Il Salotto di Angel ★ · Pensieri Sparsi

Benvenuti nel Salotto di Angel.


Quando ho creato questo spazio, lo avevo immaginato come un luogo di nessuno dove lasciare i miei pensieri; i primi post erano qualcosa di totalmente impersonale che però nasceva sempre da esperienze da me vissute che non riuscivo a non osservare e descrivere con un mix di cinismo e di sarcasmo.
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Col passare dei mesi, però, la connotazione di questo spazio è decisamente cambiata: il luogo di nessuno è iniziato a divenire sempre più un posto tutto mio nel quale ho lasciato fluire, post dopo post, emozioni e sensazioni che sempre più raccontavano di me. Mettendo spesse volte da parte cinismo e sarcasmo, tra racconti di debolezze e paure, momenti di felicità e di sconforto, ho lasciato che la mia vita fluisse tra le pagine virtuali di questo mio spazio.
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Eppure neanche mi piace come definizione di questo posto nel web, è carente di qualcosa. E’ carente di Voi; si, proprio tu che stai leggendo questo post perchè la verità è che non avevo mai pensato ad un blog come ad un posto di scambio di idee, un posto dove conoscere, semplicemente attraverso le parole, persone meravigliose.

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Ed è proprio questo il motivo di questo nuovo spazio che vorrei introdurre tra i miei deliri: uno spazio dove delirare insieme, dove interagire, uno scambio di idee, quattro chiacchiere come se fossimo seduti nel salotto di casa mia dinanzi ad una buonissima cioccolata calda ed un vassoio pieno di pasticcini.
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Il tutto potrebbe nascere in maniera semplice, inizio io a dirvi cosa mi passa per la testa, a porvi una domanda [non per forza roba seria eh, anzi] e semplicemente voi nei commenti mi lasciate la vostra risposta e ognuno può sentirsi di rispondere a chi meglio gli aggrada.
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Sperando che l’idea vi piaccia:

Benvenuti nel Salotto di Angel.

Pensieri Sparsi

1, 2 ,3…1200!


Era un pò di tempo che non controllavo quanti eravate a leggere i miei consueti deliri, probabilmente da quando mi ero ripromessa di non farmi condizionare da quel numero che mi dava la sensazione di frenare quell’idiozia galoppante che aveva trovato terreno estremamente fertile in questo spazio.

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Ma si sa io e le promesse non abbiamo un rapporto propiamente ottimale, ed oggi, all’enesima notifica di nuovo follower, mi sono lasciata incuriosire da quel simpatico numerino.

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1200siete davvero tanti!!!
Per quanto leggermente inibitorio visto l’andazzo del blog in questo periodo, è decisamente lusinghiero.
Sono solo numeri, magari si e no ti leggono 10 persone.
Come sempre la mia mente mi aiuta a mettere il tutto in una posizione diversa: minimizzare sempre, crederci quasi mai sembra essere il suo motto in questo periodo.
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Ringraziarvi ancora una volta forse potrebbe risultarvi scontato eppure non riesco a farne a meno, condividere questo spazio con voi lo rende un pò meno solitario, un pò meno folle, un pò meno delirante. Bella cosa l’illusione.
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1200 volte grazie.
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Ps: se vi va, un saluto sarebbe gradito
Pensieri Sparsi

Non è la cosa più dolce che abbiate mai visto?


Sarà che probabilmente stamattina non mi sono svegliata per davvero, sarà che sento un’agitazione dentro che mi sta logorando l’anima, sarà che con questo freddo e questo tempo uggioso l’unica cosa che mi viene in mente di fare in questo momento è mettermi esattamente su quel divano ed unirmi al loro pisolino…

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Ma non è la cosa più dolce che abbiate mai visto?

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi · Weird World ❤

Arrivi tu…


Che ieri fosse stata una giornata psicologicamente impossibile, probabilmente, lo avrete intuito dal post delirante del mattino; quello che non vi avevo raccontato è che, ad accrescere lo stato di labilità del mio già precario equilibrio emozionale, ci aveva pensato un sogno. Non un incubo, forse più un ricordo o per meglio dire una proiezione di quello che sarebbe potuto essere se e solo se.
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Uno di quei sogni talmente vividi da lasciarti al risveglio in uno stato di stordimento emozionale pregna di sensazioni contrastanti che hanno un solo scopo: farti scendere dal letto con il piede sbagliato e la testa piena di pensieri confusi e nostalgici.

