Pensieri Sparsi

Altro giro, altra corsa | Miami | #Day1


Sono esattamente le 4:53 del mattino e si, ne sono consapevole, dovrei essere ancora tra le braccia di Morfeo (o quanto meno sarebbe carino ci provassi invece di essere qui, esiliata nel cucinino di questa camera d’albergo, ad aggiornare il mio blog).

Altro giro altra corsa!

Nonostante tutto, nonostante le paure, nonostante le ansie che mi hanno davvero logorato questo anno, per fortuna, ferma proprio non ci riesco a stare. Non ci vuoi stare, è diverso.

Non sono assolutamente una travel blogger, ve ne sarete accorti quando avete perso mie notizie nel bel mezzo del mio giro in California lo scorso anno; eppure mi piace sempre un poco in più l’idea di lasciare traccia della mia vita in questo spazio. Forse più per me che per voi, per rileggermi e rincontrarmi quando mi sento persa tra i miei pensieri.

Tutto questo giro inutile di parole per dire che: siamo arrivate a Miami. E credetemi, io ancora non ho realizzato che ho preso il mio bel borsone fuxia, ho fatto ciao ciao con la manina e sono salita su quell’aereo, forse troppo stretto e con qualche turbolenza di troppo (mi avrà davvero perdonato il signore che si è trovato inzuppato dal mio vino?).

When in doubt: drink 🍸

Pensieri Sparsi

Consigli.


Tempo fa mi è stato consigliato di provare a lasciarmi guidare da qualcun altro ogni tanto, in piccole cose, sia ben chiaro; avete presente no? Qualcosa tipo smettere di voler avere il controllo di tutto e di tutti; provare a non pianificare eventi e situazioni nella mia mente e semplicemente provare a restare a guardare cosa accade…quando accade.
Avevo sorriso a quel consiglio.
Avevo sorriso alla consapevolezza che difficilmente mi lascio guidare nelle mie scelte. non sono capace di fidarmi neanche quando si tratta di cose banali come provare un cibo diverso da quelli che potrei mangiare di solito, un qualcosa che a priori ho già scelto non sarebbe nelle mie corde, figuriamoci se potrei mai semplicemente aspettare come andrà.giphy2

Mi è stato consigliato di provare a smettere di pianificare ogni singolo spostamento prima di un viaggio  [daaaaaai, questa è pura follia], farmi giusto un’idea di massima su quello che potrei/vorrei fare e poi vedere come va.
Alzami la mattina e lasciarmi ispirare dalla giornata.

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Insomma, chiariamoci, mi è stato detto che non dovrei:

  1. Stilare un programma dettagliato di cosa fare e quando;
  2. Stilare un elenco dettagliato di outfit comprensivi di accessori da indossare;
  3. Associare ogni outfit scelto ad un particolare momento;
  4. Cercare su google i posti migliori per scattare delle belle foto;
  5. Controllare i cibi da assaggiare/poter mangiare;
  6. Capire cosa bere e dove;
  7. Calcolare le tempistiche di ogni spostamento e valutarne le migliori opzioni;
  8. Pensare costantemente a cosa potrebbe andare storto;
  9. Prevedere cosa potrebbe andare storto e cercare di trovarne una soluzione;
  10. Cercare di capire se sotto agli outfit sopra citati sia possibile utilizzare Converse in previsione di stanchezza e poca voglia di essere una fighetta;
  11. Calcolare tempi di riposo;
  12. Compilare una lista delle cose da portare;
  13. Compilare una lista di cose da comprare;
  14. Riprovare tutti gli outfits selezionati e iniziare a pensare a delle opzioni supplementari in caso di: freddo, caldo, vento, sporcizia;
  15. Essere sicura di dimenticare qualcosa nonostante le mille liste sparse per casa.

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Oh certo, direi che sono molto brava a farlo.

Pensieri Sparsi

Ma voi la sentite quest’aria di primavera?


