Pensieri Sparsi

Pensavate che anche oggi facessi la vaga e saltassi la fantastica challenge in cui ancora mi chiedo perchè io mi sia imbattuta. Errore: eccomi qui, pronta a rispondere al quesito del giorno.
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Giorno 16 – Qualcosa che ti manca.
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Prendere coscienza della mancanza di qualcosa è un pò come rendersi conto di essere incompleti, guardarsi e riuscire a concentrarsi solo su quel piccolo, o grande, vuoto lasciato da:
– ciò che vorremmo e non abbiamo più,
– ciò che vorremmo ma non è mai stato nostro,
– ciò che vorremmo ma non sarà mai nostro.
Non amo concentrarmi sulle mancanze, è una di quelle sensazioni che ti logora lentamente dall’interno fino ad annientare una parte di te inesorabilmente.
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Eppure a tutti manca qualcosa, sempre.

E’ una di quelle condizioni del genere umano a cui nessuno riesce a sottrarsi, neanche la persona all’apparenza più felice della terra; forse troppo abituati a lagnarci e troppo poco a concentrarci sulla felicità siamo più bravi a cogliere l’assenza delle cose, delle persone, che la loro presenza.

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E’ così che ad oggi mi mancano i miei nonni, quelli che troppe volte mi dava noia passare a salutare; mi manca il tempo libero che prima non sapevo come impegnare; mi manca il caffè con quell’amica con cui a volte mi dava noia parlare; mi manca quel Buongiorno, Principessa di cui tanto mi lamentavo; mi manca quel sentirmi fintamente fragile e bisognosa di essere difesa che mi rendeva debole ed insicura. Mi manca tornare a credere che l’impossibile possa ancora accadere.

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E mi mancano le tue braccia in cui poter rifuggiare i miei sogni.

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Ma questa è un’altra storia.

