Pensieri Sparsi

Siamo sicuri che sia un male lavorare con soli uomini?


In questo spazio più e più volte vi sarà capitato di leggere post dallo spiccato sapore femminista che raccontavano come essere una donna, spesso con la minigonna, in un mondo completamente maschile possa essere complicato o quanto meno noioso alcune volte.
Vi sarà capitato di leggere commenti a frasi banali, allusioni scontate o semplici aneddoti in cui essere una donna tra gli uomini poteva apparire quantomeno leggermente fastidioso sotto alcuni aspetti.

E’ palese che avessi dimenticato come fosse avere delle donne intorno tutto il giorno.
Capiamoci bene eh: non sono una donna che odia le altre donne…ma ho capito che sono una donna che adora stare in un ambiente maschile o, molto probabilmente, ama avere intorno a se solo alcuni tipi di donne: quelle che non rompono i c…ehmm almeno fingiti una signorina…le scatoline.

Lavorare in un ambiente prettamente maschile ha i suoi svantaggi, sia ben chiaro, ma in alcuni giorni, e soprattutto dopo un determinato tempo, se indossi una gonna o una tuta è praticamente uguale; se i capelli sono arruffati al massimo ti chiedono cosa hai fatto prima di entrare in ufficio, se ti sistemi un po’ più carina al massimo si ricordano che sei femmina e se cambi borsa o cappotto ogni giorno difficilmente ti chiederanno informazioni a riguardo. 

Sono andata a fare rilievi in gonna lunga legandola a metà altezza delle gambe, abbandonato scarpe in banchina e riso del fatto che girassi per un’isola con delle infradito 43 prese in prestito da un vicino di barca, indossato felpe pelusciose o mangiato pollo e patatine ad un take away di terzo ordine per poi finire a fare il bagno al tramonto senza trucco e con i capelli arricciati dal mare. Insomma switcho velocemente dall’essere Queen B impegnata a conquistare il suo impero all’essere un aiuto marinaio con tendenze da scaricatore di porto…ok, ok sto esagerando ma era per esplicitare meglio il concetto.

E invece le donne!!!
Quelle che entrano in competizione se hai cambiato un cappotto in più durante la settimana, che sentono il bisogno di elencarti cosa contiene il loro armadio per paura che tu possa notare che non ha cambiato giacca per ben 5 giorni; quelle che se tu fai un corso, se ne iscrivono a due; quelle del facciamo una foto e te ne fanno scattare 30 per poi trovarsi brutta in ognuna di essere.
Le donne…quelle che fingono di chiederti come stai per tediarti per l’ennesima volta con il racconto di come hanno conosciuto quel ragazzo davvero bello e giusto (mica come quello che piace a te che non è affidabile); quelle del beata te perché vai in cantiere.

Le donne. Che mondo meraviglioso.
Quelle che iniziano a truccarsi solo perché hanno visto te farlo, che notano come ti vesti, come ti muovi, come parli; quelle che vogliono esserti amiche ma ti generano solo un grande istinto omicida perché in realtà vorresti solo essere lasciata un po’ in pace perché del cappotto uguale al tuo ma di un colore diverso potrebbe anche interessarti se non ti fosse stato ripetuto almeno 10 volte in meno di 8 ore.

Le donne! Quelle che devono sottolineare le tua libertà di arrivare più tardi al lavoro ma se ne sbattono del tuo restarci fino a tardi, quelle che non capiscono il sarcasmo o le battute da uomini che a te fanno ridere come una cretina, quelle a cui devi spiegare l’ironia, quelle che…dai avete capito insomma?

Adoro le donne! Quelle smart, quelle con cui ridi per delle battute trash senza stare a pensare che probabilmente stai perdendo il pudore, quelle con cui bere uno spritz, meglio due, e mangiare patatine perché chissene della dieta, a quella penseremo poi, quelle con cui compri il maglioncino uguale per andare in ufficio per il pranzo di Natale. Quelle che anche quando cambiano lavoro ti restano nel cuore.

Ah le donne…che mondo meraviglioso. 

5 pensieri riguardo “Siamo sicuri che sia un male lavorare con soli uomini?

  1. Fino da quando avevo sedici anni mi è sempre piaciuto truccarmi, sono tenera e romantica, ma anche poco femminile, mi vesto alla svelta, odio sentirmi costretta dagli abiti, il mio parrucchiere deve essere veloce a lavarmi i capelli, altrimenti mi infastidisce, ma quasi sempre faccio da me, in quindici minuti, messia piega compresa, tiro via su molti aspetti della mia femminilità, non ho mai, mai usato le armi che, a suo tempo, mi aveva concesso madre natura per sedurre, odiavo civettare, mi sono sempre considerata “persona” e basta. Che dire? mi è andata bene restando me stessa e ho anche trovato il “mio” uomo… aggiungo che, da giovane, ho lavorato per mia somma fortuna in un ambiente prevalentemente femminile, in cui tuttavia un certo tipo di femminilità era messa in secondo piano da una seria motivazione alla professione e risultava di gran lunga seconda dopo l’intelligenza e la dedizione..

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