Vivere al Sud ed aver passato l’ultima settimana nel tepore dei 25 gradi che il sole ci ha regalato in questi giorni non ha prezzo. Potete credermi senza troppa fatica. Se solo le mie difese immunitarie non avessero deciso di scioperare di colpo sarebbe tutto perfetto.
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Dopo un inverno in cui gli omini del mio organismo hanno affrontato anche la neve, è servito il primo sole (e il vento preso in barca quando, piccolo genio, hai deciso che il gubbino era un indumento superfluo) a ricordarmi che resto sempre e comunque un piccolo catorcio.

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Insomma è Primavera e io sono malata!!!
Febbre e mal di gola come se non ci fosse un domani, ma soprattutto per la prima volta in 33 anni di vita: sono praticamente SENZA VOCE!!!

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Ditemi che conoscete un metodo per farmi tornare la voce.
Ve ne prego!!!

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Mi salvi chi può.


Come fate a capire cosa scrivere quando avete la testa piena zeppa di cose che vogliono trovare posto sul foglio vuoto dinanzi a voi?
Sembra quasi che solo adesso che, finalmente, dopo un’eternità io abbia trovato voglia e tempo di sedermi di fronte a questo spazio bianco i pensieri nella mia testa abbiano deciso di mettersi a ballare una rumba rendendomi complicato il tentativo di metterli in ordine.

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Avrei così tanto da raccontare…ma non so da dove iniziare. Oh, sai che novità.
La verità è che è un mese che succedono cose per cui mi ritrovo a pensare questa cosa qui devo assolutamente raccontarla sul blog e poi semplicemente di sera arrivo così stanca e infastidita dal rumore dei tasti sulla tastiera del mio pc che aggiornare il blog diviene l’ultimo dei miei pensieri. Arrivo così stanca che non riesco neanche più a trovare forza e voglia di andare in palestra (regaliamoli i soldi di questo abbonamento eh), così stanca che non riesco più a seguire decentemente una serie televisiva (ci credereste se vi dicessi che prima ne seguissi almeno 15 diverse a settimana?), così stanca che troppo spesso le parole di chi mi circonda non trovano spazio nella mia testa.

tumblr_inline_nafspk2cuu1slto11Il punto è che da quando ho cambiato mansione a lavoro sono decisamente più stanca, più esaurita (io ancora mi domando perché le barche non si spostino da sole eh), più ansiosa rispetto alle cose da fare il giorno dopo, più maniaca del controllo con i miei post-it, i miei evidenziatori, la mia agenda e i miei mille quaderni, spesso più confusa (devo decisamente migliorare il mio switch italiano/inglese)…eppure sono decisamente più soddisfatta.

tenor_zpskulamuq6Ed è strano sapete? Perché, per quanto io sia consapevole di aver studiato per essere un architetto da grande, nell’ultimo mese credo di aver assunto le mansioni più svariate: sono stata un pò avvocato, un pò facchino, un pò agente di viaggi, un pò assicuratore, un pò segretaria, un pò ragazza del caffè, un pò la nuova tizia dell’ufficio marketing e comunicazione, un pò social media manager, un pò controllore, un pò l’assistente del capo,  un pò trasportatrice di brochure e cassette degli attrezzi vari…si ok, a tratti brevi, sono stata anche un poco architetto.

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Lo sto facendo di nuovo, anche qui: quando smetto di lavorare…parlo di lavoro. 
AIUTATEMI!!!
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Mi rendo conto che dopo tutto questo delirio vi sarà complicato credere che ho delle distrazioni inquietante questo periodo, che avrei mille e trecento cose a cui pensare quando finalmente lascio l’ufficio/il cantiere/la barca/l’ennesimo posto in cui sono dovuta andare. 
Ma se vi dicessi che le distrazioni attualmente mi mettono più ansia cosa mi rispondereste?

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Questo post è un delirio ma è il frutto della consapevolezza che i prossimi 19 giorni saranno un’unica ed infinita corsa, perché mi sono resa conto solo oggi che mancano appena 19 giorni e ho ancora fin troppe cose per pensare anche solo lontanamente di essere pronta ad affrontare tutto questo.

Rachel-AHHHHHHHH

Mi salvi chi può!