Mondo Tag · Pensieri Sparsi

30 Days Writing Challenge – 15


E anche questa settimana è arrivato il Lunedì [leggesi anche OdiaDì, come l’ho soprannominato da un bel pò ormai] ed è stato più strano e complicato del solito: nonostante il tenero risveglio grazie al solito amore di NC, oggi mi aspettava l’ennesima prova di questo periodo da superare. L’ennesima dimostrazione che a piccoli passi forse davvero si possa andare un pò più lontano.
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Una giornata intensa, non c’è che dire, fatta di piccoli tasselli che pian piano stanno andando al loro posto. Nel giro di poche ore mi sono trovata ad affermare Anche questa è fatta! E credetemi, in questo periodo, non è roba da poco.
tumblr_lp7ant9bxi1qacyb2o1_500Sciroccata, guarda che è mercoledì oggi!!!
In verità, ne sono consapevole; semplicemente volevo sottolineare quanto io ci avessi davvero provato a rispettare i tempi ma poi qualcosa deve essere andato storto. Adesso due sono le cose: o fingiamo che sia Lunedì [ma non ci penso proprio eh] o ci illudiamo di vivere in una parallelismo spazio temporale nel quale oggi è esattamente il giorno dopo il 14esimo e andiamo avanti.
In fin dei conti anche oggi la giornata è iniziata con il solito amore di NC, quindi, direi che si può fare.
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Giorno 15 – Descrivi la tua giornata punto per punto.
Davvero credete che possa interessare a qualcuno?
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La mia sveglia, dal lunedì al venerdì, suona alle 7:29 non un minuto prima nè uno dopo e la prima cosa che faccio, ancora con gli occhi semichiusi, è quella di afferrare il mio telefono per staccarla prima che Nick Carter inizi a cantare decretando ufficialmente l’inizio di una pessima giornata. Nonostante la consapevolezza di avere solo 30 minuti, 35 al massimo, per prepararmi ed uscire di casa, mi ostino puntualmente ad utilizzare almeno una decina di essi per la passeggiata social del mattino.
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Faccio ammenda chinando il capo ma, non importa a che ora io sia andata a letto la sera prima, difficilmente riesco a mettere piede fuori dal letto se prima non ho controllato: Twitter, Instagram, Facebook, Bkstg, i risultati delle sfide di Covet Fashion, come stiano vivendo nella mia città di Sim City; hai visto mai possa essere accaduto qualcosa di assolutamente sconvolgente ed imperdibile nelle ore che ho dedicato al sonno.
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Trovata la forza di abbandonare il letto [Piumone mio adorato, ti amo. Non mi dimenticherò di te.] e di affrontare una nuova giornata, prima ancora di capire di essere viva per davvero sento lo spasmodico bisogno di caffè; fosse possibile farei delle vere e proprie iniezioni endovena di caffeina [se solo gli aghi non mi terrorizzassero cpsì tanto] per abbandonare lo stato catatonico simlZombie con cui mi affaccio ad un nuovo giorno.
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Capirete anche voi che, a questo punto, il tempo che mi resta per lavarmi, vestirmi e smettere di essere uno zombie si riduce ad una decina di minuti, quindici al massimo; sconfiggere lo scorrere inesorabile delle lancette del mio orologio è il mio obiettivo quotidiano e, oh no, non ci pensate proprio: svegliarmi prima o smettere di perdere tempo sui social non è assolutamente contemplato.
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Recuperato il cibo per il pranzo, salutati gatto, madre e ovviamente nonna, che ogni mattina mi raccomanda alla Madonna che mi possa accompagnare nel mio cammino, dato il buongiorno al cane ed imprecato contro chi ha parcheggiato in modo da rendermi complicato uscire di casa con l’auto, inizia ufficialmente la mia giornata o, per meglio dire, circa quelle 11 ore quotidiane in cui una sola domanda riempie la mia mente: Perchè diavolo ho abbandonato il mio amato piumone questa mattina?
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Un’ora di macchina, quattro ore di lavoro, un’ora di pausa pranzo, quattro ore di lavoro, un’ora di macchina.
Telefonate, mails, documenti, attestati, faldoni, visite mediche, DPI, noia, finti sorrisi, distrazioni facili [Twitter e NC segneranno la mia fine prima o poi], odio, ancora noia, bisogno di scappare. Manca poco ormai.
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E’ circa alle 18:00 che ritorno a vivere. Una telefonata a farmi compagnia nel mio ritorno a casa, piacevole routine a cui non potrei più rinunciare, una voce amica per tornare alla vita lasciandomi alle spalle ansia e stress, pensieri cupi e frustrazioni, per tornare a ridere e pensare alla leggerezza della vita, per sentirmi meno sola, meno grande e meno noiosa/annoiata.
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La mia giornata punto per punto, davvero qualcuno ancora sta leggendo?
Oh bene, siamo arrivati all’entusiasmante momento del mio ritorno a casa. Yaaaaay. Al mio saluto ai nonni che da quando hai cambiato lavoro ci manchi a casa, il racconto delle rispettive giornate e dei miei progetti accanto alla stufa mentre il nonno mangia e la nonna si lamenta che oggi fa più freddo degli altri giorni, tutti i giorni.
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E’ in queste ore che durante la mia settimana si concentra, in fin dei conti, per davvero la mia vita: shopping fatto al volo, recupero di telefilm, organizzazioni varie ed eventuali, cazzeggio con l’iPad e/o con i miei fratelli, ingozzamento di patatine e/o caramelle, chiacchiere, lagne e tanta fantasia.
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E’ prima di tornare dal mio amato piumone che, fantasticando sull’arrivo del weekend, colleziono attimi di vita, mi lascio uccidere dalle ansie e pianifico come salvarmi dalla routine sperando di incontrare un uomo ricco ed affascinante che finalmente mi regali la vita da Paris Hilton che ho sempre meritato.
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Uhmm, c’è ancora qualcuno lì?
Se si, battete un colpo.
Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi · Weird World ❤

★ 37 ★


Lo scorso anno, in questo giorno, mi interrogavo su come fosse stato possibile che il tempo fosse trascorso così velocemente, le cose fossero così cambiate così come le nostre età. [qui, se siete curiosi].tumblr_nd1swnybp11txeruoo1_500

Quest’anno osservo quel numero e penso che le cose in realtà non cambieranno mai: oggi i miei occhi ti osservano sempre con lo stesso amore di quando io avevo 13 anni e tu eri un ragazzino brufoloso con un improbabile taglio di capelli a metà tra una femminuccia e Nino D’Angelo.

