Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

Di unicorni, seppie e pecorelle.


Con il tempo ho capito che non vi è alcuna debolezza nella candida ammissione di avere bisogno di qualcosa o di qualcuno in un determinato momento della propria vita; non è stato un percorso breve e/o semplice quello che mi ha condotto a questa deduzione eppure, per certi versi, è stato un qualcosa di a dir poco inevitabile.
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Quanto diffcile può essere, per una persona orgogliosa come me, ammettere di avere bisogno di qualcosa probabilmente solo chi mi conosce nel profondo può davvero capirlo. Eppure alla fine è accaduto.
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Avevo bisogno delle mie amiche, della leggerezza dei pensieri che affollano la nostra mente quando siamo tutte insieme, del suono sguaito delle nostre risate e dei nostri balletti scomposti; avevo bisogno di ricordarmi come ci si sente quando ci si allontana dal buio profondo della mia anima quando l’ansia divora ogni mia connessione mentale.
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Avevo bisogno di mangiare come se non ci fosse un domani con una bilancia pronta a giudicarmi, di bere come se avessi ventanni o fossi una teenagers americana persa nel suo mondo colorato fatto di party e cuori rosa; di ballare scordinata fino a sentirmi mancare il respiro.
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Avevo bisogno di credere negli uniconi e negli arcobaleni, salutare le pecorelle e raccogliere soldi,  inveire contro delle seppie e parlare di cose prive di senso come se fosse la normalità.
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Avevo bisogno di festeggiare compleanni, brindare all’amicizia e alle prime rughe che stanno facendo capolino sui nostri volti dai sorrisi sempre giovani; avevo bisogno di sentirmi ragazzina e donna perdendomi nella profondità di discorsi senza capo ne coda, in quei giri pindarici dai quali è difficile scappare.
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Avevo bisogno di tornare la Bimba un pò coccolata e un pò viziata, di cantare sigle dei cartoni animati a squaciagola sognando ad occhi aperti quei mondi che mi hanno accompagnato nella crescita, di sentirmi principessa con la consapelozza di essere una guerriera.
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Avevo bisogno di scattare fotografie, creare ricordi, lasciarmi trascinare dalle emozioni; di scattare selfie stupidi in un negozio o di fronte ad un monumento, stando ben attente a prendere solo noi per non far capire al mondo dove siamo finite questa volta.
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Semplicemente, avevo bisogno di Noi.
Pensieri Sparsi

Non serve molto.


La migliore regola dell’amicizia è quello di mantenere il tuo cuore
un po’ più morbido rispetto alla tua testa.

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E’ lunedì e mentirei se dicessi che sono ben disposta verso il mondo che mi circonda, e il fatto che lavoro abbiano imparato che il lunedì mi piace vivere nella mia nuvoletta del silenzio la dice lunga su come il mio mood influenzi i miei rapporti umani in questo nefasto giorno della settimana.

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E’ lunedì, dicevo, e non posso negare di risentire degli effetti del weekend sulla mia pelle [che per la cronaca non denuncia quasi per nulla i quasi due giorni di mare/piscina alla disperata ricerca di un colorito che non sia propriamente tonalità cadavere] e nel mio spirito.
C’è poco da girarci intorno: weekend del genere sono l’essenza della mia vita in questo periodo.

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Non serve molto per sentirsi leggere ed assaporare quella serenità che manca come l’aria in queste ultime settimane in cui l’inquietudine regna sovrana.
Sole, mare e la consapevolezza che finalmente la nostra estate, anche se decisamente in ritardo, è iniziata; un continuo mordi e fuggi che rende sempre troppo breve e intenso quel lasso di tempo che riusciamo a dedicare a noi trasformandolo, forse proprio per questo motivo, sempre decisamente in un ricordo speciale.

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Si dice che bisogna scegliere bene le proprio amiche, stando ben attente a cercare quelle con i propri disturbi mentali…

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…io le ho decisamente trovate.

Pensieri Sparsi

Qualcuno salvi la sposa!


Gioite tutti, ci risiamo! Dopo una breve e forzata pausa, dovuta al caldo infernale del mese di agosto, con l’avvento di settembre ricomincia la stagione dei matrimoni. Evviva!!!

Non crediate che sia una cinica strega contraria alla più aulica celebrazione dell’amore, al contrario, per un periodo della mia vita ho anche ipotizzato di diventare una wedding planner [ma questa è un’altra storia]; i matrimoni mi piacciono, le spose felici mi piacciono, gli sposi emozionati li adoro, il banchetto nuziale, a dirla tutta, lo adoro…e, ultimamente, ho iniziato ad apprezzare gli Addii al Nubilato.

Non sono una di quelle persone che, purtroppo o per fortuna, ha partecipato a tanti eventi del genere, direi che si contano sulle dita di una mano [quelli a cui ho partecipato nell’organizzazione si riducono al numero di uno], eppure, dopo la mia ultima esperienza, non potevo non condividere con voi il mio pensiero. Ma procediamo con ordine.

E’ usanza convalidata, per l’uomo come per la donna, salutare la propria condizione di nubilato/celibato insieme agli amici più stretti; inizialmente si trattava dell’ultima serata di libertà per i futuri sposini, oggi giorno, spesse volte, si tratta di veri e propri weekend di follia sulla scia di Una notte da leoni.

L’idea di base, se ci pensate, è geniale.
L’uomo? Sentendosi un novello Frodo, prima di prendere tra le sue mani l’Anello, ha bisogno del supporto dei suoi amici di sempre…e poi, chi rinuncia ad una serata di baldoria?
La donna dopo aver gioito per il brillocco ricevuto, manco avesse tra le mani la coppa del mondo, dopo aver passato mesi ad organizzare, con fare maniacale, ogni minimo dettaglio della cerimonia stando ben attenta a posizionare la vecchia zia Gertrude con l’alitosi lontana dal tavolo nuziale, dopo essere impazzita tra partecipazioni e bomboniere, tra trucco e parrucco, prove e controprove per essere perfetta…ha diritto alla sua notte di libertà.

La tipologia dell’Addio al Nubilato è, senza ombra di dubbio, legata alla natura della futura sposa:
– una semplice pizza tra amiche indossando un discreto velo bianco lasciandosi andare a qualche battutina dal sapore volgarotto con le amiche più intime;
– una rilassante giornata alla terme;
– un viaggio con le amiche di una vita;
– una serata di baldoria come se non ci fosse un domani.

Nell’organizzazione dell’evento, le amiche dovranno tenere bene a mente fino a dove potranno spingersi con i vari giochi a cui sottoporre la sposina; fatto sta che qualunque sia la tipologia di serata e la natura della sposa, i riferimenti sessuali durante la serata si sprecano, tendenzialmente, si sprecano; passaggio che non mi è mai stato molto chiaro per una serie di ragioni, insomma, è davvero necessario che la futura sposa giri indossando un cerchietto ornato da ridicoli piccoli peni rosa? E, credetemi, ho visto di peggio.

Basta decisamente poco per trasformare un Addio al Nubilato nella registrazione di una puntata di Geordie Shore: prendete un gruppo di ragazze capitanate dalla sposa intenzionata a festeggiare degnamente l’addio alla sua vita libertina, rimpinzatele di alcol e musica assordante, mischiatele alla folla di una discoteca in piena estate, aggiungete un’ulteriore spruzzata di alcol, mettetevi seduti, prendete i pop corn e gustatevi lo spettacolo.

In fin dei conti si sa:
Girls want have fun!