Pensieri Sparsi

Addio, 2016!!!


Mancano poche ore alla fine di quest’anno che, giusto per essere originale fino alla fine, ho deciso [anche se non mi sembra proprio il verbo più corretto da utilizzare in questo caso, eh] di chiudere in bellezza divenendo della stessa sostanza della Tachipirina, maledetta influenza, e io sono ancora qui di fronte al mio IPad cercando di tirare le somme di questo anno un po’ strano; un anno contro cui la gente ha passato più tempo ad inveire anziché capire come cercare di viverlo al meglio.Con tanto di forconi in mano, al grido di anno bisesto, anno funesto [che tanto deve aver scaldato i cuori di chi, per beffa del destino, ha messo piede in questo mondo il 29 febbraio] sono stati spiegati e/o
giustificati tutti gli avvenimenti nefasti accaduti in questi 12 mesi.   

Ha fatto più morti questo 2016 che la peste nera.

Come se tutti gli attentati che hanno costretto al cambiamento della foto profilo gli utenti di Facebook più scrupolosi in segno di rispetto, empatia o esibizionismo, le morti di personaggi più o meno famosi che hanno reso tutto il popolo del web esperti di musica/cinema/teatro, i terremoti che hanno scosso più e più volte la nostra Italia un pò a causa degli omosessuali un pò a causa di Dio, fossero colpa di quel giorno in più sul calendario.  

Come se le delusioni delle persone a cui tenevamo di più, i traguardi non raggiunti, i momenti in cui siamo inciampati sulle nostre stesse paranoie, le ansie e il panico che ci hanno abbracciato fino a stritolarci fossero un mero prodotto di quelle 24 ore di recupero posizionate alla fine di quel mese diversamente lungo che, se vogliamo dirla tutta, hanno anche ritardato di un giorno lo spegnimento delle mie candeline di compleanno. 

Ma siamo proprio sicuri che non ci sia nulla da salvare in questo anno del Mai Una Gioia Cosmico?

Se non ve ne siete accorti, vi sto offrendo una via di fuga dai deliri che questa seppur semplice domanda ha originato nella mia mente contorta, una possibilità di salvezza dall’impelagarvi in quello che è, fondamentalmente, una sorta di viaggio nel tempo attraverso i miei 12 mesi appena trascorsi.

Un resoconto del mio vissuto, né più né meno di ciò.


“Propositi per questo 2016 ormai alle porte, in realtà, non ne ho, trovo sciocco farmi promesse che non riuscirò mai a mantenere o crearmi false aspettative che, con un’altissima percentuale, saranno deluse. Non mi aspetto nulla, ma sono pronta a lasciarmi sorprendere da tutto; credo possa bastare!”

Ho deciso di iniziare questo mio viaggio esattamente dove lo avevo interrotto un anno fa quando, salutando il 2015 nelle sue ultime battute, avevo già deciso con quale mood avrei vissuto il mio nuovo anno…o quanto meno ci avrei provato.

Nessuna aspettativa, nessuna delusione!

366 giorni fa mi sembrava decisamente un ottimo piano, se solo fossi stata capace ad attuarlo per davvero perchè, siamo onesti, una cosa è dire [o scrivere] di voler avere un certo atteggiamento una cosa è modificare la propria essenza più profonda e riuscirci davvero.

Insomma, sarebbe tutto molto più facile se fossimo in grado di ascoltare gli ottimi consigli che sappiamo dispensare, ma poi cosa avremmo da raccontare?

Non posso in alcun modo negare che il 2016 sia stato per me un anno complicato, ho cambiato lavoro e stile di vita rendendomi conto che, se è pur vero che non c’è nulla, o quasi, che io non possa fare, non è detto che debba per forza piacermi; ammettere ciò forse è stata la cosa più difficile di questo intero anno. Insomma chiedere di avere un’opportunità di poter dimostrare di poter fare qualcosa di diverso e ritrovarsi ad ammettere che quel qualcosa non solo non ti piace ma ti fa letteralmente schifo credetemi non è stato per niente una passeggiata.