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Probabilmente sarà così per sempre, o almeno mi piace pensarla così.

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Buon Compleanno,

mio piccolo grande uomo.

Mondo Tag · Pensieri Sparsi

30 Days Writing Challenge – 12


E’ Venerdi. Finalmente Venerdi. Ti amo venerdi.
Settimana pesante #1: Bye, Bye.
Weekend con le amiche che mi faranno tornare 15enne: Welcome!

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Giorno 12 – Scrivi di cinque benedizioni nella tua vita.

Niente da fare eh, il numero 5 continua a farla da padrone da queste parti.


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⁓ La mia famiglia.
Probabilmente, quasi sicuramente, non sarei quella che sono oggi se non fosse stato per loro, per l’amore e l’educazione che mi hanno trasmesso e quella testardaggine nel non mollare mai anche quando la strada diventa più irta e meno sicura. La consapevolezza che, anche nei momenti più bui, non sarei mai stata sola: i miei genitori, mia sorella, mio fratello, i miei nonni, i miei zii. Dalle piccole alle grandi difficoltà della vita mi hanno insegnato che insieme, nonostante tutto, si può superare tutto, o quanto meno ci si può provare. Non mi è mai mancato nulla nella vita eppure mai nulla mi è stato dato per scontato, e questo è uno degli insegnamenti più importanti che si può donare.

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⁓ Nick Carter & gli altri 4.
Non è colpa mia se sono ripetitiva, prendetevela con questo giochino o con la persona che ha stravolto così tanto la mia vita da essere onnipresente.
Io so che solo che non è facile da capire questa mia ossessione, il modo in cui ha toccato la mia vita tendendomi la mano quando ero allo sbaraglio, il cambiamento che mi ha costretto ad attuare in me stessa trasformandomi da triste bruco in stupenda farfalla. Una benedizione per me, meno per il mio portafogli, ma si sa: Happiness is expensive.

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⁓ Tigro & Alice.
Se il Paradiso esiste è giusto che sia popolato di animali. Ve lo immaginate un Eden senza il canto degli uccelli, il garrire delle rondini, il belare delle caprette e l’apparire del buffo e curioso musetto di un coniglio? Di sicuro nel mio Paradiso ideale non possono non echeggiare miagolii da ogni angolo. Il festoso abbaiare di cani che giocano finalmente sereni. [cit.]
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⁓ Le mie amiche.
Chi trova un amico con il suo stesso disturbo psichiatrico, trova un tesoro.
E io, per mia fortuna, di tesori ne ho trovati tanti. Ho un treno ad attendermi questa sera per un weekend all’insegna dell’adolescenza più recondita della mia anima.
Noi, bimbeminchia for life.
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⁓ La mia indipendenza.
La mia capacità di adattarmi, tra tante lagne, anche alle situazioni più complicate. Il mio non aver bisogno di nessuno, mai per davvero; il mio aver bisogno di aiuto accettando il fatto che spesse volte quell’aiuto arriverà solo da me stessa.
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⁓ Special Guest: il mio Blog.
La mia capacità di trasformare in parole le mie emozioni, i miei pensieri, la mia rabbia e le mie paure; l’aver trovato un luogo in cui è piacevole farlo senza troppi preconcetti mentali condividendo la mia psicopatia con persone che provano empatia per me o si divertono per le sciocchezze elaborate dalla mia testa.
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God Bless Me.

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

La coccolosità va ricordata!?!


/ì·do·lo/: Oggetto di un’ammirazione o di una dedizione gelosa o fanatica.

