Pensieri Sparsi

Bisogna ricominciare il viaggio.


Non è vero. Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto:”Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.
La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in Primavera quel che si era visto in Estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.

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Bisogna ricominciare il viaggio.
Sempre.

Pensieri Sparsi

Questione di dettagli


Buongiorno.
Buongiorno, un cazzo.
La prima telefonata del mattino quando, mentre sto cercando di convincere me stessa che non sono uno zombie, mi metto in macchina pregando in aramaico per non beccare traffico nel tragitto che mi conduce a lavoro inizia sempre più o meno così.

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Per anni mi sono tenuta debitamente a distanza da chi osava anche solo pensare di riuscire a rivolgermi la parola prima che io avessi avuto la possibilità di bere la mia sacrosanta tazzina di caffè; ho sempre evitato come la peste chi riteneva cosa buona e giusta invadere il mio spazio del mattino.
Per capire quanto seriamente prendessi questa mia filosofia di vita, vi basti pensare che ai tempi del liceo [come suona da vecchiarda una frase del genere, mamma mia] era ben noto a chi mi orbitava intorno che per evitare di ricevere pessime risposte era da considerarsi buona norma l’abitudine di rivolgermi domande dopo le 10:30.

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Non era stato facile farlo capire a quei compagni che già dalle 8 del mattino sprizzavano energia da tutti i pori riempendo il silenzio con sciocche frasi ascoltate da qualcuno più grande, parlando di musica che a me faceva schifo, dandomi fastidiosissimi pizzicotti sulle guanciotte morbidose per il semplice gusto di sentirmi ripetere puntualmente:
Oggi sono particolarmente nervosa, lasciami stare.

tumblr_lm8mpadjfv1qakrdzo1_500Farlo capire ai professori poi si era dimostrata un’impresa utopica trasformando ogni singola interrogazione della prima ora in una vera e propria sfida con me stessa, potete ben capire che se parlare in maniera umana potesse presentare delle difficoltà, rispondere a delle fastidiose domande cercando di non rovinare la tua media scolastica nel lasso di tempo che va dal momento in cui poggi la borsa sul banco nelle vesti della sorella minore dell’incredibile Hulk a quello in cui torni ad assumere i tratti somatici di Candy Candy è un impresa a dir poco epica.

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Sono lontani i tempi della scuola.
Non c’è bisogno che facciate i saccenti, ne sono ben consapevole da sola eh!
Il tempo passa e noi evolviamo con esso; me lo hanno ricordato ieri sera mentre, seguendo il flusso delle ansie che guidano i miei pensieri in questi giorni, mi lagnavo del mio sentirmi bloccata mentre tutto intorno a me scorre come un fiume in piena.

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Tutti cambiano, tranne me…ma forse non è poi così vero.
Anche quando tutto sembra uguale, sono le sfumature a fare la differenza, vestirsi di una nuova pelle partendo da quei piccoli dettagli, sorridere accarezzando con lo sguardo quei piccoli grandi particolari che solo chi ti conosce davvero può osservare, a volte anche meglio di te stessa.

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Non mi sono mai piaciute le persone che mi rivolgono la parola al mattino, eppure adesso è proprio nella quotidianità di quell’insolito buongiorno che riconosco quanto io stessa stia cambiando senza rendermene davvero conto; quanto sia diventato importante quell’insieme di chiacchiere che mi rende ragazzina e donna allo stesso momento mentre in un outfit sempre più simile a quello della cugina di Superman mi dirigo al lavoro.

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I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio.

 

Pensieri Sparsi

BuongiorNO!


Buongiorno, tesoro, come va?
È lunedì!

 

Io vorrei capire le persone che si svegliano con la voglia di vivere di lunedì che sostanze stupefacenti usano perché ne ho chiaramente bisogno anche io. Non lo faccio per me, sia ben chiaro: la mia è una forma di gentilezza verso il prossimo, potrei definirlo quasi un atto caritatevole verso chi riceve in questo giorno [in particolare modo di mattina] riceve un grugnito in risposta ad un buongiorno, una smorfia ad un sorriso, una minaccia di morte ad una battuta sbagliata. 
Non ho bisogno davvero di tutto ciò: la Redbull la potete tenere voi ✌🏻️

Pensieri Random di una 15enne

Sono passati due anni!


Devo smettere di farmi promesse che so che non riuscirò a mantenere!

