Pensieri Sparsi

Ricorda di mettere il costume da bagno in valigia!


Ero in macchina con delle amiche l’altro giorno, solite conversazioni futili e allegre che accompagnano quei giorni spensierati in cui quello della leggerezza è l’unico peso che si ha voglia di portare; la voce del navigatore flebile sottofondo alle canzoni a cui neanche stavamo prestando realmente attenzione. Si chiacchierava immaginando i giorni felici che ci attendono tra un pò, quelli che aspettiamo da circa un anno e che, al solo pensiero che manchi così poco, ci fanno tremare le gambe per l’ansia e l’emozione.

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Tutto aveva il dolce gusto della gioia fino a quando, con estrema nonchalance, è stata pronunciata la nefasta frase che, nonostante siano passati un paio di giorni, ancora risuona come una minaccia nella mia povera testolina:
Ricorda di mettere il costume da bagno in valigia!

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Sapevo che, prima o poi, sarebbe giunto il momento, semplicemente non ero pronta ad affrontarlo con tutto questo anticipo.
Siamo onesti, mentire non ci aiuterà in questo caso: nonostante i mille buoni propositi in cui ci rintaniamo a settembre, ogni anno si ripete la stessa tragedia.

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La verità è che, se ci ragionate bene, ne abbiamo colpa solo fino ad un certo punto, siamo vittime di un circolo vizioso dalla cui spirale malefica è complicatissimo venirne fuori.

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Ogni estate ci si guarda allo specchio con gli occhi pieni di lacrime di coccodrillo e lo stomaco ancora pieno della lasagna appena divorata, si notano tutti, e sottolineo tutti, i difetti che, fino a 5 minuti prima, avevamo ignorato di avere e, dopo una travagliata espiazione mentale dei propri peccati di sola, si arriva all’unica soluzione plausibile: l’accettazione.

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Quando è ormai troppo tardi per mutare la forma sferica assunta dal proprio corpo nel lungo periodo invernale e il costume da bagno sta scalciando dal cassetto in cui è riposto per essere portato finalmente a mare, ricordarsi di amarsi sempre e comunque (qualsiasi sia la propria forma) risulta essere fondamentale per non ritrovarsi a fissarsi i piedi sul bordo di un burrone interrogandosi su quanto farà male saltare giù.

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E’ un processo lungo quanto meno fino alla prima vera e propria abbronzatura perchè, si sa, il nero sfina e l’abbronzatura rende tutti più belli; una preoccupazione che sparisce tra un mojito ed uno spriz in compagnia quando i colori del tramonto e il luccichio del mare rendono tutto più magico ed etereo, quando la sagoma riflessa allo specchio diviene uno sbiadito ricordo di quando si era bianchicci e poco estivi.

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Puntualmente ci si ritrova a salutare l’estate ed il suo calore con la solita solenne promessa: il prossimo anno non mi troverai impreparata. 
Ci si crede veramente a quelle parole quando, con la mano sul cuore, le si pronuncia fissando il sole che tramonta portando via la spensieratezza dei giorni estivi; ci si crede a quella promessa fatta a se stessi di riuscire, almeno per questo nuovo anno, a non trasformarsi nella versione femminile di Winnie The Pooh durante i mesi invernali che sopraggiungeranno.

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Uno ci crede davvero; se non fosse che Settembre è troppo amico di agosto e del suo estivo tepore, ad Ottobre cosa vuoi che siano un paio di buste di patatine guardando le SerieTv che finalmente sono ricominciate, a Novembre ho bisogno di cibo perchè sta arrivando il freddo e mi mette tristezza.

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Vuoi iniziare la dieta a Dicembre? Hai dimenticato il Natale e tutte le calorie che pranzi e cenoni in famiglia ti costringeranno ad assumere? A Gennaio mica si possono cestinare i dolciumi delle calze portate dalla Befana, non diciamo eresia.

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Ovvio che, oltre mangiare meno, sarebbe carino provare a fare un pò di attività fisica per rendere il corpo tonico, ma la realtà dei fatti è che Febbraio è il mese più corto dell’anno, iniziare a mangiare meno o fingere di andare a correre a Febbraio mi sembrerebbe un’offesa bella e buona. A Marzo arriva la primavera, solo a me aumenta l’appetito e il senso di stanchezza? Aprile dolce dormire, non credo che bisogna aggiungere altro. Maggio

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Porca miseria: siamo già a Maggio?
Io non sono psicologicamente pronta a tutto quello che deve accadere.