Partendo dal presupposto che l’unica persona per cui nutro una dedizione gelosa o fanatica sono io, e neanche mi sto propriamente sempre simpatica, non credo di essere portata realmente per questa forma di venerazione divina verso qualcuno e/o qualcosa [ammesso che questo qualcosa non siano Skittles].

E come la definiresti la tua fissazione malata per quel coso biondo di quella boyband che manco si sente più? Ah ma non si sono sciolti?
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A me non piace dare definizioni alle cose, perché mai dovrei eh?

E’ una cosa talmente irrazionale che, io per prima, ho smesso di pormi domande a riguardo, ho smesso di considerarmi sciroccata e/o infantile [a secondo della giornata], ho smesso di chiedermi se sia giusto o meno continuare ad essere una ragazzina quando si tratta di lui.

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Quindi perchè scrivere l’ennesimo post sullo stesso argomento?

Tralasciando il fatto che sul mio blog in fin dei conti ci scrivo un pò quello che mi pare, questo post è un semplice Promemoria di Coccolosità che, se non bastasse la piacevolezza del suono dovuto all’accostamento delle due parole, è semplicemente un modo per ricordarmi di aver scelto di essere irrazionale per una persona che, non so per quale congiunzione astrale, riesce a dare segni di vita sempre quando ce n’è più bisogno.

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Per quanto qualche parola in più rispetto a tutte queste emojii sarebbe gradita, continua a farmi tenerezza il pensiero che 20 anni fa [come suona male, mamma mia] non avrei mai immaginato possibile una roba del genere.
I poster possono digitare messaggi? Ma per davvero?
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E’ solo uno stupido cuore. Un tuo stupido cuore. E io non riesco a non sorridere per quello stupido cuore e a domandarmi, ogni maledetta volta, come l’immagine di biondino stronzetto e spocchioso si riesca a sposare perfettamente con la dolcezza che, a modo tuo per carità dimostri ogni volta. Non riesco a capire come gli altri non riescano a vedere quello che vedo io quando ti guardo, come possano definirti odioso o scostante, come possano non avere semplicemente voglia di perdersi in un tuo abbraccio prima di tornare alla vita reale [perchè non sono ancora rincoglionita del tutto, ve lo giuro].
E’ solo uno stupido cuore. Un tuo stupido cuore. Ma a me piace assai quello stupido cuore.
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Perchè la verità è io sarò una piccola stalker ma lui resta l’amore.
Pensieri Sparsi

30 Days Writing Challenge – 4


Sto iniziando a sentirmi come un superstite su un’isola deserta con questo conteggio dei giorni. Sono passati 4 giorni da quando la mia barca è affondata, mio padre ha usato la sua pistola per uccidere se stesso e l’unico membro dell’equipaggio che si era salvato per consentire a me di sopravvivere con le poche scorte di cibo a noi rimaste….ah no, quello era Oliver Queen, mi sto confondendo!?!

Ammetto che oggi è una di quelle giornate in cui potrei racchiudere tutto il mio stato d’animo con un enorme: non mi va. Non mi va di essere a lavoro, eppure ci sono; non mi va parlare con la gente, eppure ci parlo; non mi va non mi va di muovermi, eppure non ho ancora le radici; non mi va di sorridere e…no quello oggi non lo faccio.

Non mi va poi così tanto di rispondere a delle domande, un quesito, una curiosità, oggi eppure sono dinanzi al mio iPad a digitare questi pensieri sconnessi perchè non è poi così difficile mantenere un impegno. Bugiarda.

Giorno 4 – Scrivi di qualcuno che ti ispira.

