Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

You Think you Know…


Quando la vita inizia a somigliare sempre più un trenino delle montagne russe da cui è impossibile scendere, inizi a chiederti se sarai davvero in grado di staccare da tutto e tutti almeno per un giorno.
Inizi a temere che lo switch per tornare 15enne possa non funzionare più, come se all’alba dei tuoi 34 anni essere grandi possa essere l’unico modo di affrontare la vita.
Inizi a non sentire per davvero le solite ansie che hanno da sempre accompagnano questi eventi, non hai tempo per ascoltare quella vocina flebile nella tua testa che cerca invano di attirare la tua attenzione.

me

Funziona che prendi un aereo di corsa subito dopo un’intensa giornata di lavoro, riabbracci le tue amiche mentre cercate un posto in cui mangiare poiché tutto quello che hai in corpo sono due mini Philadelphia e 4 patatine prese dal distributore automatico, finisci sotto il loro hotel assecondando il tuo animo da stalker ma, anche dopo aver chiacchierato con Mike, sei lì a pensare alla serratura della porta della barca che non sei riuscita a recuperare prima di partire.

tenor

Succede che sei davvero stanca eppure pian piano le chiacchiere e le risate delle amiche che man mano iniziano a circondarti iniziano a fare la magia; non sai bene dove sia nascosto quel pulsante magico ma senti che, quasi senza rendertene conto, lo switch avviene. Senti il suono della tua risata, forse un po’ più isterica del solito, che risuona nell’aria…e l’ansia, quella che aspettavi, finalmente prendere possesso della tua testa.

tenor-1

È sempre un viaggio strano nei meandri dei sentieri tortuosi della mia testa, eppure ogni volta è una nuova avventurache, anche se a rilento, adoro mettere nero su bianco.

3233410337_1_10_lxtxrihy

E’ stato un viaggio strano. Credo che ce lo siamo ripetute un miliardo di volte a sto giro.
L’aver deciso, circa 7 mesi fa, che ancora una volta sarebbe stato compito nostro rendere quella serata magica si è rilevata un’impresa più complicata di quanto potessimo immaginare. Le reazioni incredule e felici di 5 anni fa erano ancora troppo impresse nelle nostre retine e, nonostante lo scetticismo iniziale, provare a scappare da questo impegno sembrava impossibile. E così è stato.
La mole infinita di cose che possono cambiare in 5 anni è, a dir poco, infinita.
Ma 7 mesi fa non potevamo neanche lontanamente immaginarlo.

giphy

Sono stati 7 mesi intensi.
7 mesi in cui, oltre alla confusione e agli impegni delle nostre vite (che in 5 anni sono diventate stressanti e complicate in maniera esponenziale), ci siamo ritrovate a combattere contro a restrizioni e autorizzazioni, presentazioni e progetti da sottoporre a Sony e Live Nation, attese per il benestare del managment americano, fornitura e logistica dei materiali, ansie e liti, risate isteriche e battibecchi telefonici alla ricerca della pura magia.

47cdffd38129c251c9cf1a873ad9bf4ce29d30fc82404de98eb53f7e5334928a

E’ con un carico maggiorato di ansia che è iniziata la giornata del 15 Maggio.
Mentre tutti erano a programmare come beccarli fuori dall’albergo, noi eravamo a ritoccare gli schemi da attuare per riuscire a far funzionare la macchina da guerra che avevamo messo su. Mentre mettevamo in ordine trucco e parrucco ripetevamo come delle ossesse il materiale da portare, le persone da chiamare, le cose da non dimenticare. Si, esattamente come delle pazze.

blair-waldorf-judging-you-gif

Siamo passate fuori dall’albergo forse più per sentirci almeno per 5 minuti delle fans normali che non stavamo morendo di ansia da prestazione.
I 5 minuti che a me sono serviti a ricordare il senso di tutta la giornata.
Ero nervosa, agitata e forse più acida del solito…fino a quando, grazie a chi forse aveva capito più di me di cosa avessi bisogno, finalmente TU.

img_5807

La scena è stata tragicomica, forse più del solito.
“C’è Nick, salutalo.”
“No. Non voglio.”
Cosa mi avesse detto il cervello io ancora non lo so. A te, per fortuna, non importa.
Uno sguardo. Il solito. Una linguaccia. Come sempre. Un bacio. Le mie lacrime.

