla Vodafone. Il caro Bruce e la sua fibra avevano abbondandemente scartavetrato i…ehmm distrutto le palline di Natale, motivo per cui la visione celestiale di Patrick Dempsey alla fine del nuovo spot della compagnia telefonica ha rallegrato occhi e ovaia delle donne, e non solo.
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Tralasciando il fatto che il Dottor Stranamore sia assolutamente uno gnocco pazzesco come lo giri e come lo metti e, probabilmente, l’idea di farlo solo sorridere con aria da piacione mentre abbraccia un gatto, invece di cantare come un demente jingle demenziali stile You give me Fibra, è dettata dalla volontà di farti dimenticare completamente cosa abbia pubblicizzato tutta la manfrina trasmessa prima della sua comparsa sullo schermo; dobbiamo andare un pò più indietro nel tempo per dare un senso a questo delirio.
Tu sei sicura che un senso ce l’abbia, si?
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Vi starete chiedendo che connessione sussiste tra le concidenze e Patrick Dempsey. [E se non lo state facendo siete dei lettori poco attenti, eh.]

Apparentemente nessuna, nel mio mondo, ovviamente, è tutta un’altra storia.
Partiamo dal principio: faccio parte di quella categoria di persona che quando vede un’immagine di Patrick Dempsey ha una sola associazione mentale plausibile: Derek Shepherd, il suo amore per quella pera cotta di Meredith, il post-it attaccato alla parete del letto, la sua stupida morte. [ormai lo sa anche il mio gatto che Derek è morto, quindi non è spolier.].

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Se mai dovessi rinascere attrice, mi è ben chiaro uno degli assiomi fondamentali del mestiere: mai far arrabbiare la sceneggiatrice perchè postresti ritrovarta non solo morta, che sarebbe il minimo, ma morta in un modo talemente stupido da non essere neanche triste e/o drammatico. Sappiamo tutti che il povero Derek è morto in modo talmente stupido che la sua stupidità è stata superata soltanto una volta nella storia dei telefilm con la morte del padre di Dawson e il gelato.
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Sono proprio queste morti stupide, e la loro connessione con lo stare alla guida di un’autovettura, il punto di partenza del mio post; da quando ho cambiato lavoro, con l’esigenza di trascorrere fin troppo tempo in auto per raggiungere l’ufficio, ho preso l’abitudine di ottimizzare i tempi e utilizzare il percorso lavoro/casa per stare a telefono con un’amica.
Scendo dall’ufficio e metto su gli auricolari per staccare totalmente con tutto quello che lascio alle mie spalle: un’abitudine a cui, ad oggi, non sarei più in grado di rinunciare.
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Ed è proprio lungo questo tragitto che, causa problemi di ricezione della mia linea Vodafone, che tra un Mi senti? e un Oddio, l’ho persa! che è nato il Tratto Derek. Cosa c’entra Derek? State leggendo il blog di una psicopatica vi siete mai chiesti perchè? Appunto.
Il Tratto Derek nasce dalla mia paranoia di ritrovarmi in auto senza linea telefonica, senza il mio fidato Siri che mi fa da assistente, e fare la fine del caro buon comunicazioniche, finito in un buco nero delle comunicazioni, si ritrova schiacciato da un tir proprio nel momento in cui il telefono riprende a squillare.
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E’ una cosa che mi ansia talmente tanto che, ogni qualvolta mi ritrovo in quel tratto di strada ed inizio a sentire la mia amica dall’altro lato del telefono parlare a singhizzi, inizio ad invocare la mia Meredith.
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Tratto Derek. Tratto Derek.

Una sorta di Mayday moderno per indicare che la Vodafone sta tradendo la mia fiducia.

E’ un anno buono che va avanti questa manfrina e che Derek Shepherd è diventato il mio personale testimonial della Vodafone. Adesso lo capite il sorriso nato sul mio viso quando, tra tutto quel rosso che caratterizza tale compagnia telefonica, è comparso il viso di Patrick Dempsey?
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Caro, Patrick, sono ancora in attesa della mia percentuale sul tuo compenso.

In fondo, è un pò anche merito mio se passi le giornate ad accarezzare gattini adesso.

