Pensieri Sparsi


Quello che più ricordo di quando suonavo il pianoforte sono le urla del professore alle prove dell’orchestra, quel profondo senso di umiliazione che mi paralizzava ogni maledettissima volta il mio nome riecheggiava in quella stanza e gli occhi di tutti erano puntati su di me. Ricordo le lacrime che pungevano i miei occhi, il naso arricciato per ricacciarle da dove prepotentemente volevano sfuggire; il respiro pesante e la sensazione di essere lì lì per morire. Non credo ci siano foto di me sorridente durante un saggio, la mia mente richiama alla memoria quella foto che mi ritrae seduta dritta nella mia divisa dell’orchestra, i capelli legati in una coda fatta di ricci malamente domati e le dita tese a sfiorare i tasti. Non riesco a ricordare gioia in quei momenti, la tensione, quella si; non era il pubblico a terrorizzarmi, nessuno di loro avrebbe mai capito se avessi suonato una nota piuttosto che un’altra, nessuno si sarebbe mai alzato dalla sua poltrona urlando a pieni polmoni: hai sbagliato; la consapevolezza dello sguardo con cui il professore mi avrebbe guardato, le parole di disappunto che avrebbe riservato per me. Sentivo di aver sbagliato, ancor prima di sbagliare.

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Ricordo la gioia dell’ultimo saggio, il pezzo da solista, il pubblico e l’orchestra in silenzio; le dita che battevano su quei tasti accompagnate da un unico pensiero: è l’ultima volta. Nessuna nota sbagliata, nessun tempo accelerato, nessuno sguardo di disapprovazione.
Dovresti iscriverti al conservatorio.
Avevo trovato esilarante quell’affermazione: davvero era chiaro solo a me stessa che non avrei mai più voluto provare quelle sensazioni che mi logoravano l’anima?

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Non ho più sfiorato i tasti di un pianoforte da quando avevo 13 anni!
E’ buffo come, guardando uno spartito musicale, mi viene puntualmente da domandarmi: chissà come fa un pianista a leggere due righe contemporaneamente? Buffo e triste aver completamente rimosso una cosa che mi veniva così naturale tanto da essere quasi un gioco. Prima della paura di essere giudicata.

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I pensieri vanno un pò dove gli pare…

 

 

11 risposte a ""

  1. beh però un peccato avere mollato tutto, sapere suonare uno strumento l’ho sempre considerato una dote, io purtroppo non ce l’ho ma mia figlia che ha iniziato anch’essa con il pianoforte a scuola, ora dopo la chitarra classica è passata alla elettrica, e sinceramente spero che non smetta, tutto a livello amatoriale ma la capacità c’è. penso che chi riesce a leggere le note abbia un qualcosa in più, e se ci riesci o se ci riuscivi prima di smettere, non dovresti fare fatica a riprendere, ripeto agli occhi degli altri è un qualcosa in più, fidati. ciao.

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  2. Ah, ah, ti capisco! Pensa che io mi sono sottoposto volontariamente al primo saggio di violino alla venerabile età di 45 anni! Ma con la stessa emozione… ed in più io stonavo pure! 🙂 a questo punto però potresti pure riprendere, senza nessun giudizio, solo per piacere…

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  3. Io suono la chitarra in un gruppo e la paura di essere giudicato c’è sempre, ma solitamente sparisce quando metto i piedi sul palco.
    Da lì in poi, beh, è solo divertimento con i miei compagni.
    Mi spiace leggere che, a quanto pare, ha vinto lei, soprattutto perché suonavi il pianoforte, uno degli strumenti più completi che esistano.

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  4. Lui voleva che mi iscrivessi al conservatorio, non ricordo quante volte me lo avesse detto quanto chiaramente io volevo mollare. A quanto pare sono stata la chiave di svolta del suo metodo di insegnamento, l’ho incontrato dopo anni e mi ha fatto delle scuse perché il suo modo di insegnare mi aveva allontanato dalla musica. Ero una sorta di “rimpianto”; mi ha spiegato che il suo atteggiamento era dovuto al fatto che vedeva del talento e voleva spronarmi ma visto i risultati aveva capito di aver fallito come maestro e di avermi totalmente allontanato da qualcosa in cui ero brava.

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  5. Ecco, almeno se ne è reso conto…magra consolazione però buon per lui. Pensare che invece ci sono quelli che non cambiano mai e continuano lascia pensare. Comunque ti ci vedo diventare vecchietta e riprendere a suonare il pianoforte! 😀

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  6. Ho appena letto il post,bellissimo! Te lo scrivo qui perchè ho problemi con internet e non riesco a lasciare ne like quanto meno commentiSe ti va,ho postato un post sull’adolescenza se ti va di darci un occhiata,darmi il tuo parere e se ti piace iscriverti per non perdere gli altri post ne sono felice

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  7. Se fossi in te io ricomincerei a suonare il piano ora, senza alcuna pressione, come fosse un semplice gioco, giusto per non darla vinta a quei pezzi di… fango che sono riusciti a farti detestare qualcosa che amavi ☹️✌️

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  8. Ero una ragazzina e, in quella fase di crescita, ogni giudizio influisce in modo pesante sulla formazione della persona. Sono ancora una persona che attualmente teme di incontrare un “professore” del genere nella vita!

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