Il Salotto di Angel ★ · Pensieri Sparsi

Il Salotto di Angel ★: Fai la tua domanda!


Ben tornati nel mio Salottino.
Come state? Come è stata la vostra settimana?
Che programmi avete per questo weekend?
Mi sembra la serata giusta per fare quattro chiacchiere in compagnia.

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Stasera ho aperto le porte del mio Salottino, in realtà, per farvi una comunicazione di servizio, oddio suona malissimo come cosa lo so, ma chiamarlo Annuncio mi sembrava esagerato. Mi immagino in piedi su una roccia con tanto di campanella sonante in mano ad urlare: Uditeeeeee, uditeeeee.

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Non so se qualcuno lo ha già notato, ma non credo.
Ho inserito una nuova pagina contatti proprio legata al Salotto di Angel perchè è vero che il Salotto è quello di casa mia, ma che Padrona di casa sarei se non aprissi porte e finestre ai miei ospiti facendoli sentire totalmente a casa propria.

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Avete un argomento di cui vorreste parlare?
Una domanda da pormi?
Qualcosa su cui voler blaterare?
Una domanda da porre agli altri followers in maniera anonima?
Volete semplicemente passare per un saluto?
Cosa aspettate a scrivermi?

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Potete farlo qui, potete farlo ad ogni ora, ogni giorno della settimana, ogni mese dell’anno. Casa mia è sempre aperte per voi.

XoXo

Angel ★

Pensieri Sparsi

Sono curiosa!!!


…e annoiata!
Ho appena scoperto che posso aprire addirittura sondaggi in questo posto, si lo so: cosa mai avrai da sondaggiare su questo blog?
Uhmm potrei chiedervi cosa ne pensate proprio di questo posto qua. Semplice eh.

Siate sinceri!

Mondo Tag · Pensieri Sparsi

30 Days Writing Challenge – 13


Buon Sabato!
Non percepite il suono melodioso di queste parole??? Se pure Jovanotti ha sentito il bisogno di scriverci una canzone sul Sabato un motivo deve pur esserci, eh; quindi beatevi della melodia e della leggerezza di questo Sabato.
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Ma non perdiamoci in futili chiacchiere. E’ sabato, e noi abbiamo una domanda a cui rispondere che ci attende.30-day-writing-challenge2

Giorno 13 – Per cosa sei entusiasta.

In questo specifico momento della mia vita?

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Sono entusiasta per i cambiamenti che mi aspettano nel mio prossimo futuro [sperando sempre di non finire dalla padella alla brace], per questa nuova avventura che mi aspetta e per questa nuova porta che si sta lentamente aprendo nella mia vita. Una nuova occasione. Tutto quello che sembra essere una buona base di partenza per avere un cambiamento in quella routine che mi sta lentamente deteriorando.

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Sono entusiasta per il prossimo viaggio che sto organizzando, nonostante tutte le remore e tutte le difficoltà, nonostante le mie ansie e le mie paranoie.

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Sono entusiasta perchè stasera vedrò Cristina D’avena in concerto e non vedo l’ora di ritrovarmi ad urlare sulle note della sigla di Sailor Moon. animaatjes-sailor-moon-3134670
Buon Sabato ♥
Il Salotto di Angel ★ · Pensieri Sparsi

Benvenuti nel Salotto di Angel.


Quando ho creato questo spazio, lo avevo immaginato come un luogo di nessuno dove lasciare i miei pensieri; i primi post erano qualcosa di totalmente impersonale che però nasceva sempre da esperienze da me vissute che non riuscivo a non osservare e descrivere con un mix di cinismo e di sarcasmo.
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Col passare dei mesi, però, la connotazione di questo spazio è decisamente cambiata: il luogo di nessuno è iniziato a divenire sempre più un posto tutto mio nel quale ho lasciato fluire, post dopo post, emozioni e sensazioni che sempre più raccontavano di me. Mettendo spesse volte da parte cinismo e sarcasmo, tra racconti di debolezze e paure, momenti di felicità e di sconforto, ho lasciato che la mia vita fluisse tra le pagine virtuali di questo mio spazio.
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Eppure neanche mi piace come definizione di questo posto nel web, è carente di qualcosa. E’ carente di Voi; si, proprio tu che stai leggendo questo post perchè la verità è che non avevo mai pensato ad un blog come ad un posto di scambio di idee, un posto dove conoscere, semplicemente attraverso le parole, persone meravigliose.

