Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi · Weird World ❤

Sono stata violentata… #MeToo


Ci sono argomenti talmente delicati che anche solo sfiorarli fa tremare le gambe e vibrare l’anima, situazioni così terribili anche solo da immaginare che il solo pensare di potersi trovare a doverle vivere fa scoppiare il cuore in petto e bloccare il respiro. Il desiderio di sparire pur di non sentirsi più sporca, la voglia di essere invisibile al mondo per paura che possa succedere ancora, la rabbia di sentirsi sbagliata pur sapendo di non aver fatto nulla di male, pur sapendo di aver subito un sopruso, di essere vittima e non complice… il bisogno di dimenticare quello che è accaduto, di scendere a compromessi con se stessi e con un passato che fa così male da rischiare di distruggere ogni briciolo di felicità presente e futura.

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Denunciare di aver subito una violenza sessuale è probabilmente, per una donna, l’atto di più estremo coraggio e amore verso se stessa che ella possa compiere; troppe volte, ancora oggi, denunciare equivale a rimettersi al giudizio degli altri. Troppe volte, invece di avere supporto e sostegno si finisce per scontrarsi con un dito puntato contro; come se il fatto stesso di possedere genitali femminili desse ad un uomo il diritto di poterne abusare come e quando vuole a suo piacimento, come se bastasse un vestito o un sorriso in più per concedere il lasciapassare verso le proprie mutande.

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Potrei essere una puttana, ma ho il diritto di dire no ed essere puttana con chi dico io!
L’ho sentita l’altro giorno in tv e meglio non potrebbe esprimere il mio pensiero a riguardo.
Non posso negare che è da quando tutta questa storia delle denunce di molestie sessuali è iniziata che cerco di non mettermi di fronte ad un foglio bianco per mettere nero su bianco i miei pensieri; è dalle prime dichiarazioni di donne come Asia Argento che costringo le mie dita a stare ferme, la mia voce a tacere, i miei pensieri a volgersi verso differenti lidi.
Che io non abbia mai avuto problemi ad esprimere cosa mi passi per la testa è cosa ben nota, eppure un argomento così delicato ha messo in imbarazzo anche me.

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In fin dei conti, chi sono io per giudicare?
Come può una donna non schierarsi apertamente, e senza ragionarci troppo su, con un’altra donna?
Perché mai non ho indossato ad occhi chiusi una bella fascia con la scritta #MeToo e mi sono unita alla protesta che, dopo il caso Weinstein, ha invaso tutti i social network e le prime pagine di tutte le testate giornalistiche?
Perché, nonostante abbia un’idea ben solida sulla violenza sulle donne e su ogni forma di abuso in generale, non sono riuscita a sentirmi solidale a queste storie?

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La risposta è semplice, forse anche banale: la caccia alle streghe non mi è mai piaciuta e, sin dai primi articoli e le prime dichiarazioni sull’argomento, mi è stato subito palese che la Sagra della Poraccitudine sarebbe stata servita in breve tempo. Come mi piacerebbe avere torto di tanto in tanto.
Ogni giorno, da mesi ormai, da un vaso di Pandora, che assomiglia più ad una sorta di dimenticatoio per morte di fama, esce una nuova specie di mostro sociale che punta il dito verso un tizio famoso a caso e, come per magia, ricorda che 10 o 15 anni fa è stata abusata sessualmente. Inutile sottolineare che all’epoca la violenza era stata taciuta per non subire conseguenze sulla propria carriera, però adesso che unite facciamo la forza, posso raccontare che l’ho data un pò qua e un pò là per fare l’attrice/cantante/tizia pseudo famosa a caso ma il tutto è avvenuto assolutamente contro la mia volontà.

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Avendo già fatto tutte le premesse del caso, capirete senza ulteriori indugi il motivo delle mie parole: vero è che l’unione fa la forza, ma i vantaggi dell’aprire le gambe a tizio o a caio in questi ultimi 10/15 anni sono stata io che continuo a sgobbare per farmi spazio nel mondo ad averli avuti O la malcapitata di turno che adesso ha deciso di sporgere denuncia mediatica dal salotto della propria villa extra lusso?
Non sono nessuno io per giudicare i mezzi per raggiungere un proprio sogno, per carità, ma se per diventare Belen Rodriguez devo donare il mio fondoschiena al politico di turno, è davvero lecito 15 anni dopo pretendere di passar per vittima ed accusarlo perché mi ha messo a 90 gradi?

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La violenza è violenza…e come tale va denunciata!