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Uno di quei sogni che ti tormenta l’anima riportandoti in un passato a cui sei sicura di aver voltato le spalle ma che, di tanto in tanto, torna a bussare ricordandoti cosa hai perso e rendendo effimero cosa hai trovato nel tuo nuovo percorso.

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Insomma uno di quei sogni che rendono la giornata semplicemente da archiviare perchè l’ultima cosa che ti serve, tra gli stessi 4 stramaledetti faldoni su quel maledetto tavolino del cavolo e immagini cruente di omicidi immaginari che sarei bravissima a commettere, è stare a rimuginare su quel maledetto sogno, sul perchè ti torni in mente ogni qual volta le cose sembrino non andare come le avevi programmate e sullo stato di ansia da catastrofe imminente che la sua presenza scatena da anni del tuo subconscio. Perchè, per quanto sia infantile e probabilmente poco intelligente, ormai non riesci a cancellare dalla tua mente il binomio che vede associato il suo viso allo scatenarsi di eventi che ti cambieranno l’umore e la giornata.

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Uno di quei giorni in cui avevo creduto di sbagliarmi, ma anche no!

Perchè alla fine arrivi tu…

 

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e la bimbominchia che è in me prende il sopravvento sulla lagnosa adulta che sono diventata in questi giorni mesi per ricordami che la vita può deve essere sempre un pò più leggera di come la viviamo.

Basta poco a cambiarmi l’umore e la giornata.

Basti tu!!!
 
Pensieri Sparsi

A.A.A. Cercasi Ashton!!!


Se fossi la protagonista di una di quelle commedie romantiche in cui amo perdermi rimpinzandomi di patatine questo sarebbe il momento perfetto.
Come sarebbe a dire: quale momento perfetto? Vi si deve spiegare proprio tutto, eh.

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Avete presente quel momento in cui tutto sembri andare dannatamente a rotoli, quando i capelli della protagonista sembrano diventare l’emblema stesso del disfacimento enteriore che la sta dilaniando; quel momento in cui il lavoro sembra annientarle l’esistenza, le amiche sembrano essersi dimenticate della sua esistenza prese dalla confusione delle proprie vita, il principe azzurro sembra essere stato investito mentre percorreva l’autostrada contromano a cavallo del proprio destriero bianco, il cibo sembra essere rimasta l’unica consolazione plausibile con somma gioia della bilancia che vede la sua lancetta lievitare come se non ci fosse un domani. Quel momento in cui se ci fosse una piccolissima scheggia di meteorite cascherebbe esattamente sulla testolina scapigliata della povera protagonista occhialuta e triste rendendola la giornata lievemente peggiore dello schifo in cui si trascina da giorni.
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Quell’istante in cui una particolare congiunzione astrale, e le esigenze di copione [chi vorrebbe mai vedere un intero film sulla storia di una sfigata?], danno origine esattamente a quel momento li: il momento della svolta.

Il momento in cui tra un calcio in culo della sfiga e l’altro, la protagonista casca stile pera cotta tra le braccia di Ashton Kutcher, ad esempio.

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Quella frazione di secondo in cui Ashton, probabilmente colpito in pieno alla testa, viene folgorato dall’aura di malumore che accompagna la triste protagonista e, sentendo un richiamo dal Paradiso, decide che il suo unico scopo nella vita sarà farle tornare il sorriso.
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So benissimo che dopo quei 15 minuti di illusoria gioia si scoprirà come minino che Ashton è un serial killer con tendenze suicide che ha già prenotato la sua fine assistita in Svizzera dopo essersi indebitato fino al collo a causa del gioco d’azzardo.
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Ma volete mettere passare 15 minuti di gioia infinita con lui?