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Ed è proprio questo il motivo di questo nuovo spazio che vorrei introdurre tra i miei deliri: uno spazio dove delirare insieme, dove interagire, uno scambio di idee, quattro chiacchiere come se fossimo seduti nel salotto di casa mia dinanzi ad una buonissima cioccolata calda ed un vassoio pieno di pasticcini.
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Il tutto potrebbe nascere in maniera semplice, inizio io a dirvi cosa mi passa per la testa, a porvi una domanda [non per forza roba seria eh, anzi] e semplicemente voi nei commenti mi lasciate la vostra risposta e ognuno può sentirsi di rispondere a chi meglio gli aggrada.
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Sperando che l’idea vi piaccia:

Benvenuti nel Salotto di Angel.

Pensieri Sparsi

30 Days Writing Challenge – 1


Ammetto di averci pensato un pò su prima di intraprendere questo percorso sul mio blog, la mia incostanza cronica nel fare le cose e la parvenza di intimità di alcuni punti di questa sfida di scrittura mi hanno fatto accarezzare più volte il pensiero di desistere dal farlo. In fin dei conti a chi mai potrebbe interessare cosa mi dia fastidio, quali sono i luoghi che vorrei visitare, per quali celebrità svalvolo al solo pensiero e, cosa più importante di tutti, che fine ha fatto il mio primo amore? A nessuno? A qualche curiosona come me che mi fermo a leggere tutti i post della suddetta Challenge? Mi importa davvero??? Ovviamente no!!! Ed è proprio questo motivo che, dopo qualche giorno di inutili elucubrazioni, ho deciso proprio oggi, in questa domenica dedicata all’ozio, di cimentarmi in questo tragitto.
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Non assicuro nè a voi nè a me stessa che i days avranno risposta giornalmente, ma prometto assoluta sincerità nello svolgere il compitino giornalmente assegnato.