Sia chiaro, io ci provo a tener fede a cosa mi racconto mentalmente, è il mondo che si diverte a vedermi fallire nei miei propositi.
E’ sempre la stessa storia, in fin dei conti, uno decide di fare la dieta e si ritrova dinanzi ad una serie di eventi che avranno lo scopo ultimo di farlo alzare da tavola rotolando come se non ci fosse un domani; si ripromette di iniziare bene la settimana e si sveglia, o quanto meno prova a farlo, come un morto vivente privo delle giuste connessioni mentali anche solo per dire lasciatemi tornare a dormire; decide di essere gentile con il mondo ed incontra tutti deficienti sul proprio percorso. Una congiura, insomma.Stamane è andata pressappoco così!
Non volevo farmi pervadere dalla nostalgia che mi avrebbe sommerso al ricordo di quel weekend di due anni fa ma, appena mi sono svegliata, mi sono resa conto che il mondo non la pensava allo stesso modo; probabilmente avrei dovuto disattivare il favoloso accadde oggi di facebook che, praticamente ogni giorno, mi induce a ripercorrere i miei ricordi ma non so quanto sarebbe stato efficace.
Tutto, oggi, mi rimanda indietro con i pensieri.C’era un periodo della mia vita in cui annotavo tutto, ho sempre vissuto con il terrore di dimenticare ed essendo consapevole di avere una memoria a dir poco pessima affidavo le mie parole ad un diario, un’agenda in realtà, che aveva il solo scopo da fare da tramite, quando l’avrei riletta, tra me e quel passato un pò troppo sbiadito. Ho smesso di farlo da un po’, preferisco lasciare alle foto l’arduo compito di fungere da macchina del tempo ed aiutarmi a rivivere i momenti trascorsi.

È lunedì e sono malinconica!
La prima cosa che ho visto stamane entrando su Facebook è stato il mio viso sorridente [teoricamente più giovane, ma in realtà non sono cambiata di una virgola] abbracciata ad un uomo barbuto. Messa così sembra un’immagine random, come se io avessi l’abitudine di fare foto con sconosciuti o, peggio ancora, di abbracciare gente.

Questo post non è altro che una pagina strappata dal diario di un’adolescente troppo cresciuta [e questo ormai lo avete ben metabolizzato]. Sono passati due anni da quando sono risalita sulla giostra, non che mi ricordi quando fossi scesa del tutto; due anni da quando il cuore ha ripreso a battere più forte nel mio petto e l’ansia ha preso una sfumatura differente. Due anni da quando hai pronunciato il mio nome [grazie stupida macchina fotografica], due anni dal mio rossetto rosso sulla tua guancia, due anni da quell’aperitivo impegnativo, due anni dal tuo sudore sulla mia povera maglia, due anni dal tuo piatto pieno di cibo a colazione, due anni dalla tua goffa irruenza per i miei poveri capelli.

Scorro il mio Accadde oggi di Facebook, foto e ricordi, parole ed emozioni. Lo scorso anno scrivevo: Oggi siamo piene di nostalgia. Eppure la felicità nel guardare queste foto è legata alla consapevolezza che dopo un anno siamo ancora qua. Dopo un anno, e che anno, siamo diventate sorelle   Quel giorno eravamo insieme un pó per scelta….un pò per caso; oggi non potrei immaginare un’avventura senza di voi.Nulla avrebbe avuto lo stesso sapore se non lo avessi condiviso con quelle persone che sono diventate parte fondamentale della mia vita; nulla avrebbe avuto lo stesso dolce, ma malinconico, ricordo che oggi mi ha tenuto compagnia. Nulla sarebbe stato lo stesso senza di loro.

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Ho messo una foto mossa e sfocata per scelta!

 Sono passati due anni da quei giorni.
Due anni da te.

Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

Amara is coming!


Warning: questo post è stato scritto da una 15enne i cui feelings sono stati distrutti in malo modo non appena ha aperto gli occhi stamattina, il contenuto fortemente bimbominchioso potrebbe danneggiare gravemente alla salute dei vostri neuroni.

La verità è che oggi vorrei avere davvero 15 anni per potermi sentire in pieno diritto di dare vita alla mia disperazione interiore, invece di essere dinanzi a questo computer persa nei meandri dei miei pensieri a fissare un disegno da completare e una pratica da terminare fingendo, probabilmente neanche in maniera magistrale, che me ne importi un fico secco dello spessore delle linee.