Parole e Storie · Pensieri Sparsi

365 giorni di Eclisse


365 giorni fa ero di fronte allo stesso pc da cui sto scrivendo in questo momento a premere, con il cuore pieno di ansia ed emozione, il tasto: PUBBLICA.
365 giorni fa, mettendo a tacere quella vocina che da anni mi sussurrava che nessuno avrebbe letto una storia scritta da me, mi sono decisa a dare retta a tutte quelle persone che ci avevano creduto prima di me.
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365 giorni fa scrivevo questo post annunciando in questo mio piccolo spazio virtuale la nascita del mio piccolino, il mio primo libro, il mio Eclissetumblr_inline_mq2hpkx1xb1qz4rgp.365 giorni.
1232 libri venduti.
La consapevolezza che credere nei propri sogni è solo l’inizio di un percorso stupendo.

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Desy, Chris e il piccolo Christian ringraziano.
Io pure.
All the love  ❤

Pensieri Sparsi

Mercoledì.


E’ ancora mercoledì, non sono ancora in pausa pranzo e…già odio il mondo.
Potrei tranquillamente dare la colpa a NC che stamane mi ha ignorato, ma mentirei.
Potrei dire di essermi svegliata nervosa, ma a sto giro non sarebbe la verità.
Potrei raccontare dell’ennesima delusione per l’ennesima risposta del cazzo ricevuta…ma la verità è che manco di questo me ne frega nulla in verità [pesa le persone e peserai il loro atteggiamento, semplice].

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E’ semplicemente ancora mercolì,
ho fame e non sono ancora in pausa pranzo e
…già odio il mondo.

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

Il giochino nuovo


Il fatto che a 31 anni io affronti il mondo ancora come se fossi una bambina, appassionandomi alle cose esattamente come farebbe una bimba con un giocattolo nuovo, deve finire. O forse no.
E’ che non posso farci nulla: non riesco a non farmi ammaliare dal fascino della novità, dall’euforia della scoperta, dal luccichio che solo le cose nuove possiedono; non riesco a resistere a quella sensazione di stupore che ancora certe cose riescono a regalarmi.

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Non sto parlando del nuovo gioco per cui tutto il mondo sta impazzendo, per il quale inutile sottolineare che anche io mi sono rincretinita ritrovandomi a cercare e catturare Pokemon nella mia pausa pranzo ed a raccogliere sfere Pokè nel percorso abituale verso la mia macchina quando esco dall’ufficio.

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La mia nuova droga, il mio nuovo giochino, si chiama Twitter; esattamente il social network dall’uccellino blu, non avete letto male. Uhmm sento il coro di Buuuh levarsi in automatico nelle vostre menti e il naso storcersi con fare saccente:
Come può un social network creato nel 2006 essere oggetto di stupore e novità?
A sto giro, cara psicopatica, hai dimostrato di essere un pò arretrata. Sarà che stai perdendo colpi?

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Nulla di più sbagliato.           
Devo sottolineare che, pur facendone parte dall’ormai lontano Febbraio 2009, il social network con l’uccellino non è mai stato tra i miei preferiti; per una logorroica come me l’imposizione del 140 caratteri per esprimere il proprio pensiero equivale ad una sorta di condanna da scontare; il dono della sintesi non è mai stato il mio forte e l’idea di tornare a scrivere utilizzando quei vecchi stratagemmi utilizzati quando gli SMS erano gratuiti solo in periodo di Christmas Card [o Summer Card che dir di voglia] non ha mai stuzzicato la mia fantasia.

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Inizialmente non mi era ben chiaro il concetto per cui avrei dovuto lasciar fluttuare nella rete un mio pensiero random, senza alcuna foto o video [inizialmente Twitter lo permetteva], senza possibilità di avviare una vera e propria discussione visto l’impossibilità di commentare come invece era possibile fare su Facebook; il tutto tenendo ben presente il discorso sulla privacy che personalmente ci ho messo un poco ad accettare. Il vero senso di Twitter è l’integrazione mondiale attraverso un social network, io scrivo un pensiero seduta bellamente alla scrivania del mio ufficio e PincoPallo dall’altro lato del mondo senza avere idea di chi sia io ma attraverso l’hashtag che sicuramente avrò utilizzato [lingua permettendo] potrà leggere il mio pensiero ed eventualmente rispondere ad esso. Figo.