Lo sottolineo perché non dimenticarlo fa sempre bene; eppure non riesco a non cercare una sorta di dignità e rispetto anche in queste situazioni; rispetto per le vittime reali, quelle costrette davvero a subire molestie senza ottenere alcun tipo di beneficio se non la distruzione psicologica ed emotiva.
Siamo giunte al punto in cui non esiste più distinzione tra accusato e condannato!!!
Da settimane viviamo in un mondo in cui ormai aspettiamo solo di ritrovarci la denuncia di Minnie contro Topolino, un post sul blog di Biancaneve in cui racconta l’abuso subito dai sette nani, la denuncia della Bella Addormentata per aver subito violenza da parte di  Filippo durante il sonno.
Storielle più o meno inventate che ci distolgono dalla realtà dei fatti, dalle vere violenze che troppe donne sono costrette a subire.

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E’ in questo mondo più o meno distorto che da due giorni circa sta rimbalzando un nuovo nome, che va ad aggiungersi alla ormai lunga lista di condannati senza una sentenza. Al suono di un’infanzia rovinata, il nuovo stupratore, sbattuto nelle notizie dei vari siti web mondiali, ha il volto noto dell’angelico biondino dei Backstreet Boys.

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Nick Carter ha stuprato…
NO!
Nick Carter è stato accusato da una certa Melissa NonMiRicordoIlCognomePerchèTantoNonFregaAnessuno di stupro!?!
Non è stato denunciato, non è stato condannato! 

Lui è stato accusato su un blog da questa pseudo cantante e tutto il mondo ha preso una grossa etichetta e gliel’ha appiccicata sulla fronte.
NICK CARTER HA STUPRATO UNA VERGINE!

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La storia, comparsa sul blog della presunta vittima e non nelle aule di un tribunale, è più o meno questa:
Melissa è una pseudo cantante sulla quale ammetto di non essermi documentata poi così tanto, ho letto che faceva parte di un gruppo chiamato Dreams  e ad un certo punto ha provato, senza riuscirci altrimenti saprei di chi sto parlando, a fare carriera come solista. Senza dilungarci troppo sulla sua storia personale, ci racconta che conosce Nick sul set di un film, o qualcosa del genere, ed una sera lui invita lei ed un’amica ad una pseudo festa molto ristretta.
Lei, all’epoca dei fatti diciottenne, giustamente coglie l’occasione di fare baldoria con uno dei Backstreet Boys e va alla festa in questa casa semi vuota; giocano ai videogiochi fino a quando lui le propone di vedere la sua collezione di farfalle, che per un cantante equivale a dire: vieni ti faccio ascoltare la musica fighissima su cui sto lavorando.

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Lei, incuriosita di ascoltare questi capolavori inediti al panorama musicale del 2002, lascia la mega festa in soggiorno a base di Nintendo e va nello studio del biondo protagonista di questa storia. Spengono le luci e, invece di usare delle normali candele, si accontentano della luce del monitor per creare atmosfera e lasciarsi rapire dalla musica. Ovviamente, i due iniziano a baciarsi; il tutto avviene naturalmente, o almeno così racconta lei; in fin dei conti sei al buio con Nick Carter e non ti lasci infilare la lingua in bocca?tenor2

Lo studio non sembra però essere il posto adatto per un limone e quindi i due baldi giovani, come nella più moderna delle favole, si spostano in bagno. L’ingenua Melissa, vergine dichiarata e devota all’Immacolata Concezione, non immagina neanche lontanamente che forse non è propriamente molto furbo chiudersi in un bagno per limonare con un ragazzo ormonalmente su di giri e quindi, senza porsi troppe domande, lo segue senza proferir parola rificcandogli la lingua in bocca.

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Il demone del sesso [cit.] che si impossessa del corpo e della mente di Nick, impone al giovane di inginocchiarsi al cospetto della fanciulla per farle un’attenta visita ginecologica con la lingua. La povera Melissa, a questo punto della storia, è talmente schifata dalla situazione [cosa che avrebbe tutto il diritto di essere] e decide di reagire; no lei non gli ha tirato i capelli e facendolo cristonare in aramaico, non gli ha dato uno spintone o un calcio o un pugno in testa, non ha provato ad aprire la porta ne ad urlare. Con le mani perfettamente libere di fare quello che volevano lei decide di spegnere la luce.

