Pensieri Sparsi

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Non ho già smesso questo giochino, ho postato per giorni altrove! Ma bisogna aggiornare anche qui.

𝟷𝟻/𝟹𝟼𝟻

𝙻𝚊 𝚏𝚘𝚝𝚘 𝚎𝚛𝚊 𝚜𝚝𝚊𝚝𝚊 𝚜𝚌𝚊𝚝𝚝𝚊𝚝𝚊, 𝚍𝚘𝚟𝚎𝚟𝚊 𝚜𝚘𝚕𝚘 𝚎𝚜𝚜𝚎𝚛𝚎 𝚌𝚊𝚛𝚒𝚌𝚊𝚝𝚊.

𝙳𝚒𝚝𝚎 𝚌𝚑𝚎 𝚟𝚊𝚕𝚎 𝚕𝚘 𝚜𝚝𝚎𝚜𝚜𝚘? 𝙾 𝚙𝚘𝚜𝚜𝚘 𝚐𝚒𝚊̀ 𝚍𝚒𝚌𝚑𝚒𝚊𝚛𝚊𝚝𝚘 𝚏𝚊𝚕𝚕𝚒𝚝𝚘 𝚚𝚞𝚎𝚜𝚝𝚘 𝚎𝚜𝚙𝚎𝚛𝚒𝚖𝚎𝚗𝚝𝚘?

𝙸𝚕 𝚙𝚊𝚗𝚘𝚛𝚊𝚖𝚊 𝚎̀ 𝚜𝚎𝚖𝚙𝚛𝚎 𝚕𝚘 𝚜𝚝𝚎𝚜𝚜𝚘…𝚒𝚗 𝚞𝚗𝚊 𝚐𝚒𝚘𝚛𝚗𝚊𝚝𝚊 𝚗𝚘𝚒𝚘𝚜𝚊, 𝚊𝚕𝚣𝚘 𝚕𝚘 𝚜𝚐𝚞𝚊𝚛𝚍𝚘 𝚎 𝚖𝚒 𝚙𝚎𝚛𝚍𝚘 𝚗𝚎𝚒 𝚌𝚘𝚕𝚘𝚛𝚒 𝚍𝚎𝚕𝚕’𝚒𝚗𝚏𝚒𝚗𝚒𝚝𝚘.

𝟷𝟼/𝟹𝟼𝟻

𝚂𝚝𝚊𝚗𝚌𝚑𝚒𝚝𝚊̀…

𝟷𝟽/𝟹𝟼𝟻

𝙳𝚒𝚌𝚘𝚗𝚘 𝚌𝚑𝚎 𝚘𝚐𝚐𝚒 𝚜𝚒𝚊 𝚒𝚕 𝙿𝚒𝚣𝚣𝚊 𝙳𝚊𝚢.

𝙲𝚎𝚕𝚎𝚋𝚛𝚒𝚊𝚖𝚘!

𝟷𝟾/𝟹𝟼𝟻

𝚄𝚗𝚊 𝚙𝚊𝚛𝚝𝚒𝚌𝚘𝚕𝚊𝚛𝚎 𝚟𝚎𝚛𝚜𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚙𝚎𝚛 𝚕𝚊 𝚖𝚒𝚊 #𝟷𝟶𝚢𝚎𝚊𝚛𝚜𝚌𝚑𝚊𝚕𝚕𝚎𝚗𝚐𝚎.