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E voi credete alle coincidenze?
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30 Days Writing Challenge – 11


Buongiorno, bella gente!?!
Oddio, tra un pò inizierà a salutare offrendo il pugno e urlando Bella, Zio!!!
Assolutamente no, ma di tanto in tanto un saluto gioioso fa bene leggerlo pure qui!
Non datele retta, deve essersi drogata!
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Non perdiamo altro tempo in inutili covenevoli, che non sono neanche così brava a destreggiarmici, e vediamo subito subitissimo a quale complicata domanda mi tocca rispondere oggi.
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Giorno 11 – Qualcosa per cui hai sempre pensato “Cosa sarebbe successo se…”
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Con i se e con i ma la storia non si fa!

L’ho sempre saputo eppure, per anni, non sono riuscita a togliermi dalla testa alcuni interrogativi pregni di una malinconica curiosità. Nulla di eclatante, nessuna storia degna di un’ospitata da Barbarella Nazionale, nessuna morte scampata per poco e/o incidenti degni di nota che avrei potuto evitare se e solo se avessi fatto/non fatto una determinata cosa.

Per quanto raccontarvi di una vita senza rimpianti probabilmente mi renderebbe un bellissimo Unicorno, sarebbe soltanto una vile menzogna dietro cui nascondermi per non affrontare i demoni del passato. E non siamo fatte di questa pasta da queste parti, sia messo agli atti.

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Amore e Amicizia.
Due grandi Se hanno spesso alloggiato nella mente nelle giornate più tristi e malinconiche, due grandi Se legati entrambi ad un passato ormai remoto i cui graffi sulla mia anima probabilmente non spariranno mai; due grandi Se a cui un pò la vita, un pò il tempo e un pò io stessa giocando tanto di immaginazione, in fin dei conti, una risposta l’hanno avuta.

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Cosa sarebbe successo se quella sera di Gennaio tu non mi avessi lasciato?

Sarei una persona totalmente diversa da quella che ogni mattino osservo allo specchio, probabilmente sarei rimasta una bambolina perfettina nella sua bellissima casa dorata. Sarei meno indipendente, meno forte, molto più viziata e picciosa. Ad oggi, probabilmente, sarei stata sposata, forse avrei avuto un bambino o magari due, sperando che mi avresti convinta dal desistere nel chiamare la mia bambina Desideria. Sarei pur sempre un architetto, forse avremmo avuto uno studio insieme; avremmo frequentato sempre più i tuoi amici, sempre meno i miei, e mi sarei accontentata di una vita sicuramente più ordinaria ma forse più serena.
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Non non avrei avuto il bisogno di scappare dalla mia vita e, di conseguenza, non avrei mai incontrato le mie attuali amiche; non avrei i miei weekend da quindicenne, non sarei andata a tutti i concerti che negli anni mi sono regalata, non avrei mai incontrato Nick Carter e avrei smesso di essere una ragazzina nonostante la mia non più adolescenziale età.

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Non avrei mai abbracciato Nick Carter [questo va ripetuto per rafforzare quanto folle sia immaginare una vita in cui una roba del genere non fosse mai accaduta], non avrei mai creduto che anche i sogni impossibile possono realizzarsi.

Sarei stata moglie, mamma, bambolina sempre un pò più adulta, sarei stata tante cose….ma non sarei stata me.

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Cosa sarebbe successo se ci fossimo dati una possibilità?

Quando il tuo migliore amico, quasi di punto in bianco, ti confessa i suoi sentimenti per te dovresti avere tutto il diritto di sentirti sconvolta e confusa, dovresti avere tutto il tempo necessario per elaborare la notizia ed avere una reazione meno impanicata al suono della parola Noi che, senza alcun avviso, sembra aver assunto una connotazione diversa.
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Quando accade una cosa del genere, ad esempio, sarebbe carino che fattori esterni [quale il tuo ex fidanzato ti·lascio·ma·continuo·ad·impicciarmi·della·tua-vita·perchè·hai·visto·mai·dovessi·essere·felice] dovrebbero impicciarsi un pò meno dei fatti tuoi e lasciare che gli eventi facciano il suo corso, magari con delle tempistiche un pò più affini a quelle che hai stabilito nella tua mente.
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Quello che non è stato, semplicemente non doveva essere
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30 Days Writing Challenge – 10


Sono ad un terzo di questa sfida di scrittura che, dovendo essere sincera, mi appare sempre più come una sorta di percorso di conoscenza per me stessa e, perchè no, anche per chi legge queste mie parole.

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Giorno 10: Scrivi qualcosa per cui ti senti forte.

