Pensieri Sparsi

30 Days Writing Challenge – 1


Ammetto di averci pensato un pò su prima di intraprendere questo percorso sul mio blog, la mia incostanza cronica nel fare le cose e la parvenza di intimità di alcuni punti di questa sfida di scrittura mi hanno fatto accarezzare più volte il pensiero di desistere dal farlo. In fin dei conti a chi mai potrebbe interessare cosa mi dia fastidio, quali sono i luoghi che vorrei visitare, per quali celebrità svalvolo al solo pensiero e, cosa più importante di tutti, che fine ha fatto il mio primo amore? A nessuno? A qualche curiosona come me che mi fermo a leggere tutti i post della suddetta Challenge? Mi importa davvero??? Ovviamente no!!! Ed è proprio questo motivo che, dopo qualche giorno di inutili elucubrazioni, ho deciso proprio oggi, in questa domenica dedicata all’ozio, di cimentarmi in questo tragitto.
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Non assicuro nè a voi nè a me stessa che i days avranno risposta giornalmente, ma prometto assoluta sincerità nello svolgere il compitino giornalmente assegnato.

Ma smettiamo di perderci in inutili chiacchiere, lo so sono bravissima a farlo, e iniziamo a rispondere al curiosone che ha messo insieme questa serie di domande.
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Giorno 1: Fai una lista di dieci cose che ti rendono davvero felice.
[iniziamo subito con della roba difficile eh].
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1Nick Carter [ebbene si, ha guadagnato il primo posto a sto giro].
Se dovessi dare un nome alla felicità più assoluta sarebbe il suo, se dovessi dare un volto alla stessa sarebbe il mio nell’istante esatto in cui le sue braccia si stringono intorno a me. E’ estremamente infantile ed irrazionale, eppure mi rendo conto che non potrei mai rinunciare alla sensazione di gioia assoluta che provo in quegli istanti, non vorrei mai dover crescere del tutto e smettere di essere la sua ragazzina.
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2Le Skittles, il pacchettino rosso eh [nel caso qualcuno voglia spedirmele a casa].
Possono delle minuscole caramelle colorate a frutta rendere felice una persona? Che domanda stupida, certo che possono; soprattutto se da anni ormai non sono prodotte in Italia e ogni pacchettino è una piccola benedizione dal cielo.
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3La mia Famiglia.
Non credo assolutamente ci sia davvero bisogno di spiegare questo punto; onostante spesso me ne lagni [chi non lo fa, eh?] tornare a casa con la consapevolezza di trovare sempre la mia famiglia mi riscalda il cuore.
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Se viaggiare fosse gratuito, state sicuri che non mi vedreste più.
Soldi e ferie permettendo, girerei per l’intero continente alla ricerca di non so neanche io cosa; odio preparare la valigia eppure sarei sempre pronta a farla se bastasse per ritrovarmi in luoghi lontani tra gente e culture diverse.
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5Scrivere e sognare.
E’ un concetto diverso di felicità, sinceramente l’idea di me che batto sulla tastiera e sorrido alla vita come se stessi sorseggiando un buon vino mi fa un pochino ridere; eppure in un certo qual modo scrivere mi rende felice. Semplicemente mi fa bene. E’ il mio modo per affrontare il mondo, per filtrarlo attraverso i miei pensieri e le mie parole, per cercare di dare un senso a quelle cose che spesso un senso non ce l’hanno. E’ il mio modo per sognare, per diventare un’altra persona e vivere altre vite ed altre storie da raccontare come se fossero la mia.
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6 – Andare ai concerti.
Tralasciando i concerti dei Backstreet Boys che, per quanto mi riguarda, rappresentano un mix di emozioni che non sono sicura di poter spiegare a parole, perchè quando sei disposta ad andare dall’altra parte del mondo per un concerto deve essere per forza qualcosa di speciale. Ma il discorso di base era un altro, amo i concerti in tutte le loro forme, l’adrenalina che ti attraversa il corpo allo spegnersi delle luci, le urla liberatorie al primo giro di batteria, la felicità estrema quando la musica riempie l’aria.
Davvero potete vivere senza tutto ciò?
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7 – Il mare.
Quando i miei pensieri sono ansiosi, inquieti e cattivi, vado in riva al mare, e il mare li annega e li manda via con i suoi grandi suoni larghi, li purifica con il suo rumore, e impone un ritmo su tutto ciò che in me è disorientato e confuso.
Sento spesso il bisogno di perdermi nell’immensità del mare, fissare l’infrangersi delle onde, inalare la salsedine e convincermi che, alla fine di tutto, andrà tutto bene.
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8 – Mangiare.
A chi non piace, eh? Si ok, poi si finisce per ingrassare e bisogna prendere vestiti che non segnano i difetti, ma la gioia del cibo è davvero qualcosa a cui si potrebbe rinunciare? Hey, non sono certo una fan del grasso è bello, ma neanche una fissata con la linea da rinunciare ad un bel panino bello farcito, patatine fritte o leccornie di ogni tipo.
Oh, mangiare mi piace assai.
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9 – Scattare fotografie, stamparle, riempire album e i muri della mia stanza con i miei ricordi. 
Sento il bisogno di fermare il tempo in un fotoricordo, di immortalare sorrisi e tramonti, luoghi e sguardi. Amo i selfie, immortalare i miei cambiamenti nel corso del tempo, ricordare il mio viso nei giorni di pioggia e nei giorni in cui è baciato dal sole; ricordarmi dove fossi, quando e con chi. Amo riguardare le vecchie foto e sorridere dei miei ricordi, provare malinconia e spesso nostalgia dei tempi passati in attesa di costruire nuovi ricordi da poter immortalare.
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10 – Le telefonate con le amiche.
Qui devo fare una piccola premessa, spesso riuscire a parlare a telefono con me risulta più complicato di quanto possa esserlo parlare con il Presidente degli Stati Uniti d’America; eppure quando sono in buona, o all’uscita da lavoro, adoro passare il tempo a blaterare passando dalle cazzate più assurde a veri problemi esistenziali con la facilità con cui si cambia canale alla televisione. Trovo a dir poco essenziale avere la mia ora d’aria dai pensieri con chi mi capisce davvero, o quanto meno ci prova, con chi ama fare voli di fantasia insieme a me o perdersi nella dissolutezza dei gossip più meschini e divertenti, nella progettazione di piani assurdi e viaggi al limite dell’inverosimile.
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Come primo giorno direi che è stato bello impegnativo, non avrei creduto sarebbe stato cosi’ complicato trovare 10 cose che mi rendessero felici.
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E voi sapreste essere più bravi di me ad elencare 10 cose che vi rendono felici?
Perchè non provate a farlo nei commenti? potrebbe essere una cosa carina; sarei proprio curiosa di leggerle.
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Al prossimo giorno ✌🏻
 