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Oh certo, a meno che io non decida di proteggere i miei Tweet manco fossero l’anello trasportato da Frodo rendendo, in tal caso, i miei pensieri leggibili esattamente solo ad io, mammeta e tu o, per dirla in maniera più consona, rendendo i miei tweet accessibili solo a chi mi followa. Mi sembra più che giusto mi direte voi. Certo, peccato che tale restrizione valga esattamente per tutti: sento il bisogno impellente di comunicare a PincoPallo che i pantaloni con i risvolti indossati nell’ultima foto postata sono tremendi? A meno che PincoPallo sia un mio follower, e visti i terribili pantaloni ne dubito fortemente, devo rassegnarmi a far abortire il mio pensiero e lasciare a PincoPallo la libertà di continuare a commettere crimini di moda andando in giro così conciato.

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Eppure, nonostante tutto, dopo ben 7 anni dalla mia iscrizione a questo social network che proprio non riuscivo a capire non posso non ammettere di adorarlo letteralmente…esattamente come un giochino nuovo.

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Il motivo è decisamente molto pù semplice e banale di quanto possiate immaginare: sono figlia degli anni ’90, cresciuta a pane e cazzate scritte sul Cioè, costretta a credere a tutto quello che mi veniva raccontato su giornaletti da due lire su quel mondo magico e distante contornato da boyband e teen idol.
Sono cresciuta con l’impensabile desiderio di scovare l’indirizzo di casa dei Signori Carter per inviare una lettera al figlio e dichiarargli tutto il mio amore [quanto è stato duro avere 13 anni è difficile da raccontarlo], ho passato l’adolescenza ad ascoltare i racconti della mia compagna di classe che passava i pomeriggi interi a telefonare a tutti i Cremonini di Bologna e dintorni solo per poter dire a Cesare che un giro sulla sua 50Special lo avrebbe fatto volentieri.

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Capirete che quando arriva un social network che ti mette, allo stesso tempo, liberamente in contatto con PincoPallo dagli orribili risvoltini e il tuo gruppo preferito, l’iscrizione ad esso parte in automatico. Quanto poi sia facile o meno riuscire ad avere quel contatto tanto desiderato è decisamente un discorso molto più articolato; il motto la speranza è l’ultima a morire è decisamente uno dei pilastri fondamentali del popolo di Twitter.

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Quando mi sono iscritta al social network dell’uccellino mai avrei realmente immaginato che i miei sciocchi tweet random avessero  avuto una risposta da un personaggio più famoso del succitato PincoPallo ovviamente; la certezza di questa convizione, fomentata dalla presa coscienza di quanto avessi avuto ragione ad elaborare un tale pensiero, aveva fatto si che relegassi Twitter ad ameno luogo per un silente stalkeraggio.
La noia insomma, dopo ben poco tempo.

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Si ma sono pur sempre passati 7 anni da quando hai iniziato ad usare Twitter, cosa vuoi con questo post oggi?
La verità è che stamane mi sono resa conto che stavo twittando mentre mi lavavo i denti [si, lo so: il disagio proprio] e la cosa mi ha fatto tanto ridere pensando a come considerassi questo social network fino a poco tempo fa. Mi sono chiesta come sia possibile che adesso ci fossi entrata in fissazione e la risposta più logica è stata quella del giochino nuovo.

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E io adoro i giochini nuovi…
…finchè non mi annoio!!!

Pensieri Sparsi

Explanation…


E’ quando ho iniziato a chiedermi se ne valesse davvero la pena, che ha smesso di valerne.
Non me ne sono mai preoccupata davvero dando per scontato che un pò di mal di stomaco fosse il male minore, mettendo a tacere quella vocina che già da un pochino mi suggeriva la visione giusta delle cose.

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Ho bisogno di chiarire.
Non ho voglia di chiarire.

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Voi avreste altro da aggiungere?

Pensieri Sparsi

Final Destination


I believe that everything happens for a reason.

Oggi è uno di quei giorni in cui, nonostante sia lunedì e il mio corpo mi ricorda che sono donna, non posso fare altro che guardare al cielo e dire Grazie perché se sono qui senza un graffio [e con la noia da ufficio addosso] a scrivere questo post è solo perché qualcuno deve averci messo lo zampino.