Se avessi risposto a questa domanda intorno ai 10 anni quasi sicuramente avrei risposto: Sailor Moon. Non giudicatemi eh, ero una bambina eppure avevo le idee molto chiare. Di base Bunny era una ragazzetta che non aveva molta voglia di studiare [ok, in questo eravamo decisamente diverse] che, senza sapere bene nè come e nè perchè, combatteva indossando una gonnellina cortissima e un fighissimo diadema contro dei mostri più idioti che cattivi. Aveva un fidanzato più grande, Marzio, stronzetto quanto basta e figo da morire, che, per non farsi mancare nulla, combatteva i cattivi lanciando rose e indossando mantello e cilindro. Non dimentichiamo una cosa, oserei dire, fondamentale: Bunny, in realtà, era in realtà la reincarnazione della Principessa Serenity e il bel Marzio altri non è che la reincarnazione del suo amato Principe Endymion.

Insomma da ragazzina scansafatiche a Principessa nel giro di una serie televisiva; come potevo non esserne ispirata?


Crescendo ho abbandonato l’idea di farmi ispirare da una combattente che veste alla marinara, per rivolgere le miei ispirazioni verso ben altri lidi. Per quanto i miei natali non fossero stati così generosi, ad un certo punto del mio periodo universitario, la mia musa ispiratrice era una soltanto: Paris Hilton. E’ chiaro che la donna dall’elevato quoziente intellettivo mi ha sempre ispirato.

Mentre io mi barcamenavo nella mia vita fatta di professori che ritenevano che le donne non potessero essere architetti, autocad e i suoi errori irreversibili e ragazzetti che si ostinavano ad inviarmi rose nonostante i chiari rifiuti, osservavo la vita della ricca ereditiera chiedendomi: perchè non sono una Hilton? Non avevo chiesto poi così tanto alla vita, eh: una vita da ricca ereditiera io la meritavo davvero. E invece della ricca ereditiera avevo preso solo lo stile di vita al suono di: se sei felice vestiti di rosa [Confessioni di un’ereditiera ben spiegava il decalogo della vita da ereditiera,eh] e i capelli biondi [che a riguardarli adesso mi domando: ma cosa mi raccontava la testa?].

Fortunatamente sono cresciuta e, per quanto ancora aspetto la telefonata di papà Hilton che mi comunica che hanno sbagliato a darmi in adozione e c’è parte della mia legittima eredità ad attendermi, ho capito finalmente chi sono le persone che davvero mi sono di ispirazione: i miei genitori. E come potrebbe essere diversamente? Vorrei un giorno riuscire ad essere almeno un pò più simile ad entrambi e renderli davvero orgogliosi di me. Vorrei avere la pazienza di mia madre e la sua bontà d’animo, la sua forza nell’affrontare la vita senza portare rancore verso nessuno, la sua gentilezza e la sua dolcezza, il suo modo di stare al mondo riuscendo a fare spazio a chi ne ha più bisogno sempre e comunque anche a costo di dover fare un passo indietro. Vorrei avere la tenacia e la caparbietà di mio padre, riuscire ad avere successo e diventare qualcuno esattamente come ha fatto lui, guadagnarmi il rispetto della gente semplicemente con il mio lavoro, la mia bravura e la mia capacità di risolvere i problemi esattamente come lui, vorrei avere la sua generosità verso chi ne ha bisogno, la sua capacità di tendere la mano verso il prossimo mettendosi sempre un pò in disparte perchè si sa: il bene non si dice, si fa.


Vorrei riuscire a trovare un uomo, quello giusto, che mi ami allo stesso modo in cui mio padre ama mia madre, riuscire a costruire una famiglia, una vita, una mia felicità seguendo i loro insegnamenti, vorrei che i miei figli [se mai dovessi averne eh] un giorno guardandomi provino lo stesso sentimento di profondo amore e ammirazione che riempie i miei occhi quando guardo i miei genitori.


Vorrei, decisamente, essere più simile a loro…anche se fossi una Hilton.


