Mondo Tag · Pensieri Sparsi

30 Days Writing Challenge – 19


E’ ancora martedì, giusto per ricordarvelo eh.
30-day-writing-challenge2
Giorno 19 – Racconta del tuo primo amore.
tumblr_nfo9fkn4gj1tghx8ho1_500

Maledizione! Ecco a cosa mi sarebbe servito avere un fidanzatino all’asilo, oggi avrei avuto una storia dolce da raccontare, una di quelle che avrebbe trasformato i vostri occhi in cuoricini dipingendo me come una bambina dal cuore tenero e le gote rosee. Invece nada, nessun amore dal sapore di latte; la prima cotta e il primo amore sono arrivati quando bambina ormai non lo ero più.

ajkjk
Gli amici se sapessero che sono proprio io
pensare che credevano
che fossi quasi un dio
perche non mi fermavo mai
nessuna storia inutile
uccidersi d’amore ma per chi?
giphy33
Max Pezzali e i suoi 883 ben avevano inquadrato la mia situazione, almeno fino agli anni del liceo. Io osservavo le mie amiche struggersi d’amore per qualche stupido ragazzino e non riuscivo a non domandarmi del perchè dovessero essere così sciocche? Perchè perdere tempo con chi tempo non ha alcuna voglia di dedicarti? I ragazzi erano i miei più cari amici, nella mia testa mi consideravano quasi uno di loro senza pene. Solo anni dopo avrei capito che mi sbagliavo, e non poco.

871

Insomma, per parlare della mia prima cotta dobbiamo aspettare gli anni del liceo, quando, sicuramente senza prevederlo, mi sono infatuata di un mio compagno di classe. Lui era bello, ve lo posso giurare; di un bello quasi tenebroso già a quell’età, con me era sempre tanto carino e premuroso, mi portava lo zaino quando andavamo a fare ginnastica e mica è roba da poco. Ma io ero una ragazzina timida e rincoglionita, una di quelle che neanche sotto tortura ti faceva capire cosa le passasse per la testa e così, ad una festa credo, la mia migliore amica [a cui difesa devo dire che non aveva idea della mia cotta] mise gli occhi sullo stesso ragazzo che mi faceva sorridere al solo pensiero.
8dazerv

Non ricordo bene come sia andata la cosa, fatto sta che mi sono ritrovata ad essere il loro postino dell’amore; non avevamo ancora i cellulari e il loro scambio epistolare avveniva tramite me. Sentivo il cuore farsi più piccolo ad ogni foglietto trasportato eppure tacevo quello che mi dilaniava dall’interno per troppo orgoglio, che senso avrebbe avuto raccontarle di quello che provavo se ormai lui l’aveva scelta?

0 kGpE3J3zO4CuU9iP.gif

E’ stato solo qualche giorno prima della festa in cui avrebbero concluso che, non ricordo se dopo la descrizione dell’ansia per il primo bacio tra loro o qualche altro dettaglio che non avrei voluto sentire, non sono più riuscita a tattenere le mie emozioni. Non avevo intenzione di ostacolare il loro amore [quattro baci di una serata eh, non fatevi strane idee in testa] semplicemente non volevo saperne i dettagli, stavo male ma non le avrei mai chiesto di rinunciare.
15008801

Ed è così che ho passato la serata della festa a cercare di non piangere e non ammazzare un altro compagno di classe che da mesi era diventato la mia ombra; aveva passato la serata a dirmi che mi vedeva strana e io, per levarmelo di torno, gli avevo presentato una mia amica stando ben attenta a sussurrargli della cotta che lei aveva per lui.
mrw-coming-out-as-mtf-transgendered-to-my-best-friend-and-his-first-question-is-if-he-can-touc-boobs-158225Il ragazzo fastidioso malamente scacciato tra le braccia di un’altra quella sera alla festa è stato il mio primo amore, quello che conserva la terenezza dei ricordi adolescenziali, quello su cui avrebbero potuto girare un teen drama che non avrebbe avuto nulla da invidiare a colossi come Dawson’s Creek.

giphy12

Non era bello, neanche lontanamente, eppure nonostante lo scacciassi in tutti i modi [alcuni veramente terribili] lui era sempre lì a cercare di entrare in quel mondo a cui continuamente gli negavo l’accesso. Era stato l’unico a capire del perchè quella sera io stessi male, l’unico a capire che stessi male, l’unico a capire cosa volesse significare provare un sentimento per qualcuno e non essere corrisposto.