Non è stato il suono della sveglia a destarmi questa mattina, ero ancora beatamente cullata dalle braccia di Morfeo quando una spiacevole sensazione si è attanagliata, come un gatto aggrappato ai maroni, al mio stomaco; probabilmente mangiare patatine gusto barbecue di sera non è stata esattamente una furbata o, e di questo ne sono convinta, il mio stomaco aveva avvertito prima di me l’aria nefasta che avrebbe tirato questa mattina.

Troppi messaggi su whatsapp al mattino, a meno che non ci sia stato Dancing with the stars la notte precedente, non sono mai un buon presagio; ancor prima di aprire tutte le notifiche che stavano facendo impazzire il mio telefono ne avevo la piena consapevolezza: era giunto il momento.
La me 30enne è scappata in un angolo a nascondersi per l’imbarazzo delle parole che la me 15enne sente il bisogno disperato di mettere nero su bianco.
E’ INCINTO!!! Ok, tecnicamente è lei a portare in grembo un piccolo mostro, ma LUI ASPETTA UN BAMBINO!

Respira, respira….respira un cazzo!
Per una tragedia del genere minimo, e sottolineo minimo, avrebbero dovuto concedermi una settimana di ferie, riempirmi di barattoli di gelato e, non siamo avari, di Nutella su cui riversare la mia disperazione; dovrei avere il diritto di passare la giornata sotto il piumone, che visto che fuori piove non sarebbe poi tanto male, a guardare live dei suoi concerti quando la sua mano non era inquinata da quell’anello sul dito e non esisteva nessuna pagnotta in forno da aspettare. Dovrei avere il sacrosanto diritto di prendere a pugni tutti qualcuno, scaricare il nervoso facendo shopping senza sentirmi in colpa per i soldi spesi; dovrei stare a telefono a piangere con le mie amiche 15enni sentendo il nostro perfetto mondo di fantasia sgretolarsi sotto i piedi.E’ INCINTO!!!
Siamo seri è come se di colpo vi dicessero che Ken avesse ingravidato Barbie: assurdo!!!
E’ come se vi dicessero che domattina un’invasione di Mini Pony malvagi distruggerà la terra a colpi di arcobaleni: un abominio!!!
E’ come se vi dicessero che la fine del mondo è vicina, perché, credetemi, è la cosa più plausibile che accada arrivati a questo punto della storia.

Tralasciando il fatto che forse, e sottolineo forse, io stia leggermente, proprio poco, esagerando con la mia reazione a questa nefasta notizia; voglio poter essere libera di sentirmi disperata ed esigo silenzio da parte di chi non sente di condividere queste mie sensazioni. Oggi pretendo rispetto per il mio dolore, voglio sentirmi 15enne e il mondo deve lasciarmelo fare…in silenzio.Che poi l’arrivo di un bambino è sempre una cosa bella, in linea teorica, ma non in questo caso, non quando sembra essere arrivato lo strillone del paese ad urlarti nell’orecchio: è ora di crescere; non quando è il tuo sogno adolescenziale a diventare papà. Non può essere vero, uccidetemi. Non quando tutti i presagi sembrano annunciare la venuta di Amara, la succhia-anime a tradimento [e chi guarda Supernatural può capire cosa io intenta con ciò].Oggi è un giorno strano, di questo ne sono convinta.
Svegliarsi in questo modo dovrebbe essere illegale, leggere queste notizie dovrebbe esserlo. Ho aperto gli occhi su un mondo differente, e la consapevolezza che non basterà chiuderli per tornare alla realtà perfetta rende tutto molto triste.Dovrei concentrarmi sulle cose da fare, la me 30enne reclama invano attenzioni che oggi non avrà; voglio crogiolarmi nei miei feelings infranti per tutto il giorno continuando a visionare scenari apocalittici nella mia mente, voglio leccare le ferite del mio piccolo cuoricino infranto.
Voglio avere il diritto di essere di cattivo umore, senza dover chiedere scusa per esso.

È INCINTO! NICK CARTER È INCINTO!
E io voglio sentirmi triste come se non ci fosse un domani perché la prima cosa che ho letto stamane è stata questa e, nonostante tutto, non sono potuta tornare a letto e fingere che questo giorno non sia mai esistito perché, per quanto la voce della me 15enne sia estremamente alta in questa giornata, ho dovuto indossare i miei vestiti da 30enne e andare a lavoro.

Ditemi se questa non è cattiveria.