tenor-2

Perché diciamolo pure: mi hanno vista tutti piangere.
Probabilmente c’è chi ha goduto non capendo il momento, forse c’è chi mi ha giudicato male…a qualcuno magari ho fatto anche tenerezza (si, lo so, è impossibile).
Ho pianto perché era passato un anno ma in realtà non era passato un solo istante.
Ho pianto perché era passato un anno ma non era cambiato nulla.

img_5573
Il mio umore è cambiato, almeno per un po’.
Ma non c’era tempo per crogiolarsi, la corsa contro il tempo era ormai iniziata: la corsa al filaforum di Assago, il controllo della correzione delle stampe sbagliate, il pranzo al volo che ti fa rendere conto che sei passata dai panini del Mc Donald’s al risotto con i gamberetti, l’incontro con i tipi di Live Nation mentre stai ancora cercando di portare il cibo alla bocca, lo scarico della mole infinita di materiale, il dissuasore del traffico che non ne voleva sapere di lasciarci libera la strada, il biglietto del concerto finalmente tra le mani, ritardi non giustificati e assenze poco chiare, ansia, stress ma tanti volti amici che con passione erano li a ricordarci che Siamo una squadra fortissima.

img_5808

Si ringrazia Alessandra per avermi reso presentabile nonostante la stanchezza e lo stress sul viso; per aver cercato di rendermi nuovamente una persona normale.

img_5809

Ci eravamo preparate per 7 mesi per quel momento e non poter essere dentro con le ragazze ad ammazzarci fisicamente di lavoro e coordinare tutto il lavoro lentamente ci ha ucciso. Essere in fila per dare inizio al divertimentoe non riuscire a staccarsi dal telefono per capire se le ragazze sono entrate, se è fattibile fare il lavoro in quel poco tempo, se il lavoro di tutti riesca a non essere vano. Essere in fila e capire che hanno fatto casino con le autorizzazioni, temere che nel parterre non si potesse mettere più nulla, cercare un piano di riserva senza smettere di trovare una soluzione per far andare avanti il primo.

giphy-2

Fare il giro del backstage, vedersi passare Briandi fianco e continuare ad osservare se le ragazze stanno posizionando i fogli in maniera corretta. Scorgere i cuori in platea e sentire il proprio scoppiare nel petto.

e524f665-fe84-4c57-b15e-4d75cc944abd

Credo di essermi ritrovata in fila per fare la foto senza neanche rendermene conto, di aver capito cosa stesse accadendo solo quando sono entrata in quella stanza.
Finalmente loro. Finalmente Lui.
Dopo anni mi sono ritrovata a pensare: Esistono davvero.Non ero pronta a quel momento, non mi ero preparata affatto. Era tanto che non mi sentivo così impreparata.

giphy-3

Le braccia di Brian le prime ad accogliermi. Adoro i suoi abbracci.
Di Alex ricordo sempre troppo poco…i miei occhi erano stati già calamitati dai suoi.
“Oh…Hey.”
E persa tra le tue braccia mi sono sentita nuovamente a casa. E tu sei uno stronzo e lo sai.
I want a BIG hug from you!”
Chissà cosa volessi veramente dire in quel momento. Kevin ha riso e sottolineato che io volessi un BIG HUG FROM YOU…GRANDE…hai riso…io volevo morire…mi hai abbracciato e stretto più forte al momento della foto (grazie, mi ero preoccupata di non riuscire ad avere la solita faccia da allucinata cronica). Hai riso di nuovo e mi hai abbracciato di nuovo. Ti ho dato un bacio sul collo perché non si dica che la testa mi assista in quei momenti. Mi hai abbracciato di più mentre Kevin guardava divertito probabilmente pensando ancora che sono un’analfabeta funzionale.
Ho salutato Kevin, due baci sulle guance e lui mi ha abbracciato. Come fa sempre, con tutti, come per dire Grazie.
Mi sono trovata Howie sulla strada verso l’uscita…puoi davvero non salutarlo?

