Pensieri Sparsi

West Cost Days ✨ #day5


Non sapevo bene cosa aspettarmi da questa giornata, non posso dire di odiare i parchi e la natura ma sicuramente mi definirei più amante delle città [e dei loro negozi] per cui l’idea di scarpinare nel verde un po’ mi inquietava; fortunatamente ho dovuto ricredermi. Come si fa a restare impassibile di fronte a queste bellezze della natura? Il Generale Sherman e la sua imponenza mi ha lasciato senza parole.

Avrei passato un tempo interminabile ad abbracciare questi giganti della foresta, così imponenti eppure così morbidi; sono rimasta non poco impressionata dalla consistenza della loro corteccia che immaginavo erroneamente ispida e pungente.

Una salita di 350 gradini mi ha portato invece in cima al Moro Rock, per me che la montagna poco la vivo [sii onesta, non sai neanche dove si trovano le montagne] è stata un’esperienza stancante ma bellissima…da togliere il fiato.

Lo so, è stato breve ma intenso…ma anche stasera sto praticamente dormendo mentre scrivo! Perdono 💕

Pensieri Sparsi

West Cost Days ✨ #Day4 🇺🇸


Alzi la mano chi ha sognato almeno una volta nella propria vita di camminare in un set cinematografico o meglio ancora di ritrovarsi tra le strade di un telefilm? 🙋🏻

Sarà che sono sicura di sentire spesso una voce fuori campo che narra le mie gesta, con tanto di colonna sonora ovviamente a dir poco epica, ma l’idea di passeggiare lungo quelle strade viste e riviste in tv {ok, sullo schermo del pc visto che guardo quasi tutto in streaming} mi elettrizzava non poco questa mattina.

Visitare i Warner Bros Studios è stato come ritrovarsi, per qualche ora, in una realtà fatta di finzione e magia. Mica ci avrei scommesso che il cappello mi avrebbe smistato nella casa dei Grifondoro.

Ritrovarmi sul divano del Central Perk ad aspettare Monica, Rachel, Ross, Joey, Chandler e Phoebe è stato come fare un tuffo nel passato; giuro che sentivo la sigla di Friends risuonarmi in testa e vedevo il mio nome accanto a quello delle stars della serie [lo so, è così tanto da me fare una roba del genere].

Ma non voglio annoiarvi ulteriormente con i miei deliri da ragazzina. Ho lasciato Los Angeles, almeno per ora, per raggiungere la seconda vera tappa di questo viaggio; ho scoperto a malincuore che dopo le ore 21.00 nei paesi della zona è tutto chiuso, il tizio all reception quasi mi ha riso in faccia quando gli ho chiesto di un ristorante…meno male che almeno esiste il Mc Donald’s.

Adesso è decisamente arrivata l’ora di dormire 💕

Pensieri Sparsi

West Cost Days ✨ #Day3 🇺🇸


Gli occhi che mi si chiudono per la stanchezza non sono un buon incentivo per mantenere i buoni propositi!!!

Questo terzo giorno è stato stancante, e non poco! Non avevo ben chiaro cosa aspettarmi da una città come San Diego e ammetto che, probabilmente perché sono estremamente cotta al momento, ancora adesso non ho ancora ben capito se mi è piaciuta.

Nonostante avessi stilato il mio bel programmino di cosa vedere avendo a disposizione una sola giornata, non tutto è filato liscio come avevo programmato. [e questo mi infastidisce non poco].

Bambini e ciccioni cinesi [sarà poco carino da dire ma è stato un dato di fatto questa mattina] sono stati un vero incubo per riuscire a scattare una foto non affollata con la Statua del bacio.

Pranzo rigorosamente messicano quello di oggi, [Ma questi mettono i cetrioli ovunque!?!] e passeggiata nell’antico quartiere di Old Town per un assaggio di Messico circondati da teschi che la fanno da padroni. [Non sono fan dei teschi ma quelli visti in giro li ho adorati].

Ho iniziato questo post pensando: metto una foto e vado a letto, ma la verità è che non sapevo scegliere quale postare per racchiudere questa giornata. Neanche visivamente ho il dono della sintesi, è evidente.