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Non posso farcela.

 

Pensieri Sparsi

❤ Principesse e cucchiaini ❤


Non importa quanti anni tu abbia o di cosa tu stia blaterando in quel momento, se un bambino ti imbocca con un cucchiaino vuoto tu fingi di mangiare e dici pure che è buono!

Me lo ha insegnato la mia principessina mentre con un cucchiaino mi dava il caffè e con il ditino mi faceva leccare la panna della mia torta di compleanno, me lo ha insegnato mentre ci fingevamo Elsa tra le montagne di Arendelle sulle melodie di Let it go dimenticandoci di essere al tavolo di un ristorante vista mare.
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Me lo ha insegnato facendomi tornare bambina e nutrendomi del suono argenteo della sua risata quando giochiamo a fare i selfie come le amiche sceme della mamma. Me lo ha insegnato facendomi sentendomi felice ogni volta che pronuncia il mio nome e un dolce calore si insinua dentro il cuore.
Non avrei mai immaginato di poter amare in maniera così incondizionata una piccola pulce bionda, non avevo mai messo in conto di avere una nipotina spettacolare come la mia piccola Giulia.
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…e adesso aspettiamo Sara ❤
Pensieri Sparsi

Le domeniche a casa sono lente.


La domenica è uno di quei giorni in cui, soprattutto se sono a casa, mi sveglio già stanca; mi rigiro nel letto cercando il coraggio di abbandonarlo, mi lascio avvolgere dalle lenzuola come un caldo abbraccio, mi lascio coccolare dalla morbidezza dei cuscini abbandonandomi alla pigrizia che, lentamente, mi porge il suo buongiorno.

È uno di quei giorni in cui i pensieri scorrono lenti ed i movimenti ancor di più, uno di quei giorni in cui passo dal pigiama alla tuta, dal letto al divano…e poi, semplicemente, al contrario.

Uno di quei giorni in cui leggo, scrivo e inebetisco i neuroni tra serie Tv da recuperare e i programmi trash di Real Time [come fate a perdervi le trashate del Boss delle Cerimonie?].
Uno di quei giorni in cui, se sono a casa, resto un po’ spenta; aggiorno facebook senza leggere davvero cosa viene postato, rispondo ai messaggi con la velocità di un bradipo, ignoro gli stimoli fastidiosi.

E’ uno di quei giorni in cui faccio colazione col pranzo, merenda con le patatine e cena con la pizza senza sentirmi in colpa perché, in fondo, domani è lunedì e, sono certa che nessuno oserà obiettare, oggi posso concedermi di coccolarmi un pò.

Le domeniche a casa sono lente…ed io ancor di più.

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

Amara is coming!


Warning: questo post è stato scritto da una 15enne i cui feelings sono stati distrutti in malo modo non appena ha aperto gli occhi stamattina, il contenuto fortemente bimbominchioso potrebbe danneggiare gravemente alla salute dei vostri neuroni.

La verità è che oggi vorrei avere davvero 15 anni per potermi sentire in pieno diritto di dare vita alla mia disperazione interiore, invece di essere dinanzi a questo computer persa nei meandri dei miei pensieri a fissare un disegno da completare e una pratica da terminare fingendo, probabilmente neanche in maniera magistrale, che me ne importi un fico secco dello spessore delle linee.

Non è stato il suono della sveglia a destarmi questa mattina, ero ancora beatamente cullata dalle braccia di Morfeo quando una spiacevole sensazione si è attanagliata, come un gatto aggrappato ai maroni, al mio stomaco; probabilmente mangiare patatine gusto barbecue di sera non è stata esattamente una furbata o, e di questo ne sono convinta, il mio stomaco aveva avvertito prima di me l’aria nefasta che avrebbe tirato questa mattina.

Troppi messaggi su whatsapp al mattino, a meno che non ci sia stato Dancing with the stars la notte precedente, non sono mai un buon presagio; ancor prima di aprire tutte le notifiche che stavano facendo impazzire il mio telefono ne avevo la piena consapevolezza: era giunto il momento.
La me 30enne è scappata in un angolo a nascondersi per l’imbarazzo delle parole che la me 15enne sente il bisogno disperato di mettere nero su bianco.
E’ INCINTO!!! Ok, tecnicamente è lei a portare in grembo un piccolo mostro, ma LUI ASPETTA UN BAMBINO!