79d896e9-bb2c-4b57-8106-298a3be58524

Ho lasciato la stanza frastornata e la prima frase che ho sentito è stata:
“C’è un problema con la Fan Action.”
Sono sbiancata. Anche il tizio della sicurezza aveva capito quanto fosse facile prenderci in giro in quel momento.

img_5794
Ho bevuto. Tanto e di gusto. Ho riso in compagnia delle mie vecchie amiche di sempre e di quelle nuove appena scoperte. Abbiamo brindato come se non ci fosse un domani  perché del domani poco ci importava: in quel momento eravamo felici, ma felici per davvero.
Era la quiete prima della tempesta. E lo sapevamo.

Arrivata nel circle è iniziata la battaglia: ancora fogli da consegnare, direttive da fornire, starlights da far brillare, una stronza da mandare a cagare (perchè quando deciderò di portare croccantini per calmare gli animi di quelle animali sarà sempre troppo tardi).
Che poi, apro e chiudo parentesi, ma io dico: piccola imbecille davvero credevi di poterla avere vinta contro di me? PORACCITUDINE HAS NO LIMITS.

giphy-1

Insomma, il telone è calato letteralmente sulle nostre teste e lo spettacolo ha avuto inizio.
E’ stato strano.Il cuore batteva forte, Tu eri semplicemente il solito Tu a cui sono ormai affezionata, l’adrenalina era a mille eppure i nostri occhi fissavano la scaletta in attesa del momento della verità.

img_5803

Sulle prime note di Incomplete mi è mancato il respiro. Ho chiuso gli occhi per una frazione di secondo. Speriamo vada tutto bene. Li ho riaperti ed è stata magia.
Siiiii. La prima è andata. Abbiamo urlato, le nostre mani si sono incontrate in un battito di gioia. Possiamo respirare, per un po’.

Avevamo superato il primo test, ma il vero esame lo avremmo sostenuto a breve.
Ho perso un battito quando Shape of my Heart ha iniziato a risuonare nel forum, ho ascoltato tutta la parte di Nick quasi senza respirare…e credo che il video spieghi meglio di me cosa sia accaduto.

Abbiamo pianto. Ci siamo abbracciate tra i singhiozzi di chi sa di esserci riuscita, nella consapevolezza di aver creato qualcosa di grande. Tremavamo incredule della magia che due teste vuote erano riuscite a tirare fuori da un cappello fatto di ansie, sogni e testardaggine da vendere. Piangevamo per le ragazze che ci avevano dato fiducia, per chi ci aveva dato soldi e chi era diventato le nostre braccia e le nostre gambe. Piangevamo per lo stupore disegnato sui volti di chi da anni ci regala emozioni.
Lacrime e gioia. Ce l’abbiamo fatta. Finalmente potevamo goderci la serata, la nostra serata.

Il concerto è stato pazzesco. Loro sono stati pazzeschi. Noi siamo state pazzesche.
Ma neanche a questo punto della storia c’era il tempo per fermarsi a festeggiare, di corsa in macchina per raggiungere un locale dalla parte opposta di Milano per l’afterparty.
Ovviamente in ritardo, ovviamente le ultime ad entrare nell’area Vip praticamente pochi istanti prima che arrivassi Tu e l’altro.

giphy-4

Altro giro, altra corsa.
Solo adesso che metto nero su bianco il tutto, mi rendo conto di non aver salutato Howie; sono venuta direttamente da te.  Il tuo sorriso mi uccide ogni volta.
“Hello, Kitty.” – Ti è concesso solo perché sei Nick Carter, lo sai, si?
Mi hai abbracciato e hai riso quando ti ho detto che Howie nella foto non lo volevo.
E’ solo in questo momento che mi sono resa conto di lui, con voce carina e coccolosa gli ho detto:
“Facciamo che tu ti metti qui e fai un po’ quello che vuoi. Ecco, bravo qui. Sorridi. Fai la faccia arrabbiata. Fai quello che vuoi. Non ci mettiamo in la, eh!”

