Pensieri Sparsi

Vorrei spiegare che…


Quando due anni fa ho dato vita a questo spazio avevo semplicemente bisogno di un nome da dargli, qualcosa che risuonasse a suo modo anche simpatico, decisamente che facesse capire che questo non era uno spazio in cui mi sarei presa troppo sul serio; probabilmente, anzi quasi sicuramente, non avevo in programma di vedere questo blog crescere e durare così a lungo secondo i miei standards precedenti. Pensieri Sparsi di Una Psicopatica mi era sembrata una scelta carina, forse non brillantissima ne originale, ma in un qualche modo aveva una connotazione simpatica. Non avrei mai immaginato che nel giro di due anni avrei iniziato a sentirmi davvero una Psicopatica.

Chi ha iniziato a seguire questo blog dall’inizio probabilmente nel leggere i post di questo ultimo periodo si starà chiedendo: ma chi diavolo sta scrivendo in questo spazio? Non era questo il blog che avevo iniziato a seguire? Che fine hanno fatto i post simpatici e sarcastici? Cosa dovrei condividere di sta mezza depressa?

Il vero problema è che sono sempre io. La simpatica ragazza che scriveva post idioti sull’organizzazione della Pasquetta o la fuga dall’imbarazzante momento del lancio del bouquet della sposa, quella sciocca adolescente che blaterava del suo amore per quello biondo dei Backstreet Boys e spendeva parole sui weekends passati con le amiche, la ragazza con il trolley fuxia sempre pronta a partire, quella con mille domande e gli occhi grandi per guardare il mondo. Sono sempre io…eppure non lo sono più.

La scelta di parlarvi a cuore aperto nasce da quella sensazione di aver deluso anche i lettori di questo mio spazio che ormai mi porto dentro da un pò, quella sensazione che ha reso i miei post sempre più sporadici, forse un tristi e magari anche noiosi; quella sensazione che mi fa sentire un bluff anche in questo mio spazio. Il motto spazio mio, pensieri miei, parole mie che è stato un pò il filo conduttore di questo mio mondo ha iniziato a perdere colore e valore nella mia testa. Scrivo per me, leggono loro…a chi interessano davvero le mie paure?

La vocina nella mia testa ha una sola risposta, è più o meno sempre la stessa per tutte le mie domande: a Nessuno. Alla vocina della mia testa non importa fare la vittima della situazione, non ha alcuna intenzione di rendersi protagonista della scena, osserva il mondo da un punto di vista esterno interno alla mia testa [lo so, questa è contorta come roba] e mi da quelle risposte che non sempre gli chiedo per davvero, mi racconta cosa che non sempre vorrei ascoltare. Mi parla di me come se fossi fuori di me. Perchè la gente dovrebbe leggere cosa ti passa per la testa?

La risposta è che davvero non lo so. La verità è che osservo il foglio bianco di fronte ai miei occhi, sospiro e mi chiedo quello che, come dicevo poc’anzi, forse vi state chiedendo anche voi: che cosa diavolo le è successo? Che fine ha fatto la leggerezza dei post che mi piaceva scrivere/leggere qui? Chi è costei e perchè riempie questo spazio con questo grigiume?

Sono io...e, non so se per onestà verso di voi o bisogno di tirare fuori quello che ho in testa, vorrei provare a raccontare parte del caos che mi è scoppiato in testa in questo periodo, quello che mi ha portato in quel vortice di silenzio di cui vi ho parlato. Vorrei provare a mettere nero su bianco tutto quel buio che mi sta avvolgendo l’anima in questi giorni rendendomi difficile il momento in cui devo abbandonare il mio letto al mattino, facendomi desiderare di tornare quanto prima in quel letto, togliendomi la voglia di parlare e di ascoltare, di interagire con il mondo. Vorrei raccontarvi del desiderio di sparire che ha accompagnato i miei pensieri, della forza che ho sentito pian piano abbandonare il mio corpo, della speranza e dei desideri che ho sentito affievolirsi nel mio cuore. Vorrei farvi fare un giro nella mia testa, ma probabilmente non sopravvivereste un solo giorno.

