Pensieri Sparsi

Leggere bene le avvertenze: Questo post è un NoSense mastodontico.


Potrei giustificare la sciocchezza delle parole che sto per mettere in fila con il fatto che siamo ormai a metà giugno e il mio termometro segna qualche linea di febbre, ovviamente aggiungerei io ma il motivo di questa mia affermazione rischierebbe di rendere questo post ancora più NoSense di quanto per sua natura già non sia.

Questo mio delirio nasce dall’aver scoperto, anzi no appurato forse è più appropriato per rendere in maniera corretta il concetto, il dato di fatto più eclatante della mia vita: vivo in un mondo fatto di nuvole di zucchero filato e pascoli pieni di unicorni rosa. Insomma chi mi definiva Alice persa nel suo Paese delle Meraviglie tutto questo torto, in fin dei conti, proprio non lo aveva.

Il punto della questione di oggi è in realtà estremamente semplice: ascoltare canzoni in inglese quando si è poco più che una bambina non è propriamente una gran cosa se si finisce per non cogliere assolutamente il senso di una canzone e si continua ad ignorarlo per il resto della propria vita aggrappata ad un’infantile convinzione.

Non credo che questa spiegazione buttata un pò a caso vi abbia meglio chiarito che problemi io possa avere oggi: il punto è che penso a me ragazzina che, con tanto di vocabolario, passava il pomeriggio a fare traduzione delle canzoni della sua band preferita, rileggevo il nuovo testo in italiano e cercavo di dare un senso a quell’insieme di parole. Spesso era facile, in fondo quando in una canzone ci trovi solo smielose frasi di amore, tendenzialmente banali, tutta sta difficoltà nel tradurre proprio non la si riesce a trovare.


Andrei ovunque per te. Non spezzerei mai il tuo cuore. Smettila di giocare con il mio cuore. Voglio stare vicino a te. Tesoro. Voglio stare con te. Nessuno tranne te. Il mio amore è tutto quello che ho da darti. Basta che mi ami. 

Il problema reale, per la me ragazzina, era il ritrovarsi di fronte ad un insieme di parole messe insieme quasi per caso [beata innocenza]: 

Get down, Get Down and move it all around. 


Ero poco più di una bambina, una tenera ragazzina che, nel mettere insieme quelle parole apparentemente senza senso, aveva deciso di dare un nuovo senso a quella canzone. Peccato che non ne avevo davvero proprio idea. Sono sconvolta! Dovete avere la pazienza di capirmi oggi ma dopo aver passato la mia adolescenza a cantare a squarciagola una canzone convinta che fosse semplicemente una stupida canzoncina NoSense, scoprire che quelle stesse parole avevano in realtà un recondito significato porno è, a dir poco, sconcertante. Mi avete depredato della mia innocenza, risuona troppo forte come affermazione? Oh no, perchè è esattamente quello che è accaduto qui eh.


La bambina che è in me chiede il risarcimento per danni subiti.

Pensieri Sparsi

Post di una domenica sera qualunque….


Mi state davvero dicendo che anche questo weekend è ormai agli sgoccioli? No, scusate eh, ma quando è accaduto perchè, ve lo giuro, io non me ne sono mica accorta di come sia volato il tempo; cioè un minuto fa era venerdì sera e adesso praticamente, se chiudo gli occhi, sarà presto lunedì. Come è potuto succedere?

L’aria sembra essersi raffrescata in sti giorni, un fastidioso vento ulula alla mia finestra facendo sottofondo alla musica che risuona alla tv rendendo tutto stranamente statico, come se mi fossi ritrovata di colpo in un fermo immagine: sono seduta a gambe incrociate sul letto digitando parole un pò a caso sulla tastiera del mio iPad cercando di dare una direzione ai miei pensieri. La giusta direzione. Quella che vorrei trovare anche io.

E’ molto che non vi racconto realmente di me, passo il tempo (e i post) a sfiorare quello che accade nella mia quotidianità continuando ad inciampare continuamente negli stessi errori, evitando di sentirmi davvero forse per paura di quello che potrei provare o, purtroppo, perchè ho smesso di sentirmi da così tanto tempo da non esserne più davvero capace. 

Seduta su questo letto penso a quella gamma di emozioni che potrei/dovrei provare ma di cui, non so più davvero da quanto, sembra non esserne più in dotazione.