84c748cb-eef4-46fd-8495-5a40319ff997

Tu hai riso divertito. E’ l’effetto che ti faccio.Un altro bacio…un altro segno.

img_6383.png
Ricordate lo switch di cui parlavo un milione di parole fa?
Ricordate tutte le ansie di non essere più capace di vivere il momento?
Parole…parole…parole.
Mi perdo nell’azzurro dei Tuoi occhi ogni volta come fosse la prima, mi sento a casa quando mi stringi tra le tue braccia cicciottose, la morbidezza della tua pelle e il suono della tua risata. E’ sempre un fiume di parole senza senso quando provo a raccontare cosa vivo in quel momento, perdo il filo insieme al senno ogni volta che i miei occhi si incrociano con i tuoi. Torno 15enne e torno stupida, sono felice. Di quella felicità puttana che è come una droga. Un’astinenza continua che mi spinge a fregarmene delle poche ore di sonno prima di tornare a lavoro, a fregarmene delle risatine di chi non capisce, a fregarmene di chi  vuole fare i conti nel mio portafogli.

source

E’ l’ansia che torna a scalfire la mia serenità; un uragano che ogni volta mi lascia per giorni in balia di quelle emozioni che mi stravolgono l’esistenza e mi ricordano che non viva. Ma viva per davvero.

img_5811Come ogni volta è un libro più che un racconto…ed è neanche la metà di cosa si affolla nella mia mente.
Come ogni volta i gioielli più brillanti sono le amiche con cui condivido questi momenti, eppure questa volta c’è qualcuno in più da ringraziare. Lo abbiamo fatto per giorni ma non è mai abbastanza.

img_5812

Come sempre però il grazie più grande lo devo a Me stessa per ogni volta che osservo impaurita le mie ansie fissarmi e deciso di essere più forte di loro; per tutte le volte che temo di non farcela e mi dimostro che mi sbagliavo; per quando cedo alla tenerezza di un abbraccio o al bisogno di avere vicino le mie amiche; per quando metto il telefono in modalità aereo e decido che il tempo per me è un momento sacro.

Grazie a me che mi concedo di essere Me quando sono con Te.

Pensieri Sparsi

La mia prima Hater va celebrata!!!


Quanto mi sento VIP oggi, voi non potete neanche lontanamente immaginarlo!
Perché siamo onesti, al mondo d’oggi, se non hai qualcuno che ti odia [o forse invidia renderebbe meglio il concetto] non sei nessuno; soprattutto se sei una come me che, in un modo o nell’altro, si mette spesso in gioco nel mondo social.

Lo so, come sempre corro troppo e ometto i fatti salienti iniziando a farneticare da sola, a sto giro però provate a capirmi, la storia è talmente stupida che so, sin da ora, che alla fine finirò per annoiarvi. Non dite che non vi avevo avvisato: facciamo un profondo respiro, un bel passo indietro e partiamo dal principio, o quasi.

Che io abbia deciso di pubblicare una mia storia lo sapete tutti ormai, che Amazon le abbia dato dignità di libro è storia nota, che mancano [nel momento in cui scrivo] 2 copie al raggiungimento delle 700 copie vendute solo sul circuito Amazon Kindle ve lo sto raccontando io.
Vediamo, uhmm che altro dovreste sapere per comprendere meglio il quadro generale in cui inserire questa poveraccia?
Oh si, certo! Sono fan dei Backstreet Boys [non si era capito vero che vorrei trovarmi Nick Carter al mio rientro a casa tipo ogni giorno???]; quello che non sapete è che se mai aveste voglia di uno studio approfondito per il decadimento del genere umano [leggesi: se mai la vostra testa vi invogliasse a voler conoscere delle celebrolese] saprei consigliarvi perfettamente dove cercare.

Vi spiego meglio, circa due anni fa [porca miseria, sono passati già due anni], decisamente per noia, mi è venuta la malsana idea di creare un gruppo Facebook dedicato alla suddetta band; insomma avere 30 anni e avere una passione per una boyband è strano agli occhi di molti, volevo creare semplicemente uno spazio virtuale in cui poter essere liberamente 15enne senza incombere in alcun tipo di giudizio. Detto, fatto. Neanche il tempo di ragionarci troppo e il gruppo era online con il suo discreto numero di iscritte e tanta voglia di staccare la spina quando la vita reale diventava troppo pesante.
Era semplicemente un gioco, ma, ed è storia comune, non è partendo da un gioco che nascono le idee migliori?