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La domanda mi ha preso in contropiede. In un periodo in cui, tra tutti gli aggettivi del mondo che potrei usare per descrivermi, la parola forte difficilmente la assocerei alla mia persona mi ritrovo a rendermi conto che a nulla di più sbagliato potrebbe costringermi a pensare la mia mente.
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Io sono forte esattamente nella misura della vastità delle mie debolezze; sono forte tanto quanto lo sono le mie paranoie; sono forte come lo è il suono squillante della mia voce che rompe il silenzio; sono forte quanto lo sono le mie parole grazie alle quali ho la piena consapevolezza che, nonostante tutto, riuscirei a trovare una via d’uscita.
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Sono forte nell’essere me, nonostante me!

Il Salotto di Angel ★

Il Salotto di Angel ★ #1


Sono una pessima padrona di casa!
Dopo tante moine per invitarmi nel mio Salotto, vi ho lasciato sull’uscio di casa ad attendere di entrare per troppo tempo.1433194460-kept-waiting-hp

È tipico di me, lo stupore, come reazione, non è neanche minimamente contemplabile; se avete un po’ di pazienza vi accompagno per mano a fare un giro nei meandri della mia testolina contorta.
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Immaginare di trovarvi all’interno della mia testa, ovviamente popolata dagli esserini di Inside Out che lottano con il vecchietto barbuto di Esplorando il corpo umano per definire a chi sia stata affidata la leadership di tutto questo caos. Nel bel mezzo dell’ennesima faida tra Gioia e il Maestro, mentre di fatti mi stavo lavando i denti, è spuntata un’idea:
Potrei aprire un nuovo spazio sul blog: il Salotto di Angel. giphy22

Il suono delle sirene ha annunciato l’arrivo dell’illuminazione bloccando, di colpo, tutti i presenti: PERICOLO, PERICOLO! UNA NUOVA IDEA!! animation1

Gioia ha iniziato a saltellare per tutta la stanza [uhmm speriamo sia ben arredata] battendo le mani e lanciando gridolini striduli:

E’ un’idea fantastica. Sarà una cosa divertentissima! Piacerà a tutti!dworr_f-maxage-0

Disgusto ha storto il naso roteando gli occhi abbandonandosi ad un lungo sospiro:

Che schifo! E’ un’idea terribile.giphy21

Rabbia ha iniziato a scalpitare mentre un irruento fuoco è divampato sulla sua nuca:

Non abbiamo tempo. Non abbiamo bisogno di altri impegni, di altre scadenze. Dobbiamo distruggere quel maledetto blog. t6bkht

Paura si è nascosto di corsa in un angolino riparato, ranicchiato in posizione fetale, ginocchia al petto mentre terribili tremori hanno iniziato a pervadergli tutto il corpo:

E’ pericoloso. Un’esposizione del genere potrebbe finire per farci male. Aiutooooo!!!635982446934756418-1674077008_tumblr_nr3mx0s5va1swhyllo3_r1_500

Tristezza, ancor prima di capire le reazioni degli altri, si è accasciata a terra abbandonandosi al suo oblio:

E’ un’idea terribile, non piacerà a nessuno. Non badate a me, lasciatemi qui a soffrire e lagnarmi. Soffro troppo per rialzarmi.tumblr_ns5x2svxmj1u7n54ro1_500

Il Maestro, ignorando totalmente l’intera faccenda, è tornato immediatamente a concentrarsi sull’ennesima colonia di virus che sembra aver preso di mira il mio sistema immunitario, lasciando i bambini a fare giochi da bambini [e sei un pò un vecchio di m…. eh] lavandosi totalmente le mani dalla pungente questione.1280x720-ebt

Come avrete ben notato, alla fine è stata Gioia a prendere in mano le redini e a decidere, senza pensarci poi così tanto, che poteva essere sicuramente una buona idea e, con un sorrisino irriverente sulle labbra, ha digitato il post con cui vi ho invitato nel mio fantastico Salotto.oozx1_f-maxage-0

Si ma dopo tutto questo blaterare, nel Salotto ancora non ci siamo entrati!?!
E pure voi avete ragione! Il punto è che Paura e Tristezza devono aver legato e imbavagliato Gioia insediandosi nella cabina di controllo, mentre Maestro ancora cerca di preservare il mio sistema immunitario, e hanno iniziato a rimpire la mia mente con i loro pensieri.
Hai visto quanta gente ha risposto?
E adesso che ti inventi?
Penseranno tutti che questa storia è una cazzata pazzesca.
Nessuno leggerà più il tuo stupido blog.