 
Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

Missing…


L’ultima persona a cui ho confidato di aver bisogno di un abbraccio era uno sconosciuto. Ha sorriso, fissandomi un istante tra il divertito e l’intenerito, e ha stretto le sue braccia intorno al mio corpo riempiendomi il viso di baci appena sfiorati. Non credo avesse idea dell’importanza di quel gesto, dettato probabilmente dalla troppa RedBull ingerita quella notte, eppure il suo sorriso mentre i suoi occhi fissi nei miei mi facevano lentamente morire era riuscito a scaldarmi il cuore come non accadeva da secoli ormai.
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Un istante prima ero in preda ad un panico che temevo non sarei stata in grado di gestire.
Un istante dopo avrei voluto il mondo smettesse di girare lasciandomi tra le braccia di quello sconosciuto.
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Non so perché questa notte la mia mente abbia deciso di farmi rivivere in loop quel millesimo di secondo in cui mi sono sentita fragile e vulnerabile, totalmente in balia delle mie emozioni, pienamente succube di una felicità di quelle che neanche utilizzando tutto il vocabolario riesci a spiegare a parole; non ho idea del motivo per cui adesso che tutto mi sembra così lontano e infantile mi sia venuto quel momento in cui, forse dopo troppo tempo, non mi sono sentita invisibile.
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It’s nice to see you again!
I need to see you again!
Pensieri Sparsi

Il Blues del Viaggiatore


E’ martedì…e stamane non riesco proprio a ricordare dove ho riposto la mia voglia di sorridere; non che abbia voglia di cercarla in questo momento ma mi piacerebbe quanto meno essere a conoscenza di dove sia finita.

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Ci sono persone che, tornate da un viaggio, non fanno in tempo a mettere piede in casa che hanno già disfatto la valigia, messo a lavare i vestiti sporchi, suddiviso i vari souvenir da donare ad amici e parenti, scaricato la scheda SD della fotocamera sul computer e collocato nelle giuste caselle della memoria i momenti appena vissuti…e poi ci sono io che, dopo ormai più di una settimana, ancora fisso il vuoto cercando di costringere la mia mente a tornare alla realtà.

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La valigia l’ho riposta ieri, iniziavo a temere di ritrovarmi alla porta qualcuno del programma Sepolti in casa e non sarebbe stato propriamente carino [il borsone è ancora mezzo pieno, ma non ditelo a nessuno]; l’ho osservata per giorni giacere inerme ai piedi del mio letto, fissarmi sconsolata per quella posizione di limbo a cui l’avevo rilegata attribuendone la colpa alla mia famigerata pigrizia. Quella posizione di limbo in cui mi ero rintanata io stessa.

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Era quasi consolatorio vederla ancora li per terra, semiaperta, come se fosse in sospeso tra quello che ormai era terminato e quello che avverrà in seguito; quella sciocca sensazione a cui aggrapparsi, l’illusione che tutto quello che ho vissuto non potesse essere davvero finito. Un mero inganno della mia mente.

