Pensieri Sparsi

Il girone dell’inferno dei gruppi su Whatsapp!


Se Dante Alighieri avesse scritto la sua Divina Commedia ai giorni nostri sono più che sicura che avrebbe dedicato un intero girone agli abusatori dei gruppi whatsapp, probabilmente vagando con Virgilio avrebbe incontrato Brian Acton e Jan Koum [si, mi sono andata a documentare sugli ideatori di Whatsapp per scrivere codesta idiozia] costretti a rispondere incessantemente ai settordicimila messaggi al secondo che riempiono di notifiche i propri smartphone mentre Zucherberg gli balla intorno lanciandogli coriandoli a forma di emoticon al suono di fastidiosissimi messaggi vocali pregni di sconcerie, rumori molesti e pipponi che funzionerebbero da sonnifero meglio del fuso della Bella Addormentata nel Bosco.

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Inutile negare quel senso di frivola gioia iniziale che la possibilità di creare gruppi Whatsapp ha donato in tutti noi orfani delle megachat di MSN; quella malinconica sensazione di poter tornare indietro nel tempo quando chiacchierare virtualmente in 20 persone regalava un nuovo senso di aggregazione abbattendo le distanze e avvicinando i cuori. Una visione forse un pò troppo poetica di quelli che restano ricordi di una tarda adolescenza condivisa attraverso uno schermo del computer con persone decisamente lontane da me ma con le quali condividevo un’immensa passione.

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Il punto è che ognuno di noi ha, inizialmente, gioito della possibilità di poter evitare il fastidioso copia ed incolla dello stesso messaggio per comunicare il luogo di ritrovo per una serata, di poter evitare di riportare pezzi di conversazioni per giungere ad un accordo sulla scelta del suddetto luogo, di poter evitare quel frustrante giro di messaggi/telefonate tipiche dell’organizzazione per la scelta e l’acquisto di un regalo di compleanno di gruppo per un’amica o, peggio mi sento, i dettagli di un viaggio.

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I gruppi Whatsapp sembravano destinati ad essere la chiave di volta di tutti quei problemi logistici che tanto ci davano noia prima della loro comparsa. Scrivo una cosa, la leggono in 10 in una volta sola, mi rispondono tutte nello stesso posto, ci confrontiamo: tutto risolto in 10 minuti, facile e veloce.
Oh che bella cosa l’illusione.

00007092La verità è che essere inserito in un gruppo Whatsapp è come entrare a far parte di una setta, si sa quando si entra ma non si ha mai ben chiaro come, quando e se si riesce ad uscire [quanto meno senza mandare al diavolo qualcuno o senza passarci per stronza maleducata]. 

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I gruppi Whatsapp rappresentano a pieno un esempio perfetto di sistema anarchico: non esistono regole da rispettare! [laddove esistessero, non andrebbero comunque rispettate…quindi perchè perderci tempo?]
Bisogna, però, ricordare giusto un paio di cosucce utili per non soccombere in questo mondo fatto di messaggi deliranti, screenshots inutili, messaggi audio irritanti:
  • Non bisogna mai farsi ingannare dal nome del gruppo perché esso rappresenta, il più delle volte, un mero specchietto per le allodole; insomma se vi inseriscono in un gruppo chiamato Regalo PincoPalla [dopo aver capito se PincoPalla davvero la conoscete e rientra nelle persone degne della vostra attenzione] potete stare tranquille che su 200 messaggi ricevuti forse solo 10 parleranno effettivamente del regalo in questione.
  • Silenziare un gruppo Whatsapp è sempre cosa buona e giusta per salvaguardare la propria salute mentale e la batteria del proprio smartphone.
  • Non dire alle persone partecipanti alla conversazione di gruppo che le avete silenziate ed intervenire di tanto in tanto con faccine random per fingersi presenti [quella che ride fino alle lacrime resta perfetta per ogni situazione].

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  • Bloccare il download automatico delle immagini per evitare di ritrovarsi la galleria del telefono piena di screenshot sgrammaticati, uomini mezzi nudi, outfits vari ed eventuali, in definitiva roba compromettente random.
  • Dotarsi di tantissima pazienza: più sono le partecipanti alla conversazione meno si riuscirà a capirsi in maniera logica e lineare; dall’esaurimento al ritrovarsi a rimpiangere il vecchio giro di telefonate il passo è breve.
  • Ignorare le conversazioni a cui non si è interessate evitando di lasciarsi andare a risposte acide [su questo punto ci sto ancora lavorando anche io].
  • Skippare le note audio di quelle che si divertono a mandarle a ripetizione, soprattutto se sei fuori casa.

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Ricordare che in fin dei conti: è solo l’ennesimo gruppo whatsapp.

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29 thoughts on “Il girone dell’inferno dei gruppi su Whatsapp!

  1. C’è da uscirne pazzi😨😂
    Quando mi ritrovo in questi gruppi, di solito faccio una domanda, PRETENDO una risposta (e se non me la danno, continuo a chiedere😆), capisco quale l’obiettivo della missione, ringrazio ed esco dal gruppo, altrimenti riesco piu vivere😂

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  2. Io dei gruppi detesto i saluti alla mattina, quando tutti devono salutare tutti per nome! Ma tutta sta voglia di comunicare di mattina dove la trova la gente? L’unico gruppo che per me funziona è quello del condomino, creato da me, li solo comunicazioni utili. E se iniziano a farsi prendere la mano li bacchetto di persona sul pianerottolo.

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  3. Mi è bastato partecipare una volta ad un gruppo ed eravamo solo 4 persone equamente divisi tra uomini e donne. Per una serrimana il delirio assoluto! Assenza di ogni freno inibitorio e messaggi h24!Decisamente troppo per me che ogni tanto devo staccare e mettermi in disparte!

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  4. Whatsapp è di certo un’applicazione carina e utile, ma non tutti capiscono che c’è, deve essere posto un limite all’importanza delle comunicazioni; se malauguratamente sei al lavoro, sei raggiunto dieci, venti volte l’ora da comunicazioni che, se fossero a pagamento, non ti farebbe nessuno. Ecco, Whatsapp ha reso indispensabile l’inutile.

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  5. come ha già scritto qualcuno sopra, i gruppi top sono quelli legati alle classi dei figli, perlopiù abitati da mamme, e quelli, similari ai precedenti, legati ad associazioni sportive e religiose. Nel primo gruppo spiccano le mamme che, al posto dei figli, chiedono continuamente i compiti. E sono quasi sempre le stesse. Poi c’è l’assurdo meccanismo per cui se qualcuno chiede qualcosa (tipo:”chi ha il libro di mio figlio/a?”) tutti coloro che non c’entrano una pippa rispondono! Nel secondo gruppo invece impera la legge dei vocals e dei video e dei commenti a suon di emoticon che possono durare anche intere mattinate o pomeriggi. Pure io mi devo trattenere per non essere etichettato come laido antipatico ma silenziarli è d’obbligo! 🙂

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  6. Vi assicuro che non averlo è anche peggio (forse): il mio telefono non lo supporta e le persone non ci credono, o me lo rinfacciano svariate volte al giorno, così x non farle spendere, le chiamo io…
    qualcuna è più ironica e ride quando in una conversazione (live) dico: “siamo già arrivati al momento in cui mi dicono che non ho Whatsapp”

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  7. no ma ci credo eccome, anche perchè ormai tutto viaggia tramite whatsapp…pensare che sono stata una delle prime ad installarlo tra le amiche e forse adesso sono quella che, nei giorni sbagliati, lo odia di piu

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