Vorrei spiegarvi che non è un capriccio il mio silenzio, ne uno stupido test per verificare chi resta quando sto male perchè, credetemi, pagherei oro per non sentirmi così; vorrei spiegarvi che il silenzio non era un piedistallo su cui mi sono posizionata per giudicare le azioni degli altri perchè gli altri neanche riuscivo a vederli in questa ultima settimana, perchè ogni messaggio a cui non ho risposto, ogni telefonata che ho ignorato, ogni persona da cui sono scappata era semplicemente un mio fallimento. L’ennesimo fallimento. Perchè, per quanto mi sforzassi, le parole non riuscivano a prendere forma, i pensieri non riuscivano a smettere di vorticare, le lacrime non riuscivano a smettere di scendere dai miei occhi. 

Non avevo più il controllo di me stessa, avete mai provato questa sensazione? Vi siete mai sentiti così persi da aver paura di non riuscire più a trovarvi? Avete mai avuto la sensazione di cadere in un tunnel senza fine? Un pò come trovarvi in un mare in burrasca, di colpo, dimenticare come si fa a nuotare e iniziare, violentemente, ad annegare.

Tu piuttosto anneghi invece di farti lanciare da qualcuno un salvagente. E se vuoi il salvagente rosa, non prederesti mai quello rosa.” 

Come lo spieghi che stai così male che il salvagente forse non lo vedi? O se lo vedi, davvero non riesci ad afferrarlo? Come lo spieghi che stai così male da non riuscire a gridare “Salvatemi”? Come lo spieghi che hai così paura di annegare che sei completamente paralizzata nel terrore di cosa ti riempie la testa in questo periodo? Come lo spieghi che ti andrebbe bene anche un salvagente color verde pisello se fosse in grado di salvarti da te stessa? Come lo spieghi che forse avresti bisogno di qualcuno che li sfondi i maledetti muri che ti stai creando intorno e non di qualcuno che li usi per darti addosso facendoti sentire in colpa perchè non sei in grado di chiedere aiuto?

Come lo spieghi che non stai chiedendo di essere capita, visto che a capirti non sei brava neanche più tu? Che chiedi di avere spazio, ma non hai mai chiesto di essere lasciata sola; che non hai mai bisogno di mille parole ma “Hey” non può essere assimilabile ad un tentativo di far sentire la propria presenza in alcun modo possibile ed immaginabile. Come lo spieghi che dopo una settimana di merda leggere frasi come “Preferisci credere che nessuno ti capisca piuttosto che ammettere che forse tu sbagli a trattare la gente” probabilmente non aiuta, soprattutto se tu l’unica cosa che hai fatto in stai giorni è stata proprio stare lontana dalla gente.


Probabilmente semplicemente tutto questo non lo spieghi. Sospiri, ti racconti che passerà e vai avanti. 





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15 thoughts on “Vorrei spiegare che…

  1. Siamo fatti di emozioni e quando ci va di ridere ridiamo insieme mentre quando ci va di stare soli o siamo tristi lo facciamo notare. È giusto così. Ovviamente ho notato che nel tuo blog qualcosa stava cambiando ma è ovvio che stava cambiando prima nelle tue giornate. Il blog è estensione di noi ed è giusto che vieni qui quando hai voglia e butti dentro quello che vuoi. Sei sempre tu, anche quando non sei sarcastica o ridiamo insieme.
    Io non so qual è la causa di questo dolore, tristezza, disagio. Penso solo di aver provato qualcosa di simile tempo fa; cercavo me stessa e poi mi son resa conto di non averla mai persa era solo stata accantonata dai mille pensieri e problemi. Spero riuscirai a ritrovarti e a affrontare al meglio tutto. Ti risparmio le frasi di rito “è un periodo, passerà” perché onestamente non mi sembrano consolatorie, in certi casi si vorrebbe solo uscirne e subito! 😘 un abbraccio.

