Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

La coccolosità va ricordata!?!


/ì·do·lo/: Oggetto di un’ammirazione o di una dedizione gelosa o fanatica.

Partendo dal presupposto che l’unica persona per cui nutro una dedizione gelosa o fanatica sono io, e neanche mi sto propriamente sempre simpatica, non credo di essere portata realmente per questa forma di venerazione divina verso qualcuno e/o qualcosa [ammesso che questo qualcosa non siano Skittles].

E come la definiresti la tua fissazione malata per quel coso biondo di quella boyband che manco si sente più? Ah ma non si sono sciolti?
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A me non piace dare definizioni alle cose, perché mai dovrei eh?

E’ una cosa talmente irrazionale che, io per prima, ho smesso di pormi domande a riguardo, ho smesso di considerarmi sciroccata e/o infantile [a secondo della giornata], ho smesso di chiedermi se sia giusto o meno continuare ad essere una ragazzina quando si tratta di lui.

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Quindi perchè scrivere l’ennesimo post sullo stesso argomento?

Tralasciando il fatto che sul mio blog in fin dei conti ci scrivo un pò quello che mi pare, questo post è un semplice Promemoria di Coccolosità che, se non bastasse la piacevolezza del suono dovuto all’accostamento delle due parole, è semplicemente un modo per ricordarmi di aver scelto di essere irrazionale per una persona che, non so per quale congiunzione astrale, riesce a dare segni di vita sempre quando ce n’è più bisogno.

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Per quanto qualche parola in più rispetto a tutte queste emojii sarebbe gradita, continua a farmi tenerezza il pensiero che 20 anni fa [come suona male, mamma mia] non avrei mai immaginato possibile una roba del genere.
I poster possono digitare messaggi? Ma per davvero?
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E’ solo uno stupido cuore. Un tuo stupido cuore. E io non riesco a non sorridere per quello stupido cuore e a domandarmi, ogni maledetta volta, come l’immagine di biondino stronzetto e spocchioso si riesca a sposare perfettamente con la dolcezza che, a modo tuo per carità dimostri ogni volta. Non riesco a capire come gli altri non riescano a vedere quello che vedo io quando ti guardo, come possano definirti odioso o scostante, come possano non avere semplicemente voglia di perdersi in un tuo abbraccio prima di tornare alla vita reale [perchè non sono ancora rincoglionita del tutto, ve lo giuro].
E’ solo uno stupido cuore. Un tuo stupido cuore. Ma a me piace assai quello stupido cuore.
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Perchè la verità è io sarò una piccola stalker ma lui resta l’amore.
Pensieri Sparsi

Villaggio Vacanze


E’ da qualche giorno che sono in vacanza, ormai, credo lo si sia capito dalla frivolezza dei contenuti dei miei ultimi post di cui non me ne sto scusando, figuriamoci, sono la paladina della leggerezza dei pensieri estivi; il tempo per adesso sembra voler essere poco incline a donarmi l’abbronzatura dorata che sto bramando da settimane ma resto fiduciosa e approfitto dei tempi morti per mettere nero su bianco ciò che si rincorre nella mia mente.

Partiamo dal principio, sono anni che, volente o nolente, finisco a passare almeno una settimana delle mie vacanze in un villaggio turistico, di quelli tendenzialmente enormi con tutti i comfort del caso, di quelli pensati per famiglie e per adolescenti, di quelli con ristoranti giganti in cui accumulare chilogrammi che mai saranno smaltiti in inverno, di quelli in cui puntualmente mi chiedo: perché sono qui?

Senza perder tempo a parlare del perché e del per come io ci sia finita anche quest’anno, sono qui da un paio di giorni e ho osservato con interesse [e a tratti irritazione] la gente intorno a me. Adoro perdermi nei discorsi degli sconosciuti, rubare frammenti delle loro vite e tessere le loro storie nella mia mente. Mi sono bastati pochi giorni in un villaggio turistico per avere materiale su cui scrivere per un anno intero e, credetemi, non sto enfatizzando la cosa.
Insomma, non ditemi che non ci avete mai pensato, è come ritrovarsi in una sorta di zoo umano con elementi di varie specie messi a stretto contatto tra loro, un esperimento umano dai risvolti geniali.

Non importa in che zona dell’Italia vi troviate, la tipologia di persone presenti in un villaggio turistico rientrerà sempre, e sottolineo sempre, in uno dei seguenti stereotipi:

  • il cafone arricchito e tutta la sua rumorosa famiglia: soldi a sbafo che però non gli hanno consentito di comprare neanche un briciolo di educazione. Lo si può osservare mangiare l’inverosimile con la classica maglietta ultra griffata sporca di sugo, la sua voce riecheggia per tutto il villaggio, è impossibile non accorgersi della sua chiassosa presenza, mentre, con la simpatia di una foglia di ortica nelle mutandine, dispensa battutine irriverenti e freddure incomprensibili. Livello massimo di irritazione.