𝚂𝚘𝚗𝚘 𝚌𝚊𝚖𝚋𝚒𝚊𝚝𝚎 𝚌𝚘𝚜𝚒̀ 𝚝𝚊𝚗𝚝𝚎 𝚌𝚘𝚜𝚎 𝚒𝚗 𝚚𝚞𝚎𝚜𝚝𝚒 𝟷𝟶 𝚊𝚗𝚗𝚒: 𝚒𝚕 𝚌𝚘𝚕𝚘𝚛𝚎 𝚍𝚎𝚒 𝚖𝚒𝚎𝚒 𝚌𝚊𝚙𝚎𝚕𝚕𝚒 𝚑𝚊 𝚏𝚒𝚗𝚊𝚕𝚖𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚝𝚛𝚘𝚟𝚊𝚝𝚘 𝚙𝚊𝚌𝚎, 𝚖𝚘𝚕𝚝𝚎 𝚊𝚖𝚒𝚌𝚒𝚣𝚒𝚎 𝚜𝚘𝚗𝚘 𝚜𝚝𝚊𝚝𝚎 𝚌𝚊𝚖𝚋𝚒𝚊𝚝𝚎, 𝚖𝚒 𝚜𝚘𝚗𝚘 𝚕𝚊𝚞𝚛𝚎𝚊𝚝𝚊, 𝚑𝚘 𝚌𝚊𝚖𝚋𝚒𝚊𝚝𝚘 𝚞𝚗 𝚙𝚘’ 𝚍𝚒 𝚕𝚊𝚟𝚘𝚛𝚒, 𝚜𝚘𝚗𝚘 𝚊𝚙𝚙𝚛𝚘𝚍𝚊𝚝𝚊 𝚕𝚊𝚍𝚍𝚘𝚟𝚎 𝚏𝚘𝚛𝚜𝚎 𝟷𝟶 𝚊𝚗𝚗𝚒 𝚏𝚊 𝚊𝚟𝚎𝚟𝚘 𝚜𝚘𝚕𝚘 𝚒𝚗𝚒𝚣𝚒𝚊𝚝𝚘 𝚊 𝚙𝚎𝚗𝚜𝚊𝚛𝚎, 𝚑𝚘 𝚟𝚒𝚊𝚐𝚐𝚒𝚊𝚝𝚘 𝚒𝚗 𝚕𝚞𝚗𝚐𝚘 𝚎 𝚒𝚗 𝚕𝚊𝚛𝚐𝚘 𝚙𝚎𝚛 𝚚𝚞𝚎𝚜𝚝𝚘 𝚖𝚘𝚗𝚍𝚘, 𝚑𝚘 𝚌𝚘𝚗𝚘𝚜𝚌𝚒𝚞𝚝𝚘 𝚖𝚎𝚐𝚕𝚒𝚘 𝚖𝚎 𝚜𝚝𝚎𝚜𝚜𝚊…𝚖𝚊 𝚞𝚗𝚊 𝚌𝚘𝚜𝚊 𝚜𝚘𝚕𝚊 𝚗𝚘𝚗 𝚎̀ 𝚌𝚊𝚖𝚋𝚒𝚊𝚝𝚊: 𝚒𝚕 𝚖𝚒𝚘 𝚊𝚖𝚘𝚛𝚎 𝚙𝚎𝚛 𝚚𝚞𝚎𝚜𝚝𝚒 𝟻 𝚍𝚎𝚏𝚒𝚌𝚒𝚎𝚗𝚝𝚒…𝚚𝚞𝚎𝚕𝚕𝚘 𝚗𝚘𝚗 𝚌𝚊𝚖𝚋𝚒𝚎𝚛𝚊̀ 𝚖𝚊𝚒 𝚎 𝚙𝚘𝚒 𝚖𝚊𝚒.

𝙰𝚕𝚠𝚊𝚢𝚜 𝚊𝚗𝚍 𝚏𝚘𝚛𝚎𝚟𝚎𝚛.

𝟸𝟺/𝟹𝟼𝟻

𝙽𝚘𝚗 𝚜𝚘𝚗𝚘 𝚖𝚊𝚒 𝚛𝚒𝚞𝚜𝚌𝚒𝚝𝚊 𝚊 𝚋𝚞𝚝𝚝𝚊𝚛𝚕𝚒 𝚒 𝚖𝚒𝚎𝚒 𝚌𝚎𝚛𝚌𝚑𝚒𝚎𝚝𝚝𝚒. 🥰

𝟸𝟶/𝟹𝟼𝟻

𝙳𝚘𝚙𝚘 𝚞𝚗𝚊 𝚟𝚒𝚝𝚊, 𝚞𝚗𝚊 𝚜𝚝𝚘𝚛𝚒𝚊 𝚑𝚊 𝚙𝚛𝚎𝚜𝚘 𝚟𝚒𝚝𝚊.

𝟸𝟸/𝟹𝟼𝟻

𝙱𝚊𝚜𝚝𝚊 𝚙𝚒𝚘𝚐𝚐𝚒𝚊. 𝙶𝚛𝚊𝚣𝚒𝚎.

𝟸𝟻/𝟹𝟼𝟻

𝚃𝚑𝚎𝚢’𝚛𝚎 𝚋𝚊𝚌𝚔!

𝟸𝟽/𝟹𝟼𝟻

𝙻𝚊 𝙿𝚊𝚗 𝚍𝚒 𝚂𝚝𝚎𝚕𝚕𝚎 𝚍𝚎𝚝𝚛𝚘𝚗𝚒𝚣𝚣𝚎𝚛𝚊̀ 𝚕𝚊 𝙽𝚞𝚝𝚎𝚕𝚕𝚊?

𝟸𝟾/𝟹𝟼𝟻

𝙱𝚒𝚜𝚘𝚐𝚗𝚊 𝚌𝚘𝚖𝚋𝚊𝚝𝚝𝚎𝚛𝚎 𝚒𝚕 𝚏𝚛𝚎𝚍𝚍𝚘 𝚌𝚘𝚗 𝚝𝚞𝚝𝚝𝚒 𝚒 𝚖𝚎𝚣𝚣𝚒 𝚊 𝚍𝚒𝚜𝚙𝚘𝚜𝚒𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎.

𝟸𝟿/𝟹𝟼𝟻

𝚄𝚗 𝚗𝚞𝚘𝚟𝚘 𝚌𝚘𝚕𝚕𝚎𝚐𝚊 𝚒𝚗 𝚞𝚏𝚏𝚒𝚌𝚒𝚘.

𝙲𝚘𝚌𝚌𝚘𝚕𝚘𝚜𝚘.

𝟹𝟶/𝟹𝟼𝟻

𝙽𝚘𝚗 𝚌𝚒 𝚜𝚊𝚛𝚊̀ 𝚝𝚛𝚊𝚏𝚏𝚒𝚌𝚘 𝚖𝚊 𝚒𝚘 𝚙𝚛𝚎𝚏𝚎𝚛𝚒𝚜𝚌𝚘 𝚕𝚊 𝚖𝚒𝚊 𝚜𝚌𝚛𝚒𝚟𝚊𝚗𝚒𝚊 𝚟𝚒𝚜𝚝𝚊 𝚖𝚊𝚛𝚎.

𝟹𝟷/𝟹𝟼𝟻

𝙵𝚒𝚗𝚊𝚕𝚖𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚕’𝚒𝚗𝚏𝚒𝚗𝚒𝚝𝚊̀ 𝚍𝚒 𝙶𝚎𝚗𝚗𝚊𝚒𝚘 𝚎̀ 𝚊𝚛𝚛𝚒𝚟𝚊𝚝𝚊 𝚊𝚕 𝚝𝚎𝚛𝚖𝚒𝚗𝚎.

𝙰𝚋𝚋𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚋𝚒𝚜𝚘𝚐𝚗𝚘 𝚍𝚒 𝚌𝚘𝚌𝚌𝚘𝚕𝚎 𝚍𝚊 𝚚𝚞𝚎𝚜𝚝𝚎 𝚙𝚊𝚛𝚝𝚒.

Non ci credo che sono riuscita a metterle tutte.

Pensieri Sparsi

WordPress Vs Facebook


Sarà l’irrequietudine di questi giorni o, molto più probabilmente, la mia assurda curiosità per le cose che non capisco fino in fondo, fatto sta che sono sempre più incuriosita dalla connessione Facebook/WordPress.

È un fenomeno che osservo da un po’: quando un post ottiene un buon riscontro su WordPress praticamente viene quasi ignorato su Facebook, e viceversa; se il post è quasi piatto su questa WordPress, ha un botto di condivisioni su Facebook.

Chiaro che probabilmente il target a cui si rivolgono le due piattaforme sia differente, ma le parole sono pur sempre le mie.

Insomma mi rivolgo a te che stai leggendo da WordPress: cosa vi porta a scegliere di lasciare o meno una stellina? A seguire un blog? A lasciare un commento?

E tu che stai leggendo da Facebook: cosa vi porta a condividere un post? Cioè davvero cosa vi fa scegliere di mostrare quel determinato post ad altre persone?

Non vedo l’ora di leggere le vostre parole.

Mi auguro vogliate soddisfare la mia curiosità.

Parole e Storie · Pensieri Sparsi

Alyssa


C’è stato un tempo in cui scrivere storie per me era una cosa normalissima, adesso è un pò come se fosse un evento. Non vi sto dicendo che è arrivato il momento di festeggiare, anche se forse dovrei. Insomma per una serie di ragioni troppo lunghe da spiegare, in un noioso pomeriggio domenicale ho assecondato chi volesse sapere la storia di Alyssa. Chi è Alyssa? Luuuuunga storia che prima o poi magari vi racconterò.
Prendete il racconto per quello che è: un qualcosa senza arte ne parte di una persona a cui le serate passati a raccontare storie forse mancano un pò.

giphy-2

Fisso il nome comparso sul display del mio telefono. Non posso credere sia davvero lui. Il cuore ha iniziato a battere forte nel mio petto, non riesco a respirare; chiudo gli occhi ed inizio a contare. Perché diavolo non funziona questa volta? Perché non riesco a calmare il flusso dei ricordi che, come un fiume in piena inonda la mia essenza più nascosta. Mi concentro sul respiro, l’aria entra ed esce dai miei polmoni mentre i contorni della stanza che mi circonda iniziano a tremare, colori e suoni si confondono nella mia mente riportandomi di colpo a quella notte di circa due anni fa.
Neanche ci dovevo essere su quella nave, era stata un’amica a prenotare per me facendo leva sul periodo del cavolo che stavo attraversando. Era stato tutto così assurdo dal primo momento in cui il mio sguardo aveva incontrato il suo; c’era qualcosa di diverso, qualcosa che non avevo mai notato prima. Eppure non era la prima volta che lo avessi incontrato, sono sempre stata molto fiera della mia vita da fan e di quei viaggi che col tempo erano diventati parte della mia vita.
Aveva sorriso. Un sorriso strano che mi aveva trapassato l’anima facendo correre un brivido lungo la mia schiena. I primi tre giorni su quella nave erano stati al limite della follia, la mia sanità mentale vacillava un poco in più ogni qual volta i miei passi si incrociavano con i suoi.  Un solo suo sguardo bastava per farmi sentire nuda, le sue mani trovavano residenza sul mio corpo ogni volta fossimo abbastanza vicini. Forse avevo scelto una gonna troppo corta la sera in cui la sua mano ha sfiorato le mie mutandine mentre stavamo scattando una foto. Forse erano stati i miei occhi adoranti a dargli il lasciapassare per quel bacio rubato stampato sulle mie labbra poco prima della nostra foto.
Continuo a tormentarmi pensando a quante volte avessi immaginato tutto ciò e quanto, in realtà fossi stata impreparata ad affrontare quanto accaduto quella notte.
Era il terzo giorno di navigazione, avevamo appena scattato l’ennesima foto insieme, le sue mani si erano strette con più insistenza sui miei fianchi e le sue labbra mi avevano sussurrato lascive parole che avevano fatto accendere i miei desideri più nascosti. Un calore insolito aveva irradiato le mie viscere e fatto vacillare le mie gambe quando ero stata avvicinata dal suo bodyguard che, con il fare di chi avesse fatto quella medesima cosa innumerevoli volte, mi aveva illustrato tutti i dettagli sul nostro incontro. Non potevo credere a quanto avessi sentito, ero corsa dalle mie amiche con gli occhi pieni di lacrime e il cuore impazzito. Non sempre la strada verso il Paradiso è lastricata di petali rossi, ma conta davvero così tanto come ci si arriva alla felicità?
Avevo passato le ore che mi separavano a quell’incontro fantasticando sugli scenari più romantici che avesse potuto formulare la mia mente, avevo atteso con ansia e trepidazione la sua chiamata e senza neanche rendermene davvero conto avevo raggiunto la sua cabina. Avevo fissato quella porta con il cuore in gola. Inferno o Paradiso? Cosa avrei trovato? Solo in quel preciso istante avevo realizzato in che situazione mi stessi cacciando.
I miei piedi avevano varcato la soglia della sua camera e tutti i miei pensieri avevano cessato di esistere, la sua bocca famelica si era impossessatala della mia, le sue mani padroneggiavano sul mio corpo. Ero una bambolina in preda alle sue voglie, schiava dei suoi desideri che avevo fatto diventare anche i miei.Gemiti, sudore, graffi sulla schiena, le sue mani tra i miei capelli.
Un animale bisognoso di soddisfare i sui istinti primordiali, aveva dato poco peso all’assenza di preservativi in quel caos di vestiti e bottiglie che ci circondava, le sue mani si erano strette sui miei fianchi stringendomi ancora più vicino al suo corpo mentre raggiungeva l’apice del piacere e sfinito si lasciava cadere su di me. Aveva mugugnato parole incomprensibili stringendo forte i miei capelli poco prima di addormentarsi sfatto e appagato.
Ero rimasta immobile per ore su quel letto incapace di compiere ogni singola azione. Era successo davvero. Osservavo il suo viso schiacciato sul cuscino e ascoltavo il suono del suo russare chiedendomi come fossi finita in quella situazione.
Un nuovo messaggio.Il suono della notifica mi riporta alla realtà, fisso ancora il suo nome sul display mentre Alyssa inizia a chiamarmi dal suo lettino.
Blocco lo schermo del telefono e metto tutti i miei pensieri in pausa.
“Amore della mamma, arrivo.”

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Era una vita che non scrivevo e spero di non aver annoiato nessuno con questi miei deliri. Magari non ho più il “tocco magico” che avevo un tempo…e non mi sono mai fatta tutti questi problemi nel pubblicare qualcosa.
Insomma, se lo avete letto ditemi cosa ne pensate…

Pensieri Sparsi

Di capelli e altri rimedi…


𝙸𝚘, 𝙱𝚛𝚒𝚝𝚗𝚎𝚢 𝚂𝚙𝚎𝚊𝚛𝚜 𝚌𝚑𝚎 𝚎̀ 𝚒𝚖𝚙𝚊𝚣𝚣𝚒𝚝𝚊 𝚎 𝚜𝚒 𝚎̀ 𝚛𝚊𝚜𝚊𝚝𝚊, 𝚞𝚗 𝚙𝚘’ 𝚕𝚊 𝚌𝚊𝚙𝚒𝚜𝚌𝚘.

𝙻𝚊 𝚙𝚛𝚒𝚖𝚊 𝚌𝚘𝚜𝚊 𝚌𝚑𝚎 𝚒𝚗𝚒𝚣𝚒 𝚊𝚍 𝚘𝚍𝚒𝚊𝚛𝚎 𝚎̀ 𝚕’𝚒𝚖𝚖𝚊𝚐𝚒𝚗𝚎 𝚛𝚒𝚏𝚕𝚎𝚜𝚜𝚊 𝚊𝚕𝚕𝚘 𝚜𝚙𝚎𝚌𝚌𝚑𝚒𝚘, 𝚚𝚞𝚎𝚒 𝚌𝚊𝚙𝚎𝚕𝚕𝚒 𝚌𝚑𝚎 𝚗𝚘𝚗 𝚜𝚝𝚊𝚗𝚗𝚘 𝚒𝚗 𝚘𝚛𝚍𝚒𝚗𝚎 𝚌𝚘𝚖𝚎 𝚟𝚘𝚛𝚛𝚎𝚜𝚝𝚒.

𝙰𝚗𝚌𝚑𝚎 𝚕𝚘𝚛𝚘 𝚜𝚏𝚞𝚐𝚐𝚘𝚗𝚘 𝚊𝚕 𝚝𝚞𝚘 𝚌𝚘𝚗𝚝𝚛𝚘𝚕𝚕𝚘. 𝚁𝚒𝚌𝚌𝚒. 𝙻𝚒𝚜𝚌𝚒. 𝙼𝚘𝚜𝚜𝚒.

𝙻𝚎 𝚙𝚛𝚘𝚟𝚒 𝚝𝚞𝚝𝚝𝚎 𝚙𝚎𝚛 𝚗𝚘𝚗 𝚒𝚖𝚙𝚊𝚣𝚣𝚒𝚛𝚎.

Credo sia stato questo il motivo che mi ha fatto passare la mattinata ad occuparmi dei miei capelli, si proprio io che odio farlo. Ore a cercare di avere dei boccoli perfetti. A renderli consoni all’immagine che avrei voluto vedere allo specchio. Ore!

Poi sono andata dal parrucchiere e ho deciso di tagliarli un pochino e sistemare il colore (si va beh, la vecchiaia avanza….quindi?). E sono state tre lunghissime ore seduta a spulciare il telefono mentre mi continuavano a toccare i capelli, e io odio quando mi toccano i capelli.

Quanto meno per adesso non mi sono rasata.

Per adesso.

Pensieri Sparsi

Nick Carter: ma come è dal vivo?


Era da un pò che non postavo roba da bimbiminchia in fondo…

BSB Italian Crew

Più di una di voi mi ha chiesto come fosse stato incontrare Nick Carter, come fosse stata la prima volta, come è lui da vicino, che impressione mi ha fatto… e per questo motivo ho deciso di fare un post apposito per raccontarvelo. Sperando di non annoiare nessuno.

tenor

La prima volta che incontrato davvero Nick era il 2007, a Milano nel cortile di TRL poco prima la loro presenza in studio (porca miseria quanto mi fa sentire vecchia questa cosa).  Nel cortile c’eravamo solo io ed un’amica, le uniche due fans + gli addetti ai lavori e la Santarelli.
Ricordo perfettamente la sensazione di irrealtà che ha avuto tutto il momento, ve lo giuro secondo me aveva una sorta di aurea che ne avvolgeva tutta la figura…quasi come fosse un miraggio.
Era praticamente PERFETTO e io non riuscivo a credere a cosa stessi realmente vivendo.
Avevo 22 anni…e…

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Pensieri Sparsi

/pro·cra·sti·nà·re/


– Io odio il mese di Gennaio.
° A chi lo dici, lo detesto proprio.
– Cioè veramente ho un problema con questo mese.
° E’ peggio del mese di Settembre.
– A Settembre ero distratta, adesso sono triste. Anzi non riesco ad essere neanche triste. Non riesco ad essere niente a Gennaio.
° Esatto, mi prende l’apatia.
– Ecco, brava. Sono apatica. A Gennaio sono apatica. Anzi sono tristemente apatica.

Tema ricorrente della telefonata di ieri con un’amica è stato l’odio per il mese di Gennaio; ad un certo punto ho temuto ci fossimo trasformate in un disco rotto per quanto incapaci di uscire da questo loop di insofferenza rivolto ai primi 31 giorni dell’anno.
– Fa freddo ed è buio.
° Si stanno allungando le giornate.
– Si è vero, ma è comunque freddo e buio.
° Non ho voglia di fare nulla, fa freddo.
– Ed è sempre buio.
Non so se sia davvero colpa del freddo, che nel mio caso gioca sicuramente un ruolo bello pesante, o se sia tutto semplicemente nella mia testa ma sono ormai giorni che mi crogiolo nella mia apatica tristezza. Mi affaccio sul mondo, sbircio i mesi a venire, osservo tutte le mie emozionanti cose che mi aspettano e mi metto seduta ancora un pò. Non ho voglia di carburare, come se si potesse scegliere davvero. 
/pro·cra·sti·nà·re/  |  Rinviare a un altro momento, differire, rimandare.
E’ esattamente quello che sto facendo in questi giorni: lo farò più tardi…lo farò nel pomeriggio…lo farò domani…lo farò, prima o poi…
Ricomincerò a sentire qualcosa, ne sono sicura.
Semplicemente lo farò più tardi…forse domani…magari a Febbraio…
Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

#10yearschallenge


Sono giorni che sui social, da Instagram a Twitter passando per Facebook, spuntano come funghi collage accompagnate dall’hashtag #10yearschallenge (si lo so, anche foto di uova ma mi rifiuto categoricamente di dare importanza a questa follia globale).
Di cosa si tratta? Ad essere onesta la rima volta che ho visto l’hashtag richiedeva espressamente di postare la prima foto profilo usata su Facebook e di confrontarla con l’ultima utilizzata: una forma di autodenuncia di quanto tutti siamo diventati bravi ad utilizzare i filtri giusti per postare foto sui social abbandonando definitivamente, e finalmente oserei direi, quelle oscenità che venivano fuori da siti come Picnik (eddai, devo davvero sottolineare che adoravo rovinare le mie foto con quelle mostruosità?)
Insomma, per poter sfociare su tutti i social e generare una vera e propria invasione dal sapore retro’, il tutto è stato semplificato diventando: metti a confronto una foto di dieci anni fa con una di adesso.
Nel giro di pochi giorni l’ormai dimenticato 2009 della maggior parte della popolazione socialmente attiva ha trovato nuovo lustro. Come se di colpo tutti, dalla più popolare delle influencer alla figlia del salumiere sotto casa, avessero sentito l’irrefrenabile bisogno di mostrare al mondo quanto si possa cambiare in 10 anni, quanto si possa crescere, quanto si possa migliorare.
Il web è stato inondato da questo mare di ricordi, ricoperto da un velo di malinconia per gli anni trascorsi e da uno strato di fierezza della bellezza della foto più recente. Ho già menzionato il fatto che siamo diventati tutti più bravi ad utilizzare i filtri per migliorare le foto postate?
Per quanto mi riguarda: non posso farci nulla, non riesco proprio a resistere; non riesco a volgere lo sguardo altrove e restare indifferente. Lo ammetto: anche a questo giro ci sono cascata.
2009 – 2019
Sono cambiata così tanto?