Respira, respira….respira un cazzo!
Per una tragedia del genere minimo, e sottolineo minimo, avrebbero dovuto concedermi una settimana di ferie, riempirmi di barattoli di gelato e, non siamo avari, di Nutella su cui riversare la mia disperazione; dovrei avere il diritto di passare la giornata sotto il piumone, che visto che fuori piove non sarebbe poi tanto male, a guardare live dei suoi concerti quando la sua mano non era inquinata da quell’anello sul dito e non esisteva nessuna pagnotta in forno da aspettare. Dovrei avere il sacrosanto diritto di prendere a pugni tutti qualcuno, scaricare il nervoso facendo shopping senza sentirmi in colpa per i soldi spesi; dovrei stare a telefono a piangere con le mie amiche 15enni sentendo il nostro perfetto mondo di fantasia sgretolarsi sotto i piedi.E’ INCINTO!!!
Siamo seri è come se di colpo vi dicessero che Ken avesse ingravidato Barbie: assurdo!!!
E’ come se vi dicessero che domattina un’invasione di Mini Pony malvagi distruggerà la terra a colpi di arcobaleni: un abominio!!!
E’ come se vi dicessero che la fine del mondo è vicina, perché, credetemi, è la cosa più plausibile che accada arrivati a questo punto della storia.

Tralasciando il fatto che forse, e sottolineo forse, io stia leggermente, proprio poco, esagerando con la mia reazione a questa nefasta notizia; voglio poter essere libera di sentirmi disperata ed esigo silenzio da parte di chi non sente di condividere queste mie sensazioni. Oggi pretendo rispetto per il mio dolore, voglio sentirmi 15enne e il mondo deve lasciarmelo fare…in silenzio.Che poi l’arrivo di un bambino è sempre una cosa bella, in linea teorica, ma non in questo caso, non quando sembra essere arrivato lo strillone del paese ad urlarti nell’orecchio: è ora di crescere; non quando è il tuo sogno adolescenziale a diventare papà. Non può essere vero, uccidetemi. Non quando tutti i presagi sembrano annunciare la venuta di Amara, la succhia-anime a tradimento [e chi guarda Supernatural può capire cosa io intenta con ciò].Oggi è un giorno strano, di questo ne sono convinta.
Svegliarsi in questo modo dovrebbe essere illegale, leggere queste notizie dovrebbe esserlo. Ho aperto gli occhi su un mondo differente, e la consapevolezza che non basterà chiuderli per tornare alla realtà perfetta rende tutto molto triste.Dovrei concentrarmi sulle cose da fare, la me 30enne reclama invano attenzioni che oggi non avrà; voglio crogiolarmi nei miei feelings infranti per tutto il giorno continuando a visionare scenari apocalittici nella mia mente, voglio leccare le ferite del mio piccolo cuoricino infranto.
Voglio avere il diritto di essere di cattivo umore, senza dover chiedere scusa per esso.

È INCINTO! NICK CARTER È INCINTO!
E io voglio sentirmi triste come se non ci fosse un domani perché la prima cosa che ho letto stamane è stata questa e, nonostante tutto, non sono potuta tornare a letto e fingere che questo giorno non sia mai esistito perché, per quanto la voce della me 15enne sia estremamente alta in questa giornata, ho dovuto indossare i miei vestiti da 30enne e andare a lavoro.

Ditemi se questa non è cattiveria.

Pensieri Sparsi

Guardarsi indietro fa bene!


Non ho idea del perché io sia finita sul tuo profilo Facebook, probabilmente, in questi giorni di confusione emotiva in cui il pulsante rabbia della mia mente deve essersi bloccato, avevo bisogno di ricordarmi quale fosse stato il punto di svolta della mia vita.Forse era solo semplice curiosità, sapere che fine avessi fatto Tu, sapere come era andata avanti la tua vita senza me…chiedermi se di quella vita avrei voluto farne ancora parte.