Non hai argomenti interessanti.

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E’ sempre lo stesso processo:
Penso sia una cazzata pazzesca e nessuno mi darà credito: la faccio!
La gente mi da credito: vado in panico e mi blocco.

Tutto nella norma insomma. Che bella cosa la mia testolina. 764045

Ma voi siete ancora sull’uscio di casa mia, o forse non più dopo tutto sto poema insensato, e sarei estremamente maleducata se non vi facessi entrare; i pasticcini sono pronti, la cioccolata calda è sul fuoco [per chi mi aveva chiesto le birre, quelle sono già al fresco nel frigo insieme alla scorta di patatine] e, in realtà, la testa mi brulica di domande per voi.

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Istinto o razionalità? A cosa date ascolto quando avete bisogno di prendere una decisione, importante o meno che essa sia?

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Ho bellamnte scartato la domanda che mi frullava in mente quando ho deciso di dare vita a questo nostro spazio, perchè dopo tutto questo sproloquio credo che la domanda più corretta da porre oggi non potrebbe essere diversa.I giri della mia mente ve li ho raccontati, volendone fare una sintetica analisi [lo so che uso la parola sintetica in modo impreciso ma voi provate sempre a contestualizzarla con la mia essenza] credo che, quando ho bisogno di prendere una decisione, potrei definirmi un perfetto mix tra razionalità e istintività.

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Non vedo l’ora di leggere le vostre risposte.

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Ps: Ho trovato particolamente interessante questo post sulle decisioni e lo scrivere, magari potreste dargli un occhio anche voi.
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30 Days Writing Challenge – 6


Oggi doppio appuntamento: bisognava recuperare, ma restare indietro mai!!!
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Giorno 6: 5 modi per conquistare il tuo cuore.
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Io comunque vorrei capire perchè mai a chi ideato questo gioco piace così tanto il numero 5 eh, perchè sta iniziando a divenire irritante. E’ irritante il quesito, non il numero 5. Su questo direi che non ci piove e, se siamo tutti d’accordo, proporrei di far finta di nulla, chiudere per un secondo gli occhi e saltare a pie’ pari questo giorno.

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Ok, ho capito: non si può barare! E voi siete troppo fiscali per i miei gusti.

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Allora 5 modi per conquistare il mio cuore: 
Regalarmi una fornitura a vita di Skittles.
Regalarmi biglietti per i concerti, possibilmente con tanto di Vip e viaggio organizzato [i biglietti aerei mica li regalano al giorno d’oggi].
Inviarmi un messaggio con scritto: Domani partiamo per il giro del mondo, non preparare le valigie compreremo tutto nei vari posti dove andremo.
Inviarmi un messaggio con scritto: Ti passo a prendere e andiamo a fare shopping. Compra tutto ciò che vuoi ,pago io, amore mio. [in fin dei conti sono una persona romantica anche io]
Sia Nick Carter, solo in quel caso specifico tutto il resto è solo un magnifico contorno [tira fuori la carta di credito, Carter].
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La verità è che, pur concentrandomi con tutte le mie forze, mi rendo conto che non sono in grado di rispondere seriamente a questa domanda, probabilmente con il passare degli anni sono diventata così diffidente che il cuore l’ho tolto dal petto e sotterrato in un luogo lontano così che nessuno più riesca a conquistarlo e farmi male.
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Caro Principe Azzurro,
mica posso fare tutto io? Bisogna essere propositivi nella vita, la Regina Madre non ti ha spiegato proprio niente? I modi per conquistare il mio cuore te li trovi da solo.
Tsk, non esistono più i principi azzurri di una volta eh.

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Non essere una delusione, almeno tu. Suvvia.

La Psicopatica del tuo cuore.

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30 Days Writing Challenge – 5


Mi stavate aspettando al varco, al quinto giorno ho già smesso di tenere fede all’impegno da me preso; ma provate a capirmi: non passo la giornata a pettinare le bambole [anche se ultimamente, passando su questo spazio, sarebbe difficile affermare il contrario] e nel poco tempo a mia disposizione ieri per aggiornare questo spazio non potevo esimermi dal mio Promemoria di coccolositàPromemoria di coccolosità.