“Io so a te chi piace perchè io non ascolto le tue parole, io osservo i tuoi occhi.”

giphy_3_27

Una storia travagliata che mi ha accompagnato fino ai primi anni di università, che mi ha tediato almeno altri 5 anni dopo che una sera di gennaio, piangendo come un bambino, lui ha messo la parola fine ai nostri progetti, ai nostri sogni, e un pò quella sera anche a me. Alla vecchia me.
s5lhy1p

Ti lascio perchè non so cosa provo adesso, ti lascio ma so che senza di te starò malissimo e avrò bisogno di te. Ti amo, non chiedermi di dirti che ho smesso di farlo, ma ti lascio perchè è meglio così.

Credevo di aver consumato tutte le mie lacrime quella sera, credevo mi avesse distrutta. Mi aveva chiesto se avesse potuto tenere il braccialetto d’oro con il nome inciso dentro, mi ero staccata la collana e gliel’avevo tirata addosso urlando di non volere nulla che mi ricordasse di lui. Avevo pianto con una disperazione che non avevo mai provato prima.
giphy11

Tralascerei il karma che lo ha punito immediatamente quella sera con una brutta rapina in cui ha dovuto dire addio alla macchina del padre che di li a qualche giorno sarebbe diventata sua e mi concentrerei sui ricordi ormai sbiaditi di quell’amore che mi ha stravolto la vita costringendomi a ritrovare una parte di me che forse avevo perso, costringendomi ad affrontare le mie paure e crescere. Costringendomi a capire che si sopravvive al dolore.

tumblr_o6tcijgvf11twss0oo1_500

 

Si dice che il primo amore non si dimentica mai,
io sto aspettando l’ultimo.

Pensieri Sparsi · Weird World ❤

Coincidenze? Non credo!


Il bello di aver creato una categoria apposita per raccogliere le stranezze della vita e di ciò che ti circonda è quello di ricordarsene nel momento in cui sussiste una di quelle situazioni che vi costringerebbe a creare una categoria apposita se non esistese già.
ldbp0
Voi credete alle coincidenze?
Non sto parlando del vecchietto rimbambito che puntualmente vi ritrovate dinanzi alla vostra macchina quando siete in ritardo [esiste un girone dell’inferno apposta per loro, sappiatelo] o del computer che blocca il caricamento dell’ultimo allegato esattamente qualche minuto prima dell’orario di uscita da lavoro quando avete preso appuntamento con la parrucchiera [quella si chiama sfiga].
E’ un ragionamento a più ampio spettro il mio.
giphy27
Avete presente quelle cose che quando accadono ti fanno sorridere e affermare: Devo assolutamente scriverci un post su questa roba qua; con la piena consapevolezza che questa roba qua è posizionata sulla sottile linea di confine tra cazzata epocale che se tieni per te fai più bella figura e pura follia.
Se la cosa non vi spaventa neanche un poco, benvenuti nel posto giusto, miei cari folli e temerari lettori.
871
Stando ai miei contatti Facebook la prima gioia del 2017 è stata regalata all’universo femminile dalla Vodafone. Il caro Bruce e la sua fibra avevano abbondandemente scartavetrato i…ehmm distrutto le palline di Natale, motivo per cui la visione celestiale di Patrick Dempsey alla fine del nuovo spot della compagnia telefonica ha rallegrato occhi e ovaia delle donne, e non solo.
patrick-dempsey-protagonista-nuovo-spot-vodafone-italia-1200x630
Tralasciando il fatto che il Dottor Stranamore sia assolutamente uno gnocco pazzesco come lo giri e come lo metti e, probabilmente, l’idea di farlo solo sorridere con aria da piacione mentre abbraccia un gatto, invece di cantare come un demente jingle demenziali stile You give me Fibra, è dettata dalla volontà di farti dimenticare completamente cosa abbia pubblicizzato tutta la manfrina trasmessa prima della sua comparsa sullo schermo; dobbiamo andare un pò più indietro nel tempo per dare un senso a questo delirio.
Tu sei sicura che un senso ce l’abbia, si?
raw.gif
Vi starete chiedendo che connessione sussiste tra le concidenze e Patrick Dempsey. [E se non lo state facendo siete dei lettori poco attenti, eh.]

Apparentemente nessuna, nel mio mondo, ovviamente, è tutta un’altra storia.
Partiamo dal principio: faccio parte di quella categoria di persona che quando vede un’immagine di Patrick Dempsey ha una sola associazione mentale plausibile: Derek Shepherd, il suo amore per quella pera cotta di Meredith, il post-it attaccato alla parete del letto, la sua stupida morte. [ormai lo sa anche il mio gatto che Derek è morto, quindi non è spolier.].