Ma smettiamo di perderci in inutili chiacchiere, lo so sono bravissima a farlo, e iniziamo a rispondere al curiosone che ha messo insieme questa serie di domande.
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Giorno 1: Fai una lista di dieci cose che ti rendono davvero felice.
[iniziamo subito con della roba difficile eh].
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1Nick Carter [ebbene si, ha guadagnato il primo posto a sto giro].
Se dovessi dare un nome alla felicità più assoluta sarebbe il suo, se dovessi dare un volto alla stessa sarebbe il mio nell’istante esatto in cui le sue braccia si stringono intorno a me. E’ estremamente infantile ed irrazionale, eppure mi rendo conto che non potrei mai rinunciare alla sensazione di gioia assoluta che provo in quegli istanti, non vorrei mai dover crescere del tutto e smettere di essere la sua ragazzina.
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2Le Skittles, il pacchettino rosso eh [nel caso qualcuno voglia spedirmele a casa].
Possono delle minuscole caramelle colorate a frutta rendere felice una persona? Che domanda stupida, certo che possono; soprattutto se da anni ormai non sono prodotte in Italia e ogni pacchettino è una piccola benedizione dal cielo.
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3La mia Famiglia.
Non credo assolutamente ci sia davvero bisogno di spiegare questo punto; onostante spesso me ne lagni [chi non lo fa, eh?] tornare a casa con la consapevolezza di trovare sempre la mia famiglia mi riscalda il cuore.
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Se viaggiare fosse gratuito, state sicuri che non mi vedreste più.
Soldi e ferie permettendo, girerei per l’intero continente alla ricerca di non so neanche io cosa; odio preparare la valigia eppure sarei sempre pronta a farla se bastasse per ritrovarmi in luoghi lontani tra gente e culture diverse.
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5Scrivere e sognare.
E’ un concetto diverso di felicità, sinceramente l’idea di me che batto sulla tastiera e sorrido alla vita come se stessi sorseggiando un buon vino mi fa un pochino ridere; eppure in un certo qual modo scrivere mi rende felice. Semplicemente mi fa bene. E’ il mio modo per affrontare il mondo, per filtrarlo attraverso i miei pensieri e le mie parole, per cercare di dare un senso a quelle cose che spesso un senso non ce l’hanno. E’ il mio modo per sognare, per diventare un’altra persona e vivere altre vite ed altre storie da raccontare come se fossero la mia.
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6 – Andare ai concerti.
Tralasciando i concerti dei Backstreet Boys che, per quanto mi riguarda, rappresentano un mix di emozioni che non sono sicura di poter spiegare a parole, perchè quando sei disposta ad andare dall’altra parte del mondo per un concerto deve essere per forza qualcosa di speciale. Ma il discorso di base era un altro, amo i concerti in tutte le loro forme, l’adrenalina che ti attraversa il corpo allo spegnersi delle luci, le urla liberatorie al primo giro di batteria, la felicità estrema quando la musica riempie l’aria.
Davvero potete vivere senza tutto ciò?
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7 – Il mare.
Quando i miei pensieri sono ansiosi, inquieti e cattivi, vado in riva al mare, e il mare li annega e li manda via con i suoi grandi suoni larghi, li purifica con il suo rumore, e impone un ritmo su tutto ciò che in me è disorientato e confuso.
Sento spesso il bisogno di perdermi nell’immensità del mare, fissare l’infrangersi delle onde, inalare la salsedine e convincermi che, alla fine di tutto, andrà tutto bene.
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8 – Mangiare.
A chi non piace, eh? Si ok, poi si finisce per ingrassare e bisogna prendere vestiti che non segnano i difetti, ma la gioia del cibo è davvero qualcosa a cui si potrebbe rinunciare? Hey, non sono certo una fan del grasso è bello, ma neanche una fissata con la linea da rinunciare ad un bel panino bello farcito, patatine fritte o leccornie di ogni tipo.
Oh, mangiare mi piace assai.
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9 – Scattare fotografie, stamparle, riempire album e i muri della mia stanza con i miei ricordi. 
Sento il bisogno di fermare il tempo in un fotoricordo, di immortalare sorrisi e tramonti, luoghi e sguardi. Amo i selfie, immortalare i miei cambiamenti nel corso del tempo, ricordare il mio viso nei giorni di pioggia e nei giorni in cui è baciato dal sole; ricordarmi dove fossi, quando e con chi. Amo riguardare le vecchie foto e sorridere dei miei ricordi, provare malinconia e spesso nostalgia dei tempi passati in attesa di costruire nuovi ricordi da poter immortalare.
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10 – Le telefonate con le amiche.
Qui devo fare una piccola premessa, spesso riuscire a parlare a telefono con me risulta più complicato di quanto possa esserlo parlare con il Presidente degli Stati Uniti d’America; eppure quando sono in buona, o all’uscita da lavoro, adoro passare il tempo a blaterare passando dalle cazzate più assurde a veri problemi esistenziali con la facilità con cui si cambia canale alla televisione. Trovo a dir poco essenziale avere la mia ora d’aria dai pensieri con chi mi capisce davvero, o quanto meno ci prova, con chi ama fare voli di fantasia insieme a me o perdersi nella dissolutezza dei gossip più meschini e divertenti, nella progettazione di piani assurdi e viaggi al limite dell’inverosimile.
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Come primo giorno direi che è stato bello impegnativo, non avrei creduto sarebbe stato cosi’ complicato trovare 10 cose che mi rendessero felici.
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E voi sapreste essere più bravi di me ad elencare 10 cose che vi rendono felici?
Perchè non provate a farlo nei commenti? potrebbe essere una cosa carina; sarei proprio curiosa di leggerle.
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Al prossimo giorno ✌🏻
 
 
Pensieri Sparsi

Questione di dettagli


Buongiorno.
Buongiorno, un cazzo.
La prima telefonata del mattino quando, mentre sto cercando di convincere me stessa che non sono uno zombie, mi metto in macchina pregando in aramaico per non beccare traffico nel tragitto che mi conduce a lavoro inizia sempre più o meno così.

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Per anni mi sono tenuta debitamente a distanza da chi osava anche solo pensare di riuscire a rivolgermi la parola prima che io avessi avuto la possibilità di bere la mia sacrosanta tazzina di caffè; ho sempre evitato come la peste chi riteneva cosa buona e giusta invadere il mio spazio del mattino.
Per capire quanto seriamente prendessi questa mia filosofia di vita, vi basti pensare che ai tempi del liceo [come suona da vecchiarda una frase del genere, mamma mia] era ben noto a chi mi orbitava intorno che per evitare di ricevere pessime risposte era da considerarsi buona norma l’abitudine di rivolgermi domande dopo le 10:30.