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Probabilmente Melissa ha iniziato a pregare perché a questo punto, il Signore deve aver ascoltato il suo silenzioso grido di aiuto e ha inviato un suo messaggero a bussare alla porta di quel bagno che, in pochi istanti, ha fatto dimenticare il ben più famoso armadio di Ignazio e Chechu.
Interrotti sul più bello i due escono dal bagno ma a questo punto penserete voi, lei cerca di andare via dal violento stupratore,  prova a raggiungere l’amica o forse cerca di allontanarsi in qualche modo.  E invece NO! Semplicemente, i due cambiano bagno. Evidentemente a Nick Carter eccita la ceramica dei sanitari.
Oh ognuno avrà le sue perversioni.
Insomma, cambiano bagno e il biondo cantante le chiede di ricambiare il favore.

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Un poco a te e un poco a me dopo, i due si ritrovano a letto e danno vita ad un nuovo episodio degno delle migliori Pancine Hot del Signor Distruggere: lui sale su di lei, talmente pesante che lei non può neanche pensare di spostarlo [non è carino ricordargli che era grassottello eh] e decide che avrebbero fatto sesso. Lei recita qualche Ave Maria mentre lui mette qualcosa dentro di lei, sconvolta Meli sgrana gli occhi che Giulia de Lellis scansati e gli domanda cosa sia e lui, con la stessa enfasi di un moderno Christian Grey, gli svela il misterioso arcano:
“E’ tutto me stesso, piccola!”

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A questo punto della storia sono IO che voglio denunciare Melissa perchè in una sola frase ha smontato tutti i miei sogni da adolescente: Nick Carter deve avercelo per forza di cose piccolo se lei è stata costretta a chiedere cosa fosse finito nella sua vagina.
E’ tutto me stessa, piccola!
Io starei ancora ridendo per una frase del genere, anche se sono passati 15 anni; ma c’è gente a cui il Non scopo, ma fotto forte di Mr Grey piace quindi forse non è questo il punto.

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Ma non perdiamo il filo di questa avvincente storia: insomma, lui ruba la virtù della giovane che, a quanto pare, girava con un cartello propagandistico della sua verginità [non mi spiego altrimenti il perché tutti fossero a conoscenza della cosa], e la povera fanciulla si addormenta tra le braccia dell’orco cattivo.
Il giorno dopo viene svegliata  dall’amica, e le due tornano a casa commentando la bellissima festa.
Passano mesi e Melissa incide una canzone con Nick, duettano insieme in uno showcase, lei diventa una fallita, lo segue su twitter, condivide i loro video insieme, gli fa le condoglianze per la morte del padre, lo supporta quando lui diviene un Fedez americano in un programma televisivo e,  infine,  lo accusa tramite un post sul blog, senza però procedere per vie legali.

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Quando ho deciso di scrivere questo post, volevo raccontarvi di come Nick Carter avesse usato violenza sulla mia persona; volevo ironizzare con leggerezza, come ho fatto tutto il giorno, su una notizia così inverosimile da essere quasi grottesca eppure, man mano che le parole prendevano forma, mi sono resa conto che non ci sarei riuscita. Non questa volta. Non quando è evidente che basta così poco per distruggere la vita di una persona, per gettare fango su tutto quello che si è costruito negli anni, per sgretolare ogni sforzo per divenire una persona migliore. Non quando menzogne come queste sminuiscono il dolore di chi ha subito davvero una violenza di questa portata, non quando per un poco di popolarità si decide di schiacciare in un modo avvilente la dignità di chi queste violenze le ha vissute davvero.


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#MeToo perchè io a favore delle donne lo sarò sempre, ma delle donne vere.

 

36 risposte a "Sono stata violentata… #MeToo"

  1. in parte concordo con te, in parte. A parer mio la questione ‘molestie’ e poi ‘violenze sessuali’ e poi ‘abusi’ è, nella sua versione odierna hooliwodiana, altro ma molto altro di quello che ‘sembra’ e vuol sembrare. Gli eco italici sono folklore, tristo e mesto, ma quello che succede nei pressi Los Angeles è politica, politica nel senso ‘Usa’ del termine, politica del divenire, dello scossone, dello scandalo poi tradotto in cognizione. Unire la vicenda americana a quella, squallida passerella opportunistica, italiana non aiuta a capire nè l’una nè l’altra, e confonde.

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  2. La vicenda italiana l’ho citata per contestualizzare il tutto! L’esempio di Nick Carter l’ho citato perché conosco bene la vicenda e mi sembrava il giusto emblema per rappresentare il mio modo di giudicare il tutto! Che ci sia una politica diversa alla base delle due cose è palese in parte, in ogni caso sminuisce il vero problema della violenza sulle donne!