tumblr_nncsbzrlo91qh4n2ro10_400
Se mai dovessi rinascere attrice, mi è ben chiaro uno degli assiomi fondamentali del mestiere: mai far arrabbiare la sceneggiatrice perchè postresti ritrovarta non solo morta, che sarebbe il minimo, ma morta in un modo talemente stupido da non essere neanche triste e/o drammatico. Sappiamo tutti che il povero Derek è morto in modo talmente stupido che la sua stupidità è stata superata soltanto una volta nella storia dei telefilm con la morte del padre di Dawson e il gelato.
dawson_sobbing_6
Sono proprio queste morti stupide, e la loro connessione con lo stare alla guida di un’autovettura, il punto di partenza del mio post; da quando ho cambiato lavoro, con l’esigenza di trascorrere fin troppo tempo in auto per raggiungere l’ufficio, ho preso l’abitudine di ottimizzare i tempi e utilizzare il percorso lavoro/casa per stare a telefono con un’amica.
Scendo dall’ufficio e metto su gli auricolari per staccare totalmente con tutto quello che lascio alle mie spalle: un’abitudine a cui, ad oggi, non sarei più in grado di rinunciare.
5dqdtlp
Ed è proprio lungo questo tragitto che, causa problemi di ricezione della mia linea Vodafone, che tra un Mi senti? e un Oddio, l’ho persa! che è nato il Tratto Derek. Cosa c’entra Derek? State leggendo il blog di una psicopatica vi siete mai chiesti perchè? Appunto.
Il Tratto Derek nasce dalla mia paranoia di ritrovarmi in auto senza linea telefonica, senza il mio fidato Siri che mi fa da assistente, e fare la fine del caro buon comunicazioniche, finito in un buco nero delle comunicazioni, si ritrova schiacciato da un tir proprio nel momento in cui il telefono riprende a squillare.
anigif_enhanced-4598-1429838012-15
E’ una cosa che mi ansia talmente tanto che, ogni qualvolta mi ritrovo in quel tratto di strada ed inizio a sentire la mia amica dall’altro lato del telefono parlare a singhizzi, inizio ad invocare la mia Meredith.
tumblr_majw04oxz11r8taks
Tratto Derek. Tratto Derek.

Una sorta di Mayday moderno per indicare che la Vodafone sta tradendo la mia fiducia.

E’ un anno buono che va avanti questa manfrina e che Derek Shepherd è diventato il mio personale testimonial della Vodafone. Adesso lo capite il sorriso nato sul mio viso quando, tra tutto quel rosso che caratterizza tale compagnia telefonica, è comparso il viso di Patrick Dempsey?
 giphy20
Caro, Patrick, sono ancora in attesa della mia percentuale sul tuo compenso.

In fondo, è un pò anche merito mio se passi le giornate ad accarezzare gattini adesso.

tumblr_n5qc30vki81spnc0yo1_500

E voi credete alle coincidenze?
Pensieri Sparsi

Di emojis…e altri disagi!


In settimana la Apple ha finalmente rilasciato l’aggiornamento del fantastico sistema operativo iOS10 forse più atteso, quello che avrebbe dovuto risolvere quel leggermente fastidioso bug relativo alla durata della batteria che ha donato a molti proprietari del Melafonino dei favolosi fermaporte già a metà giornata o, in alternativa, una trendissima dipendenza da corrente elettrica [siano benedette le Power Bank e chi le ha inventate per tutta la vita].

17ea86f3f2ee1eac281718c9ebd3a92d

Lungi da me impelagarmi in recensioni informatico/tecnologiche visto che l’unico criterio con cui ho scelto il mio telefono è stato la possibilità di averlo rose gold e sfanculizzare il mio Samsung Viola colpevole di aver fallito al suo primo selfie con Nick Carter, decretando, in una manciata di secondi e una miriade di imprecazioni, tutto il mio odio verso di esso nel giro di una settimana dal suo acquisto.
[Senza voler sottolineare che, giusto per mettere i puntini sulle i, quello poggiato al momento sulla mia scrivania è il terzo iPhone in un anno che passa tra le mie graziose mani].

img_0011

Mentre cerco di capire se il motivo per cui la batteria del mio Melafonino sembri durare di più sia legato semplicemente al fatto che è praticamente nuovo, al fatto che sto avendo delle giornate in cui riesco a smanettare con il telefono, per cose non inerenti il lavoro, solo il tempo di andare al bagno [o per vestire la mia favolosa modella di Covet Fashion, su cui mi sembra assurdo io non abbia ancora scritto un post vista la mia insana fissazione per questo gioco] o al fatto che effettivamente, per questa volta, sembra che l’aggiornamento abbia fatto quello per cui era tanto atteso; insomma mentre, in realtà, mi beo del fatto che finalmente ho un telefono che mi duri più di 4 ore,  non sono riuscita a non focalizzare la mia attenzione sulla novità più eclatante dell’aggiornamento 10.2:
le nuove emojis comparse sulla mia tastiera.