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Non era stato facile farlo capire a quei compagni che già dalle 8 del mattino sprizzavano energia da tutti i pori riempendo il silenzio con sciocche frasi ascoltate da qualcuno più grande, parlando di musica che a me faceva schifo, dandomi fastidiosissimi pizzicotti sulle guanciotte morbidose per il semplice gusto di sentirmi ripetere puntualmente:
Oggi sono particolarmente nervosa, lasciami stare.

tumblr_lm8mpadjfv1qakrdzo1_500Farlo capire ai professori poi si era dimostrata un’impresa utopica trasformando ogni singola interrogazione della prima ora in una vera e propria sfida con me stessa, potete ben capire che se parlare in maniera umana potesse presentare delle difficoltà, rispondere a delle fastidiose domande cercando di non rovinare la tua media scolastica nel lasso di tempo che va dal momento in cui poggi la borsa sul banco nelle vesti della sorella minore dell’incredibile Hulk a quello in cui torni ad assumere i tratti somatici di Candy Candy è un impresa a dir poco epica.

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Sono lontani i tempi della scuola.
Non c’è bisogno che facciate i saccenti, ne sono ben consapevole da sola eh!
Il tempo passa e noi evolviamo con esso; me lo hanno ricordato ieri sera mentre, seguendo il flusso delle ansie che guidano i miei pensieri in questi giorni, mi lagnavo del mio sentirmi bloccata mentre tutto intorno a me scorre come un fiume in piena.

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Tutti cambiano, tranne me…ma forse non è poi così vero.
Anche quando tutto sembra uguale, sono le sfumature a fare la differenza, vestirsi di una nuova pelle partendo da quei piccoli dettagli, sorridere accarezzando con lo sguardo quei piccoli grandi particolari che solo chi ti conosce davvero può osservare, a volte anche meglio di te stessa.

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Non mi sono mai piaciute le persone che mi rivolgono la parola al mattino, eppure adesso è proprio nella quotidianità di quell’insolito buongiorno che riconosco quanto io stessa stia cambiando senza rendermene davvero conto; quanto sia diventato importante quell’insieme di chiacchiere che mi rende ragazzina e donna allo stesso momento mentre in un outfit sempre più simile a quello della cugina di Superman mi dirigo al lavoro.

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I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio.

 

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

Se chiudo gli occhi, ricomincia il weekend?


Non può essere vero che il fine settimana sia già giunto al termine, lo so, lo dico ogni santa domenica da un po’ ma io davvero non me né capacito di come velocemente trascorra il lasso di tempo che intercorre tra le ore 18:00 del venerdì e le ore 7:29 del lunedì. 

Come è stato il mio weekend?
Intenso!
Perché quando in 48 ore hai: dedicato il giusto tempo a te stessa,  passato del tempo con un’amica che non vedevi da mesi, fatto del sano shopping, mangiato come uno scaricatore di porto, tirato fuori le prime maglie primaverili, svuotato il telefono dei due milioni di foto fatte nell’ultimo mese, recuperato un paio di serie TV [inutile illudersi di fare le mega maratone di un tempo] e chiacchierato tanto ma tanto a telefono lasciandosi rapire dalle ansie pre-partenza [mancano appena 33 giorni e direi che mi sembra il minimo].

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E il vostro weekend come è stato?

 

Pensieri Sparsi

E tu cosa fai a San Valentino?


Per 364 giorni l’anno [365 quest’anno, prima di essere corretta da qualche sapientone], essere single a trenta anni è davvero complicato agli occhi degli altri eppure per un solo ed unico giorno dell’anno il loro problema con la singletudine altrui diviene qualcosa di molto simile ad un problema mio. Problema? Forse sarebbe più consono definire fastidio, irritazione o semplicemente noia lo stato mentale in cui l’avvicinarsi di questo giorno inutile dedicato all’estrema celebrazione dell’innamoramento mi mette addosso.

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Facciamo un po’ di chiarezza prima di finire incastrata nella più banale etichettatura del questo post anti San Valentino è stato scritto solo perché sei single, acida e invidiosa perché nessuno ti regalerà Baci Perugina quest’anno: A me San Valentino non è mai piaciuto, neanche quando avevo chi i Baci me li regalava.