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  3. Anche io concordo in tutto e sono schifata da quanto la gente sia disposta a fare per un po si fama… e quanto facciano schifo perché vogliono rovinare persone che hanno in qualche modo fatto parte del loro passato… stando a queste persone ad ogni rapporto che non mi ha dato quello che volevo andrebbe denunciato come molestie?
    Anche io ci ho scherzato su in questi giorni, ma a volte mi vergogno di essere donna!
    Noi abbiamo potere in mezzo alle gambe e facciamo gli occhi dolci (è sempre una sorta di prostituzione) per ottenere quello che vogliamo… e poi i cattivi sono altri? Chi ne approfitta?

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  4. La cosa ridicola è che oggi se ne parla, domani finirà nel dimenticatoio.. magari faranno “la giornata contro lo stupro (se non esiste già, dal momento che ormai esiste una giornata per ogni cosa). Ieri eran tutti charlie con la bandiera francese, oggi tutti a parlar di violenza, domani sarà un’altra cosa. Non importa il “cosa” basta che si tenga la mente dell’opinione concentrata su qualcosa che faccia notizia.

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  5. Che poi questa cosa del “Mee too” diventa per i più solo un mezzo per prendere i like, con il mee too non si risolve un cavolo

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  6. Complimenti 👊👊articolo ben scritto, lucido, preciso!! Quotata al 100% non me posso più di leggere certe st****
    Ma sul serio condannato senza processo solo per un articolo di blog??? 😣😣😣

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  7. Sono d’accordo con te. Una vera donna violentata non aspetta 10/20 anni per denunciare la violenza. Prima gli hanno fatto comodo per diventare famose e ora accusano a diritto. Non denunciano ma vanno in televisione disse bene uno dalla D’Urso domenica scorsa invece di venire in televisione andate dai carabinieri e denunciate, invece vi fa comodo venire in televisione per avere un momento di celebrità. Non sono solidale con chi si approffita mentre ci sono donne che davvero vengano violentate e picchiate e che trovano la forza di denunciare, ma di loro in TV non se ne parla perché non sono famose.

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  8. Grazie mille. COndannato a livello mediatico, ovviamente. Se cerchi Nick Carter su google attualmente le prime notizie sono legate al presunto stupro, anche qui su word press ho letto post da vomito

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  9. Lessi un interessante articolo proprio su questo: il solo fango mediatico impedisce lo stato di diritto e indebolisce il dibattito sulla vera violenza. La maggior parte di queste denunce virtuali non sono mai approdate nel mondo delle denunce vere, quelle agli organi competenti!

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  10. Non conoscevo quel terribile particolare evento, ma comunque ho notato anche io tutta l’eco mediatica che l’argomento e mi è venuta subito l’orticaria. Non per l’argomento, ovviamente, ma per il semplicismo con cui ormai si trattano anche gli argomenti più delicati.
    Bel post, comunque. Concordo con te.

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  11. Grazie mille!
    Ammetto che il leggere il nome di Nick Carter associato a questo schifo ha smosso le mie dita, probabilmente sono troppo legata al l’argomento o semplicemente, conoscendo bene la questione in questo caso, posso davvero puntare il dito contro la spietata superficialità con cui l’argomento viene trattato!

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  12. È questo che fa rabbia!
    Io non voglio partire dal presupposto che siano false, ma non riesco a capire il perché non diventano reali denunce! È un mettersi al pc e gridare “al lupo al lupo” che farà si che quando il lupo arriverà nessuno lo vedrà più!

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  13. Hai perfettamente ragione, sono con te in tutto e per tutto! Basta dare tutto questo spazio a notizie create a doc per far parlare di tizio e caio. Lo spazio lo meritano solo quelle donne che hanno subito VERAMENTE l’abuso e la violenza! Loro sì che vanno comprese, e esaltate per il loro coraggio

