Pensieri Sparsi

Stavo solo togliendo il mare dai miei occhi.


Mi stai dicendo che eri innamorato di me?
Si. E tu lo sei stata di me?

Sono stati i miei occhi lucidi a rispondere, una sillaba appena sussurrata in un sorriso imbarazzato. E’ assurdo come si riesca ad essere onesti quando la parola fine è stata inesorabilmente scritta; come quei pensieri nascosti vedano la luce non appena i passi hanno preso direzioni diverse.
L’onestà della fine. Quando mentire o fingere smette di avere senso, quando il tempo dei giochetti lascia spazio a quello di una pesante ma liberatoria verità.

Quello che sei stata per me, tu non ne hai assolutamente idea.

Mi hai tenuto per mano mentre mi accompagnavi tra quei pensieri che non avrei mai potuto sopportare se davvero li avessi condivisi con me in quel tempo passato che ormai è solo uno sbiadito ricordo. Le lacrime hanno rigato il mio viso mentre, cullata dalle tue parole, la mente ha messo insieme i pezzi di quel puzzle ancora distrutto nella mia testa.

Non aveva più senso dirtelo. Ho dovuto abbandonare quei pensieri.

La nostra scelta è sempre la conseguenza delle nostre azioni, mai del caso. Anche se il karma è bravo a metterci del suo per evitarci di inciampare. Abbiamo vissuto separatamente i nostri drammi interiori semplicemente intrecciandoli in quelli che erano i nostri soliti problemi; proteggendoci spesso ci siamo fatti inesorabilmente più male.

Mi hai fatto male.
Io sono stata male per colpa tua.

Abbiamo gettato le armi, gli scudi utilizzati per nasconderci hanno perso utilità. Non c’era più bisogno di utilizzare le parole per manipolarsi, per tenersi legati ancora un po’ quando la corda che ci univa iniziava ad allentarsi.

Ti bacerei.
Sto piangendo.
Sei bella sempre per me.

Ti ho ascoltato immaginare quella vita che avresti inventato per noi, un racconto di fantasia che mi ha fatto tristemente sorridere. Quella vita che non mi sono mai concessa di immaginare, neanche per un solo istante. Il tempo è stato generoso con noi, le nostre parole si sono ricorse fino ai primi sbadigli quando rimandare le ultime parole era ormai impossibile.

Allora ciao.
Buonanotte.

Non ci siamo detti addio, anche se lo stavamo pensando entrambi. Ci siamo sorrisi un’ultima volta, questa volta è finita per sempre. Per davvero.

Perché stai piangendo?
Stavo solo togliendo il mare dai miei occhi.

Pensieri Sparsi

Sono salita sulla bilancia.


L’altra mattina mi sono pesata.

Era un po’ che non mi sottoponevo a questa tortura, in fondo perché lasciare che un numero determini la mia persona? Non so cosa mi abbia suggerito il cervello spingendomi, subito dopo avere preso il caffè, a prendere coscienza di quanto nel profondo della mia essenza sapevo già.

Ho preso peso: ben 4 chili…o giù di lì.

Ho guardato quel numero che arrogante mi fissava dal display della bilancia e ho fatto spallucce, ero consapevole di aver preso peso da settembre a questa parte (certo immaginavo qualcosina in meno) assecondando la fame nervosa che mi ha divorato in questi mesi e mi piace troppo mangiare per farmene un problema proprio adesso. Eppure…

Eppure 4 chili sono davvero tanti. Pur non volendo mi sono ritrovata a pensarci spesso. 4 chili. Per questo i jeans non mi stanno più larghi. 4 chili. Forse è questo il motivo per cui mi sento di colpo più pesante. 4 chili. Ecco perché nel camerino di quel negozio l’altra settimana mi sentivo un cotechino con quei jeans. 4 chili. Eppure ho iniziato ad andare in palestra. 4 chili. Devo smettere di mangiare le caramelle, ma come si fa?

È divertente quanto una cosa così personale come il peso diventi argomento di conversazione nel vano tentativo di esorcizzare il turbamento che ci ha provocato. È così che ti ritrovi a prendere il caffè con una collega e ridendo racconti dei tuoi kg in più, addenti una pizza con un’amica e parli di quel numero sulla bilancia, indossi la tuta per fare pilates e sorridendo con aria fintamente complice racconti che sei ingrassata. 

Quei chili che erano solo tuoi, piano piano diventano un po’ di tutti pesando forse un po’ meno; perché tutti prima o poi devono fare i conti con la bilancia e con quel numero che ti mette in faccia la realtà. Tutti si sentono in diritto, addirittura in dovere, di dire la propria sull’argomento.

Ma che cazzo stai dicendo? 

Questa, devo ammetterloè stata l’affermazione più gettonata; come se mi divertissi a raccontare alle persone che il mio sedere è diventato più grosso e più pesante; come se amassi mentire sul mio peso.

C’è chi ti racconta dei chili che ha accumulato in un anno, chi di quello che ha perso in un mese, chi diventa nutrizionista e da vita ad una personale battaglia contro i carboidrati che assumi (e non parliamo delle patatine o delle caramelle per carità) e chi, scuotendo la testa, ti ricorda che anche l’alcol fa ingrassare e ultimamente hai brindato un po’ troppo.

Volendo essere onesti, alla fine inesorabilmente sei anche pentita di aver condiviso questa informazione così personale costretta ad affrontare la realtà sotto gli occhi di tutti ogni volta che una patatina fritta finirà nella tua bocca. Non ci avevi pensato, ma quei chili condivisi adesso non sono più solo i tuoi. Cosa ne farai? Come li affronterai? Come reagirai alla cosa? Non avevi detto che eri ingrassata? Non dovevi metterti a dieta?

Quanto peso hanno le parole.

L’altra mattina mi sono pesata. Ho preso peso: ben 4 kg…o giù di lì.

Ma allora sei ancora più bella.

Ho appena detto che sono ingrassata, 4 kg su di me sono proprio tanti.

Sicuramente sei semplicemente più bella.

Non mi ascolti quando parlo?

Sei sempre bella per me, ma eri diventata magrolina…un po’ di peso ti sta bene.

Sei sempre bella ma così anche di più.

Da Gennaio basta mangiare schifezze, meno vino e più allenamento in palestra.

Lo sto promettendo eh.