Pensieri Sparsi

30 Days Writing Challenge – 1


Ammetto di averci pensato un pò su prima di intraprendere questo percorso sul mio blog, la mia incostanza cronica nel fare le cose e la parvenza di intimità di alcuni punti di questa sfida di scrittura mi hanno fatto accarezzare più volte il pensiero di desistere dal farlo. In fin dei conti a chi mai potrebbe interessare cosa mi dia fastidio, quali sono i luoghi che vorrei visitare, per quali celebrità svalvolo al solo pensiero e, cosa più importante di tutti, che fine ha fatto il mio primo amore? A nessuno? A qualche curiosona come me che mi fermo a leggere tutti i post della suddetta Challenge? Mi importa davvero??? Ovviamente no!!! Ed è proprio questo motivo che, dopo qualche giorno di inutili elucubrazioni, ho deciso proprio oggi, in questa domenica dedicata all’ozio, di cimentarmi in questo tragitto.
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Non assicuro nè a voi nè a me stessa che i days avranno risposta giornalmente, ma prometto assoluta sincerità nello svolgere il compitino giornalmente assegnato.

Ma smettiamo di perderci in inutili chiacchiere, lo so sono bravissima a farlo, e iniziamo a rispondere al curiosone che ha messo insieme questa serie di domande.
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Giorno 1: Fai una lista di dieci cose che ti rendono davvero felice.
[iniziamo subito con della roba difficile eh].
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1Nick Carter [ebbene si, ha guadagnato il primo posto a sto giro].
Se dovessi dare un nome alla felicità più assoluta sarebbe il suo, se dovessi dare un volto alla stessa sarebbe il mio nell’istante esatto in cui le sue braccia si stringono intorno a me. E’ estremamente infantile ed irrazionale, eppure mi rendo conto che non potrei mai rinunciare alla sensazione di gioia assoluta che provo in quegli istanti, non vorrei mai dover crescere del tutto e smettere di essere la sua ragazzina.
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2Le Skittles, il pacchettino rosso eh [nel caso qualcuno voglia spedirmele a casa].
Possono delle minuscole caramelle colorate a frutta rendere felice una persona? Che domanda stupida, certo che possono; soprattutto se da anni ormai non sono prodotte in Italia e ogni pacchettino è una piccola benedizione dal cielo.
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3La mia Famiglia.
Non credo assolutamente ci sia davvero bisogno di spiegare questo punto; onostante spesso me ne lagni [chi non lo fa, eh?] tornare a casa con la consapevolezza di trovare sempre la mia famiglia mi riscalda il cuore.
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Se viaggiare fosse gratuito, state sicuri che non mi vedreste più.
Soldi e ferie permettendo, girerei per l’intero continente alla ricerca di non so neanche io cosa; odio preparare la valigia eppure sarei sempre pronta a farla se bastasse per ritrovarmi in luoghi lontani tra gente e culture diverse.
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5Scrivere e sognare.
E’ un concetto diverso di felicità, sinceramente l’idea di me che batto sulla tastiera e sorrido alla vita come se stessi sorseggiando un buon vino mi fa un pochino ridere; eppure in un certo qual modo scrivere mi rende felice. Semplicemente mi fa bene. E’ il mio modo per affrontare il mondo, per filtrarlo attraverso i miei pensieri e le mie parole, per cercare di dare un senso a quelle cose che spesso un senso non ce l’hanno. E’ il mio modo per sognare, per diventare un’altra persona e vivere altre vite ed altre storie da raccontare come se fossero la mia.
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6 – Andare ai concerti.
Tralasciando i concerti dei Backstreet Boys che, per quanto mi riguarda, rappresentano un mix di emozioni che non sono sicura di poter spiegare a parole, perchè quando sei disposta ad andare dall’altra parte del mondo per un concerto deve essere per forza qualcosa di speciale. Ma il discorso di base era un altro, amo i concerti in tutte le loro forme, l’adrenalina che ti attraversa il corpo allo spegnersi delle luci, le urla liberatorie al primo giro di batteria, la felicità estrema quando la musica riempie l’aria.
Davvero potete vivere senza tutto ciò?
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7 – Il mare.
Quando i miei pensieri sono ansiosi, inquieti e cattivi, vado in riva al mare, e il mare li annega e li manda via con i suoi grandi suoni larghi, li purifica con il suo rumore, e impone un ritmo su tutto ciò che in me è disorientato e confuso.
Sento spesso il bisogno di perdermi nell’immensità del mare, fissare l’infrangersi delle onde, inalare la salsedine e convincermi che, alla fine di tutto, andrà tutto bene.
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8 – Mangiare.
A chi non piace, eh? Si ok, poi si finisce per ingrassare e bisogna prendere vestiti che non segnano i difetti, ma la gioia del cibo è davvero qualcosa a cui si potrebbe rinunciare? Hey, non sono certo una fan del grasso è bello, ma neanche una fissata con la linea da rinunciare ad un bel panino bello farcito, patatine fritte o leccornie di ogni tipo.
Oh, mangiare mi piace assai.
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9 – Scattare fotografie, stamparle, riempire album e i muri della mia stanza con i miei ricordi. 
Sento il bisogno di fermare il tempo in un fotoricordo, di immortalare sorrisi e tramonti, luoghi e sguardi. Amo i selfie, immortalare i miei cambiamenti nel corso del tempo, ricordare il mio viso nei giorni di pioggia e nei giorni in cui è baciato dal sole; ricordarmi dove fossi, quando e con chi. Amo riguardare le vecchie foto e sorridere dei miei ricordi, provare malinconia e spesso nostalgia dei tempi passati in attesa di costruire nuovi ricordi da poter immortalare.
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10 – Le telefonate con le amiche.
Qui devo fare una piccola premessa, spesso riuscire a parlare a telefono con me risulta più complicato di quanto possa esserlo parlare con il Presidente degli Stati Uniti d’America; eppure quando sono in buona, o all’uscita da lavoro, adoro passare il tempo a blaterare passando dalle cazzate più assurde a veri problemi esistenziali con la facilità con cui si cambia canale alla televisione. Trovo a dir poco essenziale avere la mia ora d’aria dai pensieri con chi mi capisce davvero, o quanto meno ci prova, con chi ama fare voli di fantasia insieme a me o perdersi nella dissolutezza dei gossip più meschini e divertenti, nella progettazione di piani assurdi e viaggi al limite dell’inverosimile.
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Come primo giorno direi che è stato bello impegnativo, non avrei creduto sarebbe stato cosi’ complicato trovare 10 cose che mi rendessero felici.
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E voi sapreste essere più bravi di me ad elencare 10 cose che vi rendono felici?
Perchè non provate a farlo nei commenti? potrebbe essere una cosa carina; sarei proprio curiosa di leggerle.
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Al prossimo giorno ✌🏻
 