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  14. Sono d’accordo, e pienamente, sulle considerazioni di fondo, anche se mi sembra che vengano applicate a due fattispecie diversissime, che purtroppo sono state anche dai media sovrapposte all’insegna della totale confusione. Un conto è l’atteggiamento di chi utilizza il corpo come strumento di scambio per ottenere dei favori, altra cosa è subire una violenza sessuale. Per quanto in molti casi il confine possa essere difficile da INDIVIDUARE, questi due sono mondi diversissimi. Chi denuncia una violenza sessuale sta denunciando un reato, punto e basta. Chi dice di aver ricevuto delle proposte sessuali che facevano intendere, più o meno palesemente, che tramite quelle si sarebbe potuto fare carriera in un certo ambito, sta denunciando una cosa che nel mondo dello spettacolo (e non solo) avviene da sempre. Se un grande produttore utilizza il suo potere per dire all’aspirante di turno che “solo mangiando una certa minestra” si può lavorare con lui, ovviamente siamo di fronte a un comportamento squallido, ma la persona di fronte può scegliere. Ovviamente la persona può denunciare la cosa, anche se appare molto difficile denunciarla, visto che appunto si tratta di una fattispecie molto equivocabile. Insomma, per quanto squallida sia la cosa, si è in due a implementarla. La violenza invece è un’altra cosa, completamente unilaterale, della serie “ti faccio quello che voglio perché so che non puoi parlare”. Il problema è che il caso di Asia Argento, e di tutte quelle attrici che si sono accodate ben giustamente al coro di accuse contro un conclamato maniaco sessuale che sfruttava il suo potere per comprare l’omertà, si è volgarmente mescolato ad altre cose che altre persone hanno utilizzato e stanno utilizzando per una bassa – ma purtroppo efficace – strategia di marketing, rimodellando quelle che possono essere delle banalissime scappatelle, per non dire anche schietti corteggiamenti, facendo passare il tutto per una violenza sessuale. Ecco, questo è certamente inaccettabile, ed effettivamente lascia il forte sospetto che si voglia sfruttare l’effetto tam tam del mucchio.

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  15. Una vera donna violentata potrebbe anche aspettare 20 anni per riuscire a raccontarlo a qualcuno, la psicologia umana è un labirinto intricato in cui si rischia di perdersi…ma non va da Barbarella nazionale o scrive un post su un blog.
    Affronta i suoi demoni cercando di rimettersi in piedi nonostante sia stata ridotta in mille pezzi, è questo l’aspetto che mi fa rabbia…lo sminuire situazioni così delicate solo per aver quei 15 minuti di celebrità.

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  16. Su quello hai ragione ci sono donne che denunciano subito altre che aspettano. Ma di certo non vanno in televisione nn e poi si offendano se ti dicono la verità in faccia. Quelle due che ci sono andate la miss Italia e quella di uomini e donne non gli hanno fatto nulla quindi cosa ci vai a fare in televisione? Uno a fatto un passo indietro, l’altri non ho ben capito ma comunque esistono i carabinieri…

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  17. Credo che questo sia purtroppo la conseguenza del nostro mondo iper-globalizzato, dove tutto è lecito, basta possa costituire occasione per monetizzare. Credo che questo sia anche la conseguenza della totale volatilità delle informazioni: qualsiasi cosa si dica, dopo un secondo è già bella che dimenticata, quindi credo siano in molti e in molte ad adottare la logica “arraffa finché puoi, tanto poi nessuno si ricorderà di nulla”… Peraltro, tutta questa massa informe di testimonianze non aggiungono nulla a ciò che già sappiamo; prescrizioni del tipo “evitare l’ultimo appuntamento con l’ex”, “considerare al fatto che le violenze avvengono in casa”, e via discorrendo, sono ormai una non-informazione sventolata più come bandiera che come servizio.

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  18. Al di là del tutto lecito e del “che faccio ci provo?” di chi dona il proprio giovane corpo per avere dei vantaggi e poi si pente… quello che mi preoccupa è l’assenza di connessione con la realtà di tante di queste denunce. Tutto ciò sminuisce il gesto di chi la violenza la subisce davvero e va per le vie reali, concrete.
    Altro punto poi è che alla fine internet verrà irregimentato (parola orrenda) perché questo non avvenga più, togliendoci anche questa libertà.
    OK, sono troppo serio… Ti piacevano i Backstreetboys?

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  19. Mi trovi assolutamente d’accordo con il tuo pensiero; ma non so se hai visto il servizio alle iene ieri e letto i vari commenti sui social, la caccia alle streghe è aperta ormai.

    Comunque mi piacciono ancora i Backstreet Boys!!! 😝

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  20. L’ha ribloggato su I PENSIERI E LE POESIEe ha commentato:
    I pensieri di una psicopatica, che tanto psico non è visto che ha scritto un articolo bellissimo (passatemi questo pensiero su una storia che storia non è). Il punto di vista di una donna speciale per parlare di un argomento di cui gli uomini non dovrebbero mai scrivere. Grazie!

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  21. L’ha ribloggato su BSB Italian Crewe ha commentato:
    Sono passati mesi da quando la pseudo cantante Melissa Shuman ha accusato Nick di stupro e, nonostante sia palese che non ci siano termini di condanna, lei sembra non essere intenzionata a smettere di alimentare questo polverone.
    Alcune psuedo testate giornalistiche americane continuano a rimbalzare la storia chiedendo giustizia.
    Mi andava di riproporre il mio pensiero a riguardo.

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