omg_zpsfd54e805

Non mi vergogno ad ammettere di avere una certa adorazione verso queste faccine con le quali, fin troppo spesso, sostituisco quelle parole che trovo sprecato pronunciare, figuriamoci scrivere.

giphy4

Sarà che sono una di quelle persone che nella vita reale gesticola tanto, una di quelle che trova rafforzativo accompagnare determinate affermazioni con movimenti più o meno ampi delle mani e con particolari espressioni facciali che mi sono costate l’appellativo di Joey Potter [quella smorfiosa di Dawson’s Creek, per intenderci] ai tempi del liceo; sarà che mi reputo ancora orfana delle chat di MSN e della possibilità di tramutare determinate espressioni o, il più delle volte, insiemi confusi di lettere direttamente in gif animate che ben esplicitavano quello che passava per la testa della me ventenne che passava le serate con le amiche perdendosi in megachat epiche e deliranti.

tumblr_o5bgr9y56s1u8szh4o1_500

Fatto sta che difficilmente le parole nei miei messaggi risultano privi di un disegnino colorato che esprima visivamente il mio pensiero, o che gli conferisca una connotazione diversa: avete mai provato ad aggiungere un bel cuoricino rosso ad un’affermazione acida? ❤

tumblr_mzymyqanwf1rlzl96o1_500

Premesso tutto ciò, secondo voi quante possibilità avevano ben 100 nuove emojis di non catturare la mia attenzione?

giphy3

Parliamone!
Finalmente, oserei dire dopo secoli che fandom di tutto il mondo l’hanno richiesta a gran voce, è arrivata la faccina che meglio mi descrive ogni qualvolta Nick Carter posta una foto mentre finge di fare esercizio fisico in palestra…

 … o in alternativa quella da usare quando è la moglie a deliziare il popolo di Instagram con un suo selfie o con la foto del suo bambino.

Forse sarebbe meglio sottolineare che la mia è semplice ironia e non rischiare di far indispettire il Karma e ritrovarmi, in questi giorni di Natale, in mesta compagnia di quel fedele amico bianco, morbido e spesso fin troppo ricoperto di balsamo.

Quanto posso essere felice, proprio in questo che è il periodo giusto dell’anno, dell’avvento di Mamma Natale e del Principe Azzurro che smetterà di lasciar da sola la sua principessa.

Sono 100!
E tra nuovo cibo, nuovi mestieri, nuovi gesti, clown, pinocchio, cowboy e perfino il braccettino per i selfie le parole sono sempre più superflue…ma anche no!

Questa è la mia preferita!
E voi avete già scelto
qualla che meglio vi rappresenta?

Pensieri Sparsi

Quello che doveva essere….è.


Vittima dei ricordi suscitati dalla nostalgica voce di Tiziano Ferro ieri notte, senza volerlo, ho lasciato libera la mia mente di vagare all’indietro nel tempo. Complice un post ritrovato su un vecchio blog, sbiadita traccia di una me tanto distante quanto sconosciuta al mio presente ho, ripercorso il flusso dei ragionamenti senza senso in cui ero solita perdermi quando tutte le luci si spegnevano.

È difficile addomesticare i pensieri, imbrigliargli in una fitta rete di razionalità, impedirgli di toccare corde ormai impolverate della nostra essenza più recondita.
Parole e musica, armonie e sensazioni.
Un susseguirsi di ricordi che confondono la mente, punti di domanda che riempiono lo stomaco fino alla nausea. Dubbi che diventano certezze, dolci bugie dal retrogusto amaro.

Stiamo calmini eh.
È così facile ricadere nel loop mentale del come poteva essere, lasciarsi ingannare dalle immagini offuscate di laconici desideri che, sadicamente, la nostra mente continua a riproporci al richiamo di ogni dannata canzone malinconica. Come le repliche di Dawson’s Creek su Italia Uno non appena si avvicina la bella stagione, ci costringiamo a rivedere i film mentali che, con maestria da premio Oscar, la nostra mente propone e ripropone. È dannatamente allettante annegare nella disperazione del sarebbe stato perfetto se solo se, perdersi nella straziante convinzione di aver perso la migliore occasione della propria vita, di aver scelto il bivio sbagliato, di aver lasciato decidere qualcun altro al posto nostro.

La verità è che: è andata esattamente come sarebbe dovuta andare.
Non lasciatevi ingannare dalla vostra mente bastarda, non lasciatevi fregare da quel che poteva essere. Non poteva essere nient’altro, altrimenti lo sarebbe stato. Non era il principe azzurro se non vi ha donato il vissero per sempre felici e contenti. Imparare dagli sbagli del passato non significa vivere nel rimpianto schiacciati dalla paura dell’inevitabile errore.

Forse quel treno perso era un buon treno, ma di certo non era l’ultimo.