Pensieri Random di una 15enne · Pensieri Sparsi

Una parte di me, diversa da me.


Sin da quando ero ragazzina ho creduto più al destino che alle favole; in età universitaria poi, forse complice un amico dalle credenze mistiche tendenzialmente esoteriche, mi sono lasciata infatuare dal fascino delle coincidenze, dall’ammaliante presenza di segni che mi indicassero la giusta via. Una via che spesso, ignorando i chiari segni disseminati dal fato per il semplice gusto di giocare secondo regole diverse, ho scelto di non seguire scoprendo che il destino, in qualche modo, avrebbe comunque rimediato ai miei errori.

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È stato così quando, circa dieci anni fa, ho ascoltato quella canzone che mi ha ricordato chi fossi indicandomi il sentiero da cui ripartire per ritrovarmi; è stato così che, arrivata in stazione una mattina di ormai otto anni fa ho visto partire dinanzi ai miei occhi il treno che mi avrebbe portato a Roma per vedere i Backstreet Boys. Avevo fatto tardi perché avevo dimenticato il telefonino a casa. Io avevo dimenticato il telefono, l’estensione naturale della mia mano. Assurdo.

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Sconcertata avevo preso il treno successivo, più lento, sul quale mi ero scontrata con una triste realtà: quella che credevo essere la mia partner in crime si era rivelata essere poco più che una stronzetta invidiosa che, senza pensarci due volte, mi aveva scaricato. Non sto qui a tediarvi su questa inutile perdita, col tempo ho capito quanto anche lei fosse semplicemente una pedina nelle mani del destino, un pezzo di un meraviglioso puzzle che avrei completato solo in seguito.

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Sono passati otto anni da quel giorno, da quando, delusa ed eccitata allo stesso tempo, ho percorso la strada che mi avrebbe condotto alla Mondadori…o più propriamente a quello che avrei trovato lì.
Sono passati otto anni e la mia memoria è quello che è, non ricordo le prime parole che ci siamo rivolte quel giorno, sicuramente c’è stato qualche abbraccio di troppo, odiavo gli abbracci e ancora oggi mi domando come il destino mi abbia rifilato una persona così abbracciosa; quello che ricordo però è quell’assurda connessione che ho provato, quella strana strana sensazione che non sarei più stata sola. La certezza di aver trovato una sorella di madre diversa.

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Oggi lo chiamo destino, in alcuni giorni la chiamo sfiga. E’ bastato un attimo affinché le nostre vite si intrecciassero, con tutto quello che ne è scaturito dopo. Eravamo come Romeo e Giulietta, non nel senso romantico della cosa; amiche di amiche che si odiavano costrette a scambiarsi informazioni in segreto, tediate dagli sguardi odiosi di chi non capiva questa amicizia nata un pò per gioco… un pò per stalkeraggio [sono stata una povera vittima, dovete credermi].

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Era il 24 Novembre del 2007, il primo momento in cui Nick Carter si è ricordato di me, il giorno in cui ho incontrato la mia migliore amica [a cui consiglio vivamente di approfittare di questo momento di dolcezza]. Eravamo due ragazzine, così diverse da non centrare nulla l’una con l’altra, così uguali da sceglierci per la vita. Quanto può essere strana la vita?

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Due anni dopo, nello stesso giorno, in una città diversa siamo riuscite ad avere il nostro momento perfetto, la nostra foto perfetta, quella che racchiudeva in una sola immagine tutto il nostro mondo.
♥♥♥ Io + lei + Nick Carter  ♥♥♥

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Lo so, roba da ragazzine starete pensando voi, ma, credetemi, se vi dico che non potete neanche immaginare la gioia di quel momento. Non ho mai messo mie foto sul blog, ma a sto giro è diverso, quando rileggerò queste parole voglio vedere la felicità sui nostri volti, ricordarmi, ancora una volta, che sapore ha la gioia pura se condivisa con chi è parte fondamentale della tua vita.

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E’ complicato spiegarvi il nostro rapporto, ci avevo provato qualche post fa, ma le parole non sempre riescono ad esprimere la complessità delle emozioni; non ho mai creduto all’amicizia vera, non ho mai amato le amicizie morbose, non ho mai sopportato le amicizie gelose. Noi siamo tutto e siamo niente, la amo e la odio. Il bianco e il nero che quando si fondono creano un arcobaleno di colori, ma quando si scontrano generano il caos più totale.

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Sono passati otto anni, e mi sembra solo ieri quando, per la prima volta, quando le nostre strade si sono incontrate. Non è la migliore amica più perfetta del mondo, neanche io lo sono…ma è la mia migliore amica.

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Una parte di me, diversa da me.

 

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21 thoughts on “Una parte di me, diversa da me.

  1. una volta un signore mi disse che esisteva il caso, poi scoprii che nulla accade per caso, che c’è sempre un motivo…SEMPRE.
    ogni incontro, scontro, regola infranta, parola, libro, scarpa sciolta ha un suo perché.
    =)

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