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Lungi da me ricordare che per la festa degli innamorati è stato scelto il giorno in cui il povero Valentino è stato torturato e decapitato; mai mi permetterei di concedermi sciocchi banalismi sul senso dell’amore che va celebrato tutto l’anno e sul significato consumistico della festa dei Baci Perugina e dei mille cuori cuciti alla bene e meglio su poveri peluche costretti ad essere dei portatubi improvvisati; mai mi sognerei di parlare di corna e finte relazioni o delle settordicimila foto che invaderanno la home di Facebook nelle prossime 24 ore.couples

Ma allora tutte queste chiacchiere dove vogliono andare a parare?
Da nessuna parte in particolare, se proprio devo essere sincera; semplicemente dopo aver passato la settimana ad ascoltare programmi altrui per questo romantico weekend d’amore, a spiegare che di romantico il mio weekend avrà solo il profondo amore che nutro per me stessa e i cocktail che tra qualche ora diventeranno i miei migliori amici, a sottolineare che sono felicemente single e mi godo la vita…quando anche il parrucchiere ti domanda curioso dove andrai di bello domani restando palesemente deluso dalla tua risposta, credo di avere diritto ad una punta di acidità.
Non trovate? Ohh, decisamente.

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Che poi il felicemente single mi ha sempre disturbato come modo di dire; sono single e sono mediamente felice ma le due cose mica hanno qualche connessione particolare? Non è che la singletudine ti rende conseguenzialmente felice perché libera da vincoli; riesco ad avere uno stato emotivamente labile nonostante l’assenza di un uomo nella mia vita, riesco ad essere felice ma, a giorni alterni, mi lascio andare alla tristezza. Insomma non è che se non hai un uomo di fianco in dotazione ti regalano qualche strana sostanza che magicamente ti rende felicemente single.
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E’ che alla fine, siamo sinceri almeno per un solo istante: tutti vogliono essere amati, ma non tutti sono capaci di farlo.

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Auguri a chi si ama.

Pensieri Sparsi

Una storia vecchia 100 anni!


Avevo 15 anni quando la ragazzina della casa di fianco è divenuta la mia migliore amica, era stato suo padre a presentarci dopo aver ascoltato per l’ennesima mattina la musica che ad alto volume rimbombava dalla mia stanzetta.
“A mia figlia piace Nick, ha visto i poster appesi alla tua stanza. Potreste diventare amiche.”
Era stato proprio quel particolare ad unirci come sorelle, a 15 anni basta poco per scambiarsi promesse di amicizie eterne…eppure a me quelle promesse non sono mai piaciute.
“Saremo amiche per sempre. Nulla potrà mai dividerci. Ci sarò sempre per te.”

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Erano stati i ragazzi col tempo ad allontanarci, così come in maniera platonica ci avevano unito. Era stata lei a baciare il ragazzino per cui avevo una cotta stratosferica, io quella brava a mettersi da parte fingendo una maturità che non avevo. Era stata lei ad essere usata dal ragazzino pazzo di me per farmi ingelosire, io quella che gliel’aveva resa facile mettendo in chiaro che non piace quando la storia si ripete. Era un periodo diverso quello, quando a scandire lo scorrere del tempo non era il susseguirsi delle stagioni ma il succedersi delle cotte adolescenziali, dei colori dei capelli e la larghezza dei jeans che variava a seconda della moda e non del peso; quando tutto sembrava più semplice e più difficile allo stesso tempo, quando inizi a sentire di non essere più una ragazzina ma tutto il tuo mondo continua essere racchiuso nelle sicurezze di quando ti sentivi tale.

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Eravamo noi con il nostro equilibrio precario, noi con il nostro rapporto unico e indissolubile, noi con il nostro sogno di incontrare Nick Carter e farlo innamorare di noi, noi con le nostre vite che iniziavano a diventare sempre più quelle di due piccole donne. Non era bastato il suo trasferimento a chilometri lontani a cambiare quel noi a cui eravamo tanto legate; c’ero con la mia prima storia seria, lei con l’amore incontrato in treno mentre mi raggiungeva per il mio diciottesimo compleanno.
Un equilibrio precario che si sarebbe rotto molto presto!