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Mi tocca quindi recuperare oggi il day mancato della Challenge di scrittura. Bambina cattiva. E per farmi perdonare direi che a sto giro sarò veramente breve.

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Giorno 5: Elenca 5 luoghi che vorresti visitare.

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Solo 5? Ma stiamo scherzando? Siete delle brutte persone. Limitate. Ecco cosa siete. Solo 5 luoghi in un mondo intero.

Ho promesso che sarò breve, e lo sarò per davvero! Solo che, e lo dico parlando seriamente, per me che vorrei riuscire a visitare tutto il mondo prima di esalare il mio ultimo respiro scegliere solo 5 luoghi lo trovo davvero limitante. Ma le regole sono regole, e chi sono io per ingrangerle?

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California

Los Angeles, Las Vegas, San Francisco, San Diego
Possibilmente senza ritrovarmi a fare la fine di Marissa Cooper, grazie.
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Giappone

Anche se sono praticamente terrorizzata dal cibo.
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Australia

E adottare un Koala.

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Thailandia

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• Norvegia

Prima di morire devo vedere l’Aurola Boreale.

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Più breve, non potevo.

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

La coccolosità va ricordata!?!


/ì·do·lo/: Oggetto di un’ammirazione o di una dedizione gelosa o fanatica.

Partendo dal presupposto che l’unica persona per cui nutro una dedizione gelosa o fanatica sono io, e neanche mi sto propriamente sempre simpatica, non credo di essere portata realmente per questa forma di venerazione divina verso qualcuno e/o qualcosa [ammesso che questo qualcosa non siano Skittles].

E come la definiresti la tua fissazione malata per quel coso biondo di quella boyband che manco si sente più? Ah ma non si sono sciolti?
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A me non piace dare definizioni alle cose, perché mai dovrei eh?

E’ una cosa talmente irrazionale che, io per prima, ho smesso di pormi domande a riguardo, ho smesso di considerarmi sciroccata e/o infantile [a secondo della giornata], ho smesso di chiedermi se sia giusto o meno continuare ad essere una ragazzina quando si tratta di lui.

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Quindi perchè scrivere l’ennesimo post sullo stesso argomento?

Tralasciando il fatto che sul mio blog in fin dei conti ci scrivo un pò quello che mi pare, questo post è un semplice Promemoria di Coccolosità che, se non bastasse la piacevolezza del suono dovuto all’accostamento delle due parole, è semplicemente un modo per ricordarmi di aver scelto di essere irrazionale per una persona che, non so per quale congiunzione astrale, riesce a dare segni di vita sempre quando ce n’è più bisogno.

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Per quanto qualche parola in più rispetto a tutte queste emojii sarebbe gradita, continua a farmi tenerezza il pensiero che 20 anni fa [come suona male, mamma mia] non avrei mai immaginato possibile una roba del genere.
I poster possono digitare messaggi? Ma per davvero?
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E’ solo uno stupido cuore. Un tuo stupido cuore. E io non riesco a non sorridere per quello stupido cuore e a domandarmi, ogni maledetta volta, come l’immagine di biondino stronzetto e spocchioso si riesca a sposare perfettamente con la dolcezza che, a modo tuo per carità dimostri ogni volta. Non riesco a capire come gli altri non riescano a vedere quello che vedo io quando ti guardo, come possano definirti odioso o scostante, come possano non avere semplicemente voglia di perdersi in un tuo abbraccio prima di tornare alla vita reale [perchè non sono ancora rincoglionita del tutto, ve lo giuro].
E’ solo uno stupido cuore. Un tuo stupido cuore. Ma a me piace assai quello stupido cuore.
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Perchè la verità è io sarò una piccola stalker ma lui resta l’amore.
Pensieri Sparsi

30 Days Writing Challenge – 4


Sto iniziando a sentirmi come un superstite su un’isola deserta con questo conteggio dei giorni. Sono passati 4 giorni da quando la mia barca è affondata, mio padre ha usato la sua pistola per uccidere se stesso e l’unico membro dell’equipaggio che si era salvato per consentire a me di sopravvivere con le poche scorte di cibo a noi rimaste….ah no, quello era Oliver Queen, mi sto confondendo!?!

Ammetto che oggi è una di quelle giornate in cui potrei racchiudere tutto il mio stato d’animo con un enorme: non mi va. Non mi va di essere a lavoro, eppure ci sono; non mi va parlare con la gente, eppure ci parlo; non mi va non mi va di muovermi, eppure non ho ancora le radici; non mi va di sorridere e…no quello oggi non lo faccio.

