Pensieri Sparsi

Every success Story starts with a Dream.


La foto copertina del post è lo sfondo del mio desktop da circa un anno, probabilmente l’ho scelta in un momento in cui mi sentivo persa lungo quel cammino che avevo immaginato decisamente diverso quando, ancora ventenne, mi fermavo a fantasticare sul mio futuro. La verità è che nessuno ci insegna niente per davvero in questa vita e, fin troppe volte, le lezioni da imparare sono quelle che lasciano più cicatrici sulla nostra anima, in quella parte così recondita del nostro io da essere quasi invisibile anche a noi stessi.c9867d70cea2717519be1cac50d24481

E’ così che un professore troppo concentrato sulla sua frustrazione finisce per farti dubitare delle tue capacità insinuando dentro di te un dubbio che in precedenza mai ti aveva sfiorata, presuntuosa e determinata come volevi che il mondo ti vedesse.

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Succede che quel traguardo finale spostato sempre un po’ più in là da chi da te aveva iniziato a pretendere l’impossibile finisca per risucchiarti tutta quella determinazione e quella voglia di dimostrare al mondo di cosa tu fossi fatta, per privarti di quell’energia positiva che ti aveva permesso di sognare un futuro diverso, un futuro migliore.

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Succede che, privata da quell’energia, tu decida di abbandonare quel tuo sogno, di modificare quel futuro su cui tanto avevi fantasticato, quello con cui aveva riempito la testa ad amici e parenti, per accontentarti di quello che la vita ti mette d’avanti. Ti racconti che non hai più forza di studiare, di continuare a fare sacrifici per raggiungere quel traguardo che, probabilmente senza neanche accorgertene, avevi accarezzato sin da quando eri poco più che una bambina. Ti convinci che è arrivato il momento di lavorare, anche se quel lavoro sembra così lontano da come lo avevi immaginato quando avevi iniziato l’università; decidi di partire da zero, da quel posto che avevi sempre definito il fallimento delle tue ambizioni perché, in realtà, di ambizioso ormai nella tua testa non è rimasto più nulla.ztmp6jm

Ti concedi del tempo, provi a reinventarti, segui corsi e acquisisci qualifiche, provi ad intraprendere nuove strade sperando di trovare finalmente quella giusta.
Ti convinci che l’importante è avere uno stipendio a fine mese, che è essenziale per riuscire a soddisfare i tuoi bisogni anche quando questi sono solo capricci, regali per la tua insoddisfazione; ti racconti che va bene alzarsi dal letto demotivata per la ripetitività di quei documenti che proprio non riesce a piacerti preparare, di quelle telefonate prive di conclusione, di quelle mail che di senso sembra averne sempre meno.

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Succede che pian piano torna quell’ansia che speravi di aver imparato a gestire, quella che ti annienta giorno dopo giorno portandoti sempre un po’ più lontana da quella te stessa che meritavi di essere. Quella che meriti di tornare ad essere.2fbaa62e-7ce2-4840-84c7-07713204e1fb

Una lunga premessa quella di oggi, lo so, ma vi avevo promesso degli aggiornamenti e non sarebbe stata la stessa cosa raccontarvi di come vanno le cose adesso senza raccontarvi un pochino più di chi sono io, chi ero e chi sarei voluta essere. Probabilmente se ci fossimo incontrati circa di dieci anni fa vi avrei raccontato che ero una studentessa di architettura che, con più esami sul libretto che sullo statone, si era resa conto che forse da grande non era proprio l’architetto che avrebbe voluto fare ma che aveva scoperto che con la sua laurea in architettura avrebbe potuto frequentare un master in designer di yacth e lei, inutile sottolinearlo, sarebbe diventata una designer di yacht fighissima.

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La verità è che la vita a volte fa dei percorsi strani, tortuosi, ma in modi che non ci è dato capire i fili del nostro destino si intrecciano e ci muovono mettendoci al posto giusto al momento giusto; a volte basta solo avere il coraggio di mollare la presa, ascoltare la propria debolezze ed i propri desideri e rimboccarsi le maniche.work-bitch-gifs-6

E’ passata appena una settimana da quando ho cambiato lavoro, troppo poco tempo per tirare la somme, quanto basta per potervi raccontare che ho smesso di morire tra attestati e documenti che non riuscivano a catturare la mia attenzione, ho smesso di sentirmi morire al pensiero di un altro giorno in ufficio, ho smesso di pensare di stare sprecando la mia vita persa in un tunnel succhia energia vitale da cui avevo il terrore di non riuscire più ad uscire. Ho iniziato a sfidare me stessa, le mie capacità, la mia testardaggine a raggiungere un obiettivo, ad affrontare nuove ansie e nuove paure e a ritrovare quella parte di me stessa che temevo fosse andata persa, quella convinta che posso fare tutto, devo solo provarci davvero.
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Ho ascoltato il richiamo del mare!
Lo osservo dalla finestra del mio ufficio e sorrido all’opportunità che mi è stata data sperando che prima o poi, sugli yacht che per adesso posso solo aiutare a modellare al pc, prima o poi mi faranno mettere piede.  [Smetti di pensare a fare foto per Instagram, perde enfasi tutto il discorso eh.]
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E domani è lunedì…ma un pò meno lunedì.
In bocca al lupo a me.

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10 thoughts on “Every success Story starts with a Dream.

  1. Anche io ti dico: sii testarda e cerca sempre di realizzare le tue vere aspirazioni. Stai attenta, però, nell’ambiente di lavoro, per quanto entusiasmante sia, non ti “dare” troppo in modo che i furbetti simpatici ti rubino idee o altro. Colleghi e superiori non sono amici, sceglierai tu dopo tanto tempo se e chi sarà tuo amico. Troppa gentilezza non paga!!! Scusa il consiglio, dettato dall’ esperienza, ma ci tengo che ti vada tutto bene. Dato che di mare si tratta, in c… alla balena!!!

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  2. vorrei fare leggere il tuo post a chi dico io, ma mi risponderebbe che non ha più voglia di provarci, e preferisce morire giorno dopo giorno in un posto di merda, in un ufficio senza finestre, con un capo che la costringe ad indossare un camicie come negli anni 70, anzichè tornare a coltivare i sogni che aveva neanche poi tanti anni fa.
    Bello mi è piaciuto, scrivi bene te lo ho già detto.
    Buona giornata.

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