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Ero una ragazzina quando la mia storia importante si è eclissata facendomi provare sensazioni che mai avrei immaginato di essere in grado di sentire; è stato in quel preciso momento in cui ho avuto bisogno di credere in quelle promesse con cui per anni mi era stata riempita la testa.
Ci sarò sempre per te.
Avevo voluto crederci e, dispersa in una valle di lacrime manco mi si fosse rotta una diga nel dotto lacrimale, avevo chiamato lei convinta ci sarebbe stata per me. Lo aveva promesso. Era bastata una sola frase a farmi capire che erano state solo parole quelle con cui mi aveva incasinato la testa; non erano stati i chilometri a dividerci ma l’uomo perfetto che aveva di fianco e che lentamente aveva preso il mio posto nella sua vita rendendo vane le sue promesse. Non aveva tempo per ascoltare quanto stessi male, non aveva empatia per comprendere il mio dolore, non aveva interesse a tenere fede a quelle promesse adesso che quelle promesse richiedevano l’impegno che da sempre avevano custodito in esse.

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La verità è che quando un’amica trova un nuovo uomo, inesorabilmente, quelle promesse che aleggiavano nella bolla di sapone in cui vi eravate rifuggiate diventano effimere. Non è cattiveria, per carità, oserei dire che è uno strano fenomeno dell’evoluzione della specie umana che forse qualche seguace di Darwin potrebbe prendersi la briga di esaminare perché, e di questo ne sono certa, il caro vecchio Charles non se n’è occupato semplicemente per mancanza di tempo.
In fin dei conti, mica poteva fare tutto lui?

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Nella mia visione utopistica dell’argomento: amicizia e amore non sono assolutamente in competizione. Ci tengo a precisare la mia posizione a riguardo, insomma al di là dei dettagli pratici [e aggiungerei con tutta la malizia del caso: fisici] che rendono i due rapporti differenti, credo che ogni essere umano, uomo o donna, dovrebbe essere in grado di far convivere questi due aspetti fondamentali della vita senza alcun tipo di sforzo.
Insomma in una giornata ci sono abbastanza ore per dedicarsi a tutto, non trovate? Bisogna davvero fare pulizia per dare spazio a quel qualcosa di meraviglioso che sta nascendo? Non dovrebbe essere quello il momento in cui si ha più bisogno dell’amica fidata? E non solo per lagnarsi delle mancanze del povero malcapitato di turno, ma per condividere insieme quelle emozioni che stanno nascendo, per cullarsi nelle vecchie abitudini facendo pian pianino spazio alle nuove, per lasciarsi rassicurare per quelle stupide paure che solo un’amica che ti conosce da una vita può definire sciocche ed inutili.
Non è questo il momento in cui, forse proprio per paura, si tiene più stretta la mano di chi ci è sempre stato? Non è questo il momento in cui quelle promesse fatte in un momento di solitudine dovrebbero diventare qualcosa di reale? Buuuuuh [uhmm, non mi venivano in mente suoni assimilabili a quelli di una risposta sbagliata, accontentatevi].

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Ricerche scientifiche affermano che nulla di quanto sopra affermato potrebbe essere più sbagliato, anche senza alcun suono a sottolinearne la drammaticità. Non sono imparentata al caro vecchio Charles, ma un po’ di evoluzione ve la posso spiegare anche io.
Per prima cosa, bisogna smentire tutto il discorso relativo alla lunghezza delle 24h di una giornata; non raccontiamoci eresie, per favore, quando un uomo entra a far parte dell’universo della vostra amica si crea un vortice spazio temporale che altera il susseguirsi dei minuti e delle ore, saltando tutta la parte relativa agli algoritmi che definiscono questa strana mutazione si potrebbe semplificare l’intera faccenda con un gigantesco: non ho tempo/non ho avuto tempo.

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E’ una questione di sfumature, ed ancora una volta non sono le 50 di Christian Grey, pian piano il vortice spazio temporale modificherà tutte quelle piccole certezze e/o abitudini di cui si nutriva quell’amicizia che sembrava indissolubile.
Pian piano iniziano a sparire tutte quelle accortezze che erano rivolte a te, quelle gentilezze educate e anche un po’ inquietanti come il buongiorno che arrivava un minuto dopo il suono della tua sveglia, quella certezza di avere sempre qualcuno dall’altra parte del telefono pronto ad ascoltarti, quelle piccole attenzioni fatte di gesti abitudinari che pian piano scompariranno susseguiti da bugie bianche pronte a riempire quelle mancanze che diverranno lentamente voragini ponendoti in una prospettiva completamente diversa da cui osservare il tutto.
E a quel punto non serve il caro vecchio Charles per capire che le cose cambiano solo quando si decide che è arrivato il momento di farle cambiare, quando si è deciso di farsi scivolare una persona tra le dita come sabbia al vento, quando i nodi vengono al pettine e tutto diviene effimero…proprio come quelle promesse a cui non credi più.