 
Pensieri Sparsi

Non è la cosa più dolce che abbiate mai visto?


Sarà che probabilmente stamattina non mi sono svegliata per davvero, sarà che sento un’agitazione dentro che mi sta logorando l’anima, sarà che con questo freddo e questo tempo uggioso l’unica cosa che mi viene in mente di fare in questo momento è mettermi esattamente su quel divano ed unirmi al loro pisolino…

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Ma non è la cosa più dolce che abbiate mai visto?

Pensieri Sparsi

🤦🏼‍♀️


Si dice che si raccoglie cosa si semina ed evidentemente come contadina io devo essere proprio una frana; perchè non riesco a spiegare diversamente il vuoto che ho intorno ogni volta che sono io a stare male, ogni volta che io avrei bisogno realmente di qualcuno al mio fianco.

La triste verità è che con le parole sono così dannatamente bravi tutti, ma a conti fatti restano solo vuote chiacchiere che hanno iniziato a far sanguinare le mie orecchie e smesso di far lacrimare i miei occhi.


Non ho bisogno di nessuno! Non ci sarò più per nessuno!

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi · Weird World ❤

Se proprio dovessi salvare qualcosa….


​​in questo assurdo anno ormai agli sgoccioli, beh non avrei dubbio alcuno: salverei voi…salverei TE.

Perchè anche nei momenti più bui siete stati il mio pensiero felice, quel dolce promemoria che nella vita tutto può accadere…


Perchè voi siete semplicemente la mia FELICITÀ!!!