Pensieri Sparsi

Pause.


E’ che di base tutto ciò che ha un inizio ha una fine, è una cosa naturale, niente di eccezionale…eppure non riesci a smettere di pensarci.
Non riesci a smettere di chiederti come sia possibile che ogni cosa porti alla mente esattamente quello che provi a seppellire da settimane, come se il Karma (o la tua testa malata) avesse deciso che non funziona esattamente come l’avevi immaginata tu, che non basta decidere di voltare pagina per farlo. Ma lo hai deciso per davvero?

Passano gli anni eppure sembra tu non sia in grado di imparare dai tuoi errori, come se l’esperienza non ti servisse a nulla. Si, proprio come accadeva ad Alice; vaghi raminga nel tuo Paese delle Meraviglie illudendoti ogni mattina che sarà la giornata giusta, quella in cui i tuoi pensieri smetteranno di inciampare sempre nello stesso punto, smetteranno di cadere sempre nel solito burrone.
Poi basta una parola, un suono, un nome, un colore, una qualunque cosa…e ti ritrovi a pensare che non lo senti ormai da un pò (una settimana è tanto tempo) e che a sto giro sai che i giorni si accumuleranno uno dietro l’altro fino a perderne il conto. Doveva accadere mesi fa eh, perché diavolo stai ancora a perderci il sonno? Sai che non c’è un motivo per cui questa sensazione è ormai una certezza, come quando due persone si guardano un’ultima volta e, pur senza dirselo, sanno che non si rivedranno più.
Il motivo è razionale. La scelta è mia. L’attesa è insensata. Non ti scriverà più. Le parole sono inutili. Nessuna chiacchiera leggera. Fingere che non sia mai esistito. Non è mai esistito.
So solo che ho voglia di piangere oggi ed è tremendamente da sfigati sentirsi così! Perché in fronte al muro mi ci sono schiantata con consapevolezza, perché ho finto di saper gestire non so neanche io cosa, perché vorrei essere arrabbiata ma posso esserlo solo con me stessa. Perché non è giusto!!!
Devo solo tornare me stessa. Posso farcela. Ho solo premuto il tasto pause alla solita me, basta far ripartire il nastro.
Ma oggi voglio piangere un po’.