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Il povero malcapitato di turno non ha colpa alcuna, di questo bisogna prenderne coscienza prima di chiamare Will Smith e la sua squadra di Men in Black per disintegrare l’alieno e sparaflashare la perfetta sconosciuta che un tempo eravate solite chiamare amica; semplicemente per una strana legge dell’evoluzione che non saprei spiegarvi la vostra presenza non è più così indispensabile quanto poteva esserlo prima di quel cambiamento non richiesto.
Quelle da sparaflashare probabilmente a questo punto siete proprio voi perché rendersi conto di essere stata una sorta di surrogato per sopperire la mancanza di altro probabilmente potrebbe urtare la vostra sensibilità.

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Per quanto mi riguarda credevo di aver imparato la lezione da ragazzina, in fin dei conti, quando a 19 anni ti ritrovi da sola con un pugno di parole vuote ti rendi conto di avere dentro una forza che non conoscevi e che quelle promesse vuote sono solo chiacchiere fatte per essere trasportate via dal vento; mi sbagliavo sulla mia capacità di apprendere dalle lezioni della vita. Sono passati anni, si sono susseguite promesse vuote, delusioni e prese di coscienza…eppure sto ancora imparando.

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Nessuna amica è stata maltrattata per la stesura di tale post.

Pensieri Sparsi

Ciao ciao, 2015!


Quando un anno praticamente perfetto sta volgendo al termine e le premesse per quello che deve arrivare sono tutt’altro che  rosee è davvero difficile trovare qualcosa per cui festeggiare la notte di Capodanno; il 2014 era stato un anno talmente carico di emozioni e piacevoli avvenimenti che lo scorrere lento delle ultime ore della sua ultima giornata le ho trascorse ripetendo come una litania la stessa frase: non voglio che finisca!
Le mie speranze per questo 2015 ormai giunto al termine erano praticamente nulle: avrei compiuto 30 anni, non sarebbe stato un anno Back, molto presto il mio gruppo di amici avrebbe subito dei cambiamenti e troppi pochi eventi riempivano la mia agenda!
Sarebbe stato un disastro, ne ero sicura…eppure alla fine non è andata proprio così!

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Il bello della vita è che quando meno te lo aspetti sceglie di sorprenderti, prende le carte che hai in mano e le sconvolge regalandoti una nuova giocata, a volte più fortunata altre un po’ meno ma sempre completamente diversa da come l’avevi immaginata!
Questo 2015 è stato esattamente così e avrei dovuto capirlo dal primo giorno dell’anno quando, mentre, ero in fila per prendere delle patatine ho letto del primo cambio di rotta di questo anno: dopo tutto non sarebbe stato totalmente un anno non Back!

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Penserete che come prima reazione nell’apprendere che avrei beccato i Backstreet Boys a Londra, viaggio appena prenotato per celebrare al meglio i miei 30 anni, io abbia fatto i salti di gioia e ringraziato il fato magnanimo per questo inaspettato regalo! Nulla di più sbagliato!
Per quanto avessi adorato il sentigli cantare per me Happy Birthday lo scorso anno, il mio odio per gli imprevisti non mi ha lasciato gioire a pieno di questo inaspettato regalo: chi li aveva invitati anche quest’anno al mio compleanno? In fondo, capitemi, era il mio compleanno sarei dovuta essere io la protagonista del weekend, non loro eh!

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Eppure, nonostante le mille mila paranoie che hanno accompagnato le settimane precedenti alla partenza, il viaggio a Londra per i miei 30 anni è sicuramente uno dei ricordi che serbo con più tenerezza…e loro sono stati la ciliegina sulla torta o, per meglio dire, sui cupcakes della serata pop trash che io e le mie amiche ci siamo regalate per accogliere il mio ingresso negli -enta.
Cosa c’è di meglio di sentirsi ragazzina in momenti come questi? Assolutamente nulla!11081363_10206195633320046_6309600204601367040_n

E questa era solo la premessa…
In fin dei conti, quello di Londra era l’unico viaggio che avevo in programma a dicembre dello scorso anno! Ho sfogliato il mio album su Facebook dedicato a questo anno ormai finito [voi non potete saperlo ma tra la mia ossessione nel fotografare tutto e la mia paura di dimenticare le cose che vivo, ogni anno è catalogato a mo’ di promemoria del mio vissuto in uno specifico album sul mio profilo Facebook, con tanto di data e luogo in cui è stata scattata la foto] e, guardando tutti i posti in cui sono state scattate le varie foto, ho sorriso alla sensazione di staticità che mi attanagliava pensando al 2015 che doveva arrivare!