Pensieri Sparsi

Una di quelle giornate lì…


Oggi è una di quelle giornate lì, quelle che passeresti rintanata sotto il piumone tra caramelle gommose e programmi spazzatura, magari con un’amica di fianco e un tiramisù nel frigorifero che, in caso di emergenza  può sempre essere utile.È una di quelle giornate in cui, in realtà, ci sono 25 gradi e sotto il piumone finirei per coltivare funghi, fa caldo ma il cielo minaccia pioggia irradiando una luce odiosa che è una vera goduria per i miei occhi, un mal di testa lancinante ha iniziato a tormentarmi ancor prima della voce di Nick Carter che mi fa da sveglia [questo è masochismo, ne sono consapevole] e mi ritrovo a fissare con sguardo ebete lo schermo cercando un barlume di interesse per quello che sto facendo dovrei fare.È una di quelle giornate in cui ogni voce rimbomba nella mia testa e la mia voglia di comunicare con il mondo è pari a zero, l’operatore dell’Enel non risponde a telefono e il mio odio verso il mondo cresce in modo esponenziale ad ogni sillaba della voce preregistrata che mi rimbalza da un codice all’altro.

È una di quelle giornate in cui ho il viso gonfio, voglia di tiramisù, bisogno di caffè e coccole.

Necessito di silenzio e tenerezza.
Caffè, mi serve decisamente del caffè.

È una di quelle giornate in cui…
…forse era meglio se restavo a letto.

Pensieri Sparsi

Ma davvero domani è già lunedi???


Deve essere uno scherzo, un brutto scherzo; il weekend non può essere già quasi finito…domani non può essere davvero già lunedì.

Vorrei esprimere il concetto in maniera forbita ma la verità è che, in questo momento, vorrei solo iniziare a sbattere i piedi per terra e frignare: domani non voglio andare a scuola.
Hey, lo so che non devo andare a scuola domani, ma non è forse la stessa cosa? Non provi la stessa angoscia quando ti metti a letto la domenica sera e ti assale la consapevolezza che l’indomani sia lunedì.

Io odio il lunedì.

Pensieri Sparsi

Deliri di una mente incompresa


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Vi avviso: questo post conterrà una serie di deliri privi di alcun senso logico; uomo avvisato, mezzo salvato. A voi la scelta di continuare nella lettura.
Lo so, lo sto facendo di nuovo, sto ricascando con tutte le scarpe nei miei soliti turbinii mentali che non portano a nulla; il problema è che razionalmente ne sono consapevole (è già un passo avanti no?) eppure non riesco a non lasciarmi fagocitare dai miei stessi pensieri.
Inizio le cose per gioco, non gli do mai importanza, non è nel mio dna ormai l’ho capito; quando le cose diventano diverse da come le avevo immaginato…booom…arriva il panico!
Brava, scema!!!
È che sono anni che mi chiedo come funzionano certe cose:
● Cosa scatta nella testa delle persone per farle diventare adulte?
● Basta una laurea in architettura, per essere architetto?
● Basta scrivere un libro, per essere una scrittrice?

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Deliro. E lo so.

Pensieri Sparsi

Shhh…e voi che ne pensate?


Non volevo usare questo blog come spazio per i miei sfoghi gratuiti e petulanti, ma diciamo pure che questo più che un post di sfogo è uno di quei monologhi in cui tiri fuori delle cose e chiedi a chi legge:
Hey tu, sconosciuto di passaggio o lettore assiduo dei miei deliri, proprio tu, cosa ne pensi? Come reagiresti? Cosa mi consiglieresti?
Perché la verità è che ci sono momenti in cui un perfetto sconosciuto può essere molto più obiettivo nel fornirti un’opinione, molto più distaccato e brutale nell’esprimere il proprio pensiero sull’argomento.
Fatta la premessa, siete ancora in tempo a smettere di leggere se non interessati o siete invitati a dirmi cosa ne pensate.

Sono una persona che odia i silenzi, li riempie con mille e più parole, una di quelle con cui a telefono ci resti per delle ore intere passando da argomenti impegnativi alle cazzate più svariate, una di quelle che ascolta tutto ciò che le viene detto e, a modo suo, lo ricorda.
Capirete, da questa breve descrizione, che trovi estremamente irritante accorgermi di parlare a vuoto, rendermi conto che le mie parole evidentemente se le porta via il vento perché, puntualmente ormai, dall’altra parte ho evidentemente un interlocutore sordo.

Mi domando, quindi, e rigiro la domanda voi: che senso ha parlare ancora? Non sarebbe meglio risparmiare fiato? Oh si, la risposta è: da oggi in poi sto in silenzio, tanto è uguale.

Sto in silenzio, ma divento sorda pure io.