Non mi va poi così tanto di rispondere a delle domande, un quesito, una curiosità, oggi eppure sono dinanzi al mio iPad a digitare questi pensieri sconnessi perchè non è poi così difficile mantenere un impegno. Bugiarda.

Giorno 4 – Scrivi di qualcuno che ti ispira.

Se avessi risposto a questa domanda intorno ai 10 anni quasi sicuramente avrei risposto: Sailor Moon. Non giudicatemi eh, ero una bambina eppure avevo le idee molto chiare. Di base Bunny era una ragazzetta che non aveva molta voglia di studiare [ok, in questo eravamo decisamente diverse] che, senza sapere bene nè come e nè perchè, combatteva indossando una gonnellina cortissima e un fighissimo diadema contro dei mostri più idioti che cattivi. Aveva un fidanzato più grande, Marzio, stronzetto quanto basta e figo da morire, che, per non farsi mancare nulla, combatteva i cattivi lanciando rose e indossando mantello e cilindro. Non dimentichiamo una cosa, oserei dire, fondamentale: Bunny, in realtà, era in realtà la reincarnazione della Principessa Serenity e il bel Marzio altri non è che la reincarnazione del suo amato Principe Endymion.

Insomma da ragazzina scansafatiche a Principessa nel giro di una serie televisiva; come potevo non esserne ispirata?


Crescendo ho abbandonato l’idea di farmi ispirare da una combattente che veste alla marinara, per rivolgere le miei ispirazioni verso ben altri lidi. Per quanto i miei natali non fossero stati così generosi, ad un certo punto del mio periodo universitario, la mia musa ispiratrice era una soltanto: Paris Hilton. E’ chiaro che la donna dall’elevato quoziente intellettivo mi ha sempre ispirato.

Mentre io mi barcamenavo nella mia vita fatta di professori che ritenevano che le donne non potessero essere architetti, autocad e i suoi errori irreversibili e ragazzetti che si ostinavano ad inviarmi rose nonostante i chiari rifiuti, osservavo la vita della ricca ereditiera chiedendomi: perchè non sono una Hilton? Non avevo chiesto poi così tanto alla vita, eh: una vita da ricca ereditiera io la meritavo davvero. E invece della ricca ereditiera avevo preso solo lo stile di vita al suono di: se sei felice vestiti di rosa [Confessioni di un’ereditiera ben spiegava il decalogo della vita da ereditiera,eh] e i capelli biondi [che a riguardarli adesso mi domando: ma cosa mi raccontava la testa?].

Fortunatamente sono cresciuta e, per quanto ancora aspetto la telefonata di papà Hilton che mi comunica che hanno sbagliato a darmi in adozione e c’è parte della mia legittima eredità ad attendermi, ho capito finalmente chi sono le persone che davvero mi sono di ispirazione: i miei genitori. E come potrebbe essere diversamente? Vorrei un giorno riuscire ad essere almeno un pò più simile ad entrambi e renderli davvero orgogliosi di me. Vorrei avere la pazienza di mia madre e la sua bontà d’animo, la sua forza nell’affrontare la vita senza portare rancore verso nessuno, la sua gentilezza e la sua dolcezza, il suo modo di stare al mondo riuscendo a fare spazio a chi ne ha più bisogno sempre e comunque anche a costo di dover fare un passo indietro. Vorrei avere la tenacia e la caparbietà di mio padre, riuscire ad avere successo e diventare qualcuno esattamente come ha fatto lui, guadagnarmi il rispetto della gente semplicemente con il mio lavoro, la mia bravura e la mia capacità di risolvere i problemi esattamente come lui, vorrei avere la sua generosità verso chi ne ha bisogno, la sua capacità di tendere la mano verso il prossimo mettendosi sempre un pò in disparte perchè si sa: il bene non si dice, si fa.


Vorrei riuscire a trovare un uomo, quello giusto, che mi ami allo stesso modo in cui mio padre ama mia madre, riuscire a costruire una famiglia, una vita, una mia felicità seguendo i loro insegnamenti, vorrei che i miei figli [se mai dovessi averne eh] un giorno guardandomi provino lo stesso sentimento di profondo amore e ammirazione che riempie i miei occhi quando guardo i miei genitori.


Vorrei, decisamente, essere più simile a loro…anche se fossi una Hilton.