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Il 2015 è stato l’anno dei viaggi: Londra, Praga, ancora Londra e, infine, Parigi; l’anno dei consueti weekend a Como e del Salone del Mobile di Milano, dell’estate in Puglia e in Liguria, del weekend sulla neve e del Museo di Barbie, della mansarda ad attendermi ad Ostia! L’anno degli infiniti weekend romani, del cibo spazzatura e la distruzione di Dirty Dancing️.

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Il 2015 è stato l’anno dei concerti: Backstreet Boys (seppure solo per venti minuti), Ligabue, Lindsey Stirling, Tiziano Ferro, Robbie Williams, Jovanotti e i Linkin Park. L’anno della trottolina in giro per l’Italia che prenota tutto troppo ravvicinate e si ritrova , puntualmente, a fare delle vere e proprie maratone.

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Il 2015 è stato l’anno del mio Eclisse e delle soddisfazioni che mi ha regalato; della gratitudine immensa verso chi ha creduto in me ancor prima che iniziassi a farlo io, verso chi ha dato fiducia alle mie parole e verso chi le mie parole non le ha gradite ricordandomi che nella vita non posso piacere a tutti, in fin dei conti non tutti possono avere buon gusto!

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Il 2015 è stato l’anno del “adesso voglio sentire un urlo!”; del calcio in culo quando per troppa razionalità e paura ho rischiato di rinunciare ad una cosa a cui tenevo tanto; del pianto di gioia attaccata ad un telefono quando tutte le difese sono crollate e l’emozione prende il sopravvento. L’anno in cui lo stupore di sapere che qualcuno avrebbe fatto qualcosa per me solo per il gusto di vedermi felice mi ha scaldato il cuore.

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Il 2015 è stato l’anno delle amicizie: quelle che giorno dopo giorno sono divenute indispensabili certezze, quelle assopite ma mai dimenticate, quelle riscoperte come una piacevole sorpresa, quelle che ti ricordano che non sei sola, quelle giunte al termine dopo 10 anni, quelle messe in discussione che ti fanno piangere come una cretina chiedendoti in cosa sei sbagliata. È stato l’anno della consapevolezza che ho scelto di avere intorno persone che mi capiscono, e che, quando non lo fanno, mi accettano così come sono.

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Il 2015 è stato l’anno in cui questo spazio virtuale ha preso vita e io ho ritrovato il piacere di mettere nero su bianco i miei pensieri, di non vergognarmi delle parole confuse che chiedono di trovare una collocazione, delle opinioni che non riesco a tacere, delle ansie che chiedono di essere ascoltate.

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Il 2015 è stato l’anno dell’operazione al mio occhio troppo pigro per guardare il mondo; l’anno in cui mi sono ricordata che da sola funziono alla grande ma non per questo devo fare tutto in solitudine.

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Il 2015 è stato un anno di cambiamenti: alcuni grandi e visibili, altri impercettibili ma fondamentali. È stato un anno di quelli che un po’ ti deludono, un po’ ti confondono, un po’ ti regalano sorrisi inaspettati e lacrime di gioia; uno di quegli anni colmo di momenti da fotografare e ricordare.

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Anche per quest’anno il mio principe azzurro deve aver smarrito la giusta via [dovevo chiedere a Babbo Natale di regalargli un navigatore nuovo, maledizione] e al suo posto sono arrivate delle fatine {lucciole poteva essere frainteso} che hanno illuminato anche i miei giorni più bui regalandomi un sorriso, che hanno combattuto contro i miei silenzi e distrutto i muri che nei giorni di pioggia sono brava ad indossare, che, proprio in quei giorni lì, hanno aperto il proprio ombrello offrendomi un passaggio finché non tornassi a vedere il sole.

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Propositi per questo 2016 ormai alle porte, in realtà, non ne ho, trovo sciocco farmi promesse che non riuscirò mai a mantenere o crearmi false aspettative che, con un’altissima percentuale, saranno deluse. Non mi aspetto nulla, ma sono pronta a lasciarmi sorprendere da tutto; credo possa bastare!

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Ma davvero qualcuno ha letto tutto questo papiro?