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  2. Io ci ho messo 17 anni per scongelarmi siamo complessi ma siamo anche questo se cerchi senso lo troverai e bisogna in certi momenti spegnere la testa e riderne le voci di dentro hanno bisogno di esprimersi la scrittura può essere un mezzo per viaggiare sistemare casa aprire o chiudere finestre…

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  3. Buongiorno!!! Prima di tutto ‘perché/la causa’e poi”vorrei farvi fare un giro nella mia testa, ma probabilmente non sopravvivereste un solo giorno” : si sono persone psicologamente forti

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  4. Buongiorno!!! Prima di tutto ‘perché???/la causa’e poi”vorrei farvi fare un giro nella mia testa, ma probabilmente non sopravvivereste un solo giorno” : ci sono persone psicologicamente forti!
    Un abbraccio💫💫💫💫🙏❤

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  5. Senti, detto papale papale. Io lo so come si può stare non uguale ma almeno a grandi linee. Si cambia, si cresce, la vita ci mette alla prova e se questo vuol dire essere psicopatici.. beh w i manicomi! E comunque, non pensare a chi interessa. Interessa a te e questo basta. Il bello di questo spazio è che la maschera può anche non esserci. Quindi fottitene, scrivi quello che ti viene è quello che ti serve e vai avanti. Il buio spaventa a tutti però se siamo più di uno e si canticchia assieme fa sempre meno paura. Credi a me che le amiche mi chiamano Favaggia (ovvero fava-saggia)! Io ti seguirò!

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  6. Ti capisco…non mollare e continua a scrivere sempre nei momenti felici e in quelli bui perché anche se stai male (e mi dispiace tantissimo) si sente che sei sempre meticolosamente tu! ❤ un grande abbraccio

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  7. Non ho la ricetta standard per uscire da tutto questo, altrimenti l’avrei usata parecchie volte su me stessa. Sono periodi, schifosi periodi che ti colpiscono. Poi arriva qualcosa, anche una piccolezza e tutto magicamente si dissolve. In bocca al lupo, spensierata o triste, folle o seria continueremo al leggerti

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  8. Io mi sono sentita esattamente come te. Il buio va accettato come un’altra parte di te. Vuole solo essere conosciuto ed esplorato, però devi sapere sempre che è una cosa dalla quale puoi entrare e uscire a tuo piacimento. Come da un bel ricordo. Non è che solo perché si chiama buio allora deve essere per sempre…

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  9. Mi spiace che tu mi capisca perché non lo augurerei a nessuno di esserci passato in quello che sta occupando la mia testa ora. Sono un casino, L ho sempre saputo, ma ultimamente davvero sembra che non ne riesco a venire fuori

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  10. Io ho iniziato oggi a leggerti e anche a seguirti …ogni tanto ultimamente la “tua amica scomoda” va visita anche a me….solo che io di amica scomoda ne ho già una…è nel mio caso 3 non è il numero perfetto. ..a me la vita è cambiata 3 anni fa’ sono ancora nella fase in cui non ne parlo…accenno e basta …non ho qualcosa di preciso da scriverti in questo commento…solo che son passata qui’ nel tuo spazio e mi son fermata volentieri. .😍

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  11. Non lo spieghi. Non sai se e quando lo superarai. Fin quando un giorno capiterà qlk di talmente divertente che sentirai di nuovo il suono della tua risata. Di quelle belle, piene, che ti da male lo stomaco e ti viene da piangere dalle risate. È quel suono che ti farà ricordare che prima o poi passerà! Ti abbraccio forte! 😘

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  12. Grazie mille per aver iniziato a leggere le mie parole, in primis…
    Non so cosa tu stia attraversando e cosa abbia cambiato la tua vita, io ho imparato [sto imparando] che forse parlare un pochino aiuta…non cambia la situazione, non credo la migliori concretamente ma un po’ serve a buttare fuori quel senso di caos che mi portò dentro…

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