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Ho sempre vissuto di depressione post viaggio, allontanarsi dalla monotonia della propria vita, anche se per pochi giorni, regala nuove prospettive da cui osservare il tutto al proprio rientro; vivere lontano dai doveri e dalle preoccupazioni, poi, regala alla mente quell’irrefrenabile desiderio di essere nomade per sempre. Vivere in un sogno per circa una settimana e ritrovarsi la scrivania piena di scartoffie al proprio ritorno ti uccide lentamente dentro, ti spegne come un alito di vento sulla flebile fiamma di una candela.

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Faccio fatica ad abituarmi nuovamente a quello che avevo lasciato alle mie spalle, ai ritmi e alle persone della mia quotidianità, ai loro discorsi e alle loro vite che risuonano così lontane dalla mia. Sorrido distaccata, annuisco fingendomi partecipe mentre con la testa sono lontana…mentre con la testa sono ancora via.

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Lo chiamano Blues del Viaggiatore, una melodia triste che accompagna i giorni del ritorno a casa. Io lo definirei Sindrome da Adele, sarà che quando ci siamo salutate, o poco prima, c’era una sua canzone alla radio e i nostri occhi si sono riempiti di lacrime in un istante ma la mia mente non smette di mandarmi in loop immagini dei momenti vissuti, ricordi in bianco e nero come in quei video che piacciono tanto a Maria De Filippi.

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E in un certo senso la depressione post viaggio è proprio questo, perché la vita di tutti i giorni a volte sembra proprio un videogioco pieno di bug, che continua solo a forza di scatti irreali e saltelli inutili. [cit.]

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E’ una malinconica tristezza, una mancanza insistente, un desiderio irrefrenabile di scappare via; è una lotta alla sopravvivenza per non soccombere alle emozioni che ti schiacciano. E’ una fase transitoria…

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…fino al prossimo viaggio.

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

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Il lunedì è quel momento della settimana in cui gli altri ritengono che tu sia vivo, ma tu mica ce l’hai davvero tutta questa certezza; vorresti comunicarglielo in maniera garbata ma gli unici suoni che riesci ad emettere al mattino ti rendono più simile ad uno zombie alla ricerca di un cervello di cui nutrirsi che ad un essere umano [figuriamoci alla fanciulla carina e coccolosa che fingi di essere].

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Il lunedì è quel giorno della settimana in cui il lettore mp3 collegato allo stereo della macchina sembra aver deciso che riproduzione random di 250.000 canzoni equivalga a dire devi ascoltare i pezzi di un solo gruppo in qualsiasi salsa possibile ed immaginabile incluse quelle canzoni che loro stessi hanno dimenticato anche solo di aver fischiettato per sbaglio.
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Il lunedì è quel giorno della settimana in cui anche Facebook sembra prenderti in giro con il maledetto Accadde oggi riproponendoti foto che hanno il solo scopo di accrescere il tuo stato di malinconia ansiolitica che ti rende una povera pazza agli occhi della popolazione normale, perché certe mancanze e certe ansie come le spieghi a chi ha una mente troppo chiusa per poter capire?
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Il lunedì è quel giorno della settimana in cui, soprattutto se il tuo corpo ti ricorda che Eva ha mangiato quella cavolo di mela e tu devi patire le pene dell’inferno ogni mese per espiare le sue colpe manco si fosse cibata ad un all you can eat demoniaco, il mondo dovrebbe chinare il capo e darti ragione a prescindere, donarti un cestino di caramelle ed una scatola di cioccolatini al caramello e sussurrarti dolcemente: puoi uccidere chi vuoi, qualsiasi giudice ti assolverebbe in tribunale. 
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Il lunedì è quel giorno della settimana a cui non riesco a non dedicare puntualmente un post pieno di inutili parole; quel giorno a cui tutti amano modificare il nome [OdiaDì, TraumaDì, GneGneDì, LagnaDì, TristeDì] per cercare di sdrammatizzare ed esorcizzare quel concentrato di malumore che questo nefasto giorno porta con se.
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Il lunedì è quel giorno della settimana in cui mi piace lagnarmi a sbuffo.
Non si era capito eh?
 
 
Pensieri Sparsi

Voglio vivere fermando il tempo in un fotoricordo.


La citazione non è delle più colte, eppure non riuscirei ad esprimere diversamente la sensazione che mi pervade osservando la coperta di fotografie distese sul mio letto. Adoro perdermi nei miei ricordi quando la noia mi pervade, quando la mancanza diviene più forte e la voglia di partire mi travolge; adoro perdermi nella nostalgica malinconia di quei sorrisi congelati per sempre in quelle immagini che ne hanno rubato l’essenza.

Riuscite a cogliere il luccichio nei miei occhi? Riuscite a scorgere la mia felicità?

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La cosa migliore di una fotografia è che non cambia mai,
anche quando le persone in essa lo fanno.
[Andy Warhol]