Gioca qua, gioca là; non so spiegarvi neanche io come sia potuto accadere proprio a me, ma mi sono ritrovata, insieme alle mie più care amiche, a creare qualcosa di molto più grande di quello che avevo immaginato.
Perché se ti ritrovi ad organizzare fan action tra una pausa caffè e una pausa pranzo, ad utilizzare Autocad per disegnare cuori anziché case e girare carica di bolle di sapone per rendere magica una serata, qualcosa nella tua testolina, probabilmente, tanto apposto non ci sta.20150521133731

Questa è la premessa, ma arriviamo a noi, ad oggi e alla mia cara hater.
Tornata dalle vacanze, mi sono decisa, finalmente direi, ad iniziare a promuovere un pò il mio libro; motivo per cui ho avuto modo di conoscere virtualmente alcune book blogger che mi hanno aiutato nel segnalarlo tra le nuove uscite concedendomi un piccolo spazio nei loro blog; mi è stato chiesto di provare a fare un’intervista, parlare di me rispondendo ad alcune domande, facendo conoscere chi ci fosse dietro la copertina del libro. Un’idea che mi aveva spaventato ed emozionato non poco.
Ecco: finalmente possiamo parlare della mia amata hater.
Non sarebbe stato più divertente partire da qui?

Ricevuto il link dell’intervista via mail, decido di postarlo nel suddetto gruppo, che ormai considero una seconda casa. Ed è qui che fa la comparsa la nostra nuova eroina: Haty [la chiameremo così, perché sono pur sempre una persona dolce e voi non siete] ha deciso di essere la prima a lasciare un commento alle mie parole, ovviamente utilizzando un nome probabilmente fittizio che non mi da modo di capire che faccia possa avere. Con il solo scopo di farmi perdere la pazienza, e dimostrando di avere difficoltà di comprensione del testo nella lettura delle mie risposte, Haty ha ritenuto opportuno mischiare il mio essere fan con il mio essere scrittrice [uhmm, racconta storie] accusandomi di utilizzare il gruppo per farmi pubblicità. Oh che persona brutta e cattiva.

Io me la immagino, la mia cara Haty, dinanzi allo schermo del pc, vedere il link della mia intervista comparire nella sua home e mangiarsi il fegato perché ancora c’è gente che da credito a questa stronza. Me la immagino rosicchiarsi le unghie fino a farsi uscire il sangue dal nervoso, cliccare con rabbia sul link con la mia faccia e scorrere le mie parole non riuscendo a fermare il fumo che ha iniziato ad uscirle dalle orecchie, ormai totalmente verde a causa della bile che è stata costretta a mandare giù. Povera piccola Haty, rossa in viso e con gli occhi iniettati di sangue, la vedo fissare lo schermo in un moto di stizza e dare sfogo al suo disagio mentale e digitare con rabbia sulla tastiera del pc.  Povera piccola Haty, me la immagino rileggere quelle parole prive di grammatica con un senso di soddisfazione dipinto sul viso:
Adesso dimostro al mondo intero chi è questa stronza. Oh si, adesso le faccio fare una figuraccia.

Vorrei tanto abbracciarti, mia cara dolce Haty. Il vero problema è la sostanza, è quella che ti manca; ecco vedi, se tu volevi ferirmi avresti dovuto avere il coraggio di affrontarmi, come posso prendere in considerazione le tue parole? Oh piccola, tenera e patetica Haty, come te lo spiego che il tuo commento a solo fatto accrescere il mio ego donandomi un’importanza che non credevo di meritare? Come te lo spiego che con il tuo commento mi hai donato ufficialmente la mia corona scintillante? 

Cara piccola e dolce Haty, ho deciso di dedicarti questo post perché credo che tutti nella vita debbano sentirsi importanti e, poichè sono sicura che tu nella tua esistenza avrai ben poche occasioni per sentirti tale, voglio donarti almeno questa gioia. Mi sento una benefattrice, insomma, e lo devo solo a te.
Grazie per  l’affetto dimostrato, grazie per aver accresciuto il mio ego, grazie per avermi reso ancora più figa di quello che già so di essere, grazie per avermi aperto le porte dell’Olimpo. Sentitamente grazie, ma tieni sempre a mente una cosina: