Pensieri Sparsi

Tutti amano giocare con le bamboline.


Era sempre stata diversa, sin da quando era poco più che una bambina; piccolina e delicata, aveva sempre amato osservare il mondo immaginando di vivere nel regno incantato che aveva creato nella sua testa. Non correva, non urlava, non poggiava i gomiti sul tavolo quando era ora di cena. Passava il tempo a leggere storie e reinventarle a modo suo, fissava il vuoto e si perdeva nell’intricato labirinto che pian piano stava prendendo forma nella sua mente.

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Non le era mai importato di essere uguale alle altre, aveva imparato ad essere diversa dal primo momento in cui l’avevano etichettata come tale, soffrendo in silenzio ogni volta che qualcuno l’allontanava cercando di sminuire il suo valore.
Aveva lasciato che il mondo le insegnasse che essere diversa non è poi così lontano dall’essere speciale.

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Nascondeva i suoi pensieri ribelli dietro a stupidi capricci, dietro quei modi da principessina fuori dal tempo; mascherava le sue insicurezze dietro una sciocca ingenuità, dietro quella ricerca della perfezione che pian piano l’aveva chiusa in una casa di bambola.

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Era diversa dalle altre.
La smania di essere desiderata da un ragazzo non l’aveva sfiorata fino a quando era stata travolta dalla prima cotta, quella che l’aveva confusa facendola sentire di colpo fragile e non così diversa: voleva qualcosa che non sapeva come avere. Non era abituata ad una sensazione del genere, non voleva cedere a quei meccanismi ridicoli in cui aveva visto pian piano inciampare tutte le sue amiche. Eppure, dopo tutte le attenzioni che proprio quel ragazzo le aveva dedicato nel tempo, non riusciva ad accettare la delusione di non aver imparato come essere la sua prima scelta, di non essere stata abbastanza bella, gentile, simpatica o femminile.
Non riusciva ad accettare semplicemente di non essere stata abbastanza.

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Le bamboline sono aggraziate e delicate, niente delusione sul loro volto.
Non saprei dire se avesse imposto a se stessa di essere forte o se, semplicemente, avesse indossato l’ennesima maschera. Nessuna lacrima sul suo viso, un triste sorriso e un atto di gentilezza.

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Le bamboline sono tenere e vanno sempre difese.
Non aveva bisogno di essere difesa da nessuno, ma aveva iniziato ad amare i cavalieri, seppur privi di cavallo bianco, che avevano iniziato ad attorniarla, a cullarsi di quelle attenzioni e di quei gesti che, giorno dopo giorno, la rinchiudevano in quella gabbia dorata in cui non aveva avuto la percezione di entrare. Era intoccabile. Nessuno avrebbe potuto farle del male, non lo avrebbero permesso. L’avrebbero difesa a tutti i costi.
Ma chi avrebbe difeso lei da loro?

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Le bamboline sono dolci e vanno coccolate.
Tutti quei gesti che lei vedeva come tenere attenzioni, altro non erano che vani tentativi di creare una connessione con lei, reti dorate gettate nella speranza che la favola che lei credeva di vivere avesse un finale tutt’altro che lieto. Avvoltoi pronti a cibarsi del suo povero cuore quando quello che lei credeva essere il suo per sempre avesse lasciata in una valle di lacrime.

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Le bamboline piangono, ma nessuno osserva davvero le loro lacrime.
Distrutta nella sua essenza più profonda, non era poi così diversa dalle altre eppure non riusciva a dimenticare come fosse sentirsi speciale. Nessuno le avrebbe più spezzato il cuore, lo aveva promesso a se stessa quando tra le lacrime aveva visto il suo volto allo specchio e non lo aveva più riconosciuto.
Nessuno l’avrebbe più resa fragile e vulnerabile.

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Aveva il viso di una bambolina, le movenze di una principessina, l’essenza di una strega.
Era inesorabilmente cambiato qualcosa dentro di lei, ma non avrebbe saputo spiegare cosa fosse; nel momento stesso in cui aveva smesso di essere triste per quello che non poteva avere, aveva iniziato ad avere tutto. Peccato che non le importasse più.

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La sua prima cotta era tornata a bussare alla sua porta, cercava la sua bambolina, voleva la sua principessina. Aveva avuto paura della donna che aveva trovato…e non era stato l’unico.
Per anni aveva camminato in bilico su quella linea sottile tra il senso di onnipotenza nel riuscire avere tutto ciò che si desidera senza dovergli correre dietro e la delusione dell’inconcludenza in cui costantemente finiva per inciampare.

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Non ci fosse uomo che desiderasse che non finisse per volerla, almeno per un po’.
Perché tutti vogliono una bambolina, per giocarci un pochino e poi riporla al proprio posto.

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Anche tu.

 

 

3 risposte a "Tutti amano giocare con le bamboline."

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