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Non so se avete mai visto la saga Final Destination, avete presente no?
E’ quella serie di film in cui, scampati al mega disastro iniziale grazie a delle premonizioni, i protagonisti cercano quasi sempre invano di scampare alla loro inevitabile morte disgustosa e paradossale. Una saga da Oscar, oserei dire. Insomma, essendo un’amante delle trashate sin da ragazzina, è inutile dirvi che ho visto quasi tutti i film della saga lasciandomi traumatizzare da ogni assurda morte pessimamente rappresentata sullo schermo.

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Tra tutti gli scenari apocalittici però quello che più ha lasciato traccia nella mia mente è sempre stato quello che da inizio al secondo film della saga [ovvero questo qui]; per chi non lo avesse visto [o fosse troppo pigro per cliccare sul link che ho messo] ve lo riassumo in due battute o poco più: su mega autostrada americana viaggia un grosso automezzo che trasporta tronchi dalle dimensioni abnormi che, di colpo, si slacciano dal veicolo invadendo totalmente la strada distruggendo, e uccidendo, a destra e a manca tutto quello che incontrano nella loro folle corsa verso la libertà.

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 Partendo dal presupposto che il primo film si apriva con un disastro aereo in uno scenario apocalittico e io non disdegno l’utilizzo dell’aereo come mezzo di locomozione per i miei spostamenti; non mi sono mai spiegata perché una cosa altamente improbabile come il folle rotolamento di tronchi in autostrada avesse turbato così tanto la mia psiche a tal punto da crearmi delle vere e proprie paranoie quando sono io stessa ad essere al volante. Facendola breve, da quando ho visto quella scena sullo schermo, ogni qual volta mi ritrovo in strada un qualsiasi automezzo su cui sono collocati degli oggetti, di qualunque natura essi siano, mi si crea uno stato di ansia tale che sono costretta a cambiare corsia, sorpassare il suddetto veicolo o quanto meno mantenere una distanza di sicurezza a misura di albero killer rotolante che mi faccia sentire quanto meno al sicuro.
Grazie a Dio, sono una povera paranoica.

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Questa lunga premessa era doverosa per spiegarvi come mi sento in questo momento.
Stamattina, con il mio adorabile mood da lunedi mattina, mi stavo recando a lavoro come ogni giorno; musica a tenermi compagnia e pensieri confusi nella testa esattamente come ogni giorno. Non c’era molto traffico, è una delle cosa che mi hanno fatto sorridere al pensiero che nonostante l’estate non sembri disposta ad arrivare il flusso di macchine è già mutato rispetto a qualche settimana fa. Dinanzi a me una macchina si è spostata per fare un sorpasso lasciando il posto ad un autocarro di media grandezza che trasportava lunghi assi di legno, non enormi tronchi killer, per carità, ma la mia testa in automatico mi riporta in mente quella scena e, non potendo sorpassare, decido di triplicare la distanza di sicurezza quanto meno nella speranza di non continuare a vedere un tronco che mi trancia la testa in loop nella mia piccola testa da psicopatica.

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Probabilmente mi stavo dando proprio della folle quando, in una frazione di secondo, ho visto la corda che teneva salde le assi all’autocarro colpire l’aria con una frustata e alcune assi volare via dal camion finendo a pochi metri dalla mia auto. Ho sbandato per un istante in preda al panico, un solo lunghissimo istante per cui ringrazio chi ha tenuto vuota la corsia di sorpasso evitandomi di diventare una palla da bowling.
Un solo lunghissimo istante…una manciata di metri.

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Se non fossi stata così tremendamente paranoica, se quella scena di quello stupido film non avesse traumatizzato la mia mente, se non fossi stata totalmente sveglia e pronta di riflessi probabilmente questo post non sarei riuscita a scriverlo oggi o, volendo essere meno catastrofica, forse non lo avrei scritto utilizzando le stesse parole, con la consapevolezza che sto bene e che sono stata davvero fortunata.

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Perchè io non so se voi crediate o meno negli angeli custodi,
io sono certa che al mio oggi è preso un coccolone.