Si dice che il miglior modo per andare avanti sia non voltarsi mai indietro: stronzate!
Stamane mentre mi maledicevo me stessa per non essermi ricordata di aver cambiato telefono e aver provveduto, di conseguenza, a silenziare le notifiche domenicali e imprecavo contro chi di domenica mattina scrive su whatsapp invece di dormire, mi sono concessa di guardare indietro.

Mi sono concessa di immaginare che quel giorno di ormai tanto tempo fa le cose fossero andate diversamente, che tutte le volte successive siano andate in modo diverso, che di colpo non mi sia trovata a dover pensare ad una me 2.0, una me senza te. Mi sono immaginata ad ascoltare musica di merda solo per compiacere te e i tuoi stupidi amici, a ridere al suono di battute che non mi hanno mai fatto ridere, a visitare i luoghi che avresti voluto tu, a recitare la parte della ragazzina perfetta e viziata che riempivi di regali, ad essere l’unico puntino rosa in un ammasso di nero informe!

Ho osservato le tue foto, i tuoi post idioti su Facebook, i commenti dementi della gente che frequenti e ho capito che guardare indietro era la cosa migliore che io potessi fare starmene!
Mentre scrivo questo post ascolto delle lagnose canzoni dei Backstreet Boys e sorrido  pensando al futuro, sorrido pensando a tutte le cose che ho fatto da quel giorno in cui credevo di aver perso il mio mondo, quel giorno in cui pensavo di aver perso me.

Sorrido pensando ai traguardi che ho raggiunto, ai sogni che ho realizzato, ai posti che ho visitato, alle persone che ho incontrato. Sorrido alla forza che ho trovato in me stessa, al coraggio di cambiare e ripartire da zero. Sorrido all’immagine sbiadita che stamane si era materializzata nella mia mente e al senso di oppressione che l’aveva accompagnata; sorrido a tutto quello che poteva essere e che, per fortuna, non è stato.

Sorrido alla gabbia dorata che ho intravisto stamane…
 …sorrido perché ne sono fuori.

Pensieri Sparsi

Sogni ricorrenti, ne abbiamo?


Parlare di sogni con me si rivela essere sempre un’esperienza esilarante; la capacità della mia mente di recepire gli stimoli esterni, processarli e trasformarli in qualcosa di epico è straordinaria. Io non sogno di notte, io creo dei kolossal che farebbero impallidire Spielberg!Tralasciando la fase in cui il mio subconscio sembrava conoscere cose a me sconosciute, dire che i miei sogni sono dei veri e propri film sarebbe riduttivo!
Insomma, a chi non è mai capitato di sognare il compagno di quella vecchia amica di scuola che ci dice di non raccontare quello che hai visto e incontrarlo il giorno dopo in compagnia di un’altra donna?A chi non è mai capitato il giorno prima dell’esame di matematica di sognare la risposta esatta al quesito della professoressa isterica, quella soluzione cercata invano su appunti e dispense a cui avevamo ormai rinunciato a dare senso?
Se non c’è neanche sul libro, è una risposta inesistente e la domanda deve essere sbagliata!
A chi non è mai capitato di salvarsi il sedere all’esame in questo modo?
Certo, bisogna essere dotati di poco buon senso nello scegliere di scrivere quello che si è sognato di notte invece di ammettere la mancata conoscenza della risposta, ma il mondo è dei folli ancora non lo avete capito?A chi non è mai capitato di sognare colui che il giorno dopo avrebbe chiesto il nostro aiuto? Sempre Lui, solo Lui! Come se ci fosse una maledetta connessione, come se non potessimo fare a meno di esserci per Lui!Sto tergiversando, ne sono consapevole! La verità è che non sono un’esperta in psicologia ma potrei parlare per ore dei sogni e del loro strano modo di confondermi la mente!Sogni ricorrenti, ne abbiamo?
Non voglio soffermarmi sullo strano significato della sua [sempre Lui] presenza nel mio mondo onirico quando sono triste, stressata, nervosa, ansiosa, preoccupata…insomma quando ho la luna storta e il mondo non mi sembra un posto adatto a me in alcun modo!Non voglio soffermarmi sul senso di protezione misti a disagio scatenato dal sogno stesso; detestare la persona che in sogno cerca di salvarci non è esattamente simpatica come sensazione, soprattutto se appena sveglia l’unico desiderio è quello di incontrare quella stessa persona e passarci delicatamente sopra con la macchina per il gusto di eliminarlo dal mondo e la speranza di cancellarlo dal proprio subconscio!È una settimana che sogno di tornare a scuola!
Seduta all’ultimo banco che cerco di copiare, in ritardo perché non conosco più gli orari dei treni, terrorizzata dall’interrogazione. Stessi compagni di classe, sensazioni contrastanti. A volte sono consapevole di essere cresciuta, di essere cambiata…altre no.Al mattino mi sveglio piena di angoscia; come se avessi dimenticato qualcosa, come se dovessi capire qualcosa, imparare qualcosa…come se avessi perso qualcosa.