  • Lo sportivo ossessivo: partecipa a tutti i tornei organizzati dagli animatori, a tutti i giochi in spiaggia e tutte le attività che implichino il sudare come un maialotto in calore. Il suo motto è: mi fermerò solo da morto.

  • il malato di competizione: che sia il gioco in spiaggia o il torneo di briscola poco importa, lui [o lei] deve vincere a tutti i costi; si iscrive a tutte le attività che prevedono una vittoria che diviene, ovviamente, l’obiettivo primario delle sue vacanze. Nella settimana dei giochi di Ferragosto [volete davvero che vi racconti di cosa sto parlando?] lo vedrete cucire, sfilare, giocare a beach volley, salvare la donzella in pericolo, ballare la Waka Waka in equilibrio su un solo piede e con in bocca un palloncino…venderebbe anche la moglie pur di portare la sua squadra alla vittoria e goderne come un riccio in calore. Mai e poi mai provare a contestare una sua performance, potrebbe pestarvi senza pensarci due volte perché, si sa, una sana competizione sportiva è l’ideale per le vacanze.

  • la donna fitness: ha passato tutto l’anno ad ammazzarsi in palestra, a tendere i suoi muscoli e renderli flessibili e tonici solo per poterli sfoggiare con ostentata spavalderia in spiaggia dove la vedrete partecipare a tutte le attività di fitness previste nel corso della giornata: risveglio muscolare, acquagym, balli di gruppo, balli caraibici, zumba, capatina in sala attrezzi e, perché no, yoga. Mi stanco solo a guardarla, ho detto tutto.

  • l’isterica in vacanza: tendenzialmente ha tra i 30 e i 40 anni, in media 1 o 2 figli e un marito che la guarda indeciso sul come ammazzarla dopo l’ennesima sfuriata senza capo ne coda. La si può ascoltare brontolare sulla consistenza della pasta, sull’asciugamano ritirato tardivamente dal marito mentre lei attendeva per fare colazione, sulla bambina che non vuole mangiare e il bambino che mangia troppe schifezze. Siamo serie, la si può sentire brontolare con fare isterico, praticamente, su tutto. Averla nei paraggi è deleterio per le proprie orecchie: pericolo.

  • la gelosa petulante: labbra imbronciate e sguardo accusatorio, osserva tutte le donne con fare cagnesco mentre passa l’intera giornata a cercare prove dell’infedeltà del marito [stamane, giuro, ho ascoltato i discorsi di una donna di questa categoria, è stato difficile non ridere mentre lei lo accusava di aver perso troppo tempo nel comprare le sigarette; la faccia di lui era impagabile].

  • la mamma ossessivo compulsiva: il nome di suo figlio risuonerà per tutto il villaggio e, a fine vacanza, avrete una voglia spasmodica di prendere il suddetto bambino e chiuderlo in un collegio in Svizzera con la speranza di non vederlo mai più, neanche in fotografia.
    Gigio non fare questo. Gigio non fare quello. Gigio mangia. Gigio bevi. Gigio non mangiare la sabbia. Gigio non bere troppa Coca Cola…Gigio vai a giocare bendato in autostrada.

  • Lo scemo del villaggio: è un animatore mancato e ne soffre ad ogni estate quando sente il la sua essenza di clown bussare insistentemente alla porta del suo io; lo vedrete con gonne e parrucche, biberon e trecce alla Pippi calze lunghe, tutto pur di essere al centro dell’attenzione protagonista dei peggiori video delle vacanze di amici e conoscenti. Lui la vacanza se la gode a pieno, in fondo se non lo si fa in vacanza, quando? Mai, per esempio?

Ammetto che potrei continuare ancora per molto con il mio elenco,
ma poi cosa scriverei nei prossimi post?

Parole e Storie

Minuti


10:02
Otto lunghi minuti e finalmente sarà qui.
Il cuore trema immaginando il suo viso mutare espressione all’incontro col mio,
sarai felice di vedermi, piccola mia?
Geloso e codardo non ero qui quando sei salita su quello stupido aereo che ti ha portato lontano da me.
Per mesi. Lunghi.
Avevi voglia di aprire gli occhi al mondo,
e io non lo capivo.
Due minuti.
Forse avrei dovuto provare a chiamarti.
10:10
I tuoi capelli color miele, i tuoi occhi colmi di stanchezza, la tua mano intrecciata alla sua.
Le sorprese non ti sono mai piaciute, e ora capisco il perché.

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Prima o poi arriveranno storie felici, ne sono certa. Non oggi, non quando queste parole hanno preso vita…ma ci saranno. Lo so.