È arrivato per me il momento di andare a dormire

Buon giorno a voi 💕

Pensieri Sparsi

West Cost Days ✨ #Day2 🇺🇸


Prima di partire per questo viaggio mi ero ripromessa di rendere questa occasione la possibilità per questo spazio virtuale di accogliere qualcosa di diverso dalle lamentele cariche di grigiume che ultimamente regnano sovrane.

Un diario di viaggio? Non so se avessi pensato esattamente ad una cosa del genere quando ho elaborato il pensiero: la sintesi non e il mio forte e la stanchezza del turista probabilmente minerebbe alla mia già scarsa costanza. Eppure in qualche modo ci voglio provare.

Non sono una travel blogger e probabilmente a nessuno interesserà di cosa io stia facendo e dove, ma condividere cose belle è quello che voglio fare in questo spazio, almeno per un po’.

Tornare a Los Angels dopo appena qualche mese non è stata una cattiva idea, la fretta unità all’ansia da Nick Carter poco mi aveva fatto apprezzare la città degli angeli.

#Day2: Hollywood, Beverly Hills, Santa Monica e Venice Beach…come secondo giorno ci è piaciuto.

Attualmente sono le otto del mattino e il mio terzo giorno è iniziato già da un paio di ore! ✨

Pensieri Sparsi

When in doubt, travel 👋🏻🇮🇹


Finalmente sono arrivate le mie vacanze! Niente post figo sul significato di un non luogo come l’aeroporto, nessun post ansiolitico sulla situazione della mia testa.

I’m leaving!

Pensieri Sparsi

Work in progress…


Cose (da non dimenticare) da fare
1. Fare almeno una fotografia al giorno.
2. Andare nel Grand Canyon.
3. Vedere i pinguini nel loro ambiente.
4. Vivere un’avventura.
5. Guidare una decappottabile.
6. Dare un bacio a uno sconosciuto.
7. Guardare di seguito tutti i miei film preferiti.
8. Ballare in pubblico come se non mi guardasse nessuno.
9. Affrontare le mie paure.
10. Essere più spontanea.

Le spunterò tutte, prima o poi. È una promessa a me stessa. 💕

E voi avete una vostra lista di cose da non dimenticare di fare?

Pensieri Sparsi


Quello che più ricordo di quando suonavo il pianoforte sono le urla del professore alle prove dell’orchestra, quel profondo senso di umiliazione che mi paralizzava ogni maledettissima volta il mio nome riecheggiava in quella stanza e gli occhi di tutti erano puntati su di me. Ricordo le lacrime che pungevano i miei occhi, il naso arricciato per ricacciarle da dove prepotentemente volevano sfuggire; il respiro pesante e la sensazione di essere lì lì per morire. Non credo ci siano foto di me sorridente durante un saggio, la mia mente richiama alla memoria quella foto che mi ritrae seduta dritta nella mia divisa dell’orchestra, i capelli legati in una coda fatta di ricci malamente domati e le dita tese a sfiorare i tasti. Non riesco a ricordare gioia in quei momenti, la tensione, quella si; non era il pubblico a terrorizzarmi, nessuno di loro avrebbe mai capito se avessi suonato una nota piuttosto che un’altra, nessuno si sarebbe mai alzato dalla sua poltrona urlando a pieni polmoni: hai sbagliato; la consapevolezza dello sguardo con cui il professore mi avrebbe guardato, le parole di disappunto che avrebbe riservato per me. Sentivo di aver sbagliato, ancor prima di sbagliare.

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Ricordo la gioia dell’ultimo saggio, il pezzo da solista, il pubblico e l’orchestra in silenzio; le dita che battevano su quei tasti accompagnate da un unico pensiero: è l’ultima volta. Nessuna nota sbagliata, nessun tempo accelerato, nessuno sguardo di disapprovazione.
Dovresti iscriverti al conservatorio.
Avevo trovato esilarante quell’affermazione: davvero era chiaro solo a me stessa che non avrei mai più voluto provare quelle sensazioni che mi logoravano l’anima?

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Non ho più sfiorato i tasti di un pianoforte da quando avevo 13 anni!
E’ buffo come, guardando uno spartito musicale, mi viene puntualmente da domandarmi: chissà come fa un pianista a leggere due righe contemporaneamente? Buffo e triste aver completamente rimosso una cosa che mi veniva così naturale tanto da essere quasi un gioco. Prima della paura di essere giudicata.

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I pensieri vanno un pò dove gli pare…