E voi, sogni ricorrenti, ne avete?

Pensieri Sparsi

Auguri, Nonni.


Quando ero bambina io, non esisteva la Festa dei Nonni; mia madre mi ha insegnato a fare loro gli auguri alla Festa della Mamma e a quella del Papà perché, in fin dei conti, sin da quando sono venuta al mondo, li ho visti come dei genitori solo un pò più vecchi; quelli che mi perdonavano qualche marachella di troppo, quelli da cui correvo piangendo quando mamma e papà non me la davano vinta.

Sono stata una bambina fortunata e non posso che essere felice nel raccontarlo: ad accogliere la mia nascita c’erano tutti e quattro i miei nonni; mia mamma ancora mi racconta di come l’infermiera ha rimproverato mia nonna che la ricercava per tutto il reparto per la sua troppa ansia del mio arrivo. Sono stata la prima nipotina e la più piccola per un pò, quella dalla chiacchiera facile e i baci complicati, quella frignona e arrogante, quella cocciuta e difficile, quella con la valigia sempre in mano e le amiche sempre troppo lontane, quella dalle lacrime troppo facili e i sentimenti troppo nascosti.

Sono stata quella a cui il nonno ha prestato il suo gioiellino di macchina, nonostante la sua tremenda gelosia, e per poco non gli ha spaccato uno specchietto, quella che non mangiava altro se non il gelato della nonna perchè era il più buono del mondo, quella che voleva cucire e creare cosa come la nonna, quella che voleva gestire le cose come faceva il nonno., perchè nessuno poteva fregarlo.

Sono stata fortunata, i miei nonni mi hanno accompagnato per gran parte della mia vita.
Sono fortunata perchè almeno due di loro ancora mi tengono per mano come se fossi la loro bambina, anche se lo vedo dai loro occhi che sanno che ormai sono donna, lo sento dai loro abbracci che sanno che il tempo sta passando troppo velocemente e di traguardi da raggiungere ne ho ancora troppi.

Sono fortunata, e sapete perchè? Io sono quella che al mattino spesso prende il caffè con la nonna spiegandole come utilizzare il tablet per prendere Facebook o cercare le ricette su YouTube, quella che le mostra i video di Dancing with the stars per commentare insieme a lei le performance, quella a cui racconta cosa ha letto su Nick Carter sul televideo mentre cercava di non leggere le cose brutte della guerra, perchè quelle fanno paura. Sono quella a cui la nonna non dice mai che la gonna è troppo corta perchè se non te le metti tu queste cose, chi le mette?
Sono quella che se manca anche per un solo giorno da casa riceve la telefonata della nonna che vuole dirle Mi manchi, senza di te c’è silenzio.

Sono quella che litiga con il nonno su quello che deve mangiare il cane ma che poi lo fotografa mentre le lava la macchina perchè sono troppo pigra e lui di vederla così zozza proprio non ne può più; quella che lo difende all’ennesima mancanza ma lo rimprovera per il troppo cibo, sono quella dell’importante è che stai bene, a nonno.

Io di mia nonna, quella cui da bambina rubavo le caramelle, porto il nome [anche sa da piccola odiavo il vezzeggiativo dialettale con cui chiamavano lei e prendevano in giro me]; lei adorava il rossetto rosso quasi quanto lo adoro io, era precisa e pignola quanto lo sono io.
Stamane le ho portato delle orchidee per farle gli auguri e nell’aria, tra pioggia e tristezza, riecheggiavano le ultime parole che ha rivolto a me: la nonna ti vuole bene.

Ai miei nonni che mi guardano dal Paradiso
e a quelli che mi sopportano con amore da qua giù:
semplicemente vi amo.
Auguri.