Triste? Felice? Arrabbiato? Soddisfatto? Colpevole? Ansioso? Tranquillo? Escluso? Calmo? Annoiato? Interessato? Coraggioso? Affezionato? Ostile? Spaventato? Incluso?

Come ti senti per davvero? Non lo so!!! Come si fa a saperlo?

Servirà il tuo abbraccio per farmi tornare a sentire qualcosa? Di nuovo?


Pensieri Sparsi

Meeeow!!!


Quando torni a casa dopo una lunga giornata in ufficio passata a mettere in fila le parole alla disperata ricerca di dare un senso alla perizia che hai tra le mani, cosa c’è di meglio del dolce suono delle fusa?

Datemi un bicchiere di vino e, forse, non chiedo di più!

Il Salotto di Angel ★ · Pensieri Sparsi

Salotto di Angel #5


Per la serie a volte ritornano, eccomi nuovamente qui ad aprirvi le porte del mio salotto; le birre sono in frigo, le patatine a casa mia non mancano mai e mio cognato ha un’azienda vinicola quindi direi che anche da quel punto di vista siamo ben coperti per una degna accoglienza per i miei cari ospiti.

E’ arrivato finalmente il mese di Giugno, l’estate è ormai alle porte e l’idea delle vacanze sempre più vicine inizia a riempire le nostre teste: voli e hotel da prenotare, escursioni da bloccare, percorsi da studiare, cose da comprare. Insomma, anche se nella realtà dei fatti c’è ancora un bel pò da faticare, il caldo e le belle giornate fanno apparire le ferie un pochino più vicine; quanto questo sia un bene, ad essere onesta, ancora non ne ho idea visto che domattina ad aspettarmi non ci sarà un telo da mare e della crema solare da spalmare ma un bel pò di traffico che mi farà sclerare.

Per quanto io sia curiosa come una scimmia di conoscere i vostri piani per queste vacanze estive [di cui potete parlarmene comunque nei commenti], quello su cui voglio interrogarvi oggi è un altro punto della faccenda: la Scaramanzia e i suoi derivati! Avete presente tutte quelle cose per la serie Non è vero, ma ci credo? Sto parlando di tutti quei piccoli gesti scaramantici fatti per allontanare la sfiga, o quanto meno per non attirarla a se: specchi rotti, sale sul tavolo, scale aperte, olio sul pavimento, ombrelli aperti in casa e cappelli sul letto. 

Hey, inutile che storcete il naso; siamo tutti un pò vittima di quella paura che possa accadere qualcosa fuori dal nostro controllo, tutti pronti a tenere buona la sfiga pronta a disturbare anche i nostri piani migliori. Sia chiaro: non ho nulla contro i gatti neri, se li vedo per strada mi fermo, non per farli passare, ma semplicemente perchè vorrei portarmeli a casa; passare sotto le scale aperte non è mai stato un problema e quella cosa del sale e dell’olio non l’ho mai ben capita. Non mi gratto in posti strani se vedo cose che potrebbero attirare la sfiga, mi siedo tranquillamente negli angoli dei tavoli e stai cazzi se mi spazzano sui piedi; cappelli sul letto ne poggio a morire e l’ombrello lo metto ad asciugare sempre aperto nelle scale, all’interno di casa mia.

Non credo di potermi definire davvero una persona scaramantica, fino a quando non devo fare qualcosa a cui tengo. In quel caso, probabilmente facendo appello alle mie origine secondo cui l’uocchie so Peggie d”e scuppettate [il malocchio è peggio dei colpi di fucile], viene decisamente fuori la me terrona che crede perdutamente alla sfiga che la gente possa attaccarmi addosso. E’ in quel preciso momento che decido che quello che devo/voglio fare sia meglio tenerlo per me stessa, che decido che se faccio un pagamento prima di una certa data quei soldi saranno soldi perduti perchè finirà per accadermi qualcosa di molto brutto prima di poter sfruttare il bene acquistato, che inizio a pensare che tutto ciò che mi accade è in realtà un segno del destino che mi ricorda che sto osando di essere felice e, per tanto, sto sfidando la sorte e i malauguri della gente a cui magari sto lievemente sullo stomaco. E’ in quel momento in cui divento una psicopatica paranoica.


E voi siete superstiziosi? Credete al potere degli influssi malefici delle persone? 


State pensando che era meglio non mettere piede nel salotto di questa povera pazza?