Non che ritrovarmi a riaffrontare crisi di ansia e lievi attacchi di panico sia stato più piacevole.

Immaginate di averci messo davvero tanto per uscire da un tunnel che avevate quasi iniziato ad arredare, di aver preso tutte quelle sensazioni negative e di averle inscatolate per benino e gettate in un angolo remoto della vostra memoria tra le cose da non voler ricordare, di essere riusciti a razionalizzare quelle sensazioni, ad imparare a dominarle o quanto meno a gestirle e poi…boom! Non c’è un perchè, non una vera motivazione, tutto vi è esploso nuovamente tra le mani trascinandovi prepotentemente in quel tunnel facendovi arrancare per cercare di ricordare come si fa a respirare, per riuscire ad aggrapparvi ad una luce e non farvi avvolgere dal buio. Non una passeggiata, ve l’ho detto.

Eppure in tutto questo buio ho avuto sempre la mia luce, il mio pensiero felice.

Lo so, su questo argomento sono dannatamente monotematica ma sticazzi, credo che potrei davvero urlarlo ai quattro venti tutto il giorno tutti i giorni; non saprei raccontare che sapore avrebbe la mia vita senza questi 5 uomini…senza di Lui. Nonostante questo anno il pensiero di non essere adeguata per questo mondo mi abbia accompagnato quasi come una costante, lui è riuscito a farmi sentire speciale per una sera, forse un istante, ricordandomi, ancora una volta, che basta poco per essere felici.

E’ triste e tenero allo stesso tempo pensare che l’abbraccio più bello l’ho ricevuto da uno sconosciuto, che forse tanto sconosciuto più non è, che per una sera ha deciso di rendermi l’eccezione; un menefreghista cronico che ha stretto la mia mano nella sua facendomi sentire una sciocca quindicenne e una strafiga da paura nello stesso tempo regalandomi uno di quei momenti più unici che rari nella vita. Insomma, se non sono morta tra le sue braccia mentre la sua bocca riempiva di bacini il mio viso probabilmente sono immortale e ancora non lo so.

Questo 2016 è stato anche l’anno del mio ritorno nella città che già 5 anni fa mi aveva rubato il cuore: la mia New York! Credo che solo chi abbia messo piede sul suolo newyorkese possa capire quanto questa città ti entri diritto nell’anima rubandotela, diviene parte di te fino ad arrivare a mancarti quasi fosse una persona. Tornare nella Grande Mela e farlo con la mia famiglia è stato un regalo inaspettato; a quasi 32 anni non mi vergogno nel trascorrere le vacanze estive con la mia famiglia perchè quando si ha la fortuna di avere genitori e fratelli come quelli che ho io ogni momento trascorso insieme è un dono divino, nulla di più.

E’ un post senza capo ne coda, me ne rendo conto, forse il peggior resoconto che io abbia mai fatto ma abbiate compassione per me, la febbre continua a non darmi tregua e il mio gatto continua a farmi da supervisore per evitare che io finisca per lo scrivere delle castronerie.


Ancora poche per per dire addio a questo 2016!

Non mi sento pronta a fare una lista delle cose che non sono arrivate in questo anno, di quelle che ho perso, di quelle che ho creduto di avere ma erano solo delle sciocche illusioni. Niente ringraziamenti, se non per me stessa e per chi mi è stato vicino nonostante i miei momenti bui, nonostante io non lo abbia reso facile neanche un pò.


Ed esattamente come lo scorso hanno non voglio fare una lista di buoni propositi. 

Hey vita, io sono qui: sorprendimi!!!


Non so se qualcuno sia arrivato davvero fino a qui giù, beh se ci sei: ti stimo…e a te vanno i miei migliori auguri di Buon Anno.


E cmq il 17 è sempre stato il mio numero preferito, non smentirmi.




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17 thoughts on “Addio, 2016!!!

  1. Purtroppo ho capito che quello che doveva essere il nuovo lavoro che mi avrebbe aperto nuove prospettive in realtà non mi piaceva neanche un poco, anzi più non mi piace più mi mette ansia addosso!!! È previsto un nuovo cambio a breve…incrocia le dita per me!

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